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Wednesday, August 22, 2007 - ore 19:23
London: there and back again
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ebbene sì, dopo aver sognato questo viaggio per 2 anni (l’anno scorso è saltato in favore della più economica Berlino anche a causa degli attacchi terroristici), ho finalmente posato il mio posteriore sul suolo londinese. Che dire, la città dove non ci si può non annoiare, dove abita la "Queen", la terra del Big ben, del Tamigi, degli Harrods, delle cere di Madame Trussau, della guida al contrario, dei Bobby, del Pudding....MI HA FATTO SCHIFO!!

Avrò qualche problema serio io, ma sono tornata quasi fiera di essere italiana!
E’ una città caotica, grigia (piove TUTTI I GIORNI!!), affollata (troppo), piena di gente maleducata che fa prima a darti uno spintone seguito da un "Sorry" ( SE SENTO DI NUOVO QUESTA PAROLA SCOPPIO!!!) che un sorriso ( a casa mia si dice "manco pardòn, più educassiòn!"). Anonima in realtà, uguale a 1000 altre, senza un’autentica verve. Poi non ho ben capito come ci si diverta, spaccandosi tutte le sere di birra nei pubs??? Cos’altro c’è da fare? Guardare la pubblicità della McDonald che scorre su Piccadilly Circus seduti sui gradini della statua di Eros assieme a gente ubriaca? Continuo a non capire cosa ci sia di tanto speciale a Londra.
Tutto è caro, DAVVERO CARO! Se volete vedere il museo delle cere (le riproduzioni delle celebrità) sono 25 sterline, 33 euro circa; uguale per salire sul London Eye (mezz’ora di giro sulla ruota panoramica dopo coda di ore, al parco giochi nessuno si sogna di salire sulla ruota). Per mia fortuna ero in appartamento, per cui almeno non ho dovuto imbottirmi di kebab e fish ’n chips per 7 giorni. Al supermercato trovi tutta roba già pronta, da infilare al microonde, ovviamente caretta, oppure sandwiches (tramezzini scarsamente riempiti). Se vuoi comprare un pezzo di carne potrai scegliere sì e no tra un vassoio di cosce di pollo ad una settimana dalla scadenza (da loro si usa così) ed una serie di robacce fritte di varia provenienza. Verdura poca, frutta insomma, schifezze tante!
Ma partiamo dal principio.
Parto il 14 da Venezia con l’aereo della
easyjet con mezz’ora di ritardo, ok, questa compagnia non è famosa per la puntualità e dopo un’ora e mezza di tentativi di vendita da parte di hostess e stewart arriviamo al
Gatwick di Londra.
Accanto a me in aereo era saduta una ragazza italiana, una biologa, che per lavoro è stata costretta a vivere a Londra, mi sono fatta dare qualche dritta, ma si vedeva subito come la città l’avesse spenta nell’anima, mi ha fatto un po’di tristezza quando ha detto che sperava di portare un po’di sole dall’italia, ma già sapeva che avrebbe trovato la pioggia. Per fortuna siamo partiti col cielo nuvoloso, per cui il cielo grigio londinese non è stato particolarmente traumatico.
Io e il mio ragazzo ci mettiamo in coda assieme agli altri per il controllo documenti e finalmente scopriamo che siamo tra i fortunati a cui, in questo periodo di ferie, non sono stati persi i bagagli. ovviamente non era segnato da nessuna parte quale fosse il nastro coi bagagli da Venezia, per cui abbiamo dovuto guardarli tutti per trovare quello giusto.
Primo scontro con la popolazione anglosassone (o quasi): trovo il banco che vende biglietti del treno, è diviso in 2 parti, da una parte scritto "train" dall’altra "Gatwick express", vado nella parte "Gatwick express" e chiedo se lì vendano anche i biglietti per il
"Southern" (il treno più economico ), la signora tipicamente inglese mi nada via quasi con schifo dicendo che è quello "over there"...senti vecchia stronza inglese del c...non mi puoi dire che è "laggiù" (indicando lontano col braccio e guardando altrove, quasi schifata) un banco a 1 metro da te, da come me l’hai indicato pareva
fosse da tutt’altra parte. Provo il banco accanto e chiedo i biglietti per il "Southern express", la donna dall’aria spenta e incazzata (dalla pelle nera come il 90% dei lavoratori a Londra) mi dice che non si chiama Southern express ma solo Southern (machicazzosenefregabruttastronzadammiibiglietti!!), mi da i biglietti quasi scocciata e alla mia domanda "e adesso dove devo andare per prendere il treno per Victoria Station?", mi ha liquidata con uno sguardo gelido e un "platform 4, 5 minutes". Tutti sanno dov’è la piattaforma 4!
Via di corsa, che 5 minuti non sono esattamente un’eternità e se mi perdo il treno io non so dove prenderlo il prossimo. Saliamo sul treno e parte subito, un treno come i nostri ma tutto verdino dentifricio e giallo. Fa un paio di stazioni e poi arriviamo.
Cerchiamo subito la travel card...farsela a piedi fino all’hotel sarebbe lunghetta! Vado all’ufficio informazioni sui trasporti e specifico che voglio quella solo per i mezzi di trasporto (quella anche per i monumenti, la
London Pass costa un botto e a me di musei & Co. non può fregar di meno), mi danno la
Oyster card. Avevo letto che era una carta ricaricabile con cui pagavi i mezzi, per cui quando me l’ha mostrata mi è preso il panico, non era quello che volevo (!!!), poi la signorina (almeno una di gentile!!) mi ha spiegato che si poteva usare tutte le volte che si voleva per tutti i 7 giorni di durata. Costo 23,30 sterline, circa 35 euro, in Italia per una carta con la stessa funzione mi avevano chiesto 37 euro più 5 di spese d’agenzia, MAVAFANGU’LO!
Passiamo per l’entrata per chi ha bagagli ingombranti e chiedo alla nera signorina che ci ha fatto passare da che parte devo andare per la stazione di
Paddington, con faccia di tolla mi chiede se non l’avevo capito (non te l’avrei chiesto altrimenti, cretina!!) e mi indica d’andare a destra.
Dopo la solita valanga di scale MIND THE GAP saliamo in metropolitana MIND THE GAP e ci si siede pure

