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Ogni uomo semplice porta in cuore un sogno,
con amore ed umiltà potrà costruirlo.
Se con fede tu saprai vivere umilmente,
più felice tu sarai anche senza niente.
Se vorrai ogni giorno con il tuo sudore
una pietra dopo l’altra, in alto arriverai.







Nella vita semplice troverai la strada
che la pace donerà al tuo cuore puro.
E le gioie semplici sono le più belle
sono quelle che alla fine sono le più grandi.
Dai e dai, ogni giorno con il tuo sudore,
una pietra dopo l’atra, in alto arriverai.



@~8~ l’amore è in ogni suo gesto ~8~ @




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martedì 30 ottobre 2007 - ore 21:37


... SOSIA!?!?!? ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


...eh, sono restato così quando ho visto la sua foto dopo segnalazione di uno sprizzino, ke in uno spedy mi ha detto: casssso sei il sosia di Bam Margera... beh giudicate da Voi! ...Ora siamo in 3: io, mio gemello e......sto qua....



Bam Margera (nato Brandon Cole Margera il 28 settembre 1979 a West Chester, Pennsylvania, cambiato legalmente in "Bam") è uno skateboarder professionista ed una personalità della televisione statunitense. Ha girato una serie di video sotto etichetta CKY ed è diventato famoso dopo essere entrato a far parte della crew di Jackass, trasmissione di MTV. Appare anche nella trasmissione Viva la Bam e Bam’s Unholy Union, nei film Jackass: The Movie, Jackass: number two, Grind e Haggard: The Movie, di cui è anche co-autore e regista.


....Sì lo so...nn mi devo montare la testa...lui è più figo...

...x ki vuol diventare un suo fans...e vedere la foto più..in grande..

http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Bam_Margera.jpg


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martedì 30 ottobre 2007 - ore 19:37


... BEI RICORDI ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Noi che ci divertivamo anche facendo ’Strega comanda color.’

Noi che facevamo ’Palla Avvelenata’.

Noi che giocavamo regolare a ’Ruba Bandiera’.

Noi che non mancava neanche ’dire fare baciare lettera testamento’.

Noi che i pattini avevano ruote e si allungavano quando il piede cresceva.

Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.

Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.

Noi che ’se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce’.

Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d’aria mettendole in una bacinella.

Noi che il Ciao si accendeva pedalando.

Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.

Noi che facevamo a gara a chi masticava più big-babol contemporaneamente.

Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.

Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.

Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella. (pure mò)

Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo. Noi che giocavamo a ’Indovina Chi?’ anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.

Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era sempre Domodossola)..

Noi che con le 500 lire ci venivano 10 pacchetti di figurine.

Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.

Noi che avevamo il nascondiglio segreto’ con il ’passaggio segreto’.

Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.

Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.

Noi che avevamo i cartoni animati belli!!!

Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Goldrake, ovvio..)

Noi che guardavamo ’ La Casa Nella Prateria’ anche se metteva tristezza.

Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma > formaggino.

Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.

Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.

Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.

Noi che si andava in cabina a telefonare.

Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.

Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l’albero.

Noi che le palline di Natale erano di vetro e si rompevano.

Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.

Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.

Noi che guardavamo il cartone delle 20.00 e alle 20.30 andavamo a letto

Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.

Noi che guardavamo film dell’orrore anche se avevi paura.

Noi che giocavamo a calcio con le pigne.

Noi che le pigne ce le tiravamo pure.

Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.

Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.

Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.

Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.

Noi che a scuola ci andavamo da soli e tornavamo da soli.

Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma a casa te ne dava due.

Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.

Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.

Noi che internet non esisteva.

Noi che però sappiamo a memoria ’Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)’.

Noi che ’Disastro di Cernobyl’ vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.

Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d’olio.

Noi che non sapevamo cos’era la morale, solo che era sempre quella.. fai merenda con Girella..

Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.

Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.

Noi che però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.

Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c’era Happy Days.

Noi che il primo novembre era ’Tutti i santi’, mica Halloween.

