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"L’uomo che usciva la gente" (un capolavoro della Settima Arte!)

STO ASCOLTANDO

Cambia lo superficial
cambia también lo profundo
cambia el modo de pensar
cambia todo en este mundo

Cambia el clima con los años
cambia el pastor su rebaño
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño

cambia el más fino brillante
de mano en mano su brillo
cambia el nido el pajarillo
cambia el sentir un amante

Cambia el rumbo el caminante
aunque esto le cause daño
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño

Cambia, todo cambia
Cambia, todo cambia
Cambia, todo cambia
Cambia, todo cambia

cambia el sol en su carrera
cuando la noche subsiste
cambia la planta y se viste
de verde en la primavera

Cambia el pelaje la fiera
cambia el cabello el anciano
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño

Pero no cambia mi amor
por mas lejos que me encuentre
ni el recuerdo ni el dolor
de mi tierra y de mi gente

Y lo que cambió ayer
tendrá que cambiar mañana
así como cambio yo
en esta tierra lejana.

Cambia, todo cambia...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Abbigliamento?!?
Cosa c’entra?
Preferisco presentarvi:


Il mio webmaster


Il mio commercialista


Il mio padre spirituale


Il mio ideale estetico



Il mio mentore culturale


Il mio dentista


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Questo blog raccoglie un po’ le tappe di un percorso cominciato qualche mese fa, con un inizio partito più o meno da solo e una destinazione assolutamente sconosciuta. In mezzo succedono tante cose, che quasi quotidianamente spostano la prospettiva e rendono inedito l’apparentemente usuale.
(Se qualcuno ha capito cosa ho scritto, per favore mi scriva e me lo spieghi, please)

Grazie per esservi fermati un po’ qui, se volete lasciare un saluto e un commento, ben vengano.

Un caro saluto anche all’utente "ospite", che passa qui sul mio blog con devota ostinazione...


mercoledì 24 dicembre 2008 - ore 16:42


Bridge over troubled water
(categoria: " Riflessioni ")


Oggi è il 24 dicembre.
Succede che le banche e le poste chiudono prima, quindi si lavora solo mezza giornata. Per fortuna non ci sono emergenze particolare, quindi stamattina ho fatto quello che dovevo fare e poi... basta!

In realtà non mi fermerò per le vacanze (se non nei giorni propriamente di festa), quindi sono molto contento del ponte che si viene a creare... si riprende il 29! Wow!

Nel frattempo, grandi corse anche a causa di una settimana da solo in giro (collega in... paternità!). Se non altro corro, vedo tanti posti, imparo cose nuove (fondamentale).

Ho suonato coi Rubber, meno coi Lake (c’è in programma un progetto etilico, vedremo), ho rivisto l’Hobo Enea ai Carichi. Ho saputo che il Casanova avrà una o due repliche, e con lo stesso gruppo prepareremo un altro piccolo lavoro da Pennac.

Ho suonato (un po’ poco, devo dire) il violoncello, saltando forzatamente delle lezioni, ma non mollo. E’ troppo affascinante, ma caspita quanto è difficile anche. Però bisogna perseverare.

L’anno sta per finire... è stato un anno che è cominciato finendo qualcosa, lasciandomi a piedi in molti sensi. Ci sono periodi della vita che si chiudono addirittura con una firma, come se la nostra presenza e partecipazione fossero un contratto o una scrittura. Con un’altra firma se n’è andata poi anche la casa. E quando arrivi lì, lì ti fermi - e non puoi far altro che guardare cosa ti è rimasto attorno.

Le ripartenze non sono mai fulminee; c’è, tuo malgrado, un periodo da scontare, una falsa partenza, un errore che blocca. Ci vuole pazienza. Ci vuole pane e speranza.

Così piano piano si va formando un nuovo percorso, che interessa cose e persone nuove. E’ come se tu ti trovassi catapultato in un’altra dimensione: alcune cose sono rimaste immutate, altre sono cambiate radicalmente, eppure convivono; spaesante, in certi momenti.

A volte dormi e sogni, e nel sogno torni indietro nell’altra dimensione; realistica, perchè esistita e non inventata, quindi plausibile. Hai mai fatto un sogno plausibile? Quando ti svegli sai che era solo un sogno, ma accidenti... da che parte sta la realtà?

Da che parte? Da questa.
Per fortuna.

