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Messaggio di J.Bond da commentare:

Era lì, ferma in strada. Bella da svenire. In paziente attesa dell'improbabile ritorno del suo pilota. Si, perché controllare quel concentrato di tecnologia sul filo dei trecento orari - sulle autostrade della civile Germania ciò é permesso - non può indicarsi in altro modo che pilotare.
L'uso di qualsiasi altro termine appare oltremodo offensivo e inadeguato. La livrea traversa ne esaltava le forme splendide, in pieno accordo con i componenti rifratti nel tramonto di fuoco. Ogni particolare esprimeva sinergia nel sistema. Come dire, armonia del tutto. Ti fossi fregato l'accendisigari mentre era esposta al concessionario e scaltro l'avessi sostituito al tuo di egual misura, ebbene, sulla tua macchina avrebbe sortito il medesimo effetto di un'aragosta fra le trippe. I parenti parlottavano in cucina delle solite cose, ottenendo il solito effetto comare. Con tono sul robustino, stranamente dimentichi di metter naso nei nostri discorsi da matti:
- Visto il petardo!? É un esemplare modificato, allestimento "Powerkit" - gli occhi di Emilio brillavano d'orgoglio. Ogni pilota si identifica nel proprio mezzo, diventa un'estensione di se.
- Cosa cambia in sostanza ? - non potevo trasparire visibilio, dovevo darmi un contegno.
- Nuovo sistema d'aspirazione a geometria variabile di lega al magnesio, nuovi collettori di scarico …ma soprattutto, aggiunta di un'ulteriore pompa olio inserita nella testata. A sua volta riprogettata. Volendo é possibile cambiare anche gli estrattori di scarico: il rumore diventa cattivo, ma tutto qua. Nessun miglioramento effettivo. Lasciamo ai soliti zotici far colpo al nigth con la loro macchina da cafoni - ci intendiamo a menadito, come sempre. Almeno su questo.
- Un F-16 …che potenza al reattore !? - la mia non era una domanda di comodo. Appassionato si, di auto fantastiche, sintesi perfetta del coupé sportivo. Da quando avevo sedici anni m'interesso alla tecnica delle 911; al tempo credo d'aver fatto dannare buona parte dei concessionari ufficiali. Chi mi credeva iscritto al PorscheClub …chi un moccioso viziato da accontentare e mandare in malora. Ognuno di quei gentili signori mi strinse la mano e di certo s'era fatto un'idea particolare di me. Il mio scopo l'avevo raggiunto. E questo bastava.
- Le modifiche portano il motore a quattrocentocinquanta cavalli, non tanti di più rispetto alla serie, ma in erogazione si cambia musica ! - l'espressione era radiosa.
- Come se la normale non fosse già pronta abbastanza…- ironia, pura ironia, me la ridevo di gusto.
- Tutto é relativo …Dai basta parlare, salta sù, voglio farti vedere di cosa é capace. Salutino di rito e scendiamo le scale. Bi-biip …l'antifurto ci riconosce. Chiudiamo le porte. Un tonfo pieno e sordo ci rassicura su quanto c'é di buono a bordo. Allacciamo le cinture, come automi avviamo il motore. Nessun ruggito, tutto normale. Solo il clima pensa a chiudere le paratie del ricircolo, automaticamente, con lieve risucchio. Sembra aria espulsa da una siringa vuota. Iniziamo a muoverci, il traffico é scarso ma regolare.
La strumentazione di bordo é fantastica, da far invidia ad eroi della Luftwaffe. Per la verità lo spazio non é eccezionale, ma ci sto bene, riesco anche ad allungare le gambe. Ecco, incrociamo il pirla del mio vicino che torna a casa.
Guarda come un cretino. A questo punto me ne convinco sempre più: lo é realmente.
Prendiamo la tangenziale e imbocchiamo l'autostrada. Il motore gira appena sopra il minimo, senza sforzo apparente. Avvertiamo solo un ronzio a malapena indistinto dal compressore dell'aria. Sono stupito dal comfort: non stai seduto su un "legno" buon assorbimento, poco rumore esterno e sedili che trattengono in sede. Te ne accorgi alla prima curva.
Andiamo piano, il sole é di spalle. Ogni tanto superiamo dei nonni su catorci più unici che rari:
- Perché …devi sapere …senza cappello di feltro rischi di beccarti un accidenti! - ci scompisciamo.
Nella 128 se ne accorgono ma non capiscono. La signora dietro si aggrappa ancor più al reggimano e comincia a inveire col conducente, con ogni probabilità sua pena e dolce metà da circa trent'anni. Proseguiamo col sole di lato, un pò c’infastidisce, ma strega l'atmosfera.
Il cambio é eccezionale. Il doppio sincronizzatore fa meraviglie in velocità, la frizione stacca bene. Superiamo una familiare con bimbo seduto dietro, al centro, l'aria soddisfatta di un re in trono. Che felicità, magari fosse stato così ai miei tempi. Mi rilasso, guardo dal finestrino la pianura coltivata a grano mentre l'hi-fi diffonde Love overgold in assolo. Il suono ci avvolge, nessuno dei due parla .Va bene così, sembra di stare in salotto. Dopo un po’ accostiamo in corsia d'emergenza :
- Ora guida tu mi sono strarotto!
