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![]() Beat Shop, anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ![]() ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: eimar emmegi.75 Feda86 lorj KillerCoke maestron quadriTINO teo77 Zoso83 BOOKMARKS BIG BOYS Cliff & Shadows Tribu (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Terminal Music Hall (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Cabaret - El Maestron (da Arte e Cultura / Poesia ) Coro Voice in Progress (da Musica / Cantanti e Musicisti ) I ROCCAFORTE (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Un grande Liutaio (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) I Delfini (da Musica / Cantanti e Musicisti ) RED CADILLAC BAND (da Musica / Cantanti e Musicisti ) The Shadows Forum Italiano (da Musica / Cantanti e Musicisti ) BEPI & MARIA SHOW Cabaret (da Teatro / Associazioni Teatrali a Padova ) GORDONBAND NOMADI (da Musica / Cantanti e Musicisti ) STARDUST (da Musica / Cantanti e Musicisti ) The Beatles (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Beatles fanclub (da Musica / Cantanti e Musicisti ) Rickenbacker (da Musica / Strumenti Musicali ) UTENTI ONLINE: |
venerdì 9 giugno 2006 - ore 13:20 Birra in Moto! Stasera suoneremo alla Festa della Birra. Al 99% saremo privi del tastierista Manuel pertanto si opterà per un repertorio vario elettroacustico con probabile rispolverata al Beat italiano anni 60. Ieri sono andato a dare unocchiatina e devo dire che la festa è proprio organizzata a "doc". La sede è sul parcheggio di fronte alla "Trattoria da Marcello Milan" in zona S. Agostino ad Albignasego però più verso la Mandriola. Stasera tocca a noi e domenica ai Déjà Vu. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 6 giugno 2006 - ore 20:25 Festa della Birra ![]() Programma musicale delle 5 sere. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK martedì 6 giugno 2006 - ore 10:51 (questo BLOG è stato visitato 7000 volte) ULTIMI 10 VISITATORI: Noel, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite Dopo lexploit dei 6000 Noel si aggiudica pure il 7000!!! LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK lunedì 5 giugno 2006 - ore 13:04 The Hollies. Continua questa divertente sfilata di gruppi beat anni 60 con gli “Hollies”, della futura rock star Graham Nash (vedi “Crosby,Stills & Nash”). Gli Hollies, furono dal 64 al 67, in termine di singoli, i primi concorrenti più temibili dei Beatles. Incidevano addirittura per la stessa etichetta, la “Parlophone”. Gli album invece per quanto validi, non ebbero più di tanto seguito e non hanno fatto storia o epoca. Poco più che discreti strumentisti, gli Hollies si imposero soprattutto per gli impasti vocali curatissimi dal cantante Allan Clarke (aveva la voce simile ad un giovane Lennon) e dal contrappuntista acuto Graham Nash abile vocalist nel toccare note acutissime e con la sua particolare voce dal timbro riconoscibilissimo se si ha in mente CS&N nel quale Nash aveva lo stesso compito e cioè quello di cantare tutte le parti sovra acute. Lo stile vocale degli Hollies, manco a dirlo, era ispirato in tutto e per tutto a quello degli “Everly Brothers”, ovvero, Don e Phil Everly, rispettivamente voce bassa e voce alta che con il loro stile canoro hanno influenzato profondamente numerosi artisti rock come Simon & Graunfunkel, Beatles, Beach Boys, Mamas & Papas etc.. Il periodo d’oro degli Hollies, durò fino al 67, anno in cui parteciparono al Festival di Sanremo in coppia con Mino Reitano con il brano “Non Prego Per Me” di Mogol – Battisti. Nello stesso anno, durante una tournee in America, Graham Nash uscì dagli Hollies per dare vita al supergruppo CS&N (più tardi si unì anche Neil Young diventando così CSN&Y) mandando alla deriva gli Hollies. Andiamo con le canzoni: Degli “Hollies, al contrario degli Herman’s Hermits, ho una nutrita collezione di album e cd e quindi ne segue una lista di canzoni infinita che mi piacciono una più dell’altra. Comincio con le covers: “Lucille” di Little Richards ripresa nella versione degli Everly, o “Memphis” e “Too Much Monkey Business” entrambe di Chuck Berry. Il loro successo che caratterizza meglio il loro stile penso sia “Bus Stop” un raffinato pezzo che stranamente arrivò soltanto dodicesimo in classifica. Poi “I’m Alive”, una canzone