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erpo, 41 anni
spritzino di Padova
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discreto

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


1) Vivere serenamente senza avere mai nulla da rimpiangere...
2) un sorriso che non ti aspetti
3) tanta ma tanta birra!!!!!


Pensieri.. parole... mal di testa e piccole gioie. Quando potrò ci scriverò tutto questo.
Forse più per me che per gli altri.


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venerdì 4 giugno 2004 - ore 16:37


poker
(categoria: " Vita Quotidiana ")


e con questo fanno quattro week end lavorativi in poco più 45 giorni... ed è una gioia riprendere lunedì...

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venerdì 28 maggio 2004 - ore 15:53


I pantaloni bianchi ovvero della fighessa
(categoria: " Riflessioni ")


Cerco sempre d’essere imparziale. E così ho finito col convincermi che i maschi e le femmine hanno gli stessi desideri sessuali. Almeno dal punto di vista qualitativo. Sulla quantità credo l’umanità intera sia concorde sullo sbilanciamento del quadratico medio a favore dei maschi.
Palle!!! Non è mica vero. In questi giorni mi sto convincendo sempre di più che i maschi hanno fantasie mostruosamente più grandi anche sul versante della qualità. Nel senso che basta davvero poco ad un ometto per infiammare la sua immaginazione.
Prendete me, ad esempio. Dopo una sana giornata di lavoro, non lo nego, ho le stesse bramosie che tiene Rocco Siffredi dopo aver terminato di girare tre film di fila. Cioè molto poche.
Ho, più che altro, voglia di tuffarmi nel divano e di ricordarmi com’è fatto un cd od un libro o un film. Tutto il resto viene dopo.. insieme ad una buona cena si risveglieranno - poi - anche i sensi….
Ma torniamo a bomba sulle fantasie della nostra cavia. Mettete questo povero ragazzo in sella alla sua vespa, subito dopo nove belle ore di lavoro. Fategli fare la solita strada di casa in preda ai suoi pensieri… (pensieri è una parola grossa; diciamo delle reazioni automatiche a degli stimoli..) Prendiamo uno stimolo a caso: il semaforo.
Mettete ‘sto benedetto ragazzo in sella al suo motociclo davanti ad un semaforo rosso.
E’ un robot. Ha decelerato la velocità, sino a fermarsi, ha messo giù la gamba destra per non cadere, non pensa a nulla, se non al momento in cui la luce verde si accenderà. Mollerà il freno e contemporaneamente alzerà la gamba, accelerando. Il sesso è - in quel preciso istante - tra il 67° ed il 72° posto nella classifica dei suoi pensieri.
Fatto? Bene fategli sopraggiungere una moto con a bordo due persone. Quella dietro è una ragazza con pantaloni di cotone bianchi, da cui, per la posizione estremamente scomoda in cui è costretta, emerge una specie di tanga.
Beh, vi posso assicurare che la rapidità con cui cambia la classifica e la mole di concatenamenti fisico-nervosi scatenati da quella sosta semaforica, manderebbe in tilt anche il più potente dei sismografi.

Cribbio come può una mutanda sovvertire l’equilibrio psicofisico di un automa?
Ricomposti i sensi, e l’assetto… ho cominciato a ripensare ad un vecchio blog che ho letto giorni fa.. Sul fatto del bisogno di sentirsi fighi.
Ho concluso poche cose al momento. (Ricordatevi sempre della stanchezza e dello shock provocato dalla mutanda… insieme formano un bel mix distruttivo per i neuroni ancora attivi a quell’ora). Ma in compenso ci ho riflettuto a lungo nei giorni successivi. E’ inutile negarlo: tutti dobbiamo di sentirci desiderati. Anzi. Non solo osservati, ma proprio fighi. I più belli dell’universo. Almeno per un secondo e almeno da un’altra persona.
E’ vitale. Lo psicologo direbbe che… Non mi interessa. La questione è che bisogna non solo sentirsi fighi, ma trovare conferma della nostra unicità in fatto di fighessa. Anche per chi non è bello esteticamente, ci dovrà essere almeno un essere respirante che apprezzi appieno le sue qualità. Il suo emanare radiazioni positive, per usare un’espressione new age. La sua fighessa appunto.
Io non so se la tipa fosse bella (aveva il casco e poi non c’è stato tempo per fare tutta una serie di osservazioni) ma lei in quel momento per me era figa. Mi spiego, perché non vorrei passare per un ottenebrato morto di ciccia. Per usare un’espressione oxfordiana.
In quel preciso momento lei era una tipa da inseguire e conoscere, Poi magari avrei scoperto che era un cesso, che era banale o antipatica, che il compagno-marito-ragazzo non era interessato alle mie osservazioni antropologiche, ma andava fatto. Lei era figa!!!
Ci sono – per buona sorte – cose più importanti che mi fanno determinare il grado di interesse di una persona. Ma il top della riflessione è che altrettanto fortunatamente ce ne sono altre, magari banali come una mutandina che sporge, che ti catturano l’attenzione.
Per cui, io credo, che quasi tutti abbiano degli aspetti fighi in loro. Si tratta di capire quali sono, di elaborarli e perfezionarli quel tanto che basta, e di utilizzarli al momento giusto.

