Ora mi trovate su Facebook.

Giustizia non esiste là ove non vi è libertà
Luigi Einaudi
Clicca qui sotto per ascoltare "Le ali di un angelo".
(questo BLOG è stato visitato 35307 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
giovedì 4 agosto 2005 - ore 19:14
Tanto pe’ canta’ - quarta puntata
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Compagnia meno numerosa del solito, quella di ieri sera al Daniel’s Pub di Montegrotto, ma l’esperimento è riuscito lo stesso; più sperimentazione e meno imbarazzo, repertorio
eterogeneo sebbene ci siano stati due o tre tonfi (come Un qualunque posto fuori o dentro di te di Panceri). I
migliori momenti della serata? Beh...sono particolarmente fiero di Unchained Melody dei Righteous Brothers, e già da tempo mi sarei cimentato in ’Non abbiam bisogno di parole’, bella canzone da Le Foglie e Il Vento di Ron. Elisewin29 è stata mia complice nel
duetto D’Alessio & Tatangelo di ’Un nuovo bacio’...ma se il terrunciello dentro di me si è ben svegliato per l’occasione, l’interpretazione è stata
meno convincente. Notte prima degli esami di Venditti (con Anna) e una quasi dimenticata canzone ’sanremese’ di Alessandro Errico (chi ricorda?) sono stati invece i
pezzi forti di Tobor – ed ecco la
ToborCam, ormai immancabile! Un
grazie va ad Anna, Paola, Michela e Marco per la loro
compagnia ed intraprendenza!

Dopo la serie
Essential, prendo in esame un’altra recente iniziativa discografica, stavolta della Universal Music, nata circa due anni fa per rendere accattivante il catalogo degli artisti di punta della major, con attenzione sia alla qualità che al prezzo; i cofanetti Sound and Vision sono destinati principalmente ai clienti casuali di musica, disaffezionati ai negozi di musica, sempre più propensi a scaricare canzoni da Internet. Tra i volumi meglio riusciti, tutti in confezione ’digipack’ con due cd musicali, un DVD con video o concerti live e un libretto semplice ma esaustivo, si ricordano i Jam, gli
INXS (oggetto del prossimo post), gli Abba, Bob Marley and the Wailers e la ristampa di The Wall di Roger Waters; ’Tears Roll Down’ dei Tears For Fears, Sultans of Swing dei Dire Straits e Greatest Hits di Elton John sono invece delle mere ripubblicazioni di raccolte già disponibili nei negozi di cui conservano i
pregi e (specie nel caso di Elton) i
difetti.
Una release sugli
ABC è annunciata entro l’anno, tuttavia proposte per volumi interessanti, con scelte non scontate, non latitano. Ad esempio
Joe Jackson meriterebbe un box della Sound and Vision (in Italia non è mai uscita la doppia raccolta del
2001, Steppin’ Out), così come
i James, il cui catalogo è spesso difficilmente reperibile nei nostri negozi. Si potrebbe considerare una versione deluxe del Greatest Hits degli scozzesi Wet Wet Wet, che qui in Italia è uscito come singolo CD (al contrario del Regno Unito), o persino un’antologia più completa dei
Beautiful South...Vedremo.
Buone notizie sull’imminente cofanetto degli Smiths:
LINK
RIGHTEOUS BROTHERS - UNCHAINED MELODY
Oh, my love, my darling,
I’ve hungered for your touch
a long, lonely time,
Time goes by so slowly
and time can do so much.
Are you still mine?
I need your love, I need your love
God speed your love to me.
Lonely rivers flow
to the sea, to the sea
To the open arms of the sea
Lonely rivers sigh,
"Wait for me, wait for me"
"I’ll be coming home, wait for me!"
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
martedì 2 agosto 2005 - ore 21:25
The understanding
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Rieccomi a scrivere sul blog, reduce dal
colloquio di ieri sera con i componenti di una band; il
nuovo corso del gruppo in cui suonavo fino ad un paio di mesi fa non mi convince, non è il tipo di (cover) band che avevo in mente, e sono pronto dunque, nonostante la tesi, a rimettermi in gioco. Prossimo ormai lacquisto di un equipaggiamento adeguato, spero di poter imbarcarmi in un progetto che mi dia nuovi
stimoli, e vorrei tentare prima o poi di scrivere qualcosa di originale.
Mi ero già occupato di musica elettronica con un triplo post sui
nuovi album di New Order e Planet Funk e sul
best of dei Primal Scream di pubblicazione comunque recente. Ora invece è la volta di The Understanding, secondo lavoro dei
Royksopp che nellultima settimana stenta a lasciare il mio lettore cd. Melody AM, album di debutto dei due norvegesi (originari di Tromso, cittadina di circa sessantamila abitanti del Circolo Polare Artico) è riuscito a vendere ottocentomila copie e a catturare linteresse anche degli appassionati del rock, dellindie-pop, della musica
chill-out e persino di MTV.

