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daisychain, 23 anni spritzina di TV CHE FACCIO? * Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * STO ASCOLTANDO ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... ![]() STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) ...tutti quelli che scrivono kon TT le abbreviazioni nel testo tipo sms ke nn si capisce 1 accidente di kuello ke vogliono dire... 2) essere tradita dalla persona a cui piu\' tenevi,sentirti usata e poi derisa alle spalle... 3) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno MERAVIGLIE 1) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto.. 2) svegliarsi accanto alla persona che si ama 3) il sesso BLOG che SEGUO: (In ordine cronologico): Mist Magicpie Departure Stoneroses Ash2ashes ^Alycia^ Phelt Tommyboy Madeinpop Noel Markodude Pennylane* Alex1980PD Molectra Daunt Lucadido Frank_XY Whiskey13 Vitto Nico Fcuk Pogues! Karen Fairy* Peppermint Ilcappio Detta Momo Tarzi Ecce_ Sabry8 Ramones.77 Eimar Gigio9 Gamera Comet MALASANGRE Israfel Mrsick MANUger Thonk Cattyjap Soundpark Kais Lercio Mortiis Juliee Zoso83 Darrell Likeamorgue Scheggia Pol-Fujico Jighen *hide* 1984 Famsincera Sporzia Squalonoir Companera M.organ Demian Violante DrBenWay Siriasun Misia SexToy Post-Punk Rimini MagicThing Dramaqueen BOOKMARKS LEONIDA (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) UTENTI ONLINE: |
![]() ’Qualcuno chiese a Picasso: ’A che cosa servono i tuoi quadri?’ Ed egli rispose: ’Perché non vai da un uccellino che canta e gli chiedi ’A che scopo?’. Perché non fai questa domanda al sole o alla luna? Perché ti preoccupi di me? Se una rosa può fiorire senza ragione, perché io non posso dipingere? Mi piace dipingere, e questo è tutto...’. * venerdì 13 ottobre 2006 - ore 14:42 Illusioni e divagazioni post adolescenziali (o non proprio) In questi giorni di relegamento obbligato a casa (raffreddore), ho avuto un po’ di tempo da perdere, dato che ho per il mal di testa o per mancanza di forze, non potevo fare granchè. Così ho guardato la tv. ’Non guardo la tv perchè sono purista’. No, non non è vero ... faceva figo solo perchè lo dice Eva Green in ’The dreamers’. Comuque, la televisionbe non la guardo quasi mai. Quasi perchè inevitabilmente ti capita di darci un’occhiata, dato che mia mamma si sorbisce tutta la merda che più merda non c’è. Tipo Beautiful, roba della De Filippi, film del cazzo e tutta quella roba che non voglio neanche menzionare qui sul mio blog. Poi viene là da me: "Oh, Chiara, ma hai visto la Valeria Marini ... che ridere! E Miss Italia hai visto chi ha vinto?! Io sono rimasta su tutta la notte per vederlo! " "Mamma, non me ne frega proprio un cazzo!" . E poi dicono che sono i figli! I figli! Usare la tv in modo intelligente, spegnerla al momento opportuno, non rimanere imbambolati davanti allo schermo, non guardare i Teletubbies che provocano attacchi di epilessia! Questi avvertimenti mia mamma sembra proprio ignorarli (ma almeno non si guarda i teletubbies). Ah, e dimenticavo i telegiornali. Se ne sorbisce due-tre al giorno di media. Ovviamente non capendoci un bicchio. Del tipo, gli faccio una domanda semplicissima: "Ma chi è ..." Risposta: "Ah, ma che ne so, bisogna essere esperti di politica per capirci qualcosa, è tutto un casino, dovrei informarmi!" . Ma dico, che cazzo, ti guardi tutti i telegiornali, avrai tratto qualche conclusione! Ormai ho capito che su queste questioni non posso fare riferimento in famiglia (ma anche su molte altre, se è per quello ... In poche parole, devo svegliarmi da sola e fare tutto da me). Innumerevoli poi le discussioni a tavola, dove la tv fa da padrona. Tento di dire qualcosa, almeno di avere un dialogo, non dico chissàcosa. "Stai zitta!" . E così mi tappano la bocca tutto il tempo e alla fine succede che me ne vado in camera mia e accendo il pc. Qualcuno mi ascolterà. Boh, forse neanche. Tutto questo per dire che a casa mia regna l’ipocrisia, la passività, regna la società comunemente intesa. Cultura zero. Voglio dire, i cd, i libri, i dvd, sono