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mercoledì 4 aprile 2007 - ore 15:51


A ZONZO SUL PIANETA DONNA – CAPITOLO 2
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lungi da me affermare che l’uomo sia migliore della donna, ma è ormai un dato di fatto che la donna non sia migliore dell’uomo.
Le regole vigenti sul Pianeta Donna sono ben diverse da quelle che noi seguiamo tutti i giorni sulla terra, e sono state stilate con estrema perizia da una commissione straordinaria composta da Valeria Marini, Flavia Vento, Alessia Fabiani e Cecchi Paone. Queste sono solo alcune delle tremilasettecentoquarantanove regole invariabili tratte dai codici civile e penale recentemente approvato:



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martedì 3 aprile 2007 - ore 13:45



(categoria: " Riflessioni ")


La sensibilità è un’arma a doppio taglio che non ho mai imparato a maneggiare,
e per questo mi sono ferito molte volte.




Ma ho pagato a caro prezzo le conseguenze inevitabili di uno stupido errore, e ho imparato a riconoscere la calma apparente e a distinguere i silenzi silenziosi da quelli assordanti. E se hai nascosto una pistola nel mazzo di rose
sappi che già le spine bastano ad uccidermi.

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mercoledì 28 marzo 2007 - ore 15:18


AIUTO!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho un problema.

E’ da parecchi giorni che ci penso sempre, continuamente, e non riesco in alcun modo a venirne a capo. Ormai non so più dove sbattere la testa, a parte il muro più vicino. Questa cosa mi sta prosciugando tutte le energie, sia mentali che fisiche, e infatti più di qualcuno si sarà accorto che sono parecchio giù, malinconia a parte. Il problema è sempre qui, davanti ai mie occhi, al centro della mia testa, e oramai compare persino nei miei sogni. Mi capita di svegliarmi nel cuore della notte, madido di sudore, e di non riuscire più a riaddormentarmi. E la cosa più angosciante è che non riesco a non pensarci, è più forte di me, e sono costretto a vagare con la mente alla ricerca disperata di una soluzione, una qualsiasi.
Comincio a preoccuparmi seriamente.
Se non risolvo al più presto il dubbio amletico che mi sta assillando ormai da troppo tempo diventerò come il protagonista di quel film….come si chiama….ah sì, “L’uomo senza sonno”, dove c’è questo tizio che non riesce più a dormire né a mangiare, il suo fisico diventa spettrale, cadaverico, a poco a poco si ritrova completamente privo di energie, quindi inizia ad avere terribili allucinazioni e finisce per iscriversi ad un corso di cucito. Mi sembra di aver letto da qualche parte che la sceneggiatura originale del film avesse un finale diverso: il tizio è ospite di Marzullo a “Sottovoce” e durante l’intervista si suicida in diretta, strangolandosi con le sue stesse mani, dopo che il buon Gigi gli domanda “Coperina o peluche?”
Beh io non voglio finire come lui. Che tra l’altro non riuscirei mai ad autostrangolarmi, non ne avrei il coraggio, però potrei sempre bere un po’ di cicuta o convincere un’aspide a mordermi. O peggio ancora farmi mordere da un’aspide dopo averle fatto bere della cicuta.
Sono disperato. Forse qualcuno di voi può aiutarmi a risolvere il mio problema, forse qualcuno conosce la risposta alla domanda che incessantemente mi martella la corteccia cerebrale come un malefico e instancabile picchio. Sono da sempre una persona molto riservata e raramente mi è capitato di rivolgermi a qualcuno per esporre un mio problema e chiedere aiuto. Ma questa volta non ho alternative, se non voglio diventare definitivamente pazzo.

Ebbene, ciò che mi sta lentamente ma inesorabilmente logorando, rubando tutte le forze, succhiando ogni mio interesse, annullando i miei pensieri e annichilendo ogni mio desiderio, è questo soffocante, ipnotico, assurdo, alienante, ineffabile interrogativo: che differenza c’è tra il mocaccino e il cappciocc?




