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mercoledì 16 gennaio 2008 - ore 17:17


Relax. Forse.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho sete. Mi alzo dal divano e guadagno la cucina. Il divano lentamente riassume la sua forma originaria. Apro il frigo. Sgrunt. Solo spuma e acqua tonica. E le ciabatte, ovviamente.
Infilo gli zoccoli, indosso il pastrano ed esco di casa. Piove. Sgrunt. Cerco un ombrello con smodato ottimismo. Non trovo l’ombrello. Bestemmio. Cerco un qualsiasi oggetto che possa fungere da ombrello. Scorgo in giardino una “Macrolepiota Procera”, fungo meglio conosciuto col nome “Mazza di tamburo”. Mi rivolgo a lui con estrema gentilezza:”Perdonami, sei un ombrello e/o fungi da ombrello?” Risponde:”Fungo”. Sradico il micete e me ne servo per ripararmi dalla pioggia. Raggiungo l’autogrill e acquisto un cartone da 6 di Moretti. Il micete e io facciamo ritorno a casa sorseggiando birra e acqua piovana.
Sfilo gli zoccoli, ripongo il pastrano, infilo il gambo del fungo nella bottiglia di Moretti vuota e la appoggio sulla credenza. Asciugo il mio nuovo amico col phon. Anche il baffo del signor Moretti ora è asciutto. Torno al divano. Il divano vedendomi indietreggia. Mi lancio su di lui immobilizzandolo. Accendo la tv e mi tolgo le scarpe, il divano bestemmia. Mi lascio ipnotizzare dalla voce di Marzullo. In stato di trance salgo in camera e mi infilo il costume da Uomo Ragno che indossavo a Carnevale quando avevo 11 anni. Con grande maestria e invidiabile eleganza mi calo al pianterreno attraverso la tromba della scale usando una fitta rete di ragnatele da me abilmente tessuta, riportando solamente la frattura scomposta della quarta vertebra e spezzandomi tibia e perone della gamba destra. Striscio fino alla cucina e apro il frigo. Osservo le ciabatte: uno splendido paio di babbucce a forma di iguana. Mi piace avere i piedi freschi, viva la sincerità. Prendo una Moretti e me la verso sui piedi. Che goduria. Il luppolo perde il pelo ma non il viziolo. Più o meno.
La voce di Marzullo dentro la mia testa mi ordina di liberare Vercingetorix II, il dobermann che da anni teniamo incatenato nel capanno degli attrezzi perché ritenuto troppo pericoloso dal giudice della Corte Suprema di Cassazione, e solamente perché ha sbranato la nonna e altre 4 o 5 vecchiette del circolo di cucito. Mi trascino in qualche modo fino al capanno degli attrezzi. La tuta che indosso è troppo stretta e impedisce al sangue di circolare. Gamba destra in cancrena. Apro ad uno ad uno i 16 lucchetti a combinazione numerica che bloccano la porta del capanno. Marzullo mi detta i numeri delle combinazioni. Spalanco la porta. Buio pesto. Rumore di catene. Un ringhio sommesso.
E intanto il buon Gigi Marzullo mi dice di non curarmi delle due enormi e aguzze fauci che si stanno per chiudere attorno alla mia tes.. PAAA PAPPAPPAPA’ CHIHUAHUA PAAA PAPPAPPAPA’ CHIHUAHUA PAAA......
Mi sveglio di soprassalto. L’orrida melodia che fuoriesce dalla radiosveglia mi trapana il cervello. PAPPAPPAPA’ CHIHUAHUA PAA... Spengo la musica infernale e mi metto a sedere sul letto stropicciandomi gli occhi. Un sogno, era stato solamente un sogno.
Mia madre entra in camera: “Ah sei già sveglio?!”
“Sì”
“E’ oggi che hai il colloquio con l’Ingegner Marzullo?”
“Sì”
“Bene. Ti ho stirato il costume da Uomo Ragno. In bocca al lupo!”


