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Tuesday, September 19, 2006 - ore 23:43
vi racconto una storia...
(categoria: " Pensieri ")
Follia, alto tradimento.
Lei non ha più il coraggio di vedersi riflessa, lei non vede in se stessa alti gli zigomi da regina.
Lei ha dentro qualcosa che non è sensazione definita, pura, ma un continuo spasimo nel petto, che deriva da amore, amore che non c’è.
Cerca disperata il suo Romeo, all’interno dei suoi sogni, ma trova grigio, ma trova nulla, ne l’amante perfetto la compiace, ne l’amor disperato.
E’ rimasta a contemplare se stessa, come se per una volta fosse l’unica cosa importante che ha.
L’unico essere a non sbagliare parole da dire.
E tutto vacilla come una fiammella,nel suo profondo,il suo tutto si polverizza lento,in uno scorrere di ricordi tremendamente plumbeo.
Grigio,grigio, grigio. Da voler morire.
E adesso ella si domanda,cosa è rimasto di tutto il suo dolore e a cosa è servito perdere mesi, mesi, mesi cristo, per avere in cambio tanto rancore, tanto dolore urlato.
Come se il suo amore avesse sofferto più di lei nel scoprire che nessuno sta comodo nelle prigioni.
Ma forse rabbia ha dentro, nel vedere lui vittimizzarsi, mentre in realtà lui stesso ha soffocato, mentre lei cercava di raccogliere ogni volta, i pezzi del suo cuore e lui maledetto, li spargeva al suolo, per far si che non tornassero ad unirsi.
E poi disperato bambino, corre ai lembi della gonna sua, la chiama puttana e blatera di vendetta senza capire che tutto quello schifo era solo il suo disperato, solito capriccio.
Ognuno è artefice del proprio destino. Ognuno. E tu non per bellezza sfuggi alla sorte.
Per ogni prigionia vi è una ribellione, se non altro interna.
E quella lurida puttana che tanto accusi, ha vissuto ingoiando fiele per compiacere il suo re, stillano lacrime e sangue, lamentandosi senza aver voce.
E tu... e tu, eri sordo di ogni suo lamento, spietato e determinato,i o capisco però, tu l’amavi.
La minacciavi di soffocarla per poi lasciarla nel tuo letto,addormentata per sempre.
Così si, così si che là sarebbe rimasta per sempre tua, per sempre prigioniera, senza pretese, senza proteste.
E allora lei si chiede perché non l’hai mai fatto davvero, dio santo avresti potuto, così non avrebbe cercato di prendere il volo ed ora starebbe ancora con te, attaccata a te, morta con te e sepolta nel tuo letto.
Chi parla di colpe, chi, quando per così tanto ha messo a tacere, ha collezionato insoddisfazioni, ha ucciso.
L’assassino odia la corte che lo condanna, senza riflettere sulle sue vittime.
E il re accusa di alto tradimento ogni suddito ardito che si ribella alle sue leggi,per nulla assolute.
Così ella dovrebbe piangere per le tue accuse e strapparsi il cuore,oppure scappare da tutto questo,e cercare la libertà là dove nasce la tua privazione.
E tu chissà nel frattempo se ancora la rivorrai,la tua sposa soffocata, chissà se rivorrai la sua essenza, bensì consista in una squallida traditrice, colei che ha offeso il tuo orgoglio,che ha assassinato il tuo cuore.
E tu mentre lei moriva chiudevi gli occhi. Lei li apre ora,per la tua condanna, per il tuo dolore.
Ma tu…tu chiudevi gli occhi.
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