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martedì 27 marzo 2007 - ore 08:27


CON LA DOLCEZZA DI UNO SCHIAFFO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Era già arrivata, e io non lo sapevo.
Quando sono entrato in casa lei era lì che mi aspettava, elegante come sempre, tranquilla e sorridente come sempre. Mi guardava, sicura di sé, e dall’espressione sembrava che volesse dirmi:”Hai visto che sono tornata? Non credevi di vedermi così presto, e invece eccomi qui, assieme a te, ancora una volta.”
Un ritorno inaspettato, senza dubbio.
E’ l’unica che non mi ha mai mentito, l’unica ad avermi sempre fatto vedere la realtà delle cose, ad avermi insegnato a vedere al di là dell’apparenza, oltre il patetico agghindarsi e l’inutile fasto di coloro che non hanno nulla da mostrare al mondo, se non una penosa e artificiale rappresentazione di sé.
E’ stata una fedele compagna di viaggio in tutta la seconda metà della mia vita, 15 anni in cui ha avuto un ruolo importante, a volte marginale, altre volte insostituibile.
E’ lei che mi ha fatto conoscere le melodie struggenti, le foto in bianco e nero, la pioggia tagliente sul viso, il bruciore degli occhi, il male che può nascondersi in una parola, e di questo le sarò sempre grato.
Non ricordo quando è stata la prima volta che la vidi, né la prima volta che passammo del tempo assieme. Anche la mia memoria scivola via, assieme a tutto il resto.
Ora è seduta al mio fianco, avvolta nella sua incrollabile sicurezza che sempre mi spaventa, perché riesce sistematicamente a destabilizzare le mie esigue e deboli certezze. Ma sono sereno, perchè ormai la conosco bene e so che non potrebbe mai farmi del male.
Ora mi sussurra alcune cose che già la mia mente aveva immaginato, ma solo in questo momento riesco a cogliere nitidamente la verità inequivocabile delle sue parole. Eppure era così ovvio.
E’ lei che puntualmente mi fa capire, con la dolcezza di uno schiaffo, che per assaporare appieno la freschezza di una goccia d’acqua devi prima rotolare nella polvere, e che la felicità a volte è davvero dietro l’angolo, ma è molto facile girare in cerchio per anni, e anni, e anni, fino alla fine, senza mai trovare la forza o il coraggio di girare quell’angolo. E non si stanca mai di ricordarmi che è dentro il buio che nasce la luce, ed è dal dolore bruciante di una sconfitta che nasce la forza per rialzarsi in piedi e andare a prendersi ciò che si desidera.
Ogni volta che viene a trovarmi mi porta sempre lo stesso regalo: un fazzoletto di seta bianco, con alcune lettere ricamate ai quattro angoli. Quando non mi resterà più nemmeno una lacrima da asciugare allora potrò mettere assieme tutte queste lettere e scrivere il racconto della mia vita: non l’intero racconto, soltanto i capitoli più infelici, ma non per questo meno importanti.
A lei dedico questa triste melodia, perchè è grazie a lei se le mie dita corrono ancora, senza indecisioni, sui tasti bianchi e neri del vecchio pianoforte, e solo lei, la Malinconia, può apprezzare veramente l’armonia di suoni come questi.


Everything’s not lost
Coldplay


When I counted up my demons
saw there was one for every day
with the good ones on my shoulders
I drove the other ones away

so if you ever feel neglected
and if you think that all is lost
I’ll be counting up my demons, yeah
hoping everything’s not lost

when you thought that it was over
you could feel it all around
and everybody’s out to get you
don’t you let it drag you down

’cos if you ever feel neglected
if you think that all is lost
I’ll be counting up my demons, yeah
hoping everything’s not lost

if you ever feel neglected
if you think that all is lost
I’ll be counting up my demons, yeah
hoping everything’s not lost

singing out ah ah ah yeah
ah ah yeah
ah ah yeah
and everything’s not lost
so come on yeah
ah ah yeah
come on yeah
and everything’s not lost


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lunedì 26 marzo 2007 - ore 17:13



(categoria: " Accadde Domani ")






E scivola via anche l’ultima, immacolata, parvenza di felicità.


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giovedì 22 marzo 2007 - ore 15:34


