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EmmaBovary, ^^ anni
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CHE FACCIO? sono nel cielo con i diamanti
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Genitori quesi perfetti (o qualcosa del genere, il titolo non l’ho letto bene)

HO VISTO

Una donna fare scorrettezze da uomo, e con un’impertinenza adorabile




Scrubs (SEMPRE!)

Perfect Blue (meraviglioso, anche se qualcuno mi deve spiegare a ccheccentra il blu).

Guida Galattica per autostoppisti


[Spazio in aggiornamento]


STO ASCOLTANDO

Radio 3 semper et comunquem!

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

avere più tempo. Ma è da una vita che lo voglio...

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STO STUDIANDO...

Giapponese

Pedagogia "live"




= cazzeggiando felicemente. L&#8217;importante sta nel felicemente



tempus fugit

OGGI IL MIO UMORE E'...

Ottimo, salvo la stanchezza






...A Sydney, a giudicare dalla webc, oggi c&#8217;è un sole pazzesco. E meno male che lì van verso l&#8217;inverno! (21.6.2005)


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quando le uniche risposte ai tuoi sms sono gli addebiti...
2) "ricordati che devi morire!!!"
'AZZ...

MERAVIGLIE


1) una meraviglia? guardare mia nonna che a 93 anni arroscisce quando le dò un bacio..
2) Ricevere un complimento appassionato per qualcosa che mi sta a cuore da una persona a cui tengo moltissimo (esperienza da conservare con cura nei recessi più intimi della mente, non capita spesso, non COSI’….): questa è una meraviglia che si può trasformare in paranoia...
3) meraviglia... E' forse l'inquietudine, l'energia inesauribile, la speranza.... anche se tutto ciò può durare un giorno (vedi sezione paranoie, appena posso continuerò lì!)
4) un prato assolato
due alberi
un'amaca
la vista sul mare...
5) Stare abbracciati per lunghissimi minuti, non dirsi se non qualche parola accennata, candidamente fuori tema, e poi via, di nuovo verso il vento, ognuno verso il suo vento.
Diventa paranoia se: si inizia a sperare che ciò si ripeta.
6) RICORDARE L'ESISTENZA DELL'ASPIRINA LA MATTINA DOPO UNA GROSSA SBRONZA
7) i 10 secondi dopo il primo bacio con un ragazzo


Proust e dintorni (il TENSHITEST)









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SONDAGGIO: PER ESSERE BELLI BISOGNA SEMBRARE


Perché se una foto è bella si dice che sembra dipinta e di un quadro si dice che è così bello che sembra una fotografia? Ma insomma, è più bello un quadro o una fotografia?
Non è però questa la domanda del sondaggio.
E’’ la seguente:
Perché per descrivere una cosa bella spesso la si paragona a qualcosa che non è?

Perché spesso la maestria rende le cose fatte con una tecnica simili a quelle fatte con un’’altra.Son capaci tutti a fare una foto che sembr
Questa vacua società apprezza solo quello che appare, non la sostanza (versione pessimisitca della risposta precedente)
Ma dai, è un modo di dire, io non sottilizzerei più di tanto
A me piacciono i quadri che sembrano quadri e le foto che sembrano foto, ’’fanculo quelli che paragonano
Non ne ho la più pallida idea, a proposito, perché si dice "Ci hai più culo che anima?"

( solo gli utenti registrati possono votare )

lunedì 15 novembre 2004 - ore 13:35


Comunicazione di servizio
(categoria: " Vita Quotidiana ")




BLOG chiuso per malattia.

Le trasmissioni riprenderanno appena
possibile.

Ci scusiamo con gli utenti per il
disagio arrecato.

Plàn, plalalàn pla pla pla pla pla
plàn
... (musichina dell'intervallo
per intrattenervi)

... o meglio qualcosa di più
energetico? LINK

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giovedì 11 novembre 2004 - ore 11:13


ARAFAT E' MORTO NELLA NOTTE A PARIGI
(categoria: " Pensieri ")


(AGI) - Parigi, 11 nov. - Yasser
Arafat
si e' spento nella notte in
Francia, nell'ospedale di Percy, nel
sobborgo di Clamart, dove era
ricoverato dal 29 ottobre.



