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STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO

ALLA FIERA DELL’EST
Branduardi


Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il toro
che bevve l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E venne il macellaio
che uccise il toro
che bevve l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E l’ Angelo della Morte
sul macellaio
che uccise il toro
che bevve l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.
E infine il Signore
sull’Angelo della Morte
sul macellaio
che uccise il toro
che bevve l’acqua
che spense il fuoco
che bruciò il bastone
che picchiò il cane
che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
Alla Fiera dell’Est
per due soldi
un topolino mio padre comprò.


ORA VORREI TANTO...

Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
ed ho trovato l’invasor.

O partigiano, portami via,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via,
ché mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano,
tu mi devi seppellir.

E seppellire lassù in montagna,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E seppellire lassù in montagna
sotto l’ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno
Mi diranno "Che bel fior!".

E’ questo il fiore del partigiano,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E’ questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!






STO STUDIANDO...

curiosa per vivere...

UN MEDICO
Fabrizio De Andrè


Da bambino volevo guarire i ciliegi
quando rossi di frutti li credevo feriti
la salute per me li aveva lasciati
coi fiori di neve che avevan perduti.

Un sogno, fu un sogno ma non durò poco
per questo giurai che avrei fatto il dottore
e non per un dio ma nemmeno per gioco:
perché i ciliegi tornassero in fiore,
perché i ciliegi tornassero in fiore.

E quando dottore lo fui finalmente
non volli tradire il bambino per l’uomo
e vennero in tanti e si chiamavano "gente"
ciliegi malati in ogni stagione.

E i colleghi d’accordo i colleghi contenti
nel leggermi in cuore tanta voglia d’amare
mi spedirono il meglio dei loro clienti
con la diagnosi in faccia e per tutti era uguale:
ammalato di fame incapace a pagare.

E allora capii fui costretto a capire
che fare il dottore è soltanto un mestiere
che la scienza non puoi regalarla alla gente
se non vuoi ammalarti dell’identico male,
se non vuoi che il sistema ti pigli per fame.

E il sistema sicuro è pigliarti per fame
nei tuoi figli in tua moglie che ormai ti disprezza,
perciò chiusi in bottiglia quei fiori di neve,
l’etichetta diceva: elisir di giovinezza.

E un giudice, un giudice con la faccia da uomo
mi spedì a sfogliare i tramonti in prigione
inutile al mondo ed alle mie dita
bollato per sempre truffatore imbroglione
dottor professor truffatore imbroglione.


OGGI IL MIO UMORE E'...

DECERVELLAMENTO
Vinicio Caposella



Per molto tempo fui ebanista
operaio in borgo d’Ognissanti
mia moglie lì faceva la modista
e in questo modo tiravamo avanti

Quando la domenica era bella
ci vestivamo a festa per andar
in via dell’Euchadé tanto per fare
contenti di veder decervellare

I nostri due marmocchi impiastricciati
brandendo lieti i miseri balocchi
salivan su con noi nella vettura
felici correvamo in via Euchadé

Strozzati tutti quanti allo steccato
menando colpi per meglio veder
cercando sotto i piedi un asse o un sasso
per non sporcar di sangue gli scarponi

Venite, vedete, la macchina girar
Dal ricco ammirate la testa via volar

Eccoci bianchicci di cervella
i pargoli ne mangiano e noi pure
il palotino affetta con livore
e le ferite e i piombi ci godiamo

Poi vedo sulla macchina spaurito
un brutto ceffo che mi torna poco
ti riconosco in faccia bel tomino
ci hai derubati e non mi fai pietà

A un tratto per la manica mi tira
La sposa mia che avanza con premura
Ma sbattigli sul muso un bel piastrone
Che il palotino si è girato in là

Sentendo il suo superbo ragionare
Mi gonfio di coraggio e da insolente
Di merdra al ricco tiro una gran piastra
Che in faccia al palotino si spatacca

Di colpo oltre il recinto son menato
Dalla folla inferocita strapazzato
E son caduto dritto a testa in giù
Nel vortice da cui non torni più

Venite, vedete, la macchina girar
Dal ricco ammirate la testa via volar

Ecco cosa capita a chi ignaro
Passeggia per veder decervellar
In via dell’euchadé da malaccorti
Si parte vivi e si ritorna morti.





















