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domenica 1 febbraio 2009 - ore 00:23
I reali motivi di ritardo dei treni
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Blog un po trascurato da circa una settimana per mancanza dispirazione. In questo momento dovrei essere già a letto visto lora della sveglia di domani, ma non ho sonno , dannatamente!
Allora non mi resta che riportare un po di saggezza popolare. Non mi ricordo in che giorno di questa settimana, passando per la stazione di Vigonza-Pianiga (dipinta da writers in modo ordinato e prestabilito), una signora settantenne, rivolgendosi ad unamica, spiegava liniziativa che ha portato alla realizzazione delle opere. Un po stupito dallapertura di questa persona verso questi fatti solitamente "da giovani", mi sono messo ad ascoltare con attenzione. Tutto vero, tutto spiegato correttamente.
Fino al momento clou, quando larzilla signora, denigrando le opere illegali, per il fatto di essere compiute come atti di vandalismo ha testualmente (o quasi) detto ciò:
...perché invece quando li fanno sui treni (i disegni, ndr) sporcano e caricano su noi utenti i costi per la pulizia. E poi, sai quando i pendolari della mattina presto spesso si lamentano dei ritardi... Ecco, in quei casi, spesso, succede che quando i macchinisti vanno a prendere i treni depositati sui binari, li trovano tutti dipinti, compreso il vetro davanti; a quel punto almeno per riuscire a vedere sono costretti a farli pulire. Ecco quindi che il treno parte già con una mezzora di ritardo!
L’essenza dell’essere, di ognuno di noi, è un’entità vaga, non definita. Come si può affermare di essere fatti in un certo modo se poi si è costretti a modificare i propri comportamenti per rapportarsi col mondo?
Attorno a me vivo situazioni contrastanti, un po’ come sono io, ma gli eccessi a volte diventano insopportabili.
Diventa insopportabile l’ostentamento della ricchezza, fatto in modo volontario o forse no, non si capisce bene. Anzi è sempre stato insopportabile, ma una volta me ne accorgevo meno. Le frivolezze mie non sono le frivolezze degli altri e spesso non capisco come certe persone si trastullino nel loro modo di vivere opulento, dispendioso, irriverente e soprattutto consumisticamente egocentrista. Ma non se ne accorgono loro, me ne accorgo io.
Diventa insopportabile ostentare l’essere alla mano, l’essere contro i ricchi opulenti, contro i finti ricchi opulenti, contro i veri ricchi opulenti, è la stessa cosa.
Diventa insopportabile mischiare i due modi di essere sopra descritti in un brodo che chiamiamo società.
E’ l’ignoranza che ci ferma in questo mondo schifosamente legato ai profitti, ai soldi. Non ha importanza se è l’ignoranza dei ricchi o l’ignoranza dei poveri. Sempre di ignoranza si tratta. È perfino banale parlarne. L’apoteosi è quando questi due modi opposti si scontrano e si danno degli ignoranti a vicenda. Alla fine, per non disperarsi, conviene ridere. Perché tanto nessuno se ne accorge. Tutti continuano a preoccuparsi dei loro problemi finti.
Per fortuna rientrando in se stessi si è portati ad appiattire gli eccessi esterni. Spesso però credendo di essere nel giusto generiamo altri eccessi. Eccessi di nomalità, di ipocrisia, di facili analisi del mondo che ci circonda. Ecco che allora ogni tanto bisogna verificare se quello che si è corrisponde a ciò che si crede di essere. E nel caso non corrisponda agire di conseguenza, cambiando o prendendo coscienza della nuova essenza di se stessi.
Sono un po’ stanco di leggere commenti, notizie, pareri, opinioni. Tutti siamo capaci di elaborare discorsi, ma oggi mi chiedevo in quanti saremmo capaci di passare dalla teoria alla pratica. Mi spiego meglio. Si parlava della società attuale italiana. Del fatto che non c’è quel ricambio generazionale continuo, che invece servirebbe, in tutti i settori, per mantenere viva e competitiva la nostra nazione in campo internazionale. Banalissimo esempio in questi giorni la differenza d’età fra il nostro premier e il neoeletto presidente degli Stati Uniti.
