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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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mercoledì 5 luglio 2006
ore 16:34
(categoria: "Vita Quotidiana")



Atenei, verso la riforma dei concorsi
Agenzia esterna valuterà i docenti

Riformare i vecchi concorsi universitari, puntando ai risultati e al merito. Creare "un’agenzia di valutazione indipendente" ed esterna agli atenei che selezioni i docenti. Il programma del ministro dell’Università e della Ricerca Fabio Mussi è, se non un addio ai concorsi pubblici, per lo meno un tentativo di cambiare in modo radicale il sistema della assunzioni nelle facoltà italiane.

"Dobbiamo progressivamente spostare il baricentro
della selezione dalla procedura dei concorsi ai risultati", ha spiegato Mussi. Per farlo, secondo il ministro, è necessario "organizzare un sistema di valutazione del merito estremamente rigoroso, in cui tutti all’interno degli atenei siano valutati con standard internazionali: chi è selezionato e chi seleziona, chi entra per la prima volta nell’università e chi ci sta da sempre".

A stilare questa "pagella" di chi lavora nelle università dovrebbe essere "un’agenzia per la valutazione indipendente e dotata di forti poteri", per la quale presto verrà presentata la legge istitutiva. "Ogni università - ha spiegato Mussi - deve essere autonoma non solo nello gestire il suo budget e la sua immagine ma anche i suoi docenti, pur mantenendo il principio della valutazione comparativa".

Tra le proposte del ministro fatte oggi alla Commissione Cultura della Camera, trovano spazio anche altri progetti. Per esempio la convocazione di una conferenza nazionale sulla condizione degli studenti e gli sgravi fiscali di un miliardo di euro in due anni per le aziende che investono in ricerca. Proprio questa sarà riorganizzata "cancellando la burocratizzazione", mentre sarà corretta ma non eliminata la riforma del "3 più 2" che prevede una laurea di primo livello e poi una specialistica.


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martedì 4 luglio 2006
ore 18:54
(categoria: "Vita Quotidiana")



Bari, corruzione all’Università
promossi all’esame con 3mila euro

La facoltà di Economia e Commercio di Bari nella bufera per la compravendita degli esami con tanto di tariffario a seconda delle difficoltà degli esami da sostenere. Si partiva dai 500 euro per quelli facili fino ai due-tremila per i più complicati. Il tutto con l’intermediazione di funzionari compiacenti a far da garanti tra gli studenti e i voti.

E’ il bilancio dell’inchiesta inchiesta della procura della
Repubblica del tribunale di Bari che ha portato alla luce una rete di corruzione nella facoltà di Economia e Commercio gestita da alcuni funzionari ausiliari dell’università. Cinque gli indagati tra il personale amministrativo (non risulta per il momento nessun coinvolgimento del corpo docente), ma le operazioni dei carabinieri sono ancora in corso e il numero delle persone coinvolte potrebbe salire.

L’indagine. Un giorno qualcuno vede e documenta un ex dipendente della facoltà ora in pensione mentre riceve una bustarella da mille euro da una studentessa barese. Il tutto è filmato e in breve si scopre che l’uomo è già stato coinvolto il 30 giugno scorso nel sequestro di una tranche di 250 euro, destinata a una funzionaria della facoltà, che poi si rivelerà una delle pedina centrali del meccanismo corrotto degli esami "comprati".

Il meccanismo. Studenti più o meno in difficoltà contattano i funzionari preposti a contrattare il prezzo. Poi il secondo step, dove il tecnico in pensione intercettato riceve il denaro e si rivolge alla dirigente amministrativa. Quest’ultima, insieme ad altri impiegati, a questo punto raccomanda gli studenti ai professori, chiedendo la promozione come "favore personale". Al momento, il personale docente non sembra coinvolto nella compravendita ma sarebbe coinvolto in un altro filone.

Gli studenti. Dal canto loro, le associazioni degli studenti hanno già prodotto una nota ufficiale, dove si augurano che "la Magistratura conduca indagini accurate che smascherino l’eventuale ’cupola’". Chiedono, inoltre, che "non ci si fermi ai soliti sospetti ma venga messa la parola ’fine’, nel bene o nel male".

