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il libro di Albert Hoffmann...scopritore dellacido lisergico(LSD)
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e ki lo sa?.....
OGGI IL MIO UMORE E'...
OTTIMO....COME SEMPRE ULTIMAMENTE..
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
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MERAVIGLIE
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PSYCONAUTI TRIBE
Il termine psyconauta iniziò a spuntare sulle nostre lingue durante gli anni del movimento psichedelico americano, con una connotazione strettamente associata all’esperienza psichedelica, all’esperienza prodotta mediante l’assunzione di uno psichedelico. L’associazione mantica indotta da questa parola ha subito una certa frammentazione fino a coinvolgere i nuovi mondi umani del cyberspace .... Il termine psichedelico ben si addice agli ambienti di frontiera dello scibile umano, ambiente in cui le esperienze ricoprono un ruolo chiave ... Psyconauta psichedelico, o enteogenico è colui che, per motivi di pura conoscenza, intrapende esperienze mediante l’utilizzo di vegetali o composti psichedelici ricavandone momenti di intuizione, di rivelazione, di illuminazione che se supportati da un buon grado di onestà e di umiltà personale possono svolgere un’azione benevola ed integrativa sulla propria vita e qualle degli altri ... Ricordiamo i nostri ispiratori psyconauti mescalinici A Idous Huxley e Henry Micaus ... lo psyconauta lisergico Albert Hoffmann ... gli psyconauti psilocibinici Roger Heine e Richard Wosson ... Creare per il piacere ... un sabotaggio sempre più disinvolto trasformerà un reparto costruzioni in una sala da gioco, cambierà un magazzino in un centro di distribuzione gratuita, si farà beffe delle parole dei capi e dei discorsi degli agitatori ... chi oserà più impadronirsi della fabbrica per organizzare un’altra forma di lavoro? Tutto è stato prodotto rubando alla creatività di milioni di operai ... Perchè stupirsi di vedere uscire dallo smembramento sistematico delle fabbriche, dei reparti di progettazione, perché dubitare che possa nascere dalle rovine di questi modelli inariditi, di che costruire le nostre dimore, i nostri piaceri, i nostri sogni, le nostre avventure, la nostra musica, il nostro vagabondar di terra, d’aria e di fuoco?
... un sorriso psyconautico ... T.M.Project(T.M.Project family aka Psyconauti)

L’USO DELLE DROGHE KE AGISCONO SULLA COSCIENZA E’ QUALCOSA KE DEVE ESSERE PRESO CON LA MASSIMA SERIETA’ -A.HOFFMANN
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martedì 22 novembre 2005
ore 18:20 (categoria:
"Vita Quotidiana")
lo sapevate ke anke le smile vanno ai rave????

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I COMMENTI (3)
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martedì 22 novembre 2005
ore 18:17 (categoria:
"Vita Quotidiana")
 questo sarà il flyer della prossima festa...ke ne dite?
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I COMMENTI (2)
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giovedì 17 novembre 2005
ore 20:24 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Rilassatevi chiudete gli occhi e immaginate per un attimo di arrivare alle porte di un cantiere abbandonato, uno qualsiasi di quelli che potete trovare nella zona industriale della vostra città. Varcato il cancellone di ferro attraversate un enorme spiazzo e poi, un pò titubanti decidete di entrare nel capannone e ora sbalorditevi pure, perchè dentro non c’è immondizia, nè vecchie carcasse di macchinare e neanche siringhe. All’interno, uno spazio pulito, libero da qualsisi ostacolo illuminato e sicuro. Osservate le pareti: sono robuste e senza infiltrazioni di umidità, calpestate increduli il pavimento: non c’è neanche una crepa. Vi affacciate alle finestre, tutto tace .... eppure dalle piante cresciute un pò ovunque e dalle erbacce che circondano lo stabile è chiaro che vi trovate in un area dimessa da tempo. Ecco: siete appena entrati a far parte dei nuovi archeologi industriale. Avete trovato un insediamento che i vostri antenati utilizzavano probabilmente per eseguire lavoro e mansioni oggi sconosiute. Avete scoperto un luogo dimenticato e trascurato e ora la testa non smette più di pensare a quello che potete fare voi qua dentro.
A noi è venuto subito alla mente un Villaggio Globale, una Cittadella della Cultura, uno spazio in grado di soddisfare le esigenze di quasi tutti, senza dubbio molti. Stiamo parlando dei gruppi, delle associaizoni, dei laboratori, degli individui, di tutti i creativi, che orbitano scontenti e insoddisfatti, nella città di Bologna. Riqualificare un’area dimessa, abbandonata ma non pericolante. Farlo attraverso il progetto dei piccoli cantieri che ognuno ha nella testa: dal privato all’associazionismo, dai gruppi informali a quelli che hanno scelto una forma giuridica precisa. Uno spazio talmente grande e talmente adatto da contentarli tutti e anche di più.
