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MERAVIGLIE

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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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giovedì 23 novembre 2006
ore 23:55
(categoria: "Vita Quotidiana")



Riappropriamoci degli spazi
Riappropriamoci di ciò che è nostro
Riappropriamoci della nostra vita non lasciamola scorrere così!
Ripetutamente!

Ripetuta ripetuta ripetuta brr brr
ripetuta ripetuta ripetutamente
Ripetuta ripetuta ripetuta brr brr
ripetuta ripetuta ripetutamente


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giovedì 23 novembre 2006
ore 22:34
(categoria: "Vita Quotidiana")





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giovedì 23 novembre 2006
ore 18:32
(categoria: "Vita Quotidiana")



Iraq sull’orlo della guerra civile
150 morti, assalti e autobombe a Bagdad

BAGDAD - Una nuova giornata di sangue in Iraq, con una serie di attacchi - fra i più sanguinosi dalla caduta del regime di Saddam Hussein - dal bilancio pesantissimo: 144 morti e 236 feriti a Sadr City, il quartiere-roccaforte sciita di Bagdad, teatro di sei attentati compiuti con altrettante autobomba imbottite con circa 600 chili di tritolo. Un kamikaze è stato bloccato prima che potesse far esplodere una settima autobomba caricata con 110 chili di esplosivo. Alle sei vetture - ha spiegato la tv di Stato al Iraqiya - si sono aggiunti tiri di mortaio e di razzi Katyusha. E sempre a Bagdad, in mattinata, miliziani hanno assaltato il dicastero della Sanità: anche in questo caso ci sarebbero numerose vittime. Così come avrebbero provocato morti, fra i civili, i militari americani che hanno aperto il fuoco contro un minibus, sempre a Sadr City. Il governo iracheno ha imposto il coprifuoco, a tempo indeterminato, nella capitale, a partire dalle 20 di oggi.

L’assalto al ministero. Un centinaio di uomini armati e a viso coperto ha attaccato il ministero della Sanità, al centro di Bagdad. La notizia è stata data dal viceministro Hakim al-Zamily, intrappolato nel palazzo con circa 200 impiegati. ’’Prima sono arrivati colpi di mortaio da una zona vicino all’edificio, poi circa cento uomini armati a volto coperto hanno fatto irruzione nell’edificio". Fonti della sicurezza aggiungono che gli scontri a fuoco continuano e che le guardie hanno chiesto il rinforzo dell’esercito. Da giorni i vertici del ministero - controllato dagli sciiti di Muqtada al Sadr - sono sotto attacco: lo stesso al Zamily è scampato lunedì a un attentato, mentre domenica l’altro viceministro, Ammar Assafar, è stato rapito da armati nella sua abitazione.

Marines, fuoco sui civili. Almeno quattro persone hanno perso la vita mentre altre otto sono rimaste ferite quando soldati americani hanno sparato contro un minibus a Sadr City. Secondo alcuni testimoni, la sparatoria sarebbe avvenuta mentre le truppe Usa stavano ritirandosi dal quartiere di Bagdad per rientrare alla base militare, dopo un’incursione in una casa della zona. I militari avrebbero aperto il fuoco con le mitragliette contro degli operai che stavano andando al lavoro a bordo di un bus. Tra i feriti, alcuni sono molto gravi e ci sono anche due donne. I soldati Usa avrebbero arrestato 5 persone, sospettate di essere coinvolte nel sequestro di Ahmed Altaie, un giovane militare statunitense di origini irachene, rapito il 23 ottobre nella capitale e probabilmente ostaggio di miliziani sciiti.


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giovedì 23 novembre 2006
ore 11:32
(categoria: "Vita Quotidiana")



Cina, ergastolo al re del porno online

PECHINO - Brutta avventura per il re del porno cinese, che non è sfuggito alla occhiuta giustizia del Paese. Chen Hui, 28 anni, è stato condannato all’ergastolo per aver fondato il sito internet «a luci rosse» più frequentato dai connazionali. Altre otto persone sono finite in carcere. La notizia è stata diramata dai canali governativi di Pechino. La Corte di Taiyuan ha emesso la sentenza di condanna e ordinato la confisca di 100.000 yuan (12.500 dollari). Gli altri otto trascorreranno in carcere dai 13 mesi ai 10 anni. Chen ha fondato il portale «Pornographic Summer» nel 2004 e ha poi dato vita ad altri tre siti dai contenuti pornografici, traendo profitti con le spese di registrazione - che andavano dai 25 ai 33 dollari - dei circa 600.000 abbonati attirati dal portale.