prima cosa positiva.
MIND THE GAP (se siete saliti sulla metropolitana londinese conoscete già questo tormentone)
Neanche 10 minuti e siamo a
Paddington, in teoria la stazione più vicina ai
Royal Court Apatments. Previdentemente avevo stampato da
Google maps le indicazioni per arrivare all’appartamento, anche perchè vista la "cortesia" dimostratami finora non avevo un gran voglia di chiedere informazioni.
Notiamo subito che ad ogni attraversamento pedonale hanno scritto "<- LOOK LEFT" o "LOOK RIGHT ->"

in terra, forse si erano stufati di gratter via turisti dall’asfalto, si sa, sporcano
Arriviamo agli appartamenti, in una zona tranquilla e piena di case bianche in stile 800esco. Carino

Alla reception ci fanno il controllo e sono molto gentili ed amichevoli, staff davvero multietnico (dall’indiano col turbante, ai marocchini, allo spagnolo, all’italiano). L’omino dal marocco ci dice sorridente ( e te credo, te pago!) che il nostro appartamento è "lovely", al 5 piano. Ringrazio sorridente, aveo paura di finire in un appartamento al piano terra, avevo letto che la zona era un po’ rumorosa e c’erano stanze sulla strada

. Poi la mazzata, l’ascensore arriva al 4 piano...un piano a piedi con i trolley! Fuck!!
L’appartamento è carino, col bagno, vasca doccia, la cucinetta con tutto il necessario, il tavolo per 2, una bella moquette spessa che è bello pestare a piedi nudi (non badiamo al color marrone topo infangato) e un letto matrimoniale di dimensione tipicamente inglese...insomma si dorme quasi comodamente in 2 se si rimane tutte la notte sdraiati sul fianco

, però almeno il materasso è unico e non si apre nel mezzo (come con 2 uniti) se ti avvicini al partner...o altro
La tv ha massimo 10 canali, di cui molti doppi, di cui uno di sport, di cui la maggioranza in tedesco...ECCHECCAZZOSIAMOALONDRANONABERLINO!!!
Ok, siamo abbastanza sfatti, usciamo per un
kebab dal primo kebabbaro che troviamo in strada e tornamo alla stazione di Paddington per fr un po’di spesa. Lì trovo i supermercati
Mark & Spencer e
Sainsbury. Nella guida del sito
zingarate.com avevo letto che avevano buoni prezzi, per cui abbiamo fatto un giro di perlustrazione nel primo (poca roba, ma avevano il
Parmesan grattuggiato

) e un po’di spesa nel secondo, decisamente più fornito. Abbiamo preso anche uno di quei meloni gialli che si vendono anche da noi, non l’avevo mai provato...sa un che di anguria

Provato pure le pannocchie da cucocere al microonde. Il microonde che avevamo a disposizione era un po’baracca, le pannocchie sono venute gommose e difficili da "sgranellare", però sono buone, me le prenderò anche in Italia, al più mi rifaccio i denti come fanno i cani

Per il resto abbiamo preso spaghetti, pomodori, cosce di pollo, quelle confezioni di cereali
Kellogs con 8 scatolette diverse e 2 pinte (circa un litro) di latte intero. Per quel che ne so gli inglesi bevono solo quello "semi skimmed", infatti ce n’era poco, ma a noi da buoni italiani dello spirito inglese non ce frega una mazza e abbiamo preso il latte serio, tanto da non offendere le mucche inglesi, così, appena arrivati

