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![]() GreatFang, 29 anni spritzino di Mestre CHE FACCIO? cazzeggio,sbevacchio e rockeggio :D Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
martedì 25 marzo 2008 - ore 17:33 ALLA FACCIA DEL LUPO FEROCE QUA SOPRA... ![]() LEGGI I COMMENTI (13) - PERMALINK martedì 18 marzo 2008 - ore 13:59 QUESTO E QUELLO Alle volte è difficile aprire un cassetto e fare i conti con quello che puoi trovarci dentro. Sono uno che mette via piccole cose insignificanti: raccolgo frammenti, schegge, trucioli e, lo ammetto, qualche coccio. Arriva inevitabilmente il giorno che hai bisogno di spazio e, si sa, i cassetti, per magici che siano, un fondo ce lhanno sempre. Scatole, scatolette, fermagli, lettere, biglietti del treno, orologi fermi, orecchini, nastri, cartoline, anelli, bossoli, spicci, vecchi occhiali, vecchi diari, coltelli, soldatini di plastica come quelli con cui i bambini non sanno più giocare. Dentro i cassetti ci sono scatole che non vuoi più aprire. Sulle lenti degli occhiali temi possano essersi attardati fotogrammi di un caldo pomeriggio di Maggio. Bossoli. Il proiettile certe volte te lo porti dietro. Bhe, arriva il momento di fare i conti con questa ridda di fantasmi solidi, tangibili e affilati. Scavi e tinabissi mentre le pareti ti franano addosso, solo per toccare il fondo sul quale giace una foto dimenticata solo a parole. Non è sempre facile fare i conti con quello che puoi trovare dentro un cassetto ma il più delle volte è necessario, perchè, per quanto magico, ogni cassetto ha un fondo e su quel fondo giace qualcosa da ricordare. ![]() Sera fredda. Ti accorgi di quanto poco basti per star bene solo quando riesci ad eliminare tutto il superfluo. Luna di notte. In fondo basta un pallone bucato, trovato per strada, per dimenticare di avere trentanni e scarpe costose ai piedi. Bastano un lampione per fare la mea, quattro macchine, un paio dalberi per potersi nascondere. Quasi le due. Sai cosa cè? che siamo gli stessi. Gli stessi sotto le cicatrici, dentro vestiti diversi, dietro le maschere di tutti i giorni. E sai cosa? Noi infondo, non abbiamo mai avuto bisogno di parole. ![]() "Experience is a hard teacher because she gives the test first, the lesson afterwards." "God will not look you over for medals, degrees or diplomas, but for scars." LEGGI I COMMENTI (10) - PERMALINK domenica 2 marzo 2008 - ore 12:41 CHASING SHADOWS Deep Purple - 1969 Chasing shadows, over my walls with myself hardly sleeping Dwarfs and giants, twenty feet tall fill the room with their creeping Sounds of breathing sharpen my ears then they fade into nothing Someones laughter out in the street fills the night with their loving I feel the ice in my head Running its hands through my bed Not even dreaming I seem to be dead Colours of yellow and colours of red All Im asking some secret voice is to lead me to darkness Im so tired, dawn never comes I just hide in the shadows Kansas - 1982 Some of you may know me and many of you wont I am just a player in the band Some of you will listen and some of you will hear Some of you may laugh at me and some of you will cheer Cause all of us, we are an audience Looking for evidence, to help it all make sense (Chorus) Have we left the answers far behind Are we running from the light And our legs are growing weaker Chasing shadows in the night Tell me have you noticed, the tide is rolling in The waves are crashing harder now The shore is wearing thin The message in the bottle, has been lost at sea But the word live on forever, its meant to be (Chorus) (Instrumental) (Chorus) Stratovarius - 1994 Chasing Shadows I have been sailing across the oceans flying across the blue sky Without never finding the answer the answer to the question why just when you think you reach it, its gone Chasing Shadows, Chasing shadows Chasing Shadows, all your life Harder you try to fix things in your life Faster you know its in vain Searching for loving from strangest places Nothing is left but the pain Chasing Shadows, Chasing shadows Chasing