Così adesso, dopo dei mesi, ho un nuovo impiego, cerco una nuova casa.
Se guardi bene, vedi che hai fatto un buon lavoro.
In apparenza tutto è uguale, sotto molti punti tutto è diverso - me compreso. La sostanza è quella, ma il contesto è diverso.
E adesso sono di nuovo in due. Siamo di nuovo in due. Qualcuno muove i fili. Questa volta senza strattoni, se non altro.

Allora il Natale e Capodanno quest’anno li si vive in un altro modo. C’è qualcuno con cui passarli assieme. E al di là delle consuetudini e della retorica, il significato cambia.

E si va avanti... il lavoro, la casa... ma adesso pausa, per qualche giorno, poi ritorniamo nel vortice. Facciamo questo ponte, che poi ripartiamo.

Like a Bridge over troubled water.

Chi non se la ricorda o non la conosce, la ascolti.
Buon Natale a tutti.




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martedì 2 dicembre 2008 - ore 00:33


Problem solving
(categoria: " Riflessioni ")


"Ok, prova adesso"
"Vabbè, incrociamo le dita..."
"Allora?"
"Niente".

Oggi è andata così.
Per l’ennesima volta, un problema di difficile soluzione, tanto da doverlo lasciare in sospeso. Poco prima, invece, un problema un po’ più complesso risolto in poco tempo.

Guidavo bevendo una lattina di aranciata, il pranzo era stato un panino in velocità che mi aveva lasciato più che altro sete. Si torna verso casa, ma che giornata. Che problemi. Ogni giorno ce ne sono di nuovi, tutto cambia sempre e anche i problemi non sono da meno. Dico, è sorprendente se ci pensi.

Mi fa sorridere il pensare che i miei casini odierni non sono che tali; qualche tempo fa neanche sapevo che esistessero e ne avevo degli altri. I problemi quando ci sei in mezzo sembrano immensi. Poi cambi magari prospettiva e li vedi ridimensionati. Che percezione abbiamo dei nostri problemi, e quali sono i problemi effettivi? Ah beh, come si fa a rispondere? Leggiti Socrate...

Poi mi viene anche in mente che anche altri filosofi (figurarsi) hanno affrontato l’argomento, e che il concetto che mi ricordo passava era che i problemi... in realtà non sono concreti, ma sono "creati" dall’uomo stesso.

  • L’umanità non si propone che quei problemi che non può risolvere. (Karl Marx)

  • La vita cerca problemi e l’offerta di problemi è significativa per il successo; una mancanza di problemi può provocare una stagnazione. (Konrad Lorenz)

  • Non esistono problemi; ci sono soltanto soluzioni. Lo spirito dell’uomo crea il problema dopo. Vede problemi dappertutto. (André Gide)


e, più terra terra

I problemi sono dieci, mille, a volte più di cento
Il problema è che i problemi son veloci e tu sei lento.
Il problema è stare svegli mentre tutto attorno tace
Scender giù dalla padella prima di toccar la brace.
Il problema è girar la chiave, sì, però dal verso giusto
Evitando di trovarsi della porta al lato opposto.
Il problema è poi capire se hai ragione tu o lo specchio
Di ascoltare anche ogni tanto ciò che sta fra orecchio e orecchio.
I problemi son bicchieri su un vassoio fra le onde
Con il mare a forza nove e nessun però che spande.
I problemi sono mezze frasi dette sottovoce
Sono gusci da affrontare prima di mangiar la noce.
Sono eterni, imprevedibili, a volte sottovalutati
Dal destino indivisibili e dall’uomo tanto odiati.
I problemi smontano le cose, le fanno a pezzettini
Si divertono a rimontarle storte, un po’ come i bambini.
I problemi sono atletici, adorano “le-gare”
L’importante non è vincere, basta partecipare.
I problemi, se non li vedi, li hai appesi sulla schiena
Sono la pagina bianca all’inizio del tuo tema.
Il problema dei Problemi è che è un problema ricordare
Tutto quello che hai già detto prima di ricominciare.
Tutto sfugge e si dimentica quale sia il problema eterno
Ma il discorso qui si complica
E per evitar problemi
Mi fermo.

