"NON CERCARE UNA REGOLA,
PER GUARIRE QUELL’ANIMA,
ORA LASCIATI VIVERE...
CON ME"Renato ZeroQueste pagine rappresentano più il
desiderio di un
cambiamento che altro...anzi, direi la
volontà di vedere attuato tale
cambiamento.
Voglio che qualcuno ti travolga,
voglio che tu leviti,
voglio che tu canti con rapimento
e danzi come un derviscio.
Abbi una felicità delirante
o almeno non respingerla.
Lo so che ti suona smielato,
ma l’amore è passione, ossessione,
qualcuno senza cui non vivi,
io ti dico: buttati a capofitto,
trova qualcuno da amare alla follia
e che ti ami alla stessa maniera.
Come trovarlo?
Beh, dimentica il cervello
e ascolta il tuo cuore.
Io non sento il tuo cuore.
Perchè la verità , tesoro,
è che non ha senso vivere
se manca questo.
Fare il viaggio
e non innamorarsi profondamente
beh, equivale a non vivere.
Ma devi tentare,
perchè se non hai tentato,
non hai mai vissuto.
comenasceunafarfalla
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
giovedì 15 giugno 2006 - ore 11:21
Ostinatamente vivi, siamo qua
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...anche oggi!
Evvabbè...speriamo di portare almeno a termine quanto stabilito.
Non che ci sia molto altro da aggiungere.
"E già importante questo presente" ???
PS e continuo a non avere tracce e notizie del mio adorato cd da collezione

PS2 alle 12 è prevista la visita di una papabile nuova coinquilina...
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PERMALINK
mercoledì 14 giugno 2006 - ore 22:51
...dovrebbe ringraziare chi si sente vivo...
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Ancora una volta a piangere...grazie a lui. E dico "Grazie!" perchè sono emozioni ma è di più...è la sensazione confusa e mista di paura, desiderio, attesa, reale sentire, e amore...
come un abbraccio e anche la volontà di essere distaccata.
Infondo la vita è splendida ma nello stesso tempo noiosa, e la mattina quando ti alzi e mangi un cornetto poi che succede? che altro resta? uscire, andare, incontrare ma...ma il giorno seguente è ancora così...e allora parti per Porto Santo Stefano e poi voli in Spagna o in America e ti circondi di chi ti vuole bene o magari ti da un piacere momentaneo...e poi? poi finisce di certo e ti dedichi agli altri...suoni e canti e dai un senso. A me. Tu. Ma io non dò senso che a me. Ancora, circolo vizioso.
"La vita è un dono, legato a un respiro..."
Io dico più ad un alito di vento e alla fine, non quella di "quel" giorno ma quella di ogni giorno.

E oggi finisce in lacrime.
Infondo "Grazie" anche per avere disilluso ogni attesa.
"...e se faremo un giorno l’inventario, sapremo che per noi non c’è mai fine, siamo l’immenso
ma pure il suo contrario..."
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mercoledì 14 giugno 2006 - ore 21:20
O lo trovo o lo trovo !
(categoria: " Musica e Canzoni ")
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mercoledì 14 giugno 2006 - ore 20:37
AAA cercasi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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mercoledì 14 giugno 2006 - ore 20:25
Fermarsi, respirare e ripartire! anzi, partire!
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Distratto amore, vai…
Malato dei segreti tuoi!
Muori e rinasci, quando vuoi, se vuoi…
Negli occhi della gente,
Che non sente…
Gente delusa,
Gente…che non sa chi sei!!!
Per quale strada vai ?
In quale uomo abiterai ?
Distratto amore andrai…
Sempre in cerca di un alibi…
Fermati!!!
Nelle mani, senza scrupoli…
Da chi paga per conoscerti,
In chi non sa più difendersi,
Da chi sceglie un corpo all’anima!!!
Fermati!!!
Fra i pensieri troppo fragili…
Nelle fiale troppo complici,
Nei sorrisi troppo ironici,
Nella troppa solitudine…
Amore, che ne sai…
Dov’e’ finita l’allegria!
…Dove non c’è speranza, un Dio muore!
Nelle corsie occupate,
dal dolore!
Nelle prigioni!!