Gli iscritti all’ateneo di Bari sono 71.996. Ora, gli universitari esasperati per lo scandalo hanno invitato "gli organi di governo a riflettere sull’opportunità di creare una commissione interna, al fine di evitare che l’eccessiva difficoltà di un esame possa portare a cercare soluzioni ’alternative’ per aggirare l’ostacolo".


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lunedì 3 luglio 2006
ore 17:23
(categoria: "Vita Quotidiana")



Scuola, la carica degli over 50
il prof è sempre più anziano
di SALVO INTRAVAIA

Sempre più anziani. Sono gli insegnanti della scuola italiana che continua inesorabilmente ad invecchiare. Lo conferma l’ultimo rapporto del ministero dell’Istruzione. Secondo il rapporto contenuto nel volume ’La scuola italiana: sintesi dei dati 2005/2006’, il numero di insegnanti di ruolo più avanti con l’età è aumentato. Per la prima volta negli ultimi anni, la scuola secondaria - di primo grado (l’ex scuola media) e di secondo grado (l’ex scuola superiore) è over 50.

Insomma, la tendenza sembra davvero inarrestabile: anche quest’anno le maestre e i professori che si trovano di fronte gli alunni italiani sono un po’ più vecchi dello scorso anno. Al punto che la distanza che separa oggi l’Italia dagli altri paesi Ocse rischia di diventare insormontabile. Le ragioni sono tante ma una delle cause messe in luce in questi ultimi anni è che i rincalzi (i precari e i vincitori dei pubblici concorsi che subentrano a chi lascia la cattedra) non sono certo giovanissimi: mediamente quarant’anni.

Nell’ultimo rapporto dell’Ocse ("Education at a Glance 2005: Uno sguardo sull’Istruzione 2005") fra i tanti dati rilevati per effettuare un raffronto tra i vari sistemi educativi di tutto il mondo figura anche l’età degli insegnanti. In Italia, quella di ’svecchiare’ è la categoria che ha in mano il futuro delle giovani generazioni, e quindi del Paese, è una delle priorità della scuola. E nell’esodo (per pensionamenti) di circa 250 mila insegnanti previsto nei prossimi anni, i sindacati intravedono l’occasione per ringiovanire il corpo docente della scuola italiana. Ovviamente nessuno vuole sminuire il lavoro e l’impegno di tantissimi insegnanti non più giovanissimi che con il loro lavoro portano faticosamente avanti una scuola che scricchiola da tutte le parti. Ma dopo una certa età comincia a subentrare la stanchezza e la mancanza di stimoli.

Ecco che l’immissione di "forze fresche" potrebbe contribuire a fare risollevare il vetusto sistema scolastico nazionale: ma occorre fare i conti con i costi del ricambio generazionale degli insegnanti italiani, che in questo momento sembra poco praticabile.

I numeri. Secondo gli ultimi dati del ministero, l’età media degli insegnanti italiani è di quasi 50 anni, 49,36 per l’esattezza. Lo scorso anno, era di qualche decimo di punto inferiore: 49,16 anni. I docenti più anziani insegnano nelle scuole medie. La loro età supera abbondantemente i 50, visto che si attestano mediamente su 51,35 anni. I più giovani sono invece coloro che insegnano nelle scuole elementari che possono vantare l’invidiabile età, (sempre media) di 47,46 anni. E quest’anno superano la soglia dei 50 anche i prof della scuola superiore. A dare una illusione di "parziale gioventù", sono soltanto i docenti di sostegno e quelli di religione cattolica. I primi con 45 anni di età media sono in assoluto i ’più giovani, i secondi si avvicinano ai 46 anni. Ma è guardando i dati relativi ai docenti giovani (under 40) e giovanissimi (under 30) che ci si può fare un’idea più precisa del fenomeno.

Nelle scuole italiane gli insegnanti di ruolo con meno di 30 anni sono appena 4.219: pari al 6 per mille. Quelli che ne hanno meno di 40 sono circa 12 su 100. In compenso gli over 50 rappresentano quasi la metà dell’intero corpo docente (il 48,9 per cento) e coloro che insegnano ancora dopo avere festeggiato il sessantesimo compleanno sono 4,7 su 100. Insomma, gli insegnanti ultrasessantenni rappresentano oggi una forza lavoro otto volte superiore agli under 30.

