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![]() Beat Shop, anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ![]() ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: eimar emmegi.75 Feda86 lorj KillerCoke maestron quadriTINO teo77 Zoso83 BOOKMARKS BIG BOYS Cliff & Shadows Tribu (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Terminal Music Hall (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Cabaret - El Maestron (da Arte e Cultura / Poesia ) Coro Voice in Progress (da Musica / Cantanti e Musicisti ) I ROCCAFORTE (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Un grande Liutaio (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) I Delfini (da Musica / Cantanti e Musicisti ) RED CADILLAC BAND (da Musica / Cantanti e Musicisti ) The Shadows Forum Italiano (da Musica / Cantanti e Musicisti ) BEPI & MARIA SHOW Cabaret (da Teatro / Associazioni Teatrali a Padova ) GORDONBAND NOMADI (da Musica / Cantanti e Musicisti ) STARDUST (da Musica / Cantanti e Musicisti ) The Beatles (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Beatles fanclub (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Rickenbacker (da Musica / Strumenti Musicali ) UTENTI ONLINE: |
venerdì 22 dicembre 2006 - ore 08:24 DéjàVu in concerto. Venerdì 22 (domani sera) DéjàVu in concerto. Il gruppo “bis” di doc. Gino torna ad esibirsi allo “Stray Cats” il locale specializzato in musica anni 60 – 70 che si trova in via Della Croce Rossa, esattamente dietro al Media World. Il gruppo propone cover Rock-Blues prevalentemente dei Creedence, Rolling, Cream, Yardbirds e attinenti. Oltre all’ottima musica proposta dai ragazzi, sarà una parata di chitarre Fender Strato e Tele e quindi sarà uno spettacolo nello spettacolo. Ho parlato ampiamente dei DéjàVu diverso tempo fa e quindi urge rinfrescatina… Sono formati da doc. Gino e Lele alle chitarre, avvicendandosi spesso all’assolo e alla ritmica; sono dotati di una sezione ritmica di tutto rispetto con Stefano e “time-machine” Ale, rispettivamente al basso e alla batteria infine Gianky, eccezionale vocalist al microfono che si scambierà spesso con doc. Gino al canto solista. È da un po’ che non li sento e sarò ben lieto domani sera di recarmi allo Stray Cats per riascoltarli. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 21 dicembre 2006 - ore 07:03 John Mayall + Led Zeppelin Dopo la carrellata di “dinosauri” anni 60 della scorsa settimana, ritorniamo a parlare di album-capolavoro . In questo periodo, sto concentrando gli ascolti su questi due favolosi album di alta scuola del rock di tutti i tempi: il primo, “The Bluesbreakers/John Mayall With Eric Clapton” è un autentica università del british blues dove uno degli allievi in realtà è un maestro e se qualcuno è refrattario a questo genere, questo è l’album più indicato per avvicinarsi in maniera indolore al blues. 1966: John Mayall, è un polistrumentista blues, non proprio giovanissimo ed è alla ricerca di un valido chitarrista da inserire nei Bluesbreakers. La scelta cade su Eric Clapton appena uscito dagli Yardbirds anch’egli appassionato di blues. Il risultato è un album capolavoro dove i fraseggi chitarristici si presentano perfetti dalla prima all’ultima nota. Inutile dirlo, il pezzo che mi ha impressionato resta “Hideway”, esempio unico di talento e fantasia di un Eric clapton in forma smagliante. Il secondo invece, è “hard rock” di primissima qualità di un quartetto inglese che non ha bisogno di presentazioni; Il gruppo nasce dalle ceneri degli Yardbirds, un gruppo dove aveva militato Eric Clapton e Jeff Beck; trattasi dei Led Zeppelin o “Diodi Dirigibili” , come li nomina un mio amico in modo divertente ed erano formati da : Jimmy Page (“Giacomino