Così, mi si è chiuso una specie di cerchio in testa. Senza farmi venire alcun cerchio alla testa. Poi magari ti casca il finestrino giù e fuori piove, oppure sei in ritardo e hai mille cose da fare... lì non stai tanto a pensare a Socrate o a Gidè.
Che poi, avranno avuto anche loro i loro problemi, altrochè.
Però, mica sbagliavano - a pensarci bene...




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martedì 25 novembre 2008 - ore 21:09


Neige
(categoria: " Poesia ")


Ogni tanto qualcuno l’azzecca.
Ci sono personaggi che - per nostra fortuna - posseggono il dono magico di rendere più labile il distacco tra realtà percepita e sensazione provata. Lo fanno con una tale naturalezza che pare tutto facile e hai l’impressione che ci riusciresti anche tu. Ma provaci... Loro ci riescono con piccole parole e con la semplicità (e forse il dono maggiore che hanno è proprio la semplicità, a ben vedere).

Voglio dire.
Ieri parto col mio furgoncino e devo andare a Bassano. Come è successo a tutti, quando ho aperto il balcone alla mattina fuori era tutto bianco. Uuuuh! Bello... ci metterò una vita per strada, ma bello!
Per strada effettivamente si va a passo d’uomo (quando si va). Neve e ghiaccio, il furgoncino che arranca, serve attenzione. La radio mi fa compagnia, ma quando sei concentrato della radio puoi benissimo fare a meno: detto fatto, spengo.
Allora continua la mia corsa, il vrum vrum del furgoncino si fa largo fra la neve. Neve. Neve...

Se cerchi in Wikipedia, trovi che
La poesia è l’arte di usare, per trasmettere il proprio messaggio,non tanto il significato semantico delle parole quanto il suono ed il ritmo che queste imprimono alle frasi; la poesia ha quindi in sé alcune qualità della musica e riesce a trasmettere emozioni e stati d’animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa.
Una poesia non ha un significato necessariamente e realmente compiuto come un brano di prosa, o, meglio, il significato è solo una parte della comunicazione che avviene quando si legge o si ascolta una poesia; l’altra parte non è verbale, ma emotiva. Poiché la lingua nella poesia ha questa doppia funzione di vettore sia di significato sia di suono, di contenuto sia informativo sia emotivo, la sintassi e l’ortografia possono subire variazioni (le cosiddette licenze poetiche) se questo è utile ai fini della comunicazione complessiva.
A questi due aspetti della poesia se ne aggiunge un terzo quando una poesia, invece che letta direttamente, viene ascoltata: con il proprio linguaggio del corpo ed il modo di leggere, il lettore interpreta il testo, aggiungendo una dimensione teatrale. Questo fenomeno, insieme alla parentela con la musica, viene sfruttato per esempio nei Lieder tedeschi, poesie sotto forma di canzone.


Insomma. E’ ovvio che io pensi alla persona che occupa stabilmente i miei pensieri. Questa persona ha la poesia, in diverse forme, e in diverse forme me la porge. Al suo interno, della poesia intendo, si è letto, convivono emozioni, musica e teatro. E, ieri, guarda:neve.
Qualche tempo fa, mai per caso, questa persona mi ha prestato un libro. Piccolo. Bianco. Come la neve. Si chiama Neve. E’ di Maxence Fermine.

Allora succede che ieri in mezzo alla neve, con la radio spenta, il furgoncino che daichecelafa, i guanti sul volante, gli occhi sulla strada, mi sono fatto compagnia con un ricordo, con quel ricordo. E piano, fra me e me e il vrum vrum del furgoncino, mi sono ri-raccontato la storia di Yuko - sicuramente sbagliando qualche passaggio e omettendone altri, ma ripercorrendo quel grande viaggio dentro al mio piccolo viaggio. Beh, almeno in quel momento posso dire che era molto meglio che ascoltare la radio. Ascolti qualcosa che si racconta da dentro, qualcosa che avevi in tasca ma non ti ricordavi fosse lì.

La storia andava e veniva, come da mille direzioni. Come dev’essere. La strada invece la direzione ce l’aveva, ma non importava poi molto.
Poi sono arrivato a Bassano, ho parcheggiato e ho preso su la mia roba. Le montagne erano bianche, sullo sfondo. Ci ho messo un po’ ad arrivare, sì, ma forse ne valeva la pena, una volta tanto.
Eh beh, sì.

Mi piacciono le storie.

Ci sono personaggi che - per nostra fortuna - ............