tutti miei, tutti nella mia stanza. Ai miei genitori non gliene sbatte proprio niente di tutto questo. Di leggere non ne hanno la pazienza e "mi fanno male gli occhi!" ; guardare un film = sonnifero; la musica non la sopportano. Vissuti negli anni ’60-’70, eh! Avrai ascoltato qualcosa dei Pink Floyd, ma che dico, voglio troppo, basta qualsiasi cosa di quegli anni! "Mah, ascoltavamo Battisti ... sì, Beatles e Pink Floyd, ma cantavano in straniero e non si capiva niente ". Cantavano in straniero. Quest’espressione mi fa troppo cadere tutto. Quindi la tv è l’unico mezzo per trarre qualcosa dal mondo di fuori. Ma attenzione. Da un mondo fittizio. Forse qualcuno non si rende ben conto che ciò che avviene all’interno di quella scatola non ha un vera e propria corrispondenza con la realtà. ’La televisione è lo specchio della società’. La società ne subisce solo le conseguenze, dell’elettrodomestico in questione, muta e varia seguendo le mode, gli idoli, le espressioni mediatiche. Succede che a volte ci sono ristrette minoranze che battono sul tempo l’elettrodomestico. E qui entra in scena la net . Internet ci può salvare. E’ il messia. Diventerà una tv on demand , come diceva un mio prof, che, cazzo, aveva pienamente ragione. Troppo all’avanguardia! Finalmente avremo noi in mano il potere di scegliere ciò che vogliamo vedere o non vedere. Non ci verrà mai più propinata quella merda fatta da gente ormai in là con l’età, maschilisti, pornografi e ignoranti ( qui sto generalizzando). Sembra che ci siano i cosidetti pari diritti. Come nella rivoluzione francese, uao!, egalitè, fraternitè, libertè. Sembra, eh. Nella net avverto una solidarietà fra gli utenti (o non so come chiamarla), non più un rapporto di chi-arriva-per-primo-è-il-più-figo e degli altri never mind the bollocks (here’s the Sex Pistols! ) . Ci si scambiano pareri, notizie, musica, video, si organizzano concerti, festival. Di tutto di più. Gratis. Ma non lo diciamo ad alta voce, perchè ci potrebbero sentire e qualcuno a caso potrebbe distruggere tutto questo, e privatizzare i nostri terreni e rovinare il nostro piccolo mondo virtuale (piccolo così per dire, notare myspace quanti milioni di persone conta! ). Ho perso il filo, sto divagando, come sempre. Almeno sul blog mi ero promessa di non scrivere papiri, di non annoiare i miei lettori con le mie paranoie. Quello di scrivere tanto era il mio problema durante i temi: "Massimo cinque colonne di foglio protocollo". Oh, merda! Il bello è che ce lo ricordavano verso la fine, così dovevo star là a cancellare paragrafi su paragrafi, di cose che volevo comunque dire, ma che non avrei mai messo nero su bianco. Come nei temi, si arriva alla conclusione: quello che volevo dire è che qui a casa mia non mi sento per niente capita, nel senso più profondo, da intendere quindi passioni, idee, ideali. Tutta la mia persona, in fin dei conti. La mia voglia di conoscere, andare oltre, è negativa? Finirò come Ulisse nel folle volo dantesco, Ulisse che sfida dio e alla fine viene punito? I miei me l’hanno detto chiaro e tondo: "Ma cosa ti serve andare all’università? Tutto quello che devi sapere non l’hai già imparato sui libri ... Beh, sappi che noi non te la possiamo pagare tutta...". Balle. Un sacco di balle. Il loro desiderio era quello di vedermi in un cazzo di ufficio bancario dopo cinque anni di ragioneria, come tutti i tuoi cugini. Si beh, proprio io, che non ci capisco una mazza di calcoli, numeri, soldi. Sarebbe stata la carriera perfetta. Invece ho scelto tutt’altro, se è vero che siamo liberi di scegliere (non è vero, appunto). E se poi sbaglio, amen, almeno c’ho provato. Ma non vale la pena di tentare comunque, di provare a fare qualcosa di diverso, di andare oltre le nostre possibilità? E magari capire che in fondo quelle possibilità le abbiamo assolutissimamente e crederci davvero? E’ un male? No, in fondo è solo la tua vita, l’unica che puoi vivere. E io voglio cercare di vivere, perchè, molte persone, in realtà fanno finta di vivere quando invece sono morte dentro . Si guardano da fuori, guardano