Pagina”) alla chitarra, Robert Plant (“Roberto Pianta”) alla voce, John Bonham (“Giovanni Buonprosciutto”) alla batteria e John Paul Jones ( “Giovanni Paolo Gianni”) al basso… Page e Jones, dopo quasi un decennio trascorso nelle sale di registrazione di tutta l’Inghilterra a fare da balia a chitarristi e bassisti semi-incapaci, decidono di chiamare uno straordinario vocalist dalle tonalità sovracutissime, Plant , più un batterista , Bohnam, che con Jones al basso, ne fa una delle migliori sezioni ritmiche di tutti i tempi. Il successo è istantaneo e con la loro musica ispirata al blues, oscillando tra l’heavy e la ballata acustica, i Led Zeppelin scalano l’Olimpo del Rock. L’album preso da me in considerazione è il secondo, Led Zeppelin II più per motivi emozionali affettivi, che oggettivi. Al di là delle perle “Whole Lotta Love” etc, è “Moby Dick” il pezzo che mi fa venire la pelle d’oca. Ricordo il giorno in cui mio fratello maggiore, arrivò a casa con il 45 giri appena acquistato. Fu una botta tremenda sentire la chitarra di Page suonare in quel modo. Un capolavoro unico, inimitabile, inarrivabile, meraviglioso…. Avevo pure imparato con le mani tutto l’assolo di batteria di Bonham. Per non parlare di “Heartbreaker” con quell’ impareggiabile riff pesantissimo di chitarra e la travolgente “Lovin’Lovin’ Maid” . Da avere. Absolutely!!! LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 18 dicembre 2006 - ore 19:22 60 Christmas Simpatica esperienza quella di sabato in compagnia del "Delfino" Franco che mi ha ingaggiato come chitarrista-corista alla manifestazione organizzata da Radio Birikina denominata “60 Christmas”, trasmessa addirittura in diretta da una stazione mobile dal teatro Astra di Bassano del Grappa. Tra gli altri artisti che hanno partecipato c’erano: “I Chodi”, vecchio gruppo beat bergamasco , gli amici "Uragani", il simpaticissimo "Giuliano dei Notturni", quello del tormentone "Batti in aria le mani", Lorenzo Pilade (poi spiegherò chi è questo personaggio davvero incredibile), “I Delfini” di Franco Capovilla e poi ancora: Franco dei "Califfi" con il quale ho stretto una bella amicizia, "I Camaleonti" di Tonino e Livio, simpaticissimo pure lui, più alto di una decina di centimetri per effetto della sua celebre capigliatura da spauracchio… Livio cercava di convincermi di vendergli la mia Rickenbacker, infine, un tale che sebbene sia in Italia da oltre 40 anni, parla ancora come Stanlio e Ollio... trattassi di Mal, quello di Furia Cavallo del West... Parlerà pure male l’italiano ma canta davvero bene, un vero professionista. Mai vista tanta gioventù… Arrivo alle 18:00 e trovo subito i Camaleonti di Tonino & C. che comincio subito a stressare chiedendogli alcune informazioni sui loro primi dischi del periodo beat, del quale i Camaleonti erano uno dei migliori gruppi in assoluto, prima di passare al melodico. Ma mentre i tecnici installano le apparecchiature audio, mi dirigo al bar per un caffè con il "Califfo", il "Delfino" e il "Notturno Giuliano" ed è qui che con Franco dei Califfi intraprendo un’interessantissima conversazione riguardante gli aneddoti del suo passato con i Califfi e del presente nel quale Franco è impegnato tutt’ora con un musical scritto da lui stesso. Franco per l’occasione si è portato il suo mitico basso Fender Jazz con il quale ci siamo fatti una foto insieme. Con questo basso egli suonò il successo più famoso dei Califfi, la cover “Così Ti Amo” conosciuta come, “To Love Somebody” dei Bee Gees. Al ritorno in teatro scorgo un intero reparto, tra polizia e carabinieri in tenuta antisommossa per sedare un gruppo di animalisti che manifestavano contro l’organizzatore, nonché il presidente di Radio Birikina, Roberto Zanella, reo di aver