MA CHI HA DETTO CHE NON C’E’
G.Manfredi



Sta nel fondo dei tuoi occhi
sulla punta delle labbra
sta nel corpo risvegliato
nella fine del peccato
nella curva dei tuoi fianchi
nel calore del tuo seno
nel profondo del tuo ventre
nell’attendere il mattino

Sta nel sogno realizzato
sta nel mitra lucidato
nella gioia nella rabbia
nel distruggere la gabbia
nella morte della scuola
nel rifiuto del lavoro
nella fabbrica deserta
nella casa senza porta

Sta nell’immaginazione
nella musica sull’erba
sta nella provocazione
nel lavoro della talpa
nella storia del futuro
nel presente senza storia
nei momenti di ubriachezza
negli istanti di memoria

Sta nel nero della pelle
nella festa collettiva
sta nel prendersi la merce
sta nel prendersi la mano
nel tirare i sampietrini
nell’incendio di Milano
nelle spranghe sui fascisti
nelle pietre sui gipponi

Sta nel sogno dei teppisti
e nei giochi dei bambini
nel conoscersi del corpo
nell’orgasmo della mente
nella voglia più totale
nel discorso trasparente.

ma chi ha detto che non c’è
ma chi ha detto che non c’è

Sta nel fondo dei tuoi occhi
sulla punta delle labbra
sta nel mitra lucidato
nella fine dello Stato

c’è, c’è. sì che c’è.





















Madre Terra
Modena City Ramblers


Fermomès un mumèint e stam ad asculter
la Tèra c’la respira e che ormai l’an gà pio’ fièe
al vèint l’è drée a purter un cant ed dulòur
al sbraj disperèe ed ‘na tèra c’la sta mel
Al treno dal progrès al cor sèimper pio’ fort
a crèom e cunsumom sèinsa mai cunter i mort
ma i cunt a la fin i armagnèn da fer
èt po’ seimpèr scaper luntan, ma intant ì en da pagher
Madre Terra tieni duro
Madre Terra violentata
le ferite sono aperte
ma il tuo sangue nutre ancora il mondo
A’s zoga coi quatrèin, a’s zoga tott i dé
a’s còumpra la prosperitè sèinsa vulters indrée
adèss a sam di sgnòur, inzgner e lauree
ma quèll c’l’era ‘na volta a s’al sam bèle scurdèe
Al sembra cunvenìjnt al zogh dal progrès
pinser c’la vaga bèin e an guarder pio’ in là dal nes
s’a stam ad asculter, s’a tgnom i oc bèin avert
a psom sèinter luntan la vòus ed la Tèra c’la sta mel
Madre Terra tieni duro
Madre Terra tormentata
le ferite sono aperte
ma il tuo sangue nutre ancora il mondo




































I Giardini Di Kensington
Patty Pravo


Peter con le mani e vola via eri in auto uomo e adesso che non vuoi la tua casa lascia e poi scendi in un mondo di poesia sei tu peter tu che kensington vivi?peter..tu che kensington vivi?...TU...
trovi lili i fiori e le fate
in barca lungo la corrente vai con le canne un flauto fai suoni come il grande panfrit....
sei tu peter?tu che kensington giochi?tu peter,tu che kensington suoni? suona ancora cosi...
tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu

e laggiù un giorno chiederai che vuoi rivedere la tua casa le lunghe feste cosi gli addii le gite in barca
tu perdi tempo peter,tu che kensington resti?ooo peter tu che kensington resti??..tu.