Chiudo subito. Il fatto di essere fighi non è una conquista. Non si può diventarlo. Lo si è, e basta. Non basta un vestito, o una macchina stratosferica per trasformarsi. Il problema piuttosto è che molti fanno una strana equazione. Macchina da sballo=anch’io sarò da sballo. (A dire il vero spesso tante persone fanno quest’errore e confermano l’equazione: quel tipo ha la BMW, allora è un tipo tosto… [Il vero problema è che lo sa anche la BMW] ma questo è un altro discorso). Io sono convinto che l’essere fighi sia comunque una questione passeggera. Uno stato di grazia. Preferisco puntare sulla bellezza. Esteriore o interiore che sia. In una persona ci sono qualità che mi fanno innamorare di lei (maschio o femmina poco importa). La gentilezza, lo sguardo, le mani, l’intelligenza.
Questa persona – per me- è davvero figa, se ha la consapevolezza delle sue capacità, e le usa senza farmelo pesare.

Stop. Scappo a casa. Oggi ho il giubbino di pelle. So on figo!!!


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mercoledì 26 maggio 2004 - ore 12:31


carte...
(categoria: " Lavoro ")


Oggi ho talmente tanti incartamenti, pratiche e appunti vari, che non si vede neppure la scrivania....
Un'immensa distesa di carta la ricopre interamente.
La cosa drammatica è che se risolvo una pratica me ne arrivano altre tre.
Mi sento un impiegato di fantozziana memoria...

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mercoledì 19 maggio 2004 - ore 13:11


Si stava meglio quando si stava peggio
(categoria: " Pensieri ")


L’altra settimana se n’è andata un’altra delle voci storiche del calcio: il buon Nando Martellini.
E tutto ciò mi ha fatto venire a mente la mia fanciullezza; quando “90° Minuto” era il programma più bello della domenica. L’ultima cosa che mi interessava, prima di rimettermi nell’ordine d’idee che il giorno dopo dovevo riprendere una settimana di studio.
Allora sì che il calcio era il calcio. Quando c’era Cuccureddu e Graziani e quella gente lì; quando gli stranieri erano per lo più un fatto di prestigio, ed i giocatori tenevano la stessa maglia per almeno un paio di stagioni, senza dovermi disintegrare la testa con i cambi nell’album Panini. Ah … l’odore delle figurine!!!
Adesso del calcio non me ne può fregare una fava. E non perché lo sport in se mi piaccia meno. E’ per come l’hanno martoriato che non lo posso più sopportare.
Che sotto ci siano interessi economici che neppure il calcio stesso può più gestire è oramai chiaro a tutti, anche ai profani come me. Ma quello che mi rode di più è che tutto un mondo in cui ci si poteva credere, ed investire (intendo la lealtà sportiva, l’agonismo, la forma fisica, il divertimento, le discussioni da bar, l’infarto per le partite agguerrite ma oneste) non ci sia più.
Adesso che è tutto mediatizzato l’importante è la nuova acconciatura di Beckham o i malumori di Vieri.
Così, io che ogni tanto ci ricasco e sintonizzo la tv su questo sport, devo inevitabilmente cambiare canale e inveire contro questo andazzo.
E mi rivedo in mio padre, che - quand’ero piccolo - mi martoriava gli zebedei con le sue storie “…eh, mi ricordo che ai miei tempi…” Beh, io adesso sono come lui.. solo che il babbo adesso non dice più niente, forse s’è rassegnato o ha raggiunto un nirvana che io, al momento, non mi posso permettere.
Ritorno con i miei pensieri al 1978 quando trasmettevano Goldrake, alle mie partite sottocasa e sempre in ritardo con i compiti, ai bigliettini “d’amore” delle mie compagne delle elementari, alle festine per i compleanni, ai piatti di pasta che mi faceva la nonna, alle corse con la mia mega bici da cross “Torpado” (col cambio sul canotto come le automobili)... e me ne sto zitto per i fatti miei.