Eple, Remind Me, Sparks e Poor Leno (realizzato con laiuto di Erlend Oye dei
Kings Of Convenience) sono i singoli che lhanno trainato; così, dopo tre anni Svein Berge e Torbjorn Brundtland ci riprovano con un lavoro apparentemente più accessibile e pop, ma la cui comprensione necessita di
più ascolti. Non siamo di fronte ad una copia carbone di un cd fortunato (18 di Moby, per esempio) o a spiazzanti sequel come quelli di
Air e Goldfrapp...
Triumphant apre le danze con un pianoforte che quasi rielabora la Moonlight Sonata (anche se un po alla volta entrano
in scena i sintetizzatori)
Only This Moment, canzone scelta non a caso come primo singolo, ricorda i Pet Shop Boys (Closer To Heaven, senza gli archi di Craig Armstrong, o la sottovalutata
Miracles) e qualcosa dei Beloved, con le voci che si interlacciano...
49 Percent è un pezzo two-step alla Artful Dodger, e Sombre Detune è un cupo brano strumentale. Nella quinta traccia,
Follow My Ruin, pare che il Bryan Ferry dei tempi di "Bete Noire" si faccia remixare dai Daft Punk (...sì, proprio così!).

Beautiful Day Without You è un
potenziale singolo, e anche la successiva What Else Is There ha un appeal radiofonico, cantata da Karin Dreijer, la cui voce mi ricorda molto Cyndi Lauper. Alpha Male parte come un pezzo dei Kraftwerk per poi
accelerare ed è facile perdersi nel suo
labirinto melodico.
Someone Like Me è il brano che più di tutti richiama gli Air, Dead To The World ricorda invece i dischi anni
Settanta di Vangelis. Il cd termina con
Tristesse Globale, strumentale di un minuto e mezzo suonato da un
piano filtrato e lontano.
Ledizione limitata di The Understanding contiene un bonus CD con altre cinque canzoni (la più orecchiabile è Go Away). I Royksopp
non sono un gruppo
da Festivalbar, eppure sono entrati in classifica ad un lusinghiero
ventunesimo posto...
Venerdì avremo le ultime uscite prima di una lunga pausa, tra cui La neve, il cielo, limmenso (Sony BMG),
cofanetto di tre cd di Mia Martini e un album
solista di Lee Ryan dei Blue.

Alla fine del mese arriveranno i nuovi dischi di Supergrass,
Eric Clapton, Warlocks, Black Rebel Motorcycle Club, Rakes e Goldfrapp; uscirà un documento live in CD e DVD del tour dei Queen con Paul Rodgers; la serie Platinum Collection di Emi si arricchirà con un volume su
David Bowie (si fermerà però al 1987). Sigur Ros, Paul McCartney, Simple Minds e i Dandy Warhols saranno attesi per linizio di settembre. Sul versante DVD in arrivo una raccolta di video dei New Order e molte ristampe, da Giuni Russo ai
Pink Floyd (con Pulse). Craig David torna con The Story Goes, Bon Jovi invece con Have a Nice Day.
A Bigger Bang è il titolo del nuovo disco dei Rolling Stones ad otto anni di distanza dal precedente.
Novità anche per David Gray a metà settembre con Life In Slow Motion, per Echo and the Bunnymen; album di cover per Ozzy Osbourne e Def Leppard, dischi nuovi di zecca di Sinead OConnor e Franz Ferdinand. A metà ottobre esce Playing The Angel dei Depeche Mode, insieme a Simplified dei Simply Red e agli A-Ha, al lavoro col produttore Flood. Non è invece chiaro quando usciranno i nuovi di Santana, Madonna, Eagles, Kate Bush, Pixies, XTC e Stevie Wonder.
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
domenica 31 luglio 2005 - ore 22:15
So here we are (per cui la quale...)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nonostante le
perplessità dovute alla scarsa
partecipazione prevista, nel tardo pomeriggio di ieri ho deciso, insieme a Tobor, Mist ed Elisewin29, di andare alla festa di Spritz in Villa Barbieri, e nella compagnia c'erano anche Magicpie e due non-spritzini, Nicola e Gloria, più le aggiunte all'ultimo minuto di Sabry8, The Fly e Snap. Ormai non si sa più che attendersi, da queste feste; sarà per la location, o perché alla fine ci sono sempre iscritti privi di
nicketichetta, ma in conclusione l'aspetto più deludente sono stati i Defenders, dai quali mi aspettavo
molto. E' una serata
anni Ottanta; non posso mancare. La voce del cantante non è male, ma i rapporti con la lingua inglese non sono facili; testi inventati di sana pianta,
medley degli U2, Village People (che tanto anni 80 non sono) poi Vasco Rossi, Righeira, Dead Or Alive più diverse perle trash da Heather Parisi ai Ricchi e Poveri.

