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L’identità
è
una brutta bestia

L’amore,
finito

Il sesso,
un’astrazione

Io
sono
una persona
semplice solare e sincera.


mercoledì 11 marzo 2009 - ore 01:16


A.I.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La consapevolezza della perdita mi regala la compassione solo degli alieni.

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martedì 10 marzo 2009 - ore 23:53


L’insubordinazione dei fatti materiali
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"E’ necessario che l’energia volontaria sia dissipata in modo irrecuperabile"

Uno scarafaggio si nasconde e guarda, come me.
E via a dargli la caccia da via Mortise affogando il Brenta di cd gravi, che corrono nella notte senza una meta, senza una luna.
Ma col disinfettante nel cervello in cui il granchio si distingue irrimediabilmente dal tritolo, se situato tra aorta ed intenzione.
Cambiano i luoghi ma non le strutture, le ricerche, le investigazioni urbanistiche. Che sono sempre le stesse. Eva&Martina.

Siamo in pochi e silenziosi a mappare le vie ed i campanelli indugiando consapevoli all’ interno 17.
Ritorno alla base?
Solo quando sono beautiful and dying e poco ci manca viste certe foto di ciuffi e pelli pallide.

Oggi è solo depense. Neanche se mangio Leibniz arrivo ad un redde rationem. Il principe Armando dice che ci vuole tempo, il beneficio secondario non lo trovo, visto che bombardavo i conflitti con ribaltamenti di piano e linee di fuga.

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lunedì 9 marzo 2009 - ore 22:17


Invertire &#1055;&#1105;&#1090;&#1088; &#1048;&#1083;&#1100;&#1080;&#769;&#1095; &#1063;&#1072;&#1081;&#1082;&#1086;&
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi precipito in una libreria rossa sulla lentezza trasversale.
Chiudo gli occhi su uno strumento afghano-che-neanche-capisco-come-si-chiama.
So che un Kunstmarkt può fare a meno di me ma non Gislene.
Cerco l’attenzione assente. Soffermarsi, il tentativo, sulla nota della propria voce, prima di ogni lingua.
Per non pensare alle immagini, sensibile alle foglie.
L’iconoclastia non toglie l’orrore del quartiere.
La poesia non salva dall’errore delle sessantenni.
Essere portoghesi vuol dire aver perso. Delle colonie io ho la forma di vita, parcheggiata a piedi in piedi dal 1999.

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sabato 7 marzo 2009 - ore 15:36


Kwakiutl tales
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Più che figlio unico, mio fratello è un G.I. Joe. O forse sono io che stilizzo l’interiore, come la trama di cartoni e tappeti Daghestan.
Se lui è un GI joe, lo sono anche io: logicamente, visto che si tratta di un concetto squadrista, plurale, intersoggettivo, policentrico e ad ognuno le sue abilità speciali e le sue dotazioni di missione.

I cobra sono solo il non io fichtiano, il pretesto, non fanno testo.
Cartelle clinche del Bergmann ed elogi da Al Bateen non sono peana, ci identificano come documenti necessariamente falsi. Svelti, senza luce spezzata.

I messaggi che ci scambiavamo ricordavano la fine della serie: dispersi agli estremi del mondo a combattere battaglie interdipendenti che non ci diciamo.

Il non detto è trafficato da feticci significanti arricchiti da kilometri e mesi di stoccaggio: però la maglietta rossa è irresistibilmente improponibile. Sei o non sei della forza irresistibie?
Poi la tecnologia di conversione mp3 in onde radio è puro fondamentalismo ankulometes&levantino.

Beccati il soldatino di legno traforato che nel caffettano non ti riconosco anche se tu riconosci me.

Ancora adesso il mio stomaco è contento degli gnocchi al capriolo di confine e della Gubanica alla fine fino alla prossima.

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giovedì 5 marzo 2009 - ore 17:16


Ninguém é de ninguém
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ma mi proclami Marques de Borba. Principe delle tenebre, azzurro solo per raccomandata. Fusileiro se la posta è celere.

