|



NICK:
ecce_
SESSO:
m
ETA': 33
CITTA': padova
COSA COMBINO:
STATUS: single
[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE
COMPLETO]
[
SCRIVIMI
]

STO LEGGENDO
HO VISTO

STO ASCOLTANDO
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
|

Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. In povertà mia lieta scialo da gran signore rime ed inni d’amore. Per sogni, per chimere e per castelli in aria l’anima ho milionaria. Talor dal mio forziere ruban tutti i gioielli due ladri: gli occhi belli. V’entrar con voi pur ora ed i miei sogni usati e i bei sogni miei tosto son dileguati. Ma il furto non m’accora, poiché vi ha preso stanza la dolce speranza!
Or che mi conoscete, parlate voi. Chi siete? Via piaccia dir?

Scrivo un diario inutile. senza note, senza parole, senza frasi. Solo pagine vuote, bianche. Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano. (Alessandro Sebastiano Morandi)
|
(questo BLOG è stato visitato 27387 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ULTIMI
10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso
il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )
|
martedì 8 maggio 2007
ore 11:38 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Nottambuli? Colpa del gene «ore piccole»
NEW YORK - Vi piace tirare sempre tardi? Di sera «girate a mille» e la mattina non vi alzereste mai? Forse è colpa del «gene delle ore piccole». A fare la scoperta, e a pubblicarla sulla rivista Science, sono stati ricercatori delluniversità di Cambridge e di New York hanno studiato alcuni topolini, concentrandosi sulle alterazioni del loro ritmo giornaliero, in modo da identificare i geni implicati. E hanno scoperto che in alcuni animali con periodi di sonno o veglia molto lunghi, di circa 27 ore (contro le 23,6 ore di media), la responsabilità è di una mutazione genetica situata nel gene Fbx13, che interviene sul degrado di una proteina «orologio», chiamata «Cry». Il prossimo passo, dicono gli scienziati, sarà quello di trovare il corrispondente gene mutato negli uomini. RITMI CIRCADIANI - Non deve sorprendere che sonno e veglia siano condizionati da geni e proteine. Tutto ha origine infatti da UNA serie di reazioni chimiche che partono dal cervello. I ritmi circadiani (dal latino circa diem= intorno al giorno) sono regolati sia negli animali che nelluomo da una serie di orologi interni, che controllano non solo il sonno in senso stretto, ma anche i processi fisiologici di tutti gli organi, facendoli funzionare in modo più o meno inteso a seconda del momento della giornata. Il cuore di questorologio è situato nelle profondità del cervello, in particolare nellipotalamo e nellepifisi, e la regolazione del corpo avviene attraverso ormoni e segnali neuronali in risposta agli stimoli luminosi che arrivano della retina, la membrana nervosa dellocchio.
IMPLICAZIONI -La scoperta, anche se per ora fatta su topi, potrebbe avere importanti implicazioni, soprattutto in una società come la nostra attiva 24 ore su 24, sette giorni su sette, dove i turni di lavoro e i viaggi intercontinentali sono spesso collegati a diverse malattie. E anche per alcune patologie neurologiche, come demenza, disturbo bipolare, e ritardo mentale, in cui si assiste allo sconvolgimento del ciclo sonno-veglia.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
martedì 8 maggio 2007
ore 11:09 (categoria:
"Vita Quotidiana")
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 7 maggio 2007
ore 19:18 (categoria:
"Vita Quotidiana")
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 7 maggio 2007
ore 19:08 (categoria:
"Vita Quotidiana")
SINGLE: 71% NON LO E PER SCELTA E 4 SU 10 HANNO ANIMALE
Sette single su dieci considerano la propria condizione provvisoria e quattro su dieci considerano la solitudine o la mancanza di un appoggio la peggiore delle sofferenze. Sono questi i principali risultati, diffusi attraverso un comunicato, di una ricerca condotta da Makno & Consulting per Parship, un portale internet specializzato negli incontri virtuali per single in cerca damore. In Italia esistono 6,8 milioni di single tra liberi, separati, divorziati, vedovi e questo sondaggio telefonico ha intercettato i dati di 600 di loro. Circa tre single su quattro sono "liberi", come e duso scrivere oggi sui documenti didentita, e piu della meta del totale vive con i genitori (88% dei celibi e il 61% delle nubili) mentre il 7% vive in un alloggio in condivisione e il 19% con i figli. Il 42% di loro ha in casa un animale domestico. Lavere gia dei figli non sembra nell85% dei casi costituire un ostacolo per la ricerca del partner, ma il 20% circa dei single senza figli si dichiara sicuro di non volere dei figli in futuro, in particolare nella fascia deta compresa tra i 45 e i 55 anni. Da un punto di vista politico, essere single e perfettamente bipartisan: un terzo e vicino al centrodestra, un terzo al centrosinistra, un terzo si tiene ben lontano dallargomento.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 7 maggio 2007
ore 18:35 (categoria:
"Vita Quotidiana")
E per le donne arriva la «dieta orgasmica» di Simona Marchetti
MILANO - Se già il titolo è tutto un programma, “The Orgasmic Diet” (edizioni Piatkus, disponibile dal 15 maggio), la premessa-promessa è ancora più accattivante: “come avere orgasmi in due settimane, anche se non ne avete mai avuto uno prima”. La “ricetta miracolosa” è di una trentanovenne di Boston, Marrena Lindberg, che, stanca di appartenere a quel 25% di donne per le quali la parola “orgasmo” è appunto una parola e basta, ha trovato la chiave del piacere e ci ha scritto sopra un libro.