Si sono poi risollevati con
Jump dei Van Halen e
The Final Countdown degli Europe, che possono essere considerate canzoni chiave del decennio (e Madonna, Michael Jackson, Prince, i Duran Duran e i Police, dove li hanno dimenticati?). Purtroppo le selezioni e lo "stile" del
DJ Edo sono simpatici quanto un pugno sullo stomaco; dopo aver salutato i
noti personaggi di mia conoscenza (Matan, D R A G O, Momo, il trio Blondy-Eimar-Mary84, Cia2003) la sera è andata avanti all'Old England, tra tè freddo, club sandwiches, il VibraTour delle Vibrazioni (!), Sabrina che non mi prende
mai sul serio, partite, gemelli e ferri da stiro... una buona dose di
risate! Settimana nuova, proverò a
proseguire i lavori per la tesi che da qualche giorno è sempre ferma. Domenica sera
a casa, ho scritto ad una mia amica di Terni dopo una vita. Prossimamente cambierò
nickname, garantisce Davidoff.
LORELLA CUCCARINI - LA NOTTE VOLA
Cosa fai tra sogni e tv
pomeriggi che non passano più
sale già leggera l'idea
di una moto e via - notte sei mia
Mordila la tua fantasia
non dormire aspettando domani
crescerà forte più di te
questa voglia di vita tra le tue mani
E vola con quanto fiato hai in gola
il buio ti innamora qualcuno ti consola
la notte vola, all'ombra di un respiro
io ti sarò vicino, ti prego resta sempre bambino
Dimmi cosa vuoi da questa città
che ti prende amore e niente ti dà
che ora è che importa se sai
che sui passi tuoi non ritornerai
Mordila la tua fantasia
non dormire aspettando che sia domani
E vola con quanto fiato hai in gola
il buio ti innamora, qualcuno ti consola
La notte vola, all'ombra di un respiro
io ti sarò vicino, ti prego resta ancora bambino
Mordila la tua fantasia
non dormire aspettando domani
Crescerà forte più di te
questa voglia di vita tra le tue mani
E vola con quanto fiato hai in gola
Il buio ti innamora, qualcuno
ti consola, la notte vola
LEGGI I COMMENTI (8)
-
PERMALINK
giovedì 28 luglio 2005 - ore 22:19
The Essential Paul Young
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Si è parlato di anni Ottanta e vado a rispolverare un disco che racchiude diciotto canzoni del dimenticato Paul Young. E' quanto basta per
ripercorrere la sua ventennale carriera;
i più lo ricordano per
No Parlez, il suo album d'esordio che ha venduto sette milioni di copie in tutto il mondo, e per il duetto con Zucchero. Ora Paul canta in una band tex-mex, Los Pacaminos; la sua bella
voce è danneggiata, non incide un disco solista da otto anni. Però questo
Essential riesce non solo a farci avere in un solo disco il meglio (e nessuna assenza sembra imperdonabile) ma offre per la prima volta due registrazioni live e un inedito, Heart Full Of Rain, inciso nel 1993. C'è anche What Becomes Of The Broken Hearted, dalla soundtrack di Pomodori Verdi Fritti, prima
irreperibile.
I singoli di No Parlez sono qui nelle versioni
originali (nella ristampa dell'album, invece, la Sony ha deciso di sostituirle con i mix presenti nei
dodici pollici: che mossa cretina), e hanno conservato intatto il loro fascino. Young è riuscito a far diventare un clamoroso successo un brano minore (lato B, per l'esattezza) di Marvin Gaye, Wherever I Lay My Hat (That's My Home). Anche
Come Back And Stay e
Love Of The Common People sono arrivati
molto in alto in classifica.