Shadows, all your life LEGGI I COMMENTI (15) - PERMALINK domenica 2 marzo 2008 - ore 02:10 Certe sere nascono storte, cè poco da fare per raddrizzarle e anche quando quello che fai ti sembra assurdo, forse addirittura vergognoso, ti rendi conto tuttavia che è lunica opzione che ti resta. Alle volte fa davvero freddo da queste parti, le parole non scaldano mai abbastanza. "La tua parte razionale è ben conscia e convinta di tutto questo, è il resto di te che non lo accetta...". COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 25 febbraio 2008 - ore 13:55 SOSTANZIALMENTE DI BUON UMORE Ti ho lasciato il "piacere" di scrivermi ma non leggo. Non cè sostanziale differenza tra questo e il tuo ostracismo, no? Sgattaioli dentro anonimamente e chiedi "favori". A che titolo? Mi pare che i morti non parlino, giusto? Non ascoltano nemmeno, così mi dicono. E se ti pare che tutto questo sia meschino, infantile e irrispettoso, avrò pur imparato la lezione da qualcuno. Il dialogo civile te lo lascio chissà che ad averlo tra le mani non impari cosa sia. Avrò quel che merito nel bene - ne dubito e nel male - di questo non dubito affatto come sempre. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK domenica 24 febbraio 2008 - ore 18:26 Oggi gira strana, quindi forse è meglio se me ne sto zitto e ascolto buona musica. Con un po’ di fortuna tutto quello per cui non vale la pena sprecare il fiato se ne scivolerà via e resterà solo quello per cui ha senso aprir bocca... "per suonare la batteria non puoi essere normale, devi per forza essere un po’ pazzo" Broken [Sonata Artica] I was raised from a broken seed, I grew up to be and unwanted weed Ever faster the time exceeds me, little harder again to remember...you. Held a torch for you, when lightning stroke me, once again, hope I died for the last time Only one I have a thing greater than you, little light on the sky every night. Morning dew on the field, where I met you I was frozen a year, couldn’t get through Got a sign, not a scar, on my shoulder, I am not quite the man you take me for... Fell in love with the weakness within me Tried to force me the Ring and own me Guess you found what you’d think would oblige me, little version of me to consume you... I’d give my everything to you,follow you thru the garden of oblivion If only I could tell you everything, the little things you’ll never dare to ask me... Do you really know me? I might be a God Show me that you care and have a cry How do you see me?... as the one? Can you see my blood when I’m bleeding How can you love this exile, and how could I desire you When my pain is my pain and your is too... On this deadwinter’s night Darkness becomes this child Bless this night with a tear For I have none I fear... Seven lifes of a man, passed before me Seven graves, one for every love I’ve had Only once I have broken my so called heart Only one made me see why they cry Will I learn how to be one of you someday? Will I still feel the eyes that behold me Will I hear what you think, when you see me? Will it tear me apart if you feel for me... I ’d give my everything to you, follow you thru the garden of oblivion. If only I could tell you everything, the little things you’ll never dare to ask me... Do you really know me? ...I might be a God Show me that you care and have a cry How do you see me? ...as the one? Can you see my blood when I’m bleeding How can you love this exile, and how could I desire you When my pain is my pain and your is too... On this deadwinter’s night Darkness becomes this child Bless this night with a tear For I have none I fear... Little broken, always been, a part of you belongs to me You were never mine to love, but this all has made it easy for me... Burning feathers, not an angel, Heaven’s closed , Hell’s soldout So I walk on the earth, behind the curtains, hidden from everyone, until I find a new life to ruin again... On this deadwinter’s night. Darkness becomes this child Bless this night with a tear. For I have none I fear... LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK venerdì 22 febbraio 2008 - ore 10:25 Oggi serviamo nebbia. Bianca,lattea. Silenziosa. Ovatta, intorpidisce. Sfoca i contorni, smussa gli spigoli, rende vaghi suoni, pensieri, sensazioni. Lungo una striscia dasfalto dritta e anonima il movimento diventa unillusione. Il tempo se ne fugge di soppiatto. Gli occhi aperti, ipnotizzati, a disegnare strane figure su una tela evanescente, a richiamare un carosello di fantasmi che danzano in cerchio. Oggi serviamo nebbia, perlacea ed avvolgente. Adatta per i sognatori, per chi vuole dimenticare ma solo a parole, perfetta per chi vuole fuggire, ideale per dipingere con le dita come i bambini. "Non ci si dovrebbe stupire che dal dolore talvolta nasca la bellezza, infondo, nel cuore di ogni perla è nascosto un grano di sabbia." ![]() LEGGI I COMMENTI (10) - PERMALINK venerdì 15 febbraio 2008 - ore 12:08 C’è poi la storia di quel tipo che, alzatosi dal letto una grigia mattina di Febbraio, scostò le tende e trovò in veranda il Vecchio Nick seduto sul dondolo, una tazza di caffè fumante in mano e una coperta pesante tirata su, fin quasi al petto. Aveva l’aria un po’ triste ma non triste come uno a cui sia capitato qualcosa di brutto (al Vecchio Nick ne erano capitate di tutti i colori questo si ma non si era mai perso d’animo). Pareva piuttosto un po’ malinconico e certo la mattina era quella giusta per sentirsi così. Il caffè gli fumava tra le mani, aggiungendo volute di fumo al grigio della nebbia d’attorno. Il nostro uomo stette in silenzio a fissarlo per un po’, incerto se uscire a chiedergli se voleva entrare a scaldarsi o se scacciarlo dalla veranda. - Potrei anche solo uscire a salutarlo, d’altronde si tratta di buona educazione. - pensò. Poi però pensò anche che il Vecchio Nick era famoso per avere un carattere assai bizzarro e che anche la buona educazione poteva irritarlo. Lo guardò trarre un profondo sospiro ma non seppe dire se il suo petto si alzasse davvero o se fosse solo la sua immaginazione. Lo vide portare la tazza alle labbra e trarre composto un sorso di caffè fumante. Rannicchiato così su quel dondolo pareva ben misera cosa, a dispetto di quel che di lui (e su di lui) si dicesse. Il nostro ospite era comunque un uomo di buon cuore, certo non un santo, questo no (il Vecchio Nick difficilmente si sarebbe seduto nella veranda di un santo, anche se in passato era capitato) quindi decise di uscire e dare il buon giorno a Nick. Si mise addosso una pesante vestaglia di flanella, quel tipo di vestaglia che è una sorta di cimelio di famiglia, e se ne uscì con una tazza di caffè bollente in mano. - Buongiorno a te Nick!- Sulle prime il Vecchio Nick parve non averlo sentito, poi, con una voce inaspettatamente cortese disse - Buongiorno! Vieni sederti qui accanto a me. Ce ne vorrà prima che il sole buchi questa nebbia e io ho voglia di fare quattro chiacchiere prima di ripartire. certo un po’ titubante ma non per questo scoraggiato, il nostro andò a sedersi sul dondolo, accolto da un tiepido sorriso. In silenzio, per un po’ fissarono i rami ancora spogli sui quali facevano capolino le prime gemme intirizzite dalla brina. Quando il silenzio parve aver esaurito quel che aveva da dire (ma era solo un’impressione: si sa che il silenzio ha più storie da raccontare di chiunque altro, basta stare ad ascoltarlo) il Vecchio Nick disse - Allora, che ne pensi? - - Che penso di cosa Nick? – chiese l’uomo un po’ perplesso. - Di tutto questo - e dicendolo, con la testa indicò il giardino e il mondo che pareva finire appena al di là del cancello, inghiottito da un manto chiaro e ovattato. L’uomo esitò a rispondere. A dire il vero non si fidava un granché. Il Vecchio Nick era famoso per essere un briccone di prima. Tuttavia decise di fidarsi di quell’aria un po’ così, come di chi stia facendo la domanda più a se stesso che a chi gli sta davanti, e di rispondere sinceramente. - Mi sembra solo una gran baraonda. Per dirla come il poeta qui si fa "tanto rumore per nulla". - Il Vecchio Nick abbozzò un sorriso divertito, come di un nonno alla battuta