Proust e dintorni (il TENSHITEST)
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martedì 20 giugno 2006 - ore 21:45
Bdiscccc!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stasera pizza sul divano, a letto allalba (nel senso che vado a letto così presto che quasi siamo vicini allalba di oggi.
Ma forse leggo un po.
Stasera sono riuscita a vedere una puntata di Daria, che sta nel mio Olimpo personale insieme a Excel Saga, Le situazioni di lui e lei, Scrubs e cose così.
Poi ho sentito in un cartone animato successivo uno che faceva bdisccc. Avete presente quando capita una disdetta nei cartoni animati, che al personaggio cade un masso in testa, o si rovescia per terra? Il suono è bdisccccc, non lo sentivo da anni.
Tutti tornano, io parto. Ma forse qualcuno faccio in tempo a incorciarlo.
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venerdì 16 giugno 2006 - ore 00:24
Bambini e astronomia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non che le due cose c’entrino, ma sono un po’ il riassunto delle cose salienti della giornata. Sulla seconda ho poco da dire, mi sento piccola piccola, adoro la Croce del Sud e da grande voglio fare il viaggiatore.
Sui bambini, avendo oggi scartabellato i messaggini che i pargoli delle scuole di un certo paesello hanno scritto ai loro coetanei stranieri il giorno della festa dell’Europa, mi sono immancabilmente imbattuta in perle imperdibili.
Mi è piaciuto un sacco un
Auguri per le pagelle!
(fa tristezza non avere più questi pensieri)
e, di sospetta fattura adulta, mi ha colpito un significativo
Enjoy the child you have inside during all your life!
Questo lo dedico alle persone i cui blog per coincidenza in questi tempi parlano di non-crescita, penso in particolare a
Irenita,
Sandy e, seppur senza blog,
Zahida.
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giovedì 15 giugno 2006 - ore 01:45
Tanto tanto
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nel dialetto di
Osaka "tanto" vuol dire "molto". Lì cè un ristorante italiano che si chiama
Tanto tanto.
E io che mi meravigliavo della coincidenza fra la parola giapponese
antai, che vuol dire
contrario, e la radice greca che ha dato origine alle parole italiane
antagonista,
antitesi....
Stasera ho trascorso una serata che non può non lasciare traccia nel blog, nonostante la mia stanchezza stellare.
Cibo vegetariano, chiacchierata internazionale, nuove amicizie importanti. Sono contenta.
Adoro il personaggio di
Kino. Completamente sola e indipendente, anche quando avrebbe bisogno di un abbraccio ha solo la sua moto. Parlante, in effetti. Mica da tutti.
E le ossessioni si alternano incessanti. Evviva la vita.
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martedì 13 giugno 2006 - ore 22:13
Certificazioni
(categoria: " Pensieri ")
Mi son trovata coccardata.
Ho più volte riflettuto sul mio rapporto con le community, le chat, i forum, l’internetto, e mi sarebbe piaciuto dare più spazio nel blog a queste riflessioni che ho trascritto solo sporadicamente. E’ materia complessa, non più di altre di cui ho parlato credo, ma forse più viva e attuale. Perché si parla dello strumento stesso che in questa circostanza mi fa esprimere.
Ho letto da poco della novità dell’utente certificato.
Spritzzit è una community di feste, scambi di idee eccietera eccietera, non certo per le personalità astratte che scrivono anche fiumi di parole ma senza dare necessariamente un’identità ai loro pensieri. Non sto parlando di fake. Penso a chi, come
Kiyoaki (chissà se scrive più) usa il blog senza rivelare dettagli personali.
Mi piacerebbe avere un blog così. Io non riesco, emergo a ogni passo, ho bisogno di ancorare le idee alla vita, la mia, che è quella che conosco.
Insomma, la cosa dell’utente certificato l’ho vista con sfavore istintivo sebbene io comprenda che in una community che si fonda sulla vita vera possa essere importante avere informazioni in più sulla "realtà" di una persona. Ma cosa risolve? E se uno mette la foto per un periodo e poi mette un’altra immagine che lo rispecchia magari più della stessa foto? E poi, questa storia che non c’è un intento discriminatorio: credo a questa intenzione, ma di fatto, non diventa un utente di serie B il non-certificato?