Cantiere Culturale Bologna nasce come un’idea, una suggestione, un desiderio educato e tuttavia urlato alla città che lo dovrà ospitare, accogliere e soprattutto un giorno non lontano, andarne fiera. Non è altro che la realizzazione di un percorso costrutio attraverso luoghi e spazi dimessi, spesso dimenticati. Un percorso attraverso il quale far rivivere tali spazi, per dimostrare che i contenitori hanno un senso, se e solo se, si ha la possibilità di riempirli di contenuti. I centri sociali per anni sono stati le nostre cattedrali, dove abbiamo lavortao e imparato quanto sia complicato e complesso gestire queste micro società. Oggi le cattedrali vengono spazzate via per lasciare posto ai nuovi progetti edilizi che la città di Bologna ha scelto di avere nel suo cuore architettonico, relegando i nuclei creativi residui in tendopoli periferiche e non sempre all’altezza delle aspettative. E’ il normale corso delle cose e poco importa se per anni questi spazi pubblici hanno fatto da catalizzatori, attirando a sè migliaia di giovani che sono diventati cittadini a tutti gli effetti scegliendo di vivere la città piuttosto che di attraversarla e poi abbandonarla come normalmente succede in tutte le altre metropoli universitarie italiane. Del resto va detto che non sempre la produzione culturale delle cattedrali è stata ad alto profilo. Bologna negli anni ’80-’90 era stata eticchettata come la città dei balocchi e per balocchi si intendevano proprio i centri sociali, i locali e l’enorme mole di eventi culturali cge si producevano. Oggi più nessuno la chiama così.
Cantiere Culturale Bologna non ama le etichette, eppure non vuole rinunciare alla chiarezza: gli individui che ne fanno parte, non credono nello scontro violento con le istituzioni, non ci hanno mai creduto, anzi ritengono che il dialogo civile sia l’unica strada, e la comunicazione creativa l’unico mezzo per percorrerla. per costruire un dialogo vivace e dinamico. Il Cantiere si basa sui commistioni e contaminazioni abbinamenti apparentemente dissonanti che tuttavia armonizzano tra loro per il semplice fatto di avere in comune un desisderio che oggi è diventato esigenza fondamentale. Quella grande esigenza che è fil ruoge che lega tutte le associazioni formali e informali e tutti quei gruppi che realizzano progetti creativi: un tetto uno spazio, una zona che permetta loro di portare avanti le planimetrie e i sogni con costanza e coerenza. Perchè distribuire tendopoli se Bologna è ricca di interi quartieri dimessi e neanche tanto male. Essere in periferia non spaventa chi, le chiavi della città le ha in tasca già da tanti anni e sa con certezza che a fare la differenza non è la posizione di un centro di produzione culturale, ma piuttosto la qualità di ciò che questo propone. Ma essere raminghi o pagare affitti stratosferici per realizzare eventi e produrre cultura per una notte senza avere neanche la possibilità di goderne è frustrante, senza considerare che toglie tempo alla creatività. L’autogestione temporanea dele zone abbandoante dalla città nella città, è in cima alla lista dei buoni propositi che abbiamo stilato per il 2005. A partire dalla notte di Caposanno.
Ca.Cu.Bo
Aderiscono e partecipano al progetto:
Psyconauti
M.S.C.M.A.
Broken
Double M project
Full Moon Project
Mutonia
Pluscorporation
Tek Berlin
Polivisioni Indymedia
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giovedì 17 novembre 2005
ore 20:18 (categoria:
"Riflessioni")
una piantina in più x uno spacciatore in meno
NUORO (13 aprile 2005) - I Carabinieri della Stazione di Orosei hanno arrestato Salvatore Rosu, di 43 anni, con laccusa di coltivazione di sostanze stupefacenti perché nel giardino della sua abitazione al centro del paese coltivava marijuana. I Carabinieri, impegnati in un controllo del territorio, hanno notato 23 piantine di marijuana nel giardino antistante la casa di Rosu, che ha precedenti penali. Le piantine, che sono state sequestrate dai militari, erano alte 50 centimetri ed erano pronte per essere essiccate. Rosu è stato trovato in possesso anche di 12 semi della stessa pianta.
