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Messaggio di tm.project da commentare:
Il "rave" e’ una festa che si tiene generalmente in un magazzino abbandonato, sulla spiaggia, in un parco, e dura tutta la notte.

A differenza degli anni ’60, quando questi "happening" venivano ampiamente pubblicizzati, il rave, per evitare problemi con la polizia, viene tenuto relativamente segreto… la prassi e’ che nei giorni precedenti al rave viene fatto circolare un numero di telefono, generalmente su Internet o per via verbale, e il giorno del rave a quel numero di telefono risponde una segreteria telefonica che fornisce l’indirizzo di un distributore di benzina o altro punto di riferimento presso il quale un ragazzo consegna le istruzioni per recarsi al luogo convenuto... a differenza di un normale party il rave non e’ pensato per bere alcool e incontrare gente, ma per ballare fino a sfiancarsi, e in cio’ assomiglia piu’ alla discoteca degli anni ’70. Come la discoteca, e’ innanzitutto un rituale di una comunita’ che si auto-emargina... Rispetto alle "disco" il rave ha pero’ un carattere piu’ umile e familiare, in quanto si tiene in locali improvvisati ed e’ organizzato a livello amatoriale...

Il "disc jockey" e’ ancor piu’ importante, in quanto dalla sua performance dipende in gran parte la riuscita del rave... normalmente a un rave si alternano diversi "dj", da mezzanotte fino all’alba e anche oltre… sono loro gli eroi dei ragazzi che frequentano i rave... all’interno del locale viene quasi sempre riservata una stanza per il relax, una "chill-out room" per chi si vuole riposare fra un ballo e l’altro (o fra uno "sballo" e l’altro), una stanza nella quale viene diffusa musica elettronica lenta e suadente, l’esatto opposto del "techno" febbricitante che domina nella sala principale…

Il rave ebbe origine a Chicago nel 1981 sotto forma di maratone musicali in cui un "dee jay" intratteneva i ragazzi del quartiere per una notte intera… il fenomeno si diffuse soprattutto nei club degli omosessuali (come il "Paradise Garage" di New York e il "Waterhouse" di Chicago), ma presto conquisto’ anche il pubblico dei giovani bianchi, che vi vide un’alternativa all’imborghesimento della civilta’ disco. Esportato in Gran Bretagna, il fenomeno diede luogo a grandi raduni in giro per l’Europa (celebre il "Love Parade" dell’Agosto 1992 a Berlino) e riapprodo’ negli USA attraverso il sottobosco di club di San Francisco…

Il rave diventa l’ennesimo rituale per giovani urbani alienati, Come le discoteche e i love-in, il rave esprime il bisogno di violare regole, di rompere con il conformismo, di uscire dalla legalita’. Ma appartiene alla generazione X , che non ha ne’ la voglia ne’ i mezzi per fare manifestazioni pubbliche, preferisce radunarsi di nascosto, un po’ malinconicamente, in un luogo appartato all’una di notte. I suoi sacerdoti piu’ attivi sono i cyberpunk , ma anche loro preferiscono muoversi "virtualmente" lungo le reti di computer dal chiuso della loro cameretta, piuttosto che agire all’aperto.

Il rave riporta anche alla ribalta l’allucinogeno come fattore positivo, ancora una volta riprendendo lo spirito degli anni ’60. Torna in voga il vecchio LSD e compare il nuovo "ecstasy" (o MDMA, inventato in Germania all’inizio del secolo per sopprimere l’appetito e riscoperto come stimolante soltanto negli anni ’70)... la droga diventa nuovamente un fatto culturale e tornano alla ribalta santoni degli allucinogeni come Peter Stafford, il professore della Free University di New York che pubblico’ il suo primo libro sull’LSD ("The Problem Solving Psychedelic") durante la "Summer of Love" (1967) e in seguito ha dato con la "Psychedelics Encyclopedia" il lavoro definitivo in materia (prontamente riedito nel 1992); o come Barry Crombe, che ha fondato a Santa Cruz il "Psychedelics Education Centre". Sono queste le guide sciamaniche della generazione rave di San Francisco.

A dominare la scena e’ soprattutto Terence McKenna, nato in Colorado nel 1946, ma cresciuto a Berkeley, autore di libri come "The Invisible Landscape", "True Hallucination", "Food for the Gods" e soprattutto "Archaic Revival"; celebre per le quantita’ spropositate di sostanze che ingerisce quotidianamente, per i suoi deliranti comizi (generalmente tenuti in magazzini abbandonati e accompagnati da musica "techno"), per le sue teorie sugli allucinogeni (i funghi sarebbero degli organismi extra-terrestri) e per le sue fantasiose profezie (principale quella che il 22 dicembre del 2012 l’universo attraversera’ una fase sensazionale di progresso spirituale);

Come gia’ successe con la psichedelia degli anni ’60, il rave ha un suo corrispondente grafico, altrettanto selvaggio ed esuberante: vestiti, poster, volantini, riviste sfoggiano disegni violentemente colorati, collage stilizzati di oggetti e parole. Ancora una volta e’ il computer a far la differenza: i maghi della grafica rave sono smaliziati disegnatori al Macintosh, macchina della quale sanno sfruttare tutte le prestazioni per ottenere effetti sempre piu’ suggestivi.

Eugene Mosier, divenuto personaggio da culto per i volantini da rave che disegnava da ragazzo, e poi entrato a far parte dello staff di "Wired", o Nick Philip, disegnatore di moda rave ("Anarchic Adjustment", la linea di maggior successo), sono un po’ i maestri del genere. L’effetto e’ simile a quello dei cartoni animati e della pubblicita’: quel ridurre la realta’ a pochi elementi macroscopici e ridurre poi a loro volta quegli elementi a caratteristiche minime (un contorno nitido e geometrico, pochi colori nettamente separati, niente sfumature o ombreggiature).

Quando i media e il grande pubblico si accorsero del fenomeno, si verifico’ qualcosa di simile all’estate hippie del 1965: nacque la moda rave (abiti fortemente colorati dalle fogge insolite e soprattutto "trip toys" come occhiali psichedelici e cappelli fosforescenti), i settimanali borghesi pubblicizzarono le "smart drugs" e molti locali notturni cominciarono a offrire apertamente "all night rave" (magari con colazione inclusa il mattino dopo).

Il rave diventa allora un grande circo del bizzarro. Non a caso nel 1992 viene organizzato un rave itinerante, il "Moveable Feast", che si tiene appunto sotto un capannone da circo…



…KI PROIBISCE NON EDUKA…!



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