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martedì 22 luglio 2008 - ore 16:59


Noi piangiamo insieme
(categoria: " Vita Quotidiana ")







’Arriva il momento in cui ogni uccello deve volare’.
The Script

Che bellissima canzone...
L’umore del giorno.



- PERMALINK



venerdì 18 luglio 2008 - ore 12:25


La Stregoneria
(categoria: " Vita Quotidiana ")


di Massimo Centini


Un diffuso e abusato luogo comune indica la strega con caratteristiche tendenti a dare di questo personaggio tutta una serie di peculiarità che ne accentuerebbero il suo ruolo negativo.

Secondo la tradizione quindi, la strega è vecchia, spesso brutta, male in arnese, vestita di stracci, sdentata e con voce inquietante; le sue unghie sono lunghe e tendono a fare delle sue mani magre quasi dei pericolosi artigli. Anche il naso è frequentemente anomalo: lungo o adunco. I capelli sono disordinatamente adagiati sul capo e rimandano all’immagine classica di Medusa. Ma siamo sicuri che questa figura corrisponda proprio alla realtà?

Se proviamo ad osservare che cosa dicono le fonti storiche sull’argomento, ci rendiamo conto di quanto sia distante lo stereotipo precedentemente indicato dall’autentica dimensione dei fatti. Le donne accusate di stregoneria non erano affatto vecchie: l’età media di frequente era sotto i quarant’anni e vi furono anche numerosi casi di "streghe-bambine”, entrate a far parte delle congreghe diaboliche seguendo le tracce materne o portate al sabba dai parenti stretti.
Quindi è lecito ipotizzare che l’immagine ricorrente della strega (tipo Befana, tanto per intenderci) sia stato originato da alcuni fattori non direttamente connessi all’aspetto effettivo delle presunte streghe:

1. l’atteggiamento fortemente misogino degli accusatori;
2. l’utilizzo dell’aspetto fisico repellente come "segno" destinato ad accentuare, a livello di inconscio collettivo, la "negatività" di qualcuno;
3. il peso dell’immaginario fiabesco che ha fatto della “vecchia e brutta" un topos letterario ricorrente (si pensi, ad esempio alle streghe presenti in Biancaneve o Hänsel e Gretel).

A sostegno della tesi va anche ricordato che una significativa percentuale di donne accusate di stregoneria si prostituiva; altre vivevano non rispettando i canoni della morale comune (convivevano con più uomini, svolgevano attività illecite, praticavano forme di terapia popolare in contrasto con le norme, ecc.).

Inoltre, in numerose delle dichiarazioni rilasciate agli inquisitori dalle accusate, risulta chiaro che durante il sabba, ma non solo, molte di queste donne si univano sessualmente ai demoni, descritti non secondo l’iconografia ricorrente, ma come giovani belli, prestanti. Infatti dalla fine del XVIII secolo si va definendo anche un modello tendente a porre in rilievo la forte carica sensuale della strega, con i conseguenti rivolgimenti dello stereotipo descritto.

Anche attraverso gli elementi fin qui indicati, si scorge nitidamente la possibilità per ripensare all’immagine della strega, sempre più lontana da quella condivisa dalla maggioranza. Consideriamo inoltre che tra quanti si sono occupati di stregoneria vi sono studiosi che propongono una tesi decisamente in controtendenza: le streghe sarebbero state omosessuali, vittime prima di tutto della loro diversità e perseguite perché artefici di pratiche contro natura. L’abominazione delle "donne" di Satana si sarebbe quindi espressa soprattutto con il peccato di sodomia, perseguito come il più grave e considerato origine di tutti i mali.

Sostanzialmente quindi nella presunta adepta di Satana risultavano tradotte visivamente, sul piano della fisiognomica e su quello iconografico, tutte le paure e le angosce che tra il XV e il XVII secolo hanno alimentato la caccia alle streghe.
Due i temi importanti nell’ottica della nostra valutazione:

a) l’atteggiamento repressivo contro la donna, come leitmotiv della caccia alle streghe;
b) lo stereotipo iconografico ricorrente che dà alla strega un’immagine fìssa: vecchia, brutta, con accentuati difetti fisici e un volto segnato dal rapporto con il mondo dell’ombra.

Così l’Ecclesiastico: "La donna è piena di malizia. Ogni malizia e ogni perversità provengono da lei (XXV, 13); (...) spesso colte dal delirio, esse uccidono i loro bambini (XXV, 81)".