Dal secondo album,
The Secret Of Association, proviene il materiale
più interessante; si sa, la
formula vincente non si cambia, e quindi un altro brano misconosciuto, stavolta di Hall & Oates, conquista anche gli States: Everytime You Go Away è piazzato non a caso in apertura della raccolta. Oggi la
contaminazione tra musica elettronica e soul è all'ordine del giorno (vi dicono qualcosa i Neptunes?) ma vent'anni fa Paul Young è riuscito
abilmente ad unire il synth pop con il rhythm'n'blues: I'm Gonna Tear Your Playhouse Down resta un gioiello di produzione (immaginate un bizzarro connubio tra Temptations e Art Of Noise con tanto di campionamenti, non ancora à-la-page);
Everything Must Change dimostra che Paul Young non è solo un cantante di cover ma anche un
discreto autore...
Tomb Of Memories è in stile Wham.
Dal terzo album (di minor successo) c’è solo Some People, che invece ricorda alcune produzioni dei Toto; due i pezzi estratti da Other Voices, e sono due cover: Oh Girl dei Chi Lites e Softly Whispering I Love You dei The Congregation. Senza una donna (Without a woman) è la versione inglese del successo dal brillante Blue's del cantautore italiano che ultimamente è entrato nella classifica Billboard con
Zu&Co.
Don't Dream It's Over, interpretata con Paul Carrack, è in origine dei Crowded House, e nel 1991 anche Venditti l'ha ricantata in italiano (Alta Marea)... Ottimo il singolo da
The Crossing del 1993, Now I Know What Made Otis Blue, che avrebbe meritato più attenzione al momento dell'uscita. Il CD finisce con tre cover diversissime tra loro: It Was A Very Good Year è un classico di Frank Sinatra, reinterpretato con un approccio originale (che si avvicina a Night And Day degli U2).
I Close My Eyes And Count To Ten dona nuova verve all'originale di Dusty Springfield, cantata dal vivo così come
Love Will Tear Us Apart ( proprio quella dei Joy Division..!)
Peccato che, a differenza di altri titoli della serie Essential, questo non sia reperibile facilmente in Italia; si trova però tramite
siti Web come Play.com, Hmv.co.uk e 101cd.com. Ecco intanto la scaletta e delle snippets audio:
LINK
PAUL YOUNG - IT WAS A VERY GOOD YEAR
When I was seventeen, it was a very good year
It was a very good year for small town girls
And soft summer nights, we'd hide from the lights
On the village green, when I was seventeen
When I was twentyone, it was a very good year
It was a very good year for city girls
Who lived up the stair, with all that crazy hair
And it came undone, when I was twentyone
When I was thirtyfive, it was a very good year
It was a very good year for blue-blooded girls
Of independent means, we'd ride in limousines
Their chauffeur would drive, when I was thirtyfive
But when the days are short in the autumn of the year
I will think of my life as vintage wine
From fine old kegs, from the brim to the dregs
Pouring sweet and clear, it was a very good year
LEGGI I COMMENTI (3)
-
PERMALINK
mercoledì 27 luglio 2005 - ore 21:00
Come together
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Bella serata al Banale estivo con la compagnia
al completo come non accadeva da settimane; tanta gente, tanto caldo e tanta
musica (con un DJ set meno legato ai soliti nomi e con qualche piacevole incursione negli Eighties: Smalltown Boy, Personal Jesus, Tainted Love e Blue Monday). Peccato per qualche stranezza: Mist e Markoski hanno esordito con un
'censimento' (avete presente Kinsey?) sulle perversioni sessuali (ma fatico a ritenere tali alcune tra quelle citate...); segno evidente che l'amico diggei si sta rivelando meno di mondo di quanto pensassi? I Numeri Magici non crescono... Una
certa vicentina dopo il sondaggio m'ha dato del malato dopo aver confessato una curiosità verso il
sesso di gruppo.
Fornitore ormai ufficiale di CD, ho consegnato
Pop degli U2 (che da MediaWorld costa 9,90 euro) a The Fly, mentre Zeit è ora in possesso di Achtung Baby. Ragazze che sgusciano via non
appena ti avvicini sulla pista da ballo, oppure che se la tirano senza averne il diritto, remake cinematografici (Io, te e Imene: un
successo assicurato) senza tralasciare facce da
toporagno dei compagni di università (sì, proprio così) e Daunt, conoscenza da approfondire, e la sua ottima cultura musicale (dai Beach Boys al prog). Gli
spunti non mancano.
THE BEATLES - COME TOGETHER
Here come old flattop he come grooving up slowly
He got joo-joo eyeball he one holy roller
He got hair down to his knee
Got to be a joker he just do what he please
He wear no shoeshine he got toe-jam football
He got monkey finger he shoot coca-cola
He say "I know you, you know me"
One thing I can tell you is you got to be free
Come together right now over me
He bag production he got walrus gumboot
He got Ono sideboard he one spinal cracker
He got feet down below his knee
Hold you in his armchair you can feel his disease
Come together right now over me
He roller-coaster he got early warning
He got muddy water he one mojo filter
He say "One and one and one is three"
Got to be good-looking 'cause he's so hard to see
Come together right now over me
LEGGI I COMMENTI (3)
-
PERMALINK
martedì 26 luglio 2005 - ore 15:14
Giving you the best...
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Cinque anni fa la Sony Music ha lanciato un'ottima
serie di antologie dedicate ai pesi massimi della major, inaugurata con un doppio CD con i successi di Bob Dylan. Sto parlando di
The Essential, che evita la
tattica 'prendi i soldi e scappa' di molte altre compilation del passato (e del presente); per prima cosa, tutti i brani sono accuratamente rimasterizzati, in alcuni casi per la prima volta. La selezione delle canzoni spesso è stata
curata dall'artista stesso (Leonard Cohen e Joe Strummer dei Clash, ad esempio); i libretti contengono
note essenziali sulle
incisioni,
fotografie ma
non ci sono i testi.