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venerdì 11 gennaio 2008 - ore 10:33


Sogno o realtà?
(categoria: " Accadde Domani ")


Piccolo disco, magico e strano
nuoti nell’oscurità, nell’immensità, cercando la vita
un oblio silenzioso, soffocante, ti accompagna.
Un anello luminoso interrompe il nulla, scivolando, inconsistente, nella notte eterna.
L’ignoto avanza, tra nuvole nere, schivando il passato e il futuro,
avvolgendo entrambi in un vortice di mistero e segreti presagi.

Piccolo e magico disco
vorrei essere lassù, nell’oblio, per conoscere l’arcano
sospeso tra gli enigmi dell’universo,
senza respiro.




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lunedì 7 gennaio 2008 - ore 17:42


PUF!
(categoria: " Fotografia e arte.. ")


Vorrei tanto un gelato al cioccolato
Che lavi via il gusto amaro del passato
Vorrei tanto che esistessero liquori
Che mi facessero scordare i miei errori
Vorrei tanto che una bolla di sapone
Diventasse la mia candida prigione.




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giovedì 27 dicembre 2007 - ore 00:15



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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lunedì 24 dicembre 2007 - ore 14:04


Voler bene a qualcuno
(categoria: " Pensieri ")


Voler bene a qualcuno significa saper rinunciare, saper dare il giusto valore a ogni lacrima, saper riconoscere le nuvole bianche da quelle cariche di pioggia, saper capire che certe medicine, per quanto cattive, possono salvarti la vita.
Voler bene a qualcuno è una scelta, certo, ma è anche una necessità, se hai l’animo buono.
Certe cose sembrano così diverse, quasi estranee, se guardate da diverse angolazioni. Capire qual è il giusto punto di osservazione è una sfida sempre nuova, difficile ma stimolante. Il segreto sta lì, nel cogliere la differenza fra un salto e una capriola, fra il bere e il sorseggiare, fra un sorriso di circostanza e un sorriso sincero. Se Dio avesse donato a tutti la stessa sensibilità non servirebbe nemmeno parlare, basterebbe soltanto uno sguardo.
E mentre avvolto nella sciarpa osservo il grigio cielo invernale, immaginando i colori accesi del tramonto più bello che ho visto, non posso non mandare un augurio di felicità a tutti coloro che in un modo o nell’altro fanno parte della mia vita, sperando che trovino sempre il coraggio di volere davvero bene a qualcuno.

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venerdì 14 dicembre 2007 - ore 14:05


Il pene è composto da più parti?
(categoria: " Amore & Eros ")


Mi diverte troppo girare per la rete a caccia dei siti in cui adolescenti in erba interpellano un esperto per chiarire i propri dubbi riguardanti il sesso. E mi diverte altrettanto indossare per gioco le vesti del sessuologo e tentare di dare una risposta ai quesiti più buffi e di difficile soluzione. Ecco qualche esempio:

1) È vero che se si fa l’amore una sola volta si resta vergini? Il mio ragazzo dice che è così
Il tuo ragazzo ha perfettamente ragione. Dio ha dato a ognuno di noi un BONUS: la prima volta possiamo fare l’amore anche senza alcuna precauzione e non perdiamo la verginità. Comodo vero? Mi raccomando, ascolta sempre attentamente quello che dice il tuo ragazzo, è un tipo in gamba.


2) Ciao raga,scusate l’ignoranza ma il pene è tutt’uno o è composto da più parti? E’ vero che è "viscido" come ho sentito dire ad alcune ragazze?
E’ perfettamente scomponibile in più parti che possono essere mescolate e poi riassemblate fra loro. Quando le separi ricordati di scriverci sopra un numerino (usa un pennarello indelebile o attaccaci sopra un’etichetta adesiva) così poi quando arriverà il momento di ricomporre il pene saprai esattamente la sequenza con cui unire le varie parti. Il problema è che, come hanno detto giustamente le tue amiche, è molto viscido e quindi durante la fase di ricomposizione del pene le parti ti scivoleranno continuamente dalle mani. Usa dei guanti da lavoro in crosta antiscivolo.