TUTTO PUO’ SUCCEDERE MA NON A BELLUNO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Fresh: ...e quindi con questa tipa non so bene come comportarmi..
Amico: Guarda..io mi son trascinato una storia fatta di bacetti per un po’ con una di Belluno, per circa 6 mesi.
Fresh: Come l’hai conosciuta?
Amico: Ci siamo baciati e tocchignati in campeggio, e finita la vacanza abbiamo cominciato a sentirci per telefono. Poi sta storia mi stava sul cazzo e quindi ho deciso che o la trombavo o non aveva senso sta relazione!
Fresh: E che facesti?
Amico: Quindi sono andato a Belluno, ho preso una stanza e le ho detto: vieni nella mia stanza?
Fresh: E lei ha rifiutato scommetto..
Amico: Eh..lei non ha voluto e mi son dovuto subire 2 giorni di rotture di cazzo immense!!!!
Fresh: Ma porc…ahahahahaha!
Amico: Ma almeno poi ho lasciato perdere!
Fresh: Mmmmmm..
Amico: Guarda..un’esperienza allucinante! Stanza umida, piccola e buia..
Fresh: Dio mio..
Amico: Pero’ a ripensarci mi vien tanto da ridere!!! Due giorni e lei non voleva neanche piu’ baciarmi!!! Pensava fossimo solo amici!!!
Fresh: Eh amico, non ti è andata proprio bene..
Amico: COMPRESSORI AD ALTISSIMI LIVELLI!!!
Fresh: Scommetto che tu avevi un cazzo immenso!
Amico: Due testicoli da guinness! Io sono andato li’ credendo che almeno ci fosse qualche bacio...qualche ravanatina..
Fresh: Dì la verità, tu eri pronto ad innaffiare metà Belluno! e invece...
Amico: Ero un vulcano pronto ad eruttare! E invece quella cretina ha serrato con forza le gambe e chiuso ermeticamente ogni orifizio.
Fresh: E come trascorresti il weekend? Imprecando e mangiando strudel?
Amico: Tu sai bene che Belluno è notoriamente piena di attrattive..quindi i minuti passavano veloci..e arrivava sera in un batter d’occhio..
Fresh: Ah bene..
Amico: Macchè!!! Seduti al bar tutto il giorno!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Fresh: HUAUHAUUA!!!! Che ovi immensi!!!!
Amico: La cosa piu’ snervante era che non c’erano argomenti: lei voleva stare al bar e basta! A parlare del tempo e di scarpe. Il giorno dopo (domenica) volevo andare a vedere una mostra sugli impressionisti visto che ero li’.
Fresh: Pensavo foste andati a Messa.
Amico: Niente Messa. E a lei non piace l’arte, non piace leggere, non piace il cinema..non piace UN CAZZO!!! Nemmeno il mio..!
Fresh: Neanche a me piace.
Amico: Quindi io le ho detto: IO vado alla mostra, se vuoi bene se no ciao.
Fresh: Ben detto!
Amico: E’ venuta ma si vedeva alla grande che si annoiava!!! Ma non me ne fregava un cazzo. Poi siamo usciti...ancora bar....ancora ovi immensi!!!!!!!! e finalmente treno per Padova!!!
Fresh: Ahahaha! E poi non l’hai più sentita!
Amico: Mai più sentita.




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mercoledì 21 marzo 2007 - ore 13:48


Gradisce un altro po’ di Mandragora? Certo, me ne dia un’altra bottiglia!
(categoria: " Ricette ")


<<..il vero "piatto forte" della strega era, però, la mandragora. Gli inquisitori raccontavano che avesse forma umana, con radici doppie simili ad un paio di gambe, corpo peloso e testa con ciuffi di crine che parevano capelli. Se lasciata nella terra, la pianta in sette anni diventava un essere vivente, angelico o demoniaco, del quale ci si poteva servire per cerimonie magiche.
La mandragora cresceva soltanto sotto gli alberi dove era stato impiccato qualcuno: al momento della morte l’impiccato emetteva alcune gocce di urina e sperma, e da queste nasceva la pianta. Anche il modo di cogliere la pianta era inusuale: bisognava addestrare un cane nero, legarlo alla pianta e all’alba del sabato costringere l’animale a strappare la pianta dalla terra. Questa emetteva un urlo terribile nell’uscire; il cane veniva poi sacrificato ed il suo sangue sparso sulla buca in cui prima c’era la pianta; a questo punto la mandragora poteva essere usata per pozioni magiche. Le sue proprietà erano molteplici e tutte meravigliose: faceva partorire donne sterili, ridava giovanile vigore sessuale ad uomini vecchi e stanchi, guariva l’emicrania, il languore e il torcicollo, proteggeva dagli attentati, permetteva di rendersi invisibili, faceva fare più latte alle proprie mucche e meno a quelle del vicino; infine indicava dove c’erano tesori nascosti.>>




Ieri sera in compagnia di una streghetta ho fatto il pieno di Mandragora, però non sono una donna sterile, nè un uomo vecchio e stanco, non ho emicrania, languore o torcicollo, non credo di essere a rischio di attentati, nè io nè il mio vicino possediamo mucche, e non ho avuto illuminazioni riguardo ad antichi tesori nascosti. Però, credetemi, essere invisibile è davvero una figata!

