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Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. In povertà mia lieta scialo da gran signore rime ed inni d’amore. Per sogni, per chimere e per castelli in aria l’anima ho milionaria. Talor dal mio forziere ruban tutti i gioielli due ladri: gli occhi belli. V’entrar con voi pur ora ed i miei sogni usati e i bei sogni miei tosto son dileguati. Ma il furto non m’accora, poiché vi ha preso stanza la dolce speranza!
Or che mi conoscete, parlate voi. Chi siete? Via piaccia dir?

Scrivo un diario inutile. senza note, senza parole, senza frasi. Solo pagine vuote, bianche. Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano. (Alessandro Sebastiano Morandi)
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martedì 20 novembre 2007
ore 10:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Usa, missionari pedofili tra gli eschimesi I gesuiti pagheranno i danni di MARIO CALABRESI
NEW YORK - La Compagnia di Gesù pagherà 50 milioni di dollari per risarcire 110 eschimesi che subirono abusi sessuali da religiosi gesuiti quando erano bambini o adolescenti, tra il 1961 e il 1987. Gli scandali nella Chiesa americana continuano a rivelare nuove e inaspettate storie, cominciati nel 2002 a Boston, sembravano dover finire con il grande accordo di questestate tra la diocesi di Los Angeles e 508 persone che erano state molestate o stuprate negli ultimi settantanni.
Ma ora dallAlaska arriva la notizia che per tre decenni in 15 minuscoli villaggi, tra i più isolati e remoti al mondo, abitati dagli Yupik, che insieme agli Inuit formano il popolo eschimese, si sono ripetute violenze e abusi da parte di una decina di preti e da tre missionari della Compagnia fondata da Ignazio di Loyola.
Da quattro anni erano cominciate le denunce, ma prima del processo si è arrivati ad unofferta di risarcimento che eviterà il dibattito in tribunale. Secondo lavvocato degli eschimesi, Ken Roosa, si tratta di una cifra record per un ordine religioso, grazie allaccordo extragiudiziale ogni vittima riceverà oltre mezzo milione di dollari, in cambio nessuno dei gesuiti verrà incriminato e non è richiesta alcuna ammissione di colpevolezza.
La Compagnia di Gesù, attraverso il padre provinciale dellOregon, John Whitney, responsabile per lAlaska, ha mostrato fastidio per la pubblicità data allaccordo, ha definito lannuncio prematuro e ha negato che i gesuiti abbiano inviato per anni "in esilio" in Alaska sacerdoti di cui conoscevano le tendenze sessuali, come invece sostengono alcune delle vittime. Lo stato nel nord-ovest del continente americano viene invece definito dai gesuiti come "una delle terre di missione più difficile" e per questo la Compagnia sostiene di inviarvi i missionari più coraggiosi e preparati.
A St. Michael, unisoletta lunga 15 chilometri che si trova nel Norton Sound, la baia del mare di Bering scoperta dal capitano James Cook nel 1778, il diacono Joseph Lundowski abusò di quasi tutti i bambini di Stebbins e St. Michael, i due minuscoli villaggi abitati da 150 famiglie.
Accusato da 34 persone, che nelle testimonianze raccontano delle violenze avvenute in una minuscola chiesa, dopo il catechismo, durante i bui pomeriggi dellinverno dellAlaska, Lundowsky era un gigante con la testa pelata e gli occhi blu, lavorava come diacono per la diocesi anche se i gesuiti hanno negato alcun legame con il loro ordine e ufficialmente non sapevano chi fosse. Lasciò lisola nel 1975 e ora si è scoperto che è morto una decina di anni fa a Chicago alla Pacific Garden Mission, un ricovero religioso con mensa e dormitorio. La maggior parte dei sacerdoti accusati sono ormai morti e le vittime, scelte nel tempo tra chi aveva tra i cinque e i quindici anni, oggi hanno tra i trenta e i sessantanni.