Il presidente dell'Autorità
nazionale palestinese, che controlla i
Territori Occupati a Gaza e nella
Cisgiordania, nasce secondo le fonti
più accreditate al Cairo, in Egitto
(ma secondo altre fonti a Gerusalemme
o a Gaza) il 24 agosto 1929.

Trascorre la sua infanzia al Cairo e a
Gerusalemme, presso uno zio, dopo che
la madre morì quando lui aveva quattro
anni (il padre era invece un
commerciante di successo). Proprio a
Gerusalemme, in quegli anni sotto il
mandato britannico, ha i primi
contatti con il fenomeno
dell'immigrazione ebraica in Palestina
e con l'intensificarsi degli scontri
tra ebrei e arabi.
Studia ingegneria civile
all'università del Cairo dove, nel
1952, si unisce alla Fratellanza
musulmana e alla Lega degli studenti
palestinesi di cui diviene anche il
presidente. Consegue il diploma di
laurea nel 1956.

Nel frattempo, però, si impegna
attivamente nella causa palestinese
iniziando, appena diciassettenne, a
contrabbandare armi dall'Egitto verso
la Palestina, combattendo contro le
milizie ebraiche durante il conflitto
del 1948-1949 (guerra
dell'indipendenza) e partecipando, nel
1956, alla campagna di Suez
nell'esercito egiziano, di cui, in
precedenza, era stato nominato
ufficiale.

Si dice, a proposito del conflitto
scoppiato nel '48, che riuscì ad
entrare insieme a un gruppo di
compagni in Israele per sferrare un
attacco contro lo Stato ebraico. Lui
stesso, però, dichiarerà in seguito
che in realtà lui e i suoi compagni
vennero disarmati e rimandati indietro
da altri arabi, che non vedevano di
buon occhio l'intervento di truppe
irregolari palestinesi.

Ciò non impedì a quest'uomo che per
anni è stato solito girare
costantemente con una pistola al
fianco (usanza che, abbandonata negli
ultimi anni, è stata riadottata dal
leader palestinese nei giorni seguenti
lo scoppio dell' "Intifada di al-
Aqsa") di dare il proprio contributo
per la creazione dello Stato
palestinese.

Infatti, abbandona l'esercito e si
stabilisce nel Kuwait, dove inizia a
lavorare come ingegnere e dove
costituisce una propria compagnia
imprenditoriale (1956); qui, però,
insieme ad altri arabi palestinesi,
crea un movimento di lotta
antiisraeliano denominato Al-Fatah (1957) che sferrerà numerosi
attacchi terroristici contro Israele.
Questo gruppo verrà a confluire nel
1967 nell'Organizzazione per la
Liberazione della Palestina (Olp),
organismo fondato nel 1964 con lo
scopo di coordinare le forze di
guerriglia antiisraeliana e di cui
Arafat verrà nominato presidente nel
1969.

Nel 1970, durante il
cosiddetto "Settembre nero", è
costretto ad abbandonare, insieme ai
propri compagni, la Giordania, paese
in cui erano state stabilite le basi
dell'Olp, e a ritirarsi nel sud del
Libano.

Visto negli anni Sessanta dalla
comunità internazionale come un
semplice terrorista islamico, nel
decennio successivo inizia ad essere
considerato un politico senza nazione,
sebbene ancora troppo strettamente
legato alle attività terroristiche del
decennio precedente. Ad Arafat viene
concesso nel 1974 di tenere un
discorso all'Assemblea generale delle
Nazioni Unite, che con la risoluzione
3237, assegna all'Olp lo status di
osservatore.

Negli anni Ottanta Arafat ottiene un
maggior supporto da parte dei Paesi
occidentali. Ciò è dovuto sia a causa
delle infauste azioni di Israele
(invasione del Libano nel 1982 - che,
tra l'altro, determinò il
trasferimento delle basi dell'Olp da
Beirut a Tunisi - e massacro di Sabra
e Shatila) sia per merito di un
cambiamento della sua politica che
potrebbe ormai definirsi come "meno
azione e più dialogo". Il 15 novembre
1988, ad Algeri, proclama lo Stato di
Palestina, di cui verrà eletto
presidente l'anno seguente.

