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STO LEGGENDO

Storie da una terra conosciuta, ma in un tempo che sembra lontanissimo:



ogni tanto anche Graham Hancock, ma è peeeeso


HO VISTO

Edimburgo durante il festival!
che bordello!!!

STO ASCOLTANDO

Elisa, George Duke, Frank Zappa, Elio, Jimmy Smith, Jack McDuff, Jimmy McGriff, Bill Evans, Doors, Dire Straits, Mark Knopfler, James Taylor, James Taylor Quartet, Frank Sinatra, Emerson Lake and Palmer, Rino Gaetano, Beatles, Rolling Stones, Jamiroquai, Billy Preston, Led Zeppelin, Fabrizio De Andrè, Spandau Ballet, Skiantos, Clash, Ramones, Bob Geldof, Modena City Ramblers, PFM, Vinicio Capossela, Who, Roberto Vecchioni, Pearl Jam, Paolo Conte, Paul McCartney, Lou Reed, Franco Battiato, Francesco De Gregori, Giorgio Gaber, Creedence Clearwater Revival, AC/DC, Pogues, Talkin’ Heads, Michel Petrucciani, Jovanotti, Venditti, Incognito, Supertramp, ’Wolferl’, Ludwig, Franz, Fryderyk, Claude, Johann Sebastian, continua...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Variabile

ORA VORREI TANTO...

sistemare un paio di cose

STO STUDIANDO...

Una materia inutile in cui il materiale di studio è in una lingua strana a metà tra l’inglese e il romanesco, ma apparentemente scritto in italiano.

e questo ti fotte tanto tempo!

OGGI IL MIO UMORE E'...

Non necessariamente diverso da ieri...

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare
2) accorgersi che d'un tratto è finita la birra
3) sapere che la persona che ami non ti appartiene
4) Svegliarti una mattina e avere il nauseabondo senso d'angoscia che ti fa credere di essere ..SOLO
5) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero.
6) i giri di parole..ma vaffankulo cazzo!ditele chiaramente le cose!!
7) Seguire il TG4..

MERAVIGLIE


1) svegliarsi accanto alla persona che si ama
2) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
3) un bacio, un abbraccio, una carezza, un sorriso dato con la massima spontaneità quando nn te lo aspetti ma ke ne hai viramente bisogno...
4) Le deserte strade notturne!
5) la pioggia che ti scivola sulla faccia..


NE TRAVAILLEZ JAMAIS

"A land full of beauty and wonder..."




"Life is what happens to you while you’re busy, making other plans"






"Quando si tratta di beffarmi di qualcuno, non posso resistere" - Wolfgang Amadeus Mozart

"Dall’ingenuità possono nascere dei piccoli miracoli, o anche delle grandi stronzate" - Fabrizio De Andrè

"Scrivo canzoni di protesta, quindi sono un cantante folk. Un cantante folk con chitarra elettrica" - Joe Strummer

"Possano i giorni trascorrere senza meta.
Non si prosegua l’azione secondo un piano."


LINK

Qualcuno storcerà il naso, ma il rugby è uno sport intelligente - Stu Wilson, All Blacks

Il rugby è uno sport da gentlemen. Prima di tirare il pallone, indietro,al tuo compagno, tu devi controllare che lui stia bene, che sia ben disposto, aperto, disponibile, ottimista. Non puoi tiragli un pallone vigliacco che gli arriva assieme a due energumeni che gli fanno del male. Però mentre tu fai tutto questo bel ragionamento etico,ce n’è altri ventinove che ti guardano di cui, quattordici tuoi e quindici no, e di questi, tre ti corrono addosso,due grossi e uno piccolo, ma cattivo,e la prima tentazione è di dare il pallone al tuo compagno.
Marco Paolini

La più bella vittoria l’avremo ottenuta quando le mamme italiane spingeranno i loro figli a giocare al rugby se vorranno che crescano bene, abbiano dei valori, conoscano il rispetto, la disciplina e la capacità di soffrire.
Questo è uno sport che allena alla vita.
John Kirwan


Di fronte alle avversità della vita, chi ne sa di calcio dice "la palla è rotonda". Chi ne sa di rugby s’incazza!




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martedì 30 maggio 2006 - ore 19:28


La mia bella dose di paura l’ho già avuta
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sì sì, e per ora ne ho abbastanza.
Diluvia in quel di Bologna, ma l’allenamento si deve fare, anche con un mal di schiena che non mi fa piegare.
Arrivo un po’ in anticipo, mi cambio e faccio un saltino fuor ché non piove, così guardo l’allenamento della U.17
Ricomincia l’acqua.
Rientro per non essere fradicio ancora prima di scendere in campo, così mi fermo a fare due chiacchiere con Lollo sulla porta degli spogliatoi.
La porta in metallo (una volta avevamo una cosa chiamata meetallo, tutto era fatto di meetallo).
Chiacchiera.
Acqua.
Chiacchiera.

Cade un fulmine a 15 metri da noi.
Dico 15 perché non voglio pensare alla distanza reale...

Ci guardiamo... abbiamo entrambi le scarpe coi tacchetti in metallo.

"Doccia e a casa!"


BANDIERA BIANCA - Franco Battiato

Mr. Tamburino non ho voglia di scherzare
rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare
siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro
Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare
quei programmi demenziali con tribune elettorali
e avete voglia di mettervi profumi e deodoranti
siete come sabbie mobili tirate giù uh uh
C’è chi si mette degli occhiali da sole
per avere più carisma e sintomatico mistero
uh com’è difficile restare padre quando i figli crescono e le mamme imbiancano
Quante squallide figure che attraversano il paese
com’è misera la vita negli abusi di potere

Sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca

A Beethoven e Sinatra preferisco l’ insalata
a Vivaldi l’ uva passa che mi dà più calorie
uh! com’è difficile restare calmi e indifferenti
mentre tutti intorno fanno rumore
in quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore
Ho sentito degli spari in una via del centro
quante stupide galline che si azzuffano per niente
minima immoralia
minima immoralia
e sommersi soprattutto da immondizie musicali

Sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca

minima immoralia...
The end
my only friend this is the end

Sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca
sul ponte sventola bandiera bianca

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lunedì 29 maggio 2006 - ore 21:48


Il bucato della mamma è sempre il più bianco
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ovvero, prove di lavatrice a casa da solo.
A casa da solo, ma casa non vuota , ieri mi sono trovato al primo faccia a faccia con la lavatrice.
Stendo la roba e vado a letto. Previsioni di pioggia. Vabbé, domattina la prenderò dentro.
20 min che sono a letto e sento dei tuoni, così penso che ormai che ci sono esco e la prendo dentro subito; appunto, esco e.... ... ... cielo stellato... ma che minchia...? Fuochi d’artificio all’orizzonte (mi prende per il culo anche il comune limitrofo). Saracche dalla mia terrazza.
Scancherando torno a letto, conscio di dovermi svegliare alle 7 per andare a fare un esame di diritto.
Indi burocrazia esponenziale. Solita disorganizzazione allucinante, esame alle 10, entro alle 11e45...
Mai visto in vita mia una schedina più difficile... Scherzi a parte, butto qualche croce a caso, faccio a metà la risposta aperta e... e... spero che qualcuno me la mandi buona.

Tempo fa, girava la mail con "Only in..." e un po’ di foto prese in alcuni paesi del mondo, terminante con la facciozza da c*** del Nano Malefico e la scritta Only in Italy appunto.
Nel nostro meraviglioso e smemorato paese, ci sono tante cose uniche... qui riporto quelle che... che mi va!

Only in Italy v 2.0
23 parlamentari già condannati in via definitiva
la birra di farina di castagne
aerei che tirano giù funivie
la Telecom che non concede l’ADSL perché occupa col telefono anche la banda destinata ai dati
il cha cha cha, che nel resto del mondo è solo Cha cha
aerei che tirano giù aerei
nilla pizzi
i dialetti
le elezioni in cui vincono tutti (destra, sinistra, centro, basso, alto...)
3 votazioni del giro di 2 mesi
gli enologi
il lambrusco, il pignoletto e il gewürtztraminer
il calcio come unico amministratore (deformazione professionale) dei TG sportivi
Taormina, la città
taormina, l’avvocato (senza offesa per questa categoria)
i sottomarini nucleari alla Maddalena (detto anche Codice da Vinci 3)
i tortellini
Bettega-Della Valle-Galliani-Giraudo-Moggi... ... ...
la Reno Rugby che si sta giocando la promozione in B (speriamo bene)
il Cesena Rugby, nostra bestia nera in campionato e con cui giocheremo la finale...
Federico Maria Mucciarelli, mio prof di diritto commerciale
le feste paesane, dell’unità, liberazione, avanti e campestri

Beh, potrei andare avanti all’infinito, ci sono tante schifezze per le quali dovremmo avere molta più memoria ed essere molto più incazzati. Stiamo veramente facendo perdere la generazione del Signor G.
Tuttavia ci sono tante cose che i clonatori americo-asiatici-marziani ancora per un po’ non ci toglieranno...
Eccone una (consigliata live, pardon, dal vivo!):


LA FIRA ED SAN LAZER - Francesco Guccini e Andrea Mingardi

A son ste’ à la fira ed San Lazer oilì oilà
A son ste’ à la fira ed San Lazer oilì oilà
Ai’ò purte’ du’ bi pizòn, com’iren bi cum’iren bon
Ai’ò purte’ du’ bi pizòn, com’iren bi cum’iren bon

Salta fòra na ragazòla oilì oilà
Salta fòra na ragazòla oilì oilà
Ma sagvl’iv p’chi du pizòn, cum’iren bi cum’iren bon
Ma sagvl’iv p’chi du pizòn, cum’iren bi cum’iren bon

A l’ho purte’ dentra’na porta oilì oilà
A l’ho purte’ dentra’na porta oilì oilà
So la stanela zo’ i bragon cum’iren bi cum’iren bon
So la stanela zo’ i bragon cum’iren bi cum’iren bon

La sélta fora na bròta vcàza oilì oilà
La sélta fora na bròta vcàza oilì oilà
Ma c’sa fét dù spùrcaciòn cum’iren bi cum’iren bon
Ma c’sa fét dù spùrcaciòn cum’iren bi cum’iren bon

Siamo qui che giochiamo alla merla oilì oilà
Siamo qui che giochiamo alla merla oilì oilà
Se la merla i mi quajon cum’iren bi cum’iren bon
Se la merla i mi quajon cum’iren bi cum’iren bon

Anca me quand’ai’era giuvnaza oilì oilà
Anca me quand’ai’era giuvnaza oilì oilà
Ai’n’ho ciapé di bi pzulon cum’iren bi cum’iren bon
Ai’n’ho ciapé di bi pzulon cum’iren bi cum’iren bon

Anca ades ca’ son na vcàza oilì oilà
Anca ades ca’ son na vcàza oilì oilà
Am la sfreg contr i fiton cum’ieran bi cum’ieran bon
Am la sfreg contr i fiton cum’ieran bi cum’ieran bon


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martedì 23 maggio 2006 - ore 14:13


RICORDI...
(categoria: " Riflessioni ")


Che farsene della consolazione? La consolazione è una parola come speranza - Pier Paolo Pasolini

Un lontano aprile di 12 anni fa, mi trovavo su un pullman, insieme ai miei genitori, in una terra lontana.
Eravamo su un’autostrada, viaggiavamo veloci in mezzo alla macchia mediterranea, ulivi, fichi d’india, aranci e limoni abbarbicati sui rilievi vicini, brulli e secchi già in quella stagione.
Sfilavano a fianco veloci i cartelli, poi ad un certo punto, mi accorsi di una cosa; me lo ricordo proprio bene, chiara quell’immagine nella mia mente, ancora oggi: : il guard-rail si fece improvvisamente nero.
Dico... proprio fisicamente! Era stato dipinto con vernice nera, una striscia abbastanza lunga, che costeggiava il mio finestrino. Anche l’asfalto era cambiato, era più liscio, sembrava più nuovo, più scorrevole.
Dopo poco però, tornava normale.
Prima ancora che la guida prese il microfono, per spiegare, vidi un cartello, un cartello dell’uscita successiva e capii.

Due anni prima, in questo giorno in cui oggi scrivo, ero veramente piccolo, tuttavia mi ricordo ancora che mio padre tornò a casa strano.
Io dovevo andare a nuoto quel pomeriggio, ma non volevo, perché odiavo la piscina, odiavo quel cazzo di istruttore rompipalle... non mi piaceva che mia mamma mi costringesse a farlo.
Simulavo ogni pseudo-malore pur di non andarci...
E insomma, quel pomeriggio non ci andai, così vidi mio padre quando tornò a casa, appunto.
Erano forse le 18, qualcosa di più, di un pomeriggio di maggio, un periodo senza telefonini, internet, tg no-stop ad ogni ora, non si sapeva nemmeno cosa volesse dire tempo reale.
Mio padre entrò in casa con una faccia strana, sconsolata, quasi scura.
Mia mamma lo vide e gli chiese cosa fosse successo.
Disse scuotendo la testa: "Hanno ammazzato Falcone."
Sbuffo amaro di mia mamma.
"Chi è?" io subito curioso.
"Era una persona importante".

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giovedì 18 maggio 2006 - ore 21:04


ANNUNCIO RITARDO ES 9404...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mozart componeva all’età di 4 anni.

Bill Evans ha cominciato a suonare il piano a 4 anni, a 7 era in conservatorio.

Billy Preston (molti lo ricordano solo per le parti di tastiera negli ultimi album dei Beatles, in realtà è uno dei più grandi organisti di sempre) ha inciso il suo primo album a 11 anni.

Cazzo, a 11 anni suonava l’Hammond come se l’avesse costruito lui.
Avete presente la foto poco sopra qui? Quella con l’Hammond appunto!
Tanto per chiarirci, è uno strumentino che è in grado di creare 253 milioni di suoni diversi.
Lo riscrivo in cifre:
253,000,000 di suoni diversi.
Dal 000000001 senza nulla, drive, percussione, leslie né slow né fast, vibrato e chorus.... nulla appunto, fino al 888888888, un bello screamin’ C3 con saturazione a mezzo, chorus C3.
Lo metti a palla, in un Leslie 147 su fast, e ai chitarristi che hai di fianco gli si cominciano a staccare le corde, poi i pickup, le rotelline, tutte le schifezzerie varie e gli si smonta il manico!
Billy Preston è un organista, dunque con la destra faceva la melodia, con i pedali il basso, mentre con la sinistra cambiava sempre le barre armoniche, in tutte le combinazioni che usava per tutti i vari generi che suonava (gospel, blues, jazz, rock, soul, funky).

Insomma, Billy Preston a 11 anni faceva ste cose e vi giuro che non è una passeggiata. Figuratevi che fa ora a 60...

Chopin a 7 anni debuttò come compositore con la Polacca in Sol maggiore.

Keith Jarrett cominciò a prendere lezioni di pianoforte a 3 anni. A 30 suonava a Colonia in concerto di solo.


Ho idea di essere un po’ indietro... Però sto studiando

GIMME SOME LOVIN’ - Spencer Davis Group a proposito di hammond...

Well my temperature’s rising and my feet on the floor
Twenty people rockin’ and there wanna go more
Let me in baby, I don’t know what you’ve got
but you’d better take it easy, this place is hot

So glad we made it
So glad we made it
You gotta

Gimme some lovin’
Gimme some lovin’
Gimme some lovin’
Everyday
Hey hey

Well I feel so good, everything is gettin’ high
You’d better take it ease cause the place is on fire
It’s been a hard day and I don’t know what to do
We made it baby and it happened to you
And I’m

So glad we made it
So glad we made it
You gotta

Gimme some lovin’
Gimme some lovin’
Gimme some lovin’
Everyday



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lunedì 15 maggio 2006 - ore 20:54



(categoria: " Pensieri ")


Questo è un esperimento. O ancora meglio, un tentativo di esperimento.
Altre parole

Ho guardato così a lungo, queste foto, che ho quasi pensato che fossero reali, che fossero tutto ciò che io potevo provare, ho passato momenti difficili, scivola, vai via! avrei voluto gridare, chiedere se sarei dovuto andarmene o restare, sarei stato qui anche fino alla fine dei giorni, avrei voluto prendere tempo al tempo, che cominciasse quando lo volevo io, ma non ne ho mai avuto il coraggio, ho solo continuato a riderci su, nascondendo le lacrime nei miei occhi, perché i ragazzi non piangono.
Così mi ritrovai a suonare solo per me, a rivedere scintille d’agosto, anche se il mio sole s’era spento e i giorni erano diventati fredde notti; mentalmente vagavo senza la direzione di casa, credendo che non ci fosse niente da fare, per via di questa storia da non raccontare, storia da dimenticare, storia sbagliata... Non guardavo niente, come se la gente non ci fosse più, stufo di sentirmi dire che l’amore troverà un’uscita, è solo amore, lascia che sia...
Per tanto tempo mi sono chiesto "chi fermerà la pioggia?", o se avrei trovato quel centro di gravità permanente, un satellite d’amore che potesse regalarmi pace; ci sono volute tante decisioni difficili, ma poi le cose sono cominciate a migliorare, dopo lunedì malinconici, martedì e mercoledì grigi, giovedì di cui non m’importava niente, pomeriggi di domeniche piovose passati seduto in una stanza annoiato, finalmente sono cominciati ad arrivare i venerdì, i sabati, che mi ributtavano in pista, scoprendo che per trovare una soluzione, ci voleva una rivoluzione!
Sapevo che sarebbe stata dura, ma sapevo anche che ce l’avrei fatta, magari con un piccolo aiuto da parte dei miei amici, dopo aver lanciato il mio sos, un messaggio in una bottiglia.
Ho ritrovato i miei giorni perfetti, come qualche mese fa, bevendo sangria al parco, semplici giorni perfetti, con i problemi lasciati da soli e ho ricominciato la mia corsa come un funamboli su una corda sospesa, con tutti dalla mia parte, ma dasolo, perché in fondo è bello così, è la mia età e io ci sto!
E’ curioso come, in alcuni periodi, ci sentiamo lanciati in un mondo che sembra non appartenerci, nel quale ci ritroviamo a vagare come cani senz’osso o attori senza lavoro, cavalieri sopra una tempesta. Ci sentiamo abbattuti, figli e pronipoti di sua maestà il denaro, ci schifiamo di programmi demenziali, parliamo della nostra generazione come fantasmi e gridando alla faccia che compariva allo specchio "dimmi chi sei tu!", non ci riconosciamo, e proprio quando stiamo per alzare bandiera bianca, capiamo che si può dire basta a tutto questo, semplicemente girandosi dalla parte giusta, e vediamo che i problemi si ridimensionano, ci risvegliamo e ricominciamo a volare lontano, oltre l’arcobaleno...


BUILD ME A WOMAN - The Doors

Give me a witness, darling
I need a witness, babe! wooo yeah!
I got the poontang blues, I got the poontang blues... yee!
From the top of my head to the bottom of my cowboy shoes

Build me a woman
Make her ten feet tall
You got to build me a woman
Make her ten feet tall
Don’t make her worthless
Don’t make wooo small, right, c’mon!

Build me a woman
Make her ten feet tall
You got to build me a woman
Make her ten feet tall
Don’t make her worthless
Don’t make her small
Build me someone I can ball
All night long


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sabato 6 maggio 2006 - ore 01:57


RESISTERE
(categoria: " Riflessioni ")


Credo che si sia speculato tanto, ultimamente, sulla parola Resistenza, termine inflazionato da politici paranoici, assetati di soldi, che combattono la loro battaglia sotto la bandiera dei loro interessi.
Dicono "Resistere, resistere, resistere" quei cretini, senza nemmeno sapere cosa stiano dicendo.
La Resistenza in Italia è una cosa seria, una cosa che ci ha liberato dopo 20 anni di oppressione, Resistenza in Italia significa gente che è morta per regalare ai propri figli, amici, conoscenti, concittadini, un futuro. Resistenza per vivere, per essere liberi. Non per continuare a fare i propri interessi.

Questa è una tristemente famosa Resistenza Irlandese e purtroppo, non è una leggenda.

25 anni fa, l’Irlanda del Nord era ancora un calderone pronto ad esplodere, dove la fame, la povertà e la disoccupazione avevano cifre da terzo mondo o quasi.
E i soprusi che i repubblicani dovevano subire da parte di sbirri, esercito, guardie nazionali più o meno regolarizzate, erano all’ordine del giorno.
Erano ancora vivi i ricordi di quel gennaio di nove anni prima, la domenica di sangue, culmine della violenza e della meschinità degli occupanti.
Bobby Sands era un ragazzo come altri, cresciuto a Abbots Cross, periferia di Belfast, forse nemmeno cattolico, perché suo nonno paterno era protestante. Ciò nonostante la sua famiglia fu spesso minacciata e costretta a trasferirsi dai Lealisti Protestanti. Non riusciva nemmeno a mantenere un lavoro stabile per via delle minacce.
Entrò a far parte dell’IRA proprio nel 1972, a 18 anni, ma fu subito arrestato e senza mai essere processato, rimase in carcere fino al 1976.
Venne di nuovo arrestato nel 1977, con capi d’imputazione gravissimi, ma che poi decaddero tutti. Ne rimase solo uno: possesso di arma da fuoco.
Al momento dell’arresto infatti, si trovava con altre 4 persone su una macchina, nella quale fu poi trovata 1 pistola.
Molto democraticamente gli diedero 14 anni di carcere.
Erano gli anni della Thatcher, non proprio una mente aperta...
Buttato nella prigione di Maze, Long Kesh, nel blocco H3, e insieme a lui altri 500 a vestire solo una coperta come della divisa carceraria.
A dormire su pezzi di gommapiuma.
A subire pestaggi e torture fisiche e mentali.
Cominciarono una protesta, la no wash protest spargendo escrementi alle pareti e sotto le porte delle celle.
Poi la sospesero, per cominciare lo sciopero della fame.
Chiedevano di poter indossare i propri abiti e non "l’uniforme carceraria".
Chiedevano di non essere costretti al lavoro carcerario.
Chiedevano la libera associazione con gli altri prigionieri durante l’ora d’aria.
Chiedevano una visita e una lettera a settimana.
Chiedevano la riduzione della pena, come per i detenuti comuni.
La loro vittoria sarebbe valsa ben più di libertà personali: sarebbe stata la libertà e la dignità di un popolo.

Bobby Sands, che era stato scelto dall’IRA come ufficiale comandante dei detenuti, fu il primo a cominciare lo sciopero della fame, l’1 marzo 1981. Con lui, ogni settimana se ne aggiungeva un altro.
Aderirono in 77 allo sciopero.
Nel frattempo, Sands fu eletto anche al parlamento inglese per le supplettive.
Per i primi 17 giorni riuscì a tenere una sorta di diario di quello che gli capitava.

Dopo 66 giorni di sciopero della fame e 25 giorni da parlamentare, morì nell’infermeria di Maze; indossava una coperta militare come vestito, aveva 27 anni e pesava 57 kg, era diventato cieco, non riusciva quasi a comunicare, entrava e usciva dal coma.
Il 5 maggio 1981.

Il Governo Inglese non cedette.

150000 persone erano abbarbicate ai lati delle strade, sui campi e sui tetti, dove passò il suo corteo funebre.

Il 12 maggio morì Francis Hughes a 25 anni.
Il 21 Raymond McResh e Patsy O’Hara
L’8 luglio Joe McDonnel.
L’1 agosto Martin Hurson e Kevin Lynch.
Il giorno dopo Kieron Doherty.
L’8 agosto Thomas McElwee.
Il 20 dello stesso mese Micky Devine.

Il sindacato dei portuali di New York annunciò un boicottaggio di 24 ore delle navi britanniche.

A Milano, 5.000 studenti bruciarono la Union Jack e urlarono "Libertà per l’Ulster", durante una manifestazione.

A Gand gli studenti invasero il consolato britannico.

A Parigi, migliaia di persone marciarono dietro a grandi ritratti di Sands, cantando ’The IRA will conquer.’

La città di Le Mans ha dedicato una via a Sands, così come il dipartimento di St Denis a Parigi.

Lo Standard di Hong Kong disse che fu "triste che i successivi governi britannici non siano riusciti a porre fine all’ultima delle guerre religiose in Europa."

L’Hindustan Times disse che Margaret Thatcher aveva permesso a un membro del parlamento di morire di inedia, un incidente che non era mai avenuto "in una nazione civile".

Ad Oslo, dei dimostranti tirarono un palloncino riempito di salsa di pomodoro contro la Regina Elisabetta.

In India, i membri dell’opposizione nella Camera Alta, osservarono un minuto di silenzio.

In Unione Sovietica, la Pravda descrisse l’accaduto come "un altra tragica pagina della triste storia di oppressione, discriminazione, terrore e violenza in Irlanda".

A Teheran, Iran durante i primi giorni della rivoluzione islamica del 1979, gli studenti rivoluzionari simpatizzanti con Sands, cambiarono il nome della via in cui si trovava l’ambasciata britannica, da Winston Churchill street a Bobby Sands street. Questo nome esiste tutt’oggi, nonostante gli sforzi del governo britannico per farlo cambiare.

Su un muro di Christchurch in Nuova Zelanda, comparve il graffito "Free Bobby Sands" che avrebbe poi ispirato un verso del cantante australiano Eric Bogle.

Questo è l’ultimo pezzo del diario di Bobby Sands, scritto nella cella, su un foglio di carta igienica, con il refil di una biro. 17 marzo 1981, San Patrizio.

Ní hé cinnte gurb é an áit as a dtigeann sé. Mura bhfuil siad in inmhe an fonn saoirse a scriosadh, ní bheadh siad in inmhe tú féin a bhriseadh. Ní bhrisfidh siad mé mar tá an fonn saoirse, agus saoirse mhuintir na hEireann i mo chroí.

Tiocfaidh lá éigin nuair a bheidh an fonn saoirse seo le taispeáint ag daoine go léir na hEireann ansin tchífidh muid éirí na gealaí


Traducete voi

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venerdì 5 maggio 2006 - ore 12:07


Sarà...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sarà stato il giro in pista allo Chalet dei Giardini ieri sera
Sarà stata la marea di gente che c’era
Saranno le persone che là ho incontrato
Sarà per via di quel ch’è stato
Sarà per tutto quello che ho bevuto
Sarà anche per chi non è venuto...
Sarà che cominciano a piacermi anche i Baustelle
Sarà che al piano suono sempre "Spegni le stelle"
Sarà che è un periodo in mezzo a tante feste
Sarà che le persone di cui ho bisogno son poi queste
Sarà che prima o poi la botta tornerà
Sarà che forse non lo farà
Sarà per via della Chiesa, del Governo o del Presidente
Saranno pensieri che volano nella mia mente
Sarà che Babbo Natale non porta più regali
Sarà che per volare non ho più bisogno d’ali
Sarà perché scendo, e risalgo, poi riscendo...
Sarà perché alla fine io m’arrendo
Sarà la vita che non mi sta più stretta
Sarà che la musica va sempre più in fretta
Sarà per via delle Canzoni delle balene
Sarà che sto proprio bene...


Vabbé... stacchettino in rima a parte, sabato ho un freedrink, megafestone e domenica mattina alle 11 in campo! Non so come sarò, ma ci sarò!


MUSICA RIBELLE - Eugenio Finardi

Anna ha 18 anni e si sente tanto sola
ha la faccia triste e non dice una parola
tanto è sicura che nessuno capirebbe
e anche se capisse di certo la tradirebbe

E la sera in camera prima di dormire
legge di amori e di tutte le avventure
dentro nei libri che qualcun altro scrive
che sogna la notte, ma di giorno poi non vive

E ascolta la sua cara radio per sentire
un po’ di buon senso e voci piene di calore
e le strofe languide di tutti quei cantanti
con le facce da bambini e con i loro cuori infranti

Ma da qualche tempo è difficile scappare,
c’è qualcosa nell’aria che non si può ignorare
è dolce, ma forte e non ti molla mai
è un’onda che cresce e ti segue ovunque vai

E` la musica, la musica ribelle
che ti vibra nelle ossa
che ti entra nella pelle
che ti dice di uscire
che ti urla di cambiare
di mollare le menate
e di metterti a lottare