PORNOGRAFIA AL BANDO - E’ difficile stabilire quanti soldi abbia accumulato, dato che la maggior parte della somma guadagnata è stata spesa o versata su conti bancari all’estero. L’abile Chen è riuscito perfino a impedire la chiusura del sito cambiando regolarmente il nome del dominio e il server. La pornografia è stata messa al bando in Cina fin dai tempi del regime di Mao Tse Tung, ma con l’avvio delle riforme economiche è diventata accessibile, sotto gli occhi però della polizia informatica che perlustra la Rete in cerca di contenuti censurabili.


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giovedì 23 novembre 2006
ore 10:25
(categoria: "Vita Quotidiana")





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mercoledì 22 novembre 2006
ore 14:55
(categoria: "Vita Quotidiana")



Il Getty Museum non restituisce Afrodite
"All’Italia spettano solo 26 opere"

LOS ANGELES - Il Getty Museum rompe le trattative con l’Italia e decide di non restituire l’Afrodite e il Giovane Vittorioso, le due preziose statue inserite nell’elenco delle opere trafugate e finite a Malibu.

In una lunga lettera di sei pagine al ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, il direttore del museo Michael Brand ha espresso "profondo rincrescimento" per la mancata intesa sulla restituzione dei due capolavori. Il Museo ha deciso di rispedire in Italia 26 pezzi di cui è stato accertato l’incauto acquisto, ma punta i piedi sulla Venere di Morgantina e l’atleta di bronzo attribuito a Lisippo (ribattezzato Getty Bronze). Il Getty Museum ha spiegato che l’Italia non ha dimostrato di essere la vera proprietaria delle due statue. Il ministero dei Beni Culturali sta esaminando la situazione e, per ora, non replica.

La vicenda viene trattata con ampio risalto dal New York Times. "Se da un lato sono determinato a garantire che il J. Paul Getty Museum adempia a tutti i suoi impegni internazionali, dall’altro ho ugualmente l’obbligo di preservare e tutelare la collezione del Getty Museum, e di attenermi alle leggi della California", dichiara Brand in un comunicato.

"Questo significa", prosegue, "che non posso restituire oggetti, come la statua del Giovane Vittorioso, che l’Italia per sua stessa ammissione non può rivendicare dal punto di vista legale, o oggetti per cui vi siano prove insufficienti a sostegno della richiesta italiana".

La decisione del Getty Museum arriva dopo un anno di tensioni e trattative con il ministero dei Beni culturali italiano che rivendica la proprietà di ben 52 opere attualmente conservate presso la collezione americana ma che, secondo l’Italia, sono frutto di scavi illegali.

Le 26 opere che il Getty avrebbe intenzione di restituire sono quelle elencate nel documento sottoscritto - il 5 ottobre a Roma - dai legali delle due parti. Documento, venuto in possesso del New York Times, nel quale si spiega che 25 manufatti sono propriamente quelli richiesti dal ministero di Rutelli, più uno che - in base alle ricerche effettuate dal Getty Museum - è sicuramente di proprietà italiana. Si tratta di frammenti di affreschi acquisiti negli anni ’70 e di vasi del periodo attico. Sempre nel documento si sostiene che l’Italia avrebbe rimosso sei opere dall’elenco complessivo delle 52.

Ora, secondo la versione del NYT, l’Italia improvvisamente "avrebbe ripudiato gli accordi del 5 ottobre". Diversa la versione del legale del ministero, Maurizio Fiorilli, interpellato sempre dal quotidiano americano, secondo il quale il documento del 5 ottobre null’altro sarebbe stato se non un preliminare di accordi ancora da sottoscrivere. Da allora, le trattative tra le due parti, si sarebbero parecchio ingarbugliate e il dialogo interrotto. Fino all’offerta finale del Getty Museum: restituiamo solo 26 opere.


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mercoledì 22 novembre 2006
ore 12:09
(categoria: "Vita Quotidiana")



Dalla Chiesa un dossier sul preservativo
Il "ministero" vaticano della Salute ha ultimato uno studio con le indicazioni sull’uso del condom, ora al vaglio del Sant’Uffizio

CITTÀ DEL VATICANO - E’ pronto il «manuale» della Chiesa con le indicazioni sull’uso del preservativo. Non è ancora certo se e quando il documento verrà pubblicato - e tanto meno se esso confermerà il «no» al profilattico o se introdurrà qualche elemento di permissività (all’interno di una coppia di coniugi, di cui uno sieropositivo), ma è ormai sicuro che il Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute ha terminato il suo studio scientifico e teologico-morale sull’utilizzo del condom. Lo ha annunciato il presidente del dicastero vaticano, cardinale Javier Lozano Barragan, durante la conferenza stampa per presentare la conferenza internazionale sugli «Aspetti pastorali della cura delle malattie infettive».

SCIENZIATI E TEOLOGI - Il dossier del «ministero» vaticano della sanità, realizzato su indicazione di Benedetto XVI e redatto con l’ausilio sia di scienziati che di teologi, è stato inoltrato per competenza alla Congregazione della Dottrina della Fede, l’ex Sant’Uffizio. «Il nostro dicastero non ha competenze dottrinali, ma solo pastorali», ha spiegato Barragan. Il tema dell’uso del preservativo, in particolare in relazione alla prevenzione del contagio da Aids, «è un punto che preoccupa molto Benedetto XVI - ha sottolineato il cardinale -. Lui mi ha chiesto di condurre su tale tema un dialogo con la Congregazione per la Dottrina della Fede. Seguendo il suo desiderio, abbiamo compiuto uno studio accurato sul preservativo tanto dal punto di vista scientifico quanto dal punto di vista morale, e abbiamo consegnato il nostro studio - più di cento pagine, anzi quasi 200 - alla Dottrina per la Fede, che lo sta esaminando. E speriamo che il Santo Padre dica quello che sia più conveniente su questo argomento».

FUNZIONE ANTI-AIDS - Se poi la Chiesa debba dare effettivamente una risposta, e come debba essere tale risposta, Barragan ha detto di non saperlo. «Penso - ha però avvertito - che nessuna risposta della Chiesa debba essere tale da favorire il libertinaggio sessuale. Questo lo dobbiamo sapere chiaramente».
Inquietanti, ancora oggi, le cifre sulla diffusione del virus Hiv nel mondo, con 40 milioni di persone infettate, 8.000 morti al giorno e un trend tutt’altro che in diminuzione: tanto che anche recentemente autorevoli uomini di Chiesa - si pensi ai cardinali Carlo Maria Martini, il belga Godfried Danneels, lo svizzero Georges Cottier, ex teologo della Casa Pontificia, l’inglese Cormac Murphy ÒConnor o il vescovo sudafricano Kevin Dowling - hanno guardato all’uso del condom come al «male minore», se esso impedisce il contagio mortale dell’Hiv, fermo restando che per la Chiesa la via migliore rimane la castità.

PRECEDENTI APERTURE - Per sostenere che l’uso del condom può non rappresentare un peccato, Martini aveva affermato nell’aprile scorso in un articolo sull’Espresso che «lo sposo affetto dall’Aids è obbligato a proteggere l’altro partner e questi pure deve potersi proteggere». Due mesi prima Danneels, altra voce dialogante in tema di morale sessuale, aveva spiegato che «se permette la protezione della vita il preservativo non ha un rilievo solo sessuale. Se un uomo malato di Aids obbliga una donna ad avere relazioni sessuali, lei deve poter imporre il preservativo, altrimenti si aggiunge un altro peccato, l’omicidio». «Nella parte scientifica dello studio siamo stati esaustivi - ha spiegato oggi Barragan - e i dati sono di grandissima qualità. Per quanto riguarda poi l’aspetto teologico-morale abbiamo un arcobaleno enorme di posizioni, da quelle più rigorose ad altre più comprensive». Come propria opinione personale, il cardinale Barragan ha voluto ricordare il punto 30 dell’esortazione apostolica «Familiaris consortio», emanata da Giovanni Paolo II nel novembre 1981: «Dice - ha spiegato - che ogni atto coniugale deve essere aperto alla vita. E come dicevano i miei maestri antichi, "intelligenti pauca", a buon intenditor poche parole».