Un piccolo frammento del Malleus maleficarum è sufficiente per esprimere la visione che contrassegnò numerosi teologi e inquisitori impegnati nella lotta contro le streghe: "Già nella prima donna è evidente che per natura ha minor fede: infatti, al serpente che le chiedeva perché non mangiassero da tutti gli alberi del Paradiso, già con la sua risposta si rivelava in dubbio e senza fede nelle parole di Dio. E tutto questo è già dimostrato dall’etimologia del nome. Infatti, femmina viene da fede e meno, perché ha sempre minor fede e la serba di meno (...). Dunque, una donna cattiva per natura, che è più pronta a dubitare della fede, è altrettanto pronta a rinnegarla, ed è questa la caratteristica fondamentale delle streghe".



Secondo il Canon Episcopi (IX secolo), certe donne sostenevano di viaggiare in volo di notte al seguito di Diana, detta anche Erodiade o Minerva. Queste donne si dirigevano - spesso sotto mentite spoglie, assumendo anche l’aspetto di un animale – al “ludum”, dove si svolgevano riti e feste, che solo in un secondo tempo furono posti in relazione al sabba.

E’ stato anche giustamente osservato che nel volo al seguito della dea pagana è presente un rimando al mito del volo/viaggio nel mondo dei morti, caratteristico di numerose mitologie. I riferimenti sono anche evidenti nella tradizione sciamanica, nella caccia selvaggia o nei cortei notturni. Dalle dichiarazioni delle donne accusate di partecipare al “ludum”, apprendiamo che questi incontri non avevano nulla di diabolico, ma erano dominati da una traiettoria rituale tipica della tradizione contadina.
Al “ludus bonae societatis” le donne erano guidate dalla Domina ludi, figura per niente diabolica ma riconducibile ad un essere positivo, quasi un riverbero di un’antica sacerdotessa.

Per volare spesso le streghe si avvalevano della ben nota scopa che era considerata una delle "cavalcature" da loro più usate: l’immagine della donna di Satana che vola su questo strumento domestico è infatti ampiamente penetrata nell’immaginario collettivo. Quali sono le motivazioni che possono aver determinato l’utilizzo proprio di questo strumento? Cercare di risalire alle motivazioni di questo connubio non è così facile, e spesso le diverse versioni proposte non riescono ad offrire un quadro sufficientemente attendibile.
Secondo la Murray il rapporto sarebbe sorto "in epoca assai remota e si spiega con il fatto che la scopa è sostanzialmente un arnese usato in casa e quindi di proprietà della donna. L’equivalente maschile di un arnese simile al forcone. E’ questa la ragione per cui, nelle raffigurazioni medievali di dame di streghe, le donne o streghe spesso tengono in mano delle scope, mentre gli uomini o diavoli impugnano un forcone" (A. Murray, II dio delle streghe, Milano 1972, pag. 84).

Il motivo del volo con l’ausilio di scope o altri oggetti analoghi, oltre ad aver trovato nella mitologia della stregoneria un’ampia cassa di risonanza, risulta presente nel folklore con varianti molto diverse. Un interessante esempio dell’associazione bastone-volo magico è presente nel rito carnevalesco del "Ballo del bastone", che dalla fine del XVIII secolo è attestato nelle fonti genovesi. Vi possono essere analogie con la simbologia fallica e con il suo retaggio peccaminoso, che nella coscienza popolare assumeva intenzioni demoniache.
Per quanto riguarda le streghe occidentali, dalle fonti sembrerebbe che l’uso di un olio o di un unguento per facilitare la cavalcata, cosparsi sulla scopa o bastone, fosse una pratica più arcaica, mentre nelle fasi più recenti erano le donne a cospargersi il corpo per poter volare al luogo dell’incontro.

L’uso della scopa ha comunque da sempre assunto connotazioni sacrali come in effetti è dimostrato da numerose tradizioni: la presenza di questo strumento nei riti nuziali e nelle processioni, non solo nei paesi cristiani, dimostra chiaramente come la scopa abbia acquisito un apparato simbolico profondamente radicato nel nostro immaginario.