CASTRÌ (LECCE), (9 aprile 2005) - Una piantagione di canapa indiana e stata scoperta dagli agenti della sezione Antidroga della Squadra Mobile di Lecce nellabitazione di Andrea Capirola, 26 anni, di Castri di Lecce, che e stato arrestato. Da tempo i poliziotti lo tenevano sotto controllo e nella tarda mattinata di oggi hanno fatto irruzione nella sua abitazione in via don Luigi Sturzo dove il giovane abita con la sua convivente. Nel piccolo giardino sul retro sono stati trovati una cinquantina di bicchieri di plastica bucati per il drenaggio, nei quali erano stati impiantati semi di marijuana che avevano gia originato piccole piantine.
Poco piu avanti in un campo adiacente, i poliziotti hanno scoperto un terreno coltivato ad agrumeto e allombra di un mandarino hanno trovato un vero e proprio vivaio costituito da circa 250 piantine di marijuana coltivate con la stessa tecnica di quelle rinvenute nellabitazione, nonche circa 30 grammi di hascisc che il giovane aveva tentato di occultare allarrivo dei poliziotti.
UNA PIANTINA IN Più PER UNO SPACCIATORE IN MENO… PIANTIAMOLA.!!!
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mercoledì 16 novembre 2005
ore 19:14 (categoria:
"Riflessioni")
UNA RIFLESSIONE
... quando il corteo di trenta auto blindate, protette da un poliziotto ogni cinque metri ai due lati di Via della Conciliazione, da uno spazio aereo chiuso e sorvegliato da caccia ed elicotteri, da cecchini sui tetti, da tombini saldati, da telecomunicazioni sorvegliate e interrotte, da radio indipendenti messe a tecere, dentro una città svuotata e presa in ostaggio, quando insomma George W. Bush è arrivato in Vaticano, dalla scarsa folla, che un po’ fischiava e un po’ applaudiva, è spuntata una bandiera arcobaleno della pace. A sventolarla era un frate carmelitano, in saio, statunitense di origine...
... mai, nella storia repubblicana, la visita solenne di un capo di stato straniero, anzi del capo della potenza maggiore, era stata accolta da tanta ostilità, da tanta ostinazione nel far sapere che no, quel presidente non lo vogliamo, non è gradito... e il fatto che, insieme alle proteste, a Roma e diffuse in tutta Italia, anche il presidente della Commissione europea, Prodi, abbia esposto alle finestre di casa sua, a Bologna, due bandiere della pace, va considerata, nonostante l’incitamento del centrosinistra a non scendere in piazza, una vittoria del movimento per la pace ... una vittoria culturale che lascerà il suo segno...
... ancora una volta, l’allarmismo sconsiderato di quasi tutta la stampa, di Berlusconi e del suo ministro degli interni, hanno sortito l’effetto opposto. almeno, così pare a poche ore dalla manifestazione che si terrà a Roma, nel pomeriggio di venerdì... potremmo essere smentiti da un precipitare degli eventi, da un’aggressione da parte dell’esercito di poliziotti che il governo ha schierato. Chissà cosa. Ma già ora, mattina di venerdì, sappiamo che il 54 per cento di italiani che, secondo il recente sondaggio di Famiglia cristiana, giudicano “inopportuna” la visita di Bush, non sono virtuali. Sono le persone che hanno esposto le bandiere, chiuso i loro negozi, disertato la città, manifestato in ogni modo il 2 giugno e ancora oggi. Ognuno a suo modo, ma tutti hanno detto la stessa cosa...
... i governanti degli Stati uniti stanno perdendo la guerra, in Iraq, perché hanno già perso la guerra in Italia, in Europa e nel loro stesso paese. Perché una profondissima frattura si è spalancata, tra governanti e cittadini. Bush e Berlusconi sono soli...
è ora di "piantarla" !! fumatela che vi passa ...
un sorriso psykonautiko ... a tutto il popolo pacifista
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mercoledì 16 novembre 2005
ore 19:04 (categoria:
"Vita Quotidiana")
la Coca-Cola® distrugge vite e cervelli
... paraculata dalla legge n. 441, istituita il 26/2/1963 e firmata da Fanfani, lervolino, Bosco, Tremelloni Trabucchi, Rumor, Colombo e dallallora presidente della Repubblica Segni, dove allart. 19 così si legge: «Lautorità sanitaria provinciale, gli ispettorati sanitari, i segretari tecnici e le guardie di sanità devono, salvo gli obblighi che loro incombono per legge, conservare il segreto sui processi di preparazione, produzione e conservazione delle sostanze alimentarie delle bevande, che vengono a loro conoscenza per ragioni dufficio, sotto le sanzioni dellart. 623 del Codice Penale».