In questa causa, come nel caso di Los Angeles, i gesuiti pagano per un mancato controllo e per aver tenuto nascosto per anni lo scandalo, nel 2004 si erano poi aggiunte accuse di aver bruciato e distrutto documenti che dimostravano il comportamento dei religiosi. Tra i sacerdoti sotto accusa il reverendo James Poole, fondatore della radio cattolica del Nord dellAlaska, che oggi vive in una casa di riposo. Secondo laccusa i gesuiti sapevano fin dal 1960 che teneva "comportamenti sessuali inappropriati" ma anche quando lo richiamarono a Portland lasciarono che continuasse ad insegnare ai bambini.
Lavvocato delle vittime, da Anchorage dove ha lo studio, racconta che nessuno aveva mai avuto il coraggio di denunciare finché non arrivò notizia dello scandalo che aveva investito la diocesi di Boston, allora a poco a poco emersero storie di disperazione, alcolismo e suicidi. "In alcuni villaggi eschimesi - sostiene Roosa - è difficile trovare un adulto che non sia stato sessualmente abusato. Ma nessuno ha ammesso che i preti problematici venivano confinati in Alaska. Ora per i nostri clienti questo accordo significa che le loro storie di abusi, sempre negate, sono finalmente riconosciute".
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lunedì 19 novembre 2007
ore 18:56 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Usa, scherzo sul web in tragedia: una ragazza di 13 anni si suicida
ST.LOUIS (Missouri) - Sedici anni, simpatico, bello, lui. Lei, quasi 14 anni, perennemente a dieta, insicura, da qualche anno in cura per depressione. Quando lui si affaccia su MySpace e inizia a fare lamico, lei quasi non ci crede. Così Josh Evans entra nella vita di Megan Meier e illumina le sue giornate trascorse nella tranquilla provincia americana di Dardenne Praire, vicino a St. Louis. Ma quella che sembra una innocua amicizia virtuale fra ragazzini, innocua non è e finisce in tragedia. Da un giorno allaltro Josh scarica Megan senza motivo, coprendola di insulti. Lei non capisce e non si dà pace. "Tutti sanno chi sei. Sei una persona cattiva e tutti ti odiano. Che il resto della tua vita sia schifosa. Il mondo sarebbe un posto migliore senza di te": questo è il testo dellultimo messaggio che Megan legge sconvolta, prima di suicidarsi per la disperazione, impiccandosi allarmadio di camera sua.
Non è finita qui. Josh - salta fuori dopo la morte di Megan - non è mai esistito. La sua identità virtuale, con tanto di foto e profilo dettagliato su uno dei siti più amati dagli adolescenti, è stata creata da due adulti: i genitori di una bambina di cui Megan era stata amica, ma con cui poi aveva litigato. Abitavano nella stessa strada e continuavano a vedersi ogni tanto. Era un "gioco", uno scherzo per farle credere che qualcuno si fosse davvero interessato a lei, per scoprirne i segreti e le confidenze e poi riportarla bruscamente coi piedi per terra, facendo sparire il ragazzo e ricordandole che "Megan è una p...", "Megan è grassa" e "nessuno vuole diventare amico di una ragazza che tratta male i suoi amici".
Troppo perverso per essere vero? Eppure non è un film. E successo negli Stati Uniti, in Missouri, come racconta il giornale locale, il St. Charles Journal. E al di là della tragedia personale di Megan, adolescente depressa che da quando aveva trovato Josh sembrava diventata unaltra, solleva nuovamente il dibattito sui pericoli del cyberspazio e del cybermobbing, in particolare se a farne le spese sono ragazzini, adescati sui siti frequentati dai loro coetanei.
La madre di Megan non riesce a farsene una ragione: sapeva bene che su MySpace, con i suoi 70 milioni di utenti, non sempre chi si incontra è chi dice di essere. Sul sito la lista delle regole da rispettare è lunga, ma i controlli sono scarsi. Per questo controllava sempre quello che succedeva mentre Megan era collegata, ma proprio quel pomeriggio era dovuta uscire allimprovviso. Al suo ritorno a casa, aveva trovato Megan disperata e inconsolabile per quei messaggi cattivi. Neppure col padre aveva voluto parlare: era salita in camera dove si era chiusa, mentre i genitori erano di sotto a preparare la cena, e lì si è uccisa.
