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Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. In povertà mia lieta scialo da gran signore rime ed inni d’amore. Per sogni, per chimere e per castelli in aria l’anima ho milionaria. Talor dal mio forziere ruban tutti i gioielli due ladri: gli occhi belli. V’entrar con voi pur ora ed i miei sogni usati e i bei sogni miei tosto son dileguati. Ma il furto non m’accora, poiché vi ha preso stanza la dolce speranza!
Or che mi conoscete, parlate voi. Chi siete? Via piaccia dir?

Scrivo un diario inutile. senza note, senza parole, senza frasi. Solo pagine vuote, bianche. Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano. (Alessandro Sebastiano Morandi)
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lunedì 13 novembre 2006
ore 16:49 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Siccità, malaria e pesci tropicali. il clima in Italia sta già cambiando
ROMA - Quando si parla di cambiamenti climatici spesso si pensa alle catastrofiche conseguenze che avremo di fronte alla fine del secolo, ma i guai non arriveranno tutti insieme. L’aumento medio delle temperature (in Italia dal 1986 +0,4 gradi al nord e +0,7 al sud) sta già provocando un crescente numero di danni. Soprattutto nel nostro paese, delicata terra di confine tra due diversi ambienti climatici: la zona temperata a settentrione e quella subtropicale a meridione. Per questo è quanto mai urgente agire il più in fretta possibile per contrastare il fenomeno.
A lanciare l’ennesimo allarme è stata oggi Legambiente, che in concomitanza con la conferenza internazionale sul clima in corso a Nairobi, ha voluto illustrare gli effetti già in atto. In Italia, ha ricordato il direttore generale dell’associazione ambientalista Francesco Ferrante, "arrivano malattie importate dall’Africa, animali e piante tropicali attaccano la nostra biodiversità, si intensificano alluvioni e siccità, compaiono le prime aree semi-desertiche". "In Europa - ha sottolineato ancora Ferrante - dovremmo essere i più pronti e reattivi nello sforzo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, che sono la causa principale di questi sconvolgimenti e che derivano in larga misura dalla combustione di petrolio e gas nell’industria, nel settore residenziale, nei trasporti e in particolare nel trasporto su gomma".
I segnali non sono però incoraggianti. "Finora - ha ricordato ancora il direttore di Legambiente - siamo stati la ’maglia nera’: dal 1990 le nostre emissioni di anidride carbonica dovrebbero ridursi del 6,5% entro il 2012, ad oggi sono cresciute di quasi il 15%. Serve una decisa conversione a U, il nostro appello al governo Prodi è di consolidare e potenziare nei prossimi mesi i positivi segni di svolta di questo inizio di legislatura". Legambiente ha quindi fornito un quadro dettagliato delle trasformazioni già in atto in Italia.
Caldo anomalo. Il primo e più diretto danno sanitario prodotto dai mutamenti climatici è legato all’aumento della mortalità che si registra in occasione delle più acute ondate di calore. Nell’estate 2003, quando da luglio a settembre la temperatura ha superato di 4/5 gradi la media stagionale, in Italia si registrarono il 14,5% di decessi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Torna la malaria. Va poi aggiunto il pericolo rappresentato dal ritorno di malattie che si ritenevano debellate e dall’arrivo di altre che in precedenza il nostro clima relativamente fresco teneva lontane. Il primo caso è quello della malaria. Nel 1970, l’Europa venne dichiarata dall’Oms area libera dalla malaria. Negli ultimi anni si è registrata una recrudescenza di casi autoctoni, per ora sporadici, concentrati in aree che fino a pochi decenni fa erano altamente malariche. Questo ha fatto ipotizzare che una stabilizzazione degli aumenti di temperatura potrebbe determinare anche nel nostro Paese una ripresa endemica della malaria.