- Grazie della fiducia .Vediamo di non farci la bua! - che favola ragazzi, stavolta il ruggito c'é, sono io col piede sull'acceleratore. Il motore risponde ad ogni comando senza incertezze, lo sterzo mantiene la giusta pesantezza, anche in velocità …si fa per dire, siamo fermi. Roba da donne.
- Guarda che non le fai male. Allora ci muoviamo!? - facile a dirsi, il cuore batte a mille. Ci affianca un caravan quando dei fari chiedono imperiosamente strada. Due lampi brevi, sembra una serie "S". Non mi sbaglio, il coupé Mercedes ci raggiunge rapidamente da dietro lampeggiando insistente. Oltre il "mirino" un baffetto con pipa sui quaranta, al fianco una giovane bionda con l'aria della nobildonna annoiata - attraente ovvio.
Istintivamente mollo il gas e do strada. Il navigatore si risente:
- Graziosa la piccola, fammela rivedere! - la mano preme sulla gamba destra - Giù l'acceleratore e rilassati …ci pensa lei. Con tutto inserito tu non sbandi …non derapi …non blocchi …non sovrasterzi: ti basta!?
Disubbidire sembra un sacrilegio. Eseguo alla lettera. Breve pressione sul tasto di scalata marcia. Affondo. Il trip sul cruscotto avverte: "Kickdown!".
Si scatena l'inferno. Non fai a tempo a capire cosa succede alle tue spalle - e sinceramente non t'interessa granché – una molla invisibile ti proietta in avanti mentre prepari il decollo che aspetti imminente. Il boxer tedesco tira fuori le unghie: gira gli alberi di distribuzione, modifica l'aspirazione, agisce sugli iniettori che non rinviano più nulla al serbatoio. Il rumore s'incupisce. Qui a chiacchere stiamo a zero: questa é tecnologia accidenti !
Niente alettoni, niente spoiler, pigi il freno a duecento all'ora e sei fermo in undici secondi netti !
Ad oggi, non esiste bisogno alcuno di qualche "mago" da inviare a Zuffenhausen per spiegare ai crucchi come si costruiscano auto sportive - il Centro Ricerche ha visto sì assottigliarsi le forze, ma di cervelli pensanti a Weissach ce ne son sempre quattromila. Scusate se é poco.
Per qualche istante li perdiamo nel traffico. Siamo alla beffa, l'elefante sa ballare sulle punte. Il V8 spinge come un dannato. Si fatica non poco a stargli dietro …ma noi siamo più leggeri, il doppio turbo fa punto d'orgoglio e senza calci alle reni fa vedere chi é il purosangue. Adrenalina scorre a fiumi nelle vene - sto pensando: se parte di coda neanche un tornado riesce a raddrizzare l'ufo su cui siedo. Senza scomporsi troppo scarichiamo all'istante quattrocento cavalli, chilowatt più chilowatt meno. Sembra dirti:
"Tu pensa ai comandi io il mio lavoro lo so fare, non distrarti e vedrai che non succede nulla!".
I P-zero tengono. L'aria sferza gli specchi. Fischia forte che pare d'essere sottobora a Trieste. Mentre li superiamo riesco a provare un amore del tutto chiaro per la splendida creatura che ci ospita. Prossima uscita Verona-est. Accostiamo per un caffè al grill.
Guardo distratto il calendario dietro al bancone e un'odore di paste calde mi penetra i polmoni. Nell'espositore i soliti oggettini regalo. Chi li comprerà mai!? Misteri da markettari.
Dling! Istintivamente giro la testa mentre sbatte la porta chiudendosi. Baffetto e amante avanzano verso di noi. Emilio non ha ancora raggiunto la pace dei sensi, aggiusta i capelli e sospira. Che curve, che portamento. S'avvicina al bancone e chiede una "non-Chiquita". Che sarà mai !? Queste donne viziose, pensano d'averla solo loro …mi danno ai nervi ecco. Arriva il barman con una banana su un piattino - intanto baffetto non ci degna d'uno sguardo centellinando un punch.
- Ma …avevo detto "non-Chiquita"! - sbotta indignata la graziosa creatura.
- Mi perdoni signora, sono mortificato - il barman prende mesto il piattino per tornare di lì a poco con la stessa banana. Ne sono ragionevolmente sicuro.
Posizione a parte, l'attaccatura al cespo appariva identica: stessa forma, stessa macchiolina sul dorso. Quel che cambiava era il bollino blù scomparso. Come per incanto. Dopo accurato umettamento. Si spera senza lingua.
La bionda prende la banana che é una delizia vederla sbucciare, se l’infila in bocca e la strappa a piccoli morsi. Riesce appena appena a intaccare il rossetto. Si vede che ha una certa esperienza.
Paghiamo il conto e andiamo nell'atrio. Emilio accende una sigaretta, io guardo il piazzale vuoto. Fuori una coppia fa il pieno. Penso tra me, macosacavolohannonellatesta: crusca!?
Carina sì …bella é bella, ma ogni tanto serve cervello, foss'anche per mangiare una "non-Chiquita". Dietro il banco non s'é fiatato. Preso il frutto ricurvo, coltellino da pelar patate, staccato diligentemente il bollino e ripresentata la stessa Chiquita. Stesso frutto ma ottima conquista! Avesse inventato una scusa, il barman avrebbe storto il naso ma cambiato banana ...Però che donna.
- Allora, piaciuto il petardo!? Dai si riparte. - spegnendo la cicca contro il posacenere.
- Ci puoi giurare !





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