dalla finestra chiusa guardi tu e al tuo posto un bambino adesso c’è,
troppo tardi peter pan
tu capisci tu lo sai se la pianti peter tu che a kensington torni?
o si peter tu che a kensington torni??
tu.

magica gioia tu dai,
dolce mio rimpianto dove sei,
nei giardini a kensington un bambino eterno c’è,sei tu peter?tu che kensington vivi?ooo tu Peter...tu ke kensington suoni?suona ancora cosi....
tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu























Michele O’ Pazzo E’ Pazzo Davvero
Rino Gaetano



Piace tanto ai grandi quanto ai bambini
prende tutto e in cambio offre palloncini
ha una macchina a tre ruote e un megafono potente
per poter parlare a se stesso o comunque con la gente
a volte è sporco a volte è nero
Michele o’ pazzo però è proprio vero
gli stracci li ammucchia dentro un cartone
mentre degli oggetti invecchiati ne fa collezione
parla al megafono di politica e di sesso
c’è chi lo ascolta ma per chi no fa lo stesso
crede in un mondo più giusto e più vero
michele o’ pazzo è pazzo davvero
state sereni tutto cambierà domani
avremo tutti una casa di quattro o cinque vani
palloncini nuovi belli e colorati
portatemi gli stracci le carte e i vostri peccati
venite venite è ritornato Michele
















LA CATTIVA STRADA
Fabrizio De Andrè



Alla parata militare
sputò negli occhi a un innocente
e quando lui chiese "Perché "
lui gli rispose "Questo è niente
e adesso è ora che io vada"
e l’innocente lo seguì,
senza le armi lo seguì
sulla sua cattiva strada.

Sui viali dietro la stazione
rubò l’incasso a una regina
e quando lei gli disse "Come "
lui le risposte "Forse è meglio è come prima
forse è ora che io vada "
e la regina lo seguì
col suo dolore lo seguì
sulla sua cattiva strada.

E in una notte senza luna
truccò le stelle ad un pilota
quando l’aeroplano cadde
lui disse "È colpa di chi muore
comunque è meglio che io vada "
ed il pilota lo seguì
senza le stelle lo seguì
sulla sua cattiva strada.

A un diciottenne alcolizzato
versò da bere ancora un poco
e mentre quello lo guardava
lui disse "Amico ci scommetto stai per dirmi
adesso è ora che io vada"
l’alcolizzato lo capì
non disse niente e lo seguì
sulla sua cattiva strada.

Ad un processo per amore
baciò le bocche dei giurati
e ai loro sguardi imbarazzati
rispose "Adesso è più normale
adesso è meglio, adesso è giusto, giusto, è giusto
che io vada "
ed i giurati lo seguirono
a bocca aperta lo seguirono
sulla sua cattiva strada,
sulla sua cattiva strada.

E quando poi sparì del tutto
a chi diceva "È stato un male"
a chi diceva "È stato un bene "
raccomandò "Non vi conviene
venir con me dovunque vada,
ma c’è amore un po’ per tutti
e tutti quanti hanno un amore
sulla cattiva strada
sulla cattiva strada.














TITANIC
Francesco De Gregori



La prima classe costa mille lire,
la seconda cento, la terza dolore e spavento.
E puzza di sudore dal boccaporto
e odore di mare morto.
Sior Capitano mi stia a sentire,
ho belle e pronte le mille lire,
in prima classe voglio viaggiare
su questo splendido mare.

Ci sta mia figlia che ha quindici anni ed a Parigi ha comprato un cappello,
se ci invitasse al suo tavolo a cena come sarebbe bello.
E con l’orchestra che ci accompagna con questi nuovi ritmi americani,
saluteremo la Gran Bretagna col bicchiere tra le mani
e con il ghiaccio dentro al bicchiere faremo un brindisi tintinnante
a questo viaggio davvero mondiale, a questa luna gigante.