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martedì 25 novembre 2008 - ore 19:25


Lake District ad Albignasego
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Comune di Albignasego e Biblioteca di Albignasego
per la rassegna "Appuntamento in Villa"
presentano:

Lake District
"L’Amore, la Guerra e sotto i piedi i Fiori d’Irlanda"



Attivi sulla scena musicale da quasi quindici anni, i Lake District hanno sempre privilegiato il rapporto fra parola e musica accostandosi a repertori di tradizione, di influenze americane, portoghesi, irlandesi e addiritura klezmer. Lo spirito e l’approccio, vero motore del gruppo padovano, sono quelli tipici del musicista di strada, con momenti di alta suggestione e altri di puro e indiscutibile coinvolgimento.

“L’Amore, la Guerra e sotto i piedi i Fiori d’Irlanda” è uno spettacolo in cui il variegato repertorio dei Lake District si dispiega lungo la narrazione di un racconto inedito. Su un testo originale di Piter De Faccio e Francesco Mattarello, l’attore Tito Pavan tesse un filo conduttore come voce narrante, introducendo le tematiche delle canzoni in scaletta. Non c’è soluzione di continuità fra testo e musiche, né fra canzone e canzone. A completamento del progetto, una proiezione di disegni e filmati creati appositamente sottolinea visivamente i momenti salienti dello spettacolo.

E’ un’occasione per coniugare musica, teatro e arti visive in un’unica soluzione, creata con il gusto del particolare e che permette di ascoltare estratti dal repertorio storico dei Lake District più alcuni brani contenuti nel nuovo cd “Oltre la miopia del tempo”.

Venerdì 28 novembre 2008, ore 21.00
Sala Convegni del centro culturale di Villa Obizzi
Albignasego (PD)

L’ingresso (libero) è su prenotazione:
per riservare il proprio posto è necessario rivolgersi alla biblioteca
(telefono 049-8042229).


Lake District:

TIZIANA GUERRA: voce, chitarra acustica
FRANCESCO MATTARELLO: chitarra acustica, checcofono, fisarmonica, cori
PAOLO SOLA: sax, clarinetto, oboe, flauto traverso, cori
PIERGIORGIO "PITER" DE FACCIO: basso
TITO PAVAN: attore, chitarra acustica, glockenspiel
SANDRO BORTOLAMI: percussioni
GIAN ANDREA CAPPUZZO: batteria, fisarmonica, voce

MARCO NEBBIA: videoproiezioni

***

PROSSIME DATE LAKE DISTRICT:
Sabato 7 febbraio, Cafè au Livre (PD)

***

per maggiori informazioni e aggiornamenti, visitate il nostro MYSPACE


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venerdì 21 novembre 2008 - ore 21:25


Occasional storming
(categoria: " Pensieri ")


Uhm, non so...

Le cose procedono relativamente bene: il lavoro va avanti e si prende confidenza; col violoncello si prosegue, casini coi cambi di corda con l’archetto (ogni tanto esce un suono stridulo, ma a furia di dai....); col lavoro da speaker bene, clienti contenti e soddisfatti. Con gli spettacoli ho ovviamente rallentato, ma i Rubber fissano date e la settimana prossima saremo ad Albignasego coi Lake, quindi ci si muove.
A livello... interpersonale, molto bene: più si va avanti più pare che le cose funzionino (e mica è cosa da poco!).

Quindi, detto questo...
C’è come l’impressione di una calma apparente, di una quiete prima della tempesta. C’è come l’impressione che qualcosa mi sfugga, che mi sia dimenticato di un dettaglio. C’è come l’impressione di qualcosa dietro l’angolo, di un’ombra che ti è parso di intravvedere ma non ne sei sicuro.
La casa? Può essere, il tempo stringe. L’attesa che il lavoro esploda a dicembre? Certo, è un problema annunciato.

Mah. Secondo me può esserci dell’altro.
E’ inutile. Suono, partecipo a dei progetti, mi chiamano per altri. Ma, probabilmente, non c’è niente di particolare nel mio mirino. Nel senso, un progetto, una pazzia, una utopia. Un partire con un’idea apparentemente isolata e poi vedere se si trasforma in progetto finito. Di giorno si lavora, ma di sera non si possono solo fare prove su progetti già esistenti... tanto meno - che ne so - mettersi a guardare qualche idiozia alla tv; magari un bel film ogni tanto, ma è un’attività inerte.

Uhm... questa è la sensazione.... tipo qualcosa che sta friggendo prima di scoppiare, la scintilla che consuma la miccia... ma non capisco se sia qualcosa che porta una buona novità o a un’imminente casino.

Che fare? Non so. E’ come quando fuori senti arrivare il temporale. Resti in attesa, c’è poco da dire. Ok aspettiamo. Vediamo cosa si prepara.
Intanto, pagina 8; esercizio su tre corde, attenzione ai cambi e tenere giù le dita. Occhio all’intonazione.

Ma non lo senti anche tu, il tuono?




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mercoledì 12 novembre 2008 - ore 21:43


Like tears from the sky
(categoria: " Riflessioni ")


Dopo una settimana a Milano per un corso relativo al nuovo lavoro, si riprende contatto con la realtà locale.

A Milano pioveva sempre, se non pioveva minacciava di farlo (e poi ricominciava!). Alloggiavo in una cameretta piccolissima e verde, con la tv posizionata sopra un armadio altissimo, così che per guardarla ti veniva il torcicollo (e perdevi la vista, era piccolina e distante!).
Eravamo in tutto in 15 fra corsisti e insegnanti, e devo dire che ce la siamo spassata anche. Giovedì sera sono andato anche a San Siro a vedere il Milan (il Milan! Robe da matti...), non ero mai stato in quello stadio, bello davvero. Non mi ricorda affatto quello di Padova.

Poi rientrato qua; il giorno dopo lezione di violoncello e concerto dei Rubber Biscuits a Fontaniva nel pomeriggio! Alla sera visionato un musical con le scenografie di Dario. Il quale, come suo solito, assicura qualità costante e affidabilità, anche se vista la sua caratura potevano certamente... "sfruttarlo" di più! E inoltre, in controtendenza con la moda, devo dire che io e i musical non andiamo troppo d’accordo...

Per fortuna, d’accordo, e come, si va con qualcos’altro - anzi qualcun’altro - e il weekend diventa tutto un programma.

Fino a che ritorna lunedì e comincio a lavorare... da solo. Diciamo che non sono partito male, qualche legittima difficoltà ma nel complesso sono soddisfatto. Strano lavoro, si gira sempre, ma mi piace: è un po’ una sfida aperta ("cosa succederà adesso?" - "Boh!").
In più stasera mi è arrivato un altro lavoro da speaker: bene, l’importante è che si continui così!

Anche se mi sono preso una pausa di assestamento, viste le novità, il bilancio prosegue: col violoncello ho cominciato, col lavoro anche... prossimo passo: la casa. Un po’ alla volta si fa tutto. E’ un casino, ma si fa tutto. Un casino per la casa, ma andrebbe anche bene una casina a caso.

Intanto, coi Lake si torna a parlare di un possibile progetto, anche se il 28 saremo ad Albignasego con una serata. Bisognerebbe scrivere qualcosa, rimettere in moto il cervello e la fantasia. Con l’occasione, mi capita di riascoltare dei cd di De Gregori e De Andrè: sempre densi di significati e spunti! Fatto sta che in questo periodo il tempo è già diviso in altre faccende. Boh, lasciamo là e vediamo se salta fuori qualcosa.

Intanto, pioggia anche qua. Ma comunque in questo periodo la pioggia mi dà anche meno fastidio del solito. Sarà che sono in movimento, finalmente. Sembra che voglia comunque picchiettare dall’alto, ma stavolta l’ombrello è aperto e vado avanti.

Poi ci sono la parole. Le parole sono millimetri, ma possono pesare quintali. Oggi un sms che mi è arrivato ne conteneva due, che non avevano neanche il punto alla fine della frase che creavano. Erano lì, piccole, in coda, quasi da sole. Ma il loro peso era decisamente notevole, per usare un eufemismo.
Allora può anche piovere e tu puoi anche camminare dove vuoi, prendere la tua roba e caricartela in spalla, avanzare fra i marciapiedi bagnati e le pozzanghere.
Per una volta, la pioggia è fuori da te.




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domenica 26 ottobre 2008 - ore 10:24


Directions
(categoria: " Riflessioni ")


Le cose procedono, sebbene da un certo punto di vista sembrano procedere quasi... per inerzia.
Non è detto che non vada bene così, ogni tanto!