Fra pareti di follia…
Fermati!!!
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mercoledì 14 giugno 2006 - ore 17:45
Sulle tracce dell’Imperfetto...
(categoria: " Accadde Domani ")
Forse a volte certe cose te le senti, forse il cuore ti fa camminare in direzione esatta dopo che sembravi voler tornare indietro.
Forse...
Stamattina sono uscita per una passeggiata a via Veneto per negozi con mamma, prima della sua ripartenza. Siamo arrivate fino in cima alla strada e il nostro piano era quello di rientrare ripassando da Piazza Barberini. E invece...invece arrivate alla fine, abbiamo scelto di prendere il sottopassaggio che ti porta bel bello a piazza di Spagna.
Piazza di Spagna è adiacente a Via Borgognona. Inevitabile passare "di lì".

Ora, come sempre deserta, o almeno deserta di lui ma stranamente occupata da una vettura nota, almeno per sentito dire...e allora scendo giù, chiedo cortesemente se si aspetti chi io aspetterei... e mi si nega la speranza di averlo trovato, così, per caso. Eppure lo si nomina con confidenza, in modo speciale, come se, anzi, come lo si conoscesse bene. Rimango lì, fissa, al telefono che nel frattempo squilla.

Parlo sommessamente, come se stessi in prossimità di un "evento" e poi riattacco: due occhi chiari mi fissano e domandano al mio precedente interlocutore se io sia lì "per lui"...la risposta è banale, quale non è il sentimento che mi fa camminare su quei ciotoli.
Forse gli occhi chiari lo capiscono, forse lo percepiscono. Mi fanno segno di avvicinarmi: mi si danno indicazioni, mi si chiede di pazientare e di aspettare la venuta della "signora". Esce, elegante, poco sorridente ma affabile, sembra, sale in macchina e la strada è libera, la porta aperta. Quegli occhi chiari, che appartengono, mi si dice, mentre una mano mi stringe, a Gianni, mi fanno entrare e per un attimo mi vivo l’emozione di esserci, di essere arrivata dove volevo e quasi ne soffro...assurdo e forse sbagliato, eppure è stato così.
Mi riprometto di mantenere la calma e mi riscopro tranquilla nel riferire di me e del mio progetto e del perchè mi trovassi a passare di lì.
E così iniziano le chiacchiere, lui, il portiere, che prova a farmi salire ma l’impossibilità, per la mattinata, di ricevere visite e poi i sorrisi, la conferma che le lettere arrivano a destinazione e un brivido all’idea che tre piani sopra "qualcuno" sta facendo colazione con i cornetti appena comperati da chi mi saluta complice, confidandomi che è stata giornata di litigi dopo la doccia, con l’amante.
Mi scuote un pò la cosa ma rimango quasi trasognata, mi vedo dall’esterno e subito dopo riflessa nel vetro della guardiola.
Emergono dettagli, particolari, convinzioni e verità. Ma è bene sentirle, anche se rischiano di far scendere l’ideale, non il reale, e di reale, in tutto questo, c’è l’emozione, la gioia, l’entusiasmo, i pensieri e i sentimenti.
Decido di andare via ma ho l’invito a tornare quando voglio, ci riproveremo, mi si dice.
Forse non vorrei farlo, forse lo sogno talmente che mi sembra impossibile poterlo realizzare, forse se lo realizzassi, finirebbe, ma magari, stavolta, "finire" sarebbe sinonimo di "portare a compimento", "dare valore e senso".
Supero quel portone, sempre chiuso, almeno nei miei pensieri, da oggi aperto...
e con una chiave in più in mano,
quella del portiere che, credo,
abbia un valore!
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martedì 13 giugno 2006 - ore 16:50
(categoria: " Pensieri ")
ho giurato di amarvi un po’ tutti
se soltanto riusciste a capire
ma qualcuno esce fuori dal gruppo
e si lascia pian piano cadere
Sono grato agli zeri del mondo
per la loro assoluta pazienza
perché vogliono, osano, credono
rispettando la loro coscienza 
che sia meglio perdonarsi che voltarsi e andare via...
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lunedì 12 giugno 2006 - ore 22:19
Grazie!