Nuove malattie. Per quanto riguarda le nuove patologie, sta invece rapidamente crescendo il numero di casi italiani di leishmaniosi viscerale umana, infezione trasmessa da piccolissimi insetti che per effetto dei mutamenti climatici prolungano i periodi di attività e colonizzano territori finora immuni. Fino al 1990 si registravano meno di 50 casi all’anno, dal 2000 i casi annuali sono più di 150.
Anche il bestiame in pericolo. Anche nel campo delle patologie animali, i mutamenti climatici stanno importando in Italia malattie tipicamente africane: come la "lingua blu", infezione virale che colpisce tutti i ruminanti, presente dal 2000 in Sardegna, nel Lazio, in Toscana, in Basilicata, in Sicilia, in Calabria.
Alluvioni e siccità. Negli ultimi sessant’anni l’Italia è stata colpita da sei grandi alluvioni autunnali: ben quattro concentrate negli ultimi quindici anni. Sei sono stati anche i periodi di grave siccità (meno di 360 mm di precipitazione media annua), quattro dei quali posteriori al 1990 (1993, 2000, 2001, 2003). L’intensificarsi degli eventi meteorologici estremi è proprio una delle principali conseguenze attese dai mutamenti climatici.
Desertificazione. In Italia sta arrivando il deserto. Si stima che negli ultimi vent’anni siano triplicati i fenomeni di inaridimento del suolo, legati alla cementificazione e all’eccessivo sfruttamento agricolo del suolo, al dissesto idrogeologico ma anche ai cambiamenti del clima: oggi oltre 10 milioni di ettari, pari a un terzo del territorio nazionale, sono a rischio desertificazione. Le regioni più colpite sono la Sardegna, la Sicilia e la Puglia, dove oltre l’80% del territorio è interessato dal problema, ma la desertificazione non risparmia nemmeno le regioni del centro-nord: in Emilia Romagna quasi 700 mila ettari sono in pericolo (31% del totale), in Piemonte 500 mila (19 per cento).
Pesci tropicali. Ormai il 20% delle specie di pesci presenti nel Mediterraneo è "importata". Con il riscaldamento delle acque, sono arrivate diverse nuove specie dal Mar Rosso, come il Pesce flauto e il Siganus luridus. Altre specie immigrate sono i barracuda Sphyraena chrisotaenia e Sphyraena flavicauda, vari tipi di ricciola, il granchio Percnon gippesi. Un altro fenomeno in crescita è il rapido spostamento verso nord degli areali di diffusione di specie indigene: per esempio l’Aguglia imperiale è sconfinata dai suoi mari tradizionali (Ionio, basso e medio Tirreno) fino al Mar Ligure.
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lunedì 13 novembre 2006
ore 09:45 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ebrea perseguitata e centenaria. E lo Stato rivuole il vitalizio di ALBERTO CUSTODERO
Hanno deportato la madre ad Auschwitz. Internato il marito nel campo di concentramento di Urbisaglia. Cacciato i figli da scuola. E tutto questo perché madre, marito e figli erano, come lei, di "razza ebraica". Ma Lili Ascoli Magrini, di Ferrara, centanni il prossimo 31 dicembre, non solo non ha diritto allassegno vitalizio di benemerenza, ma dovrà anche restituire la pensione che le era stata elargita nel 2004.
La sentenza choc è della sezione dappello della Corte dei Conti, secondo cui il riconoscimento non le spetta perché non si è trattato di "atti di violenza fisica o morale contro di lei".
La quasi centenaria aveva iniziato la pratica amministrativa per ottenere la pensione il 10 novembre del 1997 quando la "commissione per le provvidenze ai perseguitati politici antifascisti o razziali" istituita nel 1955 (e voluta da Umberto Terracini), per la prima volta prese in considerazione, fra i perseguitati del fascismo, anche gli ebrei in qualità di vittime di violenza morale.
