BLOG MENU:


violante, 28 anni
spritzina di Waterloo
CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese
Sono single

[ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO





























HO VISTO



STO ASCOLTANDO

eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]




(questo BLOG è stato visitato 18054 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]





mercoledì 28 aprile 2010 - ore 10:51


Come quella volta a Marsiglia quando in preda al barbera mangiammo escargots
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Filosofia spicciola.

Quando ti ho regalato quella canzone, hai capito ’fumarci i polmòn’ al posto di ’fumare Pall Mall’.
E lo so che hai pensato al caffè vietnamita, al C/O in Oranienburger Straße, alla biondona che chiamava i numeri del Kreuzburger. Agli ultimi giorni passati con lui che doveva partire da Shoenefeld, nell’appartamento di tuo fratello in stile Ddr. La luce soffusa, il lavandino arrugginito come da foto e Gian Maria Testa che con Berlin si intona sempre.
All’apnea, mentre io non avevo più braccia per stringerti, non avevo più cene da prepararci, viaggi da inventare.

Hai pensato a tutte queste cose perchè non c’è mai stato quel giorno in quel bar di Berlino a fumare Pall Mall.
Ce ne sono stati altri, a mangiare schawarma da Maroush, a dormire con l’uomo Parka, a guardare il muro cadere dopo aver aggirato la polizia scappando in un cortile interno. A legarci indissolubilemente anche se poi a Tiergarten sotto la neve non ci siamo andate mai.

E allora quando Paolo arriverà da te.
Pensa che.
Non ti sto chiedendo di fare nulla.
Che sia già successo.



LEGGI I COMMENTI (11) - PERMALINK



lunedì 26 aprile 2010 - ore 15:24


Campè e muréi e’ pér un sòul mumént: e’ tèmp dvè ch’l’è andè a rèss!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dalle belle città date al nemico fuggimmo un dì...verso Carpi.
Ecco, magari passando per Ferrara Sud. Perdendoci in campagne sconfinate tra San Marino e San Martino e San Stocazzo. Prediligendo le inversioni a U, i finestrini abbassati, facendo pace con Silvia che il suo lavoro da voce del satellitare lo sa fare pure bene.
Facendoci venire i brividi da lambrusco. Facendoci stupire da uomini che si presentano all’ultimo, uomini che ti offrono da bere in cambio di una banana da portare un giorno all’ospizio, uomini codardi.
(Codardo. Mi piace come usi quella parola per proteggermi. Per pettinarmi le vene e gli occhi con dolcezza.)
Uomini come Nicolini. Lo guardi e so che stai pensando che quella è sostanza, mentre io mi perdo in forme e linee gotiche e perdo anche tempo, quanto ne ho perso, continuando a combattere in una guerra tutta mia, quella guerra che mi piega le ginocchia mentre suonano i giardini di Mirò e ammazzo i cattivi pensieri con la Cola Freeway e l’ultimo coccodrillo haribo rimasto nel fondo della busta.
E allora rotoliamoci sull’erba e compriamoci una macchina da scrivere.
E allora aspettiamo Paolo.

Paolo c’era. Paolo è dentro di me.



"Non è per via della gloria, che siamo andati in montagna, a far la guerra. Di guerra eravam stanchi, di patria anche. Avevamo bisogno di dire: lasciateci le mani libere, i piedi, gli occhi, le orecchie; lasciateci dormire nel fienile, con una ragazza. Per questo abbiam sparato, ci siamo fatti impiccare, siamo andati al macello col cuore che piangeva, con le labbra tremanti. Ma anche così sapevamo che di fronte a un boia di fascista noi eravam persone, e loro marionette." (N.Pedretti)

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



sabato 24 aprile 2010 - ore 21:15


DA QUANDO AMO PAOLO.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Paolo non lo sa, ma anch’io vorrei andare in giro sulla Panda.
Anch’io vorrei baciarti con la luce spenta.
Domani giornata Rebile.
Materiali resistenti, navigatori satellitari in borsa e cocacola freeway.
E i coccodrilli gommosi che come un fiore in bocca può servire, sai?

Chissà se Paolo viene. Anche con la punto.
Io intanto continuo a suonare con i piedi.




COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



venerdì 23 aprile 2010 - ore 12:03


PAGINE BIANCHE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Io se avessi il numero, la Pivetti la chiamerei.
Brambilla, ma dimmi, si può?
Dodici anni fa ci scartavetravi le palle su telemontecarlo2 o in uno di quei canali obsoleti a cantare Piccolo Grande Amore, nemmeno nella versione morigerata in grazia de ddio, e poi mò la molli così?

Irene, ti sono vicina. Infilati la tutina di pelle nera delle prime puntate di Bisturi, lascia i bimbi a Veronica e Companera, che ti passo a prendere a ce ne andiamo a ballà.
Brutte sì, ma pur sempre vive.
Daaaaai Cazzo!



LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK



venerdì 23 aprile 2010 - ore 00:29



(categoria: " Vita Quotidiana ")


... zero cambiamenti tutti zero tolleranti
ma zero tolleranza è un concetto, state attenti,
che non fa distinzione fra immigrati e residenti
È pe cchesto ca nun he visto ancora niente...

Lasciate stare quei rincoglioniti dei Baustelle, che li passa pure Radio Birikina. E che qualcuno ancora spera sia tutta colpa di Fabio Poli che ha preso in ostaggio Bianconi, perchè davvero non possono averle scritte loro quelle canzoni...
E riascoltate i 99 Posse.

E poi leggete Jemolo, se vi capita.
Ma tanto per dami una mano con la tesi.

Ci vediamo a Fossoli. Ma niente cerchi nel grano, ve prego.



LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK



lunedì 19 aprile 2010 - ore 13:33


Noi sotto le coperte, ma senza fare niente.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Limonata punk. E i tuoi occhi che rotolano su Marte.
Ci sono fughe che spezzano le dita peggio di quelle di Bach.
E la Goggi non esiste più come i Cccp.
Ricevo per posta alberi. Non cambia nulla dopo l’inverno.
Spediscimi anche i vetri incrostati di sehnsucht.
E il freddo accumulato tornando puntualmente a piedi da
Ludwigstrasse.
E l’odore dei libri con le pagine macchiate di caffè.

C’erano giorni che ti aspettavo alla finestra pur sapendo che a riprendere Berlino non ci saresti tornato più.
E quel giorno che prendendo la rossa verso Pankow ho creduto fossi tu, lei ha dovuto portarmi a bere al Monarch (da Kottbusser Tor, giri l’angolo, apri un portone che puzza di piscio, sali le scale sudice e scavalchi le checche all’entrata) per farmi passare la tachicardia.

Lo zucchero a velo che incrostava piatti e avanzi di waffeln mi ricordava che di amore non si muore. Ma di diabete, sì.




LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



sabato 17 aprile 2010 - ore 23:07


E passo il tempo a toccare i punti in cui mi manchi E li sento cedere
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Silenzio questa sera all’Hotel Tivoli.
Due stanze pernottate. Quattro coperti in sala.
Gli amanti sono i primi a lasciare la festa per andarsi ad amar, mi sussurri in un orecchio.
Ma questo non è il solito albergo di provincia. Non ci sono stanze quattrocentoundici, nè duecentodiciotto.
E in una dorme una madre con un figlio, pagato con un bancomat.
Nell’altra un uomo e una donna senza sfiorarsi.
In entrambe dormono i miei desideri.
Resi meno sofferenti da quantità letali di valeriana e melissa, lo svelto al limone e l’aria invasa dalle ceneri di Eyjafjallajökull.
Mi sto dimenticando come respiri. Mi sto dimenticando di respirare.
Sarebbe più facile salire ai piani e soffocare tutti con un cuscino.

(Il corpo ricorda le cose – l’amore, le
persone, il tempo – meglio dell’anima.
Si porta dietro, e dentro, tutto.
S.V.)

Che la nube intasi le Reflex e ci renda tutti più buoni.




COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



lunedì 12 aprile 2010 - ore 11:07



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cinema onirico all’indietro.
I fratelli Lumiere a fare il turno di notte e questa primavera arsa che fa crescere l’Ostalgie.
A Lipsia si mangiano banane, oggi. E se il muro è caduto davvero, loro non lo vogliono sapere.
Aber...ich liebe dich, nonostantante tutto quello che mi hai fatto perdere, fottutissima città dell’Est,
E mi manchi. Compresi gli alberi da sorvegliare tutte le notti alla finestra, e l’unica stanza che io abbia mai preso in affitto per fare l’amore con lui.



COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



venerdì 9 aprile 2010 - ore 00:50


BOYS ON THE RADIO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un’asma incurabile. Soffio forte nei sacchetti di plastica.
Compaiono come funghi Canon-isti ed amori arcimondani.
Tutto mi ferisce, di striscio.
Sono in grado soltanto di togliere la varicella ai bambini.
E non c’è più sciroppo alla fragola per avere la saliva più dolce.
Vorrei ci fosse un posto. Dentro di me.
Un rifugio atomico per questi sentimenti cassintegrati.
Per la memoria che ti riporta in odor di lacca da parrucchiera professionista, l’ultima volta che hai finito a dirmi che ti eri innamorato da dietro una vetrina.
Per la memoria che in questi giorni ti visualizza sfocato, meno magro perchè invaghito di lei che ha le sopracciglia fine e una sorella pseudo zoccola.
Vorrei non facesse tutto così male. E sentire le mani di M. sulle guance. Poi ridere e nascondere imbarazzo mentre la felpa si impiglia sulla cerniera.



COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI
APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30


Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


BLOG che SEGUO:


companera incazzosa siriasun feu follet daisychain paroxysm misia Rodo Norin apina Mirò Vitto sanguez biankaneve

BOOKMARKS





UTENTI ONLINE: