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di sicapunk da commentare:
L'ansia da prestazione è una situazione per cui l'uomo, prima del rapporto sessuale, potremmo dire durante i preliminari, comincia a pensare a come potrà soddisfare la propria partner durante l'atto imminente, e , soprattutto, se lei sarà sufficientemente appagata dalla "prestazione".
L'ansia prima di un rapporto è normale che sia presente: il nostro sistema di percezione tramite il tatto, la vista, i sapori, gli odori dell'altro produce una serie di sostanze che provocano quelle sensazioni di eccitamento come nodo alla gola, tachicardia, sudorazione "fredda", iper o iposalivazione etc. Questo stato paradossalmente è utile al fine di migliorare la prestazione, il sangue viene così "sequestrato" dagli organi meno "nobili" per essere inviato in circolo, il cuore infatti aumenta i battiti per una miglior circolazione e siamo "tesi"al fine di superare l'ostacolo (pensate a cosa vi capita prima di un esame, sia scolastico, sia x la patente.); il problema subentra quando tutte le caratteristiche sopra elencate sono talmente forti che invece di aiutarci a superare l'ostacolo ci impediscono addirittura di affrontarlo, infatti sarebbe quasi meglio parlare di "angoscia da prestazione".
Spesso infatti l'ansia da prestazione si manifesta con i primi rapporti, " sarò all'altezza?", "cosa penserà di me questa ragazza se non sarò abbastanza virile?", "mi prenderà per impotente?", "è normale?" sono le domande più frequenti, domande alle quali ovviamente non si può avere una risposta, quantomeno immediata, e che fanno aumentare il livello di angoscia fino a creare una mancata erezione e il fallimento del rapporto sessuale. Ovviamente le cause sono tra le più disparate, paure arcaiche di non riuscire ad essere "uomo" abbastanza; se ci fate caso su ogni giornale, alla tele, su internet è una rincorsa a migliorare le nostre prestazioni sessuali, da "enlarge your penis" alle pompette più disparate, pensate alla farmacologia ufficiale: dopo il "viagra" già in commercio ci sono il "vivanza" e il "celis", altri farmaci contro la "disfunzione erettile", molecole alle quali fa ricorso una popolazione sempre più giovane (dal punto di vista fisiologico non servirebbe) perché convinti che la pillola possa supportare la loro paura di non farcela.
Gli stessi modelli maschili avuti durante l'infanzia sono importanti, può entrare anche in gioco il timore di non essere uguali al padre, colui che ci ha generato, che ha già una partner, la madre, che è già stata soddisfatta, di essere quindi inferiori agli altri maschi, e infine di non riuscire ad essere come nei racconti dei coetanei (memorabile a tal proposito la scena del primo film di Muccino, "Tutto l'amore che c'è", dei due racconti paralleli dei fidanzatini,lui agli amici lei alle amiche).
Anche la paura di cosa possa pensare la partner è fondamentale, ci si assoggetta al giudizio dell'altro "in toto" durante il rapporto sessuale, si è infatti nudi, non solo in senso fisico ma anche emozionale, la carnalità dell'atto ci riporta un poco a livelli meno razionali, più istintivi, mi verrebbe da dire animaleschi, se non accade così ecco l'ansia da prestazione, "farò un buon lavoro?", "questo prodotto riuscirà bene?", "mi devo impegnare di più?", e tutte queste domande fanno in modo che si alimenti un circolo vizioso dal quale è difficile uscire. "Cosa dirà lei alle amiche o in giro?", spesso si inserisce anche la paura del giudizio della gente e soprattutto delle donne, di venire considerati quindi uomini "meno uomini" degli altri uomini.
Sono stato fin troppo lungo ma come al solito spiegare queste cose in una mail non è semplice, consiglio vivamente di cercare di lasciarsi andare, pensare meno e agire più "istintamente", sappiate che se non avete problemi fisici documentati è inutile ricorrere a farmaci specifici, né migliorano le vostre prestazioni né le dimensioni, tantomeno blandi ansiolitici, possono forse facilitare le prime volte, ma il problema resterebbe, parlatene quindi, senza vergogna, con la vostra partner, con gli amici, o, se non ne venite fuori, potete rivolgervi ad uno psicoterapeuta che potrebbe aiutarvi a capire quali sono le motivazioni "nascoste". |
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COMMENTI:
Autore:
sicapunk
( domenica 14 settembre 2003, ore 15:55
)
si i paranoici ci cascano sempre...a ha hhaaaaa
Autore:
sabry8
( venerdì 12 settembre 2003, ore 22:33
)
ansia da prestazione...che brutta roba dio mio!
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