Ad assisterla in questa sua battaglia legale scandita da ricorsi e controricorsi era stato uno dei suoi due figli che da bambino fu cacciato dalle scuole in seguito alle leggi razziali del 7 agosto del 1938, Geri Bonfiglioli, ex vicepresidente della comunità ebraica ferrarese (ed ex presidente della corale "Vittore Veneziani"), morto lo scorso agosto alletà di 71 anni. La pensione rifiutata a Lili Ascoli Magrini è passata attraverso tre gradi di giudizio.
La commissione ministeriale le aveva dato torto. Dalla sezione Emilia Romagna della Corte dei Conti a cui sera rivolta aveva ottenuto ragione. I giudici contabili di secondo grado, ai quali sera appellato il ministero delle Finanze le ha dato di nuovo torto. E ora è stata invitata a restituire le "somme non dovute", altrimenti scatterà il pignoramento dei suoi beni.
Ecco le quattro persecuzioni "razziali" denunciate e documentate dalla donna quasi centenaria. Il primo, la marchiaturà sui documenti come appartenente alla razza ebraica. Il secondo, lallontanamento dei suoi due figli, Dori e Geri, dalla scuole elementari del Regno. Il terzo, larresto "da parte di italiani" (come riportato nel "Libro della memoria" di Liliana Picciotto Fargion), della madre Isa avvenuto a Cannobio l8 marzo del 1944.
E la sua uccisione il giorno stesso del suo arrivo ad Auschwitz, il 10 aprile. Il quarto, infine, la cattura del marito Renzo, classe 1904, che fu schedato dalla Squadra politica della Questura di Ferrara come "Antifascista ebreo da internare in caso di guerra". Luomo, l11 giugno del 1940, fu internato (appunto), nel campo di concentramento di Urbisaglia dove restò prigioniero per più di un anno.
Lili Ascoli Magrini fu costretta a subire tutte quelle terribili angherie nascosta in casa. Ma è proprio quella sua condizione di "casalinga" rimasta senza madre, senza marito e con i figli a carico da mantenere chissà come ad aver ingenerato fra i componenti della commissione ministeriale e fra i giudici della Corte dei Conti un equivoco giuridico.
Per la commissione ministeriale (che si pronunciò nel 98), e per la sentenza della Prima sezione dappello della Corte dei conti di Roma, Lili Ascoli Magrini non subì danni fisici e diretti alla persona. In sostanza - argomenta in estrema sintesi chi le ha negato il diritto alla pensione - non lavorando, non fu licenziata. Non svolgendo attività politica antifascista, non fu arrestata.
In più, pur essendo di "razza ebraica", non fu deportata nel lager. Che titoli ha, dunque, per lamentarsi, e per vantare il diritto di usufruire di una pensione di benemerenza come perseguitata razziale? Di opposto avviso, invece, è stata la Sezione Emilia Romagna della Corte dei Conti, alla quale la donna, assistita dallavvocato Michele Ravenna, sera rivolta subito dopo la bocciatura della commissione ministeriale.
Nel 2004, infatti, il giudice contabile di primo grado Massimo De Maria le aveva dato ragione, ritenendola vittima di "violenza morale". Per il giudice, essere "vedova di deportato per motivi razziali, orfana di madre uccisa ad Auschwitz e madre di due figli allontanati dalla scuola statale" significa aver subito "atti specifici e ben determinati di persecuzione". Con questa motivazione, le aveva riconosciuto una pensione di 430 euro al mese e una somma di arretrati comprensiva di interessi.
Contro quella sentenza, tuttavia, il ministro delle Finanze aveva presentato ricorso ottenendo nei giorni scorsi ragione. Ma la decisione della Corte dei Conti dappello presieduta da Tullio Simonetti è stata aspramente criticata dallavvocato Giulio Disegni, rappresentante, dal 2001, dellUnione delle comunità ebraiche italiane allinterno della Commissione per le provvidenze ai perseguitati politici antifascisti e razziali.
