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Friday, May 20, 2005 - ore 12:23
(categoria: " Poesia ")
"Da 0 a 100 metri e poi ancora più giù, a precipizio negli abissi: le pulsazioni rallentano, il corpo svanisce, ogni sensazione galleggia dentro nuove forme. Resta soltanto l'anima. Un lungo tuffo nell'anima che sembra assorbire l'universo. Ogni volta risalire è una scelta: sono io che torno a riappropriarmi della mia dimensione umana, metro dopo metro, per venire di nuovo alla luce. Spesso mi chiedono cosa c'è da vedere laggiù. Forse l'unica risposta possibile è che non si scende in apnea per vedere, ma per guardarsi dentro. Negli abissi cerco il mio io. E' un'esperienza mistica, ai confini col divino. Sono immensamente solo con me stesso, ma è come se mi portassi dentro tutta l'essenza dell'umanità. E' il mio essere umano che supera il limite, che si cerca fondendosi col mare, che si immerge in se stesso e si ritrova."
Umberto Pelizzari.
L'uomo e il mare
Uomo libero, sempre ti sarà
diletto il mare - tua anima, specchio dove guardi
la tua anima scorrere infinita
come le onde. Non meno amaro abisso è il tuo cuore.
In questa che è la tua immagine ti immergi
con voluttà, con gli occhi, con le braccia l'afferri e dal rumore
di te stesso ti liberi se ascolti
la sua voce indomabile e selvaggia.
Tenebrosi tutt'e due, e discreti: fino in fondo
ai tuoi abissi nessuno è sceso mai,
uomo, né c'è del mare chi conosca
i riposti tesori: così li difende, gelosi.
Eppure, da tempi immemorabili ciascuno
di voi con quell'altro combatte - e non ha pietà, non rimorso,
da tanto che amate la carneficina e la morte
in una lotta eterna, implacabili, avvinti!
Charles Baudelaire
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