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Messaggio
di tm.project da commentare:

il mio Cantiere Culturale Bolognese
10 mesi è il periodo della T.A.Z. (zona temporaneamente occupata) che ho portato all’ex macello di bologna… uno spazio monitorato negli ultimi tre anni da me stesso e solo me stesso… rifletto per tutta l’estate 2004 e pensavo potesse essere il momento di provare…
Ho convocato Amedeo, Maria grazia, Andrea e chiaramente il gruppo a cui appartengo, gli Psyconauti… proposto loro di occupare a capodanno, ci accordiamo e cominciamo la preparazione… mentre si cerca materiale, luce, acqua, si bonifica lo spazio per renderlo più sicuro, cerco collaborazione con altri centri sociali… il Livello 57 non sembra interessato, il T.P.O. prima si poi torna indietro, mentre Omnidrive Carlo Sergio ed Elettronic Brain si aggiungono alla festa di capodanno, MONELLI… In questo periodo io lavoro ad un progetto chiamandolo Cantiere Culturale Bolognese e metto su carta il mio obiettivo, il CaCuBo all’ex Macello, per rendere importante ed intelligente quella che diventerà la prima occupazione dell’era Cofferati a Bologna…
Capodanno passa tranquillo con una splendida festa… un po’ di lavoro allo spazio e assemblee chiarificatrici per tutti… il progetto prevede la riqualifica degli spazi, attraversandoli con arte e cultura per donarli alle associazioni giovanili e sociali che non hanno spazi in città.. una T.A.Z. come dichiarato sui testi cha accompagnano la festa, scritti ed ideati da Maria Grazia Amedeo e me stesso…
Il progetto viene accettato dall’assemblea e quindi si parte….
Lavoro tantissimo oltre alla programmazione ed all’indirizzamento del gruppo trovando le difficoltà del caso… La gente si stanca di non vedere soldi e cerca sempre più soddisfazioni personali, dimenticando i principi, dimenticando che siamo in occupazione… combatto sull’ordine e la pulizia che causa elementi molto sporchi, contamina tutto il Cantiere Culturale… combatto con l’ingresso di droghe e spacciatori che cercano spazio, anche del gruppo stesso… Non tollero queste cose, sono antiproibizionista non uno spacciatore, cerco spazi di aggregazione culturale e non di distruzione neurologica… L’autoproduzione è la mia lotta, le banche muovono i nostri soldi per alimentare il mercato di armi, lo spaccio di droghe favorisce lo sviluppo economico terroristico, il disagio giovanile e il degrado pubblico…
Al Cantiere Culturale Bolognese ognuno trova spazio, per lavorare e per il proprio tempo libero…
Passa la primavera ed arriva l’estate… Il programma musicale estivo è molto ambizioso per noi. Decidiamo in assemblea dopo una mia proposta che nessuno contesta e si parte…
Finita l’estate con la maggior parte degli operatori ccb a festeggiare in giro, e pochi a mantenere attivo il Cacubo, arriva la chiamata dal comune di Bologna per chiedere lo sgombero dello spazio… I proprietari lo richiedono…
È arrivato il momento che all’inizio prevedevamo e decidevamo insieme di affrontare in un certo modo… Il primo atto del Cantiere culturale bolognese volge al termine e abbandoniamo la T.A.Z…
Tutto questo è stato bello ed abbiamo costruito tanto, ma la convivenza è dura e odio e rancori prendono piede…Durante la Taz, qualcuno è uscito dal progetto… Volevano tutti casa, acqua calda, pasti gratis e soldi.. non capivo niente. Il mio Errore.? Lasciare spazio nel progetto a gruppi e singoli aggiunti nel cammino, che non avevo mai conosciuto e persone che reputavo poco interessanti… Però era un’occupazione e si deve confrontare anche con queste verità e mi sono lasciato sopraffare… Chi cercava la base di spaccio, non trovava spazio nella società del CaCuBo, dentro gli spazi comuni mettendo a rischio tutte le persone che abitavano lo spazio non poteva funzionare… Chi cercava casa per dormire tutto il giorno alzandosi sclerato e rompicoglioni, non era tollerato dalla società interna… Le menti erano diverse, piaceva stare lì con tutti i suoi vantaggi, ma non era stato capito il valore del progetto…
Chiuso CaCuBo lo spazio si trova ad essere rioccupato… Il gruppo dei delusi si forma, tornano quelli che erano stati allontanati, spacciatori e scansafatiche parassiti e tutto si ricompone… tengono l’occupazione mettendo in discussione tutto… Giorgio Samorini, che reputavo intelligente almeno per uno più uno, mi si rivela un bambino in piene crescita ormonale. Arriva a tagliare la comunicazione del gruppo, chiudendo il sito che aveva donato, a questo progetto, atti fascisti in un centro sociale ancora da fare, da persone che si mescolano tra i no-global… Addirittura cercano di impossessarsi del marchio CaCubo, non hanno idee, non hanno inventiva e non hanno il coraggio e le palle di fare qualcosa di loro, menti piccole e vuote… Ma CaCuBo è coerente, ed io Werther sono ancora in pista per portarlo avanti, il progetto non rivendica il possesso degli spazi, ma il fatto che altre associazioni sociali possano usufruirne… questo succede anche all’ex macello e quindi è un risultato, ma sputtanare il Cantiere Culturale Bolognese in questo modo è stupido e poco costruttivo… Proprio le persone che ora occupano l’ex macello sono quelle che hanno sempre deriso il lavoro del Cantiere Culturale, ed ora lo rivendicano… Falsi e ipocriti… Se sono almeno poco intelligenti un nome lo poterebbero trovare, non parlo di idee e progetti, almeno un nome… Andrea in prima lamentava le programmazioni musicali del cantiere.. cercavano rave e poco altro perché dicevano: con i rave si fa i soldi e ci si diverte, con il jazz ci rimettiamo e non ci piace…L’altro socio riporta di aver lavorato sempre di malavoglia (minchia che depresso), L’altro ancora permaloso perché gli veniva chiesto di non fare tana di droghe al Cantiere… Io ero il fascista perché chiedevo ordine, pulizia e rispetto tra tutti gli occupanti. Perché ora rivendicano il nome del CaCuBo..?
Distruggendo non arriveranno mai a niente. Un’occupazione che nasce in discussione ed e paragone di altre, è ipocrita e deludente per il mondo culturale giovanile antiprò…
Il Cantiere Culturale Bolognese nella voce del suo fondatore, si trova in piazza con un progetto, interessante assai, rivolto al sociale passando tra ecologia e riciclaggio, tenendo presente le esigenze dei cittadini Bolognesi… Stessi parametri della prima, un’altra Taz prenderà vita a Bologna… Ci rimettiamo in discussione con la città, chiedendo la custodia temporanea di uno spazio abbandonato per portarlo alla cultura giovanile bolognese e studentesca…
Uno Spazio Ri-Creativo, il Parco Delle Arti…
Centro sociale rifugi dell’illegalità o centri di produzione creativa giovanile…?
Spazi pubblici per uso personale, o interscambio di cultura con la città...?
Quanto sono sociali..? a volte vengono dubbi...
............................................ Werther
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COMMENTI:
Autore:
jm1990
( giovedì 27 marzo 2008, ore 15:47
)
complienti vivissimi per questa manifestazione!! sono totalmente inesperto in ambito di occupazione ma sono sicuro che riusciresti a darmi dei consigli per organizzare qualcosa di simile qui a Milano! in caso tu abbia voglia: filo.jm90@yahoo.it
GRAZIE E COMPLIMENTI !!
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