Messaggio
di sicapunk da commentare:
Rimembrando vecchi episodi che mi fanno riaffiorare vecchi ricordi, a me molto cari e indelebili nella loro interezza, una fase la avevo persa. Dimenticata.
Perché noi vogliamo l’abolizione della memoria. [pogo]
Come tutti ben sanno in Spagna difficilmente giravo da solo, nel senso che ero sempre accompagnato da una persona a me molto cara. E cioè nientepopodimenochè, fiammetta la sarda.

Quella sera eravamo spolpi sia io che lei, come accadeva spesso e volentieri; tornavamo dalla festa di Cornelia, una festa organizzata da punky in un quartiere omonimo a Barceloka.

Insomma in questa festa presi da un delirio, e da una voglia di combinare cazzate avevamo riempito lo zaino di qualcuno di cartelli stradali, prima staccati dalle rispettive postazioni prestabilite dalla legge, e non contenti ne avevamo anche un paio in mano, in più, siccome Fiammetta fa la scavatrice in cerca di rane morte e pinguini d’epoca imbalsamati tra le rocce, avevamo preso anche un elmetto; arraffato in un cantiere sempre la vicino, e questo era stato legato saldamente allo zaino in modo da non farcelo rubare. Sarebbe stato un circolo vizioso rubare quel elmetto.
Io lo rubo a te, lui lo ruba a me, egli lo ruba a lui, voi lo rubate a egli, noi lo rubiamo a voi, essi lo rubano a noi, e così via insomma.

Ignoriamo tutt’ora del perché volevamo tutti i cartelli che trovavamo per strada, forse per giocare con le micro machines, o forse per giocare a risiko, o solamente per fare i deficienti, che ci è sempre riuscito bene in tre mesi.


Fatto sta che ci avviamo con una delle prime metro mattutine verso casa mia, ma, per oscuri motivi, tutt’ora ignoti, abbiamo cambiato linea e destinazione. Ci eravamo misteriosamente trovati verso casa sua e siamo usciti in una delle fermate più controllate della metro, con questo bellissimo divieto d’accesso in mano io, e lei con il cartello di rimozione forzata e l’elmetto che penzolava, e immancabilmente tutti senza biglietto.
Ridendo e sbavando siamo usciti il più in fretta possibile da quella fermata, solo che ci mancava una grande impresa, peggio di indiana jones alla ricerca delk sacro graal. Dovevamo attraversare un incrocio pericoloso. Pericolosissimo. Terribile. Robe mai viste. Potevamo piazzare i cartelli precedentemente presi, per farci strada tra le macchine, il tram, i fili, i semafori,le luci, le ombre, le righe per terra; ma non si capiva una cippa, e neppure noi capivamo una cippa, e neppure Cippa capiva nulla di noi.

Stavamo aspettando un cenno, un segno divino per capire cose fare, una luce verde, una birra che ci indicasse la retta via. Questo cenno, questa risposta divina non tardò ad arrivare, e si presentò sotto forma di uomini. Uomini comuni come io e te all’inizio, ma che ben presto si tramutarono in 4 venditori di carrube statali.
Arrivarono in gruppo, scendendo da una macchina che avevano lasciato in mezzo alla strada. Erano 3 o 4 (il numero è ancora imprecisato) ci fermano urlando qualcosa in spagnolo, e noi ridevamo e ci raccontavamo chissà quali nefandezze del passato, presente e futuro prossimo.

Fino a quando non ci hanno mostrato il loro distintivo. Erano sbirri in borghese.
L’attimo fuggente insegna che era giusto smettere di ridere un attimo, per passare ad un momento di serietà, il quale, durò poco, per poi iniziare a pensare ad aggirare l’ostacolo girando la segnaletica in nostro possesso in modo che non si vedessero che erano cartelli,ma che sembrassero che ne so, pentole per esempio, o dei semplici medaglioni da collo. Ma ormai era troppo tardi.
Uno di loro tira fuori delle manette, probabilmente per intimorirci, guardo la mia Clyde e ci capimmo subito al volo su cosa dovevamo fare, solo che fece una precisazione per assicurarsi che il suo Bonny avese intuito esattamente ogni sfumatura del suo pensiero e disse: “jhon non dire cazzate…”e subito capii che il mio sguardo non era stato inteso bene…