Fa compiere importanti passi avanti al
processo di pace affermando il
riconoscimento del diritto di Israele
ad esistere e rinunciando al
terrorismo davanti ad una conferenza
tenuta a Ginevra il 14 dicembre 1988.
Nel 1993, dopo gli incontri tenuti ad
Oslo con il primo ministro israeliano
Yitzhak Rabin, riconosce
formalmente in una lettera indirizzata
a quest'ultimo "il diritto dello Stato
di Israele ad esistere in pace e
sicurezza" e rinuncia "all'uso del
terrorismo e di altri atti di
violenza". Riceve, l'anno seguente,
insieme allo stesso Rabin e al
ministro degli Affari esteri
israeliano Shimon Peres, il
premio nobel per la Pace.

Il 20 gennaio 1996, con l'88 per cento
dei voti, viene eletto presidente
dell'Autorità nazionale palestinese.

Sigla, nell'ottobre 1998, insieme al
primo ministro israeliano Benjamin
Netanyahu
, l'Accordo di Wye River
e il 4 settembre del 1999, insieme al
nuovo primo ministro israeliano
Ehud Barak, l'accordo di Sharm
el-Sheikh.

In seguito allo scoppio
dell' "Intifada di al-Aqsa", il 28
settembre 2000, si dice favorevole a
impegnarsi in trattative di pace con
il governo israeliano, ma tra il
dicembre 2000 e il gennaio 2001
risponde con un secco "no" al piano di
pace proposto dall'uscente presidente
statunitense Bill Clinton.

Di lui il leader del Likud Ariel
Sharon
ha detto: "Arafat è un
bugiardo, un assassino, un nemico
implacabile di Israele, con lui non ci
metteremo mai d'accordo" (la
Repubblica - 23 gennaio 2001). Ha
anche osservato: "rispetto la tenacia
con la quale difende ciò che lui
considera gli interessi vitali dei
palestinesi", ma, ha aggiunto, "mi
rifiuto di stringergli la mano perché
in Medio Oriente quel gesto ha un
significato molto speciale. Il giorno
in cui i leader palestinesi
desisteranno da azioni terroristiche,
riconoscendo i diritti storici del
popolo ebraico nella loro terra,
allora il gesto avrà un significato
reale" (Corriere della Sera - 2
febbraio 2001). Sullo stesso argomento
il leader del Likud è tornato a poche
ore dalle elezioni israeliane del
primo ministro dichiarando: "In Medio
Oriente, stringere la mano ha un
significato particolare. Tra due
nemici, è meglio farlo alla fine che
all'inizio di un negoziato. Arafat ha
mandato i suoi killer ad uccidere
israeliani per lungo tempo. Ed è
ancora a capo di un'organizzazione che
uccide ebrei e commette violenze.
Quando non sarà più così, se e quando
tra i nostri popoli ci sarà una
pacifica coesistenza, allora gli
stringerò la mano" (la Repubblica - 5
febbraio 2001). Di lui ha invece detto
il leader laburista Ehud
Barak
: "Così come non si scelgono
i propri genitori, non si scelgono i
propri vicini e i leader dei propri
vicini. Yasser Arafat non
rappresenta l'ideale di leader che
Israele vorrebbe avere accanto. Ma è
il leader riconosciuto dei
palestinesi. Ed è con lui che dobbiamo
provare a fare la pace. Non ci sono
alternative" (la Repubblica - 31
gennaio 2001).


Ho sentito al GR2 che il
premier australiano John Howard
è stato una voce fuori dal coro del
co’ se more, tuti boni,
criticando Arafat per aver rifiutato
un accordo che, anni fa, avrebbe
concesso ai palestinesi il 90% di ciò
che chiedevano. D’accordo o no,
apprezzo che si tenti di cogliere
aspetti diversi dell’operato di un
leader indiscutibilmente importante.
Pochi post fa parlavo del magma della
storia, che difficilmente viene
modificato dall’operato di un singolo,
per quanto incisivo. Forse
Arafat costituisce una delle
poche eccezioni.

