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ONU - XX Assemblea Generale (1965):
"La XX Assemblea Generale dell’ONU (1965) dichiara la legittimità della lotta da parte dei popoli sotto oppressione coloniale, per esercitare il loro diritto all’ autodeterminazione e all’indipendenza.
Inoltre, l’Assemblea invita tutti gli Stati a fornire assistenza morale e materiale ai movimenti di liberazione nazionale nei territori coloniali".
ONU - Risoluzione 1514
"L’Assemblea Generale dichiara che: la soggezione dei popoli a dominio straniero, conquista e asservimento costituisce una negazione dei diritti umani fondamentali, è contraria alla Carta delle Nazioni Unite ed è un impedimento alla promozione della pace e della cooperazione mondiali.
Tutti i popoli hanno diritto all’ autodeterminazione; in virtù di tale diritto essi devono liberamente determinare il loro status politico e liberamente perseguire il loro sviluppo economico, sociale e culturale".
Convenzione di Ginevra, Protocollo Addizionale I (1977):
"La lotta armata può essere usata, come ultima risorsa, come mezzo per esercitare il diritto all’autodeterminazione".
Tribunale penale internazionale
"In base allo Statuto del Tribunale penale internazionale, sono definiti “crimini di guerra”:
(1) attacchi lanciati intenzionalmente contro popolazione civili in quanto tali o contro civili che non prendano direttamente parte alle ostilità;
[...]
(4) attacchi lanciati intenzionalmente nella consapevolezza che gli stessi avranno come conseguenza la perdita di vite umane tra la popolazione civile, e lesioni a civili o danni a proprietà civili ovvero danni diffusi duraturi e gravi all’ambiente naturale che siano manifestamente eccessivi rispetto all’insieme dei concreti e diretti i vantaggi militari previsti".
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Wednesday, May 16, 2007 - ore 14:19
Terrorismo di Stato: Lo Stato fascista di Israele - Parte I
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Premessa:
Poco tempo fa un ignorante che ho poi messo in lista nera mi restituì l’accusa che mossi a lui di essere un razzista, obiettandomi che se metto sul mio blog una bandiera dello stato di Israele con sopra scritto “Fascist State”, di fatto mi comporto da razzista io stesso, in quanto offendo un intero popolo.
Questa conclusione superficiale, frutto di scarsa cognizione di causa nonché scarsa padronanza della lingua italiana, rivela però un atteggiamento ed un fenomeno piuttosto comuni sia nel mondo della politica che nell’opinione pubblica manipolata dai media di regime: chiunque si schieri contro Israele e l’ideologia sionista viene oggi immediatamente e immancabilmente accusato di antisemitismo, marchio di infamia piuttosto scomodo.
Premesso che, per quanto mi riguarda, non me ne frega un cazzo di ricevere accuse di questo tipo, vorrei precisare che:
a) chi si dichiara contro lo stato di Israele e contro l’ideologia sionista non ce l’ha con gli israeliani, né con un intero popolo, men che meno con una razza, bensì semplicemente si dichiara contro un’ideologia ed un tipo di politica dello Stato stesso. Lo stesso dicasi con riguardo all’essere anti-americani, che significa non avercela con il popolo americano, bensì con la politica americana, in particolare quella estera
b) Che non tutti gli ebrei sono israeliani, e soprattutto non tutti gli ebrei sono sionisti, anzi, esiste più di un’organizzazione ebraica nel mondo dichiaratamente contraria alla politica di Israele ed all’ideologia sionista
c) Che infine, “Anti-Sionismo” NON è “Anti-Semitismo”, anzi, è proprio il contrario!
Detto questo, oggetto di questa mia modesta iniziativa è riportare una carrellata di citazioni da fonti a mio avviso più che autorevoli, le quali saranno in ogni caso menzionate ed in alcuni casi direttamente verificabili da chi legge (e verificate anche da me personalmente), in quanto reperibili su internet.
