
Lucignola, 29 anni
spritzina di Baone/Padova
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io ale mahela

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ale andrè ale 
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io betta
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io cinzia
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io eli
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io eli ele
STO ASCOLTANDO
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
molto casual
ORA VORREI TANTO...
sapete cos’è che vorrei?
trovare una persona con la quale condividere ogni minuto della mia vita. una persona alla quale dare spiegazioni per un comportamento piuttosto che un altro. una persona della quale essere gelosa e dalla quale ricevere attenzioni e alla quale dedicare tutto il mio tempo, senza alcuno sforzo. una persona che mi renda libera da questo fantasma che ogni tanto torna a girarmi intorno. vorrei trovare una persona che mi faccia scenate di gelosia. una persona con la quale litigare per delle stronzate e poi tornare a farci pace con un fiore tra le mani. vorrei trovare una persona che mi faccia vivere inconsapevolmente centomila emozioni. che mi trasmetta un senso di protezione e che mi comprenda o che almeno si sforzi di farlo. vorrei una persona che mi cancelli di dosso sta puzza di solitudine. vorrei una persona con la quale condividere gioie e paure. una persona da abbracciare, baciare, accarezzare e.... vorrei una persona che mi faccia sentire viva. una persona che causi un sorriso da ebete eternamente stampato sul mio viso. una persona per la quale farei tutto. una persona da mettere al primo posto nella mia vita.
STO STUDIANDO...
per un giorno laurearmi.......
OGGI IL MIO UMORE E'...
tendo al sorriso
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Sunday, December 28, 2008 - ore 22:51
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Troppo buona, talmente buona da dare agli altri l’impressione che possono farti ciò che vogliono".
Quante volte nella mia vita mi sono sentita ripetere questa frase. Ho perso il conto. E ogni volta ho risposto che io sono fatta così, che prima di parlare o agire penso sempre a come gli altri potrebbero sentirsi. E ogni volta ho ingoiato merda. Perchè, infondo, è vero ke la gente non capisce quando tu cerchi sempre di essere corretta anche a costo di dover sacrificare qualcosa a cui tieni. E’ difficile ke gli altri capiscano che io non sono un robot e che ho dei sentimenti. Non ho mai capito perchè. Forse perchè mi vedono sempre forte, sempre pronta a dare una spalla su cui piangere. Sempre controllata. Ma io sono un essere umano come tutti. Forse più controllata, è vero, (e questo autocontrollo l’ho acquisito con fatica) ma pur sempre umana. E la mia fottuta sensibilità mi gioca spesso dei brutti scherzi. Mi fa rimaner male quando subisco un torto o quando vedo ke per gli altri sono invisibile. E’ così che mi sento. Invisibile. Cristina è quella che non può permettersi di rimanerci male, tutti pensano. Perchè Cristina è quella ke sa cosa vuol dire perdonare. Sono quella che cerca sempre il meglio delle persone e se ne accontenta. Quella che non cerca di cambiarle e si prende anche quel poco che c’è. quella ke dà sempre 100 incondizionatamente, senza pensare a cosa potrà averne in cambio. Ma Cristina è anche fatta di carne, ossa, sangue e lacrime. Cristina sotto lo scudo ha un cuore tenero, che troppe volte è stato calpestato. Cristina avrebbe bisogno di un filtro, un impermeabile per il suo cuore. è stanca. Stanca di credere nelle persone. Stanca di riceverne pizze in faccia. Stanca di sentirsi raggirata. Stanca di sentirsi calpestata. Stanca di dover dire "sarà per la prossima volta". Stanca di giustificare sempre i comportamenti degli altri. Ho sempre pensato che non è importante kosa si vuole dire, ma cosa arriva agli altri. E se agli altri arriva qualcosa che li ferisce, allora occorre interrogarsi. Se io sto male, chi è causa del mio malessere dovrebbe kiedersi cosa non ha funzionato. Ciò che non funziona sono spesso i modi. La stessa cosa