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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


giovedì 1 giugno 2006
ore 23:25
(categoria: "Vita Quotidiana")



Malato il 21% dei fiumi italiani
Tevere, Reno e Arno i peggiori

I fiumi italiani sono malati. Soprattutto quelli più lunghi, e il Tevere sta peggio degli altri. Lazio, Sardegna e Sicilia sul podio delle acque dolci più inquinate. Il quadro generale sullo stato di salute dei corsi d’acqua delineato dal rapporto Legambiente - Corpo forestale dello Stato, presentato oggi a Roma, non è confortante. Nelle mani della criminalità fluviale, abbandonati a se stessi e terra di nessuno per anni, oltre il 20 per cento dei corsi d’acqua risulta sotto la soglia di sopravvivenza.

Questo l’allarme contenuto dal dossier "Fiumi informa" che contiene dati inediti sullo stato di salute dei fiumi made in Italy. Sono stati 117.000 i controlli effettuati dai forestali e quasi 68.000 su persone; identificati e denunciati più di 700 "criminali fluviali", 7 gli arresti. Quasi un milione e 400 mila euro notificati per illeciti amministrativi lungo i fiumi e i laghi, con più di 4.000 multe effettuate dal Corpo forestale dello Stato nelle acque interne dal 2003 al 2005.

Sui nostri fiumi vengono commessi ogni giorno quattro illeciti, per un totale di 5.000 reati dal 2003 al 2005 di cui oltre quattromila amministrativi e quasi mille penali, con Lazio, Abruzzo e Toscana sul podio dell’illegalità. In sofferenza Reno, Arno e Simeto, ma la situazione più grave riguarda il Tevere. Pesca illegale, sversamento di sostanze inquinanti, mancata depurazione, furto di ghiaia e inerti dagli alvei, abusivismo edilizio lungo le sponde alcuni dei principali nemici degli ecosistemi fluviali.

Dal dossier risulta che il 21 per cento dei fiumi nazionali risulta malato. Nel Lazio la situazione più pesante, con il 48 per cento nettamente in sofferenza. Seguono Sardegna e Sicilia (male il 41 per cento) ed Emilia Romagna (37 per cento). Tra i 20 più grandi fiumi che attraversano l’Italia per quasi 5.000 chilometri, bollino rosso al Simeto in Sicilia, con solo il 20 per cento delle acque qualitativamente positiva, al Reno che attraversa Toscana ed Emilia (66 per cento negativo) e dell’Arno (44 per cento). Grave anche la situazione in cui versa il Tevere con un terzo delle stazioni di monitoraggio che segnalano una qualità delle acque che non raggiunge la sufficienza.

Tra quelli che si salvano, Ticino, Piave, Isonzo, Brenta e Chiese il cui stato appare mediamente "buono" o, almeno, sufficiente.

Una situazione che può avere serie ripercussioni sulla salute umana e sull’economia zootecnica su cui molte comunità vivono, come è emblematicamente e drammaticamente accaduto nel Lazio sul fiume Sacco. A questo si aggiunge il comportamento incivile di troppi cittadini che trasformano i preziosi corsi d’acqua in vere e proprie pattumiere.

E così per attirare la massima attenzione, oggi da Roma sulle sponde del Tevere parte la tre giorni di "Fiumi Informa", la campagna nazionale di Legambiente e Corpo forestale dello Stato contro l’illegalità sui fiumi. La grande festa dei fiumi continua sino a sabato 3 giugno lungo 30 aste fluviali dal sud al nord del Paese. Dal Po al Piave, dal Sacco al Garigliano, dall’Arno al Chienti sino al Neto e al Basento, saranno organizzate visite a piedi, in bicicletta, a cavallo e in canoa per riscoprire i fiumi.


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giovedì 1 giugno 2006
ore 19:25
(categoria: "Vita Quotidiana")



Un gruppo di studenti nudi a Manila ha protestato per la mancanza di fondi per l’educazione scolastica e universitaria. I contestatori lamentano mancanza di aule, libri di testo, insegnanti, e chiedono maggiori sovvenzioni a una settimana dalla riapertura dell’anno scolastico.



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giovedì 1 giugno 2006
ore 16:22
(categoria: "Vita Quotidiana")



AAA cercasi fidanzato online
"Chi vuole uscire con mia sorella?"
di DANIELE SEMERARO

ROMA - Gli "sfigati" in amore di tutto il mondo da oggi, grazie a internet, hanno un’opportunità in più per trovare una compagna o un compagno. Ma non si tratta dei soliti siti a pagamento per cuori solitari. Questa volta basta seguire i semplici consigli di una ragazza inglese, Georgia Edmunds, stanca di sentire la propria sorella Care lamentarsi di non trovare mai il fidanzato giusto.