vivere la loro vita, che è quella di qualcun’altro. Lasciatemi tentare. E se questo mio entusiasmo fosse solo un’illusione giovanile, un’idealizzazione della vita, la parte buona della mela che nasconde i vermi ... beh, lo scoprirò molto presto. LEGGI I COMMENTI (13) - PERMALINK giovedì 12 ottobre 2006 - ore 11:14 VELVET GOLDMINE "Friends say it’s fine Friends say it’s good Everybody says it’s just like rock and roll I move like a cat Charge like a ram Sting like a bee Babe I want to be your man Well it’s plain to see You were meant for me Yea I’m your toy Your 20th century boy Fly like a plane Drive like a car Ball like a hound Babe I want to be your man 20th century boy I want to be your toy 20th century boy I want to be your toy" ( ’20th century boy’ , T Rex) "I giovani d’oggi hanno assunto una nuova tendenza rispetto ai figli dei fiori. I capelli lunghi hanno lasciato spazio ai lustrini, agli zatteroni e a un gusto nuovo per il glamour, alla nostalgia e all’esagerazione. ’Londra sta migliorando’ ’Per me è uno scandalo ...Branchi di checche vestite da femmine! Che altro inventeranno?’ " (dal film) Il film ’Velvet Goldmine’ è del 1998; racconta l’ascesa e la caduta di una star, di un mito (d’invenzione) glam rock degli anni ’70, Brian Slade (interpretato da Jonathan Rhyys Meyes). Tra gli attori principali, si annovera anche Ewan McGregor, che interpreta la parte di Curt Wild, cantante rock irriverente e sfrontato dalle movenze alla Iggy Pop ( da sottolineare che Ewan canta dal vivo e le performance sono tutte frutto della sua bravura) : "Il mio ruolo è decisamente ’rock’. Pantaloni di pelle strettissimi, stivaletti ... Inizio la mia performance e divento sempre più trasgressivo, fino a insultare la folla di hippy che assisteva al mio concerto. In fondo, nella vita, io volevo diventare una rock star! " Altre facce conosciute compaiono in questo film, come i PLACEBO, che camuffati in una glam band tutta paiettes e lustrini, cantano ’20th century boy’ dei T. Rex, in una performance che più azzeccata non si poteva! Alla produzione del film, partecipa anche Michael Stipe (REM) : "E’ vero, forse i costumi erano ridicoli, ma ci si divertiva! " (parlando di quegli anni) Il regista, Todd Haynes: "Nei miei film cerco sempre di affrontare temi che mettono in discussione il concetto di identità e tutte le idee preconcette sugli esseri umani. La nostra cultura ’prescrive’ un preciso sile di vita, mentre il mio film è un omaggio a Oscar Wilde, in chiave pop. " J. Rhys Meyers ( ossia Brian Slade) : " Il film è pieno di contraddizioni, proprio come negli anni ’70. Io stesso mi contraddico spesso, dico una cosa e ne penso un’altra. Non so ... niente è semplice. Niente è chiaro, tutto suscita perplessità ". "L’uomo non è se stesso quando parla in prima persona. Dategli una maschera e vi dirà la verità. " LEGGI I COMMENTI (9) - PERMALINK mercoledì 11 ottobre 2006 - ore 11:27 Kate Moss impone a Doherty di lasciare la band (?!) Ci aveva già provato un tempo Yoko Ono con i risultati nefasti che tutti conosciamo, ora anche Kate Moss sta mettendo il naso un po’ troppo negli affari musicali del suo fidanzato, Pete Doherty. Certo i Babyshambles non sono i Beatles, ma la band è ugualmente entrata in crisi dopo che - a quanto sembra - la top model ha suggerito a Pete di sciogliere il gruppo e diventare solista. Risultato: le ultime date del tour inglese sono state annullate. Sembra che l’imposizione sia stata dettata dal timore che, secondo Kate, Pete potrebbe ricadere nel tunnel della droga attraverso le sue ’vecchie compagnie’. A questo punto, sono in forse anche le date italiane dei Babyshambles, che cmunque sono confermate: il 21 a Rimini, il 22 a Torino e il 23 a Roma. (Cara Moss, se mi fai perdere le Pipettes per andare a vedere Pete a Rimini che manco si presenta, la colpa sarà tutta tua - e comunque, fatti i cavoli tuoi) ![]() Kate ha seguito Pete in alcune date del tour inglese, cantando varie canzoni tra cui ’La belle e le bete’ ( cioè, deve soltato ripetere ’Is she more beautiful than me?’ circa