con assolo di chitarra 12 corde elettrica in netta evidenza, fu ripresa in italiano da “I Rokes”con il titolo di “Grazie a Te”, come per “Listen To Me” diventata “Per Una Donna No”ripresa paradossalmente in italiano da un altro gruppo inglese, “The Sorrows”. “Just One Look” e “Here I Go Again”, riprendono ancora perfettamente lo stile “Everly Brothers” Quasi psichedelica la stupenda “So Lonely” altro pezzo con arpeggi di chitarra 12 corde. “Carrie Ann” è una vera perla che mette in evidenza le capacità vocali sovra acute di Nash. “Yes I Will” è tra le mie preferite in assoluto, essendo un concentrato di vocalità corale. “Stop Stop Stop” e la beatlesiana“On A Carousel” di cui posseggo i rari 45 giri. Forse la più famosa è “Stay” ripresa più volte da altri artisti. In Italia diventò “Resta” degli Equipe 84. E poi ancora “I Can’t Let Go”, “Sorry Suzanne”, “Long Cool Woman in a Black Dress”, etc… Ci sarebbe un’altra ventina di pezzi che vorrei citare… “The Hollies Sing Dylan” (1969), invece, è una raccolta di canzoni di Bob Dylan che fa parte della mia collezione in vinile ma la rilettura degli Hollies alle prese con le canzoni di Bob Dylan è certamente da dimenticare. Se volete reperire qualcosa di significativo degli Hollies segnalo “The Hollies.20 Golden Greats” mentre per sentire i primi Hollies alle prese con varie cover segnalo “In The Hollies Style” e “Stay With The Hollies”. Vi piaceranno… ![]() LEGGI I COMMENTI (13) - PERMALINK domenica 4 giugno 2006 - ore 12:49 The Hermans Hermits Inglesi, di Manchester, gli Herman’s Hermits, hanno venduto dal 1964 al 1968 qualcosa come 17 milioni di dischi! Merito di una musica di stampo beat, accattivante, delicata, fatta di canzoni zuccherine per teenagers e di uno stile vocale morbido e garbato, diventando i beniamini dei giovanissimi inglesi e americani. Ma le notiziole “gustose” di questo gruppo sono altre… Per incredibile che possa sembrare, dietro gli Herman’s Hermits del cantante – attore Peter Noone, c’erano a fare da sessionmen in quasi tutte le incisioni nientemeno due futuri Led Zeppelin, vale a dire Jimmy Page e il bassista John Paul Jones, aiutati da Big Jim Sullivan alla chitarra ritmica, mentre i veri Hermits, si limitavano ad accompagnare Peter Noone in concerto, che aveva una certa somiglianza al presidente John Kennedy . Il successo del gruppo, com’è ovvio, fu soprattutto discografico. Di loro sono riuscito a reperire soltanto un vinile e un cd, entrambi raccolte di successi. È un genere di beat che seppur benfatto non incontra più di tanto i miei gusti. Tuttavia ci sono alcune canzoncine veramente graziose che segnalo: “There’s A Kind Of Hush”, o “I’m Into Something Good” scritta da Carole King che andò prima in classifica nell’agosto del 1964, oppure, “No Milk Today”… Poi ho scoperto che la celebre canzone di Riccardo Del Turco, “Luglio col bene che ti voglio…” è un loro pezzo dal titolo “Something’s Happening” In termini di cover invece, buona la loro versione di “Wondeful World” di Sam Cooke utilizzata di recente per una pubblicità (mi riferisco all’originale) e addirittura un pezzo dei Kinks, “Dandy”. È interessante sentire nelle canzoni degli “Herman’s Hermits”, la perfezione delle parti di chitarra suonate da Jimmy Page, il turnista di sala d’incisione più richiesto di tutta l’Inghilterra e dopotutto riascoltarli così non sono proprio malvagi… COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 1 giugno 2006 - ore 16:51 The Searchers ![]() Qualcuno li conosce? Un gruppetto niente male! Furono “segnalati” dai Beatles, un po’ per “campanilismo”, come uno dei migliori gruppi di Liverpool. Al di là di questo, i “Searchers”, con i più celebri compaesani , dividevano tutti i palcoscenici dei migliori locali del Merseyside, compreso il mitico Cavern avvalorando in pieno le dichiarazioni di Lennon e soci. La loro storia per certi versi è abbastanza analoga a quella dei loro più quotati conterranei anzi, addirittura migliore per quanto riguarda gli inizi. Infatti, nei primi 60" i “Searchers”, facevano la spola Liverpool - Amburgo, Amburgo - Liverpool, tornando nel 63 con un contratto discografico con la "PYE", che li spedì diretti in testa alle charts inglesi già con il primo singolo, "Sweet For My Sweet", cosa che non era riuscita nemmeno ai Beatles con "Love Me Do". Tuttavia cè da