"Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede
nell’amore che non abbiamo donato. L’amore che doniamo è la sola ricchezza
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martedì 27 novembre 2007 - ore 14:03
Buscopan per Peter Pan
(categoria: " Riflessioni ")
Non parlo quasi mai di me, se non con la mia ragazza e pochi amici, non tutti immaginari.
Spesso mi accadono delle cose strane, ma devo ammettere che ci metto anche un po’ del mio: ossia mi rendo conto che se vieni morso da un cane non è soltanto propriamente sfortuna, ma forse è dovuto anche al fatto che hai stuzzicato quella stupida bestiola per venti minuti con una pertica mentre dormiva.
L’altra sera in un’osteria fuori mano il simpatico buffone che solo un pazzo può aver assunto come cameriere mi ha gentilmente consigliato di andare “a giocare a mosca cieca in autostrada”…e visto che non sono affatto permaloso (?!!) sapete cos’ho fatto? Ho seguito il consiglio. Sì, sono vivo per miracolo, forse perché sono un predestinato, perché sono un tassello fondamentale nel puzzle che rappresenta il destino dell’umanità, e Dio ha grandi progetti per me, o forse semplicemente perché quel tratto di autostrada era temporaneamente chiuso al traffico per lavori in corso. Ma il risultato non cambia: sono vivo, e ho le scarpe piene di catrame.
Un caro amico non molto tempo fa ha detto che sono il personaggio di un fumetto uscito dalla mente di Paperino, che a sua volta è il personaggio di un fumetto, e ciò mi porta a concludere che secondo il mio amico rappresento per Paperino ciò che Paperino rappresenta per noi, anche se evidentemente a rigor di logica dovrei dire per VOI. Ora, è vero che quel mio caro amico è stato internato la settimana scorsa (e mi sembra un dettaglio da non trascurare), ma è anche vero che sovente mi sento davvero come una caricatura animata di me stesso. Un Pippo, un Orazio, un Ciccio di nonna Papera, che non sa chi è, da dove viene, e dove sta andando, che non si pone dunque quesiti esistenziali o filosofici ma si limita a farsi domande tipo “ma che fine hanno fatto Qui, Quo, Qua”, oppure “chissà se Paperina ha usato qualche anticoncezionale quando si è fatta deflorare da Pluto”. Ma ancor più di frequente mi sento un Peter Pan moderno, ma non perché assomiglio a un principe dei folletti che non riesce a crescere, bensì perché
non voglio crescere, non in una società come questa, non in un mondo in cui esistono esseri umani che fanno del male ai bambini.
Ho mal di stomaco, inventate qualcosa per il mio mal di stomaco.
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lunedì 26 novembre 2007 - ore 15:42
Lunedì, 21esimo secolo, pianeta Terra, Via Lattea.
(categoria: " Riflessioni ")
Lunedì, come prima di ogni martedì, almeno in questo mondo. Stamattina la bacheca del giornalaio titolava un simpatico “
Ammazza il padre e gli sega il cranio” tanto per cominciare con lo spirito giusto la settimana. Che tanto ormai non ci si stupisce più di nulla, siamo abituati a tutto. Il tuo
medico di famiglia ha strangolato la moglie, l’ha smembrata e ha nascosto i pezzi nel freezer? Niente di strano, ho sempre pensato che fosse un pazzo furioso, specie dopo quella volta che per un mal di gola mi ha prescritto un
clistere. Hanno beccato il
prete mentre seppelliva due suore in giardino? Evidentemente avevano peccato. Il tuo
macellaio di fiducia ha triturato la vicina di casa nel tritacarne? Beh, voleva soltanto proporre una nuova carne prelibata nella sua macelleria. E lasciatelo lavorare! Sembra che il mondo abbia iniziato a dare i numeri, e se sono ancora sano è perché non credo alla cabala. Il caso Meredith, i guai del povero
don Sante, l’amore per i cani della Bonaccorti,
Vanna Marchi che apre un centro estetico, l’ultimo flirt della Canalis e il compleanno della
Marini: mai come in questi ultimi giorni il giornale di Studio Aperto è stato così ghiotto di notizie importanti. Davvero mi chiedo dove stiamo andando a parare, e
un’idea me la sto facendo. Se ne sentono talmente tante che anche le cose più
strane son diventate normali, all’ordine del giorno. Ma io vorrei stupirmi ancora sentendo che qualcuno ha trucidato moglie e figli e poi si è dato fuoco, vorrei restare ancora basito sapendo che uno studente armato di fucile a pompa ha fatto una strage nella scuola, vorrei scandalizzarmi ancora vedendo le foto di
Platinette nuda. E invece ormai è tutto nella norma, tutto regolare, non mi stupisco più mondo cane. E anche i miei figli dovranno vedere tutto questo? E abituarsi a tutto questo? Buon Dio ti prego prenditi altri 6-7 giorni e rifà il mondo daccapo. La costola la metto
io.