Ma chi l’ha detto che in terza classe,
che in terza classe si viaggia male,
questa cuccetta sembra un letto a due piazze,
ci si sta meglio che in ospedale.
A noi cafoni ci hanno sempre chiamato
ma qui ci trattano da signori,
che quando piove si può star dentro
ma col bel tempo veniamo fuori.

Su questo mare nero come il petrolio ad ammirare questa luna metallo
e quando suonano le sirene ci sembra quasi che canti il gallo.
Ci sembra quasi che il ghiaccio che abbiamo nel cuore piano piano
si vada a squagliare in mezzo al fumo di questo vapore di questa vacanza in alto mare.
E gira gira gira gira l’elica e gira gira che piove e nevica,
per noi ragazzi di terza classe che per non morire si va in America.

E il marconista sulla sua torre,
le lunghe dita celesti nell’aria,
riceveva messaggi d’auguri
per questa crociera straordinaria.
E trasmetteva saluti e speranze
in quasi tutte le lingue del mondo,
comunicava tra Vienna e Chicago
in poco meno di un secondo.

E la ragazza di prima classe, innamorata del proprio cappello,
quando la sera lo vide ballare lo trovò subito molto bello.
Forse per via di quegli occhi di ghiaccio così difficili da evitare,
pensò "Magari con un pò di coraggio, prima dell’arrivo mi farò baciare".
E com’è bella la vita stasera, tra l’amore che tira e un padre che predica,
per noi ragazze di terza classe che per non sposarci si va in America,
per noi ragazze di terza classe che per non sposarci si va in America.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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LILAC WINE
Jeff Buckley

I lost myself on a cool damp night
I Gave myself in that misty light
Was hypnotized by a strange delight
Under a lilac tree
I made wine from the lilac tree
Put my heart in its recipe
It makes me see what I want to see
and be what I want to be
When I think more than I want to think
I do things I never should do
I drink much more than I ought to drink
Because it brings me back you...

Lilac wine is sweet and heady
like my love
Lilac wine
I feel unsteady like my love
Listen to me... I cannot see clearly
Isn’t that she coming to me nearly here?
Lilac wine is sweet and heady
where’s my love?
Lilac wine
I feel unsteady where’s my love?
Listen to me
why is everything so hazy?
Isn’t that she
or am I just going crazy dear?
Lilac Wine
I feel unready for my love
feel unready for my love.















PREGHIERA di GENNAIO
Fabrizio De Andrè

Lascia che sia fiorito
Signore
il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo
in mezzo ai Santi
Dio
fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai
sarai contento.

Dio di misericordia
vedrai
sarai contento.




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(da Fotografia / Corsi Online )


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IN QUESTO BLOG NON SI GUARDANO I SIMBOLI MA I PENSIERI!






"Aza ataonao fitia ranon-tambo:
be fihavy, ka mora ritra.
Fa ataovy tahaka ny rano am-pasika:
tsy nampizina hisy, ka nahazoana."

(ohabolana malagasy)


"Che il vostro amore
non sia come l’acqua di un torrente:
scende in grande abbondanza
ma ben presto sparisce.
Sia invece come l’acqua
nascosta nella sabbia:
non ti aspetti ci sia,
ma se ne può sempre attingere."

PROVERBIO MALGASCIO





Non voglio girare il mondo....
VOGLIO SOGNARE DI FARLO!!




IL MONDO non lo abbiamo ereditato ma ...
LO ABBIAMO PRESO IN PRESTITO AI NOSTRI FIGLI!






" Il camminare condiziona la vista e la vista condiziona il camminare a tal punto che sembra che solo i piedi possano vedere " Robert Smithson

"Caminante, no hay Camino, se hace al andar el Camino..." Antonio Machado
("viandante non c’è sentiero, il sentiero si apre camminando....")


http://www.youtube.com/watch?v=1uzn7S7Uuns


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sabato 18 aprile 2009 - ore 14:41


18 APRILE 2009: INIZIATIVA PUBBLICA A VITTORIO VENETO... nuovi modi di vivere!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


scusate per l’ultimo minuto... fra un pò parto.. per chi vuole ed è vicino...