Dalla tragedia, successa nellottobre del 2006, la famiglia non si è più ripresa. Il colpo di grazia è stato scoprire, qualche settimana dopo, che dietro al ragazzo che aveva spezzato il cuore della loro figlia fino a farla morire cerano due vicini di casa, che avevano pianto con loro la perdita della bambina. A rivelarlo è stata unaltra vicina di casa, che ha spiegato come sua figlia, della stessa età di Megan, avesse partecipato allo scherzo pensando che non ci fosse nulla di male, visto che ad idearlo erano stati i genitori della sua amica. La ragazzina aveva la password per accedere al finto profilo di Josh e sembra sia stata proprio lei a mandare quellultimo messaggio, il più spietato, che ha fatto disperare Megan.
La storia finisce qui: non ci saranno accuse penali per la morte di Megan, e i genitori non faranno causa, ma vogliono giustizia. La loro battaglia ora è per cambiare la legge: vogliono che quello che è successo alla figlia, di cui sono responsabili degli adulti, diventi un reato. Ed è per questo che raccontano il loro dramma. Alla fine, la scelta è stata di Megan, ricorda il padre Ron. "Ma è come se qualcuno le avesse messo in mano una pistola carica".
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lunedì 19 novembre 2007
ore 15:13 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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giovedì 15 novembre 2007
ore 14:42 (categoria:
"Vita Quotidiana")
"Il sesso? Meglio se occasionale" E in casa dilagano i figli-padroni
ROMA - Ai ragazzi il sesso piace occasionale. Meno romanticismo, più casualità: così gli adolescenti vivono la sessualità secondo lultimo rapporto annuale Eurispes-Telefono Azzurro, presentato oggi a Roma, che sottolinea anche che le relazioni sessuali si intrecciano e si svolgono, a volte in modo esclusivo, anche via sms in una sorta di immaginario erotico virtuale.
Meno romanticismo, più casualità. In base ai dati Eurispes nel 2002 il 17,4% non aveva mai avuto un rapporto occasionale, ma nel 2007 questa percentuale è scesa al 7,7%. Ma un ragazzo su tre non risponde alle domande.
Inoltre, se nel 2002 il 54% dei ragazzi non aveva mai fatto sesso occasionale a rischio, nel 2005 si è passati al 47,7%. Il 40,1% del campione riferisce di non aver mai avuto un rapporto occasionale senza protezione ma non va trascurato quel 13,4% a cui è capitato qualche volta di non farne uso e quel 2,7% che non lo utilizza abitualmente; l1,8% invece non prende mai precauzioni.
Le ragazze sono le più idealiste. Gli adolescenti si mostrano poco sognatori rispetto allamore. A fronte del 49,1% che vede la sessualità come lespressione dellamore, il 14,8% lo considera unesigenza naturale e l11,3% unattrazione fra due persone. In generale, il 32,7% dei giovani ha un approccio pragmatico al sesso. Sono le ragazze, più dei ragazzi, ad essere ancorate alla visione romantica del sesso: il 63,2% contro il 22,6% dei maschi.
Sempre in tema di sessualità, il rapporto riferisce i risultati di unindagine di Telefono Azzurro-Università di Roma Tor Vergata sulle esperienze fra i 3 e 12 anni. I comportamenti auto-esploratori vengono messi in atto dal 54% delle bambine e dal 77% dei bambini. Rispetto ad un campione americano, le bambine italiane hanno comportamenti sessuali auto-stimolatori in misura maggiore; e circa il 50% delle mamme si mostra preoccupata per la sessualità infantile.