Marco di dischi lui fa la collezione
e conosce a memoria ogni nuova formazione
e intanto sogna di andare in California
o alle porte del cosmo che stanno su in Germania

E dice:"Qui da noi, in fondo, la musica non è male,
quello che non reggo sono solo le parole".
Ma poi le ritrova ogni volta che va fuori
dentro ai manifesti o scritte sopra i muri

Ed è la musica, la musica ribelle
che ti vibra nelle ossa
che ti entra nella pelle
che ti dice di uscire
che ti urla di cambiare
di mollare le menate
e di metterti a lottare


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martedì 2 maggio 2006 - ore 13:13


C’è qualcosa di strano nell’aria
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Ho attraversato gli oceani del tempo per ritrovarti" - Dracula, Bram Stoker

Sono 5 anni che aspettavo questo giorno, da oggi, l’aria sarà un po’ più respirabile, un po’ più leggera.
Non trovate anche voi? Sembra che da oggi si possa vivere un po’ meglio... Speriamo in bene!


WHAT IT IS - Mark Knopfler

The drinking dens are spilling out and staggering in the square,
there’s lads and lasses falling about and a crackelling in the air
then around the dungeon doors there’s shelters in the queues,
everybody’s looking for somebody’s arms to fall into

It’s what it is, that’s what it is man

Here’s frost on the graves and the monuments but the taverns are warm in town
People curse the government and shovel hot food down
Lights are out in cityhall, the castle and the keep
moon shines down upon it all, the legless and the sleepless

Cold on a tollgate where the wagons creeping through
Cold on a tollgate God knows what I can do
Hmm that’s what it is, it’s what it is now

The garrison sleeps and the citadel with the ghosts and the ancient stones
High on the parapet the Scottish pipers stands alone
High on the wind the howling runes speak of the rule
And something from the past just comes and stares into my soul

Cold on a tollgate where the Caledonian moves
Cold on a tollgate God knows what I can do with you
That’s what it is, it’s what it is now

What it is, it’s what it is now now now

There’s a chink of light as a burning wick there’s a lantern in the tower
Wee Willie Winkie with the candle sticks still writing songs in the mean wee hours
On Charlotte Street they take a walking stick from my hotel
The ghost of Dirty Dick is still in search of little Nell

That’s what it is, it’s what it is now
What it is, it’s what it is now now now


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domenica 30 aprile 2006 - ore 16:10


DANNATA FESTA DELLE MEDIE
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Devo dire che apprezzo (adoro) Elio e le Storie Tese per tanti motivi: per il loro indiscusso talento musicale, per la loro idiozia e soprattutto per il loro indiscusso talento di scrivere stronzate che poi si rivelano genialate meravigliose e verità assolute.
Esempi?
Risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne (Cara ti amo) brano antichissimo, scritto nel 1616, ma che parla di attualità pura; Servi della Gleba è un inno e liberatorio alla nostra vita di uomini oppressi! Come non citare La terra dei Cachi, ritratto dell’Italia vera?
E dove mettere Nubi di ieri sul nostro domani odierno - Abitudinario?
Senza poi contare la quantità infinita di supereroi coniati dalla band: Supergiovane, il Pippero, la Donna Volante, Shpalman, i Parakramabau Brothers, Jonatan Grass...

Tra le tante poi, c’è una canzone che credo rispecchi veramente la vita di tutti!
Chi di noi non è mai stato non-invitato ad una festa di amici?
Ai tempi delle prime amicizie, un po’ difficili, i nostri amici (ma anche noi stessi) organizzavano feste per pochi intimi, cercando di non farlo sapere ai rifiutati, perché, ovviamente non volevano ferirli, altrimenti come si sarebbe potuto copiare da loro la verifica successiva?
Un’omertà mafiosa impenetrabile, a prova di bomba, ma non di telefonata "Mi daresti i compiti di ieri?" o "vieni a giocare a casa mia?" che rivelavano il complotto.
Temi caldi venivano trattati in queste feste (ovviamente di compleanno, non era ancora il tempo di festini-rave), il mitico gioco della bottiglia, obbligo-verità (!!), il gioco del Posso!
Delusioni dopo delusioni per il mancato invito, si sperava nel giorno in cui anche noi saremmo riusciti a farci invitare, per poi festeggiare con questa gente e magari sperare in un qualche risultato puberalmente significativo! Ma tanto si sa, avevano fatto le squadre prima!
Si faceva di tutto pur di essere invitati a quelle feste, prostituzione scolastica per rubare i fogli dei compiti, spionaggio su segreti impronunciabili quasi da Prima Repubblica, l’importante era entrare nelle grazie dell’organizzatore!
Tutti abbiamo fatto queste cose, da tutte e due le parti del muro, è inutile negarlo!
Siamo stati tutti delle vittime e dei voltagabbana, e obiettivamente, non ce ne vergognamo, così va il mondo. Ed Elio lo racconta perfettamente!


TAPPARELLA

Brufolazzi, tapparella giù e poltiglia
più ascella purificata
ti ricordi che meraviglia...
la festa delle medie?

"Tu non vieni"
Non importa, sai, c’avevo judo
Ma se serve vi porto i dischi
così potrete ballare i lenti,
"Porta pure ma non entri"
Ma perché siete così?
Io che credevo, io che speravo
Parteciperò, mi autoinviterò
dannata festa delle medie.

