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giovedì 16 marzo 2006 - ore 20:32


Giorgio e il travione
(categoria: " Ricette ")


Giorgio è lì, seduto sulla sponda del letto, nudo come una betulla nuda e crudo come tre etti di prosciutto sandaniele, mentre al lato dell’etto dorme beato uno spondo dell’altra sponda, biondo/a/um di capelli di parrucca e con le labbra rosso peperone rosso che macchiano di sangue di smalto rosso le coperte rosso sangue sfatte di sesso e d’amore comprato. Dorme e bea, ronfa e borbotta frasi sconnesse e connesse con esse lascia la scia, di guancia sul guanciale, al gusto di sperma tabacco e brutte speranze un rivolo vivo di bava beccaris cannonando dodipetto col petto di uomo, il cuore di donna, le tette di silicio o giù di lì. Giorgio lo/a/um guarda, negli occhi lo iodio di un mare di un odio di un frocio che odia chi lo fa frociare, la moglie cornuta i figli che dormono tre nei lettini il cane la casa il mutuo il lavoro il cazzo barzotto di orgasmo infranto, pensieri di sale di vino e di treni, le mani trenanti di morta morale adunche protese sul collo gallino del bìmbo la bìmba il bìmbum dormiente tradito da un corpo nato sbagliato, giusto una ipsilon di troppo, pendulo e putrescente, marcito da dentro, che puzza la puzza dei mali del mondo del bene e del male che ammorba i sogni di chi vuol sognare. Giorgio l’afferra, il coccolo trans, gli stringe il collo, gli tappa il cervelletto coll’unghie gialle dei pollici, le dita a strozzare la gola di basso. Sogna il travione, e in sogno sogna di sognare d’annegare nel mare di merda in cui è nato e vissuto, trainato dal masso dell’enorme budello di notti di letti di cazzi succhiati inculate e schiaffi taci puttana. Si sveglia dal sogno, si sveglia dal sogno, e sogna ch’è un sogno morire asfissiato dalle mani d’acciaio di un povero cristo di Giorgio che ha dato il culo alla vita invece di prenderla di dodipetto, e annaspa nell’aria di acqua le braccia scomposte e afferra fantasmi di spettri di vuoto. Giorgio intanto gli/le/? è a cavalcioni, l’ingroppa sgroppa gli pone in pene turgido di voglia e di omicidio preterintenzionale, galoppa il travy che muore due volte, una volta annegato e una volta di nuovo e di nuovo aperto in due da una libido che magari si sarebbe anche evitato, ecco. Piange il travy come un vitello, piange e s’avvinghia nel grave budello mentre Giorgio se la spassa. Muore e rimuore di culo e di boccapolmoni, Giorgio coita e lo riempie di schifo scaduto da anni di finto perbenismo e di partite domenicane di golf col capo, accidenti signore veramente un bel tiro. Muore e rimuore, il viso riverso verso il cuscino sbavato di bava, sudata lumaca imbrigliata nei lenzuoli di un rosso che fa male a guardarlo. Muore e rimuore, la faccia a pallone, blu come il grandepuffo, blu come un cielo generozo d’ozono, blu come il mare dipinto a pastello su un foglio del sacchetto del pane da un bambino grassoccio col naso che cola e le mani unticce di cera. E intanto Giorgio sburra come un idrante nei meandri del tranz col cuore di donna fermo già da mò, eiacula e viene e si svuota e viene di nuovo, finché di lui non resta che una pellicola di pelle con un cazzo barzotto attaccato.

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venerdì 10 marzo 2006 - ore 21:21


Un enorme grazie
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci stavo ragionando poc’anzi: in un mondo sempre più a rischio di venir contaminato dal buon gusto, è doveroso porgere i nostri ringraziamenti a chi quotidianamente si opera con tutte le proprie forze per fare in modo che ciò non accada.