Figli-padroni, genitori troppo permissivi. Il rapporto rivela che nelle case italiane i figli spadroneggiano: sono bambini ed adolescenti che hanno genitori timorosi che eccedono in permissivismo. Il fenomeno dilagante si chiama "pedofobia" e crea problemi, facendo diventare i ragazzi sempre più aggressivi. I ricercatori puntano il dito contro i genitori: troppo impegnati, rientrano a casa stanchi ed eccedono nellessere accomodanti fino a rasentare lindifferenza.
Abusi e violenze domestiche. In tema di abusi, il rapporto riferisce i dati del servizio Emergenza Infanzia 114 di Telefono Azzurro (gennaio 2006-agosto 2007): i maltrattamenti sessuali corrispondono al 4,2% delle chiamate, quelli fisici al 5,1%, quelli psicologici al 7,6%. La violenza domestica, con il 9%, è una delle principali cause di richiesta di aiuto.
Lavoro minorile. In Italia ci sono 400 mila lavoratori minorenni, sia italiani che stranieri. Il lavoro minorile (nel mondo si stimano 218 milioni piccoli lavoratori) si ritrova in contesti di disagio e di povertà; a volte è considerato unalternativa alla strada. I minori sono spesso inseriti in contesti di imprenditoria familiare dove non esistono condizioni di povertà. Si registra poi quella che il rapporto definisce una "fascia grigia", ossia bambini coinvolti in attività lavorative, non veri e propri sfruttamenti, che permettono la compresenza di scuola e lavoro.
Bimbi obesi e sovrappeso. In Italia il 4% dei bambini è obeso e il 24% è in soprappeso. Circa un quarto della giornata di un bambino è dedicata al tempo libero. Per i bambini e gli adolescenti gli amici restano un punto di riferimento importante tanto da vedersi anche tutti i giorni nel 63,6% dei casi. I bambini italiani sono frequentatori di feste di compleanno: 11 lanno contro la media europea di 7.
Alcol e discoteca. Prima di andare a ballare, i ragazzi si stordiscono sempre di più con lo "shottino", un superalcolico puro assunto per avere effetti immediati. Si beve prima di entrare nelle discoteche ed arrivare così già ubriachi, dopo un giro nei bar, sulla pista. La sbornia del week end è un fenomeno rilevante: la quota di chi si ubriaca fra i giovani dagli 11-24 anni che va in discoteca raggiunge il 9,2% contro l1,9% di chi non ci va. Il rapporto ricorda che nel nostro paese, il 12% (contro la media Ue del 27 per cento) dei ragazzi tra i 15-24 anni beve alcolici regolarmente. I giovani italiani bevono meno ma cominciano prima: in media a 12,2 anni contro i 14,6 della Ue. Le conseguenze di un eccesso di bere si ritrovano sulla strada. Sono 2.500 i giovani che ogni anno perdono la vita per incidenti stradali causati dallalcol.
Sms e mail, bullismo online. Il bullismo sposa la rete, ed è questa la nuova forma di prevaricazione e di prepotenza fra i più giovani basata sulluso di internet o del telefonino. La deriva del cyber-bullying - come la definisce il rapporto sullinfanzia e ladolescenza di Eurispes-Telefono Azzurro - prende forma nellinvio di sms ed e-mail oppure nella creazione di nuovi siti o anche nella diffusione di foto o di filmati compromettenti sulla rete. Il tutto, rigorosamente coperto dallanonimato, per minacciare o calunniare la vittima malcapitata.
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giovedì 15 novembre 2007
ore 09:51 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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mercoledì 14 novembre 2007
ore 10:14 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Esami universitari falsificati: funzionario arrestato a Catanzaro
CATANZARO - In cambio di denaro falsificava i libretti universitari facendo risultare come superati esami che in realtà non erano mai stati sostenuti. Francesco Marcello, funzionario dellUniversità, 49 anni, è stato arrestato dai carabinieri con le accuse di corruzione e falso ideologico e materiale.
Secondo gli inquirenti, Marcello ha consentito a un certo numero di studenti di conseguire la laurea in Giurisprudenza, facoltà presso la quale è responsabile della segreteria didattica.