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mercoledì 10 novembre 2004 - ore 13:09


Mi piace...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


(ovvero, arsenico e vecchi biscotti)


Qualche giorno fa, affamata e
triste alle cinque della sera
(toreador, toreador...), ho
preso dei biscotti dalla dispensa
dell’ufficio, la confezione era chiusa
male ed essendo stata aperta da qualche
giorno la mia merenda era un po’stantia
molliccia umidiccia. Invece di
rimpiangere la fragranza e la
consistenza dei biscotti freschi, mi
sorpresi ad apprezzare quel gusto.
La sensazione era quella di un tuffo
nei ricordi: può essere che mi
capitasse da piccola di andare da
qualche zia e mangiare biscotti aperti
da qualche giorno, o forse a casa mia
sarà successo qualche volta che il
contenitore dei biscotti fosse rimasto
chiuso male, non ricordo di preciso,
ricordo solo che quel sapore l’ho
sentito varie volte nella mia infanzia
e poi non più per anni, avete presente
quando si risente un odore, un sapore,
una musica dopo molto tempo e
improvvisamente si ripiomba a quella
sensazione che fu?





Corollario: i biscotti
stantii
si sono aggiunti alla lista
di cose non proprio ortodosse che mi
piacciono, o meglio, per cui ho
sviluppato una profonda e poco
ortodossa, quasi sinistra passione.


Non metto in conto la mia passione per
gli uomini con la pancia,
talmente alto è il numero di donne che,
come me, li trovano estremamente sexy.
Quindi, non è più una passione poco
ortodossa. Anche quella per gli
uomini coi capelli lunghi
risciacqua (rasenta xe diaeto)
la banalità.

Meno banale, adoro le chiavi.

La consapevolezza di questa mania è
nata quando ho lasciato il primo
appartamento in cui ho vissuto da
studente. A casa dai miei non avevo mai
le chiavi, tanto c’era sempre qualcuno
in casa e se tornavo tardi mi
lasciavano le chiavi in un nascondiglio
concordato. Invece a Padova ho avuto il
mio primo mazzo di chiavi mie,
l’appartamento in cui stavo lo amavo
alla follia –spesso mi affeziono ai
posti più che alle persone- e quando
l’ho lasciato ci ho lasciato un pezzo
di cuore,

portandomi via tanti ricordi assieme
alla mia coperta di lana merinos e
vettovaglie varie. Non ho voluto
buttare via le chiavi che avevo tenuto.
Non so, mi sembrava strano eliminare
quel pezzo di metallo che era stato per
due anni veicolo del mio accesso ad un
luogo amato. Era come eliminare il mio
accesso ai ricordi... Poi ho cominciato
a cambiare casa ad un ritmo
vertiginoso, ma conservo tutte le
chiavi (in genere facevo una copia in
più per il mio Romeo, eh eh!).

Anche quando è stata cambiata la chiave
del portone del mio posto di lavoro, ho
tenuto la chiave vecchia e l’ho pure
appesa in bacheca. Il mio analista mi
deve ancora spiegare il perché di
questa fissa.



Altra perla: mi piace l’onda
verde
. Ovviamente chi ascolta molto
la radio (=chi trascorre molto tempo in
macchina, in genere) si sorbisce onde
verdi e GR a più non posso, ma io
smetto di ascoltare i cd e mi
sintonizzo apposta pochi minuti prima
del GR per sentire l’onda verde. Credo
derivi dalla mia girovagherìa:
mi piace conoscere il mondo ma non
girandolo superficialmente e per
vacanza, mi piacerebbe proprio vivere
nei posti e conoscerne la quotidianità,
ho una curiosità infinita per tutto.
L’onda verde quindi mi fa sentire la
quotidianità –spiacevole, sì, code e
incidenti, ma così è anche la mia
quotidianità- di altri posti che
altrimenti si conoscerebbero per il
Duomo –invece ci sono anche
code allo svincolo tra Pero e
Cormano
,

mi fa sentire come vivrei se abitassi
lì anziché arrivarci una domenica per
vedere una mostra, mi fa in qualche
modo avvicinare ai miei desideri
vedendomi fra qualche anno all’ascolto
di onda verde sulla Casilina
perché vivere a Roma e lavorare al
Ministero degli Esteri come vorrei non
sarà solo CupPolone e
Fontanone, sarà anche ore in
strada e mortacci vari (se invece
vivessi a Venezia, che pure non
disdegnarei, sarebbero “TA
MORTI!”
).

E Bruxelles è pioggia e freddo,

non solo cioccolato e Grand
Sablon
.