Alcuni confronti. Basta confrontare questi dati con i numeri di qualche anno fa per comprendere come si è evoluto il fenomeno. Nell’anno scolastico ’97/’98, appena dieci anni fa, gli insegnanti con meno di 30 anni erano il 2 per cento e quelli con meno di 40 addirittura il 23 per cento: quasi il doppio di oggi. Per converso, gli over 50 erano il 27 per cento, quasi la metà di quelli registrati nell’anno 2005/2006, e gli ultrasessantenni il 2,7 per cento. In pochissimi anni, da un rapporto quasi paritario fra gli over 50 e gli under 40 (1,2 per l’esattezza) si è passati a 4,1. In altre pariole oggi, gli ultracinquantenni in cattedra sonoil quadruplo di coloro che non hanno ancora festeggiato i 40.

Ma è il confronto con gli altri paesi (europei e non) ad impressionare. In Francia, Corea, Irlanda, Inghilterra, Stati Uniti e Giappone la percentuale di insegnanti non ancora trentenni supera abbondantemente il 10 per cento, con punte del 20 per cento in alcuni gradi di istruzione di queste realtà. Valori 20 volte superiori a quelli italiani che quest’anno si attestano sullo 0,6 per cento.


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lunedì 3 luglio 2006
ore 13:23
(categoria: "Vita Quotidiana")



Gb, impronte digitali in biblioteca: schedati settecentomila bambini
di CRISTINA NADOTTI

LONDRA - Lo scopo è quello di accelerare le procedure per il prestito nelle biblioteche scolastiche, ma c’è chi teme che sia invece una schedatura di massa, che coinvolge almeno 700 mila bambini. In Gran Bretagna è allarme per il sistema con cui 3500 scuole elementari concedono libri in prestito ai propri alunni. Invece che usare una scheda cartacea sulla quale annotare i dati dell’utente e dei libri prelevati dalla biblioteca, scrive l’edizione online del Mirror, si è passati alla scannerizzazione delle impronte digitali.

L’organizzazione NO2ID, che si oppone all’introduzione delle carte di identità con microchip e all’istituzione del registro nazionale per l’identità, ha lanciato l’allarme, sostenendo che si tratti di un altro sistema per raccogliere più informazioni possibile sui cittadini, fin da piccoli, e di un altro passo verso la registrazione obbligatoria di dati biometrici, sulla quale si è aperta nel Paese una accesa polemica. Le nuove carte di identità prevedono infatti la raccolta di tutti i dati in un database centralizzato, che secondo le organizzazioni che si occupano di difesa della privacy costituirebbe una aperta violazione della tutela dei dati personali.

"Stiamo mandando i nostri bambini a scuola o in prigione? - chiede Phil Booth, coordinatore nazionale di NO2ID - Non accetteremmo mai che venissero prese le impronte a degli adulti senza un consenso informato, perciò mi sembra davvero scandaloso che si schedino bambini di cinque anni". Il direttore del Micro Librarian Systems, che ha avviato il sistema di raccolta di impronte digitali, ribatte che non c’è niente di spaventoso nell’utilizzare le nuove tecnologie: "Alla fine si tratta di una scelta - dice Andy O’Brien - se i genitori sono contrari all’utilizzo di tecnologie biometriche possono chiedere che il proprio figlio continui a usare la scheda cartacea".

Si tratta solo dell’ultimo fronte aperto in Gran Bretagna nel dibattito sulla tutela della privacy. Qualche tempo fa le organizzazioni che si occupano di tutela della privacy denunciarono i sistemi di identificazione adottati da alcuni scuole, che richiedono ai propri studenti di essere identificati tramite impronte digitali per accedere ai locali scolastici e alle mense. A livello nazionale, il governo giustifica l’uso di tecnologie biometriche e la raccolta dati con la necessità di avere procedure più rapide e un maggiore controllo su potenziali terroristi. Le associazioni mettono in guardia contro il pericolo di scambio di milioni di dati personali tra più settori, sia pubblici, sia privati e sul potere di controllo sui cittadini che il possesso di questi dati darebbe allo Stato.