incluso una pellicceria come sponsor della serata. Tuttavia i ragazzi, nemmeno una decina, si sono limitati ad attaccare alcuni striscioni con prese in giro all’indirizzo di Roberto, appellato dai “facinorosi”come "boaro", consigliandogli di cambiare nome alla sua radio e cioè da “Radio Birikina” a “Radio Boarina”... e vabbè… Mentre aspettiamo il nostro turno di uscita, rimaniamo nei corridoi dei camerini del teatro a chiacchierare con i Camaleonti, con Mal che nel frattempo è arrivato e con il quale mi faccio fare da Franco dei Delfini una foto ricordo, come si faceva una volta con le scimmiette in spiaggia… Do una sbirciatina e scorgo che il teatro è gremito nonostante il prezzo elevato del biglietto che si aggirava sui 20 euro. Noi “I Delfini” saremmo andati in onda alle 22:28 precise, subito dopo l’esibizione di questo singolare personaggio a cui accennavo prima, chiamato Lorenzo Pilade, in arte “Pilat”, un inquietante gigante triestino, vestito di nero che si aggirava come uno spettro per i corridoi. Ma quando è entrato in scena, egli ha esibito doti di grande frontman; accompagnato soltanto da una Fender Stratocaster con la cassa modificata probabilmente da lui stesso, riducendola a mo’ di chitarrina e tra un’irresistibile battuta che mandava letteralmente in delirio il pubblico, egli alternava Rock & Roll anni 50 tipo “Be Bop a Lula”, a dei blues con il testo modificato in dialetto triestino fino ad arrivare ad una versione incredibilmente perfetta e riuscita del “Blues del Mandriano”. Poi finalmente mi hanno spiegato chi in realtà è questo Pilade o Pilat che a dir si voglia; egli non è altro che un “paroliere” che assieme ad altri due, “Pace” e “Panzeri”, scriveva testi di musica leggera per vari cantanti e per Sanremo. Sue le parole di “Fin Che La Barca Va” della Berti o “Nessuno Mi Può Giudicare” della Caselli e qualche altro centinaio di canzoni più o meno famose. Da Sx: Pilat, Giuliano dei Notturni e me. Finalmente entriamo in scena noi che per l’occasione cantiamo dal vivo tre canzoni supportati però dalle basi preregistate, come tutti del resto ad eccetto degli “Uragani” che hanno suonato interamente dal vivo. Poi è stata la volta di Giuliano dei Notturni, sempre saltellante ed “elettrico” con il suo intramontabile “Ballo di Simone”. Ed ecco finalmente “I Camaleonti”, anche loro con le basi che propongono i successi più famosi del periodo “melodico” ovvero, “L’Ora dell’Amore”, “Applausi” cantata da Livio e un successo dei primi anni 70 che anch’io ricordo benissimo vinse un disco per l’estate, “Perché Ti Amo”. Infine Mal, intramontabile vocalist (fra l’altro ieri ospite a Buona Domenica) che ha proposto “Yeeeeeh”, il vecchio successo del suo primo gruppo “I Primitives”, oltre ai successi del suo periodo solista, Furia Cavallo del West compreso. Gran finale , tutti sul palco a cantare con Mal “Satisfaction” anche se io ho preferito defilarmi per scattare alcune foto. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK giovedì 14 dicembre 2006 - ore 21:09 Beat Shop Tiz Equipment 3° parte Da quando si sono formati i Beat Shop, ho quasi sempre usato il mio VOX AC30. Poco prima usavo un FENDER SUPER REVERB che però aveva un timbro troppo “americano” e troppo morbido per il genere e quindi passare al VOX fu naturale. L’esemplare in mio possesso è un modello originale inglese, presumibilmente della metà degli anni 70. Perché specifico “Inglese”? Semplicemente per il fatto che esistono anche i VOX AC30 italiani fabbricati dalla EKO, che negli anni 60 era consociata alla VOX inglese. Per riconoscere gli esemplari VOX “Made in Italy” è sufficiente palpare con una mano all’interno del cabinet sul retro appena sopra gli altoparlanti e verificare che il