Così, un giorno, quasi per scherzo, ha creato un sito dalla grafica molto semplice, "datemysister.co.uk", che in italiano suona più o meno come "esciconmiasorella.it". In pochi giorni la pagina web è stata raggiunta da migliaia di contatti tra Gran Bretagna e Stati Uniti.

Una volta entrati nel sito, oltre a diverse foto della ragazza appare subito una breve descrizione del suo carattere: "Mia sorella Corrie, ma se volete potete chiamarla Coco - si legge - ha 27 anni. Io sono la sua sorella più piccola, e ho costruito questo sito perché mia sorella è sfortunata in amore. Lei è una ragazza fantastica con un gran cuore, e si merita molto di più di quello che le è capitato fino ad ora. Così mi sono presa la responsabilità di trovarle un uomo. Se sei una persona genuina, per bene, continua a navigare nel sito. Se invece sei qui solo per farti una risata, allora lascia subito perdere. So come sono fatti gli uomini...".

Le pagine seguenti sono dedicate al carattere della ragazza: le piace viaggiare, socializzare, frequentare festival, cinema, mangiare fuori, guardare film e ascoltare musica. Poi appaiono anche le preferenze di Corrie: in un uomo cerca, tra le altre cose, l’onestà, la spontaneità e la pazienza. Infine, dopo una breve descrizione della famiglia si passa alla pagina dei contatti, dove chi vuole può lasciare un messaggio e sperare di essere richiamato.

"Spero che questo sito - spiega la diretta interessata - mi dia la possibilità di conoscere qualche potenziale fidanzato, perché ho avuto un’eccessiva dose di ’disastri’ sentimentali che mi bastano per tutta la vita".

E il sistema evidentemente ha funzionato, considerato che ora Corrie ha un’ampia lista di ragazzi tra cui poter scegliere. Tanto che anche la mamma delle ragazze, Viky, ha chiesto alle figlie di aprire per lei un sito dello stesso tipo: "Mio marito è morto cinque anni fa - spiega - ed è ora di divertirsi un po’. Quando ho visto che il sito per Corrie funzionava, ho pensato: perché non può funzionare con me?"

E così, collegandosi all’indirizzo "datemymother.co.uk" si trova una pagina del tutto simile, con le foto, gli interessi e le aspirazioni della donna.

Ora bisognerà vedere se tutti coloro che si sono messi in contatto con le due "aspiranti fidanzate" fanno sul serio. Solo il tempo potrà dirlo. Intanto, chissà che questo stesso sistema non possa funzionare anche in Italia.


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giovedì 1 giugno 2006
ore 15:17
(categoria: "Vita Quotidiana")





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giovedì 1 giugno 2006
ore 15:04
(categoria: "Vita Quotidiana")



Caccia all’uomo
di Vittorio Zambardino

Sarebbe una storia che non ha bisogno di computer, di bit e di lucine accese, un problema di dolore domestico e semmai di rabbia. Ma qui il marito tradito, giustamente ferito, si rivolge (ingiustamente?) alla sua città, attraverso la rete internet e chiede di punire gli adùlteri. E invece di calmarlo, dargli affetto senza complicità, che fanno i cittadini? Scatenano la caccia all’uomo telematica. Un bel caso di "Internet Hunting", come lo chiama l’International Herald Tribune, che oggi ne fa una storia di prima pagina.

Succede in Cina, il "luogo" è una BBS, un termine che oggi può indicare solo una comunità locale su rete. Nascosto dietro uno pseudonimo, il marito racconta, facendo per contro il nome vero dell’altro, la storia del tradimento. Dice che il suo rivale è uno studente. Dice che bisogna far qualcosa e si rivolge ai suoi concittadini elettronici perché è lì, su quel sito, che i due colpevoli si son conosciuti.

E i cittadini fanno qualcosa: c’è chi pubblica l’indirizzo del ragazzo, chi indica l’università dove è iscritto, chi ne fa un identikit preciso al dettaglio. Poi ci sono gli Indignati neri: andrebbe punito? Poco: andrebbe decapitato, come dicono altri? No, vince una linea di maggiore sobrietà: il ragazzo col testosterone alto va chiuso in una gabbia e annegato nel fiume.