Ringraziamo quindi il nostro splendido adattamento italiano: è bello andare al cinema con la certezza che un "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" verrà prontamente trasformato in Se mi lasci ti cancello. Grazie al rutilante Se scappi ti sposo ("Runaway Bride", raro esempio di adattameno perlomeno vagamente pertinente) abbiamo potuto infatti avere capolavori della trasposizione come questo, o come l’agghiacciante Se mi investi ti sposo, per quei poveracci degli americani "Elvis has left the building".
La cosa che un po’ spaventa, però, è il prendere atto che i poteri degli adattatori italiani trascendono anche il continuum spazio-temporale: dopo un orrido "Ginger Snaps Again: the Beginning" prontamente reinventatosi Licantropia, l’home video italiano ha visto anche il primo episodio delle tragicomiche avventure della cara Ginger. Il titolo? Ma Licantropia Evolution, no?
Se poi volessimo addentrarci nell’intricato mondo dei kung-fu movies degli anni settanta pur limitandoci solo all’ersperienza di Bruce Lee, ci troveremmo di fronte, in sequenza, a "The Big Boss" (Il furore della Cina colpisce ancora) a "Fist of Fury" (Dalla Cina con furore). Sensato, no? Chiude in bellezza la carrellata L’Urlo di Chen terrorizza anche l’occidente ("Return of the dragon").
D’altra parte, il contraltare del Maestro non subisce certo un trattamento di riguardo: dopo "Rush Hour" e "Rush Hour 2", affiancati rispettivamente dai sottotitoli *completamente inventati* Due mine vaganti e Colpo grosso al drago rosso, il povero Jackie Chan vede coronato un po’ il sogno di tutta la sua vita con Pallottole Cinesi ("Shangai Noon") e Due cavalieri a Londra ("Shangai Knights").
Il cinema d’animazione non è di certo esente da questo fenomeno dilagante: "Sen to Chihiro no kamikakushi" di Miyazaki si è riscoperto prima "Spirited away" e poi, finalmente, La città incantata nel nostro Bel Paese. Nemmeno le serie animate si salvano, e grazie alla onnipresente Alessandra Valeri Manera abbiamo potuto godere nel tempo, tra l’altro, di un Cara Dolce Kyoko ("Maison Ikkoku") Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina ("The Slayers"), Una porta socchiusa ai confini del sole ("Rayheart"), E` quasi magia Johnny ("Kimagure Orange Road"), fermandoci qua per decenza.
A questo punto verrebbe da dirsi, quasi come estremo conforto, "ma i libri, almeno i libri, sono esenti da questa sistematica puttanizzazione!".
ENNO`.
La gentilissima collana Mondadori "Urania" ci ha elargito nel tempo grandiosità quali Tempo di mostri, fiumi di dolore (al secolo "World Enough, and Time"), o l’indimenticabile L’orrenda invasione ("The day of triffids"). Ma chi non ha mai letto il capolavoro di J.D. Salinger? Come si chiamava? Ah... Il giovane Holden, no?
Per concludere, una chicca storica: Richard Powell. 1959. "Pioneers, go home". Vacanze matte.

Grazie, di tutto cuore.






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venerdì 3 marzo 2006 - ore 00:00


Inferenze
(categoria: " Riflessioni ")


Grazie alla legge Fini, riscopri l’alcol!

RICORDA: SBRONZARSI E` ANCORA LEGALE!

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lunedì 27 febbraio 2006 - ore 14:32


Dimostra Interesse
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ispirato dalla visione del film "Oliver Twist" diretto da Roman Polanski.

ecco a voi

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venerdì 17 febbraio 2006 - ore 20:51


Precipuamente
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Se ne stava restava conservava manteneva fermo statuario fisso saldato pietrificato paralizzato inchiodato immobile immoto immoto? mise in terza e accelerò sgasando e gasando gasandosi esaltato entusiasmato infervorato da stiro da bravo massaio massone massacratore sed i tori si lamentano accusano rimpiangono deplorano e poco ci manca e poco ci destra che non lo deflorino pur finanche ciò non ostante il nostro arditissimo temerarissimo baldissimo per la stessa sua propria tipica connaturata peculiare inerente intrinseca balditudine corre concorre ed al termine incorre nello anglo e nello sassone ma non si fa beccare il colbacco col becco di un quattrino o di due duini che in sostanza è lo stesso o l’ostesso venghino siori e siore il vino è buono la carne è debole la verdura insomma improdotto inquoziente indifferenza distacco freddezza e che freddezza! saremo sanremo sottozero tutti quei fiori raffreddati congelati surgelati agghiacciati atterriti atterrati un po? malamente goffamente sbagliatamente erroneamente convinti che giungerà la prima vera aspetta e spera coccolo fiore cheperquanto prima possesse re vera a stento! stentar non nuoce non cuoce non lessa né arrosta né arresta in resta la lancia lancia scaglia tira getta scaraventa proietta emette fulmina saetta ed è di nuovo sera.