detta con modi diversi ha un peso diverso. Ma non sono solo i modi a fare la differenza. La differenza è data dall’intento. Tornare sui propri passi perchè l’altro c’è rimasto male non ha nessun valore. L’ideale sarebbe non far ciò che agli altri potrebbe arrecare danno. Non ho mai creduto al "porgi l’altra guancia". Io non porgo l’altra guancia se ricevo una sberla. Io adesso mi volto e me ne vado. Credo ke quando un oggetto si rompe, per quanto si provi ad aggiustarlo, quell’oggetto rimarrà sempre rotto, o al massimo riparato. Ma ciò che era in origine non c’è più. Le amicizie, i legami, gli amori, hanno la stessa caratteristica. Se qualcosa si rompe, nei sentimenti, si potrà aggiustare, rinnovare, ma non si avrà mai più l’integrità di prima. E non siamo noi razionalmente a decidere quando qualcosa si è rotto. E’ il cuore ke ce lo comunica. E il mio cuore oggi, in questo preciso momento, ne ha abbastanza. Ne ha abbastanza di star zitta per amore degli altri. Ne ha abbastanza di comprendere sempre tutto e tutti e non venire quasi mai compresa. Non sono una che si lamenta per ogni cosa, anzi. Ho un discreto livello di sopportazione. Ma il vaso prima o poi trabocca. E a quel punto... a quel punto non resta altro che svuotarlo, buttandone via il contenuto. Cristina non si sveglia una mattina e decide di mandare a fanculo tutto e tutti. Cristina medita, raccoglie, pensa, pondera. E se arriva a scoppiare è solo perchè è arrivata al limite. Quale sia il limite non sono io a deciderlo. Sono gli altri che, incuranti delle loro azioni, mi sbattono davanti il limite. E quando questo limite arriva Cristina smette di parlare. Ho sempre detto a chi mi conosce bene di preoccuparsi quando io smetto di parlare. Finchè io litigo, discuto, è tutto a posto. Quando io faccio silenzio, lì è che una persona deve iniziare a pensare ke mi sta perdendo. Sono probabilmente fatta male, lo so. Ma se sul resto, sugli altri miei difetti, ho sempre contrattato e lavorato, su questo no, non intendo farlo. Io perdono. Ma non torno indietro. Se chiudo una porta la chiudo per sempre e mille persone possono testimoniarlo. Il punto è proprio questo. Prima di chiudere, io di chance ne dò mille, ad ogni singola persona. Perdono e ricomincio. Metto punto e vado a capo. L’ho sempre fatto e sempre lo farò. Ma se nonostante questo la persona continua imperterrita a fottersene di ciò ke io penso, sento, provo...beh allora si entra in una strada senza sbocco. La strada dell’allontanamento. E se io mi allontano da qualcuno non torno indietro. Non sono pazza. Non mi allontano al primo colpo che ho subìto. Mi allontano quando vedo ke ripetutamente gli altri non rispettano le promesse fatte ma anzi le infrangono ad oltranza. Mi allontano quando mi sento colpita nel profondo. Mi allontano quando ricevo un trattamento ke io non avrei mai riservato agli altri. E allora sì che divento insensibile a qualsiasi parola, a quel punto tutto mi è assolutamente indifferente e non mi tocca più. Chi è stato mio amico in passato, chi mi ha conosciuta, chi ha chiuso un rapporto con me sa bene che sto dicendo il vero. Non sono mai ritornata indietro. Mai. Il carattere si cambia, si modifica, si attenua. Si cresce. E crescendo si impara a non commettere gli stessi errori. Crescendo si impara a pensare agli altri. A non essere fottutamente egoisti. A non pensare che tutto sia scontato e dovuto. Non c’è un cazzo di scontato e di dovuto su questa terra. Non è nemmeno scontato il fatto ke io abbia un piatto su cui mangiare o un letto su cui dormire. Non è scontato perchè nel mondo ci sono un sacco di persone ke se hanno sete non hanno cosa bere. E lo stesso vale per i rapporti. Non è scontato che io debba non prendermela se mi sento ferita. Non è scontato ke io debba sempre capire tutti. Non è scontato che io debba essere sempre quella che passa sopra alle cose. Sono passata sopra a talmente tante cose nell’ultimo anno che adesso ho raggiunto il limite. E come ho sempre fatto...vado avanti... e non mi volterò indietro. No davvero. Ora basta.
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