(categoria: " Musica e Canzoni ")
"Totalmente assorbito dal vortice delle elaborazioni algebriche del prossimo impatto con gli Stadi. Il tempo restante è appena sufficiente per la degustazione di omogeneizzati. Assunzione di pozioni vitaminiche. Immersione in alghe gelatinose di un qualunque “Mar Morto” in una vasca appena temperata.
Fortunatamente indenne alla noia del giorno dopo. Perché domani…per me… ha sempre un’emozione nuova. Qualcosa da dire. Una faccia da scoprire. Un altro palcoscenico.
Fortunato ad essere sfuggito alle pillole, agli estrogeni, al viagra e a tutte quelle inutili scorciatoie per ritardare, simulare o peggio, disattendere, l’inevitabile impatto con quello che sarei voluto essere oggi: lucido e più che mai presente.
E lo spettacolo è ancora una sfida inevitabile.
Per me che mi misuro con le mie convinzioni. Per voi che gareggiate al solo fine di lasciarvi con-vincere.
Sarà un combattimento truccato. Lo sappiamo bene, ma ciò non ci disturba.
Perché gli arbitri della nostra sorte sono stonati, cinici. E niente affatto spiritosi.
Perché la nostra vita è talmente nostra che solo noi siamo in grado di capirla. Di odiarla. Di perdonarla.
Sto per cantarvi nuovamente. E questo è davvero un piacere. Che mi permettiate di navigarvi il cuore, la milza, le reni…fino all’ultima piega dell’anima. Io sono ancora solo. E questo è ancora un vantaggio. Perché la mia mente è più libera. Più obiettiva. Perché non subisco filtri. Nessuna sorta di ricatto. Ma non per questo il mio amore è meno serio ed incisivo. Quando si riesce ad amare il mondo, è un premio e non una vergogna. Le vere puttane “si costringono”. Si “nascondono”. Non cantano.
Mettete fuori il sorriso, che arrivo…Che sia bello consistente da scoraggiare un dolore. Che sia fortemente contagioso. Io, un sorriso, quando è sincero, so riconoscerlo. Quello di Nadia. Quello di Federica. Quello di Massimiliano. Quello di Walter. Quello di Barbara…E poi, ce l’ho sempre messa tutta per non permettere che un sorriso si spenga.
Perciò vi aspetto intorno alle mie “note”. Perché le nostre notti non sono mai qualunque.
E la mia voce con la tua…è il giusto contributo alla speranza…"
(Book "Figli del sogno" 2004)
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PERMALINK
lunedì 12 giugno 2006 - ore 09:20
"Attentato"...di tenerezza!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri in Piazza San Pietro...il sorriso mi ha catturata...anche quando sembrava meno probabile, anche adesso che non ne ho voglia, di sorridere...ma di amare si!




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domenica 11 giugno 2006 - ore 05:57
Sogni d’ora...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Adoro mamma ma...non è che russa, ha un respiro strano che alternato e sincronizzato al tichettio delle lancette mi impedisce di dormire.
Sono sul divano dalle 3:30 e questo perchè alla fine ho ceduto, girarmi e rigirarmi non portava a nulla.
Il divano è alquanto scomodo o almeno lo è per me, per dormirci o provare a riposarci mentre dentro mi passa di tutto...
Ci sono delle convinzioni che non ti puoi scrollare di dosso, e la mia più elevata e certa, adesso, in questa fase della mia vita, è la completa e totale adorazione per la
solitudine e il
silenzio... nonostante abbia dormito due ore e in preda ad una strana ansia, mi sento serena o almeno riesco a trovare un lato positivo...vedrò l’alba e avrò dei "colori" da condividere, ricambiandoli.
Pensieri confusi, me ne rendo conto.
Quando viaggi alla ricerca del tuo spazio di sogni notturni, si accavallano nella mente, per strane associazioni di ricordi, profumi e rumori, le idee più diverse.
Ora, mentre mi rigiravo su quei cuscini, ho avuto la sensazione di "assistere" al formarsi delle lacrime nei miei occhi...li ho proprio sentiti gonfiarsi dentro per l’emergere di quelle emozioni che vanno a sbucare fuori, inondandoti...