(Sono impossibilitato!).
Per quello, nonostante le novità mi solletichino sempre, avevo deciso di non chiedere di essere certificata.
Però, qualche giorno fa, "apretti" il blog e... ci avevo la coccarda! Ora, potrei essere gravemente schizofrenica, o aver letto male le regole di certificazione (mi sembrava fosse l’utente a dover richiederlo), o che le mie poche feste di spritz- due delle quali strabiliosferiche, alcune altre un po’ meno ma sempre belle- e la presenza della mia foto con i gattoloni/maiali hanno attivato una presunzione
iuris et de iure... Trovarsi "di diritto" fra quelli "cool" (leggi "
cul") può essere lusighiero. Nella fattispecie, non consona con le mie dichiarazioni di intenti.
Ecco, ho fatto una disquisizione sul mio rapporto con le ciat commiuniti eccietera. Non se ne è capito nulla, ma questo è irrilevante.
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giovedì 8 giugno 2006 - ore 00:30
mugnai eretici
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Lo avevo appreso l’anno scorso in occasione di una intervista interessantissima a uno storico dei mulini, ho risentito questa storia affascinante ieri sera dallo stesso studioso in una conferenza avvincente come un romanzo:
i mulini sono molto, molto di più di quello che ci immaginiamo.
Se si considera che i luoghi di ritrovo, dove la gente ci passa le ore, sono di per sé fucina di idee e a loro modo fonti di cultura, allora si capisce bene come i mulini fossero covo di scambi di opinioni su cose di ogni giorno come la semina e il raccolto, ma non solo. Luoghi di prostituzione, perché per passare il tempo si pensa anche a quello, nascita di cospirazioni e idee devianti, sollevando grande inimicizia in quel della chiesa cattolica.
Sembra che la conoscenza abbia sempre fatto paura, la libertà ancor di più. I mugnai sapevano pesare, macinare, far di conto, leggere e scrivere anche, perché dovevano sapersela cavare, non farsi fregare e anzi, possibilmente, fregare. Almeno un po’. E questa conoscenza non istituzionalizzata toglieva un po’ di monopolio alla chiesa, che non esitò a diffondere come un morbo un’aura di diffidenza verso i mugnai. Certo, neanche il rogo fu risparmiato a molti.
Chi lo sapeva che nella civiltà contadina esisteva questo porto franco dove imparare, scambiare, cambiare?
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lunedì 29 maggio 2006 - ore 21:33
Scampagnata a Twilight zone
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Io credevo di festeggiare il compleanno della
Susy facendo un normale picnic sul
Sile, invece ho scoperti di essere
ai confini della realtà.
Riporto i commenti
des amis raccolti nella mailing list quotidiana in risposta a un innocente (e virgineo)
Virgy che ha chiesto com’è andata ieri:
è andata a campi.
qualsiasi trasfigurazione bucolica del concetto di dejeuner sur l’erbe
è diventata un mero picnic farcito di vaghe allusioni sessuali ad opera di Susy.
Cmq non c’era una location degna di questo nome, ma ci siamo divertiti un sacco a mandare Stefano nelle ortiche a recuperare il nostro frisbee rosa brillantinato!
sì praticamente il setting era molto twin peaks+lost+picnic at hangin rock messi insieme, però le dolci parole di susy tipo "a figa spussa da barena" ci hanno reso tutto più virgilianamente poetico.
ah abbiamo visto anche una lepre. Da lontano.
E pure dei rumeni travestiti da ciclisti! E abbiamo sentito in lontananza il richiamo del velociraptor.. Che storia!!!!
e poi c’era la susy che faceva un movimiento sexy come la canzon e muoveva le tette su e giù e poi in movimento rotatorio come el torero brandisce el pano roso davanti el toro loco, ed eravamo tutti incantati come davanti al flauto (non mulino bianco magnoni!) magico di holderlin...virgy cosa ti sei perso!!!
prima...

...dopo (Effetti del picnic at Hanging Rock)
.JPG)
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giovedì 25 maggio 2006 - ore 00:20
La colonna sonora della vita
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Perché la vita ha una colonna sonora, eccome se sentendo dopo anni e anni una musica sepolta nel tempo si ripiomba al tempo che quella musica caratterizzava!