A guardare bene però noi giovani (io meno, ma comunque giovane nell’ambito italiano) non siamo indifferenti ai problemi che ci circondano. Ne parliamo, ne discutiamo…. Spesso però ci fermiamo a questo punto. A volte mi sembra di essere in una società ingessata. Si parla, si discute. Ma sempre nell’immobilismo generale. Si arriva solo fino ad un certo punto. C’è poi qualcuno che in nome di qualche ideale scende in piazza e sventola qualche bandiera, ma spesso le proteste non servono a nulla. Tanto le decisioni sono già state prese in anticipo e nulla le può fermare. E questo forse è un segnale che molti non considerano. Nella società di oggi non è più con la rivoluzione, con le idee estremistiche che si può ottenere un cambiamento. In teoria, ma anche in pratica, bisogna riuscire ad intervenire prima che vengano prese certe decisioni, altrimenti ci si ritrova a non poter cambiare proprio nulla. Solo che per riuscirci bisogna studiare, restare informati…
Questo pensiero è scaturito con alcuni amici, parlando di Passante di Mestre e di TAV. Quei progetti non ottengono permessi e approvazioni dall’oggi al domani. Nessuno per esempio sapeva che quando un piano regolatore viene redatto prima viene sottoposto per un mese alla cittadinanza tramite affissione pubblica (lo stesso vale per le varianti). E chi ha qualcosa da ridire può far presente i propri dubbi, indipendentemente dal titolo di studio. Inutile quindi dire che le cose vengono fatte all’insaputa della popolazione. E’ la popolazione che non si informa. E che quando lo fa è ormai troppo tardi.
Strano, ma da un paio di settimane è così che mi sento nella vita reale. Sto perdendo la voglia di espormi, di parlare, di spiegare. Non ne vale la pena, gli altri non ascoltano. O sono noioso io (probabile, ormai) o semplicemente non ho più nulla da dire. In ogni caso non sono neanche rammaricato di tutto ciò. Apatia. Momentanea spero.
Febbre - parte seconda
(categoria: " Riflessioni ")
Ormai è passata, ma dal playpiercing postato laltro giorno, oggi mi sono ritrovato su youtube una cosa spaventosa, dementemente spaventosa (se così si può dire) e senza volerlo collegata anche ai piercing.
Trovata cercando la parola "XANAX" (medicinale per uso tranquillante, volevo capire quale principio attivo contiene) è uscito questo piccolo mostro:
Sarà la febbre - PLAYPIERCING
(categoria: " Pensieri ")
Non è che in verità sia appassionato di queste cose, ma oggi, con la febbre a 38.4 addosso, mi sono svegliato pensando a questa pratica. Non perché abbia intenzione di provare. In realtà ho paurissima di aghi, buchi, ferite, infezioni. Però forse per questo ne sono anche un po’ attratto. Almeno finché lo fanno gli altri.
Tempo fa’ mi sono documentato un po’ e devo dire che all’inizio bisogna avere lo stomaco buono se non si è abituati a vedere certe cose. Poi ragionando, in fondo sono come altri piercings che si fanno più o meno normalmente.
La differenza principale è che questi solitamente vengono applicati per il tempo di alcune performances (così si chiamano). Sicuramente molti di voi ne sanno molto di più di me e potranno correggermi nel caso dica inesattezze, comunque sempre cercando informazioni ho scoperto che si tratta di attività derivate da riti di civiltà passate o poco conosciute. Basti pensare ai classici documentari su certe popolazioni africane, dove si vedono usare aghi o oggetti analoghi che vanno a modificare l’estetica del corpo. E che di attività (chiamiamole così) analoghe ne esistono a vari livelli, ma qui mi fermerei. Se avete voglia andate a cercare.
La cosa artisticamente attraente è che si possono creare figure, disegni, effetti in rilievo e non, applicando aghi e annesse decorazioni un po’ ovunque per il corpo. La cosa che può far un po’ impressione è che si applicano aghi un po’ dove capita.
Altra cosa che ho "ripassato" in questi giorni è che quando si è in tanti bisogna avere pazienza. Non tutti hanno lo stesso passo e non tutti hanno lo stesso senso dellorientamento. Una gitarella di 1 ora e un quarto di salita e 3/4 dora di discesa può trasformarsi in unescursione seria e impegnativa di 3 ore e 50!!
I pendii con inclinazione sopra ai 25° (46,6% scaricano neve in determinate condizioni o sempre se sopra i 60°
Le "determinate condizioni" hanno comunque grosse variabili dipendenti non solo dalle temperature e dallo stato di coesione dei vari strati di neve, ma anche dalla morfologia del terreno sottostante. E poi se vuole staccarsi si stacca!
Al sole non va bene, allombra non va bene: in ogni caso mai fermarsi negli attraversamenti di pendii non esposti al sole o sotto possibili zone di distaccamento.
Meglio salire i canali per la linea di massima pendenza, individuando la traiettoria più sicura e stabile, con gli sci sullo zaino.
Fare sempre attenzione a dove si passa. E a volte anche di più!