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PARANOIE
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MERAVIGLIE

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Messaggio di -Z- da commentare:
I raggi del sole autunnale filtravano attraverso un vetro di un anomalo bianco candido, annebbiando la vista e restituendo la sensazione di stare all’interno di un vaso di alabastro.

Lungo la linea dell’orizzonte lo scontro tra cielo e terra aveva creato una risacca di lunghe nuvole spumeggianti che avevano catturato l’attenzione del suo sguardo.

In realtà non vedeva nulla di tutto ciò. I suoi occhi, persi nel vuoto, seguivano un fitto flusso di pensieri che lo assorbiva completamente.
Non poteva non pensarci. La sua reazione era stata gelida e sterile. Non si aspettava che succedesse qualcosa . Ed infatti, nonostante le avesse palesato la sua posizione una volta in più, lei si era messa sulla difensiva ergendo una trincea dialettica dietro cui parare una posizione che non voleva prendere.

Non era stato ferito né irritato, la cosa stranamente non l’aveva praticamente turbato. Il suo atteggiamento serafico non era stato mutato dalle di lei uscite, né dalle scuse, restando tale dall’inizio alla fine.


Accanto a lui si sedette una coppia improbabile. Lei, evidentemente oltre i quaranta cercava di mascherare gli anni che la separavano dalla gioventù con un abbigliamento da ventenne figlia di papà. Vano il tentativo di cancellare una decina d’anni con una decina di banconote da 20 euro sotto forma di trama nera a foggia di vestito che le terminava a metà della gamba grassoccia, quel tanto che bastava per ostentare lo stivale di pelle con tacco vertiginoso, altro inganno alla crudele verità della natura. Il trucco scuro, obiettivamente pesante, e il corredo di gioielli che la adornava rafforzavano l’impressione che volesse far spostare l’attenzione dalla persona per farlo posare su quello che c’era sopra.

Il collega era un vero campione di anacronismo. Ignaro dell’arrivo del terzo millennio si presentava come campione monoporzione dello yuppismo anni ottanta. Trentenne in carriera ibridava l’eleganza di un completo camicia bianca-pantaloni con delle scarpe da corsa seminuove e un foulard di un dubbio color rosa. I capelli ben pettinati si ergevano orgogliosi sulla testa in una capigliatura variegata dai colpi di sole. Sua inseparabile amica pareva essere la valigetta che tanto gelosamente stringeva tenendola appoggiata sulle ginocchia, come se avesse paura che, da un momento all’altro, qualcuno arrivasse di corsa per rubargliela.
Preso nota dei suoi nuovi compagni di viaggio tornò deciso all’argomento del suo rimuginare.


Avevano percorso assieme la strada fino alla stazione parlando, per mettere in chiaro i rispettivi punti sulla situazione che era emersa. Così aveva deciso la sera precedente, prima che implacabilmente il credito del telefono si riducesse fino indurlo a terminare la conversazione.
A lei sembrava strano che la gente si facesse delle idee che ci potesse essere qualcosa tra loro due.
- no davvero non lo avevo immaginato, tu si? - chiese lei stupita
- mi era già stato comunicato di questi gossip su di noi, ma non mi sembra una cosa così strana
- e perché mai, scusa?
- beh, perché negli ultimi tempi siamo stati sempre tu ed io, insieme… vicini.. è legittimo che la gente supponga che ci sia qualcosa, ti pare?
- in effetti si, ma….
- me lo sono chiesto anche io come loro… se tra noi… – lasciò cadere la frase appositamente, sapeva bene che lei aveva capito dove voleva arrivare – e poi il tuo atteggiamento verso di me, insomma, sembrava che... e mi è anche stato detto… insomma sembrava che tu ti comportassi in modo particolarmente carino con me, mettiamola così -
- ma io non intendevo, io, io… -
- tu mi piaci, te l’ho già detto una volta e forse sbagliando ho ritenuto che anche per te potesse essere così, cosa che a quanto pare anche il nostro pubblico ha supposto – confessò lui
- si, cioè, no… è ovvio certo che ho una simpatia per te, ma… insomma… è che …. Io sto bene con te e credo che tu stia bene con me .. – il ragazzo annuì senza troppa convinzione - ..ma non credevo che fosse così, scusa non credevo che le cose stessero così. Ora mi sento una stronza per essermi comportata così con te… ti ho illuso, non era mia intenzione, davvero.
- ti avevo già detto cosa provo per te, e mi sembrava che fosse chiaro, oltre che visibile – fece notare con pungente sagacia.
- si, ma è stato molto tempo fa, mesi fa, ho creduto che le cose fossero cambiate – pronunciò queste ultime parole con tono sommesso, come se i sentisse in colpa,e volesse scusarsi con lui.
Il ragazzo decisamente non riusciva a vedere il motivo perché l cose dovessero essere cambiate.
Seguì un lungo e nervoso silenzio. Lui la stava a guardare, ma lei non alzava gli occhi da terra, nel tentativo di non incontrare il suo sguardo.

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COMMENTI:


Autore: -Z-
( venerdì 2 dicembre 2005, ore 15:11
)

e io che pensavo che nessuno si leggesse ste robe!




Autore: Orkidea85
( mercoledì 30 novembre 2005, ore 20:37
)

ammesso che l’abbia scritta tu....scrivi davvero bene...parola di una che...beh, lasciamo stare...




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