GIORNATE CONTRO LE BIOTECNOLOGIE E L’AGRICOLTURA INDUSTRIALE
Dal 18 al 20 aprile 2009 si svolge a Cison di Valmarino (Treviso) il vertice del g8 Agricoltura proposto dal venetissimo Ministro dell’Agricoltura Zaia, presso Castelbrando una roccaforte abbarbicata sulle Prealpi. Tutto il comune di Cison ed i paesi limitrofi sono zona interdetta e militarizzata.

Per ovviare alla logica della zona rossa e della solita rincorsa dei potenti viene proposto di decentralizzare la contestazione, per moltiplicare le azioni volte ad un modelli di sviluppo alternativi, più umani e sicuramente meno dannosi per il nostro futuro (non solo prossimo!)

La distruzione della terra non si decide in questo vertice, ma si perpetua in tutti i centri di ricerca biotecnologica pubblici e privati, in tutte le fondazioni che speculano sulla devastazione ambientale, in tutte le imprese che nel nome del profitto contribuiscono a creare quel deserto sociale e ambientale che sembra essere sempre più il nostro panorama.

Quindi...
CONTRO IL G8 AGRICOLTURA 18 APRILE 2009 DALLE 15:00
INIZIATIVA PUBBLICA A VITTORIO VENETO (TV) PIAZZA MINUCCI
Ci appelliamo a tutte le individualità e le realtà interessate a cambiare radicalmente lo stato delle cose



per saperne di più....


..........
Agricoltura, guerra e petrolio sono strettamente connesse dal momento che l’estensione dell’agricoltura industriale, mediante progetti corporativi, necessita di un enorme utilizzo oltre che di acqua, anche di combustibile fossile, di cui invece l’agricoltura tradizionale non fa fa uso. La sopravvivenza delle industrie del biotecnologico è parte integrante del sistema di guerra e occupazioni militari che terrorizzano, massacrano ed impoveriscono milioni di abitanti della terra.

Il paradigma tecno-industriale dell’agricoltura imposto ai paesi in via di sviluppo comporta evidentemente la riduzione e scomparsa della biodiversità che caratterizza queste aree, l’estinzione di specie vegetali (e conseguentemente habitat e specie animali), l’erosione del suolo, l’inquinamento delle falde con l’utilizzo di nuovi fertilizzanti chimici, l’avvelenamento del corpo umano coi diserbanti e trattamenti chimici vari, l’impoverimento delle diete tradizionali e che altro...una società superconformista ed altamente gerarchizzata.
..........


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sabato 4 aprile 2009 - ore 21:18


ERONIA...RAPINA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Signora, Dolce Signora
Crudele Singora.

Aiutami tu.

Toglimi gli occhi per vedere.
La testa per pensare.
Il cuore per sentire.

Vedre questo. Non lo voglio più.
Pensare a questo. Non lo voglio più.
Sentire questo. Non ce la faccio più.

Signora, Dolce Signora
Crudele Singora.

Aiutami tu.

Gente che cerca di toccare il proprio dolore.
In mille modi.
Non lo voglio più.

Sapere. Vedere. Sentire.

Gente che non pensa.
Gente che si fa di tutte le false variabili dell’amore.
Non lo voglio più.

Signora, Dolce Signora
Crudele Singora.

Aiutami tu.

Non voglio assistere alla leggerezza della sublimazione della sostanza.
Dell’inganno.
Del Giudizio.
Della persona che non si plasma. Ma si logora nel suo vuoto.
Non voglio più assistere alla distorsione di Te.

Signora, Dolce Signora
Crudele Singoa.

Aiutami tu.