Miles Davis, Billy Joel, Barbra Streisand, Janis Joplin, Stevie Ray Vaughan e Simon and Garfunkel sono solo alcuni degli artisti celebrati con un doppio CD della serie The Essential; nel caso di Bruce Springsteen la raccolta contiene un terzo compact disc con rarità, mentre Alison Moyet e Paul Young hanno incluso i loro successi in un solo supporto. Non tutte le antologie sono impeccabili; Neil Diamond ha un catalogo sparso per
diverse etichette, e il materiale del periodo MCA è stato registrato dal vivo; Ozzy Osbourne fa finta che The Ultimate Sin non esista e usa nuovi remix per i successi dai primi due album (con le parti di basso e batteria reincise ex novo dagli attuali musicisti, pare per questioni di royalties).
Anche il
doppio best di Michael Jackson lascia a desiderare; che senso ha inserire otto brani
su undici da
un solo album e includere (pochi) pezzi dei Jackson 5, di cui esistono già raccolte senz'altro più illuminanti? Negli Stati Uniti è stato pubblicato anche The Essential Iron Maiden; dopo l'unione tra
Sony e
BMG, anche Jefferson Airplane e Daryl Hall and John Oates sono stati omaggiati da retrospettive. Prima o poi arriveranno anche Judas Priest, Alice In Chains, Gloria Estefan e George Michael. Chissà se anche in Italia, infine, la Sony BMG deciderà di programmare raccolte del genere per
artisti che vedono il proprio
catalogo sotto lo stesso ombrello (Claudio Baglioni, Francesco De Gregori, Riccardo Cocciante, Renato Zero, Fiorella Mannoia e Ivano Fossati).
BOB DYLAN - LAY LADY LAY
Lay, lady, lay, lay across my big brass bed
Lay, lady, lay, lay across my big brass bed
Whatever colors you have in your mind
I'll show them to you and you'll see them shine
Lay, lady, lay, lay across my big brass bed
Stay, lady, stay, stay with your man awhile
Until the break of day, let me see you make him smile
His clothes are dirty but his hands are clean
And you're the best thing that he's ever seen
Stay, lady, stay, stay with your man awhile
Why wait any longer for the world to begin
You can have your cake and eat it too
Why wait any longer for the one you love
When he's standing in front of you
Lay, lady, lay, lay across my big brass bed
Stay, lady, stay, stay while the night is still ahead
I long to see you in the morning light
I long to reach for you in the night
Stay, lady, stay, stay while the night is still ahead
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
lunedì 25 luglio 2005 - ore 10:36
Luci a San Siro...
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Un evento attesissimo: il 20 luglio gli
U2 si sono esibiti dal vivo a
Milano (hanno poi replicato il giorno dopo). Molte le noie avute dagli acquirenti dei biglietti alla fine di febbraio, proteste sparse per il web per errati addebiti nelle carte di credito, per non parlare dei bagarini – su Ebay, negli scorsi mesi, avreste potuto acquistare una tartaruga di legno con in omaggio due biglietti per San Siro alla 'modica' somma di 800 euro, oppure abbinati ad una
Bic con colore a scelta...
Secondo anello numerato. Arriviamo allo stadio alle 19 dopo aver parcheggiato l'auto (grazie Snap); stupiscono il palco e l'impressionante presenza di fan – mai avevo visto niente di simile. Perdo l'esibizione dei Feeder, dopo un po' iniziano gli Ash, band che sembrava promettente all'inizio della carriera (1977 era un album piuttosto gettonato al liceo, e Oh Yeah resta un gran bel singolo) ma che in seguito si è persa in un pop banalotto – ricordo che ai tempi dei Curtain Call è stata proposta la canzone Starcrossed, che
ci ha lasciati perplessi.

Poco dopo le 21 si sono
spente le luci e sono entrati i nostri quattro 'eroi' (Bono, The Edge, Adam Clayton, Larry Mullen) con una travolgente Vertigo –
ripetuta anche
in chiusura del concerto. La performance di Bono è al di sopra delle attese, ma a dire il vero non ero molto ottimista. Dopo il singolo da How To Dismantle An Atomic Bomb arrivano due evergreen dal
passato remoto della carriera del gruppo: I Will Follow e un'inaspettata The Electric Co. Non convince l'attacco della successiva
Elevation (già non eccelsa di per sé). Va meglio con New Year's Day, dove
Bono conferma la
buona forma vocale. Con
Beautiful Day viene quindi presto liquidato il penultimo album, e si passa di nuovo al glorioso repertorio anni Ottanta, che è quello che accende sul serio il pubblico: I Still Haven't Found What I'm Looking For (ripresa da poco anche da Cher nel suo
Farewell Tour), abbassata di tonalità e una toccante All I Want Is You, uno tra i momenti migliori di un disco altalenante come
Rattle And Hum (molto difeso dai fan, in realtà non è né carne né pesce, né un live né un disco di inediti; consiglio di investire nella versione in DVD).

Seguono quattro canzoni, scelte
con intelligenza, dal nuovo cd: City Of Blinding Lights (il singolo attualmente in airplay nelle radio), Miracle Drug, Sometimes You Can't Make It On Your Own (dedicata al padre di Bono) e Love and Peace Or Else. Poi si torna indietro di nuovo: Sunday Bloody Sunday funziona, e va ancora meglio con
Bullet The Blue Sky, dal
capolavoro The Joshua Tree (quattro le canzoni in scaletta) che include una citazione da The Hands That Built America.
Bono canta un'emozionante
Miss Sarajevo e la dedica alle vittime delle bombe di Londra (ha cantato anche la parte in italiano, che nel disco è affidata a Luciano Pavarotti; anche se l'ha chiaramente letta, è venuta bene); fa capolino sugli schermi un simbolo, COEXIST – un appello alla
convivenza pacifica dei popoli di tutti i culti religiosi – e la dichiarazione universale dei diritti umani. Seguono
Pride (unica canzone da The Unforgettable Fire) poi Where The Streets Have No Name e
One, intensa come sempre, cantata a piena voce.
Arriviamo dunque ai bis: ripescata
Zoo Station da Achtung Baby, così come
The Fly (singolo inspiegabilmente escluso dal best of pubblicato tre anni fa). Poteva mancare With Or Without You? Gli archi accompagnano il gruppo in
Original Of The Species (ma a mio avviso si sentivano molto poco), più fedele alla versione originale invece All Because Of You (singolo statunitense); infine Jahweh è eseguita
unplugged.