... la composizione rimase quindi un «segreto di stato» al punto che gli stessi concessionari ricevono il prodotto-base e si limitano a diluirlo...
è formata da acido fosforico zuccherato oppure acqua zuccherata col sapore di caffè? Come sempre le quantità di ciascun composto non vengono indicate. La COCA-COLA® ha un elevato tenore calorico (lo affermo per coloro che fanno le cure dimagranti tralasciando i vini e bevendo queste bibite): un bicchiere corrisponde a 40 Kcal. contro i 67 di un bicchiere di cordiale... il contenuto zuccherino è alquanto elevato: 110 grammi per litro (la Fanta ne contiene addirittura 140 g/litro). Il CARAMELLO (E 150) ottenuto con processi ammoniacali dà il colore alla bibita che apparirebbe grigia come in Olanda dove lE 150 è vietato... lacido fosforico è presente in 325 mq/l e il «pizzicorino» viene dalla quantità di anidride carbonica (CO2) presente: 5,4 gr. per litro... sostanze in grado di smidollare un osso data lelevato acidità (pH 2,25)...
ma cè di più... la COCA-COLA® è «una bibita analcolica gassata» e come tale è regolamentata dal D.P.R. n. 719 dei 19/5/1958. Agli art. 2 e 5 leggiamo che le «bibite vendute col nome di una pianta non avente un frutto a succo debbono essere preparate con sostanze provenienti dalla pianta»... questo vuole dire che allora il nome «COCA-COLA®» deve avere come sostanze essenziali la COCA e la COLA. la COCA (o erytroxilon coca) è una pianta proveniente dalla Bolivia con foglie lanceolate che contengono una droga definita cocaina, classificata nellelenco delle sostanze stupefacenti del registro della farmacopea statale...
... a questo punto i casi che si presentano sono due e paradossalmente portano alla stessa conclusione... la COCA-COLA® è fuorilegge perché una bevanda che contiene «sostanze stupefacenti; oppure la COCA-COLA® è fuorilegge perché non la contiene, ma viene venduta col nome di questa pianta...
.. accettiamo per un attimo questa seconda ipotesi: (anche se pare ormai scontato che COCA-COLA® e aspirina diano gli effetti degli allucinogeni) ci sarebbe da pensare che il nome è stato dato per solleticare limmaginazione e la fantasia dei consumatore... si potrebbe dedurne anche che la COLA (o cola acuminata), pianta arborea delle Sterculiacee con frutti a forma di noce contenenti caffeina, non sia presente... ma in ogni caso fra le sostanze «aggiunte» appare la caffeina, iscritta allelenco della farmacopea ufficiale ma non iscritta nellelenco di quelle stesse sostanze la cui vendita è libera, e la COCA-COLA® ne contiene 118 mg. per litro: quindi è ancora fuorilegge perché dovrebbe essere venduta in farmacia dietro presentazione della ricetta medica..!
... dal 1975 la Coca-Cola ha iniziato a imbottigliare il prodotto in America in recipienti di plastica... lamministrazione federale per cibi e bevande (FDA) è intervenuta in quanto sono state trovate tracce di ACRILNITRILE (ACN), composto presente nella plastica, che può dar luogo a lesioni di tipo cellulare... come sovente accade pur di risparmiare nei processi industriali, non vengono mai valutati i rischi sanitari... COME MAI SI PERMETTE LA DISTRIBUZIONE AI GIOVANI DI UNA BEVANDA CONTENENTE CAFFEINA..?? QUALI INTERESSI IN GIOCO, ANCHE POLITICI, ESISTONO PER RENDERE LEGALE LA COCA..??
"La Coca-Cola è stata chiamata così da Frank Robinson, che ne disegnò anche il logo, in quanto originariamente questa bevanda conteneva effettivamente estratti dalle foglie di coca. Linventore fu il Dr. John Stith Pemberton, farmacista, che nel 1885 sperimentò una nuova composizione che avrebbe potuto vendere come bevanda analcolica e come medicamento. Al posto dellacqua naturale usò lacqua addizionata ad anidride carbonica, ed ecco la bevanda che diventerà la Coca - Cola!"
...
... no coca ... no crime ... ...psyconauti-spiriti liberi...
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mercoledì 16 novembre 2005
ore 19:01 (categoria:
"Pensieri")
IL RAVE.....UN GRANDE CIRCO DEL BIZZARRO...
Il "rave" e una festa che si tiene generalmente in un magazzino abbandonato, sulla spiaggia, in un parco, e dura tutta la notte.