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mercoledì 12 maggio 2004 - ore 18:04


Lavoro
(categoria: " Vita Quotidiana ")


...lavoro,lavoro,lavoro,lavoro,
lavoro,lavoro,lavoro,lavoro,
lavoro,lavoro,lavoro,lavoro,
lavoro,lavoro,lavoro,lavoro,
lavoro,lavoro, e ancora lavoro
... oggi sono davvero stanco.

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martedì 11 maggio 2004 - ore 10:19


nebbia
(categoria: " Vita Quotidiana ")


stamattina per me è tutto così..


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martedì 4 maggio 2004 - ore 14:08


home sweet home
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A volte è bello ricordarsi di quanto è bello tornare a casa...
Detto da uno che per quasi metà della sua vita ne è vissuto lontano (per studio, lavoro e vicissitudini varie) comunque è significativo.
Io ho sempre considerato casa dove sta bene il cuore. Ma è innegabile che ci sia un luogo dove il mio cuore "sta meglio" che in altri...
E questo, sicuramente, è quello in cui sono cresciuto nei primi anni della mia vita. Orientativamente per chi non è del posto, diciamo i Colli Euganei.
Ma, l’ho scoperto di recente e questa riflessione ne è il frutto, c'è un altro luogo che oramai considero come casa... e, per quanto anomalo si possa considerare, mi ci sento completamente a mio agio.
Non occorre avere grandi doti di preveggenza per capire che mi sto riferendo a questo sito.
Me ne sono accorto dopo che, per lavoro, ho dovuto restare lontano dal pc per quasi una settimana.
Stamattina, riaccendendo il computer, ho meccanicamente rifatto una serie di azioni tecniche: ho riaggiornato l'antivirus e fatto la scansione, ho aperto outlook, poi la posta privata,... tutta una serie di cose preliminari per poi accedere a spritz.it
Da quel momento in poi ho realizzato che stavo navigando in Internet... ma che soprattutto cercavo di rimettermi in pari con le cose regresse.
Era un po' come aprire i balconi dopo una lunga permanenza fuori sede. E -riassaporare quell'odore (intimo e unico) che c'è solo a casa tua- ti fa sentire al sicuro e felice.
Beh, qui è un po' la stessa cosa: anche se incidentalmente, mi piace sapere come procedono le vite di alcuni dei frequentatori del sito che sento più vicini... E’ un po’ come chiedere come stanno i tuoi dopo un viaggio, o quando torni dalle vacanze d’estate. Magari nulla è cambiato, ma è stupendo sentire pronunciare i nomi dei tuoi cari, sapere che stanno bene.
E’ rassicurante vedere che è ancora tutto al suo posto, che c’è sempre chi scrive le stesse vaccate e chi scrive veramente, chi parla di sé e chi cerca di tirarti su. Insomma ti senti cambiato proprio perché nulla è cambiato.
E così girando di blog in blog, ho respirato un’aria familiare e mi sono sentito bene. Forse niente di particolare, ma forse è proprio di questo che avevo bisogno…




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giovedì 29 aprile 2004 - ore 13:37


Lavoro
(categoria: " Lavoro ")


e via verso un interminabile weekend lavorativo... god god goduria...

La stanchezza comunque comincia a farsi sentire...

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giovedì 22 aprile 2004 - ore 13:12


è primavera?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Che sia la volta buona?
Davvero non so più come vestirmi!!! Se esce il sole sembra che ci siano 30 gradi... ed il mio ritmo biologico dice che è ora di cambiare tipo di copertura esterna (oltre che ai ritmi, alimentazione, etc..) Poi basta qc. giorno di nuvolette e si ripiomba nel grigio inverno...
Insomma è dura.. Quando potrò decidere una linea di vestiario adeguata? Ma soprattutto quando potrò effettuare il cambio armadio?
Beh.. son bei problemi, no?


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mercoledì 14 aprile 2004 - ore 15:25


aggiornamenti
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quadro clinico:
1.appetito: buono, in crescita.
2.sonno: considerato che il cucciolo inizia ad ululare, come se gli fosse finita la coda nel tritacarne, già alle 5.30 di mattina, direi parecchio e in aumento.
3.debiti: sparsi.
4.amore ed affini:si fa quel che si può.
5.stato fisiologico: buono, dolorini localizzabili in diversi punti, ma sopportabili.
6.cosa da fare: in incredibile aumento.
7.umore: altalenante, ma credo dipenda dal punto 2.
8.odore: credo di avere un leggero aroma canino.. (e dire che mi sono docciato ieri sera..)

Anamnesi: il pazienta lamenta forti squilibri tendenti alla schizzofrenia. Urge riposo, immediato e prolungato.

Quasi quasi faccio una ricetta falsa e la porto al capo.


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