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venerdì 30 giugno 2006
ore 12:26
(categoria: "Vita Quotidiana")





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venerdì 30 giugno 2006
ore 00:42
(categoria: "Vita Quotidiana")



sono state giornate furibonde
senza atti d’amore
senza calma di vento
solo passaggi e passaggi
passaggi di tempo
ore infinite come costellazioni e onde
spietate come gli occhi della memoria
altra memoria e no basta ancora
cose svanite facce e poi il futuro
i futuri incontri di belle amanti scellerate
saranno scontri
saranno cacce coi cani e coi cinghiali
saranno rincorse morsi e affanni per mille anni
mille anni al mondo mille ancora


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giovedì 29 giugno 2006
ore 19:00
(categoria: "Vita Quotidiana")



Guantanamo, la Corte Suprema boccia i ’tribunali speciali’ di Bush

WASHINGTON - La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato le scelte del presidente George W.Bush sui tribunali militari speciali per i detenuti di Guantanamo e ha sentenziato che le procedure adottate per processare i prigionieri violano le norme della Convenzione di Ginevra.

"La nostra conclusione - si legge nella sentenza della Corte - è che la commissione militare non ha il potere di andare avanti perchè la sua struttura e le sue procedure violano sia la legge militare statunitense che il trattato internazione sui diritti dei prigionieri di guerra", ovvero la Convenzione di Ginevra. "I tribunali militari - continua la sentenza - sollevano preoccupazioni sulla separazione dei poteri al più alto livello".

La decisione della Corte riguarda il caso dello yemenita Salim Ahmed Hamdan: detenuto a Guantanamo, è stato l’autista di Osama bin Laden e per sua stessa ammissione è stato membro di Al Qaeda. Dopo essere stato incriminato per "cospirazione" di fronte alla commissione militare di Guantanamo, ha sfidato con i suoi legali la legittimità di questa corte. Ora il suo caso è stato rinviato a una Corte d’appello federale.

"Non metterò in pericolo la vita degli americani mettendo in strada degli assassini". Il presidente George W. Bush commenta a caldo la decisione della Corte Suprema. Il Presidente, che precisa di non aver letto completamente la sentenza, assicura che la sua amministrazione "lavorerà insieme al Congresso" per risolvere il problema dei processi ai "combattenti nemici" detenuti a Guantanamo. In ogni caso la sentenza, ha continuato Bush, "non dice che assassini debbano essere lasciati liberi per strada".

I giudici hanno deciso a maggioranza (cinque voti contro tre, con il presidente della Corte Edwards che si è astenuto per essersi già espresso in precedenza sul caso) che Bush non aveva l’autorità di istituire tribunali militari per giudicare i presunti terroristi rinchiusi a Guantanamo. Le motivazioni della sentenza sono state scritte dal giudice John Paul Stevens, il più ’liberal’ tra i membri della Corte. Il voto è stato in bilico fino all’ultimo: un eventuale 4-4 avrebbe confermato le decisioni della Casa Bianca. Invece il moderato Anthony Kennedy si è unito ai membri ’progressisti’ del massimo organo giudiziario americano determinando il risultato.

A Guantanamo sono detenute circa 450 persone. Di queste solo 10 sono state incriminate formalmente di fronte al tribunale speciale: nessuno è incriminato per coinvolgimento diretto negli attentati dell’11 settembre. La decisione di oggi è un duro colpo per la politica contro il terrorismo messa in piedi dall’amministrazione Bush e obbliga ora la Casa Bianca e il Pentagono a ripensare l’intera procedura.


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giovedì 29 giugno 2006
ore 14:35
(categoria: "Vita Quotidiana")





Sensuale tra le lenzuola o divina in un tubino nero. Seducente, maliziosa, capricciosa, bellissima Marilyn. Per la prima volta in Europa il Museo Maillol di Parigi espone - da oggi e fino al 30 ottobre - una sessantina di scatti che il fotografo americano Bert Stern realizzò nel ’62 per la rivista "Vogue". Marilyn Monroe morì il 5 agosto di quell’ anno, il giorno prima della pubblicazione del servizio


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giovedì 29 giugno 2006
ore 13:01
(categoria: "Vita Quotidiana")





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giovedì 29 giugno 2006
ore 12:36
(categoria: "Vita Quotidiana")





E’ stato aperto il sarcofago dell’ultima delle sette tombe trovate vicino a quella di Tutankamun a Luxor, nella più famosa necropoli del mondo nella Valle dei Re. All’interno sono stati trovati serti floreali di tremila anni fa e collier reali di grande valore. Delusione per gli archeologi americani ed egiziani che speravano di trovare la moglie dell’imperatore Tut ma non hanno trovato tracce di mummia.


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