Le sue valenze simboliche sono comunque sempre connesse di cui è divenuto emblema ed espressione all’interno di un circuito culturale entro il quale la collocazione sociale dei singoli doveva essere posta in rilievo attraverso oggetti/simbolo di riferimento.
Il manico della scopa come strumento di volo è stato anche oggetto di analisi psicoanalitica: a livello cosciente "si nomina la verga, il bastone, il pezzo di legno, ma le fantasie inconsce intendono l’organo maschile (...) Dal latino virga, deriva il francese verva (XII sec. Roland), l’italiano verga con significato di bastoncino e pene. Anche in inglese il significato è identico con yard, inglese antico gierd = bastoncino, usato da Chaucer per indicare il pene. Da questi esempi possiamo pensare che un bastone o un bastoncino diritto oppure una scopa, cioè un insieme di verghe per spazzare (=virga) rappresentano l’organo maschile e che gli strumenti per il volo delle streghe verso il sabba (=scopa, bastone, ecc.) abbiano nelle fantasie inconsce popolari un carattere sessuale" (G. Delfino - A. Schmuckher, Stregoneria, magia, credenze e superstizioni a Genova e in Liguria, Firenze 1983, pag. 60-61).

E’ indubbiamente curioso ritrovare nelle credenze dell’America precolombiana l’uso della scopa da parte delle streghe che, nude, dopo essersi cosparse di uno speciale unguento (come le streghe occidentali), si recavano in volo alla riunione presieduta dalla dea Tlazolteotl o da Tezcatlipoca, alle quali era attribuito il medesimo ufficio della Signora del gioco medievale.


tratto da ’Anthropos-Comunità Antropologica’




- PERMALINK



venerdì 18 luglio 2008 - ore 11:56


Revival
(categoria: " Riflessioni ")


Questa è una canzone che ascoltavo quando ero bambina... La tipica musica da boy-band che andava tanto di moda allora e dalle sonorità che adesso mi sembrano decisamente reggelanti, ma a dieci anni di distanza, oltre a sorridere di nostalgia, scopro che il testo di questa canzone stupidissima non è poi così...stupido.






N’Sync, ’Space cowboy’


"Non abbiamo bisogno di tutte queste profezie
che ci dicono che cos’è un segno,
perchè la paranoia non è il modo giusto
di vivere la vita giorno per giorno
quindi lascia indietro i tuoi dubbi e le tue paure".

Saggezza pop...
Accipicchia.


- PERMALINK



mercoledì 16 luglio 2008 - ore 16:00


Dubbio amletico:
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Si può vivere in tre in 45 mq?
A primo impatto uno risponderebbe di no, ma e se si considerasse il fatto che codesto buco caccoloso si trova in pieno centro di Roma, a 300 metri da La Sapienza e che a testa costerebbe solo 300 euro incluse spese condominiali, acqua, luce e gas?
Mmm. Non è un vero e proprio dubbio, a dire il vero, perchè, come si suol dire, ’o così o pomì’, giacchè questo è tutto ciò che le nostre povere tasche possono permettersi, e, considerata l’incredibile posizione, è pure un autentico miracolo!
Cavoli, però... Ci sarà da soffrire di claustrofobia...

- PERMALINK



domenica 13 luglio 2008 - ore 13:30



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tipico. Un problema di considerevole importanza sembra finalmente risolto, ma non fai nemmeno in tempo a gioirne in santa pace e a farti i complimenti da sola che subito, con immenso orrore, scopri che non è risolto affatto, che hai ’preso un granchio’, come si suol dire, e che ti tocca ricominciare daccapo, con l’aggravante che il tempo corre, corre e corre, e tu ne hai sempre meno.
E va bene, così è la vita....
D’altra parte, sono stata io a scegliere la strada dell’avventura, sono stata io a decidere di cambiare città e vita, quindi decisamente non mi sono concesse lamentele. Però, ecco, permettetemi di incazzarmi un pochettino se l’appartamento che io e le mie future coinquiline avevamo praticamente preso (tour de force a Roma, centinaia di euro spesi, telefonate a manetta, ore e ore davanti al pc a leggere annunci e bla bla bla) è andato in malora!!!
Nervi.
A parte ciò... Tutto nella norma.
Qualcuno la notte scorsa non mi ha fatto chiudere occhio, preso com’era da vaneggiamenti che io nemmeno sono in grado di capire, ma PAZIENZA. Magari, se alcuni...ehm...SIGNORI dovessero di nuovo avere intenzione di organizzare un festino in camera mia potrebbero avere almeno la cortesia di farmelo sapere con il dovuto anticipo, giusto per preparare qualcosa da bere e appendere qualche allegro palloncino colorato qui e là. Dannati...COSI!!!