ESERCIZI - Tutto sarebbe nato da un banale esercizio di stretching fatto in macchina: stiracchiando il corpo indolenzito dopo un viaggio, infatti, la Lindberg avrebbe agito inconsapevolmente sui muscoli pelvici, scatenando un terremoto di sensazioni nuove. La donna ha ripetuto l’esperimento centinaia di volte, sempre con il medesimo, sconvolgente risultato, e ha presto intuito che gli esercizi di ginnastica pelvica imparati dopo l’ultima gravidanza e le dosi massicce di olio di fegato di merluzzo che prendeva come ricostituente potessero c’entrare in qualche modo, ma per convincere gli scettici (e arrivare a pubblicare il libro) ci voleva ben altro. Così, si è messa a studiare a fondo la materia, provando, sperimentando e consultando schiere di specialisti e testi scientifici.
IL LIBRO - Il risultato è, appunto, “The Orgasmic Diet”, la dieta orgasmica, e il libro è stato analizzato e “testato” dall’esperta di medicina del serissimo “Times” che, per la verità, non è sembrata particolarmente colpita dall’esperienza. Il principio di base della teoria della Lindberg punta a ristabilire l’equilibrio fra due neurotrasmettitori presenti nel nostro organismo, serotonina e dopamina, e per riuscirci – sostiene la Lindberg - basterebbe assumere quotidianamente almeno 4 grammi di Omega 3 e una tavoletta al giorno di cioccolato fondente. Vietatissimi, invece, ginseng, caffeina, nicotina e ginko biloba: insomma, tutte quelle sostanze che per anni si è pensato avessero poteri miracolosi per la libido. Gli esperti, però, mettono in guardia sulle dosi di Omega 3 indicate dalla scrittrice americana: oltre all’esborso economico (usando uno dei prodotti più comuni in Inghilterra, il Solgar’s Omega-3 “700”, ci vorrebbero 8 capsule al dì, per un totale di 96 sterline al mese, circa 140 Euro), ci potrebbero, infatti, essere anche rischi per la salute, perché la quantità giornaliera di Omega 3 raccomandata è di 1,1 grammi e dosi massicce causerebbero un incremento dei tempi di coagulazione del sangue. Quanto al cioccolato, poi, 100 grammi apportano circa 500 calorie, dettaglio da non sottovalutare se non si vuole correre il rischio di diventare donne si da orgasmo, ma pure con la cellulite. Da qui, il consiglio a seguire una dieta povera di carboidrati e zuccheri e ricca, invece, di proteine.
GINNASTICA - Visto però che nessuna dieta funziona davvero senza un adeguato esercizio fisico, “The Orgasmic Diet” raccomanda 20 minuti di ginnastica pelvica al giorno. Ovviamente, serve un attrezzo specifico, chiamato “GyneFlex” : a prima vista, ricorda una gigantesca molletta di plastica ma, assicurano quelli che lo vendono (45,94 dollari tasse comprese, poco più di 30 euro), i risultati sono garantiti anche con un uso quotidiano di soli 5 minuti. Disponibile con 6 diversi livelli di resistenza, a seconda della vostra “tonicità pelvica” (da “patetica” a “in grado di aprire una bottiglia di birra”) e accompagnato da un manuale di istruzioni, basta inserirlo proprio lì e il gioco è fatto. Per una versione più soft, invece, basta cliccare su un altro sito , dove la personal trainer Jenni Russell spiega come allenare la propria muscolatura pelvica con un semplice pallone di plastica. Ricapitolando: per un orgasmo da urlo, bisogna non bere, non fumare, fare esercizio fisico, evitare grassi e zuccheri e mangiare cinque volte al giorno. Guarda caso, i punti-cardine di qualsiasi dieta. Ci avessero pensato prima, ironizza il “Times”, saremmo forse tutti più magri e soddisfatti. Anche sessualmente.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 7 maggio 2007
ore 12:44 (categoria:
"Vita Quotidiana")
"Troppo pesante quel ponte per Venezia" Così il progetto di Calatrava sul Canal Grande rischia di far crollare le rive di ROBERTO BIANCHINI
CERA un cartello luminoso, qualche anno fa, che indicava quanti giorni mancavano alla posa del ponte. Ora il cartello non cè più e il ponte non cè ancora. Il quarto ponte sul Canal Grande, tra Piazzale Roma e la stazione, firmato dal celebre architetto Santiago Calatrava. Unopera definita "un gioiello dellarchitettura moderna".