dieci volte ... ) LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 9 ottobre 2006 - ore 22:14 IN REALTA’, L’ADSL NON ESITE! La tecnologia dovrebbe renderti la vita facile. Almeno, ho sentito così. L’adsl si rompe. Sarà colpa mia, che premo con troppa ’delicatezza’ sul pulsante rosso, sarà proprio il pulsante, o forse tutto insieme. Mah. Fatto sta che oggi pomeriggio mi mobilito nell’ardua impresa di cercare un nuovo modem dell’Alice. Non sapendo dove andare, mi reco dal Media World, che lì c’è tutto, c’è pure l’ultimo aggeggio tecnologico-cybernetico arrivato in tempo reale dal Giappone. Vuoi che lì non ci sia?! All’entrata, un adetto alla sicurezza o che cacchio era, mi ferma (io intanto andavo dritta incurante delle sue urla). Non capisco che bicchio vuole da me. "Metti il sacchetto qui" . Il sacchetto dove c’era l’adsl vecchio. Penso. Sono venuta qui apposta per cambiarlo e questo tizio sconosciuto me lo vuole sequestrare?! Sì beh, avrei potuto tirarlo dietro al commesso oppure usarlo come frisbee contro una tv al plasma, così, in un momento di schizofrenia. Capita, eh. Boh. Glielo dò, non c’ho pensato su molto. Il damerino mi prende di scatto il sacchetto e vuole infilarlo in una borsa grande, arancione. Prima però, guarda cosa c’è dentro: "Ma cos’é? " "Ahem, l’adsl, quello per internet ..." "Mai visto ... ma devi cambiarlo?" "Eh, sì! " . Ho dovuto spiegare cos’era un adsl, e che problemi aveva questo cazzo di modem. Il tipo continuava a parlare, ma io non ero andata lì per questo, a dire il vero. Così giro e giro per l’ipermercato, mi perdo fra i cd e i libri, alla fine decido che forse è meglio cercare la zona dei cellulari e compagnia. "Devi andare in un centro Telecom" , mi dicono. Uh gazz. Va ben, vado a ’sto centro Telecom. E dove sta?! Uscendo, quello della security si ricorda di me (purtroppo) così mi ferma (di nuovo) e mi chiede se alla fine ho combinato qualcosa, e altre menate bla bla. Mi dice che il centro è a TV. E andiamo a TV. Per farla breve, alla Telecom risulta che l’adsl non l’ho comprato. Non è a noleggio. Insomma, sul computer risulta che non ce l’ho proprio. Cioè, non esiste. A parte questo, prima di comprarne uno nuovo, siccome il mio modem in realtà sarebbe a noleggio, devo chiedere il codice guasto al 187 e soltanto dopo, lo compro. Quelli di questo numero me ne avrebbero mandato a casa un altro gratuito ... dopo un mese. Eh beh, tanto non ho niente da fare, cosa vuoi che sia. Ritorno al centro e il commesso ormai stanco di vedermi e io stanca di vedere lui, mi dice che se lo voglio, invece di aspettare un mese, lo posso comprare. "Beh, okkei ... basta che internet mi funzioni, cioè, mi serve anche subito, se è per quello ... Insomma, datemi questo cazzo di modem e non ne parliamo più" . Non ho detto proprio così, ma più o meno. Quindi ora sono adiesseelle munita. Dalle ore 20, per essere precisi. E non voglio più sentire questa parola. A-D-S-L. Mai più. Mi fanno male le gambe e ho il mal di testa. Il traffico mi ha messo di malumore. I’m destructed. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 6 ottobre 2006 - ore 13:48 ASOLO PART 2° - l’America, la pace, noi ci crediamo. *continuazione del post sotto, circa. Ieri sera ritorno di nuovo ad Asolo. Mi prendo un caffè, per svegliarmi un attimo. Vado a sedermi fuori sui tavoli di questo Caffè Centrale, e chi mi trovo ancora?! Le due tizie bionde e l’interprete. Uh gazz. E’ destino. Beh, li saluto. Mi siedo per conto mio : "Ma siediti qua, no?!" . Vabbè, se proprio insistete! Sinceramente non sapevo bene cosa dire, anche perchè erano dei perfetti sconosciuti ... e non mi ricordo come, mi trovo a parlare in inglese con la signora chic-ccosa bionda accanto a me. E’ bella, ha i capelli corti, un bel sorriso e degli occhi che trasmettono voglia di vivere. Quasi felicità. E’ piuttosto elegante, ma non ha per niente l’aria di una fighetta newyorkese. Appunto. Scopro molte cose. Tipo che lei è da New York, abita a Manatthan, vicino al World Trade Center, ma solo da due anni, quando sono crollate le torri