E l’Australia sono anche 23 ore
di aereo per arrivarci... Cionondimeno,
ci vogliono ben altri deterrenti per
frenare la voglia di conoscere ed
esplorare.


(to be continued...)


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martedì 9 novembre 2004 - ore 13:19


'Sti culattoni
(categoria: " Riflessioni ")


(non raccomandati)

“...A pagina 75 del numero di
Panorama uscito in edicola il 2
luglio scorso (n. 28 per chi si volesse
documentare), a corredo di un servizio
sulle notti dell’estate romana, viene
pubblicata una foto scattata al Gay
Villane
, manifestazione che per la
seconda estate consecutiva ha spopolato
la capitale radunando omo, etero, bi,
confusi, indifferenti, nervosi, sudati,
perfino famigliole in cerca di un filo
d’aria nell’afa estiva. La foto
incriminata ritrae dall’alto un gruppo
di ganzi (ma è distinguibile anche una
donna) quasi tutti a torso nudo: due si
sbaciucchiano, due sono in procinto,
altri si affollanno.

Davanti, di passaggio, un giovane uomo
con tanto di maglietta che si sta
guardando attorno con l’impressione di
cercare qualcuno. Quel signore è
Dario Mattiello, capo della
segreteria di Domenico
Fisichella
.

Il dottor Mattiello è ospite del Gay
Village con un gruppo di amici ed
amiche che ha perso di vista e che sta
cercando in mezzo alla ressa. Il
fotografo Luigi Narici dell’agenzia Agf
e che per altro ignora chi sia quel
signore, scatta decine di foto da
vendere ai giornali. Fin qui nulla di
eccezionale.

Quando però il numero di Panorama cade
sotto gli occhi del Sen. Fisichella,
manca poco che provochi un colpo
apoplettico al vicepresidente del
Senato che evidentemente considera
quella foto prova di un crimine.

Se non di un crimine, di un peccato.

Se non di un peccato di un’indecenza e
comunque poco atta, disdicevole,
disgustosa, scegliete voi. La domenica
successiva all’uscita del settimanale,
Fisichella parla come di consuetudine
al telefono con il suo capo segreteria
che lavora nel suo staff da otto anni
con meriti che tutti – Fisichella in
testa - gli hanno sempre e ampiamente
riconosciuto.

Nessun cenno alla foto. Martedì 6
luglio, però, Fisichella algido,
altero, distaccato e inquisitorio come
solo lui sa esserlo nello stesso
momento, non riesce più a contenersi e
dà vita a una sorta di tribunale della
Santa Inquisizione, sorpresa mista a
disgusto e pistolotto moralisteggiante
(“queste cose non si fanno”)
contro il suo funzionario reo di essere
passato (vestito, vestitissimo, lo
giuriamo; composto, compostissimo,
potete verificare) davanti al flash di
un fotografo in una festa pubblica.
Insomma, la vicenda si conclude con una
severa reprimenda, un compitino (“mi
prepari una relazione scritta”
) e
un consiglio: “se ne stia a casa tre
giorni per far decantare la
vicenda”
. Cosa ci sia da decantare,
da depositarsi, da depurare
francamente, persino noi che ingenui
non lo siamo mai stati nemmeno quando
ciucciavamo il seno materno, non
riusciamo davvero a capirlo. Comunque,
il dottor Mattiello, stordito più di
noi che raccogliamo il racconto, esegue.

Senza che ciò serva a molto. Un paio di
giorni dopo un collaboratore della
segreteria di Fisichella lo chiama e
gli annuncia una lettera firmata dal
grande-capo-indignato in cui gli si dà
il benservito. Lettera che puntualmente
arriverà. Via, licenziato, fuori dalle
balle! Nessuna giustificazione,
s’intende.

Solo un benservito freddo e
telegrafico...”

(da “Il Foglio”)




Evviva la democraZzia! Anzi, la
demoCRAZYa! Vive la liberté
de penser
!

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lunedì 8 novembre 2004 - ore 19:34



(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’impareggiabile dynos –mai
abbastanza ringraziato per l’attenzione
e l’affetto con cui segue le mie
bloggiche gesta e mi rincuora
giornalmente con allegati dal
commovente al... capottante- nota che
il mlog (mio blog)
recentemente riluce di nuovi colori,
tendenzialmente più chiari di quelli
che uso di solito.