Un bel concerto? Chi era sul prato ha sentito poco la voce, forse è un limite dello stadio. Pessimo il servizio bar; come mai non fanno entrare con le bottiglie, se poi all'interno le vendono tranquillamente col tappo e a caro prezzo?
Non tutte le canzoni coinvolgono allo stesso modo:
Zooropa e
Pop sono stati completamente ignorati (Stay per esempio non si sarebbe inserita così male) e le nuove canzoni, pur
orecchiabili e ben scritte, sono prodotto del
mestiere, non tanto frutto di una genuina ispirazione. Bono si prende un po' troppo sul serio e inizio a non tollerare più il suo modo di porsi; lo sbandierato impegno
politico di un miliardario ospite a cena da Giorgio Armani non è affatto credibile. Il leader del gruppo è ormai sempre più vittima di un
cliché, sa di finto, di costruito; a parte un sano momento di follia durante il quale ha suonato le percussioni, mi è sembrato piuttosto freddo. Sarà per via delle registrazioni del DVD?
Non male le t-shirt del
merchandising ufficiale del Vertigo Tour, ne ho acquistata una 'verde militare' (per variare un po'). Pare che la vendita
all'ultimo momento di biglietti per la data del 21 abbia tagliato le gambe ai bagarini, costretti ad abbassare i prezzi. Quale sarà il
futuro degli U2 dopo il DVD e le ristampe di ZooTV e PopMart previste per Natale?
Il sito Pauseandplay parla di un nuovo album nel 2006, ma a mio avviso potrebbero benissimo vivere
di rendita. Cosa manca ora è un'opportuna rimasterizzazione dei vecchi CD, magari un bel cofanetto con i lati B e le rarità (tipo Join The Dots dei Cure), con brani da colonne sonore, versioni remix e registrate live, che
ostacoli il mercato nero dei
bootleg...
U2 - BULLET THE BLUE SKY
In the howling wind comes a stinging rain
See it driving nails
Into the souls on the tree of pain
From the firefly, a red orange glow
See the face of fear
Running scared in the valley below
Bullet the blue sky
Bullet the blue sky
Bullet the blue
Bullet the blue
In the locust wind comes a rattle and hum
Jacob wrestled the angel
And the angel was overcome
You plant a demon seed
You raise a flower of fire
See them burning crosses
See the flames higher and higher
Bullet the blue sky
Bullet the blue sky
Bullet the blue
Bullet the blue
This guy comes up to me
His face red like a rose on a thorn bush
Like all the colours of a royal flush
And he's peeling off those dollar bills
Slapping them down
One hundred, two hundred
And I can see those fighter planes
And I can see those fighter planes
Across the mud huts where the children sleep
Through the alleys of a quiet city street
You take the staircase to the first floor
Turn the key and slowly unlock the door
As a man breathes into a saxophone
And through the walls you hear the city groan
Outside is America
Outside is America
Across the field you see the sky ripped open
See the rain through a gaping wound
Pounding on the women and children
Who run into the arms of America
LEGGI I COMMENTI (5)
-
PERMALINK
lunedì 18 luglio 2005 - ore 22:27
Dust and water, water and dust
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Mancano ormai
due soli
giorni al concerto milanese degli U2 ma devo ammettere di essere meno
preoccupato (ma anche meno emozionato) dei miei compagni d'avventura The Fly e Snap...i supporter confermati sono Ash e Feeder – gli ultimi li ho già visti prima del concerto dei R.E.M. qui a Padova. As usual, seguirà una
recensione; la voce di Bono non è quella di una volta, ma spero comunque in una resa live dignitosa.
Pare che registreranno il DVD a
San Siro...bene!
LINK
Giovedì scorso invece ho visto
Antony and the Johnsons con Mist, Magicpie e una nuova conoscenza, Markoski, a
Ferrara (sotto le stelle). Per chi ancora non lo conoscesse – l'artista incide per una piccola etichetta, la Secret Canadian, non ha videoclip in rotazione su MTV ed è piuttosto
singolare come
personaggio – l'androgino Antony è una
scoperta del grande Lou Reed. La sua
voce ricorda Nina Simone e Jeff Buckley a seconda delle sfumature (ogni tanto, nel vibrato, rievoca il cantante dei Roxy Music Bryan Ferry); tra i suoi ammiratori spiccano Marc Almond, che è anche
salito con lui sul palco in qualche occasione e la cui canzone/poesia
'L'Esqualita' ha ispirato uno dei pezzi
migliori dell'album I Am A Bird Now,
A Fistful of Love, e Laurie Anderson ('Ascoltare la sua voce è come sentire Elvis Presley per la prima volta: poche parole, e ti spezza il cuore'). Poco più di un'ora di musica in un set acustico raffinato e mai stucchevole, con brani originali dai due album finora incisi e una selezione di cover d'autore di
altissimo livello:
The Guests di Leonard Cohen, da Recent Songs (ma la trovate anche nell'eccellente
doppio CD 'The Essential'), Candy Says (Velvet Underground), Afraid (Nico).

