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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
sabato 26 luglio 2008 - ore 11:58
Ricorrenze
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi avrei proprio voglia di mezza tazza di the.
Ma, il Cappellaio proprio non vuole tagliarmela...
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venerdì 25 luglio 2008 - ore 17:58
Stasera...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...se qualcuno passasse per il passo fiorine verso le 11,
si troverà nel mezzo del
SUMMER STARLIGHT FRIENDSHIP CHILL OUT demi-alcolique PARTY OLE’2008 ma probabimente non se ne accorgerebbe neppure...

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aggiornamento del dì dopo: festa mesta.
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giovedì 10 luglio 2008 - ore 17:39
Vacanza cicladica supergiovane
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Olè.
Party mode: on
TUNZ TUNZ A CIODOOOOO!
Tranzolli, raga: skazzo zero proprio,
state kinder
e i sumeri a casa a sklerare.
Yea.

...
...
Non sono credibile eh?
Vabbè: porto i cappellini a cono e le lingue di Menelik...
Si torna il 19 per chi mi cerca...
Adieu.
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giovedì 3 luglio 2008 - ore 20:38
Autostima feeding
(categoria: " Vita Quotidiana ")
perchè a volte una pessima giornata di lavoro gira bene per una frase... " You are the man, Luca! I’ll tell your boss he’s not paying you enough... I am going to bring some Marston’s Pedigree for you next time I’ll come to Italy..."
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lunedì 30 giugno 2008 - ore 23:28
Rondò...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
... alla Turca...
Qualche settimana fa mi trovai sulle sponde del Mar Nero.
Nero come il colore del Nord ottomano.
Ponto eusino, dicevano i Greci.
Sè visto:
Nave costruita in strada:

Carbone,

che nel dar da mangiare a migliaia,
ha lasciato ferite nere incrostate di cemento e carne,
in una costa che poteva essere stupenda:

Si è oziato quando possibile:

ma anche sgobbato sotto il sole

si è approfittato dell’ospitalità turka:

non si poteva rifiutere il çay...

...dappertutto, a tutte le ore...
si son visti mestieri d’altri tempi,

in villaggi dove da 200 anni non vedevano stranieri
e si faceva da attrazione
Si sonviste condizioni di lavoro da Thiessen-Krupp:

Si son fatti incontri simpatici,

ecco Ciukino:

Ci si è bagnati le mani mentre il "Mar Accogliente"
accoglie il sole per la notte


Si è mangiato pesce fritto & raki e si è chiacchierato con i nervi distesi.
Si son sentite le urla dei tifosi turchi, si è visto una rissa in strada dal balcone come fosse un televisore, si è arrivati l’ultima sera nell’hotel a cinque stelle quando la piscina ormai era chiusa...
Si tornava a casa con un bel sorriso.
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venerdì 27 giugno 2008 - ore 17:13
A Wonderful Summer...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...on a Solitary Beach 4 puntate precedenti CAYO LARGO 2008,
scena quarta e ultima. Ci si sveglia e si decide di dare un’ultima chance al depliànt.
Trenino.
Il temporale del giorno prima ha pulito il cielo oggi dannatamente limpido, la brezza è fresca e non porta nessun odore di alga marcescente.
Mi avvicino alla riva passando per le piccole palme di cocco, mi arrogo un ombrellone ed una sdraio, e...
Diamine: ci siamo.
QUESTO è il Caribe da cartolina...
QUESTA è la stucchevolezza in cui volevo crogiolarmi, almeno un giorno della vacanza (perchè rimango pur sempre un cetaeo da scoglio, non da spiaggia...)

Mentre sorrido lobotomizzato dal panorama, sento una voce che mi chiama
"Ehi, tu, ci sembri simpatico: dai che facciamo conoscenza"
"Piacere, io son la Francesca, lui è il Marco, lei la Patrizia e questa l’Ilaria"
Dopo i convenevoli e risposte abbozzate a
"e che ci fai tutto solo qui?"
Scopro che questo simpatico gruppetto e piuttosto bene assortito, dai 22 ai 29 anni, dalla fanciulla fuori di testa ed esuberante al tipo posato e bonario.
Ci si vedrà spesso nei giorni a seguire, senza nessun impegno nè orario, e si scambieranno chiacchiere simpatiche e si berrà in compagnia in totale tranquillità.
Scopro subito che a Dalmine (ho taciuto fin d’ora del simpatico ma acuto accento orobico del quartetto) non c’è molto da fare, che la gioventù locale mediamente compensa col drogarsi, scopare a vanvera, bere senza criterio.
Mi han raccontato, come fossero normalissime, storiacce da raccapriccio...
O
TEMPORA
O
MORES
!