CHE FORTUNA ESSERCI STATI...

(P.S. ...questo post l ho scoppiazzato anti l ho praticamente fotocopiato dal blog di Ophelia.. DANKE!!!)


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lunedì 29 ottobre 2007 - ore 22:52


voglio essere come lui
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Come bestie pensose sdraiate sulla sabbia
volgono gli occhi all’orizzonte dei mari
e i piedi che si cercano e le mani avvicinate
hanno dolci languori e amari tremori

Alcune, cuori innamorati di lunghe confidenze
nel folto di boschetti mormoranti di ruscelli
van sillabando l’amore di infanzie timorose
incidendo il legno verde dei teneri arboscelli;

(...) o vergini, demoni, mostri, martiri,
grandi spiriti che la realtà spregiate
assetate d’infinito, devote e baccanti
ora piene di grida ora piene di pianto,

nel vostro inferno la mia anima vi ha inseguito (...)


...Grandi obbiettivi per grandi uomini...



...chi non è impegnato a risorgere è impegnato a morire...



...si cuoce dell’argilla per farne un vaso: nel suo vuoto sta l’utilità del vaso...





Tutti noi abbiamo un angelo che ti sa prendere e portare con se..e ogni volta che le sue ali mi abbracciano nuova vita sorge in me



http://animali.tiscali.it/articoli/07/05/09/uomo_lupo.html

http://www.youtube.com/watch?v=A5rN1m2nJzk&NR=1

...si lo so, l’uso di frasi fatte è un mio difetto...
...ma nn ho parole per esprimere questo, per me, grande uomo..

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sabato 27 ottobre 2007 - ore 12:52


...
(categoria: " Riflessioni ")



...
Se a volte poi sul globo terrestre fai cadere,
lei languida e indolente, una lacrima furtiva,
un pietoso poeta, nemico del sonno,

nella mano accogliendo quella pallida lacrima,
frammento d’opale dai riflessi iridati,
la ripone nel cuore, lontano dagli occhi del sole.



.. in una lacrima sono racchiuse tante parole quante ce ne sono in un sorriso..
...allora mi chiedo, perchè non sappiamo ascoltare la voce singhiozzante di una lacrima mentre per i sorrisi, ke siano pure, anke i più ipocrici e falsi, corriamo come barboni in una mensa popolare?!

.. a farmi spazio tra molti altri, a cercar nel fango anche la più piccola delle ghiande...io maiale!

..il mio ritorno in discoteca..

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mercoledì 24 ottobre 2007 - ore 23:24


cuccagna 2007
(categoria: " Poesia ")


Morte e Malattia in cenere riducono
Tutto il fuoco che per noi arse.
Di quei grandi occhi così fervidi e teneri,
di quella bocca in cui annegò il mio cuore,

di quei baci possenti come il dittamo,
di quell’ impeto più vivo di ogni raggio,
cosa resta? È tremendo, anima mia!
Lo schizzo appena di un’immagine sbiadita,

che muore come me in solitudine
e il Tempo intanto ingiurioso vegliardo
con gelida ala sfregia ogni giorno…

Nero assassino dell’Arte e della Vita,
nella mia memoria mai potrai uccidere
lei che fu il mio piacere e la mia gloria!

-Baudelaire-


il palo della cuccagna


la mia squadra: Tartarughe Mannare 1° classificati..il capitano: V


...noi in azione!


...i Cuccagnadores!


...boh nn me ricordo!


...i Cuccagnadores in azione


...gli Scout Cheienne! 2° classificati


...2 componenti dei: Camale-onti!



...la squadra de tose!..


...sempre loro in azioni..ke forti!

....e l’ambito premio..La porchetta!!