gemelle lei non c’era. E’ ad Asolo per una settimana e mi racconta che è stata per la prima volta in Italia tanto tempo fa, a 17 anni. Mi chiede cosa studio, così le spiego dell’accademia e solite cose, di Venezia ... "Ah, I love V-E-N-E-Z-I-A! ". Mi racconta che la sua prima passione è stata la pittura, poi si è data alla ’pelicola’ , e che non è così facile. Poi ha aggiunto che sarebbe curiosa un giorno, di vedere qualcosa di mio. Eh??! Il cielo si fa buio, continuano ad arrivare amici di questa Nina Roseblum, e le sedie attorno al tavolo sono troppe. Alla fine rimango lì con un signore mis-sconosciuto che mi ’traduce’ il dibattito tra Toni Jop e ENRICO GHEZZI. Ghezzi, programmatore Rai, quello di Blob e Fuori Orario su Rai3 (a destra sulla foto) : I discorsi toccano vari campi: politica, giovani d’oggi e di ieri, Paris Ilton, democrazia e totalitarismo, l’arte non più connessa con la realtà ... Pensieri così, senza un vero filo logico, pure associazioni libere di idee, con intervento del pubblico. Prima di questi due simpatici personaggi, c’è stata la performance provocatoria di un tizio in accappatoio che si denudava e rimaneva in camicetta (trash) e mutande (alla Bridget Jones, tipo). Oh my god. ( ’Fotoromanzo’ performance di Mx_Massimo Tantardini ) . Accalappiava qualche malcapitato dell’audience, tra i tavoli del bar, e questi doveva porgli una qulasiasi domanda. In quel momento, veniva scattata una foto, come in un fotoromanzo, appunto, e sarebbe stata spedita fra un mese a casa dello spettatore. "Fatemi qualsiasi domanda ... sappiate che quello che posso rispondervi è solamente NON LO SO" . Il signore seduto con me mi dice che le cose più belle della serata sono due: questa frase, ed io che sto a parlare con lui. Ma arriviamo al clou della serata. Al Teatro Duse, proiezione di questo documentario sul padre della tizia americana, Walter Roseblum. Odddiomio. Ora mi rendo conto con chi ho parlato tutto il giorno, senza manco saperlo. Walter Roseblum è questo tizio qui . Ohhhcristo. Famoso fotografo degli anni 30-40, newyorkes fino alle ossa, amore sfegatato per il proprio luogo di nascita, in questo caso Pit Street, a Manatthann, dove ha scattato le sue foto più famose. E bellissime. * la foto-poster che dicevo ieri, in bianco e nero, del ponte, è questa: Il fotografo è morto proprio quest’anno. Il documentario risulta commuovente e interessante. Walter assomiglia in maniera impressionante alla figlia, hanno la stessa voglia di vivere. Questo trapela anche da ciò che dice, oltre che dall’aspetto fisico. Molte cose mi hanno colpito in quello che raccontava nel film, e in cui mi ritrovavo. Tipo che nelle persone cerca ciò che c’è di bello, e che tutto sommato ha una grande fiducia in esse, perchè altrimenti non potresti averla nemmeno su te stesso, e figuriamoci se ce l’avresti nel lavoro che fai. Se non credi nemmeno tu sul tuo lavoro o nelle tue passioni, è tutto completamente inutile. Dice che fotografare non è stata una scelta, ma una necessità; come il pittore sente il bisogno irrefrenabile di dipingere un quadro, o lo scultore, il musicista ... "E’ così, e non so il perchè " . Assolutamente vero. Alla fine del cortometraggio, Nina ringrazia e si commuove, molti gli applausi. Ci tiene a spiegare il suo punto di vista rispetto a ciò che accade ora nel mondo: "Quello che l’America sta facendo ora è orribile, e se mio padre fosse qui, ribadirebbe che la guerra è inutile, perchè appunto l’ha vissuta (combatteva con gli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale ) "Quello che mio padre andava cercando, era un mondo migliore, e ora come ora, la cosa che più vogliamo, è la pace nel mondo! " . Mah. Solite cazzate pacifiste americane, mi viene da pensare. Che poi la pace, si sa, non ci sarà mai. Puoi migliorare le cose, ma la pace, beh, è un ideale ormai sorpassato, appartenuto agli hippy degli anni ’60-’70 emarginati dalla società e invasati delle loro filosofie anacronistiche e arcadiche. Bello sì, peccato che la realtà sia un’altra. Dal mio punto di vista, è tutta una