1) Sentirsi esplodere di gioia, di furore, sentirsi onnipotenti, essere sospesi in aria a venti centimetri dal suolo e avere così la conferma di essere VIVI PER UN MOMENTO.... 2) Sentire che per qualcuno tu conti davvero 3) Realizzarsi nella vita. Riuscire a essere indipendenti e saper contare solo sulle proprie forze. 4) essere in una zona affollatissima.. salire in un punto dove chiunque ti può vedere e mandare tutti affanculo! ps: con sorriso sulle labbra e entrambe le dita medie alzate al cielo! 5) l'odore del vento fresco appena prima di un temporale, e poi sentire la pioggia che cade su tutto, e per un attimo riesce a lavar via ogni dolore
"La natura è indifferente al bene e al male, al dolore e alla giustizia." Però l’uomo, anche se appartiene alla natura e segue le sue leggi biologiche, aspira a un mondo diverso in cui ci siano anche giustizia, amore, felicità e bellezza. A un mondo ideale. E, in base a questo ideale, giudica se stesso e la natura. --> leggi di più
Qui c’è sempre qualche spunto su cui poter riflettere: Alberoni
" Mi piace molto vivere , morire proprio no ... penso sarà l’ultima cosa che farò"
"La droga modifica i rapporti fra maschi e femmine, altera il processo di innamoramento."
very funny cats! look at min 3:06 and 3:28
pochi Pensieri sfusi in divenire
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I silenzi dellEuropa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
di Franco Venturini
Chi ha paura di Nicolas Sarkozy? Il capo dell’Eliseo, è vero, si muove con la discrezione di un carro armato. Libera ostaggi dalla Libia al Ciad e spera di farlo anche in Colombia, alza il tono sul nucleare iraniano, maltratta una intervistatrice troppo curiosa, gioca al grande mediatore nei vertici europei, contrappone la sua grinta a quella di Putin, scuote il santuario della Banca centrale europea, evoca un nuovo ruolo di Parigi nella Nato e prospetta una improbabile Unione mediterranea. Poi arriva a Washington per dire che «si può essere amici dell’America e diventare Presidenti della Francia ».
George Bush esulta, i partner europei molto meno. Cosa si è messo in testa speedy Sarko, vuole essere più atlantico dei britannici, più attento all’Est dei tedeschi, più mediterraneo degli italiani e degli spagnoli? Dietro tanto attivismo non c’è forse il solito nazionalista francese, in bilico tra neoliberismo e neocolbertismo? Se sono questi gli interrogativi che accompagnano l’irruenza di Sarkozy, confessiamo subito di non saper fornire risposte adeguate. Sul fronte interno come su quello internazionale il Presidente della Francia resta per molti versi un enigma strategico in attesa di verifica. Ma un elemento, questo sì, salta agli occhi sin d’ora: il suo diverso coraggio politico rispetto agli altri leader europei.
Cosa fanno costoro mentre Sarkozy si agita, certo per riportare in prima fila la Francia ma anche per non far sparire del tutto l’Europa degli Stati? Angela Merkel è prigioniera della Grande coalizione e delle sue personali cautele. Gordon Brown fatica a diventare quel che deve essere, cioè autorevolmente diverso da Blair. José Luis Zapatero concentra le sue energie all’interno e predilige il profilo basso all’esterno. Romano Prodi paga l’alto prezzo di una instabilità politico-istituzionale che rende l’Italia poco credibile. Incapaci di contare insieme i leader europei sembrano progressivamente rinunciare anche all’ambizione di contare singolarmente, danno l’impressione di voler uscire dalla Storia con i loro silenzi e le loro inerzie. Proprio mentre il mondo occidentale, in primo luogo grazie agli errori dell’amministrazione Bush, somiglia sempre più a quell’orchestrina che suonava sulla tolda del Titanic. ARTICOLO COMPLETO
L’uomo e le gerarchie che dominano la natura
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Circola da tempo una strana idea: che la natura sia egualitaria e sia invece l’uomo a creare le differenze sociali, di classe e di potere. Che i cani siano tutti cani allo stesso modo e lo stesso per i gatti, i pinguini, i piccioni, i pesci. Ma non è così. Nella natura vi sono inesorabili gerarchie, dominati e subordinati. Fra i piccioni, il simbolo stesso della mitezza e della pace, la gerarchia è segnalata dall’ordine di beccata. Prima becca il maschio dominante, poi tutti gli altri in ordine di rango. E ci sono individui e gruppi dominanti dovunque, a partire dai pesci fino agli animali superiori e ai primati, con gli individui inferiori tenuti a distanza e discriminati nel cibo e nel sesso. Il sistema di disuguaglianze è la base stessa della concezione di Darwin della selezione naturale. Ogni individuo compete con gli altri per il rango sociale che dà diritto al maggiore e migliore cibo, al maggiore e migliore sesso, quindi alla maggior possibilità di sopravvivere e di riprodursi. Sono solo i vincenti che sopravvivono, gli altri non ce la fanno e scompaiono dalla faccia della terra. Tutti questi comportamenti continuano anche nell’uomo. I grandi conquistatori, pensiamo a Gengis Khan o a Tamerlano, si sono impadroniti delle ricchezze dei vinti, li hanno uccisi o ridotti in schiavitù, si sono presi le loro donne con cui hanno procreato figli. Ma quello che in natura è un fatto immodificabile, nella specie umana è stato contrastato. Fin dall’antichità sono sorte religioni e filosofie che hanno condannato la violenza e la sopraffazione, che hanno giudicato negativamente l’ostentazione della ricchezza, il sopruso e l’arroganza. Che hanno sostenuto che tutti gli uomini sono uguali, ed elogiato l’altruismo e la generosità. Certo, anche oggi le persone più ricche e potenti hanno gli alloggi più lussuosi, gli yacht più grandi e le donne più belle. Ma non sono loro a riprodursi di più. La selezione naturale descritta da Darwin funziona al contrario: hanno più figli i poveri, oppure i cristiani, gli ebrei, i musulmani osservanti. E anche nel campo sociale ed economico è un brutto segno quando la differenza fra i ricchi e i poveri cresce. Quando pochi guadagnano milioni di euro all’anno e tutti gli altri devono vivere con mille euro al mese o anche meno. Vuol dire che non c’è espansione economica, che non c’è creatività, energia, volontà di fare. Vuol dire che la vanità revale sul merito, e troppi si sono rinchiusi nel proprio egoismo. di Francesco Alberoni
too much love will kill you
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Im just the pieces of the man I used to be Too many bitter tears are raining down on me Im far away from home And Ive been facing this alone For much too long I feel like no-one ever told the truth to me
About growing up and what a struggle it would be In my tangled state of mind Ive been looking back to find Where I went wrong Too much love will kill you If you cant make up your mind Torn between the lover And the love you leave behind Youre headed for disaster cos you never read the signs Too much love will kill you Every time Im just the shadow of the man I used to be And it seems like theres no way out of this for me I used to bring you sunshine Now all I ever do is bring you down
How would it be if you were standing in my shoes Cant you see that its impossible to choose No theres no making sense of it Every way I go Im bound to lose Too much love will kill you Just as sure as none at all Itll drain the power thats in you Make you plead and scream and crawl And the pain will make you crazy Youre the victim of your crime Too much love will kill you Every time Too much love will kill you Itll make your life a lie Yes, too much love will kill you And you wont understand why Youd give your life, youd sell your soul But here it comes again Too much love will kill you In the end... In the end.