A differenza degli anni 60, quando questi "happening" venivano ampiamente pubblicizzati, il rave, per evitare problemi con la polizia, viene tenuto relativamente segreto… la prassi e che nei giorni precedenti al rave viene fatto circolare un numero di telefono, generalmente su Internet o per via verbale, e il giorno del rave a quel numero di telefono risponde una segreteria telefonica che fornisce lindirizzo di un distributore di benzina o altro punto di riferimento presso il quale un ragazzo consegna le istruzioni per recarsi al luogo convenuto... a differenza di un normale party il rave non e pensato per bere alcool e incontrare gente, ma per ballare fino a sfiancarsi, e in cio assomiglia piu alla discoteca degli anni 70. Come la discoteca, e innanzitutto un rituale di una comunita che si auto-emargina... Rispetto alle "disco" il rave ha pero un carattere piu umile e familiare, in quanto si tiene in locali improvvisati ed e organizzato a livello amatoriale...
Il "disc jockey" e ancor piu importante, in quanto dalla sua performance dipende in gran parte la riuscita del rave... normalmente a un rave si alternano diversi "dj", da mezzanotte fino allalba e anche oltre… sono loro gli eroi dei ragazzi che frequentano i rave... allinterno del locale viene quasi sempre riservata una stanza per il relax, una "chill-out room" per chi si vuole riposare fra un ballo e laltro (o fra uno "sballo" e laltro), una stanza nella quale viene diffusa musica elettronica lenta e suadente, lesatto opposto del "techno" febbricitante che domina nella sala principale…
Il rave ebbe origine a Chicago nel 1981 sotto forma di maratone musicali in cui un "dee jay" intratteneva i ragazzi del quartiere per una notte intera… il fenomeno si diffuse soprattutto nei club degli omosessuali (come il "Paradise Garage" di New York e il "Waterhouse" di Chicago), ma presto conquisto anche il pubblico dei giovani bianchi, che vi vide unalternativa allimborghesimento della civilta disco. Esportato in Gran Bretagna, il fenomeno diede luogo a grandi raduni in giro per lEuropa (celebre il "Love Parade" dellAgosto 1992 a Berlino) e riapprodo negli USA attraverso il sottobosco di club di San Francisco…
Il rave diventa lennesimo rituale per giovani urbani alienati, Come le discoteche e i love-in, il rave esprime il bisogno di violare regole, di rompere con il conformismo, di uscire dalla legalita. Ma appartiene alla generazione X , che non ha ne la voglia ne i mezzi per fare manifestazioni pubbliche, preferisce radunarsi di nascosto, un po malinconicamente, in un luogo appartato alluna di notte. I suoi sacerdoti piu attivi sono i cyberpunk , ma anche loro preferiscono muoversi "virtualmente" lungo le reti di computer dal chiuso della loro cameretta, piuttosto che agire allaperto.
Il rave riporta anche alla ribalta lallucinogeno come fattore positivo, ancora una volta riprendendo lo spirito degli anni 60. Torna in voga il vecchio LSD e compare il nuovo "ecstasy" (o MDMA, inventato in Germania allinizio del secolo per sopprimere lappetito e riscoperto come stimolante soltanto negli anni 70)... la droga diventa nuovamente un fatto culturale e tornano alla ribalta santoni degli allucinogeni come Peter Stafford, il professore della Free University di New York che pubblico il suo primo libro sullLSD ("The Problem Solving Psychedelic") durante la "Summer of Love" (1967) e in seguito ha dato con la "Psychedelics Encyclopedia" il lavoro definitivo in materia (prontamente riedito nel 1992); o come Barry Crombe, che ha fondato a Santa Cruz il "Psychedelics Education Centre". Sono queste le guide sciamaniche della generazione rave di San Francisco.
A dominare la scena e soprattutto Terence McKenna, nato in Colorado nel 1946, ma cresciuto a Berkeley, autore di libri come "The Invisible Landscape", "True Hallucination", "Food for the Gods" e soprattutto "Archaic Revival"; celebre per le quantita spropositate di sostanze che ingerisce quotidianamente, per i suoi deliranti comizi (generalmente tenuti in magazzini abbandonati e accompagnati da musica "techno"), per le sue teorie sugli allucinogeni (i funghi sarebbero degli organismi extra-terrestri) e per le sue fantasiose profezie (principale quella che il 22 dicembre del 2012 luniverso attraversera una fase sensazionale di progresso spirituale);
Come gia successe con la psichedelia degli anni 60, il rave ha un suo corrispondente grafico, altrettanto selvaggio ed esuberante: vestiti, poster, volantini, riviste sfoggiano disegni violentemente colorati, collage stilizzati di oggetti e parole. Ancora una volta e il computer a far la differenza: i maghi della grafica rave sono smaliziati disegnatori al Macintosh, macchina della quale sanno sfruttare tutte le prestazioni per ottenere effetti sempre piu suggestivi.