Ma anche il ponte più lungo del mondo, nel senso del tempo che è passato invano per costruirlo: undici anni, con i costi che nel frattempo sono triplicati e hanno superato i 10 milioni di euro. E sarebbe niente. Perché ora si scopre un nuovo inghippo: il ponte rischia di far crollare le rive. I tecnici hanno calcolato che nel momento in cui il ponte verrà "appoggiato", le due fragili rive che dovranno sostenerlo, sulle due sponde opposte del Canal Grande, subiranno una spinta micidiale, pari a quella di 75 Tir a pieno carico. Praticamente, un ciclone.
A Cà Farsetti, sede del Comune, si sono messi le mani nei capelli. Poi hanno deciso di correre ai ripari. Hanno chiamato un nuovo esperto, lennesimo, Giorgio Romaro, ordinario di progettazione delle strutture in acciaio alluniversità di Padova, e gli hanno chiesto di trovare un rimedio. Lingegnere, che già ha lavorato con Calatrava allinstallazione delle strutture delle Olimpiadi di Atene, si incontrerà a Venezia con il celebre architetto per studiare il da farsi e indovinare la mossa vincente per tentare di chiudere questa vicenda diventata ormai tragicomica.
Tra le ipotesi sul tappeto, quella di simulare in cantiere la posa del ponte per evitare brutte sorprese, e di bloccare la spinta dei 75 Tir sulle sponde con 16 potentissimi e giganteschi martinetti. Ma pur così rinforzate, le delicate sponde veneziane che poggiano su un sottosuolo molto debole, fatto di melma e non di roccia, reggeranno lurto tremendo? A questa domanda nessuno osa dare una risposta. Così come nessuno si azzarda più a fare una data, dopo che negli ultimi anni sono saltate tutte. Si spera solo, ma in silenzio, che loperazione si possa fare la terza domenica di luglio, il 15, giorno della festa del Redentore. Confidando in un miracolo.
"La struttura del ponte, che è unopera unica al mondo, non presenta alcun problema - dice il sindaco Massimo Cacciari - ma bisogna fare molte prove, con calcoli molto difficili, per avere la totale sicurezza della tenuta delle spalle, che subiranno ciascuna una spinta di 1.500 tonnellate al momento della posa del ponte, e non possono subire un arretramento di più di due centimetri".
Per rendere lidea, dato che la spinta di un Tir carico è di 40 tonnellate, è come se su ciascuna delle rive piombassero simultaneamente 37 Tir e mezzo. E poiché le spalle sono appoggiate su un fondale piuttosto molle, occorrerà fronteggiare la grande spinta con lultilizzo di una serie di martinetti, che verranno poi tolti una volta sistemato il ponte, anche per uneventuale manovra di blocco immediato della posa. Tutto questo comporterà unaltra spesa aggiuntiva di 1 milione e 200mila euro. "Il vero problema - spiega il sindaco - è che unopera di questo genere non può essere messa a gara come fosse un qualsiasi ponticello. Si doveva restringere la gara a imprese che avessero già realizzato almeno alcuni ponti dello stesso tipo, ma questo non è stato possibile, a causa delle famigerate norme sui lavori pubblici in Italia, che privilegiano lofferta al massimo ribasso, e che alla fine si traduce in tempi più lunghi, costi maggiori e risultati spesso inferiori alle attese".