Sarà mica che da un mesetto è entrato
un nucleo nella mia vita?
Certe cose hanno la loro importanza...



F O R Z A [NCA]!

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venerdì 5 novembre 2004 - ore 13:01


èppi èppi àllouin
(categoria: " Vita Quotidiana ")


( o aulin, come dice la mamma
della Irenita)


Promisi commenti sulla festa di
àllouin, per questioni
cronometriche sarò sintetica, e, per
questioni estetiche, estremamente
fotografica.


Grandiosi i suonatori


(sempre più sex symbol il nostro
Mirko...)



Fondamentale il reincontro dopo secoli
con la mia anima gemella


Torte favolose ma non metto le foto
perché ci ho fame,

lietissima di rivedere ZIETTA,
iodine, galvan,
JKD (fantastico Lupin in giacca
rossa!) nonché tutti gli altri ché non
mi si arrabiino se non li cito, e molto
spiacente di non aver avuto
l'opportunità di fare due ciaccole un
po' più approfondite,



degno di nota il clan Arancia
Meccanica
,

felice di aver conosciuto Ssamu,
gozzilla e l'agognatissimo
alex1980pd con cui abbiamo
condiviso pure qualche danza anni '80,

sempre grande il Nucleo [NCA] - FORZA
NUCLEO ALè ALé! (inCuietante MaMbA!)

(ecco i miei fratelli preferiti)


mitici Cyborg con i miei
complimenti al novello Rocky
Balboa
!


Evviva i Sampei!


eccomi con Bagus79 e il mio
pipistrello Angelo - un
ringraziamento sentito al Bagus
e all'ombroso matrixiano Neo-
Velteyn, miei disperati partner
di ballo!



cubisti cubettisti da urlo


C'erano pure i miei amici di sempre -
con il fantasma ci si conosce dai tempi
del liceo!

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giovedì 4 novembre 2004 - ore 18:27


ATTENZIONE ATTENZIONE!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A tutti coloro che non possono vivere
senza quotidiane dosi di demenzialità...




... questa sera, così come sarà ogni
due giovedì fino ad aprile 2005 in
saecula saeCULORUM, alle
21.30 presso il Banale invernale....



un cassonetto di comicità!

Ingresso 10 euri (o 8, boh, non mi
ricordo).

Per informazioni, rivolgersi a me!
O andate qui LINK, al menu "date spettacoli".

Poi si va in onda su Telechiara,
pensate! A tiivisiòn del vescovo! Due
giovedì fa un comico ha fatto la
seguente battuta: "Ou, viagra dei
poveri, diventi tu toro quando lei
sventola la sua gonna rossa?" "Eh, ma
lei diventa vacca solo quando io
sventolo il mio portafoglio...."
-
al che il presentatore, il leggendario
Lucio Gardin bel tenebroso
invariabilmente calvo come si addice a
tutti i presentatori di cabaret, si è
scusato con il pubblico: "Scusate la
volgarità, non so io se è possibile,
pronunciare una parola come
portafoglio..."




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mercoledì 3 novembre 2004 - ore 18:26



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Pare che qualche anno fa, in una oscura
e tenebrosa notte autunnale, un tale
fosse fermo sul bordo della strada
facendo l'autostop.

Era il due novembre e si stava
scatenando una terribile tormenta.


Dopo molto tempo, ancora non si era
fermato nessuno ed il tale si venne
così a trovare in mezzo alla tormenta,
talmente forte che non riusciva a
vedere oltre i tre metri di distanza.

Improvvisamente, vide avvicinarsi una
sagoma, che alla fine realizzò essere
quella di un'auto nera delle pompe
funebri: si avvicinava lentamente e si
fermò proprio di fronte.
Il tale non si fece pregare: salì
nell'auto e chiuse la portiera.

Dopo essersi accomodato sul sedile
anteriore, si girò e notò con terrore
che non c'era nessuno al posto di guida.

L'auto ripartì lentamente.

Il tale era sopraffatto dal terrore,
che aumentò a dismisura quando notò che
l'auto si stava inesorabilmente
dirigendo verso una curva a gomito.
Allora iniziò a pregare chiedendo
perdono dei peccati e implorando la
salvezza della sua anima, in vista del
tragico destino.