Una delle fanciulle avvista in spiaggia un barista autoctono con la fogliolina di Maria Juana sul cappello: subito si informa se sull’isola si possa trovare un po’ di ganja: "Eh, si devono pur provare i prodotti del luogo"
Bonariamente la guardo strano esagerando lo sconcerto
"Daaaai, - quasi mi rimprovera di pensar male - io guarda che poi mi drogo poco, sai: sono almeno quattro anni che non prendo cocaina!"
Trasecolo.
Primo perchè facendo due conti aveva SMESSO di pippare a diciannove anni, ma soprattutto per la naturalezza imbronciata con cui l’aveva detto...
Comunque il quartetto si è rivelato proprio gentile, e alla fin fine molto meno squinternato di quello che lasciavano presagire le premesse, le fanciulle sono state molto dolci nei miei confronti (il mio essere un tipo strano ma rassicurante credo le sia piaciuto).
Ci si vedrà spesso ma senza impegno e sempre in mood molto tranquillo, e, nonostante le premesse, devo ammettere che un po’ di calore umano mi ha fatto bene ...
Nei giorni successivi mi divido tra le spiagge candide e il mare tranquillo e turchese di Playa Sirena e Playa Paradiso la mattina, e la MIA spiaggiona deserta con le onde fino al tramonto: la costante sarà il mio libro di cui mi abbufferò ogni momento in cui non sono in acqua...
E mojito, sempre.
.jpg)
Ritorno nel freddo del Febbraio Padano proprio contento.
Penso di sfuggita che alla fine preferisco il biancheggiare del calcare balkanico condito dagli scuri eleganti cipressi, piuttosto che il candido sfavillio dei granelli bianchi punteggiato dalle palme, ma poggio i piedi sull’asfalto di Malpensa consapevole che i Tropici mi avranno ancora indegno ospite.
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venerdì 20 giugno 2008 - ore 20:52
A Wonderful Summer...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...on a Solitary Beach 3
puntate precedenti CAYO LARGO 2008,
scena terza. L’indomani si piglia il trenino da sagra e si va in cerca della stucchevolezza delle spiagge da depliant: Playa Sirena e Playa Paraiso.
Il primo impatto non è dei migliori.
Il cielo è velato, il che se da un lato aiuta ad evitare di rosolare, dall’altro mette una nota opaca sulla tavolozza.
Ma soprattutto l’acqua è torbida.
Turchese, sì, ma torbida.
Ma come? Dov’è la sbandierata trasparenza, quella stramaledetta barriera corallina al largo non doveva proteggere dalle onde? E questo odore di marcio, e queste alghe nere sulla sabbia candida?!?
Mi incammino disperato alla ricerca di un angolo paradisiaco come promesso, ma tronfio di disappunto non lo trovo...
Con il broncio monto sul primissimo trenino e torno in hotel in tempo per una discreta costata di manzo.
E bira e mojito e cubalibre, salto in piscina e cubalibre e pisolo.
Poi ancora onde questa volta sul serio in solitaria, fino al tramonto.

Apro le prime pagine di Middlesex: le divorerò tutte e seicento nei giorni restanti...
Cena, e cocktail vari sotto le stelle un paio di battute con compagni d’aereo che l’alcool degli astanti aiuta a rendere spiritose più di quel che mi riuscisse...
Il dì dopo ci si sveglia presto: gita in barca.
Si raggiunge la Marina, che è il villaggio dove i pochi cubani risiedono nei mesi in cui, a turno, rimangono per lavorare.
Ci sono una mezza dozzina di barche pronte ad accogliere le orde giornaliere, io sono stato fortunato perché ero in un natante piccolo ma comodo e con poche persone.
Salgo per primo, che man mano che arrivava, la gente rimaneva spaesata a confabulare sulla darsena.
Familiarizzo subito con Juan, el nino, e Domingo, el capitan: difficile trovare qualcuno che venga da solo e così scambiamo qualche parola. Ho molto apprezzato la loro indulgenza nel tentare di comprendere il mio similespanol...
Ah, per inciso, tutti i cubani che ho conosciuto erano di una gentilezza squisita.
"Luca, una cerveza para ti?" e Juan mi lancia una lattina di Bucanero.
La prima di tante...
Il balenottero diesel ingurgita le coppiette rimaste e ci deposita in uno scoglio ispido di roccia appuntita,
infestato da iguane.
Care...
Ernest