3) Ho 14 anni e ho un dubbio, ke magari qlcna d voi puo’ levarmi..Sapete la durata effettiva d qnt duri lo sperma appena fuoriuscito da un coito interrotto?Lo kiedo xè qnd il mio raga è arrivato all’orgasmo x errore dopo un minuto m son toccata qnd m stavo lavando la vagina, e m sn accorta d’avere sperma tra le mie unghia...Potrei avere problemi?V prego rispondetemi....Grazie a tutte voi...
A malincuore devo informarti che ti sei ficcata in un bel pasticcio, a meno che per te non sia un problema restare incinta a 14 anni . Lo sperma dura 37 ore e mezza e se si infila sotto le unghie può durare anche fino a 2 mesi. Se per errore ti sei toccata dopo un minuto senza esserti accuratamente lavata le mani col bicarbonato e senza aver rimosso lo sperma cattivo da sotto le unghie usando un po’ di acido nitrico, beh cara mia è assai probabile che fra 9 mesi sfornerai un bel bambino che sarà sicuramente intelligente almeno quanto te.


4) Ma qnd lo si fa x a prima volta è possibile che parti di sangue rimangano nella vagina oltre che a fuoriuscire e a restare sul pene?cioè insomma è possibile che rimangan residui di sangue nella vagina?se si cosa può succedere?come si fa?
Purtroppo è una cosa che succede molto spesso e le conseguenze possono essere drammatiche, tipo che il sangue residuo formi una crosta durissima la quale impedisce a qualsiasi pene di penetrare in profondità. Ciò ovviamente rende impossibile un normale rapporto sessuale ed è quindi necessario rimuovere la crosta di sangue utilizzando del fil di ferro o dei petardi con bassa carica esplosiva.


5) Io e la mia ragazza vorremmo fare il bagno insieme, nudi....lei però è molto preoccupata, perchè ha paura che possa essere rischioso...non abbiamo intenzione di farlo, e io non ho intenzione di venire nell’acqua, ma lei ha paura lo stesso...c’è qualche pericolo?
La tua ragazza fa bene ad avere paura! Mai sentito parlare degli “spermatozoi siluro”? Ogni 100 spermatozoi ce n’è almeno 1 di questa particolare tipologia che ha come caratteristica la capacità di muoversi rapidamente nell’acqua, individuare in modo infallibile la vagina nemica e centrare il bersaglio con precisione assoluta andando a colpire con violenza l’ovaia indifesa e ignara del pericolo. Riempi la vasca di paperelle e altri oggetti resistenti all’acqua per confondere gli spermatozoi siluro e deviarne la rotta nel caso tu venissi accidentalmente durante il bagno.


6) Sn Fabrizio e ho 14 anni, oggi deve venire la mia raga e in teoria sarebbe propensa per i bocchini ma questo la potrebbe far restare incinta?
Caro Fabrizio, mi piacerebbe sapere su quale teoria ti basi (o su quale libro l’hai trovata) per riuscire a diagnosticare il grado di propensione di una ragazza per i bocchini. Detto questo sappi che nell’eventualità che la tua teoria sia corretta e la tua ragazza sia effettivamente propensa per i bocchini, e assumendo per assurdo che tale propensione la porti a manifestare questa sua dote proprio con te, caro Fabrizio, ebbene le probabilità che lei rimanga incinta sono altissime, a meno che lei non abbia mal di gola: in tal caso le placche batteriche rallenterebbero la corsa sfrenata degli spermatozoi i quali non avrebbero più la forza necessaria per raggiungere le ovaie ma si fermerebbero ben prima della meta, esausti, nel pancreas. Dille di venire a casa tua in motorino, senza sciarpa e con la bocca spalancata.


7) Ho un problema,voglio rompere il mio filo del pene,così da non avere la fuoriuscita di sangue quando avrò il mio primo rapporto sessuale.io vorrei romperlo manualmente,so e o sentito ke si può fare,ma non so kome.x favore mi potete aiutare?grazie
Certo che si può fare, basta munirsi dell’apposito strumento spezzafiletti. Lo trovi in tutte le ferramenta ma tu sei fortunato: questo mese lo trovi anche in edicola, è in omaggio col primo numero della rivista “Il mio amico pene”. Leggi attentamente le istruzioni prima di asportare il pezzetto di carne indesiderata, un mio caro amico non ha seguito le avvertenze ed ora è un eunuco.