Ovviamente si parlava in spagnolo, dato che codesti borghesi erano autoctoni, e a quello che loro dicevano io capivo la metà o nulla perché non avevo voglia di applicarmi, ma nella mia testa giravano solo tre parole e non erano “sole, cuore e amore”, ma ben si erano più nichiliste, meschine, viscide, ricche di voglia di sfottere e di fottere. Stiamo parlando del fenomenale trittico: NEGARE ANCHE L’EVIDENZA. Sul come arrivare a questo scopodellamattinata avevo le idee ben chiare; bastava dire cazzate, non ascoltare, blaterare, insomma qualsiasi cosa mi poteva suggerire la mia mente offuscata per raggiungere il mio obbiettivo e non sbagliare mira, e per l’appunto spiegare che era un atto legittimo avere quei cartelli stradali.
Alle loro domande sul perché avevamo quei cartelli e da che posto venivamo e perché eravamo a Barcellona e dove vivevamo e come vivevamo, e perché due più due fa 4, e perché mi comprerò un merlo che vola, si che mi comprerò un merlo che vola, e perché il cielo blu sopra le nuvole, e perché hanno ucciso l’uomo ragno, e perché il punk non è morto, e perché laura non c’è e del perché anche se ne fosse andata via, e perché marco se nè andato e non ritorna più, del perché Il treno delle sette e trenta è senza lui, e come mai avesse un cuore di metallo senza lanima nel freddo del mattino grigio di città, e come mai a scuola il banco è vuoto, e se secondo me Marco è dentro me, e del perché e’ dolce il suo respiro fra i pensieri miei, e anche se Distanze enormi sembrano dividerci e se sapevo che il cuore batte forte dentro me, dopodiché mi domandarono se sto mai rinchiuso in camera e non voglio mangiare e se stringo mai forte a me il cuscino e se piango e non lo so…

Ecco a questo punto smettono anche loro di cantare la Pausini e si pongono la mia stessa domanda: ma come fa a piangere e non saperlo?...

A tutte queste domande io rispondevo che non capivo, e come spesso accade dopo aver detto queste parole ridevo. Ma in spagnolo. Era per farmi capire.
Successivamente ci fecero una perquisizione a sorpresa sia sotto i vestiti che dentro lo zaino che teneva Fiammetta, al che lei da subito cercò un assorbente, per depistare le indagini, ma non trovandolo estrasse uno spazzolino e una truss di trucchi e altre cose che servono in bagno e gliele pose tutte nella mano, con tanto di dentifricio, era un abile mossa per guadagnare tempo.

Ma dopo un attimo di sbigottimento del suddetto servodellostato, mise lui le mani nella borsa di mary poppins, e come il ragno che esce dal buco, saltarono fuori altri mille cartelli focomelici e io mi sentivo preapista, e perciò difendevo a spada tratta qualsiasi oggetto che secondo me era mio, compreso l’elmetto che continuavo a dire che lo avevamo preso in Francia anche se ignoravo che a lettere cubitali c’era scritto “ajuntament de barcelona”, chiaro rifacimento alla lingua spagnola, e indi per cui poco credibile la mia versione dei fatti…
Si continuava a blaterare. Loro non volevano sentire nulla, volevano portarci in centrale per fare accertamenti sul nostro conto, solo perché eravamo in possesso del tesoro del cartello, al che dopo queste continue minacce e accuse, ovviamente infondate, nei nostri riguardi io dissi la frase più geniale che mi venne in mente, e che uso spesso fuori dall’italia per salvarmi il culo: “in Italia si possono prendere i cartelli stradali e portarli a casa se non hanno un codice nel retro”, ci fu un attimo di silenzio attorno a me. Si sentiva solo il traffico mattutino di gente che probabilmente tornava a casa da chissà quali loculi mortuari del divertimento del nuovo millennio, e fiammetta ripetè: “jhon non dire cazzate per piacere” e intervenente lei mentre gli sbirri si riprendevano ciò che era loro, anzi dello stato, ma nel delirio più totale nel mio cervello stavo convincendo di queste cose anche gli sbirri senza divisa, perché continuavamo a guardare i cartelli per cercare un codice che potesse incastrarmi, e indicavo in giro anche altri cartelli e probabilmente me li sarei portati a casa tutti si cartelli, ma una cosa mi lasciò basito… La faccia che aveva uno di loro mi guardava a occhi sbarrati, come se stesse ascoltando cazzate da più di un ora, come se avesse trovato il più coglione della città al suo cospetto, fino a quando si svegliò dal suo stato di tacito consenso e riprese in mano le redini della situazione: ci lasciò andare; ma si prese i cartelli più grandi e ci lasciò quelli più piccoli.
La morale della favola è che:
loro(i cartelli) appartengono allo stato, come la polizia, perciò potremmo azzardare a dire che tutto ciò che serve lo stato, o allo stato, è dello stato, e la subordinata che ne consegue è che è sostanzialmente inutile e da inculare e dal quale si potrebbe farne anche una semplice equazione matematica.
Sbirri:stato=X:cartello stradale

Che tradotta in italiano risulta sbirri stanno a stato come x(che è l’incognita) sta a cartello stradale, e per risolvere questo difficilissimo enigma e trovare questa misteriosa x si fa sbirri per cartello stradale e il risultato diviso stato. Per una proprietà a me nota ne è risultata la seguente cosa = BIRRIRELLSRADALE. Anagrammando potremmo farne risultare la seguente composizione a senso compiuto: Lerci da sbirri! Alè.