Bicchiere di
Nutella che non può ASSOLUTAMENTE mancare in una colazione furi casa che si rispetti, pacco di piadine (che in realtà erano qualcosa di arabo, ma erano identiche alle piade), sale, tubetto di conserva e 2 litri di
Evian.
Prima cena: spaghetti alla conserva e cosce di pollo in padella...mezze crude

Ok, meglio se la carne me la cucino io la prossima volta
Il momento culinario è stata la parte più divertente della giornata

...anzi, di più il dopo

Il 15 siamo andati in bus fino alla cattedrale si
Saint Paul. Saimo saliti su uno di quei bus a 2 piani, ovviamente al piano di sopra, ed è stato peggio di un giro sulle montagne russe! Gli autisti guidano come pazzi, schivano gli specchietti delle auto per pochi millimetri, la gente parcheggia lungo le strade dove passano i bus e questi fanno sterzate folli per curvarci attorno...aumentate l’effetto di un piano e capirete che intendo

Scesi dal bus avremmo voluto baciare la terra come ha fatto il Papa, ma ci siamo trattenuti.
Cattedrale carina, ma chiusa! Circondata per tutto il perimetro da panchine in legno. Guardiamo tutti i monumenti della zona, poi ci spostiamo verso il
Tower Bridge. Un ponte grigio e affollato d’auto che producono una puzza di gas di scarico, affacciato su un fiume marrone (!) che è tutto fuorchè poetico. Chi è abbastanza pazzo da pagare per vedere l’esposizione al piano superiore deve subire una perquisizione con metal detector e bagagli ai raggi x come quella dell’aeroporto, ma qui c’è pure la perquisizione manuale..."eh no, se pagando tutti quei soldi non mi fanno anche la perquisizione anale io lì non entro!"

è stata la mia risposta. Bello sparare cazzate quando nessuno ti consce e pochi parlano la tua lingua


Quella giornata siamo partiti con uno spiraglio di sole, poi vento, poi pioggia, quella malefica pioggerellina che ricorda quando corri nella nebbia, per cui non apri neanche l’ombrello, poi un raggio di sole, poi caldo, poi nuvole, vento, nuvole...pioggia

Tempo di m...!!
Dopo una bella sfacchinata in giro per monumenti torniamo a casa, cena, tv, nanna.
Il giorno dopo la nostra eroina si sveglia con la febbre, a occhio a 38. Raffreddore, male ai piedi...un rudere insomma!
Mattina a letto, moroso non ha voluto trascinarmi per la città sulle spalle, maleducato! Che fine ha fatto la cavalleria!

Il pomeriggio stavo meglio e siamo usciti. Tra i vari abbiamo visto
Trafalgar Square, chiunque faccia lingue e si sia cuccato
Mrs Dalloway sai di che parlo

e la National Gallery. So che ci sono la
Vergine delle rocce di Leonardo e i
Girasoli di Van Gogh...ma il museo è grande, noi eravamo stanchi e totlamente disinteressati ai dipinti, per cui abbiamo solo approfittato dei comodi divanetti

Sono una grezza, lo so

La sera visita al
Piccadilly Circus 
, di certo più affascinante che di giorno coi cartelloni che illuminano la notte e lo splendente schermo che pubblicizza la Lg che toglierebbe la vista a chiuque per la luce che fa! Mi sono seduta sotto alla statua di
Eros (non Ramazzotti, proprio quello nudo con ali, arco e frecce

), con la fontana che ci bagnava ad ogni folata di vento. In quella città l’acuqa è una persecuzione!!E poi non mi facciano credere che lì hanno la siccità!
Giriamo alla ricerca di un pub o qualcosa con un po’di musica, vediamo gente che fuma kalumet che profumano di ciliegia (già ero senza voce per gli sbalzi si temperatura, se fumavo potevo pure soffocare

), tipe tiratissime con vestiti corti e leggeri sui tacchettini a spillo che civettano qui e la (io avevo 3 STRATI DI MAGLIE E 1 PASHMINA!!!), non capendo come facessero con quel tempo a girar conciate così.
Tutti i locali avevano un enorme buttafuori all’ingresso e in molti si pagava l’ingresso (in hotel mi avevano consigliato i locali gay, ma mio moroso mi avrebbe uccisa

). Siamo finiti all’
O’Neill, una catena di pubs dove fanno anche musica dal vivo. Beviamo una birra al secondo piano...faceva schifo! Scediamo al primo e la musica dello stereo è altissima e io non ho voce...ma sono l’unica che parli inglese e se non ordino io sono problemi. Chiedo cosa siano le "colcannon" (mi pare si chiamassero così) e la cameriera non sa spiegarmi. Vabbè, portamele allora! Riassumendo: patate lesse, schiacciate con la forchetta a modi purè, mischiate a foglie di cavolo lesso spezzettato...’na prelibatezza! MAVAFANGU’LO2!!
Per aggiungere al danno la beffa, ovviamente all’1 di notte la metropolitana non passa e si può solo usare il bus...ma questo ve lo racconto nella seconda parte

Cheers!
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