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mercoledì 15 febbraio 2006 - ore 21:42


What if
(categoria: " Erasmus ")


...e se avessimo la faccia di pongo?

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martedì 7 febbraio 2006 - ore 15:59


non potrebbe essere che...
(categoria: " Erasmus ")


arancia nebulosa tagliare menisco liposuzione acqua parallasse cistifellea due vomere struzzo esegesi ruminò treno cifra notorietà ovviamente rinoplastica carmelitane uovo trattino ipsilon fisarmonica paradiso giovanni rana casareccio padella rambo testosterone avviti timo suricate plasmon ortofrutticolo poiché massone girocottero pleiadi nasica ostrogoto fusilli rapidamente essere trotsky lammasu fioriera tabasco lumezzane replica toscolano miniera ruvido sineddoche tiziano rombo fischiasse icona fonico babele armonia ispida protocollo grazia rimbaud l’umida xenofobia tamponare dizionario yemen spadaccino ermeneutica anacoluto sale crauti tettonica fustigare treno puerpera crisantemo apologeticamente catafalco freud al neo zebrata grifalco pusillo xilofono quesuante jesolo finzi contini meritocrazia dissipiamo renne astante puerpera berciare voluttà wawa iberia cosacco cisalpino herpes rustico maremoto bistecca freno tostapane banchina tubero assassinare limbo ho zufolassi albatross castrazione tra ultraleggero plenipotenziarietà petalo sposalizio pitone quebec lanaiolo zanzibar presidenziale faida marocco guercino sitar pestilenziale napoleonico fregio castelnuovo vulture zobeide avvinazzato lampione rostro panzerfaust ye-ye nabuccodonosor montargis creolo protocanonico moliere termocoppia mastino stenografo prostituzione furono epistemologia cammello trotsky mostarda granguignolescamente feretro ventilando guasconata es epigrafica hindi fromboliere natica wolfgang girocottero baldassarre astrolabio monade ratto provola dada ginestra falcione poltergeist cimbalo staffa occhiello marcia benzodiazepina la palisse misericordioso gambero tassista cocci pappafico implare solsettima aligherii ritmo forcipe mononucleosi evidenziò inferenza occultato illuminati rosae mercificazione tamtam spalti lubricamente ostracismo papero sura pelide sic emofilia tabagismo lumaca campanello tonicità sostantivato trazione pavlov sciatalgia masticare tao indebolimento metronomo zompettarono lestofante mustelide mammona giara woland spiraglio gabrielle ammaliante trenodia filarmonica sputacchiera draga trappola esistenzialismo menhir carpe quercia allarme grembo rutilante zoroastro ippica oporto varanti logorrea grecismi ottica

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domenica 5 febbraio 2006 - ore 15:22


Nuove frontiere della genetica
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Creata in un laboratorio americano una nuova razza di cane
Nuove frontiere della genetica
Indignate le associazioni animaliste

Il portavoce dell?industria farmaceutica americana Neurex ha dichiarato che gli scienziati dei uno dei loro laboratori sono riusciti a creare una nuova razza di cane, con una peculiarità molto particolare: vola.
Esatto, avete letto bene: Charlie, il cagnolino di pochi mesi che sta facendo scalpore in tutto il mondo, è in grado di librarsi per aria e di planare per qualche metro. Può farlo grazie ai potenti muscoli delle zampe, alla sua ossatura cava come quella degli uccelli e soprattutto alle sue orecchie, innaturalmente grandi, che svolgono la funzione delle ali di un deltaplano. Il disneyano Dumbo nelle spoglie di cane, insomma.
Comprensibili, o quanto meno da aspettarsi, le reazioni degli animalisti: la sede centrale della Neurex è preso d?assalto da centinaia di manifestanti infuriati, e i capi delle maggiori associazioni per la difesa degli animali ha minacciato di prendere contromisure legali nei riguardi del colosso farmaceutico.




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martedì 31 gennaio 2006 - ore 23:26


Impellente bisogno di riempire campi vuoti
(categoria: " Ricette ")





non so, forse mah. o no?

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