Allarresto del funzionario si è arrivati nellambito di uninchiesta condotta dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Salvatore Curcio, che ha chiesto al gip lemissione di unordinanza di custodia cautelare. Marcello è stato posto agli arresti domiciliari.
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martedì 13 novembre 2007
ore 10:29 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Cambia lAve Maria: "Era stata tradotta male" di MARCO POLITI
CAMBIA in chiesa lAve Maria, ma rimarrà la stessa sulle labbra dei fedeli. La nuova versione inizierà con un gioioso "Rallegrati, o Maria", quasi una trasposizioneverbale di quelle annunciazioni in cui lAngelo sembra irrompere sulla scena sconvolgendo una Madonna timorosa quanto umile. "Rallegrati" sarà in italiano il saluto primordiale, che mette in moto il Vangelo.
In altre lingue è stato tradotto da tempo. "Hail", dicono gli inglesi. "Sii salutata", suona in tedesco. "Io vi saluto, Maria", annuncia langelo Gabriele in francese. Mentre lo spagnolo, più magniloquente, incomincia con "Dios te salve, Maria". Il passo della preghiera, come migliaia e migliaia di altre espressioni liturgiche, è stato sottoposto dalla Conferenza episcopale italiana ad un attento restyling per rendere il linguaggio dei riti il più possibile familiare al fedele che ascolta (garantendo la massima rispondenza alloriginale greco).
Ma sarà così soltanto per le letture che vengono fatte durante la messa. Per quanto riguarda la preghiera pronunciata dai fedeli, le sue parole non cambieranno. Troppo radicato e misteriosamente sacro è quell"ave" ripetuto da secoli nel momento del dolore, del bisogno, della speranza contro ogni speranza. Perciò la Cei non ha voluto cambiare nulla.
Invece il Lezionario liturgico - frutto di un lavoro iniziato nel 2002 e che ancora prosegue - è ricco di molti aggiustamenti, che i cattolici più attenti alle sfumature potranno già avvertire dalla prima domenica dAvvento. E stato aggiornato anche il Padre Nostro. Ed è una modifica importante. Là dove la formula tradizionale, dopo linvito a rimettere i debiti ai debitori come il fedele chiede per sé a Dio, continuava con il celebre "e non ci indurre in tentazione", dora in avanti si reciterà: "e non abbandonarci alla tentazione".
La riformulazione ha un significato teologico. E pensabile, infatti, si sono chiesti da tempo teologi ed esperti di liturgia, dire a cuor leggero che Dio "induce" alla tentazione e quindi a peccare? Nemmeno il serpente nel paradiso terrestre, a voler spaccare il capello, spinge Eva a prendere il pomo proibito. Si limita soltanto a dire che se Adamo ed Eva ne mangeranno, diventeranno "simili a Dio".
Insomma la responsabilità ultima è dellindividuo lasciato nella sua responsabilità dinanzi al bivio tra il bene ed il male. Ed ecco allora la traduzione più misericordiosa (e teologicamente corretta): "e non abbandonarci alla tentazione". Come se il cristiano dinanzi alle sabbie mobili dellerrore, chiedesse laiuto del Padre che già guidò con braccio forte gli israeliti dalla schiavitù alla terra promessa.
Sparisce, poi, dalla famosa esortazione allimpossibilità di servire due padroni, lormai oscuro termine aramaico "mammona". I fedeli capiranno che dovranno scegliere tra lidolo della "ricchezza" e Dio. Ricchezza ingiusta, si è affrettato a chiosare il segretario della Cei mons. Betori. E tuttavia i traduttori hanno avuto anche tenerezza per leloquio popolare. Forse era più giusto dire "briganti", ma chi potrà sradicare dalla memoria popolare limmagine dei "ladroni"?
Brigante sarà quello di Pinocchio, ladroni sono e rimarranno quelli - il buono e il cattivo - che fanno compagnia a Cristo sul Golgota. Per non dire che di ladroni sono pieni anche i giorni nostri.