Niente percussioni, un paio di
jam session per
coinvolgere il pubblico (di tutte le età, c'erano anche nonne). Intimiste le liriche, tra
Hope There's Someone e You Are My Sister (nel compact disc il brano è interpretato con
Boy George, la cui performance è sorprendente, appassionata, come i migliori cantanti blues saprebbero rendere; è tempo di rivalutarlo), tra Man Is The Baby e My Lady Story...e diversi estratti dal
disco di debutto che non ho avuto ancora modo di ascoltare.
Nelle prossime tre settimane ci saranno altre segnalazioni di ristampe (Energie di Giuni Russo, finalmente su CD dopo ben 24 anni dalla sua uscita; The Years degli INXS, uno dei titoli più interessanti della serie Universal Sound And Vision e altro ancora), nuove uscite (poche, è luglio), anticipazioni. Qualcosa sarà dedicato anche alle ultime letture, e anche a vita mondana o qualche ipotetica nuova puntata al Daniel's.
ANTONY AND THE JOHNSONS - CANDY SAYS
Candy says I've come to hate my body
and all that it requires in this world
Candy says I'd like to know completely
what others so discreetly talk about
Candy says I hate the quiet places
that cause the smallest taste of what will be
Candy says I hate the big decisions
that cause endless revisions in my mind
I'm gonna watch the blue birds fly over my shoulder
I'm gonna watch them pass me by
Maybe when I'm older
What do you think I'd see
If I could walk away from me
LEGGI I COMMENTI (5)
-
PERMALINK
mercoledì 13 luglio 2005 - ore 23:24
Keep the dream alive
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Prima di procedere con la recensione di oggi (l'ultimo album degli Oasis), vorrei destinare un po'di spazio in questo post a due amici d'infanzia ritrovati dopo molti anni grazie al sito Spritz; un saluto ad Antonio e Francesca, che ho conosciuto da piccolo quando abitavo a
Casarsa della Delizia (PN), dove sono stato per un anno e mezzo per poi cambiare casa più volte (prima nel Lazio, successivamente a Padova). Ecco un reperto di vent'anni fa mentre sto giocando
con il loro gatto!
A proposito di ritorni, dopo tre anni tornano sugli scaffali dei negozi gli Oasis, gruppo che
di certo non necessita di grandi presentazioni; Definitely Maybe e il successivo (What's The Story) Morning Glory sono due
pietre miliari del pop 'made in U.K.', un'abile risposta al grunge imperante dieci anni fa.
Le canzoni di Noel Gallagher dei primi anni ci riportano alle sonorità di gruppi come i
Beatles, i Kinks, i
Rolling Stones, gli Who e i T-Rex, dopo la scorpacciata di sintetizzatori e di drum machines del decennio precedente. Dopo quelle degli Smiths, canzoni come Live Forever, Wonderwall, Don't look back in anger hanno spronato molti ragazzini ad avvicinarsi alla chitarra per impararne gli accordi; canzoni semplici ma allo stesso tempo
inni da stadio che restano indelebili nella memoria.
Be Here Now, il loro terzo album, nonostante le prenotazioni record viene visto come un passo indietro, un disco magniloquente ma con molti episodi lunghi e insipidi.

Anche i brani che non vengono inclusi negli
album ufficiali sono spesso
di qualità: The Masterplan del 1998 è, insieme a Sci Fi Lullabies dei Suede e Alternative dei Pet Shop Boys una tra le migliori antologie di b-sides
mai pubblicate. Poi è la volta di Standing On The Shoulder Of Giants, di un
live (Familiar To Millions, in cui trovano posto anche cover dei Beatles e di Neil Young) e di
Heathen Chemistry, che pur racchiudendo dei buoni brani, sono piuttosto inconsistenti.
Cosa dovremmo aspettarci quindi da questo sesto lavoro?
Don't Believe The Truth è un disco di una band a proprio agio come non succedeva da tempo;
Noel, il compositore principale, lascia spazio anche ai suoi compagni in episodi che fanno perdonare i primi tentativi di Liam nei due dischi precedenti (Little James). Non c'è traccia degli
orpelli che appesantivano Be Here Now, le canzoni sono asciutte ed energiche. Anche qui troviamo tante citazioni dal passato.
Mucky Fingers ricorda I'm Waiting For My Man dei Velvet Underground (gli accordi della strofa
richiamano You Trip Me Up dei Jesus and the Mary Chain), mentre Lyla, strana scelta come
primo singolo – è uno dei pezzi più fiacchi di Don't Believe The Truth – sa di Rolling Stones dei tempi migliori. Il ritmo ternario di
Love Like A Bomb precede il prossimo singolo, The Importance Of Being Idle (stavolta canta Noel); The Meaning Of Soul è un breve
riempitivo.
Guess God Thinks I'm Abel procede dolcemente con una chitarra acustica per poi esplodere nel
finale. Noel canta anche Part Of The Queue (a metà strada tra Breaking The Girl dei Red Hot Chili Peppers e Love Will Come Through dall'ultimo album dei Travis). Funzionano bene
Keep The Dream Alive e la conclusiva Let There Be Love – l'unico brano a ricordare John Lennon (non Imagine, ma Love).
Dopo una calorosa accoglienza nelle charts, Don't Believe The Truth sta perdendo posizioni sia nel Regno Unito che qui in Italia (questa settimana è al 43esimo posto). Colpa forse del singolo
Lyla, o dell'
Heineken Jammin' Festival? Resta il fatto che gli Oasis, con questo
dignitoso nuovo CD, si sono molto risollevati dopo i più recenti, sbiaditi episodi.
OASIS – KEEP THE DREAM ALIVE
Four Seasons.. seconds flick and flash... I'm alone
A lonely scream provides the scene
It's no home
Every night I hear you scream,
But you don't say what you mean
This was my dream, but now my dream has flown
I'm at the crossroads waiting for a sign
My life is standing still, but I'm still alive
Every night I think I know
In the morning where did he go
The answers disappear when I open my eyes
I'm no stranger to this place
Where real life and dreams collide
And even though I fall from grace
I will keep the dream alive
LEGGI I COMMENTI (10)
-
PERMALINK
lunedì 11 luglio 2005 - ore 18:16
Where's the party?
(categoria: " Pensieri ")
Sabato 9 luglio 2005, Jesolo Beach.
Partenza da casa: sette e un quarto, in compagnia di Alessandro (Snap), The Fly e mio fratello Lyriannos; ritrovo al Banale estivo con Blondy, Mary84, Eimar (nuova conoscenza di Spritz), Kais, Molectra, Tobor, Zeit, Daunt, Mist e la sua dolce metà Anna 'Magicpie'
Direttamente in pizzeria ci hanno raggiunti anche Chiara@ e Sabry8, che già ha pubblicato alcune fotografie sul suo blog personale! Gran bella serata, da tempo non mi succedeva di festeggiare un compleanno in così grande stile; compagnia ottima, e il locale era meritevole come mi è stato assicurato. Familiare la selezione musicale, all'insegna del
rock – dagli anni Sessanta al più recente indie che tanto piace a noi che siamo habitué del
Banale (passando per Iggy Pop, Depeche Mode, Nirvana, i Ramones, U2, i Clash, e persino una Amore Disperato di Nada!). Ecco nel post alcune foto dell'evento...