Tengo a precisare ciò perché se qualcuno ha qualcosa da obiettare, ben venga il confronto, ma dovrà essere un confronto non fatto di parole vuote, ma mettendo sul piatto altre fonti altrettanto autorevoli che affermano il contrario. Chiunque non sia in grado di farlo resti pure fuori dai coglioni.
In molti casi, oltre a citare le fonti dirette saranno citati anche gli autori che con le loro pubblicazioni hanno avuto il merito, la costanza ed il coraggio di cercare, raccogliere e pubblicare tutte queste informazioni.
Vista l’ampiezza del materiale, questo è il primo di una serie di post. In ciascun caso riporterò le parole di uno degli autori di cui ho appena parlato, che ho scelto tra tante perché meglio esprimono le motivazioni che sono alla base di ciò che spesso scrivo:
“Dovrebbe essere chiaro, da quanto detto, quanto sia fuorviante giudicare gli orrendi attentati suicidi palestinesi in assenza di una informazione onesta sulla portata degli storici crimini israeliani contro la popolazione araba. Il punto non è mai, e mai sarà, quello di voler giustificare chi massacra dei ragazzini ebrei innocenti in una pizzeria di Haifa o di Tel Aviv, o dei pensionati israeliani che festeggiano pacificamente la Pasqua ebraica; il punto è solamente che la violenza della tragedia israelo-palestinese non giungerà mai alla fine se viene imposto al mondo civile di ignorarne totalmente la componente primaria: Israele.
[…] L’incondizionato appoggio che noi occidentali diamo a Israele, con il nostro endemico sistema di giudizio di due pesi e due misure applicato al terrorismo e sempre ciecamente a favore degli israeliani, primeggia fra i motivi che espongono anche noi all’odio degli islamici radicali. Dunque è interesse di ciascun cittadino occidentale, oltre che moralmente doveroso, riconoscere il terrore praticato dallo Stato di Israele e aiutare quel Paese e la sua gente a vederlo, a cessarlo, e a rinascere a nuova vita” [Paolo Barnard – Perché ci odiano, BUR, Milano 2006, pp.287-288]
Procedendo per gradi, partiamo innanzitutto dal sionismo.
Il padre dell’ideologia sionista fu Theodor Herzl, che elaborò la sua ideologia sul finire del diciannovesimo secolo.
Secondo l’ideologia sionista, gli ebrei dovevano far valere, ovunque si trovassero, la loro origine comune, la loro identità e la loro storia. Essi non erano cittadini appartenenti allo Stato in cui vivevano (quindi non dovevano aderire necessariamente al patto democratico dei cittadini della loro nazione), bensì dovevano prestare fedeltà soltanto ad un’unica nazione: quella ebraica.
In base a tale presupposto, la nazione ebraica aveva il diritto di separarsi e fondare un proprio Stato.
Originariamente, si pensò all’America Latina, per la precisione l’Argentina, come terra per ospitare la nazione ebraica, poi si ipotizzò l’Africa, e da ultimo si pensò alla Palestina. Quest’ultima infatti, con il suo richiamo religioso, esercitava il fascino maggiore in quanto era la “terra di Israele”.
Il pensiero di Herzl aveva parecchi punti di contatto con il Pan-Germanesimo, su cui si sarebbe fondato poco più tardi il pensiero nazional-socialista tedesco (il nazismo, per dirla in breve).