Così intanto i Rubber Biscuits fanno un altro concerto e il gruppo si solidifica sempre di più. Registriamo il live (purtroppo con sole 4 piste per problemi logistici), e adesso qualcosa si può ascoltare anche collegandosi al Myspace dei Rubber Biscuits.

Venerdì sera a Limena abbiamo portato in scena Il ritorno di Casanova, una riduzione da Schnitzler proposta in chiave di lettura. Il risultato non è stato male, belli anche gli inserti musicali. Certo è che le letture mi stanno un po’... strette ultimamente, avrei anche voglia di fare un po’ di teatro vero e proprio, ma al momento non vedo in giro nulla che mi suggerisca qualcosa. Aspettiamo.

Intanto procedo col violoncello. A piccoli passi, però vado avanti; non è semplice, però cominciano a venire fuori dei suoni e un po’ più di padronanza c’è (per quanto!). Certo che è uno strumento che ti affascina.

Procede anche il lavoro, Fra un po’ mi muoverò da solo e quindi vedremo cosa salterà fuori, ma va già abbastanza bene. Durante la settimana ho anche fatto una consegna a Torino per un amico, partito col furgone alle 5.30 di mattina. Corri corri corri.

Adesso arrivano anche degli altri lavori da speaker, quindi fra un po’ riaccendo il microfono e via così. Bene dai.

Poi c’è tutto un altro mondo che gira. Non si riesce ovviamente a "comprimerlo" qui dentro. Ma il fatto che ci sia - e sempre di più - muove molte cose, in varie direzioni.



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mercoledì 22 ottobre 2008 - ore 17:04


Il ritorno di Casanova
(categoria: " Fotografia e arte.. ")


Areo che faccio anche Casanova...

Per la rassegna
"Vivi Limena d’Autunno - Un libro in un’ora"
Comune di Limena e Biblioteca di Limena
presentano

Il ritorno di


Venerdì 24 ottobre 2008
ore 20.45
Teatro Falcone-Borsellino di Limena (PD)

Riduzione di Marisa Fracon
dal romanzo di A. Schnitzler

con:

Andrea Bortot: Marchese Celsi
Enrico Frasson: Olivo
Valentina Giglio: Marcolina
Mirko Lazzarini: Sottotenente Lorenzi
Tito Pavan: Casanova
Patrizia Rampazzo: Amalia

musicisti:

Massimo Forese: Violino
Elisa Galligioni: Violino
Giovanna Mineo: Violoncello
Stefano Francescato: Clavicembalo

Enrico Baracco: Immagini e suoni

***

Reading d’autore

Nell’ambito delle serate organizzate dalla Biblioteca di Limena e dal suo eclettico bibliotecario Ivano De Rossi, da due anni a questa parte un gruppo di affezionati lettori ha cominciato a proporre interessanti iniziative, portando in scena delle riduzioni di opere più o meno conosciute. Avvalendosi del supporto di esperti di teatro e di lettura espressiva, il gruppo raccoglie sempre più seguito nei suoi lavori e presenta alla sala teatro Falcone Borsellino di Limena il suo ultimo progetto, basato sulla riduzione di Marisa Fracon del romanzo breve di A. Schnitzler "Il ritorno di Casanova".

***

Notizie sull’autore

Arthur Schnitzler (1862-1931) -viennese- è conosciuto per avere messo a punto un artificio narrativo definito "monologo interiore" per descrivere lo svolgersi dei pensieri dei suoi personaggi. Da tale tecnica fu affascinato Freud che, nello stesso periodo e nella stessa città, andava sistemando le sue intuizioni in una teoria e metodo d’indagine dei processi psichici inconsci chiamata Psicoanalisi.

Numerosi testi di Schnitzler sono stati adattati per il teatro e per il cinema. Ricordiamo tra tutti, la trasposizione filmica di Doppio sogno che con il titolo Eyes wide shut costituisce il testamento del regista Stanley Kubrick.

***

Notizie sul testo Il ritorno di Casanova

Il testo ci presenta l’attempato seduttore (attempato per il periodo: ha solo 53 anni!) preso dal desiderio di ritornare nella sua Venezia, patria proscritta per i trascorsi truffaldini e abbandonata dopo la rocambolesca fuga dai Piombi.
Ma proprio quando il suo desiderio sta per realizzarsi, Casanova s’imbatte in una giovane donna, Marcolina, e la sfida di una nuova e difficile conquista lo fa deviare ancora una volta dai suoi progetti.