Il padre del ragazzo accetta di parlare ai giornalisti ma solo dietro anonimato. L’interessato a un certo punto prende anche lui la via della telematica e registra un video di 5 minuti e che mette in rete: si difende dalle accuse, dice che non è successo niente fra lui e l’altra. Non serve a niente. La caccia all’uomo continua, questa volta con una faccia in mano ai moralizzatori, come l’identikit in mano al poliziotto. Il guaio è che non mancano effetti collaterali paradossi.

Uno di questi è che qualcuno coglie al volo l’occasione per giustificare la censura, imposta dal governo su internet, attingendo proprio alla violenza di questo caso. Fa passi avanti il progetto del governo, che non si vede chi potrà mai bloccare, di schedare tutti gli utenti internet del paese con una sorta di albo cui dovranno iscriversi. I provider sono da tempo sotto un torchio di ferro.

Censura a parte, la dura verità è che internet è una lente di ingrandimento impietosa. Non allarga, ma rispecchia fedelmente i pori della nostra pelle morale. Una valle dove ogni eco si amplifica, ogni difetto e ogni pregio, personale e collettivo, rimomba lungo le pareti del mondo. In California c’è chi lancia business miliardari basati sulla fiducia reciproca, e gli funzionano pure. Altrove ci si aiuta, ci si scambia informazioni su problemi o malattie comuni. Ovunque ci si incontra e a volte ci si ama. In Cina si puniscono gli adulteri. C’è un rapporto con la cultura locale spesso sintonizzato sui paradossi antropologici di ognuno.

Aspettiamoci la nostra mafia virtuale.


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mercoledì 31 maggio 2006
ore 15:01
(categoria: "Vita Quotidiana")





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mercoledì 31 maggio 2006
ore 10:11
(categoria: "Vita Quotidiana")



Mi fu detto: ragiona con il cuore;
Ma il cuore, come la testa, è un’inutile guida.
Mi fu detto: ragiona con il polso;
Ma, quando affretta, àltero il passo delle azioni
Finché il tetto ed i campi si livellano, uguali,
Così rapido fuggo, sfidando il tempo, calmo gentiluomo
Che dimena la barba al vento egiziano.

(Dylan Thomas)


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martedì 30 maggio 2006
ore 15:23
(categoria: "Vita Quotidiana")





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martedì 30 maggio 2006
ore 12:45
(categoria: "Vita Quotidiana")





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lunedì 29 maggio 2006
ore 19:32
(categoria: "Vita Quotidiana")





"La riforma del 2001 riprende e completa il percorso iniziato nel 1969 quando furono liberalizzati gli accessi alle facoltà.
La massificazione del numero degli iscritti,insieme alla diversa composizine sociale degli studenti e di una parte dei professori, come abbiamo visto, ha modificato radicalmente le strutture di un’istituzione che era stata creata e costruita intorno a un’utenza d’élite.
Ci si chiede che cosa abbiano fatto nel frattempo i docenti, anche se si tratta di una domanda retorica, poiché il generale disinteresse veerso le trasformazioni che stavano investendo le le loro aule, ha prodotto l’università dell’espulsione, dei ritardi e della incompetenza didattico-organizzativa generalizzata che conosciamo ancor oggi.
Riuscire a coprire la distanza di trent’anni di incuria nell’arco di una sola riforma può apparire un’impresa titanica. E in realtà lo è, soprattutto dal punto di vista di una classe professorale per nulla preparata e abituata a tener conto dell’esistenza e dei bisogni formativi dei propri studenti.
Ci troviamo perciò di fronte a un intervento che arriva tardissimo rispetto al sorgere delle questioni che lo hanno reso necessario.
Inoltre esso è stato quasi interamente affidato in gestione a quegli stessi attori che sono la principale causa di molti dei problemi che si voleva cercare di risolvere. In questo senso la riforma nasce zoppa.
Troppo spesso i presupposti sui quali se ne fondava la speranza di innovazione vengono tradotti in occasione per estendere piccoli poteri personali e locali, per allargare gli ambiti di influenza di dipartimenti e facoltà, per accaparrarsi risorse, senza nessuna seria programmazione dei percorsi formativi e degli sbocchi professionali.
Tuttavia nonostante gli evidenti limiti, l’occasione della riforma ci ha consentito di parlare di temi didattici e della situazione in cui versa il rapporto studenti/docenti. Senza riforma non si sarebbero messe altrettanto efficamente a nudo circostanze cruciali dell’organizzazione degli atenei che così divengono invece evidenti agli occhi di tutti."


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