L’immagine c’entra davvero pochino... Però mi piaceva.

- PERMALINK



lunedì 7 luglio 2008 - ore 11:09



(categoria: " Vita Quotidiana ")







"Cosa c’è di più affascinante del proprio sangue? La sua rossa bellezza, il suo immediato pulsare... L’idea del sangue mi seduce, è ipnotica. Quante volte in effetti veniamo davvero a contatto col sangue delle nostre vene? Quel sangue ci si rivela solo come messaggero di una cattiva nuova: ferita, malattia, un coltello che penetra in noi all’improvviso o la puntura di un medico.
Perchè lo incontriamo soltanto in occasione di un disastro?"

Caroline Kettlewell




- PERMALINK



mercoledì 2 luglio 2008 - ore 19:39


Umore della Giornata
(categoria: " Pensieri ")


A SE’ STESSO- G.Leopardi

Or poserai per sempre,
Stanco mio cor. Perì l’inganno estremo,
Ch’eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
In noi di cari inganni,
Non che la speme, il desiderio è spento.

Posa per sempre. Assai
Palpitasti. Non val cosa nessuna
I moti tuoi, né di sospiri è degna
La terra. Amaro e noia
La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.

T’acqueta omai. Dispera
L’ultima volta. Al gener nostro il fato
Non donò che il morire. Omai disprezza
Te, la natura, il brutto
Poter che, ascoso, a comun danno impera,
E l’infinita vanità del tutto.





E’ per questo che amo i poeti. Talvolta le parole sembrano morirmi in gola, o nella mente, e rifiutano di trasformarsi in scrittura, e dunque preferisco ricorrere a quelle di altri, dei grandi, magari.

Non c’è molto da dire per chi non ama parlare di se’, per chi, come me, non intende farsi riconoscere, per chi possiede un animo che, se esposto al sole, si tramuta in polvere...

Dicono che il Tempo sia galantuomo, e che bisogna dargli tempo, ma io invece dico che il Tempo troppo spesso decide di fermarsi, o, addirittura, di sparire del tutto nascosto dallo scorrere incessante di giorni incredibilmente grevi.

Vorrei che qualcuno mi dicesse: "Piccola, non avere paura".

- PERMALINK



venerdì 27 giugno 2008 - ore 18:31



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il giorno più duro è passato, il momento del dolore irrazionale per la tua perdita è alle spalle, e io ne sono immensamente sollevata.
La giornata di oggi è stata orribile, una delle peggiori immaginabili, e conserverò per sempre il terribile ricordo di quei rumori sordi sul legno duro e bianco. Bianco.. già. Tu che eri così nero!
Gli amici in lacrime, la sofferenza che impregnava l’aria quasi palpabile, il sole a picco senza pietà, la chiesa affollata, i canti speranzosi, persone che non avevo mai visto in vita mia ma che avrei voluto abbracciare... Troppo, troppo da sopportare.
E, ancora, questo non è niente.
La sofferenza più acuta verrà quando sentirò il bisogno di sentirti e non potrò farlo, quando penserò a te e mi affiorerà alla memoria la giornata di oggi, quando mi renderò davvero conto che non potrò più darti i miei ’abbracci gratuiti’, come amavi chiamarli tu.
Tutto questo è insopportabile.
L’ho già detto, ma lo ripeto ancora:
Mi mancherai.

E.




- PERMALINK



martedì 24 giugno 2008 - ore 18:15


Addio, Lev
(categoria: " Pensieri ")


Farò tesoro di tutto ciò che mi hai dato,
E per te sarò sempre la piccola Trilly...
Mi mancherai.




- PERMALINK



mercoledì 18 giugno 2008 - ore 20:02



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Stanchezza....
Stress.
Troppi pensieri che frullano...
Mi dico che se non fosse per i miei ’pensieri-che-frullano’, non avrei proprio nulla da scrivere in questo stupido blog.
Tuttavia, l’unica cosa cui mi do il permesso di pensare in questo momento è lo spritz di stasera.
No, non perchè io sia un’alcolizzata, ma perchè una serata in mezzo alla folla e in compagnia di amici preziosi è estremamente rigenerante.
Tutto però avrà il gusto leggermente amaro dato dalla consapevolezza che tutto questo per me finirà nel giro di un paio di mesi. Ma ora.. Ora non voglio pensarci.



- PERMALINK




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