Mi presento: burp, haha, ciao ragazzi.
Faccio un vento e gli cambio il clima,
temporeggio bevendo spuma
chiedo fonzi e mi danno avanzi
Cristo, perché?
Parapiglia. Scatta il gioco della bottiglia.
Se avrò culo potrò
"Tu non giochi"
baciare
"Abbiam fatto le squadre prima"
palpare
"Ma se aspetti fra un po’ finiamo"
amare.
Si’ va beh però poi balliamo
"Non ci rompere i coglioni"

Sul piatto gira un geghegè
danzo da solo e me ne vanto
Fantastico zimbello io
Non consumerò
non deglutirò
questa amarissima aranciata

No invitato no, niente fonzi no, sul bicchiere no, niente nome no,
ballo lento no, ballo forte no, la bottiglia no, gioco scopa no.
Amicizia no, cortesia no, convenienza no, ampio parcheggio no.

Basta!

Questa festa è insoddifacente
ma ne ho un’altra nella mia mente
Una festa molto particolare dove saranno invitati tutti:
molti amici, molti nemici anche Panino.

Forza, Panino
Forza, Panino
Forza, Panino
Forza, Panino...

Ma la festa di stasera sarà tutt’altra musica... L’obiettivo è tornare a casa vivo!!

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giovedì 27 aprile 2006 - ore 12:57


NON AVRO’ VISTO LA REGINA IN MUTANDE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Come dice qualcuno.... Ma mi sono divertito

LE CRONACHE LONDINESI

Partiti da Forlì, aeroporto grande come casa mia, alle 10 e arrivati a Stansted alle 11 (ora di là) riusciamo a prendere un efficentissimo pullmann che ci porta in centro, in 1h e 40.
Piove.
Con non poche difficoltà troviamo l’hotel (difficoltà nel trovare l’entrata) e notiamo felicemente che si trova esattamente sopra un Irish Pub, grande, bello e affollato.
Usciamo immediatamente per un giretto (sono le 14), per fortuna non piove più, e decidiamo per Camden Town!
Primo impatto con la metropolitana Londinese.
Una mappa può farvi capire meglio di cosa sto parlando:

Bene, in un qualche modo riusciamo a fare i biglietti giornalieri, andiamo verso i deliranti tunnell che portano alla linea prescelta.
Ora le linee della Tube sono differenziate da un colore e ovviamente, dal loro nome, tuttavia, il colore rappresenta la temperatura presente nei vari tunnell di collegamento:
si va dai 39 gradi e clima subequatoriale del Rosso della District ai -19 della Blu Piccadilly, passando per il Nero (aria viziata, praticamente irrespirabile), il Grigio (Milano viale Certosa ore 18), Giallo (caldo secco, sahariano) ecc...
Il resto sono tutti ibridi, lascio a voi le ipotesi della linea Marrone e di quella Viola...
Tra fiumi di gente frettolosa, arriva il Treno a velocità spropositata e... rimango chiuso a metà della porta. Soccorso da un signore inglese, me la cavo con qualche graffio.
Arrivati a Camden, la via Zamboni di Londra, passano ben 3 minuti prima che ci chiedano del fumo (i cartelli in uscita della metro, come un monito, indicavano 65 arresti per droga negli ultimi 3 mesi).
Mercatino spettacolare, metallari ovunque, magliette fighissime, non più di un’ora e mezza sennò scoppio.
Torniamo verso il centro, girettino a Piccadilly, madonne perché la Colonna di Nelson in Trafalgar è in restauro, giù verso il Grande Ben e si rientra sfatti in albergo.
Non abbiamo nemmeno la forza di farci la doccia, alle 20 o quasi ci addormentiamo e ci svegliamo alle 9 del giorno dopo.

Giusto giusto per andare alla Torre di Londra!
Ci succhiano 2 litri del nostro sangue per entrare alla modica cifra di 15£ a cranio; cartelli recanti la scritta "Attenzione ai corvi, possono beccare" in 10 lingue e seminati ovunque non avvertono invece di un altro pericolo che concerne i "simpatici uccellini": se gli dai da mangiare non si schiodano più.
Ne ho visti alcuni sequestrare e seviziare il figlio di una signora che aveva dato loro un pezzo di hotdog caduto per terra.
Bella, la Torre, ti fanno pure vedere il posto dove fu giustiziata Anna Bolena e un altro fracco di gente... effettivamente un po’ macabra la cosa... Ah, i democratici inglesi del ’500 e seguito!
Bello pure il Tower Brigde, peccato non averlo visto in azione.
Usciamo e ci ritroviamo nella City (il mio futuro posto di lavoro.... come fioraio! ), con la sensazione di essere pesci fuor d’acqua: era l’ora di pranzo e fiumi di persone in giacca e cravatta si riversavano dagli uffici nelle strade e nei vari fast food; gente che va di corsa, gente che mangia di corsa, gente che parla al telefonino di corsa, gente che corre di corsa...
Mangiamo e British Museum, enorme e forse un po’ troppo dispersivo, facciamo un giretto per Oxfor Street, poi, sotto un timidissimo sole, prendiamo la Tube in direzione di...
Abbey Road. Fondamentalmente sono andato a Londra solo per attraversare quel passaggio pedonale!
Tornati in albergo doccia e usciamo. Giretto per Leicester square, Soho, qualche pub e finiamo nel pub sotto il nostro hotel, dove c’è serata karaoke: tra invasati e strangolatori di polli, consumiamo un paio di birre e distrutti torniamo in albergo.

