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Monday, October 15, 2007 - ore 22:34
(categoria: " Vita Quotidiana ")
non mie.. ma fatte mie.
Senso di libertà, candido, puro, perfezione totale. Ho sempre collegato all’Idea (forse anche esageratamente platonica) della Perfezione Assoluta quella della Felicità Incondizionata, Massima. L’apice dell’ultimazione legata al compimento e al riempimento dell’Anima sorge e muore sempre dentro di me con una velocità non costante, ma che spesso corona il mio essere con ininterrotti insegnamenti che colmano quella parte di Io repressa, inesperta, intempestiva e ancora aspra, acerba.
Una sorta di parafrasi emotiva determinata da un Artefice del Tutto, dell’Assoluto che a poco a poco mi istruisce nel mio cammino e che purtroppo, mi rende giunta ad un punto di non ritorno in cui, come ora, sono costretta a formulare delle conclusioni sul mio Presente e automaticamente sul mio Futuro. Conclusioni verso le quali non riesco ad arrivare data la mia fastidiosa Stabilità emotiva.
Come eclissi piangenti volano alla deriva di un fiume troppo viziato, troppo amaro. Esattamente il suddetto presente. C’ è qualcosa in me che mi rende frenetica, ma al contempo questa frenesia, questa instabilità è fusa con un senso di pura e inalterabile (almeno per ora) saldezza, stabilità. Può sembrare un equilibrio perfetto: da un lato convulsa e incontenibile instabilità che viene controbilanciata con un’ ammansita e assopita stabilità emotiva. Ma non è così. Ciò che fa crollare inesorabilmente questa illusoria e possibile armonia è il fatto che l’una è la causa dell’altra. Sono frenetica PERCHE’ esiste e sussiste questa staticità emotiva, questa assenza di quel qualcosa che potrebbe rendere davvero questa melodia sentimentale visceralmente emozionale.
Contorta, si, ma piena di rimediabili dubbi e eterne speranze.
Speranza di raggiungere quella meta tanto ambita. Quell’attimo di Infinita Felicità.
Due situazioni. Duplice dubbio. Duplice soluzione.
1
Dolce e stranamente coerente serenità aleggia nel mio animo pacifico con ali che sfiorano lentamente le pozzanghere, quelle pozzanghere che finalmente non scorrono più nelle mie vene arrugginite dalla ricerca ossessiva. La marcata ossidazione del mio dissapore nei confronti della mia Mancanza è svanita. Ora sono una fortezza solida.
Quel castello imponente, germogliante di foglie acerbe e desiderose di Amore vive un momento d’armistizio, senza accanite dispute e battaglie fra ragione e sentimento...però...Però.
Ecco la burrasca. Tuoni che cantano la melodia del disequilibrio, lampi che accendono la Luce del Tripudio. Note che danzano tra prati di solitudine lasciando una linfa vitale che spazza via questo involontario isolamento..
Raggiunta la vera Serenità, il quiete bilanciamento.
Il rischio è proprio quello di introdursi in una nuova possibilità.
La paura è proprio quella di introdursi in una nuova ottica.
E adesso la scelta sta nell’ irrompere in quest’ inaspettata e quasi impercettibile possibilità o rimanere nella Serenità che seppur equilibrata è composta da Sorrisi Smorzati, e manca di Sorrisi Brillanti, gioiosamente lacrimanti.
Serenità o Possibile Felicità?
E mi duole aggiungere: Serenità o Possibile Tristezza?
Perchè l’assoluta novità richiede e pretende l’assoluta segretezza, l’assoluto mistero. Dunque non si può sapere se questo mutamento, o meglio, riforma dell’Anima, possa giovare o nuocere.
2.
Metamorfosi.
Vedi intorno a te le trasformazioni che non sempre sono positive. Certe volte non fanno altro che logorare determinati e fragili frammenti di affetto, che si autoconvincono di essere immersi nel pacifico ma deludente mondo dell’errore, ma alla fine devono arrendersi al molteplice. Alla Realtà. All’avere ragione. All’avere malauguratamente indovinato e constatato ciò che l’Invitabile ha provocato.
Il cambiamento.
Determinati rapporti ne graffiano altri provocando una sottile spirale che se non la si controlla va dilatandosi, e appena è possibile ti risucchia, ti spolpa dei tuoi affetti più cari mutandoli o facendoli scomparire. Un pò come il destino.
E non sai mai se il destino voglia beneficiarti o distruggerti (ulteriormente).
Comprensione. Dialogo. A che servono se le passioni accecano la vista cardiaca provocando un’irragionevole intelletto governato da esse?
Delusione.
Ma si è umani...e i miei papiri giuridici collocati dentro di me non possono condannare qualcuno che si è solamente e soavemente affidato ala fiducia dell’Amore rendendolo schiavo di esso. O, meno drasticamente, rendendolo succube.
Forse è ancora più drastico.
Il tempo: dovevo prevenire empiricamente ciò che avevo previsto razionalmente.
Non è l’inizio di nulla di negativo. E’ solo la fine di qualcosa che cesserà di essere come è adesso e si trasfrormerà in qualcos’ altro.
Così come te.
Io spero ancora in una ripresa.
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