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lunedì 12 novembre 2007 - ore 15:36
Tempus fugit
(categoria: " Riflessioni ")
E’ lunedì, come ogni lunedì. Oggi mi va di riflettere sulla relatività del tempo, su come il flusso temporale degli avvenimenti non sia mai regolare ma segua un andamento alquanto bizzarro, inevitabilmente deformato dalle nostre condizioni emotive e psicologiche. Ho letto da qualche parte che la durata di un minuto dipende da quale lato della porta del bagno ti trovi..niente di più vero. A chiunque è capitato almeno una volta di essere in discoteca e sentire la necessità di andare a fare pipì. Bene, sappiate che esistono delle leggi naturali non scritte e indimostrabili che fanno in modo che tu ti accorga di aver bisogno di urinare nel momento in cui ti trovi nel punto del locale più lontano dai bagni. Inizi allora un lungo ed estenuante percorso ad ostacoli nel tentativo di guadagnare l’accesso ai gabinetti, sapendo che quello che per ora è soltanto un piccolo impulso corporale (allarme di livello 5 – attivare il sistema di autodifesa) diventerà entro brevissimo tempo una necessità assoluta (allarme di livello 3 – accendere lo scudo energetico), visto che hai bevuto soltanto un litro di birra e 3 havana-cola. E sai che ogni volta che un nuovo ostacolo si frapporrà fra te e la tua meta (nel tragitto incontri qualcuno che conosci e non vedi da 14 anni e ovviamente ti riconosce subito e ha una voglia matta di sapere se fai ancora colazione con le girelle Motta; incontri qualcuno che conosci appena ma chissà perché [e il perché risiede in una di quelle leggi naturali non scritte e indimostrabili sopracitate] questa sera ha il desiderio irrefrenabile di fermarti e raccontarti pallosissimi particolari della sua vita privata di cui a te non fregherebbe una mazza neppure se sulla Terra in seguito a un’apocalisse foste rimasti soltanto voi due; il grassone che cammina in coda davanti a te si ferma ogni 5 secondi a salutare personaggi improponibili sostituendo il “ciao come va” a logorroici abbracci e toccate di pacco e impedendo con la sua mole ogni tuo goffo tentativo di aggirarlo e proseguire il tuo cammino) il tuo già debole stato mentale automaticamente ridurrà in modo drastico la tua capacità di tenuta e l’autonomia della tua vescica. Finalmente riesci a raggiungere a gomitate l’ingresso del bagno quando ormai sei praticamente sordo e insensibile al tatto (allarme rosso di livello 1 – rompere il vetro di sicurezza e premere il bottone di autodistruzione.......10......9......8......), spalanchi la porta con un calcio sentendoti un po’ Chuck Norris e ti trovi di fronte 3 possibili scenari:
A) ci sono 47 uomini in coda davanti alla porta dell’unico cesso (non ci sono orinatoi alle pareti, e se ci fossero ci sarebbe una coda di 47 uomini per ogni orinatoio)
B) una squadra di disinfestazione con casco e tuta gialla a tenuta stagna sta cercando di immobilizzare una nutria di 2 metri fuoriuscita dal buco dell’unico cesso
C) è il bagno delle donne (quello degli uomini è all’angolo opposto della discoteca, praticamente a 1 metro da dove ti trovavi quando hai avvertito il primo impulso alla minzione)
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lunedì 29 ottobre 2007 - ore 08:29
Tu farai..
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Splendere ogni giorno il sole
Ogni pensiero può cambiare il destino,
persino un bambino sa farlo,
basta avere un sogno,
e poi stringerlo in pugno,
vedrai si avvererà.