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martedì 13 novembre 2007
ore 10:16 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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lunedì 12 novembre 2007
ore 09:54 (categoria:
"Vita Quotidiana")
"I nostri bimbi romeni insultati a scuola" Gli episodi in alcune scuole delle province di Treviso e Vicenza di ROBERTO BIANCHIN
TREVISO - Bambini italiani contro bambini romeni. Finisce per avvelenare anche i rapporti tra i più piccoli il caso di Giovanna Reggiani, la donna massacrata a Roma dal rumeno Nicolae Mailat. Lassociazione degli immigrati romeni che vivono nel Veneto ha denunciato che in alcune scuole delle provincie di Treviso e di Vicenza, dei bambini romeni sarebbero stati aggrediti e molestati da alcuni loro compagni di classe italiani. Vi sarebbero state spinte, minacce e insulti nei confronti dei bambini romeni, accusati dai loro coetanei di appartenere a un "popolo di assassini".
A raccontare il fatto è Ileana Fofuca, presidentessa dellassociazione culturale "Tera Nova" che riunisce i romeni della provincia di Treviso. Secondo la donna, che è rumena, sposata con un italiano, ha due figli e vive ad Asolo, nel Trevigiano, sarebbero stati gli stessi ragazzini romeni a raccontare ai loro genitori che allindomani del terribile delitto di Roma sarebbero stati malmenati e insultati da alcuni loro compagni di classe. Per questo alcune madri romene avrebbero tenuto a casa da scuola i loro figli per paura di ritorsioni, dopo che i piccoli avevano riferito di avere subìto maltrattamenti e offese. "Sono preoccupata - dice la donna - per il clima di tensione, di incertezza e di diffidenza in cui stiamo vivendo in questo periodo". Lassociazione romena ha invitato tutti gli insegnanti delle scuole venete a vigilare per prevenire atti di intolleranza, e a diffondere messaggi di amicizia tra i due popoli. Della questione verrà interessato anche il Provveditorato agli studi.
Ma le preoccupazioni sono più ampie. Cè infatti il timore che si instauri e si diffonda un clima di odio fra italiani e romeni, e che questo possa anche portare a delle conseguenze negative per i 3.500 imprenditori del Nord Est che lavorano, senza aver incontrato fino a questo momento grossi problemi, in Romania. La presidentessa dellassociazione "Tera Nova" ha perciò rivolto un invito anche ai suoi connazionali, nel nome della "antica amicizia" tra Italia e Romania, affinché "non dimentichino il tradizionale spirito di ospitalità e di accoglienza che è tipico del nostro popolo". E amareggiata, Ileana Fofuca, per questi che giudica "dei segnali di intolleranza molto preoccupanti", ma è anche critica, pur manifestando "piena solidarietà a chi ha vissuto tragedie inimmaginabili", verso le autorità italiane "che danno limpressione di non saper affrontare una situazione che rischia di degenerare". La portavoce della comunità romena, che fa parte del coordinamento dei migranti "Cittadinanza Attiva", racconta che la maggioranza degli oltre 8mila romeni che vivono in provincia di Treviso, "si è integrata bene, studia, lavora e si comporta onestamente". Ma ora, spiega, "sta iniziando a pagare duramente le conseguenze per gli atti folli di qualche singolo delinquente".
Secondo lassociazione infatti, "non si può fare di tutta lerba un fascio, cadendo vittime di pregiudizi. Perché il clima che ormai serpeggia tra gli adulti si sta cominciando ad insinuare anche nei più piccoli, come dimostrano gli episodi di intolleranza avvenuti in alcune scuole. E questo è molto grave". Fino a ieri i lavoratori romeni non avevano creato particolari problemi nella regione. I primi attriti con le popolazioni locali sono sorti da quando alcune bande di romeni hanno preso il controllo del mercato della prostituzione, dellaccattonaggio e della droga.
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lunedì 12 novembre 2007
ore 09:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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