dire che "Sweet For My Sweet" era una “sicura”cover degli anni 50, contrariamente a "Love Me Do", farina del sacco "Lennon - McCarteney". Il loro genere era un "beat" classico per eccellenza, estremamente leggero e orecchiabile e per certi versi "rassicurante", basato su ritmiche di chitarra pulitissime e voci in falsetto da rasentare "linfantilismo vocale", se mi permettete il temine. Le cover rock più famose dell’epoca, i “Searchers”, avevano tendenza ad un’esecuzione più sottoforma di “canzonetta”, al contrario dei Beatles ben più energici nel riprodurre cover altrui, basti pensare a "Twist And Shout" o "Money". Tuttavia nella loro produzione ci sono numerose "perle", assai godibili allascolto sebbene per la maggior parte erano versioni di sicuri successi scritti da altri. Una su tutte "Needles And Pins" di cui loriginale era nientemeno che di Cher quando ancora allepoca cantava in coppia con il marito "Sonny Bono" meglio conosciuti come "Sonny & Cher". Forse ancor più caratteristica nel loro stile è un’altra cover del “passato”, “Love Potion N° 9”. Ma la più “gettonata” e famosa è “”When You Walk In The Room” ovvero, la versione originale in inglese di “C’è Una Strana Espressione Nei Tuoi Occhi” ripresa dai “Rokes” di Shell Shapiro. Le mie preferite in assoluto sono, “Take Me For What I’m Worth” e “Don’t Throw Your Love Away”, due stupende ballate elettriche del beat più raffinato. Altre segnalazioni : “What Have They Done To The Rain” farcita di arrangiamento orchestrale, “Sugar And Spice”, infine la cover degli Shadows, “All My Sorrows”, di cui versione fu ripresa in italiano dai Delfini con il titolo di “Il Mio Dolore”. Se avete intenzione di prendere un best dei “Searchers” assicuratevi che i brani sopraindicati ci siano tutti. Non deluderanno… Un’ultima cosa… provate a sentire se quando cantano, il loro accento ha qualcosa di familiare… LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK mercoledì 31 maggio 2006 - ore 07:20 The Kinks ![]() Uno dei miei gruppi preferiti in assoluto sono i “Kinks” di Ray Davis, che allo stesso modo di Brian Wilson dei Beach Boys, era il compositore, cantante, chitarrista, arrangiatore nonché leader indiscusso di questa ottima e originalissima band britannica di cui so ben poco a livello di storia ma abbastanza a per quanto riguarda le canzoni anche se più in termini di “best of” più che dei loro album ufficiali (primo album a parte). Il loro successo più clamoroso lo colsero già all’inizio, nel 1964 con la potente ed aggressiva , “You Really Got Me”, un pezzo di chiara matrice “beat”, che ruota attorno ad un semplice ma estremamente efficace riff di due note di chitarra distorta. Questi riff dal suono aspro, seppure semplici ed orecchiabili, saranno un po’ il marchio di fabbrica del gruppo contribuendo così all’invenzione di un genere detto “garage rock”. Oltre alla musica, ciò che contraddistingue i Kinks sono sicuramente i testi di Ray Davis, intelligenti, mai banali e che affrontano prevalentemente temi di vita sociale britannica, prendendo in giro con sottile ironia i “peccati” e le convinzioni della piccola borghesia inglese, inimicandosi in questo modo, una buona parte di pubblico, ragion per cui i Kinks non è mai stato un gruppo idolatrato dalle masse. La formazione del gruppo prevede oltre a Ray Davis alla chitarra e voce, il fratello allora diciassettenne Dave Davis alla chitarra solista e voce, Peter Quaife al basso e Michael Avory batteria. Nel 64 esce il loro primo album “The Kinks” che a parte i numerosi best in vinile e cofanetti “remastered”, è l’unico della loro produzione ufficiale in mio possesso e nel quale partecipano Jimmy Page e Jon Lord in veste di musicisti sessionmen. Nell’album, ci sono delle vere perle del beat più classico tra le quali “Just Can’t Go To Sleep”, “I Took My Baby Home”, “Stop Your Sobbing”. Non mancano le covers: “Beautiful Delilah”, e “Too Much Monkey Business” di Chuch Berry. Ci sono moltissime altre canzoni dei Kinks che mi piacciono in particolar modo, presenti nelle varie raccolte: grandi “All Day And All Of The Night”, (plagiata dai Doors con “Hello I Love You”) , “Set Me Free” e “I Need You” che riprendono un po’ il tema di “You Really Got Me”. Semplicemente fantastica “Tired Of Waiting For You” una canzone con due incisi, ripresa in italiano dall’ Equipe 