Cocaina.
Eroina.
Morfina.
Ansiolitici.
Anntidepressivi.
Antipsicotici.
Sedativi.
sostanze legali.
sostanze illegali.
Violenze.
morali.
fisiche.
Rabbia.
Mancata comprensione.
Vuoto.

Rimedi placebo per non dire.Per non saltare.

Signora, Dolce Signora
Crudele Singoa.

Aiutami tu.

BASTA.









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sabato 28 marzo 2009 - ore 13:58



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ciao.. ci sono...

ci sono Crusca... ogni tanto passo, ti guardo....

Ciao, ci sono...

ci sono amici virtuali.... ogni tanto passo, vi leggo...

sto crescendo.. sempre... in altri modi...non nuovi ma visti con occhiali diversi...

Ciao



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lunedì 23 febbraio 2009 - ore 11:01


Un vortice.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


tutto tira.
tremila cose per la testa.
lavoro.
sbrigliarsi e scivolare tra gli intrecci oscuri di ambienti a rischio di scandalo, per poter salavre una piccola parte di umanità.
amore.
capire quale sarà la mia strada e chi potrà garantirmi un cuore sincero
vita.
incazzature varie per la politica. lotte per centrali idroelettriche, culture intensive... per il rispetto dell’ambiente in cui viviamo.
Intrecci corrotti di interessi tra il pubblico e il privato..... Prosecco e Melinda avanzano pompando diserbanti e veleni vari...non facendo più respirare la preziosa terra...già colma di pneumatici bruciati da cementifici/inceneritori..... e io quest’aria la respiro... la mangio.. e penso alla terra che di acqua della Piave ne ha gran poca per lavori di dighe e centrali.. e ora ancora... asciutta e messa sotto sforzo a produrre nettare di bacco e frutti del peccato... a produrli in modo massiccio con ritmi che già l’hanno ammazzata.
i piccoli coltivatori già si lamentano... ma poco conta per chi di interesse mondile (il vino e il primo prodotto di esportazione italiana) ne fa un guadagno per le proprie tasche fregandosene di quella terra che ormai non ha nenche più vermi da sfamare.... forse perchè i vermi son già fuori.


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domenica 22 febbraio 2009 - ore 18:46


Due pesi due misure...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


capire quale sia il peso da 2kg risulta arduo in questo momento.

ogni nodo si sbroglierà da solo. meglio non tirare ne aggiungerci acqua.



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domenica 15 febbraio 2009 - ore 17:17


baciata... dal tum tum cia cia....
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questa mattina mi son svegliata... fuori i raggi lunghi e caldi del gran sole.
Mi sono incamminata verso Stramere (la borgata della valle e patrona dell’amore...si dice che la sua fonte benedica il cuore)....oggi era gran festa... arrivo.... un pò di convenevoli di storie e canti di un tempo.... poi.... tre le case aperte....

La casa di Mariano
Martondele e polenta alla griglia tutto fatto in casa (le martondelle sono un insaccato che ha lo stesso impasto nobile del salame... solo muscoli un pò di grasso ma niente interiora)

La casa dell’Oliva
Minestrone di fagioli tutto fatto in casa
Pane e sopressa tutto fatto in casa

La casa di...bhò non ricordo il nome
Figadet e polenta tutto fatto in casa (i figadet sono insaccatti fatti prevalentemente con fegato e poi un pò di polmone)

li... ad aspettare e a liberare la propria testa e il proprio corpo.. quattro chiacchere... silenzio e le carezze del sole....
A casa dell’Oliva mi son persa col gioco delle biglie... una specie di dama cinese alla veneta...

Da Mariano c’era Valentino una piccola porcellina....bisognava stimarne il peso a vista (naturalmente chi lo indovinava si portava a casa Valentino...)... io ho usato Pluto come unità di misura... 12 Kg plutini... Valentino...ne ho messi 26..... ma però trovavi gli esperti che discutevano sugli etti... mmmmhhh... Silvio (l’unico che ha ereditato la tecnica di mio nonno Doro....uno specialista degli insaccati!) mi ha raccontato che i maiali quando vengono isolati dal gruppo possono perdere anche 2-3 kg!!!