Mio caro amico,
ti ritrovo deluso per qualche casino
e fai il muso
Tu dimmi chi è stato
come ha potuto
vedrai si risolverà
Adesso fermati e non ci pensare più
però ricordati che a decidere sei solo tu
Tu farai splendere ogni giorno il sole
Guarda intorno, sta negli occhi delle persone
Davanti a un muro
c’è chi fischia e fa il giro
lamenta che il mondo è cattivo
Non è nel mio stile
bisogna salire
chi non prova ha perso già
Niente è per caso
ogni nuovo secondo ha il suo peso
se lo stai vivendo
così vive il fiore
che sceglie di non appassire
di non appassire
Adesso fermati e non ci pensare più
però ricordati che a decidere sei solo tu
Tu farai splendere ogni giorno il sole
Guarda intorno, sta negli occhi delle persone
Tu farai splendere ogni giorno il sole
Guarda intorno, sta negli occhi delle persone
(Instrumental)
Tu farai splendere ogni giorno il sole
Guarda intorno, sta negli occhi delle persone
Tu farai splendere ogni giorno il sole
Guarda intorno, sta negli occhi delle persone
(splendere ogni giorno il sole...)
(splendere ogni giorno il sole...)
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mercoledì 24 ottobre 2007 - ore 13:18
davide e GOLIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Incredibile come noi uomini, così piccoli e insignificanti, riusciamo a commettere dgli errori così grandi. La beffa è sempre dietro l’angolo, pronta a farti prendere uno spavento, che però non dura solo il tempo di far rallentare i battiti. Paura, la paura orribile e straziante di perdere l’unica cosa che per te conta veramente, l’unica cosa per cui valga davvero la pena vivere. E resto tramortito, sofferente, impotente, di fronte a una tale imprevedibile e ingiusta sconfitta. I buoni non sempre vincono, si sa.
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giovedì 18 ottobre 2007 - ore 10:48
..puntini di vista.....
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stanco morto può andare, morto stanco no. E una semplice inversione di parole a volte può causare qualche problema, perchè dire "sarà anche una ragazza molto bella ma non è per niente interessante" non è lo stesso che dire "non sarà per niente interessante ma è così bella.."
Basta un leggero cambio di prospettiva e il paesaggio diventa un altro, perchè le sfumature a volte sono fondamentali e una bella cornice rende più bello il quadro. Accendo il televisore per guardare la televisione, metto i puntini sulle i e le gambette sulle a, metto un microfono e una conchiglia nel forno per sentire il rumore delle microonde, spiego le vele al vento ma lui non le capisce.
Ogni volta che sento il tiggì di Emilio Fede resto di sale, e poi mi tocca autolanciarmi alle spalle perché sono superstizioso e super stizzito. E penso continuamente a un lavoro nuovo, ingegnoso, che mi faccia arricchire in breve tempo con zero fatica: fabbricare serraturine uessebì per chiavette uessebì da mettere su porticine uessebì che si spalancano su mondi uessebì in cui creaturine uessebì ti infilano sonde uessebì nel didietro perché credono che uessebì significhi Un Sacco Bello! Sto delirando? Forse sì, forse no. Che poi ci sono deliri e deliri, per esempio il delirio di “Paura e delirio a Las Vegas” non è lo stesso delirio di chi per lavoro sta 8 ore (a 7 euro all’ora) davanti a un nastro trasportatore con il delicato compito di togliere tutte le patatine macchiate o difettose. Quante patate vede durante un turno di lavoro? Il numero di patate dipende dalla velocità del nastro, dalla distanza media fra una patata e l’altra e dalla frequenza con cui l’operatore va in cesso, assumendo come ipotesi che non si addormenti sul posto di lavoro e che non faccia nessun’altra attività oltre a restare seduto immobile su uno sgabello da pescatore e fissare il nastro. Ovviamente è necessario che l’operatore non chiuda mai gli occhi e non giri mai lo sguardo, ed è per questo che gli vengono forniti un paraocchi e 2 mollette che, opportunamente posizonate, gli impediscano di sbattere le palpebre.
Vi sembra un lavoro aberrante? vogliamo allora parlare di chi per 8 ore ammazza salmoni? o di chi fa il perforatore di torte? o degli allevatori di larve? Anche no. Che poi loro vi diranno che i loro lavori presentano anche dei vantaggi, e che è solo questione di puntini di vista……………
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martedì 9 ottobre 2007 - ore 14:44
Can che abbaia non morde ma mastica
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il mio cane continua a procurarmi noie.