Me ne sbatto i coglioni se non mi seguite, dovreste farlo per capire bene ogni singolo passaggio del mio discorso.
Passo Il mio discorso. |
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COMMENTI:
Autore:
ShivAlove
( sabato 9 dicembre 2006, ore 21:20
)
grandissimo hai tt la mi astima xke mi hai battuto sto giro!"!!
Autore:
ArChItEcT
( mercoledì 10 maggio 2006, ore 20:43
)
aggiornare?
neanche lavorassi dalla mattina alla sera!
Autore:
sicapunk
( venerdì 5 maggio 2006, ore 19:56
)
ho vari morti nelle mutande.
a hah a ha hha haha
Autore:
Lercio
( venerdì 5 maggio 2006, ore 16:00
)
Hai un morto nelle murande
Autore:
sicapunk
( venerdì 28 aprile 2006, ore 13:49
)
per forza non ci si vede quasi mai.
a hahahah ha hah ahah ah ah hah a hahah a ha hhahaa
Autore:
PUNKETTINA
( giovedì 27 aprile 2006, ore 13:09
)
sica aagaagahahahahah non me lavevi mai detta questa aha hahahahahahahhahahah ahaa
Autore:
Rozzo
( venerdì 21 aprile 2006, ore 08:21
)
quelli attaccati ai ponteggi?
vabbè ma gli spagnoli sono un popolo strano... se incazzano per un nonnulla... basta che je tiri un tubo di pringles pieno di merda in una piscina, che succede un casino...
pure le chiese sono incazzose, ma quella è unaltra storia...
Autore:
sicapunk
( giovedì 20 aprile 2006, ore 20:52
)
chi sei rozzo?
cmq ho fragto pure i fanali in quei giorni spagnoli ai lavoratori, ma quella è unaltra storia.
a hah ahha hah ah a hh a ha ha h
Autore:
ArChItEcT
( mercoledì 19 aprile 2006, ore 13:24
)
la smetti di darmi del pazzo?
solo io posso darmi del pazzo e anche dei pezzi di pane pazzo o pizza pazza!
Autore:
Lercio
( mercoledì 19 aprile 2006, ore 12:53
)
Mestruazioni a fiotti
Autore:
Rozzo
( martedì 18 aprile 2006, ore 16:21
)
cazzo deve essere un virus quello dei cartelli... cera un cartonato raffigurante un telefonino con braccia e gambe, credo che fosse esposto fuori da un negozio di quella roba, labbiamo fregato e attaccato al muro della classe, una settimana ha retto, poi il fato [o per meglio dire il porco (dio ndR.)] ha voluto che uno degli assistenti di laboratorio fosse il padre della padrona del negozio... unaltra cosa, se non hai buone gambe o sei fatto, non ti fregare il cartello "lavori in corso" quando stanno lavorando gli operai... se fanno rode er culo peggio delle guardie...
Autore:
sicapunk
( martedì 18 aprile 2006, ore 15:18
)
ma non ha senso tene rendi conto?
a ha hah ah hah a ha hah ah ha h ah ah ah
Autore:
ArChItEcT
( martedì 18 aprile 2006, ore 09:49
)
stavo diecendo che ieri non era lunedì santo quindi probabilmente deliravo con qualcuno! infatti...
Autore:
sicapunk
( martedì 18 aprile 2006, ore 01:16
)
che cazzo stai dicendo?
a h haha ha hahahhaha ha ha h ah ha haha h
Autore:
ArChItEcT
( lunedì 17 aprile 2006, ore 10:56
)
non ho ancora copmmentato perchè non mi è molto piaciuto! lo sai che devi chiedermi lautorizzazzione per postare con raccomandata con ricevuta di ritorno allinferno! sto bene ho le mie impronte digitali, e ho dormito 15 ore! e oggi è lunedì, ma non lunedì santo!
Autore:
sicapunk
( sabato 15 aprile 2006, ore 18:48
)
canidi di marmo.
Autore:
detta
( sabato 15 aprile 2006, ore 13:55
)
A CANI SCIOLTI
Autore:
checcot
( venerdì 14 aprile 2006, ore 16:59
)
liberate i cani
Autore:
sicapunk
( venerdì 14 aprile 2006, ore 13:17
)
no 17 no.
Autore:
sicapunk