Ho ripescato una canzone sepolta nel tempo, Ho visto un re di Jannacci. Popolare (o meglio, popolana) e geniale. Ho rilevato che la cantavano le mamme: come me, più di una persona mi ha detto che ricorda di averla tanto sentita cantare dalla mamma. Il riscatto della plebe che piaceva alle mamme. E quel passato si è incastrato nel presente.
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venerdì 19 maggio 2006 - ore 20:25
Vodka e melone: un futuro di cooperazione è possibile?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Si parlava di gusti in fatto di cocktail e di titoli ad effetto per conferenze. Mi diverto con i miei colleghi, mi manca chi ha levato le tende, ma volevo parlare d’altro: il grande racconto
Poppe all’aria ha guadagnato un bel secondo posto, le altre giurate, tutte
sgagie (Pierluigi dice così), lo hanno adorato (il racconto, non Pierluigi), mi aspettavo più perplessità, evviva le donne sgagie nelle giurie letterarie.
E mi vengono in mente due cose diverse, la mia mente a diagrammi di flusso:
la malizia che, per parafrasare un modo di dire, sta negli occhi degli adulti. Da piccola frequentavo una chiesetta vicino a casa. Andavo in pantaloncini d’estate, non era ancora tempo di crucciarsi delle cosciotte tornite giunoniche. Ero già alta e "sostanziosa", ma avevo dieci anni. Una sioretta bigotta bigotta

una volta mi avvicina alla fine di una funzione, celebrata dal nuovo cappellano, e mi dice:
Sai cara (dolce tesoro piccina ciccì coccò, non mi ricordo gli epiteti),
in chiesa bisogna venire vestiti in modo adeguato, mettiti magari una bella gonnellina al ginocchio, che sai, con questi pretini giovani... Me l’ha tirata ben più lunga, ma non è che mi ricordo il sermone, so solo che, a parte non capire bene il senso profondo di questo intervento (ovviamente, che ne sapevo io di "provocazioni" e "tentazioni"?

Avevo giocato a pallone fino a un’ora prima!),

mi sorse una domanda chiara e limpida che mi sono portata dietro per anni:
Ma se un pretino giovane decide di andare prete e fare il voto di castità, perché dev’essere qualcun altro che si deve coprire?.
Un po’ come la mia eterna domanda sul carbonio e la vita, che mi gira in testa da anni e ieri mi è stata parzialmente risolta al corso di astronomia:
Perché diamo così per scontato che la vita è legata al carbonio? e perché cerchiamo la vita dove c’è acqua? è così ovvio che la biologia terrestre regoli tutto l’universo?La domanda sui pretini giovani me l’ha risolta la vita col passar del tempo.

L’altra cosa che mi era venuta in mente prima affonda le radici in un’iniziativa di quest’anno per la festa della donna, a cui ho collaborato. Nel gruppo di lavoro -tutte donne- è intervenuto un uomo di quelli da ammirare, dalla cultura profonda e dalla creatività fervida e ci ha letto una sua riflessione sulle pari opportunità. Mi ha così spiegato benissimo quello che coglievo ma non riuscivo a razionalizzare: la parità vera si avrà quando una donna incompetente, corrotta, senza scrupoli potrà occupare gli stessi posti che occupano uomini incompetenti, corrotti e senza scrupoli.
Verissimo, è così semplice!
Oggi ho assistito a un episodio che ha affermato la possiblità di questa parità. Ho esultato, avrei dovuto indignarmi come fa indignare un uomo di potere quando fa quelle stesse cose, ma lasciando passare il tempo forse sarà all’ordine del giorno che uomini e donne di potere si comporteranno ugualmente, allora mi indignerò alla pari.
Per ora, dico
G R A A A A A A N D E !
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domenica 14 maggio 2006 - ore 22:37
Esperienze in giuria letteraria
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono membro di una commissione di un concorso letterario per bambini e, sebbene anche in questa sede io possa confermare che è il lavoro degli insegnanti che caratterizza il lavoro dei marmocchi, devo dire che delle perle sgorgano spontanee e mi divertono assaje.