Improvvisamente, poco prima
dell'approssimarsi alla curva, una mano
tenebrosa entrò dal finestrino del
posto di guida, afferrò saldamente il
volante e sterzò, poi scomparve.
Paralizzato dal terrore, il tale si
aggrappò con tutte le sue forze al suo
sedile, rimanendo immobile e impotente.

Tale macabro evento si verificò ad ogni
curva, mentre la tormenta andava
aumentando di intensità.

Il terrore divenne panico quando
cominciò a udire distintamente dei
sospiri ovattati che provenivano da
dietro, si voltò ma vide solamente una
bara.

Allora, sopraffatto dalla paura, con le
ultime forze rimastegli aprì di scatto
la portiera e si gettò fuori, iniziando
a correre a più non posso verso il
paesino più vicino che distava non più
di un paio di chilometri.

Ivi giunto, si diresse al più vicino
bar, entrò e ancora affannato e
tremante chiese un cognac.

Visto il suo stato, alcuni dei presenti
si incuriosirono e gli chiesero cosa
fosse successo, e lui raccontò la
orribile esperienza che aveva vissuto.


Un silenzio di tomba scese nel locale,
il terrore si impossessò dei pochi
presenti.

Dopo circa mezz'ora si presentarono nel
locale due tizi bagnati fradici, e
appena varcato l'uscio notarono il tale
in piedi al centro del bancone.


Avvicinandosi, uno dei due si rivolse
all'altro dicendo:


...

...

...

...

...


"Guarda, Giuva', guarda dove sta chillu
strunz che è salito sull'auto mentre la
stavamo spingendo!!!"







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mercoledì 3 novembre 2004 - ore 13:07



(categoria: " Riflessioni ")


Quattro anni fa -vivevo a Milano- andai
a letto a notte fonda con nelle
orecchie la quasi proclamata vittoria
di Al Gore. Mi svegliai con
president Bush: quello, sembra,
che ci accompagnerà per altri 4 anni.
CI, sì, ci! Lo so che non
è il NOSTRO presidente, ma... è poi
così vero che non lo è?



Quattro anni fa mi ero proposta di
seguire le elezioni negli Stati
Uniti
da brava studentella di
master in affari internazionali. Avevo
la tivvù a volume basso per non
svegliare l'arpìa padrona di casa. Poi
sono crollata, tanto sembrava proprio
che le cose andassero per le lunghe.


Non so se cambia proprio COSI' tanto se
eleggono uno o l'altro di due
candidati. A volte ho la sensazione che
il grande magma della storia

proceda lentamente e talmente pletorico
che poco può fare il carisma di un uomo
(e qui potrei fare una scherzosa
eccezione,

ma c'è sempre chi incombe nell'ombra
pronto a prendermi in giro... nonché a
sputtanarmi... gne gne gne gne
gne
!).

Quel che mi resta dei grandi eventi
sono i miei ricordi; egoisticamente le
proprie vicende, e il loro allontanarsi
nel tempo, addolciscono eventi neutri,
eventi mostruosi, eventi memorabili per
la memoria collettiva.

Già, mi sono trovata a citare
involontariamente l'idea di
Kundera, espressa
nell'Insostenibile leggerezza
dell'essere
:

“L’idea dell’eterno ritorno è
misteriosa e con essa Nietzsche

ha messo molti filosofi
nell’imbarazzo: pensare che un giorno
ogni cosa si ripeterà così come
l’abbiamo già vissuta, e che anche
questa ripetizione debba ripetersi
all’infinito! Che significato ha questo
folle mito?

Il mito dell’eterno ritorno
afferma, per negazione, che la vita che
scompare una volta per sempre, che non
ritorna, è simile a un’ombra,