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domenica 21 ottobre 2007 - ore 21:34


...
(categoria: " Musica e Canzoni ")


CIRANO

Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l’ ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L’arrivismo? All’ amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch’ io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz’ ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d’ essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un’ altra vita;
se c’è, come voi dite, un Dio nell’ infinito, guardatevi nel cuore, l’ avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev’ esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un’ ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano

- Guccini -

...abbiamo ascoltato il lago, abbiamo pensato come le creature che ci vivono, la gara e ci siamo battuti con quelli più forti di noi...



... facevano i maestri...noi abbiamo solo vinto...




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sabato 20 ottobre 2007 - ore 12:32


...La spada di un cavaliere..oggi è il mio giorno
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A quel tempo ogni cavaliere portava legata al proprio fianco la propria spada, spade forgiate dai migliori forgiatori del tempo, spada che ricevevano al momento della nomina a cavaliere. Malgrado ciò, le leggende narrano di numerosi cavalieri che brandivano spade magiche, spade sottratte a fate o elfi, spade forgiate dagli stessi dei, spade parlanti che consigliavano i cavalieri dove sferrare i colpi mortali, o spade accompagnate da profezie o maledizioni. Questa storia narra di un giovane e della sua spada. Benchè lui non fosse di stirpe nobile e perciò non potesse mai diventare un cavaliere, sognava spesso di divenirlo, a quel tempo prestava servizio presso una fucina di un mastro nano, fucina ormai dismessa e in abbandono per la situazione precaria in cui si trovava il nano. Il vecchio nano conosceva a menadito tutte le migliori tecniche di forgiatura dell’acciaio e spesso raccontava al giovine, che un tempo, quando le battaglie erano all’ordine del giorno, gli stessi elfi lo chiamarono nelle loro fucine a costruire spade per i loro guerrieri..dalla maestria del nano combinata con l’acciaio magico degli elfi, nascevano armi che a confronto, le altre erano poco più che fuscelli. Gli stessi elfi conoscevano la grande dote del nano, essa era narrata da una vecchia canzone elfica la quale diceva: "dall’arte di un nano troverete la vittoria, dal suo sangue troverete la fine"...queste erano canzoni ormai dimenticate appartenenti a tempi troppo lontani. Gli stessi elfi non credettero a tale canzone inquanto si dimostravano increduli che un nano potesse arrecare loro la fine della propria razza, malgrado ciò, diffidenti, allontanarono il nano dalla loro terra una volta vinte tutte le battaglie. Lo stesso giovane non credeva alle parole del vecchio nano, sebbene le favole e le storiette che raccontavano fin da quando erano bambini, avessero per protagonisti elfi, eroi, magie ecc.. lui stesso reputava tali storie all’immaginazione umana...in fin dei conti, era stato cresciuto dagli alberi e ciò che sapeva l’aveva imparato dai segni che la natura gli dava ed era comunque difficile pensare che un vecchio nano ormai in miseria compisse tale profezia. Il giovane, reputato da tutti un selvaggio, passava ore ad ammirare il cielo dal crepuscolo all’alba, ma una notte il cielo gli parve diverso dal solito, lui stesso rabbrividì,...era di un blu cupo, non aveva mai visto le stelle così piccole al punto di spegnersi una dopo l’altra si voltò verso la luna, essa era a forma d’artiglio che sembrava disegnasse un beffardo sorriso sul cupo cielo..ma subito la sua attenzione fu catturata..perchè tra tutte solo una stella aveva mantenuto il suo originale splendore...Arwen, la stella del vespro...

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giovedì 18 ottobre 2007 - ore 20:04


...
(categoria: " Riflessioni ")


Tu non sei figlio di te stesso,
...Tu non sei figlio delle tue mani o della tua arte
tu sei tu, sempre.
Per troppo tempo ho perso la fiducia negli uomini
i miei amici, gli alberi
i miei consiglieri, gli animali
il mio letto, la nuda roccia.

(emolex)

...E sarò vento che si rincorre da se, io, io e me, acqua che si disseta da se...E dormirò , libero dal risveglio, nudo corpo che il sole riscalderà ...