8) Premettendo ke NN SN ASSOLUTAMENTE LESBIKA (ad esempio lekkare la fika mi fa skifo), a volte io e 1 mia amika ci masturbiamo, da amike, e a tt e 2 ci piacciono solo gli uomini sottolineo. E’ normale?
Mmm...il vostro è un caso delicato, venite entrambe nel mio studio per un esame approfondito..


9) Mi chiedevo se una donna che è convinta di volere una gravidanza può arrivare ad esserlo per finta. il corpo umano può sbagliarsi se influenzato in modo molto persistente dal cervello?può quindi la donna smettere di avere il ciclo, iniziare ad "avere il pancione" e tutto il resto?
Certo, la psiche può influenzare fortemente il proprio corpo inducendolo anche a trasformarsi seguendo i nostri desideri più profondi. E’ una cosa molto comune e non riguarda soltanto il desiderio di gravidanza. Io ad esempio per anni sono stato convinto di voler essere un superdotato e adesso ho 3 testicoli.


10) Ciao!avrei una domanda e spero che qualcuno di voi posso aiutarmi....: MA L’IMENE PIU O MENO A CHE PROFONDITA’ SI TROVA??? risp è importanteeeeeeeeee!! grazie!!
Dipende, la profondità cambia da vagina a vagina. Devi procurarti uno scandaglio meccanico, è l’unica.


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giovedì 13 dicembre 2007 - ore 14:30


Passi
(categoria: " Pensieri ")


Voleva fare due passi.
Aveva un po’ di tempo, finalmente. Un po’ di tempo per sé.
“Tempus fugit” dice l’incisione dorata sul vecchio orologio a pendolo che gli aveva regalato suo nonno. Aveva sempre avuto un brutto rapporto col tempo, spesso si sentiva come intrappolato in un’enorme clessidra in cui pesanti macigni cadevano incessantemente da una parte all’altra e lui doveva schivarli.
Ora però si era preso una pausa, una pausa dalla vita pubblica.
Camminava leggero sul marciapiede di una strada buia, ospite occasionale di una città straniera. La fioca luce del crepuscolo gettava ai suoi piedi le stanche ombre di alberi spogli e di vecchie case abbandonate.
Solo il debole fischio di un treno in lontananza faceva da sottofondo al suono ovattato dei suoi passi, per pochi istanti. Di tanto in tanto si fermava, respirava a fondo riempendo i polmoni con l’aria fresca della sera, assaporava il silenzio magico che avvolgeva quel piccolo paesino di montagna dimenticato da dio, ammirava le scure cime innevate che sembravano infilzare e solleticare la volta celeste.
Era sereno.
Aveva dimenticato i roboanti anni delle lotte studentesche, le continue fughe, i nascondigli, i voltafaccia, e tutti gli errori imperdonabili che avevano bruciato la sua giovinezza. Era in pace con sé stesso e con il silenzio di quella striscia di terra ancora immacolata.
Metti tutta la tua vita in una scatola, e poi comincia a togliere le delusioni, le bugie, la sofferenza, i finti amici, le sconfitte, il male fatto e ricevuto, i sogni infranti; ecco che la scatola diventa leggera e puoi portarla più facilmente con te, la puoi tenere anche in tasca. Ma devi fare attenzione a non sgualcire il fiore che è rimasto nella scatola. E’ l’unica cosa che conta veramente.
Sì era davvero sereno, perché c’era qualcuno che l’amava.
Ora camminava lungo un sentiero seminascosto dalla neve, il suo fiato disegnava morbide figure che salivano lentamente per qualche istante e poi si dissolvevano senza lasciare traccia.
A lui non importava se lasciava o meno tracce di sé.
Voleva solo fare due passi.




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venerdì 7 dicembre 2007 - ore 17:42


parole senza tempo
(categoria: " Poesia ")


t.e.a.r.

Ecco, era nata
qualcuno aveva deciso di farla nascere
e lei non ne conosceva il motivo.
Piccola, bianca, limpida
scivolava lentamente, impaurita
nel silenzio rotto da qualche singhiozzo.
Ora scende
si ferma per pochi istanti
ora riprende il suo cammino
rigando la rosea guancia
chiedendosi il perché di quel gusto amaro.
Dolcemente accarezza la pelle
scende fino alle labbra
semichiuse in una smorfia di dolore.
E non ha alcun scopo
se non quello di mostrare al mondo
la tristezza che un vuoto troppo grande
invano tenta di celare.