è priva di peso, è morta già in
precedenza, e che, sia stata essa
terribile, bella o splendida, quel
terrore, quello splendore, quella
bellezza non significano nulla. Non
occorre tenerne conto, come di una
guerra fra due Stati africani del
quattordicesimo secolo che non ha
cambiato nulla sulla faccia della
terra, benchè trecentomila negri vi
abbiano trovato la morte fra torture
indicibili.
E anche in questa guerra fra
due stati africani del quattordicesimo
secolo, cambierà qualcosa se si
ripeterà innumerervoli volte
nell’eterno ritorno?
Sì, qualcosa cambierà: essa
diventerà un blocco che svetta e
perdura, e la sua stupidità non avrà
rimedio.
Se la Rivoluzione francese
dovesse ripetersi all’infinito, la
storiografia francese sarebbe meno
orgogliosa di Robespierre. Dal momento,
però, che parla di qualcosa che non
ritorna, gli anni di sangue si sono
trasformati in semplici parole, in
teorie, in discussioni, sono diventati
più leggeri delle piume, non incutono
paura. C’è un’enorme differenza tra un
Robespierre che si è presentato una
sola volta nella storia e un
Robespierre che torna eternamente a
tagliare la testa ai francesi.
Diciamo quindi che l’idea
dell’eterno ritorno indica una
prospettiva dalla quale le cose
appaiono in maniera diversa da come noi
le conosciamo: appaiono prive della
circostanza attenuante della loro
fugacità. Questa circostanza attenuante
ci impedisce infatti di pronunciare un
qualsiasi verdetto. Si può condannare
ciò che è effimero? La luce rossastra
del tramonto illumina ogni cosa con
il fascino della nostalgia
: anche
la ghigliottina.




Or non è molto, mi sono
sorpreso a provare una sensazione
incredibile: stavo sfogliando un libro
su Hitler e mi sono commosso
alla vista di alcune sue fotografie: mi
ricordavano la mia infanzia; io l’ho
vissuta durante la guerra; parecchi
miei familiari hanno trovato la morte
nei campi di concentramento hitleriani;
ma cos’era la loro morte davanti ad una
fotografia di Hitler che mi ricordava
un periodo scomparso della mia vita, un
periodo che non sarebbe più tornato?


Questa riconciliazione con
Hitler tradisce la profonda perversione morale che appartiene a un mondo fondato essenzialmente sull’inesistenza del ritorno,
perché in un mondo simile tutto è già
perdonato e quindi tutto è cinicamente
permesso.”

“Non esiste alcun modo di
stabilire quale decisione sia la
migliore, perchè non esiste alcun
termine di paragone. L’uomo vive ogni
cosa subito per la prima volta, senza
preparazioni. Come un attore che entra
in scena senza aver mai provato.

Ma che valore può avere la vita se la
prima prova è già la vita stessa? Per
questo la vita somiglia sempre a uno
schizzo. Ma nemmeno “schizzo” è la
parola giusta, perchè uno schizzo è
sempre un abbozzo di qualcosa, la
preparazione di un quadro, mentre lo
schizzo che è la nostra vita è uno
schizzo di nulla, un abbozzo senza
quadro.

Einmal ist keinmal.
Quello che avviene soltanto una volta è
come se non fosse mai avvenuto. Se
l’uomo può vivere solo una vita, è come
se non vivesse affatto.”





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mercoledì 3 novembre 2004 - ore 08:12


Santa Silvia
(categoria: " Vita Quotidiana ")


OGGI SONO SANTA!


Silvia è un antichissimo nome latino
etimologicamente connesso con la
parola "silva" o "selva" che
significa "bosco".



Santa Silvia è festeggiata il 3
novembre. Non si conosce la data di
nascita, ma solo quella probabile della
morte: 594. Santa Silvia era la madre
di San Gregorio Magno, un Papa che
s'impegnò notevolmente per la riforma
della Chiesa e che ha dato il suo nome
al famoso "canto Gregoriano" nella
liturgia cristiana. Santa Silvia era
anche la moglie di San Gordiano, di cui
però non sappiamo niente. Dopo la morte
del marito la donna si ritirò a vita
solitaria in una piccola casa
sull'Aventino, dalla quale faceva
giungere al figlio, impegnato in opere
di carità, alimenti freschi da
distribuire ai bisognosi. Quando Silvia
morì, Gregorio diventato papa fece
dipingere un'immagine dei genitori per
la Chiesa di Sant'Andrea al Celio.

Un'altra Santa Silvia si celebra il 15
dicembre. Il corpo della martire è
conservato nella chies bresciana di San
Giovanni Evangelista. Anche questa
Santa probabilmente era monaca, forse
di origine orientale. Sarebbe vissuta
attorno al IV-V secolo.



Sempre detto che sono una educanda...

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