"
che ne sai dell’origine delle lacrime se non hai mai pianto..."
Identico pensiero.

Perchè non è stato uno studio sull’"apparato lacrimogeno" quanto piuttosto il consapevolizzare e il riconoscere l’attimo esatto in cui, associato ad un pensiero, all’immagine di un terrazzo e di un volto, il tuo cervello, o il tuo cuore, suppongo, fa scaturire qualcosa che deve essere mezzo per buttare fuori (non per buttare via!) il male che ti fa, ancora...e non "lui" o il suo ricordo, quanto la sensazione terribile che vuoi essere protetta, senza tuttavia dover dipendere, vuoi una base solida senza dover dimostare garanzie. Non per egoismo, ma per un’innata libertà...nel senso più alto del termine.
Scorrevo le figure maschili che ho dentro e accanto, o che ho avuto, o che vorrei avere e mi sento come se il terreno franasse...e sempre perchè le vedo sparire, sbiadire, andarsene e lasciarmi con le mie domande...e con la speranza, infranta, che ci possa essere un "per sempre" autentico...indipendentemente dal rapporto, sia esso d’amore o d’amicizia o di fiducia in genere.
Da qui la certezza che il rifugio va cercato altrove, anche se il mio "altrove", per ora, è stato quello più sbagliato. Rimedierò e sono stranamente, e, spero, non ingenuamente convinta che questa non sia la solita vana promessa a me stessa.
Di colpo è saltata fuori anche la voglia di tutte queste cose assieme quasi potessero essere una sola: di gridare, di essere in un altro posto, di tacere.
Unitamente a ciò la paura di avere sbagliato tutto.
Poi mi ripeto che sono sempre troppo rigida con me stessa...rimane tuttavia il sospetto di essere invece un’indulgente che camuffa.
Altro pensiero delle 4 di notte...
Di seguito, la certezza che quando ti esponi troppo e dici quello che davvero "senti" o provi almeno a farlo capire, lo hai perso, lo hai contaminato...amaro pentimento e quasi ammonimento per me.
E ancora, le maschere.
Tra 10 giorni sarò "a casa" e mi accorgo che sono davvero poche, oltre ai "miei", le persone che ho
davvero voglia di rivedere.
Forse sono due e sono le uniche due con le quali dovrò ridere di meno, con le quali non sarà necessario mostrarsi felice, serena, forte...perchè io adesso non sono nulla di tutto questo e chi lo crede, non vede, non vede oltre la maschera che indosso.
E chi credesse di trovare, in questa confessione, falsità, sappia solamente di stare avvalorando la mia tesi: nessuno riesce a vedere davvero.
Credo sia tutto.
Mentre aspettavo l’alba ho anche trovato il titolo per la rubrica che vorrei seguire, quando qualcuno mi affiderà uno spazio da riempire di sensazioni a pelle e "a cuore"...
la appunto per non dimenticarlo, anche se dubito che avrò questo spazio...e anche se, pur temendo che qualcuno me lo copi, il mio copyright di stanotte, sono sicura che non saprebbe renderlo come io l’ho partorito. (Aggiungo a questo, dato che sono sulla scia delle relazioni a catena, che in biblioteca ho trovato e noleggiato il dvd di Rossellini su Socrate. Maieutica del mio essere, oggi).
Insomma se tornerò a Padova, come sento, e se scrivessi...siccome tornerei a Roma senza dubbio mensilmente, vorrei tornarci proprio anche in vista del mio "lavoro"...
"5/30 24/24" ovvero anche "Cinque giorni al mese, ventiquattrore su ventiquattro"
col sottotitolo che "non è affatto quello a cui subito pensate...", è solo il viversi la capitale totalmente e riferirne, in una frazione limitata del mese ( e certo sò che c’è chi obbietterà che i mesi a volte hanno anche 31 o 28 giorni, ma spiegherei anche questo...se scrivessi, appunto), riferirne, dicevo, tutto ciò che sa darmi e dare...
Una città non si vive la notte, fuori, o non solo, io la vivo stanotte da qui, davanti ad uno schermo, "prima dell’alba" e la sento...
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