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Parlami D’Amore, con firma e dedica di Silvio Muccino

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1) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
2) Andare all centro comerciale e sapere che c'è GIANNI con il suo OTTIMISMO!!!!!!!!!!!
3) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...


SE UN UOMO NON E’ DISPOSTO A RISCHIARE PER LE SUE IDEE,
O LUI O LE SUE IDEE NON VALGONO NULLA


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lunedì 19 maggio 2008 - ore 14:41


Figuron
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono sempre più convinta che le ragazze orientali si assomiglino tutte! Impossibile riconoscerle!
Vero Pietro????



- PERMALINK



domenica 11 maggio 2008 - ore 11:21


Orgogliosa di esserci stata
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Se sei un alpino, un bicchiere non te lo nega nessuno. Devono pensare che sei uno che fatica, e che per questo merita rispetto. E’ il cuore che hanno la cosa che ti emoziona. Sono gente di cuore. Poi, c’è qualcosa di questa fratellanza, che sa di un mondo antico, con le porte aperte sull’aia e la luce che ti guida dal sentiero, qualcosa che si è perso.

Ma è il mondo che è antico, non le persone che lo riempiono. A entrare qui dentro, a Bassano del Grappa, all’ottantunesimo raduno degli alpini, ti sembra davvero di stare in un paese che alla fine è più moderno delle metropoli che attraversi, degli ingorghi che intasano il tuo cammino, delle televisioni che riempiono i tuoi giorni. Giovani e vecchi, e tante donne. Sono anche loro il segno dei tempi che cambiano. Donne con la penna. Dovremo farcene una ragione.

A prima vista, uno rimane un po’ così. Perché questo era un tempio molto virile, di belle canzoni urlate alla luna e di acquaviti da ingoiare in un sorso. Le bevute si fanno ancora tutte, e meno male se scovi un amico in tenda, con qualche bottiglia della cantina, come Flavio e Giorgio, da Galliera Veneta, Padova, che si sono messi in fondo a via delle Fosse, appoggiati ai cespugli che s’affacciano da lassù. E cantano ancora tutti «Sul ponte di Bassano», e la banda sulla strada sta strimpellando «Rosina amami per carità, con gli occhi bianchi e neri». Attorno ci sono così tante ragazze con la penna nera, fidanzate, mamme, mogli, sorelle, e poi alpine, che uno le quote rosa ormai le conta con i suoi occhi, dappertutto, anche fra gli amici dell’esercito. L’anno scorso avevano sfilato in tutto quattro donne.

Quest’anno sono già sette prima di cominciare, subito l’altro ieri, a marciare con il 7° Reggimento Alpini, dietro la bandiera di guerra, i gonfaloni delle città medaglie d’oro e il labaro, tutte in fila, con la penna e il loro berretto, alte, belle e forti. Poi ci sono quelle che riempiono le piazze. Facciamo il 30, 40 per cento: su 300 mila, almeno 60 mila, forse ottanta. Molte sono come Mara Anzolin, che dice di essere venuta qui perché il marito si divertiva sempre molto: «E allora perché non devo divertirmi anch’io? Se piace a lui, piacerà anche a me, mi sono detta». Le è piaciuto. Questo è il terzo anno. Poi, c’è qualcos’altro. E’ che questa adunata sta diventando sempre più una festa nazionale, e alla fine non sono neppure pochi quelli come Flavio, Giorgio e Riccardo, di Galliera Veneta, Padova, che non hanno fatto gli alpini, ma che vengono lo stesso, «perché qui c’è la storia, il rispetto per i vecchi e l’amore per i giovani, il senso della Patria, di una fratellanza che non è fatta solo di parole, ma di fatti».

Certo, a girarci attorno, è soprattutto un popolo del Nord. In politica, forse, è più Lega che altro. Ma loro, come Zefilino Berbenni, 74 anni, e Gino Gaspari, 76, di Sondrio, ripetono a voce alta che qui la politica non c’entra niente, e deve star fuori. Verissimo. Questi sono i figli che vengono dal Piave, sono quelli che non hanno ceduto neanche un metro, questa è gente seria, fatta così. Ma se dovessero scegliere? Non qui, sbotta Zefilino. A rompere un po’ le scatole in giro, diciamo che forse non ci starebbe a meraviglia Veltroni, il «Walterloo delle sinistre», «perché questi saranno anche abituati a perdere», come dice ridendo Gino Ferraro, e a volte gli è successo, a testa alta e a petto in fuori, «ma non gli piace per niente, questi non mollano mai, e alla fine hanno sempre vinto, anche nella ritirata in Russia, anche a Caporetto. L’importante è non perdere il cuore». Che poi, forse, sta qui vicino, sul Monte Grappa, come diceva ieri Corrado Perona, il presidente dell’Associazione degli Alpini, qui, dove tutto è cominciato. Beviamoci sopra, e stringiamoci forte, come urlava quel tale.
"La Stampa"