Visto che il suo amore non era corrisposto, Elaine, la bella, l’adorabile, la fanciulla giglio, appassì e morì d’amore. Chiese che il suo letto di morte fosse una barca che le correnti spinsero lontano. Fu proprio il cavaliere che rifiutò il suo amore a trovarla e fu lui, rattristato, a seppellire la fanciulla giglio.



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mercoledì 17 ottobre 2007 - ore 15:59


...
(categoria: " Riflessioni ")


Eccola è tornata!!..Ricordo un "bans" che si fa agli scout..riporto solo l’ultima strofa:

La brum del mh ha un psss nella ru e noi l’aggiusteremo con il mmmmmh-e-mmmmh!
(traduzione) La macchina del capo ha un buco nella gomma e noi l’aggiusteremo con il chewingum!

..Solo che il capo è mio fratello, la gomma era il semiasse che si era staccato..e per quanto riguarda l’aggiustamento..ci sono volute quasi 2 settimane tra recuperare pezzi e lavoro dell’infaticabile zio!






..e perchè nn è mai una coincidenza..mi sono arrivate le ultime parole maledette scritte dal cavaliere del crepuscolo!

Il punto di ritorno è stato oltrepassato, da lungo tempo ormai..
ho proiettato la mia anima all’infinito troppe volte per poterne tornare indietro..
la bellezza ne ho accarezzato l’essenza, l’amore ne ho sfiorato il piacere, la libertà è diventata la mia anima.
Attorno a me è solo un vuoto silenzio, che non riesco a capire e che non può capirmi..
troppo lontano sono andato, vivo aspettando lei, che liberi l’anima da questo corpo...
...io sarò l’infinito...

(parole maledette)

...A questo punto: LUNGA VITA AL CAVALIERE DEL CREPUSCOLO! ..LUNGA VITA ALLA MACCHINA DI MIO FRATELLO!


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domenica 14 ottobre 2007 - ore 11:02


...un fatale incontro
(categoria: " Riflessioni ")




...Sul limitare del campo di battaglia svettava una pertica sulla cui sommità era appollaiato uno sparviero. Grigio come i tetti delle case, il petto audacemente macchiato di rosso, teneva le ali ripiegate e aveva la testa nascosta da un cappuccio di piume verdi. Le zampe erano imprigionate in getti dorati fissati a una correggia di cuoio spagnolo.


...la prima volta che vidi il suo volto

Sempre vicino al campo stava una giovane donna, vestita semplicemente di bianco ma di una tale bellezza che il cavaliere sentì il respiro morirgli in gola e le sue mani si strinsero intorno alle redini...sembrava che il suo corpo congelato da tempo fosse ad un tratto tutto investito di una luce calda.



Oggi è giorno di festa, un torneo in cui i cavalieri si disputano l’onore di vedere la propria dama scelta come la più bella. Il vincitore si aggiudica lo sparviero, la cui perfetta bellezza può essere eguagliata solo dalla donna più radiosa del mondo.



"Da 2 anni, il vincitore è un cavaliere arrogante, la cui orgogliosa signora reclama lo sparviero ogni primavera. Nessuno osa più sfidare il trionfatore". Nel sentire quelle parole, V serrò le labbra. Le sue ricerche erano finalmente terminate.



...Finito il vino, V disse: "non mi piace quel cavaliere e lo combatterò in nome di questa dama, se lei acconsente perchè è certamente la più bella che abbia mai visto".



Nella luce argentea dell’alba, cominciò il duello. Duello dettato da gesta sconsiderevoli e sfrontate, colpi precisi e di immane potenza che descriverò in altri momenti..V vinse e le ultime parole dell’arrogante cavaliere furono: Mi arrendo alla tua misericordia, la mia spada è la tua. Il falco appartiene alla tua dama".



V prese lo sparviero e lo porse alla sua signora.
L’uccello sembrava tranquillo, quasi avesse trovato uno spirito affine, distaccato dai conflitti degli uomini.

Ringrazio elv. per la concessione dellle sue foto.



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