Il Ritorno di Casanova richiama alcuni temi cari all’autore:
- l’impossibilità di rivivere la gioventù e una riflessione sulla vecchiaia
- la competizione con il proprio "doppio" più giovane
- l’inganno come forma di relazione
- lo scontro continuo tra Amore e Morte.

E’ un testo in cui s’intersecano diverse atmosfere e registri con perfetto equilibrio: sensualità, ironia, cinismo, speranza, disillusione...proprio come nella vita reale.
Un testo moderno, attuale, malgrado sia stato scritto quasi cento anni fa.

Il ritorno di


Venerdì 24 ottobre 2008
ore 20.45
Teatro Falcone-Borsellino di Limena (PD)

INGRESSO LIBERO


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domenica 12 ottobre 2008 - ore 11:49


Stop & Stare (...?)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi diverte il fatto che questa settimana non mi sia fermato un attimo.
Di solito ho tempi dilatati, ma ultimamente i ritmi aumentano. Se non altro sembro tenere botta, sebbene alcune cose andranno un po’ riviste.

Ricapitolando, in una settimana ho lavorato come service per una manifestazione, ho fatto prove - dopo il concerto al Cafè au Livre - coi Lake (situazione ancora non definita!), ho fatto le prove e un concerto con i Rubber Biscuits, ho fatto le prove per il Casanova (che si rappresenterà non più in biblioteca ma al Teatro Falcone Borsellino, neanche male), ho fatto una serata come attore nella presentazione di un libro al Parco Etnografico di Rubano.
Non contento, ho litigato con la commercialista per delle fatture (ti dicono come farle e poi ti dicono che sono sbagliate: wow, professionalità a mille!) e sono andato a lezione di violoncello (non è mica facile, però che strano! che roba!). Siccome ho del tempo da perdere, mi sto informando per aggiungere un altro SM57 al mio parco microfoni e magari un paio di di-box, che vedo possono risultarmi utili, quindi cerco, mando email, telefono ecc.
Il tutto unitamente al fatto che ho cominciato il lavoro e quindi durante le giornate giro con un furgoncino a scassinare bancomat (di questi tempi, poi!).
Oltretutto, dovrei anche dare una piccola mano per aiutare chi di recente ha preso la palla al balzo e ha cambiato casa. Il che mi ricorda che anch’io devo cambiare casa... prima magari devo trovarne una che mi vada bene.

Teoricamente, la settimana prossima dovrebbe essere più tranquilla. Ahahah, tranquilla. Beh dai forse sì. Ma anche forse no. Vabbè vedremo, mica è un problema. Anche perchè il fatto è che, se fosse per me, mi metterei anche al lavoro su altri progetti, ma appunto sarà meglio che mi dia una calmata prima di intasarmi del tutto.
In realtà, il nuovo progetto c’è già: con due amici, pianista e sassofonista (musica classica), stiamo allestendo uno spettacolo particolare: da preparare con la dovuta calma e attenzione, ma da far partire abbastanza presto.

Mi sono rimesso a leggere un po’ di materiale, sia per questo progetto che per eventuali altri... pesco un po’ di qua e un po’ di là: come gettare una rete e vedere cosa viene su. Anche perchè non puoi solo correre con le gambe, ma devi far correre anche la testa.
O almeno provarci.



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domenica 5 ottobre 2008 - ore 12:22


Rubber Biscuits Live al Don Marco’s
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Giovedì 9 ottobre - ore 21.45
Don Marco’s
via Roma, 42 - Fontaniva (PD)

Rubber Biscuits
TRIBUTO AI "BLUES BROTHERS"



Alberto "Jake Blues" Fiocchi: voce
Riccardo "Elwood Blues" Stecca: voce e armonica
Dario Bano: batteria
Diego Bano: chitarra elettrica
Tito Pavan: chitarra elettrica, cori
Filippo Pavan: basso
Davide Fasolo: tastiere, cori
Giacomo Bettella: sax contralto, cori
Antonio Trabucco: tromba, cori
Francesco Benincà: trombone, cori
Luca Giacometti: sax baritono, cori

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Fonico: Simone Checchin
Organizzazione Rubber Biscuits: Luca Giacometti

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