trasformatore sia installato verso l’esterno sporgendo verso il basso. Per ulteriore verifica basta aprire il retro dello chassis e guardare i potenziometri se sono marchiati “Lesa”. Tuttavia i VOX italiani benché più bassi a livello di qualità, se sono in buono stato, non si differenziano tanto come timbrica dai più quotati “cugini” inglesi. Il VOX si distingue per il suo caratteristico e fascinoso look con tela a rombi che qualche anno fa ho fatto sostituire passando da quella con lo sfondo scuro, ormai lacerata a quella color “salamandra” tanto per dare un tocco più vintage. Non credo esistano amplificatori più affidabili di questo; in 18 anni di attività concertistica, non mi ha mai lasciato a piedi; un vero “mulo”… Per non parlare del peso di questo amplificatore, paragonabile ad un incudine, concentrato per la maggior parte sul trasformatore. Ma le vere qualità di questo ampli sono ben altre; il timbro “tagliente” che caratterizza il “British Sound”, scaturito da due altoparlanti “Celestion” da 12 pollici, elaborato da quattro valvole finali, le celebri “EL84”. Tuttavia, collegando la chitarra sul canale “Normal” , è possibile ottenere un suono più caldo e compresso anche se la maggior parte dei chitarristi predilige il canale “Brilliance”, meglio controllabile da due potenziometri “Treble” e “Bass” più uno, “Cut” (taglio) che effettivamente taglia le frequenze acute. Tutti gli storici chitarristi hanno usato il VOX AC30: Beatles, Rolling, Shadows, Clapton, Page, Hendrix, Becke tanti altri. Brian May dei Queen usa un vero muro di AC30... Tanto ancora si potrebbe scrivere di questo mitico amplificatore che ha contribuito a generare il suono inglese ma mi fermo qui. ![]() COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 13 dicembre 2006 - ore 18:15 Chi mai sarà?.... Sfogliando delle vecchie foto mi è capitata in mano questa che avevo quasi dimenticato di avere. Qualcuno sa chi potrebbe essere questo signore dall’aria serena e dallo sguardo rassicurante che io orgogliosamente abbraccio per l’istantanea ? Ebbene, credo che questo pacifico ometto sia già da qualche decennio entrato negli annuali della storia, poiché egli è stato il “fornitore” del suono del Rock dell’Hard Rock e dell’Heavy Metal e quindi il sound delle chitarre di Pete Townshend, Jimy Hendrix, Ritchie Blackmoore o Jimy Page non sarebbero così come li conosciamo se non fosse stato per lui. Avete capito chi è? È nientemeno che Mr. Jim Marshall, sì… proprio lui, quello dei celebri amplificatori “Marshall” tanto amati dai rockettari e metallari. Lincontrai nel 1993 alla DISMA, la fiera annuale degli strumenti che si teneva Pesaro, ora trasferita a Rimini, già da qualche anno. Per l’occasione egli fu davvero gentile e disponibile e oltre alla foto insieme, mi feci fare l’autografo su un suo depliant ; ricordo che mi venne da sorridere perché il caratteristico logo degli amplificatori è l’esatta riproduzione della sua firma calligrafica. Qualcuno mi rivelò tempo dopo, che Mr. Jim Marshall, abbia quella che noi diciamo, “la venetta di dolce”, cosa probabile poiché ripensandoci, il mio abbraccio fu ricambiato da parte sua molto calorosamente a giudicare da come stringeva il mio fianco, ma potrebbe essere stata soltanto una chiacchiera… Ho rivisto un invecchiato Jim Marshall anni dopo, esattamente all’edizione della DISMA del 1999 tenuta a Rimini e mi ha dato l’impressione di non essere in gran forma a livello di salute. Tuttavia dovrebbe essere tutt’ora vivo e vegeto ed aver superato l’ottantina. Ho letto da qualche parte che Jim Marshall nei primi anni 60, era acerrimo nemico di Mr Jennigs, i progettista dell’altrettanto mitico “VOX AC30” un amplificatore di cui parlerò presto sul terzo capitolo del mio equipaggiamento. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK domenica 10 dicembre 2006 - ore 10:44 Messaggio MMS ![]() Foto scattata ieri sul lungomare di Caorle.Bellissimo. Ormai ci ho preso gusto postare dal cellulare anche perché da qui non ho altri mezzi. Bene, volevo dire che oggi pomeriggio con inizio alle ore 16:00 circa siamo a Piove di Sacco in P.zza del Municipio ad una fiera,di mangerecci.Se passate da quelle parti venite a sentirci. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK venerdì 8 dicembre 2006 - ore 19:50 Messaggio SMS Amici!vi sto scrivendo da Caorle,la ridente cittadina marittima famosa per il suo centro storico simile ad una piccola Venezia e per il campanile pendente quasi come la torre di Pisa. Cè un clima atipico per questa stagione;in questo momento ci sono 15gradi che sommati agli 11 del prosecco che ho appena tracannato con una gigantesca frittura di pesce, fa 26.Burp!... Scusate... Ci si sente domani. Bacio tutti... Tiz. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 6 dicembre 2006 - ore 13:36 Messaggio MMS ![]() Già che ci sono provo anche il funzionamento degli MMS con un autoscatto alla Phil Collins... LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK mercoledì 6 dicembre 2006 - ore 12:17 Messaggio SMS 1° Post dal cellulare. Questo è il mio primo post inviato dal cellulare! E incredibile cosa sappia inventarsi webmaster Enrico in arte Davidoff. Lui sa sempre come stupirci con gli effetti speciali... Grande! Naturalmente ritiro tutto se il post non arriva... Update: Funziona! Potrebbe essere utile per aggiornare in diretta un concerto. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 3 dicembre 2006 - ore 14:14 Beat Shop Tiz Equipment 2° parte Poco prima di passare al repertorio 67/70, usavo frequentemente la Rickenbacker mod. 350V63, ottima per le sonorità primi Beatles. Con il nuovo repertorio, ho ricominciato ad usare la mia “Epiphone” mod.Casino che ho acquistato nel 1994, una chitarra simile a quella che John Lennon usava nel 66, che si rifà alla Gibson 330 che rispetto alle altre chitarre semiacustiche, ha la cassa completamente vuota, (pesa solo 2,8 kg), ha due tasti in meno, monta pick up tipo P90 detti “ear dog” (orecchio di cane) appunto per i due triangoli posti sopra e sotto al pick up che possono ricordare le orecchie di un cane. Questa chitarra l’ho alternata per qualche tempo alla mia ottima Fender Telecaster finché non sono passato definitivamente alla Gibson Les Paul Gold Top P90, anche questa si differenzia dalle altre “comuni” Les Paul” per il tipo di pick up che monta, i “P90”, detti “a saponetta”, molto simili a quelli della Epiphone ma diversi come look. Il P90 è un pick up a bobina singola che per la sua struttura può essere definito un “ibrido” ovvero, una via di mezzo tra il comune “single coil” e l’ “hambucker” a bobina doppia tradizionalmente montato sulle Gibson Les Paul Standard o Custom. È un pick up che avendo la bobina più grande, può da una parte arrivare ad ottenere le sonorità di un hambucker e dall’altra il suono e l’attacco di un single coil. Non a caso con questa chitarra, posso ottenere le sonorità molto simili a quelle di una Telecaster e nello stesso tempo avvicinarmi di molto al suono di una Les Paul Standard. Un’altra caratteristica di questa chitarra è la tastiera che come tutte Gibson è molto larga e avendo l’action delle corde molto bassa aiuta molto il chitarrista nella velocità di esecuzione. Il tale che me l’ha venduta ha giurato che la chitarra è appartenuta ad Omar Pedrini dei Timoria ma non ho ancora fatto accertamenti per questa eventualità. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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