Mi son distesa un pò sui prati e ho lasciato che almeno il sole mi coccolasse un pò....

Alle tre....
Iniziava lo spettacolo.... Han portato in strada un tavolo..sopra ci han messo una coperta di fustagno piegata più volte..... poi....i giocatori... l’arena intorno e via....

Tum tum tum.. cia cia cia...4...4..4..5..5...5. ... Tum tum tum... 7...7...5......cia.... Tum tum tum

La mora un gioco proibito dal 1835 nei locali pubblici ed ecco perchè le persone fino a pochi anni fa portavano in strada i tavoli....
Mia mamma mi diceva che da casa sentiva il Tum tum tum...i cia...cia cia.... continui delle domeniche pomeriggio....
ai bambini era priobito andar a vedere perchè spesso le partite si concludevano in grandi risse!!!!....

Dopo un oretta e mezza il sole si è rifugiato dietro san Barnaba.... il freddo ha avvolto la valle.... meglio tornar a casa a bersi un tè caldo....

Ah lo sapete alla fine quanto pesava Valentino?
24,80!!!!!




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sabato 14 febbraio 2009 - ore 21:17



(categoria: " Vita Quotidiana ")


impossibilità di indirizzare la rabbia verso l’oggetto!... Scusatemi per chi legge e non centra un cazzo!


frantumata.
me ne importa poco dei satelliti che girano intorno e non entrano mai in contatto... ci sono ... capitano....

non me ne importa niente delle piccole illusioni.

non me ne impota niente dei sogni che durano poco.

si elaborano con velocità!

Sono poche le persone che veramente entrano in contatto con me.
Non mi servono tante parole.
Poi magari col tempo le cose cambiano. ci si riscopre diversi per stronzate o per modi di gestire la propria vita.... ma mai son stata tradita da quella iniziale sensazione.

ultimo ricordo. la tua mano.
tra la folla.

mai un ossessione solo voglia di conoscerti.

ho perso l’occasione dispiace ma che ci vuoi fare?.
non ti conoscevo.

nessuna ossessione...solo rispetto per come sono andate le cose.

mi hai ferito . non dovevi ritornare così.

di nuovo col cuore e la testa a pezzi!


"Porcelain" - Moby

In my dreams I’m dying all the time
As I wake its kaleidoscopic mind
I never meant to hurt you
I never meant to lie
So this is goodbye
This is goodbye

Tell the truth you never wanted me
Tell me

In my dreams I’m jealous all the time
As I wake I’m going out of my mind
Going out of my mind




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sabato 14 febbraio 2009 - ore 14:00


SETE!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bene oggi giornata dell’ AMMMMMMOOOOOOREEEEE.. sono incazz come un rinoceronte che sta caricando!

1. Io bevo solo acqua di rubinetto.
Anche se sa di cloro...bevo quella.

quella che arriva a Segusino fortunatamente sa di acqua... tranne oggi....

una merda... disinfettante puro.
in bacheca non c’è alcun avviso.

2. l’aria... aria apparentemente buona (apparentemente dato l’inceneritore ex cementificio che bruciava pneumatici a Pederobba... consiglio :tenete sotto occhio i cementifici..) bhè insomma oggi l’aria sa di plastica buciata e vernice

3. ogni volta che faccio la strada per tornar a casa vedo un albero... ce ne sono tanti... ma questo è particolare dato che ha una posizione orrizzontale appoggiato su altri alberi.. naturalmente il tutto in pendenza...e sotto ci son delle case!

4. i trodi hanno strani sacchi d’immondizzia che giaciono da tempo....


COMUNE (leghista!!!!!!!) che cazz.. aspetti... ?????
la mia mail ho capito....spetta spetta che te la scrivo e se non basta aspettami prossima settimana che vengo a rompere un pò le balle!