Eugene Mosier, divenuto personaggio da culto per i volantini da rave che disegnava da ragazzo, e poi entrato a far parte dello staff di "Wired", o Nick Philip, disegnatore di moda rave ("Anarchic Adjustment", la linea di maggior successo), sono un po i maestri del genere. Leffetto e simile a quello dei cartoni animati e della pubblicita: quel ridurre la realta a pochi elementi macroscopici e ridurre poi a loro volta quegli elementi a caratteristiche minime (un contorno nitido e geometrico, pochi colori nettamente separati, niente sfumature o ombreggiature).
Quando i media e il grande pubblico si accorsero del fenomeno, si verifico qualcosa di simile allestate hippie del 1965: nacque la moda rave (abiti fortemente colorati dalle fogge insolite e soprattutto "trip toys" come occhiali psichedelici e cappelli fosforescenti), i settimanali borghesi pubblicizzarono le "smart drugs" e molti locali notturni cominciarono a offrire apertamente "all night rave" (magari con colazione inclusa il mattino dopo).
Il rave diventa allora un grande circo del bizzarro. Non a caso nel 1992 viene organizzato un rave itinerante, il "Moveable Feast", che si tiene appunto sotto un capannone da circo…
…KI PROIBISCE NON EDUKA…!
GLI PSYCONAUTI
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mercoledì 16 novembre 2005
ore 18:57 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Amiamo le nostre donne
I farmaci “di sostituzione ormonale” promettono alle donne di restare giovani, di ritardare la menopausa e di sconfiggere l’osteoporosi. Ora si scopre che due medicinali molto diffusi, il Premarin e il Prempro, provocano cancro, embolia polmonare, infarto e demenza. In USA, almeno 14 milioni di donne si sono viste prescrivere le due medicine. Ma poiché esse sono in commercio da 40 anni, sono circa cento milioni (tre generazioni) le donne americane in pericolo. Lo ha stabilito uno studio di un ente indipendente, il Women’s Health Initiative (WHI). Il principio attivo dei due farmaci è estrogeno estratto dall’urina di vacche e cavalle, che contiene tre tipi di estrogeni, di cui due non naturali per la donna. Inoltre il Premarin contiene progesterone sintetico, anch’esso non identico all’ormone umano. Le ditte farmaceutiche adottano un dosaggio che sia efficace per il 90% della popolazione generale; ma resta un 25% di ipersensibili, per cui la dose standard è eccessiva, ha notato la rivista Lancet. Lo studio del WHI ha stabilito che già 0,625 milligrammi di estrogeni da cavalla è cancerogeno; le dosi nei due farmaci sono il doppio, 1,250 mg. Dal 2003, alla chetichella, il Premarin è in commercio con dosi più basse: 0,45 mg. Ma intanto, nel solo 2001, i medici americani hanno stilato 70 milioni di ricette di prescrizione delle due medicine della giovinezza. Il che induce il dottor Jay Cohen, un medico che tiene un sito sulle medicine alternative (Medication Sense Underground), a porre domande scomode: “quanto valgono le sperimentazioni cliniche fatte dalla aziende per ottenere dalla FDA (Food and Drug Administration) l’autorizzazione al commercio dei medicinali? E quanto i medici di base sono al corrente degli effetti collaterali di certi farmaci, visto che sono ‘informati’ esclusivamente da piazzisti pagati dalle aziende produttrici?”. Il 51 % dei farmaci approvati dal FDA manifestano effetti dannosi solo dopo che sono diffusi sul mercato. I danni collaterali da farmaci sono la quarta causa di morte in America. Di fatto, una medicina sviluppata nell’interesse del profitto anziché della salute uccide o invalida, è stato notato, 784 mila americani l’anno; 16.400 % più di quanti ne ha “ammazzati” Osama Bin Laden. L’assistenza sanitaria altamente privata (dunque costosa) fa sì che l’americano medio ricorra al medico per farsi prescrivere farmaci che “coprono” i suoi sintomi, e così continuare a “funzionare”. Non ha i