84 con il titolo “Sei Felice”. Stessa cosa ha fatto Guccini per i Nomadi traducendo “Death Of A Clown” in: “Il Figlio Dei Fiori Non Pensa Al Domani” cantata dal compianto Augusto Daolio. “Sunny Afternoon” che anticipa un po’ quella che sarà il ritmo di “Penny Lane” dei Beatles. Ma ciò che ho sempre trovato veramente micidiale è sempre stata la chitarra e il rullante di “Dancing In The Street” una cover dove ogni battuta è una vera “pugnalata” in fianco… Segnalo inoltre la mia preferenza per “I Gotta Move” con botta – risposta di riff di chitarra - voce, “Come on Now”, “Dandy”, “Lola” ,"Sitting On My Sofà"...etc… Altra notizia importante dei Kinks é che sono stati i primi in assoluto a scrivere un’opera rock, "Arthur", forse messa in ombra da quella più famosa degli Who "Tommy". Avere almeno un “Best of Kinks” è assolutamente d’obbligo… tanto per impreziosire la propria discografia, non per altro… Grazie a "Pennylane* e all’amico Noel per aver ispirato questo post sui Kinks. ![]() Tired Of Waiting For You Lyrics I’m so tired Tired of waiting Tired of waiting for you I’m so tired Tired of waiting Tired of waiting for you I was a lonely soul I had nobody till I met you But you keep-a me waiting All of the time What can I do? It’s your life And you can do what you want Do what you like But please don’t keep-a me waiting Please don’t keep-a me waiting ’Cause I’m so tired Tired of waiting Tired of waiting for you So tired Tired of waiting Tired of waiting for you I was a lonely soul I had nobody till I met you But you keep-a me waiting All of the time What can I do? It’s your life And you can do what you want Do what you like But please don’t keep-a me waiting Please don’t keep-a me waiting ’Cause I’m so tired Tired of waiting Tired of waiting for you So tired Tired of waiting Tired of waiting for you For you For you LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK domenica 28 maggio 2006 - ore 19:13 White album 2° parte White Album 1° Parte BIRTHAY (Paul) Il secondo disco del White Album, vinile o cd che sia, apre con questa canzone alquanto "festaiola" basata su un giro di accordi blues con un riff di chitarra molto orecchiabile che si imprime nella memoria già dopo il primo ascolto. Il ritmo e la potenza del pezzo diventa sempre più incalzante all’inciso dopo il lungo break di batteria . Paul ha re-inciso la canzone e ne ha fatto un live- single nell’occasione del tour dei primi anni 90. Non è tra i miei pezzi preferiti. YER BLUES (John) Un tremendo blues in 6/8 prodotto dalla vena rock più aspra di John. In suoni durissimi delle chitarre e del basso appesantiscono notevolmente l’atmosfera del pezzo. Strabiliante il passaggio in SOL/SI nella risoluzione, con la chitarra che esegue un fraseggio discendente che da una sensazione di "mozzafiato". Tuttavia i due assolo di chitarra finali nel cambio di tempo tra il 6/8 e i 2/4, ad opera di Lennon, sono abbastanza semplici, direi quasi buttati là senza particolare studio. Memorabili invece gli assolo di Clapton nelle versioni live di "Yer Blues". MOTHER NATURE SON (Paul) Un’ altra di quelle stupende ballate di Paul con giochi di chitarra acustica costruiti intorno all’accordo di RE maggiore . L’intro ricorda vagamente l’arpeggio iniziale di "Michelle". Emozionante l’inciso dove Paul canta, con stile jazzistico, incastrando la voce con le note dell’arpeggio di chitarra su una sequenza di accordi discendente. Semplicemente fantastica! EVERYBODY’S GOT SOMETHING TO HIDE EXCEPT ME AND MY MONKEY. (John) Canzone frenetica e bizzarra di John soprattutto per il titolo che porta: “tutti hanno qualcosa da nascondere tranne me e la mia scimmia”. Il titolo più lungo di tutta la produzione dei Beatles. Il testo della canzone invece è un attacco ironico di John alla stampa inglese per la cattiva accoglienza riservata all’ormai onnipresente in studio Yoko Ono. SEXY SADIE (John) Scritta da John poco prima di lasciare l’India. È un attacco al limite della querela indirizzata al “Maharishi”, il santone indiano del quale John rimase profondamente deluso per il fatto che questo sinistro personaggio sembrava più interessato alle “grazie” delle mogli e amiche, che a insegnare meditazione. John non esita ad appellarlo “buffone” e “cialtrone” cosa probabilmente vera. HELTER SKELTER (Paul) “Heavy metal” a tutti gli effetti. Ho