contaddizione, parlando di quel posto là, oltreoceano, chiamato America; essa è tutto e niente, dice una cosa e ne fa un’altra, si proclama stato democratico ma allo stesso tempo censura a manetta, la pace sì ma l’avremo con la guerra, ricchezza e povertà che vanno a braccetto e tante tante altre cose. Ma il modo in cui lo dice lei, Nina. Così, sorridente, commossa, ci crede davvero. Ascoltando le sue parole, sembra tutto così reale, così fattibile, così bello e non più soltanto un’utopia collettiva. E per un attimo, uno soltanto, ci credi davvero anche tu ... # pictures of Asolo: ![]() LEGGI I COMMENTI (11) - PERMALINK giovedì 5 ottobre 2006 - ore 15:42 Asolo c’ha i V.I.P.S (very important people) Stamattina mi sveglio molto presto (dopo una notte mezza insonne - come tutte, ultimamente) e dato che strano ma vero, non ho niente di urgente da fare, del tipo ho tutta la mattinata libera, tra l’ozio e attività mentalmente/fisicamente/socialmente utile, scelgo quest’ultima. Vado all’Asolo film festival, così, d’improvviso. Prendo la macchina e parto. Dato che l’ottimismo qui è di casa, non porto via ombrelli e cappa-uei (adottiamo il life-style british, insomma) e ovviamente inizia a piovere. " English summer rain, seems two last four ages" . E OVVIAMENTE è colpa della mia maglietta viola, colore che continuo a portare (e forse non dovrei) visto che non credo alle baggianate superstiziose-gatto nero-scala-sale e via dicendo. Arrivata, spunta il sole. Bellissimi paesaggi si aprono intono a me ( ’tiutho intorno a te’ ) , e mi avvio a cercare il bus navetta De Zen che porta fin su al centro della cittadella. Io ho una paura allucinante delle salite (anche perchè non penso di saperle fare e non vorrei morire in retromarcia, grazie! ) ed Asolo è ’leggermente’ in salita ... In poche parole, la montagna non fa per me. Devo andare al caffè centrale. Secondo la logica, dovrebbe chiamarsi così perchè è collocato al centro, in piazza, insomma. Esatto. Ma non vedo molta gente, e nessuno è dentro a guardare film, nonostante tutta la pubblicità progresso sparsa per le viette. Chissefrega, chiedo qua a qualcuno ... Becco un tizio con il sigaro che mi spiega che sì sì è qui ma deve ancora iniziare. Chiedi al ragazzo qua che ti spiega tutto. Mi giro, c’è un ragazzo della mia età, penso, riccolino, occhialuto, che con imbarazzo mi racconta del programma ecc ecc (cose che sapevo già, ma il vecchio insisteva! ). Mi offre un caffè. Ci sediamo e lui si scioglie un attimo. Mi racconta che studia a VE qualcosa sul cinema (che ora non ricordo) e che conosce gente della mia accademia, così abbiamo qualcosa di cui (s)parlare. Aggiunge che Andy Warhol ha una regia del cazzo, e mi spiega il cortrometraggio scontato e banale di una tizia, parla di trasformazioni di mostri e di Kafka. Nel frattempo, al bar arriva gente. Il vecchio fa le presentazioni. Io non c’entro nulla, ma li presenta pure a me: "Questo è (qualcosa) De Chirico ... " " Ahem, piacere Chiara" (primo pensiero: scavare una buca e sotterrarsi). Il ragazzo mi dice che questa è gente famosa, mica bazzegole, registi di cortometraggi e film. Ah. Stefano, si chiama, fa parte dell’organizzazione del festival. Deve fare delle cose che gli ordina il vecchio con il sigaro. "Portati dietro anche la Chiara ... " . Eh??! Cosa????! (anzi: cazzzzovuoi?! ). Così, ormai sono incastrata e lo seguo. Si aggiungono altre due tizie bionde, una parla inglese e l’altra è da Pordenone. C’è anche un tizio che funziona da interprete. I nomi non li capisco, specialmente quello della signora chic-ccosa anglofona, che è strano, qualcosa che a che fare con le rose. Mi viene poi spiegato che lei è lì ad Asolo per presentare un cortrometraggio su suo padre e sullo sbarco in Normandia. Guardo nel programma: documentario, regia di Nina Roseblum. Addentrandoci per i vicoletti, arriviamo al fulcro dell’organizzazione: una casa-mansarda-factory, un laboratorio in continuo mutamento, dove ci sono tre personaggi che lavorano da tutta la notte davanti al pc e scartofie varie. La signora vuole fare una foto con tutti mentre teniamo in mano un poster. Il poster era relativo al suo cortometraggio: una foto in bianco e nero di un ponte. Io riesco ad eclissarmi dietro gli scaffali. La storia è ancora lunga, ma alla fine me ne torno in centro e Stefano mi offre pure un passaggio in macchina - Ma no dai, per 10 minuti non serve! (Asolo+macchina = aiuto! ) ’Ma no, figurati, tanto mi tocca passare per di là!’ (oh merda! ) . Bene, alla fine me ne torno a casa senza aver visto neanche l’ombra di un fotogramma e dopo aver dialogato con vips a me sconosciuti. Comunque stasera il vecchio mi ha ordinato di tornare perchè non posso perdermi questo e quello . Il programma è sul post sotto. Enjoy! ![]() da: ’American beauty’ LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK lunedì 2 ottobre 2006 - ore 18:07 IL LAVORO NOBILITA L’ANIMO, MON AMOUR! Beh, gli ultimi tre giorni lavorativi sono stati alquanto massacranti. Frustranti. Monotoni. Depressivi. E molti altri aggettivi. Io odio quel lavoro, con tutto il cuore, e ovviamente, se non fosse per i soldi-perchè mi tocca farlo (è un circolo vizioso) , andrei a impiegare il mio tempo in modo più costruttivo, chenessò, andando al pub o a sentirmi qualche gruppo roghenroll, o basta soltanto vedere gli amici, che involontariamente, vengono trascurati. Mi dispiace. E non sopporto quando ti dicono: "Beh, stai a contatto con la gente, i clienti ..." . Detto terra terra, i clienti mi stanno tutti in culo, specialmente quelli più cafoni che quando ti parlano ti guardano le tette ( e anche qualcos’altro) e quelli che fanno battutine a doppio senso quando dici qualcosa che può essere frainteso. Dio, non pensavo esistesse ancora gente così in giro. Che schifo. Poi ci si mette pure il pizzaiolo, called Federico. Merita una description. Anca queo no xè mia tanto normae. Ha 36 anni (lo so perchè a luglio era il suo compleanno) anche se ne dimostra meno. Tutto sommato sarebbe anche un bel ragazzo, ma certe volte, quando apre bocca, ti cade proprio tutto. Ma tutto, eh! Discorsi insensati, pensieri venati da pregiudizi e frasi fatte, battute che vanno a ricadere sempre lì (chissà dove ... ) e due-tre argomenti da ripetere a piacere, che sono donne-sesso-calcio. Da questo, sembrerebbe un tipo affetto da sindrome adolescenziale prolungata e può apparire una persona immatura e infantile (cioè, forse lo è, sto ancora analizzando). Rimango stupita quando lo vedo in bagno (in bagno! ) che legge. Legge un libro! In bagno legge un libro mentre si lavora. Cosa del tutto normalissima, secondo lui. Sì, certo, lo fanno tutti, sì sì. Legge libri sulla filosofia indiana/buddismo e cose così. Ah, lui? Meditazione, riflessione, yoga. Ambè. Questa cosa l’ho scoperta da altri, perchè non lo ammetterebbe mai di fronte a me (e quando gli chiedo: "Cosa stai leggendo?" lui: "Ma niente ..." ) . Non lo ammetterebbe mai perchè una sera c’è stata una discussione abbastanza accesa in cui lui sosteneva che Nietsche era un pazzo, e la sua filosofia era tutto frutto della pazzia, e che non dovevo star dietro a queste cazzate e (per esteso) tutta la filosofia non serve a niente, come nemmeno la storia, perchè tanto di Mussolini ce ne saranno sempre e l’uomo non imparerà mai dai suoi errori (la questione era più complessa, ma il succo è questo). Adesso se ne salta fuori con questo corso di chitarra (elettrica però) e allora viene lì e mi chiede questo e quello (del tipo: "Ma la chitarra classica ha quattro corde di metallo e due di plastica?" - cioè, non ho parole! ) , e che quando diventerò famosa io come chitarrista (?!) verrà a vedermi per tirarmi le banane in testa (perchè proprio le banane!? Non erano pomodori, di solito? mah ... ). E quando i clienti gli chiedono: ’Ma com’è la Chiara?!’ (dato che sono relativamente nuova) lui: "E’ meravigliosa!" ( e mi fa il sorrisino idiota - questo si chiama lecchinaggio! ). E quando mi chiama (ovviamente per aiutarlo a far qualcosa, seh seh, aspetta e spera): "Chiara ... mon amour! " . Veramente. Oh my god. Faccina da messenger con sguardo allibito. Sono io. * Segnalo l’ASOLO FILM FESTIVAL, ossia un festival internazione dove vengono proiettati film e le opere che partecipano al concorso. Mercoledì 4 si parte con Nam June Paik , passato alla storia come l’inventore, il padre, il guru della video arte. Sabato video del movimento Fluxus (anni ’70 ). Domenica speciale su Roger Waters. Il programma è QUI. ![]() ’T. V. Cello with Charlotte Moorman’ Nam June Paik, 1971 LEGGI I COMMENTI (12) - PERMALINK sabato 30 settembre 2006 - ore 14:41 I KNOW A MOUSE AND HE HASN’T GOT A HOUSE Il punto del sondaggio (OMICIDIO DI UN CANTANTE ITALIANO): voti complessivi: 71. L’attentato verrà preparato per Fabri Fibra/Mondo Marcio (23 voti), sì perchè pa’ faceva stare male ma’ e sarò preciso, 4 anni ( .. ); a seguire il Meneguzzi (votato anche dalla sottoscritta - si, perchè non se ne può più delle sue canzoni petulanti dove lei lascia lui-lui in paranoia-le decida la canzone-e da ripetere mille volte); Dirisio con il suo amico che vende il tè (ma sei sicuro che vendesse foglie di tè e non di qualcos’altro?! ... mah! ) si accaparra ben 11 voti; Ramazzotti (9 voti) ormai o va in pensione o si rimette con la Hunziker e siamo tutti contenti; la nuova rivelazione della musica italiana (punk, rock?! oddio ...) fa accapponare la pelle solo alle teenager - e io ormai non lo sono più (8 voti); invece il Tiz nazionale diciamo che è quello ch esta più simpatico ai visitatori del mio blog, votato solo da 7 persone. Non male dai. Rendo ufficiale la cosa che finalmente studierò chitarra in modo serio. Seriusly. Gess. E non mi affiderò più ai boyfriend (con cui si combina ben poco, in effetti). Diciamo che era anche ora, da due anni che ho per le mani questa guitar (classica) e non poterla suonare - che tristessa - ma ora che c’ho i skei, finanzio tutto da me (si, figuratevi se i miei mi pagavano il corso, tsè). E non è che aspiro a diventare una cosa come Jimi Hendrix o una Beatles (cioè, manco mi passa per l’anticamera del cervello) ma mi piacerebbe strimpellare qualche canzonicina, tipo questa. Per dirne una a caso, eh. LEGGI I COMMENTI (13) - PERMALINK giovedì 28 settembre 2006 - ore 22:06 OH MY GOD! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK giovedì 28 settembre 2006 - ore 15:36 LA FILA DI DESTRA. UMORISMO INGLESE, EH! Direi che il mio dovere l’ho fatto. Esami finiti. Per adesso, si indende. Non voglio più vedere immagini photoshoppate e sinceramente mi sta nauseando pure il pc, dato che a causa sua avrò perso qualche diottria in questi giorni (già sono orba di mio ). E a proposito dell’università, ’fanculo ai prof che arrivano in ritardo di due ore e tu aspetti dalle 9 di mattina fino alle 2 ... se ti va bene. Per star dentro 15 minuti. E intanto fumi sigarette e colloqui con il malcapitato di turno che deve sorbirsi tutte le tue chiacchiere nervose e allucinate (le mie). Don don don ghiropppp. Nel frattempo impari cose nuove sul powerpoint da ’degoldificare’ ( proprio così, è un neologismo! ). Non mancano poi i simpaticoni che ammicano con una battuta di cattivo (pessimo, orrendo) gusto: passo per la segreteria, c’è un po’ di gente ammassata e non si capisce dove siano le due file. Che palle. Dico tra me e me (parlando con la mia amica, cioè, non parvalo proprio da sola): "ma dov’è la fila qua? E’ proprio una fila all’italiana ..." . Il tizio davanti (uno studente ormai datato) si gira e mi fa: "Una è qua e una è là - me le indica (c’ero arrivata fin qui, comunque!) ... dipende se hai votato destra o sinistra! ". Ridacchia con una tizia di fianco. Io lo guardo con una faccia tipo lo smiley che c’è su messenger, e nessuno di questi rende l’idea. Sto zitta. "Scherzavo, eh! " Ah ah ah. Sono verso la cosidetta fila destra (se quella è una fila ... ). "Ah, comunque destra no di sicuro! "dico. Il tizio ganzo ritorna serio. Si rigira dall’altra parte. "Proprio umorismo inglese, eh?! " , dice la mia amica sottovoce, da dietro. Ah, la fila all’italiana. Di destra. LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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