mezzi per una vera terapia, né i medici hanno interesse a consigliare, poniamo, una vera cura consistente in un regime alimentare adatto ed esercizio fisico. Un serio rapporto sulle malattie iatrogene (Death by Medicine, dei dottori Gary Null, Carolyn Dean, Martin Feldman, Deborah Rasio e Dorothy Smith, 2003) ha rivelato che le case farmaceutiche spendono oltre 2 miliardi di dollari l’anno per invitare i medici di base a 314 mila “eventi” in cui, con l’albergo pagato in località amene, i dottori ascoltano le “informazioni scientifiche”, che in realtà sono promozioni, su un nuovo medicinale. Non c’è informazione scientifica indipendente. Ma ora, sono esplosi parecchi scandali che hanno allarmato l’opinione pubblica. La scoperta che il Vioxx, un farmaco per cardiopatici, s’è rivelato mortale in troppi casi. Il sospetto concreto, a malapena soffocato dalla lobby del farmaco, che un conservante al mercurio, contenuto nei vaccini infantili dal 1937, sia responsabile della vera epidemia di autismo dei bambini in USA, e forse anche dell’Alzheimer dei vecchi (oltre i 75 anni, il 50% ha l’Alzheimer). Ed adesso, anche le medicine per leterna giovinezza delle donne sono sotto accusa. Inoltre, domande sempre più scomode si levano sull’aspartame, il dolcificante “che non fa ingrassare”: Michael J. Fox, un noto attore americano, ha sviluppato il morbo di Parkinson all’età di…38 anni. Dopo essere stato un testimonial della Diet Pepsi (senza zucchero, ma con aspartame) da cui ha ammesso di essere “dipendente” come un drogato, bevendone “varie bottiglie al giorno”. Molti consumatori di aspartame nella forma più diffusa in commercio (dall’infido nome di NutraSweet, come fosse un nutriente naturale) presentano infatti tremori parkinsoniani. Il che non è strano, visto che l’aspartame è un neurotossico, che provoca il degrado del tessuto nervoso produttore della dopamina, “antidepressivo naturale” del cervello. Naturalmente, l’americano con tremiti strani si vede prescrivere L-Dopa, ossia dopamina farmaceutica; ma senza smettere di consumare bevande all’aspartame, la terapia viene naturalmente nullificata …
Perché seguire la stupidità americana..? Berlusconi lascia l’Italia per favore…
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mercoledì 16 novembre 2005
ore 18:47 (categoria:
"Vita Quotidiana")
riflessioni di un amico
il mio Cantiere Culturale Bolognese
10 mesi è il periodo della T.A.Z. (zona temporaneamente occupata) che ho portato all’ex macello di bologna… uno spazio monitorato negli ultimi tre anni da me stesso e solo me stesso… rifletto per tutta l’estate 2004 e pensavo potesse essere il momento di provare…
Ho convocato Amedeo, Maria grazia, Andrea e chiaramente il gruppo a cui appartengo, gli Psyconauti… proposto loro di occupare a capodanno, ci accordiamo e cominciamo la preparazione… mentre si cerca materiale, luce, acqua, si bonifica lo spazio per renderlo più sicuro, cerco collaborazione con altri centri sociali… il Livello 57 non sembra interessato, il T.P.O. prima si poi torna indietro, mentre Omnidrive Carlo Sergio ed Elettronic Brain si aggiungono alla festa di capodanno, MONELLI… In questo periodo io lavoro ad un progetto chiamandolo Cantiere Culturale Bolognese e metto su carta il mio obiettivo, il CaCuBo all’ex Macello, per rendere importante ed intelligente quella che diventerà la prima occupazione dell’era Cofferati a Bologna…
Capodanno passa tranquillo con una splendida festa… un po’ di lavoro allo spazio e assemblee chiarificatrici per tutti… il progetto prevede la riqualifica degli spazi, attraversandoli con arte e cultura per donarli alle associazioni giovanili e sociali che non hanno spazi in città.. una T.A.Z. come dichiarato sui testi cha accompagnano la festa, scritti ed ideati da Maria Grazia Amedeo e me stesso…
Il progetto viene accettato dall’assemblea e quindi si parte….