è un vecchio bestione di un metro e mezzo che si fa accarezzare come un gattino...
Si svicola tra le mangrovie, si avvistano un paio di grossi pellicani, e si punta alla barriera corallina.
Si ride di compassione nel vedere due guardiapesca perdere all’amo un pesce enorme quando oramai lo stavano issando a bordo del barchino...
Finalmente sfodero la mia attrezzatura da snorkeling e mentre gli altri stanno ancora a provarsi le pinne della stiva, sono già lontano a seguire piccoli siluri colorati, aggirare barracuda platinati, infilarmi nelle spaccature del corallo.
Riemergo e vedo che sono molto distante dalla barca, ma tanto si aveva un’ora e mezza di tempo...
Riparto e seguo il bordo della barriera che va giù ripido fin dove non si vede che un blu scuro opaco.
Ritorno ad esplorare gli anfratti.
Il fondale non è spettacolare come spero quello che presto mi godrò nel Mar Rosso, ma tanto bastava a farmi rispuntare le branchie.
Riemergo e mi pare di scorgere in lontananza, qualcuno che si muove sul ponte: guardo l’ora, beh manca ancora un po’ ma decido per scrupolo di avvicinarmi e diamine, sì: si stanno sbracciando!
Parto come uno squalo e in un attimo sono a bordo, per scoprire che le mogliettine avevano troppa paura a stare in acqua coi barracuda (innocqui come le iguane) e, povere care, si stavano annoiando a vedere i maritini sguazzare.
Per fortuna el capitan Domingo riesce a spezzarmi la tensione "Luca, tu no es un hombre: tu es un delfino! Cerveza?""Seguro!".
Si procede per le cosiddette piscine naturali: secche di sabbia bianca nel bel mezzo all’oceano in cui sguazzare tra stelle marine

che neanche a farle finte sarebbero state così conformi allo stereotipo...
Nel tragitto ci si ferma ad ispezionare delle nasse sparse, e ci procacciamo i grossi crostacei per il pranzo che Juan cucinerà con dedizione.
Ecco, a me piacciono i crostacei.
Beh, sì, mi piacciono tante cose, si intuisce, ma ho un pallino per i crostacei. Anche.
Ebbene, mentre alle coppiette varie arrivavano porzioni abbondanti ma ragionevoli, Juan e Domingo mi invitano con loro sotto coperta e, diamine: credo di aver ingurgitato in un solo pranzo l’aragosta che mi sarei augurato di spolpare in una vita...
L’ammasso di carcasse chitinose che abbiamo lasciato sul tavolo era una cosa quasi indegna per volume...
Si fa a tempo a berci un rum&pera, dopo una sguazzata, e poi tempesta e si corre in porto poi in albergo poi...
Beh, piovepiovepiove, si sbocconcella il libro, ci si fionda nel centro fitnes a fare un po’di esercizi tentando smaltire un almeno paio delle bestie marine, si ronfa un po’,
aperitivo-cena-cocktailini.
Nanna.

. . .
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martedì 17 giugno 2008 - ore 18:18
Seneca....
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...perchè?
Percheeeeee?!?
Perchè, mi hai abbandonato di nuovo...
Seneca...
La frizione pure.
Evabbè.
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PERMALINK
sabato 14 giugno 2008 - ore 13:27
A Wonderful Summer...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...on a Solitary Beach 2
puntate precedenti CAYO LARGO 2008,
scena seconda. Si arriva al tramonto giusto in tempo per verificare di persona la borotalcità della sabbia, stesa dalle onde lunghe, che all’imbrunire riflette l’arancione dei raggi...
Calcolando il fuso son le tre di notte, si va a cena.
Abbuffet. Nel senso che le latine genti (c’era pure qualche francese, ma anche argentini) si sono avventate senza la minima creanza sui vassoi di cibo, per altro a prima vista elaborato ma in realtà dozzinale.
Condizioni igieniche, qualità delle materie prime, fattura delle preparazioni erano preoccupanti...
Ma imparerò quasi subito cosa scegliere, godendomi la cucina cubana, più povera dei piatti pseudo occidentali su cui si avvinghiavano le forche della massa, ma molto gustosa e appagante anche per il sottosctitto.
Più che discreta pure la birra Bucanero...
Dopo una prima cena non proprio entusiasmante faccio invece la scoperta che darà alla vacanza tutta un’altra piega.
Ebbene, da catalogo le bevande non erano incluse nel pacchetto.
E invece...
No, dico, a Cuba e free drink 24 ore su 24.
In otto giorni ho bevuto di gran lunga molto più mojito che acqua...
Per tacere di daiquiri, caipirinha, cubalibre, tequila varie, bloody mary...
Ma ovviamente i migliori cocktails erano quelli a base di rum.
Raggiungo a stento la camera e la tenebra m’avvolge.
Jetlag, quindi alle sette in punto si è in piedi.
E si iniziano a misurare il resort e la spiaggia con i propri passi, per dare una prima taratura a quello che si era letto in precedenza sul posto.
Colazione di frutta eccellente, mentre la mandria si fionda su croissants surgelati.
L’agente della Eden, come speravo poi sfuggente per tutto il resto del soggiorno, riunisce noi dell’ultima infornata arrivata per un po’di info, che chiunque avesse affrontato il viaggio con un minimo di coscienza avrebbe dovuto sapere. D’altra parte quando mai l’italiano medio si prende la briga farlo?
Sono lievemente scombussolato: il mio corpo è ancora settato per l’inverno padano.
Con il ciglio aggrottato prendo e comincio ad esplorare la spiaggia.
Si fanno due passi, si superano un paio di rocce troppo impervie per il turista tipo, e in cinque minuti mi ritrovo cinquecento metri di bianco e turchese solo per me. E un paio di iguane.
Quello che cercavo...