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mercoledì 22 novembre 2006
ore 11:41
(categoria: "Vita Quotidiana")





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mercoledì 22 novembre 2006
ore 11:12
(categoria: "Vita Quotidiana")



Telefonini vietati a scuola: "Pericolosi in mano ai bulli"
di FILIPPO TOSATTO

PADOVA - Il Veneto dice basta a trilli, messaggini, foto e video in aula. Ad annunciare il bando dei cellulari in tutti gli istituti, dalle elementari alle superiori, è il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo: "A scuola i telefonini non servono a nulla - afferma - sono una distrazione inutile, un intralcio al sereno svolgimento delle lezioni che favorisce il calo dell’attenzione e della concentrazione". Non è tutto: "La loro presenza può concorrere all’adozione di atti di bullismo, da riprendere e memorizzare, come purtroppo è già accaduto. Perciò vanno lasciati fuori dalle classi".

La manager allude a quando accaduto, nei giorni scorsi, all’istituto agrario Kennedy di Monselice, nel padovano, dove è circolato un filmato (registrato con un cellulare e diffuso via Internet) che ritrae un docente di italiano sbeffeggiato dagli studenti di una terza: dopo averlo circondato, i ragazzi lo bersagliano di palline di carta, sollevano la sua cattedra dal suolo e infine tentano di "incappucciarlo" con un giornale.

Gesti sconcertanti, che l’insegnante - il conte e gastronomo Piero Fracanzani - si è sforzato, nobilmente, di minimizzare: "Macché bulli, semplici goliardi ripresi oltretutto durante la ricreazione". La sua versione buonista, comunque, non ha convinto le autorità scolastiche: ora gli ispettori inviati nell’istituto stanno interrogando i protagonisti della controversa vicenda.

Storia analoga a Como, dove però è stato il pugno di ferro: per le bravate compiute alle spalle di un’insegnante - ancora una volta riprese col cellulare e trasmesse in rete - i quindici studenti di una quarta del liceo scientifico Paolo Giovio, tutti maschi, saranno sospesi. Avevano trasformato l’aula in un set all’insegna della volgarità: i video li riprendono mentre si abbassano pantaloni e mutande, si arrampicano sulla porta o camminano in aula indossando un body femminile.

Dopo essersi preso gioco della professoressa di latino, qualcuno aveva riversato le immagini sul frequentatissimo portale YouTube (zeppo di video all’insegna del bullismo adolescenziale e scolastico). Una volta scoperti, i ragazzi, perlopiù sedicenni, hanno presentato le loro scuse all’insegnante ma ciò non è bastato loro a evitare la sospensione collettiva, decisa dal consiglio di classe a conclusione di una seduta-fiume animata dagli interventi dei rappresentanti di genitori e studenti.

E che la scuola italiana non attraversi un periodo tranquillo lo conferma quanto accaduto a Chiavenna in provincia di Sondrio quattro minorenni sono stati denunciati dai carabinieri con l’accusa di danneggiamento e incendio doloso, per aver appiccato il fuoco, il 19 novembre, a un’aula scolastica adibita a biblioteca.


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martedì 21 novembre 2006
ore 18:22
(categoria: "Vita Quotidiana")



E’ morto Robert Altman

LOS ANGELES - E’ morto Robert Altman. Il grande regista era nato a Kansas City, Missouri, il 20 febbraio del 1925. Tra i suoi film di maggior successo Mash (1970), Il lungo addio (1973), Nashville (1975) 3 donne (1977), Quintet (1978). Fino ad America oggi (1993), Gosford Park (2001) e Radio America (2006). Quest’anno era stato premiato con l’Oscar alla carriera: era la prima volta che Hollywood gli tributava il prestigioso riconoscimento.

Altman è morto ieri sera in un ospedale di Los Angeles. La notizia è stata data dalla sua compagnia di produzione, Sandcastle 5 Productions, che non ha precisato la causa del decesso. Proprio in coincidenza con l’Oscar alla carriera, il regista aveva rivelato di essere stato sottoposto a trapianto di cuore una decina d’anni fa.


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