Lavoro tantissimo oltre alla programmazione ed all’indirizzamento del gruppo trovando le difficoltà del caso… La gente si stanca di non vedere soldi e cerca sempre più soddisfazioni personali, dimenticando i principi, dimenticando che siamo in occupazione… combatto sull’ordine e la pulizia che causa elementi molto sporchi, contamina tutto il Cantiere Culturale… combatto con l’ingresso di droghe e spacciatori che cercano spazio, anche del gruppo stesso… Non tollero queste cose, sono antiproibizionista non uno spacciatore, cerco spazi di aggregazione culturale e non di distruzione neurologica… L’autoproduzione è la mia lotta, le banche muovono i nostri soldi per alimentare il mercato di armi, lo spaccio di droghe favorisce lo sviluppo economico terroristico, il disagio giovanile e il degrado pubblico…
Al Cantiere Culturale Bolognese ognuno trova spazio, per lavorare e per il proprio tempo libero…
Passa la primavera ed arriva l’estate… Il programma musicale estivo è molto ambizioso per noi. Decidiamo in assemblea dopo una mia proposta che nessuno contesta e si parte…
Finita l’estate con la maggior parte degli operatori ccb a festeggiare in giro, e pochi a mantenere attivo il Cacubo, arriva la chiamata dal comune di Bologna per chiedere lo sgombero dello spazio… I proprietari lo richiedono…
È arrivato il momento che all’inizio prevedevamo e decidevamo insieme di affrontare in un certo modo… Il primo atto del Cantiere culturale bolognese volge al termine e abbandoniamo la T.A.Z…
Tutto questo è stato bello ed abbiamo costruito tanto, ma la convivenza è dura e odio e rancori prendono piede…Durante la Taz, qualcuno è uscito dal progetto… Volevano tutti casa, acqua calda, pasti gratis e soldi.. non capivo niente. Il mio Errore.? Lasciare spazio nel progetto a gruppi e singoli aggiunti nel cammino, che non avevo mai conosciuto e persone che reputavo poco interessanti… Però era un’occupazione e si deve confrontare anche con queste verità e mi sono lasciato sopraffare… Chi cercava la base di spaccio, non trovava spazio nella società del CaCuBo, dentro gli spazi comuni mettendo a rischio tutte le persone che abitavano lo spazio non poteva funzionare… Chi cercava casa per dormire tutto il giorno alzandosi sclerato e rompicoglioni, non era tollerato dalla società interna… Le menti erano diverse, piaceva stare lì con tutti i suoi vantaggi, ma non era stato capito il valore del progetto…
Chiuso CaCuBo lo spazio si trova ad essere rioccupato… Il gruppo dei delusi si forma, tornano quelli che erano stati allontanati, spacciatori e scansafatiche parassiti e tutto si ricompone… tengono l’occupazione mettendo in discussione tutto… Giorgio Samorini, che reputavo intelligente almeno per uno più uno, mi si rivela un bambino in piene crescita ormonale. Arriva a tagliare la comunicazione del gruppo, chiudendo il sito che aveva donato, a questo progetto, atti fascisti in un centro sociale ancora da fare, da persone che si mescolano tra i no-global… Addirittura cercano di impossessarsi del marchio CaCubo, non hanno idee, non hanno inventiva e non hanno il coraggio e le palle di fare qualcosa di loro, menti piccole e vuote… Ma CaCuBo è coerente, ed io Werther sono ancora in pista per portarlo avanti, il progetto non rivendica il possesso degli spazi, ma il fatto che altre associazioni sociali possano usufruirne… questo succede anche all’ex macello e quindi è un risultato, ma sputtanare il Cantiere Culturale Bolognese in questo modo è stupido e poco costruttivo… Proprio le persone che ora occupano l’ex macello sono quelle che hanno sempre deriso il lavoro del Cantiere Culturale, ed ora lo rivendicano… Falsi e ipocriti… Se sono almeno poco intelligenti un nome lo poterebbero trovare, non parlo di idee e progetti, almeno un nome… Andrea in prima lamentava le programmazioni musicali del cantiere.. cercavano rave e poco altro perché dicevano: con i rave si fa i soldi e ci si diverte, con il jazz ci rimettiamo e non ci piace…L’altro socio riporta di aver lavorato sempre di malavoglia (minchia che depresso), L’altro ancora permaloso perché gli veniva chiesto di non fare tana di droghe al Cantiere… Io ero il fascista perché chiedevo ordine, pulizia e rispetto tra tutti gli occupanti. Perché ora rivendicano il nome del CaCuBo..?
Distruggendo non arriveranno mai a niente. Un’occupazione che nasce in discussione ed e paragone di altre, è ipocrita e deludente per il mondo culturale giovanile antiprò…
Il Cantiere Culturale Bolognese nella voce del suo fondatore, si trova in piazza con un progetto, interessante assai, rivolto al sociale passando tra ecologia e riciclaggio, tenendo presente le esigenze dei cittadini Bolognesi… Stessi parametri della prima, un’altra Taz prenderà vita a Bologna… Ci rimettiamo in discussione con la città, chiedendo la custodia temporanea di uno spazio abbandonato per portarlo alla cultura giovanile bolognese e studentesca…
Uno Spazio Ri-Creativo, il Parco Delle Arti…
Centro sociale rifugi dell’illegalità o centri di produzione creativa giovanile…?
Spazi pubblici per uso personale, o interscambio di cultura con la città...?
Quanto sono sociali..? a volte vengono dubbi...
............................................ Werther
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