Non a caso lopposizione ha chiesto sul tema un consiglio comunale straordinario e lesponente di An Pietro Bortoluzzi ha presentato un esposto alla Corte dei Conti denunciando "lo spreco di denaro pubblico". Del ponte, una struttura ad arco ribassato di 74 costole di vetro una diversa dallaltra, che è stato costruito in un cantiere della terraferma veneziana, dove si trova attualmente, si cominciò a parlare nel 1996 quando il Comune, anche allora guidato da Cacciari, accettò la donazione fatta alla città da Calatrava dello "studio di fattibilità" per il nuovo ponte. Costo inizialmente previsto, 7 miliardi di lire.
Ora la spesa è triplicata. E in questi anni sono sorti innumerevoli problemi, ci sono state cinque varianti in corso dopera, perizie suppletive, lavori sospesi e ripresi, e si è avvicendata inutilmente una marea di consulenti. Si era persino ipotizzato di costruire un tunnel subacqueo per sostenere le fondazioni delle due spalle del ponte. Ora si spera che bastino i martinetti.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 7 maggio 2007
ore 11:54 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Siamo tutte Ségolène un po intristite di Maria Laura Rodotà
Oggi siamo tutte Ségolène; ed è una pulsione prepolitica (anzi, postvoto). Si sentono Ségolène tante che non la sopportano e pure tante che non lavrebbero mai votata. Quelle che sono sempre gentili e si vedono mettere i piedi in testa; quelle che si arrabbiano e così si fanno fregare; quelle che lavorano tanto e gli passa davanti il collega ostentatamente sicuro e brillantone; quelle con cui i brillantoni hanno sempre la meglio e a loro le battute per stenderli vengono sempre il giorno dopo. Quelle che combattono per avere tutto o meglio per tenere tutto insieme, e gli sembra di riuscirci, ma poi scoprono che più di tanto una femmina non può fare. Non è questione di schieramenti o di programmi; o non solo. Negli ultimi giorni la tenacia della superdonna supernormale (un po per finta un po no) e il suo risultato non scontato avevano creato tifo, anche sotterraneo, anche in Italia. Specie perché lavversario Sarkozy è di quelli che tutte avrebbero voluto strozzare almeno una volta nella vita: arrogante, umorale, sprezzante nei confronti maschio-femmina, capace di vincere giocando sul tono della voce (dopo il dibattito Sarko-Ségo bisognerà provare ad andare in tv con quei modifica-voce che danno a chiunque il timbro di Barry White, forse). Però non cè da portare il lutto; Royal ha perso, tutte le Ségo intristite possono ricominciare da qui. Le elezioni francesi faranno scuola, video e dibattiti sono online. Si potranno studiare per non farsi più battere dai Sarko di ogni genere (magari giocando più sporco di loro, su idee e azioni ma anche dicendogli che sono bassi; i machos vincenti del terzo millennio sono assai più vanitosi delle donne, e mostrare le loro fragilità conterà in futuro più delle quote rosa, probabile; nel frattempo, tirarsi su).
LEGGI
I COMMENTI (1)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 7 maggio 2007
ore 10:45 (categoria:
"Vita Quotidiana")
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
sabato 5 maggio 2007
ore 11:05 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Tania Derveaux, candidata in Belgio per le elezioni al Senato, si è fatta fotografare nuda per la campagna elettorale. Le foto sono state pubblicate dal più popolare periodico maschile del Paese. In queste foto, la didascalia: "Vi prometto 400.000 posti di lavoro". Il doppio di quelli promessi dal principale partito del Belgio, il VLD. Mentre un altro partito, minoritario, ne aveva promessi 260.000. Adesso il nuovo e controverso partito NEE ne promette 400.000, per bocca della bella candidata. Interessante strategia
LEGGI
I COMMENTI (1)
- SEGNALA questo BLOG
venerdì 4 maggio 2007
ore 13:40 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Precarietà e stipendi modesti. Ma dopo cinque anni si lavora di DANIELE SEMERARO
ROMA - Quanto sono appetibili, al giorno doggi, le facoltà di Lettere e Filosofia? E quali sono le caratteristiche e le condizioni occupazionali dei laureati, ad esempio, in Lingue, Scienze della comunicazione, Filosofia, Dams, Storia, Lettere, Conservazione dei beni culturali? A queste domande rispondono due indagini del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea presentate questa mattina a Palermo.
Tra i dati più significativi cè da notare che laffacciarsi alluniversità di giovani provenienti da fasce di popolazione meno favorite non si riscontra nei corsi umanistici, mentre emergono aspetti non incoraggianti: laccentuarsi del fenomeno dei fuori corso, la limitata partecipazione alle esperienze di studio allestero e la quota elevatissima di chi vuole continuare la formazione anche dopo la laurea. Aumentano, e qui cè qualche buona notizia, anche gli studenti che frequentano le lezioni, che fanno esperienze di tirocini e stage e che hanno conoscenze informatiche e della lingua inglese maggiori rispetto ai colleghi che li hanno preceduti.