( giovedì 13 aprile 2006, ore 19:44
)
tu sei bannato dallo scrivere nel mio blog.
ti dosconosco fanecco.a h ahha h a ha ha ha h haha
Autore:
FANECCO P
( giovedì 13 aprile 2006, ore 18:46
)
e anche con me!
Autore:
sicapunk
( martedì 11 aprile 2006, ore 21:19
)
chiaro.
a ha hah h a hah ah h ahah ha haha h hah ahah hah aha hha haha hah
Autore:
checcot
( martedì 11 aprile 2006, ore 16:04
)
tu volevi fare lamore con me....lo so!
Autore:
sicapunk
( lunedì 10 aprile 2006, ore 21:03
)
in realtà non sapevo di essere sotto casa tua.
a hah a h hah a h ah hahah a h ha hahah a hha ha ha ha hha hahah ah hahaha hhaha ha
seguivo la macchina che aveva cercato di tirarmi sotto.
e volevo prenderlo a mazzate con la mia acqua frizzante che tenevo gelosamente in mano.
ah a ha h ha haha hahha hah ha ha ha h ha ha ha h ah ha ha ha
Autore:
checcot
( domenica 9 aprile 2006, ore 17:10
)
CIAO KAROL....se ti presenti di nuovo sotto casa mia alle 4 di notte gridando CIAO KAROL...facciamo un figlio insieme!
Autore:
sicapunk
( domenica 9 aprile 2006, ore 16:01
)
li ho pure portati in italia i cartelli...a hah a h ahh a hah a hah h a ha
Autore:
LeeeN
( sabato 8 aprile 2006, ore 18:31
)
"La faccia che aveva uno di loro mi guardava a occhi sbarrati, come se stesse ascoltando cazzate da più di un ora, come se avesse trovato il più coglione della città al suo cospetto, fino a quando si svegliò dal suo stato di tacito consenso e riprese in mano le redini della situazione: ci lasciò andare; ma si prese i cartelli più grandi e ci lasciò quelli più piccoli."
qua è stato il culmine.. thtrsjsryjyrkltehtrsjykyt
Autore:
Temporale
( sabato 8 aprile 2006, ore 18:16
)
hahhahahahaha non ho dubbi..
ma voglio vedere quelle foto..haha
Autore:
sicapunk
( venerdì 7 aprile 2006, ore 21:15
)
che pianta?
e mammuccia ho delle foto che ho fatto abarcellona dove ho la faccia da papero a ciodo. infati mi dicevano di fare un cerrto tipo di faccia ma io facevo solo la faccia da papero.
ero capace di fare solo quella, e tutti ridevano di me.
perchè facevo il papero e io ci rimanevo male mi stavo trasformando in unpapero da quanto faccia da papero ero.
a haha hah ha haha ha h ha haha h ah ha ha h ahha ha ha hah ha hah ah a h
Autore:
Temporale
( venerdì 7 aprile 2006, ore 18:50
)
fa ridere sìsì.
e chissà quante volte hai fatto la faccia da papero perchè non capivi cosa ti stavano dicendo..
ahahahah
Autore:
Lercio
( venerdì 7 aprile 2006, ore 17:49
)
La pianta dovè?
Autore:
detta
( venerdì 7 aprile 2006, ore 17:26
)
BANANE¿
Autore:
Feck-U
( venerdì 7 aprile 2006, ore 17:19
)
hahaaahhaahhahahaha
lo sguardo del poliziotto che pensva a suo figlio che un giorno sarebbe diventato un rubacartelli come te mi ha fatto scompisciare.
vado a cambiarmi.
Autore:
sicapunk
( venerdì 7 aprile 2006, ore 14:27
)
micronomo.
hah ah a ha h ha ha ha h ah ha ha ha hh a ha hah ha hahaa
Autore:
Mikelozzo
( venerdì 7 aprile 2006, ore 10:24
)
finalmente il tuo discoro aveva un filo logico e questga nuova teoria ha un senso illogico ma tuttavia basato su una scentificita.
ma domanda:
questo coso qui :

cosè?
lunica cosa che mi è venuta in mente è :
VIBRATORE ANALE PUBBLICO in una spiaggia a barcellona con righello a misurare la gettata delleiaculazione ... sbaglio?
Autore:
Snowy
( giovedì 6 aprile 2006, ore 21:15
)
ahahahahahahaahah
geniale!