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lunedì 3 dicembre 2007 - ore 16:34


AUTOMATIC MACHINE
(categoria: " Accadde Domani ")


Marte.
Baia di San Bush.
Un essere venusiano si avvicina a un distributore automatico.

Inserire monetine.
TLIC TLAC
Credito insufficiente. Inserire altre monetine.
TLIC TLAC TLIC TLAC
Selezionare il prodotto desiderato.
TUM
Attendere. Il prodotto selezionato si materializzerà entro 10 secondi.
SWISHSHSHSHSHSHSHSHSH
....8.............7...............6......
SHSHSHSHSHSHSHSHHSHSHSH
...........2..............1.........
ZZZZZZZIPPP!
Sollevare il vetro e prelevare il prodotto.
FRRRRRR
CIAFF
Godetevi il vostro divaricatore anale.
Buona giornata.




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giovedì 29 novembre 2007 - ore 13:51


Pessimismo e fastidio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi dà fastidio chi dice una cosa e poi ne fa un’altra. E ancor di più chi pretende di insegnarti qualcosa quando non ha la minima idea di cosa sia, solo per il fatto di potersi vantare di saperne più di te. C’è chi crede di sapere sempre tutto e invece non sa nemmeno la differenza fra una teiera e un bollitore.
Mi infastidiscono quelli che parlano sempre di sé, che hanno bisogno di sbatterti sempre in faccia le proprie conquiste e soddisfazioni del cazzo, e negli autobus urlano al telefono in modo che anche l’autista possa sentire che sono appena tornati dalle Hawaii e il mese prossimo andranno a vendere uova nell’Isola di Pasqua. Io voglio dormire cullato dai sinuosi movimenti dei vecchi e polverosi bus della Sita e non-me-ne-frega-un-emerito-cazzo dei tuoi viaggi in tanta malora. E poi mi stanno sul culo quelli che gettano le carte dal finestrino, e in generale chi butta per terra qualsiasi cosa, specialmente non biodegradabile, compreso me, che neppure io son biodegradabile.
Odio qualsiasi forma di razzismo, e non sopporto i luoghi comuni sugli extracomunitari, e conosco parecchi stranieri in regola che svolgono onestamente il loro lavoro e di cui mi fiderei più che del mio capo. Non mi piacciono gli eterni indecisi, mi fanno venire il latte parzialmente scremato alle ginocchia, ma nemmeno quelli troppo sicuri di sé che agiscono senza riflettere e son convinti che tutto ciò che fanno sia la cosa giusta. Poi quando gli fai notare che probabilmente il preside non li avrebbe sospesi se non avessero tolto il crocefisso dalla parete dell’aula attaccandoci al suo posto un cartello con scritto “Torno subito” ti rispondono che avevano considerato il rischio ma erano convinti che Gesù avrebbe fatto un miracolo trasformando la sospensione in birra.
E poi mi danno fastidio il fumo, la nebbia, i dossi e Maurizio Costanzo. E anche le mosche e le zanzare. E mi innervosiscono quelli che mettono la freccia 2 ore prima e ci mettono altre 2 ore per girare, anche perché capita soltanto quando sei in ritardo, ovvio, Murphy docet. E non mi piace che quando mi offendo mi si dica “eh ma che permaloso” perché tanto lo sanno tutti che lo sono e sottolinearlo non mi aiuta di certo a ridurre la mia permalosità.
E mi stanno sul culo le catene di Sant’Antonio che ti obbligano con tremende minacce velate a girare la mail a miliardi di persone in pochi minuti se non vuoi fare la fine di Turiddu Von Wasselvitz, un allenatore di farfalle da combattimento austro-siculo che si fece beffe della mail ad alta voce e in quello stesso istante gli esplose la testa. Senza considerare il fatto che se cestini la catena la povera piccola bambina di 6 anni di Foligno con un tricorno in fronte non riuscirà a procurarsi abbastanza denaro per toglierlo prima che i genitori la vendano al Circo Orfei.




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