Frequenza alle lezioni. A Scienze della comunicazione, unica branca di Lettere e Filosofia, si allarga la fascia di ragazzi che provengono da famiglie dove la laurea non è mai entrata. Non è così, invece, negli altri percorsi di studio "dove probabilmente - si legge nel rapporto - una famiglia più attrezzata culturalmente alle spalle agevola scelte formative che hanno esiti occupazionali rinviati nel tempo". La frequenza alle lezioni non è molto alta, anzi è tra le più basse rispetto alla media nazionale di 52,5 per cento: si va da circa 41 laureati su 100 che hanno frequentato almeno i tre quarti degli insegnamenti previsti al Dams a 55 su cento per Lingue.
Età dei laureati. Curioso vedere come, per i ragazzi del vecchio ordinamento, letà media dei laureati metta in luce un considerevole divario tra i più veloci (i laureati in Scienze della comunicazione che si laureano a 25,5 anni, ben al di sotto della media nazionale) e i più lenti (i laureati in Storia, che conseguono il titolo a 30,5 anni e quelli in Filosofia, che escono dalluniversità a 29,3 anni). Per quanto riguarda il voto di laurea, si passa, per i laureati del vecchio ordinamento, da un minimo di 105,8 (Scienze della comunicazione) ai massimi di 109,1 e 109,2 (Storia e Filosofia).
Sbocchi occupazionali. Ciò che emerge con più evidenza è che, trattandosi di lauree generaliste, gli sbocchi occupazionali sono apprezzabili nel medio periodo, quindi dopo circa cinque anni. Rimane per una quota rilevante di laureati, soprattutto per quelli che hanno trovato sbocco nel pubblico impiego, il problema cruciale della precarietà e la difficoltà dovuta a bassi guadagni. Generalmente, le lauree umanistiche sono considerate deboli dal punto di vista del mercato del lavoro: nel contesto occupazionale del nostro paese, infatti, gli umanisti avvertono più difficoltà, più che nella ricerca del lavoro, nella stabilità del posto e nello stipendio.
A un anno dalla laurea lavora il 52,4 per cento dei laureati. I percorsi che più danno lavoro immediato sono il Dams, Storia, Lingue e Scienze della Comunicazione, anche se cè da dire che i laureati in Storia, Filosofia, Dams e Lettere conoscono il mondo del lavoro già durante gli studi universitari.
"Il profilo che ne esce - commenta Andrea Cammelli, direttore del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea e docente alluniversità di Bologna - è quello di un laureato più impegnato negli studi, che ha nel proprio bagaglio formativo esperienze di stage e tirocini, con maggiori conoscenze delle lingue e dellinformatica, ma anche un laureato che sta accumulando ritardi e che è più esigente nei confronti dellofferta formativa delluniversità riformata".
"Nel medio periodo di cinque anni - continua Cammelli - la condizione occupazionale è migliore di quella solitamente associata alle lauree deboli. Certo, rimane il problema della precarietà, dovuto agli sbocchi prevalenti nellinsegnamento e nel pubblico impiego, e di stipendi modesti".
"Il tema del senso e della funzione dei saperi umanistici in un momento di grave crisi dellUniversità - spiega Giovanni Ruffino, preside di Lettere allateneo di Palermo - è al centro del convegno "I saperi umanistici nellUniversità che cambia" al quale prendono parte in questi giorni grandi personalità tra cui filosofi, storici, sociologi, studiosi di letterature e beni culturali, storici dellarte e archeologi".
Lindagine AlmaLaurea, nella parte prettamente accademica, ha coinvolto oltre 32mila persone laureatesi nel 2005 in 38 atenei e rappresenta circa il 70 per cento dei laureati umanisti nellintero sistema universitario italiano. Per quanto riguarda la parte del lavoro, invece, sono stati interpellati 13.617 laureati con il vecchio ordinamento e 2,769 laureati del nuovo.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
> > > MESSAGGI PRECEDENTI
|
|
APRILE 2026
<--Prec.
Succ.--> |
| Do |
Lu |
Ma |
Me |
Gi |
Ve |
Sa |
| |
|
|
1
|
2
|
3
|
4
|
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
11
|
|
12
|
13
|
14
|
15
|
16
|
17
|
18
|
|
19
|
20
|
21
|
22
|
23
|
24
|
25
|
|
26
|
27
|
28
|
29
|
30
|

|