"I giudici contabili di secondo grado - ha commentato Disegni - non riconoscendo nelle diverse persecuzioni subite dalla ricorrente fattispecie tipiche di violenza morale espletate dal regime fascista nei confronti degli ebrei, è in netta controtendenza con lattuale indirizzo assunto dalla Corte dei Conti a sezioni riunite che, in una famosa sentenza del 2003, ha riconosciuto la persecuzione tutte le volte che la dignità e i valori fondamentali della persona sono stati calpestati".
La vicenda della pensione negata non è finita qui. Con una efficienza senza precedenti, e con tempi record che raramente si registrano nellamministrazione pubblica (24 giorni dopo la sentenza della sezione di appello della Corte dei Conti), la quasi centenaria è stata raggiunta da una raccomandata con la quale la "direzione provinciale dei servizi vari" del ministero delle Finanze lha invitata a restituire il "maltolto" (gli arretrati "delle somme pensionistiche percepite e non dovute").
E le ha comunicato di "aver disposto limmediata cessazione del pagamento delle rate di pensione dal mese di dicembre 2006". Dicembre, proprio il mese del centesimo compleanno di Lili Ascoli Magrini.
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domenica 12 novembre 2006
ore 11:32 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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domenica 12 novembre 2006
ore 11:18 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Sassi contro un vaporetto a Venezia Una donna è stata ferita a una caviglia
VENEZIA - Dopo gli attacchi dai vari cavalcavia contro le automobili, ieri sera a Venezia è stato preso per la prima volta a sassate un vaporetto. Una delle pietre lanciate dai teppisti ha provocato la frattura della caviglia di una donna, che è stata ricoverata allospedale.
I sassi sono stati scagliati da una riva contro un vaporetto della linea 1 di Venezia, in navigazione tra San Zaccaria e Lido. Per i passeggeri sono stati attimi di terrore anche perché le pietre, dopo aver sfondato i finestrini, avrebbero sfiorato le teste di alcune persone.
La pronta reazione del comandante del battello dellActv, lazienda trasporti veneziana, secondo i testimoni, avrebbe evitato il peggio. Luomo ha infatti allontanato il natante dalla riva approdando sulla sponda opposta. Alcune persone hanno riferito di aver visto, poco prima del lancio delle pietre, alcuni giovani sostare sulla riva.
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sabato 11 novembre 2006
ore 09:49 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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venerdì 10 novembre 2006
ore 15:16 (categoria:
"Vita Quotidiana")
"L8 per mille dato dagli italiani per larte andato in gran parte per la guerra in Iraq"
ROMA - "Sono rimasta strabiliata che l8 per mille dato dai cittadini italiani per larte, la cultura e il sociale sia andato in gran parte per la guerra in Iraq e solo una minima parte per la fame nel mondo". Lo ha detto il presidente del Fai, Fondo per lambiente in Italia, Giulia Maria Crespi aprendo il convegno nazionale, "La riscossa del patrimonio. Beni culturali, paesaggio e rilancio economico" a Roma. "A rivelarmelo è stato Enrico Letta - ha aggiunto - il quale a suo tempo lo aveva riferito in una conferenza stampa ma era stato riportato solo in un trafiletto di giornale".
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venerdì 10 novembre 2006
ore 13:46 (categoria:
"Vita Quotidiana")
auguri, pur se con un giorno d’anticipo!
Giovane esploratore Tobia, quindici anni a Settembre, pressapoco un bambino. Scrive il suo nome nella grotta del bue marino, con la sua strana calligrafia, giovane esploratore Tobia.
Giovane esploratore Tobia, nato da un padre d’acciaio e da una madre distratta. Alle spalle un’infanzia igienicamente perfetta, morbillo, tristezza e nessun’altra malattia, giovane esploratore Tobia.
Giovane esploratore Tobia, parte per la gita scolastica e non sa che fare. Gira la testa e vede un vagone bruciare, tira l’allarme e salva la ferrovia, giovane esploratore Tobia.
