BLOG MENU:
STO LEGGENDO



Piccole recensioni - libri letti:

Freddo a luglio - Joe R. Lansdale
Tre millimetri al giorno - R. Matheson
Protocollo Sigma - Robert Ludlum
Anansi Boys - Neil Gaiman
Stranalandia - Stefano Benni
Un luogo chiamato Libertà - Ken Follett
Il Profumo - Patrick Suskind
Stardust - Neil Gaiman
Il Vangelo secondo Gesù Cristo - J. Saramago
Lamento di Portnoy - Philip Roth
Coraline - Neil Gaiman
Il Riscatto di Ender - Orson Scott Card
Abissi d’acciaio - Isaac Asimov
Mele Bianche - Jonathan Carroll
American Gods - Neil Gaiman
Il Maestro e Margherita - M. Bulgakov
Kitchen - B. Yoshimoto
Lo specchio di Dio - A. Eschbach

HO VISTO



. . . . .




STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



skype: zernebog


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:


*** in the flesh ***
bagigiola
betterman
ella
lupakiotto
lyra
noel
parakalo
saggiosayo
sararamp
scanu81
stezzzag
sweetwine
tampax
tasha

*** ping ***

biomelo
danyasroma
dinasan
stanziche

*** virtual ***

beatrix_k
emily
lasamy
ondequadre
tita

*** guatemala ***

chile

*** hrvatska!!! ***

kitri

*** nice bloggin ***

aion
andy moses
cinziola
cucciola85
dott.ssa_i
misia
tobor

*** fresh start... maybe ***

revo

*** idle ***

bale

BOOKMARKS


HANDBALL FORUM
(da Sport / Vari )


UTENTI ONLINE:




(questo BLOG è stato visitato 5393 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



Wednesday, February 15, 2006 - ore 00:23


Margot
(categoria: " Vita Quotidiana ")


grazie alle giornate di ferie che la mia caviglia mi sta regalando, l’ho finito più in fretta:



un piccolo brano, per chi ha 3 minuti da dedicarci...


[…]

Aveva in mano orribili fiori gialli inquieti. Non so come si chiamino, ma sono sempre i primi ad apparire a Mosca.

Questi fiori si stagliavano nettamente sul suo soprabito nero primaverile. Aveva fiori gialli! Un brutto colore. Dalla Tverskaja svoltò in un vicolo e si voltò. Conosce la Tverskaja, no? Lungo la Tverskaja camminavano migliaia di persone, ma le garantisco che essa vide me solo e mi guardò, non dico preoccupata, ma addirittura in un certo qual modo morboso.

Fui colpito non tanto dalla sua bellezza, quanto dalla straordinaria, mai vista solitudine nei suoi occhi! Ubbidendo a quel richiamo giallo, anch’io svoltai nel vicolo e la seguii. Camminavamo in silenzio lungo il vicolo triste e storto, io da un lato, lei dall’altro. E si figuri che non c’era anima viva.

Mi tormentavo perché mi sembrava che fosse necessario parlarle, e temevo che non sarei riuscito a pronunciare neppure una parola, e lei se ne sarebbe andata, e non l’avrei mai piú rivista. E s’immagini, a un tratto fu lei a parlare:

- Le piacciono i miei fiori?

Mi ricordo chiaramente il suono della sua voce, alquanto bassa, ma con brusche variazioni di tono, e - è sciocco, lo so - parve che un’eco risuonasse nel vicolo e si ripercuotesse nel muro giallo e sporco. Passai in fretta sull’altro marciapiede e, avvicinandomi a lei, risposi:

- No.

Mi guardò sorpresa, e, di colpo, in modo del tutto inatteso, sentii che per tutta la vita avevo amato proprio quella donna! Che storia, eh? Lei dirà, naturalmente, che sono pazzo.

- Non dico niente, - esclamò Ivan, e soggiunse: - La supplico, continui!

L’ospite continuò.

- Sí, mi fissò sorpresa, e poi, dopo avermi fissato, chiese:

- Non le piacciono i fiori?

Nella sua voce mi parve sentire dell’ostilità. Le camminavo accanto, cercando di tenere il passo, e, con mio grande stupore, non mi sentivo affatto imbarazzato.

- No, mi piacciono i fiori, ma non questi, - dissi.

- Quali le piacciono?

- Le rose.

Rimpiansi le mie parole, perché lei ebbe un sorriso contrito e gettò i suoi fiori nel rigagnolo. Li raccattai, un po’ confuso, e glieli porsi, ma lei, sorridendo, li respinse ed essi mi rimasero in mano.

Camminammo cosí, silenziosi, per un po’, finché lei non mi tolse i fiori di mano e li gettò sul selciato, poi infilò sotto il mio braccio la mano col guanto nero svasato, e proseguimmo vicini.

- E poi? - disse Ivan. - Per favore, non salti niente!

- E poi? - l’ospite ripeté la domanda. - Quello che successe poi, lo può indovinare lei stesso -.

Inaspettatamente si asciugò una lacrima con la manica destra, e proseguí: - L’amore ci si parò dinanzi come un assassino sbuca fuori in un vicolo, quasi uscisse dalla terra, e ci colpí subito entrambi. Cosí colpisce il fulmine, cosí colpisce un coltello a serramanico! Del resto, lei affermava in seguito che non era cosí, che ci amavamo da molto tempo pur senza esserci mai visti, e pur vivendo lei con un altro... e io, allora... con quella, come si chiama.

- Con chi? - chiese Bezdomnyj.

- Con quella, ma sí... quella... mm... - rispose l’ospite schioccando le dita.

- Lei era sposato?

- Ma sí, perché crede che schiocchi le dita?... Con quella... Varen’ka... Manecka... no, Varen’ka... il vestito a strisce, il Museo... Ma non ricordo.

Ebbene, lei diceva che con quei fiori gialli in mano era uscita, quel giorno, perché io la potessi finalmente incontrare, e che se questo non fosse avvenuto, si sarebbe avvelenata, poiché la sua vita era vuota.

Sí, l’amore ci colpí in un baleno. Lo sapevo già, quel giorno, dopo un’ora, mentre eravamo, senza accorgerci dell’esistenza della città, sul lungofiume sotto le mura del Cremlino.

Parlavamo come se ci fossimo lasciati il giorno prima, come se ci conoscessimo da molti anni. Ci accordammo per trovarci l’indomani nello stesso posto, sulla Moscova, e ci incontrammo.

Il sole di maggio splendeva per noi.

[…]

LEGGI I COMMENTI (5) PERMALINK





presoblu, 26 anni
spritzino di padova
CHE FACCIO? ...
Sono single

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]
APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30