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mercoledì 4 marzo 2009 - ore 21:12


Schadenfreu(n)de fino a Le Touquet
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il motivo che ti ha portato qui oggi è intraducibile, quello che ho passato anche: lo noto perchè mi tocchi come se mi dovessi dei cioccolatini o dei fiori. Ora abbiamo due pesi specifici diversi ma misuriamo questa città quasi come se niente fosse successo, come su una spiaggia da enduro che si riempie.
Tu non sai che ho pianto raccontando di te ed io non sapevo che tu annotassi, Quenau, le nostre invenzioni e le nostre cerbottane antiumane. Abbiamo il senso del tempo di rainmen ma dimentichiamo i finali se ci rifugiamo in orgies and the meaning of life. Quello che tu cerchi e non lo sai, quello che io so di non cercare. O almeno così dichiaro, martellato da Wittgenstein e dagli autonome nationalisten. Io non voglio più uscirne con gli occhi verdi o blu.

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martedì 3 marzo 2009 - ore 20:54


Patty vs Camus
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Inadattabili elementi di un insieme
La cui coerenza sfugge
Fanatici nostalgici
La rivoluzione non c’e’ mai stata
C’e’ solo il ricordo che brucia piano
La rivoluzione non c’e’ mai stata
Inesorabili conseguenze sistematiche
L’elemenco mancante, la rivolta interiore"

E se l’interiore è rimasto in sala d’attesa al Bergmann Klinikum? Che almeno il nome ti fa pensare ad una bella partitina a scacchi in bianco e nero.



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martedì 3 marzo 2009 - ore 14:58


Non cercano killer nelle inserzioni sui giornali
(categoria: " Vita Quotidiana ")


AAAA cedesi pigrizia faticosa con copertura in speculazione decostruttiva al titanio biocompatibile in cambio di sensazioni e stupori che non abbiano l’aspetto di ematomi.

Si perditempo e atleti del salto della scimmia.

Si valutano anche esseri o elfi colorati e strani che urlino il loro odio, piangano di gioia, paghino il prezzo dei propri sbagli sulla loro pelle, esperti nel lancio di sassi sulle altrui sicurezze, che amino il rischio di vivere e sappiano per cosa morire.

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lunedì 2 marzo 2009 - ore 21:35


La decompressione è il nostro vaccino
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il solo pensiero di toppe sul Loden strappato scatena la repressione.
Incivile, nuclearmente familiare di quartiere astratto.

Pare di essere al 27 di settembre, ma del ’99. Essere fuori di cresta, dentro un parcheggio sempre, ossessivamente, per la prima volta.
Ma non so se soffermarsi sulla rinuncia sia la soluzione.

Di sicuro Schopenhauer c’entra poco. Visto che come scopro a Castelfranco: i preti di Padova vanno a puttane a Treviso, quelli di Treviso a Padova. La mia incontinenza: l’essere al confine provinciale, bevendo una cioccolata calda con le nocciole frantumate.

Si tratta piuttosto di pensare la rinuncia come possibilità di movimento tra diverse proprietà. Quella più profonda mi conviene e mi conviene perchè non so dirla. Posso solo riderla, seriamente.


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domenica 1 marzo 2009 - ore 15:37


Tutte le (di)stanze
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sul monte della madonna il tuo non è sembrato un colpo di mano nè uno strattone al mio mare nero. Ti intrufolavi a cavallo di trojan linguistici sulla rimozione dell’origine del mondo e le madri di Braganza che dimenticano di essere mogli. La mia invece si diverte a far multikulti cabaret con te il venerdì sera disertore ad Abano che per una volta mi sembra viva e non digestiva di domeniche immolate a Sartre.

Io poi nella stanza diventavo pastel de nata stupendomi di assomigliare ad una ricetta, per bollire relazioni oggettuali. Della distanza rimangono le righe inedite blu e grigie sulla sciarpa, del tuo desiderio i morsi, del mio impegno il tuo passato anteriore. Ti sarò sempre vicino perchè non ti convengo. Ma con te dimentico i linfonodi e penso alla serenità di Salvatore quando brucia.

Dottoressa, ancora mi manca la sintassi se con Cristina passiamo il tempo in maldura di quadri ossessionati nel 1999. Quando scrivere un tema era mendicare etichette di erotomania, ai miei compagni chiedevano "ma sai divertirti?". Figurarsi le traduzioni ed il trasporto. Sfigurarsi quasi a Berlino. Quindi fica bem princesa non vuol dire relazione.
Mutuo soccorso trascendentale, forse. Parallelismo tangente ma innocente, magari.

Voilà la deconstruction. Vade retro!

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