Ieri ha quasi sbranato un vicino, reo di aver involontariamente pestato parzialmente la Barbie preferita di Rognone, la “Barbie netturbina” (sì, il mio cane gioca con le Barbie). Ci ho impiegato quasi mezz’ora a staccare la bocca di Rognone dalla faccia del povero signor Randazzo, il quale ha ora evidenti difficoltà oggettive nel parlare: non riesce più a pronunciare le consonanti “b”, “m”, “r” e “t”. E temo fortemente che questo possa rappresentare un grave handicap per lui, dal momento che lavora come doppiatore dei personaggi dei cartoni animati per Odeon Tv. Ad esempio la parola “mototrebbia” non sarebbe più in grado di dirla..
Ma dimentichiamoci del signor Randazzo, che tra l’altro dovrebbe stare più attento a dove mette i piedi. Torniamo all’argomento che più mi preme toccare, ossia le rogne che mi causa quella simpatica canaglia che vive nel mio giardino. La settimana scorsa è sparito un oggetto dalla camera di mia sorella: un oggetto di cui, per ovvie ragioni di privacy mescolate a una buona dose di vergogna, non posso in questa sede svelare l’identità. Sappiate soltanto che trattasi di oggetto di gomma dalla familiare forma cilindrica munito di un micro motore atto a provocarne silenziose vibrazioni. Lo so, è un enigma che solo le menti più illustri e brillanti della scienza sapranno risolvere, ma di più davvero non posso dire, mi dispiace. E’ inutile che mi mandiate sms, mail, speedy, fax e piccioni viaggiatori. Non aggiungerò altro, se non che è di colore rosa e lungo circa 25 centimetri.
Dicevamo quindi che suddetto oggetto sparì misteriosamente dalla cameretta di mia sorella, la quale in preda a uno dei suoi consueti attacchi di rabbia pensò bene di rigarmi la macchina, dando ovviamente per scontato che ci fosse il mio zampino dietro alla scomparsa del prezioso cimelio. Cercai in tutti i modi di dimostrare la mia più totale estraneità al misfatto, nonché di convincerla che in nessun modo avrebbe potuto tornarmi utile quell’oggetto a lei così caro e pregno di significati affettivi. Ma ogni tentativo di calmarla fu vano. Non mi restava altro da fare che inchiodare il vero colpevole, e chi poteva esserlo se non quel farabutto del mio stupido cane? Decisi quindi di smascherarlo.
Tentai dapprima con le maniere gentili, legandogli alle zampe mentre dormiva delle lunghe micce a cui avevo fissato un discreto numero di petardi e dando fuoco alle estremità delle micce da un’opportuna distanza di sicurezza; il mio scopo era costringerlo ad ammettere la sua colpevolezza. Rognone corse ululando e scoppiettando per ben tre isolati prima di ritornare ancora caldo e fumante alla sua cuccia. Ma ciò non bastò a farlo cantare. Anzi, pisciò sopra il mio cuscino e dentro a tutte le mie scarpe, comprese le mie adorate babbucce a forma di muflone. A quel punto mi innervosii e decisi di passare alle maniere forti. Fu quando quell’inutile bestia trovò la sua “Barbie operatrice ecologica” decapitata dentro la sua cuccia che si decise finalmente a parlare. Scavò un’ora e mezza per recuperare dal sottosuolo il fantomatico oggetto di proprietà della mia sorellina, la quale potè dunque tornare alla sua normale e tranquilla routine quotidiana. Quanto a Rognone, beh, ricordiamoci che è solamente un cagnaccio insulso e deforme, va capito.
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mercoledì 3 ottobre 2007 - ore 18:14
Pensieri sconnessi di una mente pericolante
(categoria: " Pensieri ")
Meno ventisette nella mia mente, più ventisette fuori, Pavarotti che continua a imperversare in lungo e soprattutto in largo, e il povero Gigi che si rigira nella tomba in un’ultima malinconica imitazione di se stesso.