Tipo che
...Durante la notte mia mamma si sentì male, cioè aveva le contrazioni che segnalano quando una donna sta per avere un bambino ed è l’ora giusta per lei. Poi alle cinque di mattina lei disse a mio padre: "Non ce la faccio più, sento che è l’ora". Lui rispose : "L’ora de che?"
Oppure questa (ci scommetto che è una bambina) che scrive come avrei scritto io alla sua età, cercando di coinvolgere simpaticamente il lettore:
Aveva paura, perché sapeva che a quell’ora nell’aria si diffondevano ridolii e voci gracidanti. Non vi viene in mente niente? Ricapitoliamo: luna piena, ridolii e voci gracidanti... Sì, si trattava proprio di streghe!
Il migliore, l’antibuonista, il
South Park versione italo-soft è però quello intitolato
POPPE ALL’ARIA. Il titolo è tutto un programma e l’incipit è diretto:
La mia giornata più sfortunata è stata il 20 aprile 2001.
Indovinate perché? O vi arrendete?!
Perché sono nati i miei fratelli.
Quando sono arrivata all’ospedale, mi è venuto subito un brutto presentimento nel vedere quei due bambocci che piangevano e urlavano in continuazione.
Narra del travestimento che la protagonista infligge al fratellino in assenza della mamma: reggiseno materno con dentro due arance:
Prendo un reggiseno di mia mamma e lo metto a mio fratello, poi vado in cucina e afferro due grosse arance, belle rotonde e mature e gliele infilo dentro, in modo che facciano volume.
Finita l’operazione segreta, io e mia sorella ci guardiamo negli occhi e scoppiamo a ridere come due pazze a vedere mio fratello che si tira su le poppe.
Non rivelo il finale, ma la postilla la dico:
ATTENZIONE
Questo testo è tratto da una storia vera!!!!!
Non avevamo dubbi, stellina di mamma.
Quest’opera la proporrò timidamente per la rosa dei vincitori.
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giovedì 11 maggio 2006 - ore 22:01
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho deciso che desidero follemente Folco Terzani. La settimana scorsa nel mio ufficio (che condivido con una super collega dapparenza proba) è capitata la mia madre spirituale -una collega a cui non so dare unetà comunque sindacalista ambientalista forse femminista sicuramente apprezzatrice di posteriori maschili sodi- tutta emozionata adolescenzialmente, non ho sentito bene quello che diceva, solo la vedevo porgere tutta concitata un volantino a Cecilia e ho colto solo "FolcoTerzaniFolcoTerzaniFolcoTerzani". Questo tipo non lavevo mai visto ma lo conoscevo di nome perché quando lavorava alla Biennale mi compañero deve averlo visto e me ne ha parlato, e da quel momento non passa settimana che non lo senta per radio o nominare in qualche modo, vedo dappertutto i libri di suo padre, grande viaggiatore e narratore.
Allora, la mia guida spirituale tutta infervorata ci racconta di quando lha visto dal vivo, alto, sopracciglia folte e capelli lunghi ondulati, camicia orientale, fascinoso e, alla fine della conferenza, attorniato da un grappolo di donne (essendo molto alto svettava tra le donzelle, la descrizione esatta è stata: "Te o vedevi girare co sta cotoeta de done...". Metafora sublime direi). Poi le mie due colleghe hanno continuato a parlare di begli uomini televisiv-popolari, io ohimé avevo la festa dellEuropa da organizzare e dovevo concentrarmi, ho sentito fare anche il nome di Santoro ma non ho potuto approfondire.
La Cecilia mi ha fatto poi rotolare in terra dal ridere quando, lavorando apparentemente concentrata, ha iniziato a sbuffare: "Cazzo! Adesso sto pensando a tutti i fighi che ci sono in televisione!".
Io, aiutata dalla primavera che si fa sentire, mi sono concentrata su Terzani figlio, ho poi cercato in internet notizie su di lui e, vedendolo in foto, mi ricorda pure una vecchia fiamma delladolescenza. E pure più bello. Devo averlo anche sognato, assimilandolo allindiano di Licantropia (film utile solo per lo splendido indiano e, per par condicio, per le due sorelle tanto affascinanti quanto inquietanti).
Quindi, tornando a noi, devo a tutti i costi incontrarlo. Terzani, o anche lindiano, anche entrambi.
Le sorelle licantrope
Lindiano bel tenebroso
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