Il
SoundGarden è tutto quello che l'
emergente DNA Club di Padova potrebbe essere; peccato solo che la pista da ballo sia appiccicosa, in più dopo un po' inizia a mancare l'aria. Interessante l'harem, compresa la lotta con i cuscini (beh, nonostante la vecchiaia, il sottoscritto non è riuscito a dare il buon esempio!) Quali sono state le
chicche della serata?
I bagigi del Gasoline, il ritrovo in Piazza Mazzini davanti alla statua di Garibaldi, dibattiti sulle
pizze di Monaco (mentre al tavolo di Mist si discuteva su 'cibi etero e cibi gay', con una successiva crociata di Riccardo contro la
millefoglie). Poi...
Si prosegue con: foto scattate da Lyriannos a tradimento, regali utili e
indovinati: un porta CD che mi serviva (visto che ormai gli ultimi acquisti sono
dispersi in ogni angolo della stanza...), una t-shirt (grazie e complimenti per la scelta); finalmente, dopo qualche peripezia avuta con gli acquisti on line recentemente, ho il nuovo disco dei Tears:

una scelta
azzeccatissima, chi mi conosce sa che i Suede sono uno dei miei più grandi amori musicali; spero perdipiù di vedere Brett Anderson, Butler e nuovi compagni a Milano al Rolling Stone. Dulcis in fundo, c'è stato anche il
discOrso (nientemeno che Open Season dei
British Sea Power) Però!
Grazie a tutti, non solo ai presenti, ma anche a Fabio, Paola 'feather', Malice, Mattia Tunafish (futuro dottore: in bocca al lupo per domani!!), e a
tutti coloro che mi hanno mandato auguri tramite speedy su Spritz! Credo proprio di essere in un gran bel gruppo, e spero che anche le due new entries si siano sentite a loro agio; alla fine ero in coma, non sono abituato a stare sveglio fino alle cinque della mattina, ma vi assicuro che sono decisamente entusiasta della serata. Ah, l'ultimo
thank you va a chi ha scattato la foto di gruppo: un inglese ubriaco rintracciato nel locale da Sabrina. Oh Yeah!
BRITISH SEA POWER – PLEASE STAND UP
Take me somewhere quiet please
These motorway exit gates
Are calling to me dearly
And I need a place to go
And even numbers on a timetable
Arrivals and departures and
Those places, names
Never seemed so strange before
If there's anyone asking, did you get a rush?
There's no point in asking, it wasn't enough
There's nobody else here, so please stand up
If there's anyone asking, did you get a rush?
There's no point in asking, it wasn't enough
There's nobody else here, so please stand up
The occultation of a summer sun
Was burning holes in everyone
Defenceless, what was left inside could finally escape
It seemed as if the streets had melted
It seemed as if the air was scented
I wish all of time could be like this
If there's anyone asking, did you get a rush?
There's no point in asking, it wasn't enough
There's nobody else here, so please stand up
If there's anyone asking, did you get a rush?
There's no point in asking, it wasn't enough
There's nobody else here, so please stand up
And then all of the sudden it's all better better
A little excitement makes us wetter wetter
Oh my love
Again, again, again, again my love
LEGGI I COMMENTI (8)
-
PERMALINK
> > > MESSAGGI PRECEDENTI