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venerdì 10 novembre 2006
ore 13:43 (categoria:
"Vita Quotidiana")
A 13 anni violentato dal vicino di casa Lorrore nella "stanza dei bambini"
VICENZA - Era il vicino di casa "lorco" che lo violentava. Lo costringeva ad indossare una parrucca ed una vestaglia rosa e lo vendeva nella "stanza dei bambini" per 130 euro. Durava dal giugno scorso, da quando era finita la scuola. Gianni ha solo 13 anni e a Vicenza si era trasferito con mamma e papà da qualche mese. "Una famiglia splendida" come lhanno definita i carabinieri. Due impiegati e un figlio unico che è la loro luce ma che devono affidare a qualcuno quando il lavoro li costringe a stare fuori casa. "Ci penso io": Filippo Milo, invalido, pensionato di 44 anni, era diventato lamico di famiglia. Lui lha violentato per primo e poi lha "ceduto" a un travestito che si è preoccupato di cercare clienti facendo pubblicare annunci sui giornali.
In manette sono finiti "lamico di famiglia" insieme a Simeone Criscuolo, il travestito che di professione fa il cuoco, 39 anni; Emilio Cavallini, pensionato di 58 anni. Arresti domiciliari invece per Dario Bizzi, maresciallo dellesercito in servizio a Padova, 49 anni, fermato a Roma, "lartificiere" come lo chiamava la giovane vittima, e Franco Gaspari, disoccupato, 39 anni, di Vicenza. Cinque arrestati per violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione, ma i clienti, dicono i carabinieri di Vicenza, erano di più, forse una quindicina.
Compravano il silenzio del ragazzino con le minacce e una ricarica del telefonino, una pizza o un biglietto per il cinema. Due volte alla settimana, lappuntamento era nella "stanza dei bambini". La chiamava così Simeone Criscuolo, il travestito: laveva ricavata nella sua abitazione a Vicenza e vicino al letto, aveva messo videocassette e giornali pornografici. Appeso allappendiabiti, i carabinieri hanno trovato la vestaglia rosa che Gianni era costretto ad indossare quando incontrava i suoi clienti.
"Lorco" è finito in galera ma qualche settimana fa, quando il ragazzino ha trovato il coraggio di confessare e il magistrato ha preferito allontanarlo da quella casa, ha bussato ancora una volta alla porta dei vicini, ignaro dellindagine dei carabinieri. Voleva accompagnare Gianni nella "stanza dei bambini".
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venerdì 10 novembre 2006
ore 11:49 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Gb, psicofarmaci a bimba 4 anni Forse il via libera, è depressa
Ha appena 4 anni ma è completamente depressa e così potrebbe venire curata con degli psicofarmaci. Si tratta di una bimba inglese che i medici concordano essere malata di depressione. Leventualità che la piccola possa essere curata con psicofarmaci con il permesso delle autorità sanitarie, divide lopinione pubblica. In molti sono preoccupati per lassunzione di questi farmaci da parte di minorenni.
La Association for Family Therapy, ad esempio, è preoccupata per il fatto che a una bambina così piccola possano essere somministrati psicofarmaci, e spiega che aiutare la famiglia intera e il bambino dà migliori risultati. Secondo una ricerca effettuata da un ente britannico, nel 2003 sono stati prescritti psicofarmaci a 40.000 bambini e adolescenti.
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venerdì 10 novembre 2006
ore 10:11 (categoria:
"Vita Quotidiana")
"Niente anoressiche in passerella": scende in campo la Melandri di LAURA ASNAGHI
MILANO - Per combattere lanoressia Giovanna Melandri, ministro per le politiche giovanili, lancia un appello al mondo della moda: "Creiamo una alleanza, lavoriamo insieme, per affrontare un fenomeno dilagante e che in Italia coinvolge due milioni di ragazze". Dopo lintervento del governo spagnolo che ha vietato modelle anoressiche in passerella e messo al bando le taglie troppo piccole, come la 36 e la 38, anche lItalia scende in campo e prende posizione su un dramma difficile da arginare. "Non voglio vietare nulla, le imposizioni non servono - precisa il ministro Melandri - e, non a caso, non ho nessuna intenzione di riprodurre in Italia liniziativa della Spagna che trovo eccessivamente statalista. La strada giusta è quella di chiedere la collaborazione degli stilisti e lavorare insieme a una iniziativa comune".