letto da qualche parte che Jimmy Page dei Led Zeppelin avesse partecipato alla sessione di registrazione di questo pezzo in veste di session-man, ma la cosa a me risulta improbabile per il fatto che gli assolo di chitarra non sono certo nello stile di Page. Alla fine del pezzo, dopo la dissolvenza, c’è una coda prelevata da una lunga versione alternativa di Helter Skelter della quale Ringo esausto, urla a squarciagola: “I’ve got blisters on my finger”!!! (ho le vesciche alle dita). Da segnalare l’ottima versione degli U2 di qualche anno fa, dove tutti pensavano fosse in loro pezzo. Ripresa coraggiosamente da Paul nel suo ultimo tour, egli si riappropria del pezzo con la stessa grinta dell’originale. LONG, LONG, LONG, George) Credo sia la canzone più sconosciuta di George con i Beatles. Una struggente ballata “semiacustica” cantata delicatamente da George che si conclude con un grido “fantasmatico” emesso dallo stesso. REVOLUTION 1 (John) Con questo pezzo John da inizio alla sua attività politica. La versione dell’album e sostanzialmente differente da quella più famosa e rockeggiante del 45 giri. Questa è più lenta e più morbida, ed oltre avere i coretti di George e Paul, si differenzia per il testo. L’esclamazione che all’inizio dice: “Take eight!” è prodotta da uno dei tecnici che dall’interfono dello studio annunciava la “registrazione numero otto” senza accorgersi che il pezzo era già cominciato. Un “incidente” volutamente inserito da John nel missaggio finale. HONEY PIE (Paul) Una canzoncina “jazzata” in stile anni 20. Personalmente la trovo abbastanza insulsa. Nel “recitativo” all’inizio della canzone, la voce di Paul sembra esca da un grammofono, con il classico “click” della puntina che sfrega sul disco. SAVOY TRUFFLE (George) Il testo della canzone, fu copiato pari passo da un’etichetta di una scatola di cioccolatini dalla quale il suo ormai inseparabile amico Eric Clapton, attingeva con una certa voracità. Il ritmo e il timbro dei sassofoni, registrati con il microfono all’interno della tromba degli stessi, ne fa un interessante pezzo funky – soul. Mai più ripresa da Harrison nei live. CRY BABY CRY (John) Una delle mie ballate preferite di Lennon anche se l’autore qualche anno più tardo la ripudiò dicendo che la canzone era “spazzatura”. Giudizio troppo severo a mio avviso. In realtà la canzone dal gusto psichedelico, ha un bellissimo giro di accordi, specialmente la sequenza discendente su un solo accordo di Mim nell’inciso. Carino l’effetto “flangiato” sul piano e la voce all’inizio. REVOLUTION 9 (John) Più che una traccia musicale, è un collage di “tape loop” fatto di suoni, rumori e voci senza senso di chiara marca avanguardista che probabilmente andava di moda nel 68 e che piaceva tanto a Lennon. Non credo sia un pezzo da ascoltare più di una o due volte… In quel periodo, John e Yoko Ono, pubblicarono addirittura un album dal titolo “Two Virgins”, con la famosa copertina che li ritraeva ambedue nudi e che conteneva questo concetto di canzoni. Vero “ciarpame alla John Cage” divenuto inevitabilmente amico dei due. GOOD NIGHT (John, canta Ringo) Collocata proprio alla fine dell’album, Good Night è una dolce ninna nanna scritta da John per la voce di Ringo. Bel giro di accordi e grande orchestrazione di Martin. Tuttavia è po’ atipica per lo stile di John da far pensare che il pezzo fosse più di Paul. Finale con “rap”che augura a tutti i bimbi la buonanotte. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 26 maggio 2006 - ore 13:25 ...teresa... Le foto dei Beatles del post precedente erano incluse nella confezione del “White Album” in fase di recensione (vedi post del 19 maggio). Le avevo messe per “distrarre” quelli che aspettano la seconda parte della recensione inerente alle tracce del 2° disco. L’avrei già messa se non avessi perduto la “chiavetta hardware” dove oltre a svariati dati, c’è la seconda parte del White Album salvata in formato “doc”. Ma… tranquilli! L’ho ritrovata …era sperduta nei meandri di un cassetto pieno di cianfrusaglie qui al lavoro. Prima che lo commenti qualcuno, lo dico io ….teresina!!! LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK giovedì 25 maggio 2006 - ore 19:44 ![]() ![]() ![]() LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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