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giovedì 12 febbraio 2009 - ore 17:42


Private di Saverio Costanzo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La casa di una famiglia musulmana che vive nei Territori viene occupata da un gruppo di soldati israeliani, che concede loro soltanto il salotto.
Molto coraggiosa, la scelta di candidare “Private” all’Oscar per l’Italia. Certo, l’alternativa era “Manuale d’amore”; ma è un caso più unico che raro la candidatura di un’opera prima, com’è quella di Saverio Costanzo (poi la candidatura è stata ritirata perchè s’è scoperta una regola dell’Academy che vietava la partecipazione a film stranieri in cui si parlasse una lingua diversa da quella del Paese produttore del film; e fu candidato al suo posto l’orrido “La bestia nel cuore”). Risulta facile malignare: con quel cognome. Però non è soltanto il film di un “figlio di”, ma è anche, e soprattutto, qualcosa di diverso rispetto al mare magnum di produzioni nostrane tutte sulla famiglia, l’amore, i vizi e le virtù degli italiani. Discreto cinema mediorientale, che ovviamente non si sogna nemmeno di competere con i maestri del cinema islamico; ma va comunque premiata la buona volontà e la scelta di proporre qualcosa di altro dai soliti clichés con cui, negli ultimi anni, abbiamo cercato di conquistare i favori dell’Academy. Sceneggiatura minimale, buona direzione degli attori, fotografia ovviamente povera, sapiente gestione dell’attesa e della suspence. Chissà se il regista si farà: quando avrà a disposizione mezzi più consistenti, lo scopriremo. Intanto godiamoci l’ultimo tocco raffinato, “Perfect Sense” di Roger Waters sui titoli di coda.



DA VEDERE
Un film sul valore del confronto, della comunicazione e della conoscenza




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venerdì 6 febbraio 2009 - ore 21:22


la fine di un DITTATORE...l’inizio di un altro...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ragazzi lo so che magari per voi è un’ovvietà....dicendolo è come se fossi calimero che una mattina si sveglia e dice a tutti di esser brutto e nero....
ma alcune cose devono esser ripetute e gridate all’infinito.....

SIAMO SOTTO DITTATURA!

Il brutto è che non rispecchia i canoni tradizonali di dittatura (?!!!) infatti....

molte persone sono assolutamente inconsapevoli di ciò che sta succedendo e sono convinte che la loro salvezza sia in mano ad una sola persona.

i cambiamenti non vengono decisi mediandosi con un opposizione...ma vengono imposti (considerando la dura battaglia sibilante come ser serpe contro l’opposizione italiana)

le persone sono assolutamente rincoglionite da notizie FALSE date attraverso i mezzi di comunicazione pubblica...effetto dell’ ormai vecchio e oltrepassato Conflitto d’interessi..

Ciò che è passato è qualcosa che mi fa sperar poco in quest italia...


(la sua immagine mi turbava troppo sopratutto in questo momento quindi ho preferito ricordare com un altro dittatore italiano)

SIAMO SOTTO DITTATURA!

La libera informazione è stata incatenata (manca solo internet e poi verrà buttata in un pozzo umido e buio)
La scuola è stata deturpata e così la possibilità che i nostri figli e le nostre future generazioni imparino a crescere in un mondo che li ami e non che usa il terrore per soggiogarli.
La salute è stata privata e violentata.
La giustizia non rischia la corruzione perchè ormai ella stessa ne tira le fila.
I senso di fiducia è scomparso.

La cosa brutta è che la dittatura è in Italia e noi crediamo che nel resto dell’europa sia uguale.....diminuendone così l’importanza.

Siamo stati definiti da altri stati in modo molto elegante.... STATO A STATUTO SPECIALE

dobbiamo chiamare le cose con il loro nome.

IN ITALIA SIAMO SOTTO DITTATURA.

Ho paura.



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