- PERMALINK



domenica 4 maggio 2008 - ore 11:09


Alla scoperta dell’Istria
(categoria: " Viaggi ")
















- PERMALINK



giovedì 24 aprile 2008 - ore 12:59



(categoria: " Lavoro ")


....FERMARSI DAVANTI A QUELLO CHE CI VIENE DATO è GIUSTO, MA PRETENDERE QUELLO CHE CERCHIAMO SIGNIFICA ESSERE CAPACI DI RAGGIUNGERE I PROPRI OBIETTIVI...


- PERMALINK



giovedì 10 aprile 2008 - ore 21:03


08-04-08
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ il turno di Barby..110 cum laudem!!!








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sabato 29 marzo 2008 - ore 16:15


LAUREA LAURA LAUREA LAURA
(categoria: " Università / Scuola ")










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venerdì 28 marzo 2008 - ore 21:50



(categoria: " Cinema ")



















- PERMALINK



giovedì 13 marzo 2008 - ore 22:28


LA FOLLIA
(categoria: " Amore & Eros ")


La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei.
Dopo il caffè, la Follia propose: ’Si gioca a nascondino?’.
’Nascondino? Che cos’è?’ - domandò la Curiosità.
’Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete.
Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò
sarà il prossimo a contare’.
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.
’1,2,3. - la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d’alberi.
La Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo
adatto per nascondersi.
L’ Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso.
La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano.
La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era gia a novantanove.
’CENTO! - gridò la Follia - Comincerò a cercare.’
La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto
impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere
scoperto.
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non
sapeva da
quale lato si sarebbe meglio nascosto.
E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.
Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò:
’Dov’è l’Amore?’.
Nessuno l’aveva visto.
La Follia cominciò a cercarlo.
Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce.
Ma non trovò l’Amore.
Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un
pezzo di legno e cominciò cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un
grido.
Era l’Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio.
La Follia non sapeva che cosa fare.
Si scusò, implorò l’Amore per avere il suo perdono e arrivò
fino a promettergli di seguirlo per sempre.
L’Amore accettò le scuse.
Oggi, l’ Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.


- PERMALINK



domenica 10 febbraio 2008 - ore 11:56


IL GIORNO IN PIU
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Sono felice e fiera di me anche quando faccio la spesa e spingo il carrello. Se mi va la sera esco, altrimenti me ne sto a casa a leggere o a guardarmi un film con gli amici. A volte mangio a tavola e apparecchio, oppure mi siedo per terra con la schiena appoggiata al divano. Mi apro una bottiglia di vino anche se sono sola. Non devo discutere. Sono indipendente. Difenderei questa condizione con tutte le mie forze. Sempre. Eppure anch’io a volte avrei bisogno di un abbraccio, di arrendermi e perdermi tra le braccia di un uomo. Un abbraccio che mi faccia sentire protetta anche se so proteggermi da sola. Sono in grado di fare le cose di cui ho bisogno, ma a volte vorrei far finta di non esserlo per il piacere di farle fare a qualcun altro per me.

La vera nobiltà consiste nell’essere superiore al te stesso precedente

Porsi dei problemi e risolverli è stato essenziale

E non volevo più che nessuno venisse a trovarmi. Se arrivava qualche amico, dopo due giorni ero contento se ripartiva. Perché vivere con loro era come tornare dentro quella vita da cui avevo preso una pausa.

Molti uomini, dopo un po’ che li frequenti, diventano come le canzoni di un cd: sai già quale viene dopo.

L’unica gelosia che mi è piaciuta nella vita era quella di mio padre quando tornavo a casa tardi.

Avrei bisogno di un rapporto in cui ognuno è libero di percorrere la propria strada sapendo che l’altro è in grado di raggiungerlo. La colpa è stata soprattutto mia, perché non volevo scoprire chi desideravo essere per paura di trovare cosa potevo essere.

Lei era la porta che avevo avuto il coraggio di aprire e che non riuscivo più a richiudere.

Lei per me è sempre stata una casa con il tetto di vetro: posso osservare il cielo sentendomi al sicuro.


- PERMALINK



martedì 15 gennaio 2008 - ore 09:31


PeRlE dI sAgGeZzA
(categoria: " Pensieri ")


Non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
E per questo, bisognerà che tu la perdoni.

Ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.

Non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.

Le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.

O sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.

Gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.

Ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.

A volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai,
è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti

Solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.

Non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno.
Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.

Non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.

Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.

È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.

Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.

Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.

Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.

Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.

Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori.


- PERMALINK




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