Eppure qualcosa non va: fa caldo, il sole picchia come un fabbro, il mare è mosso: non si può fare snorkeling.
Panico da attesa disillusa.
Sono perplesso e non di ottimo umore.
Non ho neppure voglia di tuffarmi nelle onde.
Mi dico che, diamine, son venuto qui apposta...
Tocco l’acqua freschissima e in un istante il cetaceo che ero stato nella mia vita precedente si spande per le arterie e riprende possesso delle mie membra: rimango ore a saltare da solo in mezzo alla spuma, beandomi del violento cristallo che mi si frange fluido sulla, invero possente, schiena.
Con un sorriso inebetito si torna per il rancio al capanno sugli scogli: una specie di aquila ai ferri più gustosa del previsto, con i raggi a picco che danno un nerbo blu più intenso al Mar del Caribe.
Riso, pollo, fagioli e frutta saranno ottimi per tutto il soggiorno: chi poi tornerà a casa lamentandosi della pasta scotta è un emerito imbecille.
Durante il pranzo mi sento osservato: la fanciulla solitaria mi fissa fingendo di non farlo.
La fulmino dispettoso con occhio inquisitore, lei imbarazzata rituffa lo sguardo sul piatto.
Eravamo credo gli unici due singles sull’isola.
Mi metto nei panni di un profiler dell’ Effebiài, 25-30 anni, magra e muscolosa, capelli corti, tatuaggi sguardo vispo ma duro... fanciulla ai Caraibi da sola per fuggire da una delusione amorosa: ci potevo mettere la mano sul fuoco.
Mi chiedo cosa avrà mai pensato lei sulle reali intenzioni del mio viaggio.
Credo si stia ancora chiedendo perchè non sia mai andato oltre la manierata cortesia nel ricambiare i suoi sorrisi nei giorni a seguire, quando -diamine- ci si sarebbe aspettato fossi lì apposta per...
Ma mi ero imposto di seguire per quanto possibile l’imperativo d’assioma di cui all’incipit.
E, checché se ne dica, sono un bravo ragazzo.
O uno sfigato, a seconda delle prospettive...
Cubalibre, piscina, mojito, due passi e di nuovo in acqua da solo nella spuma fino al tramonto.

A dirla tutta qualcuno più intraprendente era venuto ad inquinare la mia solitudine, ma lo faceva da distante e in modo fugace.
Un paio di sagome però si sono avvicinate parecchio.
Due sagome nude.
Ora, dato che vado in vacanza in Croazia da una vita, la cosa non mi ha turbato particolarmente, il fatto che fosse una coppia di due uomini, date le mie ampie vedute, neppure.
Li vedo confabulare in lontananza, mi squadrano.
"Ciccini -penso- questa è la MIA spiaggia: prego accomodatevi altrove se volete star soli, io non mi scrosto di sicuro."
Confabulano e uno se ne va.
Ora ampie vedute sì, ma quando mi son visto il secondo dei due avvicinarsi ammiccante con una vistosa erezione...
beh dall’espressione di terrore e dalla velocita con cui se l’è data a gambe, credo di essermi prodotto in un’espressione facciale condensato di rabbia, violenza e disprezzo, veramente terrificante...
Perchè se per un verso ilo mio cervello non ha troppi pregiudizi, le mie nobili chiappe ne hanno eccome.
Ci si rituffa tra le onde come un tricheco solingo fino al crepuscolo.
Daiquiri, piscina sotto le stelle, mojito, doccia, pisolino, cena alle 10, rum anejo bevuto in riva, poi nanna.
Tornando alla stanza (dove scoprirò gli asciugamani nuovi intrecciati a guisa di cigni) passo distratto a vedere lo spettacolino danzante degli animatori cubani.
Una coppia sulla quarantina guarda attonita. Il marito commenta: "i miei 15 anni di corso di salsa... posso buttarli nel cesso...".
Nanna.

. . .
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PERMALINK
venerdì 13 giugno 2008 - ore 23:10
Di ritorno dal Mar Nero...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...gli ottomani mi han riverito, ed io ho contraccambiato.
Qualche foto, forse, a breve, ma domani ancora un po’ del Cayo.
Intanto una frase a vanvera:
"Non mi piaci proprio.
Ma d’altra parte la prima impressione che ho delle persone è SEMPRE sbagliata:
entrerai nelle mie corde, prima o poi, Piccola"
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