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martedì 20 marzo 2007 - ore 17:31


S.
(categoria: " Poesia ")


Sembrava che per lei non esistessero confini,
e che la sola differenza fra una goccia e il mare fosse il rumore delle onde.
Camminava con passo disinvolto senza mai guardare dove metteva i piedi,
convinta che ci fosse qualcosa o qualcuno a lastricare di petali il suo cammino.
Niente la poteva turbare, nemmeno la malattia e la morte la spaventavano.
Scorgeva un raggio di sole negli occhi di ognuno e lo catturava, lo metteva
in un vaso di cristallo e con esso illuminava di speranza gli angoli bui delle notti insonni.
Quando parlavi con lei tutto il resto spariva,
e ti ritrovavi sospeso fra le nuvole,
leggero e galleggiante in un roseo limbo amniotico.
Faceva tenerezza, nella sua candida ma consapevole ingenuità,
e solo chi la conosceva bene poteva notare quel sottile velo di malinconia
che oscurava talvolta l’azzurro delicato dei suoi occhi.
Quel viaggio era comunque inevitabile.
Torna presto.




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lunedì 19 marzo 2007 - ore 10:17


QUESTO WE HO CAPITO CHE..
(categoria: " Vita Quotidiana ")


..regalare il DVD “Tuttomax” (contenente i 34 video delle canzoni di maggior successo di Max Pezzali) a uno che detesta gli 883 è stata un’idea geniale
..la torta con la scritta “rotta ma buona” era davvero buona
..la canzone di Momo sarà il tormentone dell’estate, ma solo in “casa Juras”
..mi piace il sushi, forse
..chi dorme non piglia sushi
..c’è chi (come me) si presenta porgendo la mano in maniera distinta, c’è chi (come Ime) piega la testa da un lato e si congratula a due mani
..Megghy ha voglia di innamorarsi....ma anche no
..a “caval goloso” non si guarda in bocca, a meno che tu non sia un dentista che consegna le pizze a domicilio
..with the head that you have = co chea testa che te ghè
..Thomas è quello che ride sempre più di tutti
..si insegue sempre l’amor che fugge e non ci si accorge di quello che sta a un passo
..il peluche non vuole più essere un peluche
..Barabba se ne intende di musica
..il tempismo è fondamentale, e io come al solito sbaglio i tempi
..c’è chi odia la sabbia, c’è chi ha paura del “sabbione”
..potrebbe funzionare




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giovedì 15 marzo 2007 - ore 11:49


A SPASSO SUL PIANETA DONNA – CAPITOLO 1
(categoria: " Accadde Domani ")


“Facciamo cose che voi uomini non potete neanche immaginare” è la scritta che troverete sbarcando sul Pianeta Donna. Appena scenderete dal modulo spaziale sarete subito investiti dall’inconfondibile profumo di Mastro Lindo e sentirete in filodiffusione una canzone di Antonacci o Tiziano Ferro.
Su questo bizzarro pianeta non ci sono sensi unici né rotonde e il limite di velocità è di 45 Km/h. Le bilance sono bandite ma ne viene fatto un uso illegale grazie ad un traffico clandestino ben orchestrato da Wanna Marchi. Un pacchetto di sigarette costa 80 centesimi e se compri una stecca ti danno in regalo una scatola di Aulin. In ogni casa ci sono dai 5 ai 7 bagni e la tazza del water non si può sollevare: è saldata al basamento.
L’intelligenza di un individuo non si misura tramite il test del QI bensì è direttamente proporzionale al numero di paia di scarpe che l’individuo possiede. Le scarpe coi tacchi valgono doppio.
La religione vigente impone di andare in centro estetico almeno una volta a settimana e di seguire assiduamente due o più telenovele (oppure una telenovela e un reality show). In Tv non si vedono MAI donne magre e in passerella sfilano soltanto Platinette, la Litizzetto e Rosy Bindi.
In tutti i bar si può fumare e darsi lo smalto alle unghie, e ad ogni tavolo è assegnato un preciso argomento di conversazione: 1) Scarpe. 2) Diete. 3) Grande Fratello. 4) Scarpe. Questi i forum di discussione più gettonati, anche se negli ultimi tempi si stanno allargando a macchia d’olio le conversazioni su: 5) Scamarcio.




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