Nella lotta allanoressia la moda ha un ruolo importante. Le ragazzine sono attentissime ai modelli femminili che vengono proposti sulle passerelle e più le modelle sono magre, più si esalta lo spirito di emulazione. "Attenzione, io non intendo demonizzare il mondo della moda - precisa il ministro - lanoressia è una malattia con radici psico-somatiche, legate al rapporto con il proprio corpo, il cibo. Il problema è complesso. Ma le sfilate con modelle scheletriche non fanno che esaltare la magrezza e questo non va bene". Lobiettivo è quello di fare in modo che la passerella sia lo specchio delle taglie vere delle donne, senza più esagerazioni o corpi troppo ossuti.
Il ministro Melandri lancia lappello agli stilisti e da Milano, culla della moda "made in Italy", arrivano risposte positive. Dice Giorgio Armani: "Io sono già in linea. Per le mie sfilate non ho mai voluto ragazze troppo magre, preferisco modelle che sappiano portare bene i miei abiti". Anche Donatella Versace è contraria alle super magre: "Ho sempre scelto donne vere, mai ragazzine con corpi fragili". I Dolce e Gabbana precisano che "da sempre le modelle sono sottili ma non confondiamo la bellezza con lanoressia sono due cose ben diverse. Noi, del resto, siamo contro gli scheletrini in passerella".
Anche Krizia si dichiara daccordo con la campagna del ministro Melandri: "Non ho mai imposto paramerti "barbarici" - ricorda - il mio obiettivo è sempre stato quello di vestire tutte le donne, di ogni taglia e di ogni età. Non solo: sono stata tra le prime a pensare alle taglie morbide, oltre la 48". Ferrè, da parte sua, spiega che "la moda è una espressione damore per la vita e la bellezza e non ho mai ritenuto affascinante limmagine di una donna pelle e ossa".
Il ministro Melandri ha lanciato lappello agli stilisti italiani e, pochi giorni fa, ha esteso il suo progetto agli Stati Uniti. Nel suo recente viaggio a New York ha incontrato Anna Wintour, la potente direttrice di Vogue America, quella a cui si ispira il film Il diavolo veste Prada. "Insieme abbiamo discusso come sostenere i giovani stilisti italiani - spiega il ministro - ma anche come rompere lindifferenza sul fronte dellanoressia e far decollare un progetto di grande respiro".
Secondo la Melandri "va colto lallarme lanciato dalle tante associazioni che lottano contro i disturbi dellalimentazione e che puntano il dito contro lanalogia tra bellezza e magrezza". E spiega: "Ricevo una marea di lettere di ragazzine con la taglia 48 che non trovano abiti alla moda. E questo è assurdo". Ma per le donne con taglie "grandi forme", il ghiaccio è stato rotto. Merito del gruppo Miroglio, che, con la linea Elena Mirò, ha fatto sfilare a Milano burrose modelle taglia 46.
Lappello della Melandri trova consensi tra le stiliste donna. Dice Lavinia Biagiotti, figlia di Laura: "Mia madre, negli anni 70, ha inventato labito bambola, tagliato sotto il seno, fatto apposta per rendere belle anche le donne con qualche chilo di troppo". "È giusto che la moda non si fossilizzi sulle piccole taglie - conclude Alberta Ferretti - ma non è solo colpa delle moda se la magrezza è diventata la bandiera della "Dea apparenza". Viviamo in una società in cui la magrezza è considerata il passe-partout del successo sociale. Ed è questa logica che va combattuta".
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