“Secondo la teoria tedesca, la gente di origine comune (…) dovrebbe formare uno stato comune. Il Pan-Germanesimo si fondava sull’idea che tutte le persone di razza, sangue e origine germanici, ovunque vivessero e a qualunque Stato appartenessero, dovevano la loro fedeltà principalmente alla Germania e dovrebbero diventare cittadini dello Stato tedesco, la loro vera patria. Essi, e addirittura i loro padri e antenati, potevano essere vissuti sotto cieli “stranieri” o in ambienti “diversi”, ma la loro realtà interiore profonda rimaneva tedesca”
[Hans Kohn, studioso sionista tedesco, citato in Norman Finkelstein, "Image and Reality of the Israel-Palestine Conflict", Verso, Londra e New York, II ed. 2003, p. 8; cfr. anche Mauro Manno, "La natura del sionismo", reperibile su
http://www.jerusalemites.org/articles/italian/2006/April/26.htm]
Concludo questa prima parte con una serie di citazioni raccolte sempre da Mauro Manno, studioso italiano del sionismo
- Per i sionisti, il nemico è il liberalismo; esso è anche il nemico per il nazismo; ergo, il sionismo dovrebbe avere molta simpatia e comprensione per il nazismo, di cui l’anti-semitismo è probabilmente un aspetto passeggero. [Harry Sacher, “Jewish Review”, sett. 1932, p. 104, Londra]
- Il momento non può essere lontano ormai in cui la Palestina sarà in grado di nuovo di accogliere i suoi figli che aveva perduto da oltre mille anni. I nostri buoni auguri e la nostra benevolenza ufficiale li accompagnino. [Reinhardt Heyndrich, capo dei servizi segreti delle SS, “The Visibile Enemy”, articolo pubblicato in “Das Schwarze Korps”, organo ufficiale delle SS, maggio 1935]
- Hitler tra qualche anno sarà dimenticato, ma avrà un bellissimo monumento in Palestina. Sapete, la venuta dei nazisti è stato un avvenimento piuttosto benvenuto. Vi erano tanti dei nostri ebrei tedeschi che pendevano tra due sponde; tanti di loro navigavano nella corrente ingannatrice tra la sponda di Scilla dell’assimilazionismo e quella di Cariddi di una conoscenza compiaciuta delle cose ebraiche. Migliaia di loro che sembravano completamente perduti per l’ebraismo furono riportati all’ovile da Hitler, e per questo io sono personalmente molto riconoscente verso di lui. [Emil Ludwig, “Before the Judge”, American Jewish Times, aprile 1935, p. 35]
- Uno Stato costruito sul principio della purezza della nazione e della razza (la Germania Nazista) può solo avere rispetto per quegli ebrei che vedono se stessi allo stesso modo [Joachim Prinz, 1936, citato in Benyamin Maturo, “The Zionist Wish and the Nazi Deed”, issues, 1966-67, p. 12]
- I membri delle organizzazioni sioniste non devono essere, date le loro attività dirette verso l’emigrazione in Palestina, trattati con lo stesso rigore che invece è necessario nei confronti dei membri delle organizzazioni ebraico-tedesche (cioè gli assimilazionisti). [Circolare della Gestapo bavarese indirizzata al capo di polizia bavarese, 23 gennaio 1935, pubblicata in Kurt Grossmann, “Zionists and non-Zionists under Nazi Rule in 1930’s”, Herzl Yearbook, vol. VI, p. 340]
- Se sapessi che è possibile salvare tutti i bambini (ebrei) di Germania portandoli in Inghilterra e solo metà di essi portandoli in Eretz Israel, allora opterei per la seconda alternativa [David Ben-Gurion nel suo discorso ad una assemblea di sionisti laburisti in Gran Bretagna nel 1938. David Ben-Gurion, massimo rappresentante del movimento sionista negli anni 30-40, divenne successivamente Primo Ministro dello Stato di Israele.
Questi i presupposti ideologici su cui nacque l’attuale Stato di Israele.
Il resto è storia, e ne parlerò nei prossimi post.
Storia di occupazioni di terre, deportazioni, pulizie etniche, crimini di guerra, leggi discriminatorie, civili utilizzati come scudi umani, carcerazioni ed esecuzioni preventive, torture, ecc., sistematicamente ignorati dai governi occidentali, consapevoli, e dalle popolazioni occidentali, inconsapevoli e fuorviate dall’informazione distorta.
Mezzo secolo di crimini non puniti hanno portato all’esasperazione, e qualcuno, da qualche anno, ha stabilito che è arrivato il momento di presentarci il conto.
Continua nel prossimo post
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