Il giorno dopo veniamo svegliati dalla donna delle pulizie che mi fulmina quando le chiedo almeno mezzora per prepararci (voglio dire, erano le 8e45!!).
La fatica comincia a farsi sentire subito, male ai piedi e alle gambe, ma ignoriamo il tutto e andiamo verso la National Gallery, anch’essa enorme e vista di corsa, con un particolare: mi fermo davanti a un quadro di Tiziano pensando... "Questo l’ho già visto... ...possibile che sia... nooo??!!"
Già, "Bacco e Arianna", o, in versione musicale "God Shuffled His Feet", Crash Test Dummies, 1993"!!



oppure:



Un po’ di Shopping dopo aver mangiato e si torna in pista per la Tate gallery, dalla quale mi aspettavo di più.
Pomeriggio tappa forzata da Harrods.
Uno dei miei miti, Pasolini, si rivolterebbe nella tomba vedendo il consumismo smodato, al quale però non ho ceduto, in quel del centro commerciale.
Entriamo e l’impatto è di un altro mondo: sembra di essere in una discoteca, in ogni piano, una musica diversa.
Piano terra: gioiellerie, pelletterie, profumerie, musica classica, Vivaldi e Brahams la fanno da padrona.
Al 5° piano, articoli sportivi, musica rock moderna eccezion fatta del reparto "sportivo di lusso" dove passano gli Oldies...
Zona palestra musica disco da truzzi.
Piani intermedi?
Reparto hi-fi non è omogenea, qualche apparecchio emetter metal, altri musica minimalista, altri pop.
Ai Giocattoli ci sono le canzoni popolari inglesi e irlandesi.
Abbigliamento ragazze... onda Spice Girls!
Discorso a parte il reparto pianoforti, lì la musica uno se la fa da se e ho constatato che il suono e la tastiera degli Yamaha continuano a non piacermi. Questione di Gusti!
Indeciso se comprare un Ferro 7 a 700£ o un paio di scarpe a 600, ne esco a mani vuote, con la tentazione per una maglia dei London Irish, veramente spettacolare, ma evitata.
Giretto finale per Carnaby Street e un’altra tentazione per un altro paio di t-shirt fighissime, ma tentazione è rimasta.
La sera di nuovo fuori per pub, Soho, KFC, gente, casino e una barista veramente splendida scoperta nel solito Irish che i giorni prima non s’era vista!!
Torno in carreggiata con 2 birre, poi crollo.

Ultimo giorno e... ovviamente splende il sole!
Fatti i bagagli, svegliati dalla solita donna delle pulizie voliamo a Green Park, colazione poi venute le 11 e mezza scendiamo a Buckingham e guardiamo il cambio della guardia. Sotto un magnifico sole caldo.
L’allegra comitiva di militari, fotografata da 5000 persone abbarbicate su cancelli, credo che avrebbe voluto farci fuori tutti.
A voi vi piacerebbe avere qualcuno che vi applaude perché avete fatto il vostro lavoro?
"Capo, ho appena fatto firmare il contratto di forniture ai giapponesi!" ed ecco che le pareti del tuo ufficio si abbattono improvvisamente e una folla ululante batte le mani e ti proclama "idolo del giorno".
Proprio non va bene.
Sono rimasto colpito dall’allegra banda che seguiva i militari al cambio, dopo una colonna sonora da marcia militare, carina e un po’ somigliante alla "Marcia Imperiale" di John Williams in Guerre Stellari, ha intonato What a wonderful world, un altro paio di standard jazz dei quali non ricordavo il nome e l’immancabile canzone dei Beatles: per l’occasione Michelle.
Facciamo venire le 3e30, poi di nuovo verso l’aeroporto, viaggio in aereo passato di fianco al Fenonmeno Romagnolo il classico tizio "ho-fatto-tutto-quello-che-c’è-da-fare-al-mondo-e-anche-di-più", ma per fortuna sano e salvo, alle 00e10 sono a casa. Bologna, Italy.

Ora, le cose che saltano all’occhio frequentando la capitale Inglese.

1) A Londra ci sono i piccioni più grassi del mondo. Il peso medio si aggira intorno a 7,84 kg, danno la caccia ai gatti e li riconosci perché da McDonald ordinano un Bacon Double Cheesburger (o per dirla alla Pulp Fiction, un quarto di libbra con formaggio) senza cocacola, ma è difficile che mangino da McDonald, preferiscono Burger King, lì i panini sono molto più grandi.
Non volano, non se lo possono permettere perché devono mangiare e perché non ne sono in grado: vagano per la città come giganteschi pinguini grigi.
Non mi sorprende che squadre di falconieri smollino i rapaci (che devono essere minimo dei condor delle Ande) a Trafalgar per dargli un po’ la caccia.

2) La gente a Londra HA FRETTA. Se occupi il lato destro delle scale mobili della Tube ti investono, ti scaraventano giù nel vuoto e ti insultano pesantemente.

3) L’efficienza dei trasporti pubblici è veramente eccezionale, autisti di pullman avvisati in tempo reale dalla centrale riguardo a incidenti e strade chiuse. Ve lo immaginate in Italia? No.

4) Londinesi alquanto carine fino ai 24 anni. Oltre peggiorano a vista d’occhio, giorno dopo giorno.

5) Hanno veramente altri interessi e altre tradizioni che qui riterremmo antiquate e polverose. Tuttavia alcune sono sicuramente sono molto più elevate delle nostre, figlie di cellular-mania, tv-grande-fattoria-isola-delle-talpe-fratello-farm-music-mania, calcio-mania ecc...
Altre invece sono davvero strane.

Paese che vai, usanze che trovi...
Saluti!


IN THE DAYS OF THE CAVEMAN - Crash Test Dummies

When you go on camping trips you’re stuck right out in nature
Foraging the forests like a primate
Using sharpened tools instead of hotplates

Your thumb and forefinger supposed to show you’re not a wild beast
You can hear their noises at night time
They don’t have to keep a certain bedtime

See in the shapes of my body
Leftover parts from apes and monkeys

Sometimes when I lie awake I hear the rainfall on my tent fly
I think of all the insects that are sleeping
And wonder if the animals are dreaming

See in the shapes of my body
Leftover parts from apes and monkeys

In the days of the caveman and mammoths and glaciers
Bugs and trees were your food then no pyjamas or doctors

And when I finally get to sleep, I dream in technicolor
I see creatures come back from the Ice Age
Alive and being fed inside a zoo cage


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