Ogni giorno in mensa io e i miei colleghi guardiamo Studio Aperto, e ogni giorno in mensa io e i miei colleghi affermiamo che Studio Aperto non è un tiggì ma una carrellata imbarazzante di minchiate. Credo che un gruppo di scimmiette ammaestrate sarebbero in grado di informarmi in maniera più seria su cosa accade nel mondo. La notizia principale del giorno riguarda sempre uno dei seguenti argomenti: l’ultimo amore di Alba Parietti, il mistero che si nasconde dietro alla sempre più diffusa attrazione del mondo orientale verso la biancheria intima commestibile, l’eredità di Pavarotti, il numero medio di accoppiamenti annuali del riccio di mare, Lady Diana. Da quando guardo Studio Aperto mi sento assai più ricco intellettualmente e credo di aver allargato enormemente le mie vedute. Ad esempio fino a non molto tempo fa pensavo che la maggior parte dei politici fossero politicamente inutili e interessati unicamente a salvaguardare la propria posizione sociale e rimpinguare il proprio portafoglio. Inoltre ero scioccamente convinto che dietro alle guerre di ‘Dabliu’ Bush ci fossero prettamente ragioni economiche in gran parte finalizzate al controllo del mercato petrolifero. E poi ingenuamente credevo che gran parte dei giornali e notiziari ci mostrassero una visione parziale e magistralmente alterata della realtà dei fatti, secondo logiche geopolitiche e interessi economici e mediatici di alcuni gruppi di potere. Quanta goffaggine e approssimazione galleggiava nella mia testa, fino a quando un misericordioso e provvidenziale deus ex machina ha deciso di piazzare una tv 10 pollici degli anni 50 in sala mensa. E fu così che anch’io potei finalmente approdare alla Verità, grazie ovviamente al tiggì di italia1.
Oggi ad esempio ho appreso con mio enorme stupore che è impossibile leccare il proprio gomito, a meno naturalmente di staccarsi un arto superiore, anche se son quasi certo che quel tizio reduce del Vietnam a cui hanno riattaccato male il braccio abbia qualche chance di riuscire nell’impresa.
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martedì 2 ottobre 2007 - ore 09:42
finally back..
(categoria: " Musica e Canzoni ")
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martedì 25 settembre 2007 - ore 14:56
ASS..ASS.....FIDANKEN!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stavano asfaltando la strada che passa davanti a casa mia e ho dimenticato il cancello aperto. Pochi sanno che il piccolo dosso irregolare che c’è ora vicino al tombino in realtà non è un dosso ma è il mio vecchio cane stecchito. E così mi son preso un cane nuovo.
Spesso si dice che certi animali sono più intelligenti di molte persone. Beh non in questo caso, il mio cane è stupido. Me l’ha dato un amico in cambio di una confezione da 12 di Moretti da 66, dicendo che non gli serviva più. E’ grande come un vaso da notte e il suo pelo è ispido come aghi di pino. Ha una zampa più corta delle altre e questo rende la sua camminata clamorosamente ridicola. Non abbaia, rutta.
Appena portato a casa, attirato dal profumo di cinghiale (tutte le domeniche mia nonna cucina il cinghiale) si è fracassato il cranio contro il forno. Il cinghiale si è pure risentito. Poi il cane (che d’ora in avanti chiamerò per comodità Rognone, dal momento che non ha un nome) ha cercato penosamente di sminuire la cosa fingendo di non essersi fatto nulla, nonostante lacrimasse dal dolore e avesse un bernoccolo grande come un pompelmo. Ma Rognone, troppo orgoglioso per ammettere di provare un dolore immane, ha mantenuto uno sguardo fiero e con estrema perizia ha tergiversato sulla manopola del forno facendomi credere di interessarsi alla corretta impostazione dei gradi di cottura del cinghiale. Il cinghiale ovviamente non ha gradito.
Un giorno decisi di insegnare a Rognone ad afferrare il fresbee al volo con la bocca e di riportarmelo. Credo di poter affermare con uno scarso margine di errore che sia stata una delle peggiori idee che io abbia mai avuto. Ho scoperto, anche se già avevo qualche sospetto a riguardo, che Rognone ha i riflessi di un bradipo colpito da un ictus. Se ne restava immobile a fissarmi con espressione bovina come se non vedesse il fresbee sfrecciargli accanto, o comunque, supponendo per assurdo che lo vedesse, come se non fosse affar suo. Un tale menefreghismo l’ho visto in vita mia soltanto durante le lezioni di storia e filosofia quando (bei tempi quelli) frequentavo ancora il liceo.
Non mi arresi. Arrendermi avrebbe significato darla vinta alla stupidità di quella bestia. Presi il fresbee e ci sfregai sopra una salsiccia. Lanciai il disco con un rapido movimento del braccio e una sapiente rotazione del polso indirizzando l’oggetto volante verso lo sciocco animale. Lo colpii alla tempia. Rognone non si spostò di un centimetro ma rimase lì, immobile, fiero, sanguinante, con gli occhi vitrei, e ruttò.
Mi arresi.
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