sagace di un vispo nipotino - Eh già, il giovane Will ne aveva capite di cose. - Sentendosi incoraggiato il nostro continuò – Insomma, qui tutti si danno un gran da fare per sciocchezze, si affannano in mille cose inutili, credono di poter far cantare un gallo come un’allodola. - - Provano a rincorrere i loro sogni. - disse il Vecchio Nick. - Io credo piuttosto che si diano una gran pena a rincorrere i sogni qualcun’altro. Non tutti forse, ma buona parte. - Di nuovo il Vecchio Nick parve soddisfatto. Parve addirittura sul punto di dargli una pacchetta sulla spalla. Invece chiese - E tu invece, cosa vai rincorrendo? - - Io? Nick, guardami: alla mia età quello che potevo agguantare l’ho agguantato, il resto lo lascio a chi è sarà più fortunato di me. - - E non ti dà fastidio che qualcun’altro si prenda quello che sarebbe potuto essere tuo?- suggerì Nick. Che fosse perché gli pareva che ormai fossero in confidenza o perché il freddo l’aveva reso un po’ più ottuso, l’uomo non sentì puzza di zolfo e disse - Certo che mi dà fastidio! - Se sia stato un guizzo fugace quanto un bagliore sull’acqua negli occhi di Nick o un po’ di buon senso rimasto in cantina, subito aggiunse - Bhe, d’altronde a te non dà fastidio che altri si siano presi il tuo posto di lavoro Nick? -. Certo la mossa fu azzardata: Nick non amava che si tirasse fuori quell’argomento ma forse era in giornata buona. Che la giornata buona fosse per lui o per il suo ospite non saprei dirlo. Tirò un sorso di caffè fumante e disse - E non c’è niente che ti manchi? - L’uomo ci pensò un po’ e alla fine, con un po’ di imbarazzo disse - Forse l’unica cosa che mi manca è l’amore, Nick - e si affrettò ad aggiungere - ma per quello tu non puoi fare niente mi dicono. - Il Vecchio Nick se ne uscì con una bella risata, fresca come una mattina di primavera e la brina sulle gemme parve sciogliersi un po’. - Ah birbante, saresti sorpreso a sapere quello che posso e quello che non posso fare! - - E poi , in fondo forse ho già avuto la mia parte e non dovrei lamentarmi - - Vedi giovanotto, quello è solo il nome che gli danno e, nella peggiore delle ipotesi, l’idea che te ne fai. Per quello, credi al Vecchio Nick, non c’è nemmeno da scomodare una di quelle vecchie bacucche che se ne stanno in cucina a rigirare il mestolo, blaterando da sole, la retina in testa e un gattaccio spocchioso tra le gambe. La gente scarabocchia quella cosa su pagine che starebbero meglio intonse, ci mette la glassa in pasticceria, la ricama con colori chiassosi sui vestiti, la strilla in brutte canzoni e più se ne inventano e più se ne fanno. Ascolta un vecchio che di strada ne ha fatta un po’: se è questo quello che ti manca, stai bene come stai. Un tizio che forse qualcosa c’aveva capito, una volta ha detto "l’unica cosa che sappiamo dell’amore è che non ne sappiamo davvero niente finché non lo proviamo e anche dopo quello che ne sappiamo dire è ben poco". - Il nostro amico si trovò a fissare gli occhi del Vecchio Nick e per un attimo gli sembrarono quelli di un nonno saggio e un po’ stanco. In lontananza un gallo cantò con la voce roca di uno che si è appena svegliato. - Pare che sia ora - disse il Vecchio Nick e dicendolo si alzò, poggiò la tazza di caffè fumante e piegò la coperta, posandola sul sedile. - Posso farti una domanda, Nick? - chiese l’uomo. - Certo, attendo a quel che chiedi però...- ma il tono era di finta minaccia, d’altra parte Nick aveva pur sempre una reputazione da difendere. - E tu, non c’è niente che ti manchi, che desideri? - Forse fu il modo ingenuo con il quale glielo chiese, chi lo sa, ma il Vecchio Nick rispose sereno, per nulla infastidito - Mi piacerebbe poter desiderare quello che vogliono tutti ed in insieme a quello un bel bagno caldo magari, una tazza di buon caffè e un posto dove riposare le ossa. - E detto questo si allontanò verso il cancello, sparendo alla vista inghiottito dagli ultimi barbagli di nebbia impigliati tra i rami. Il caffè nella tazza gli lanciò un ultimo saluto con un esile, diafano filo di fumo. LEGGI I COMMENTI (10) - PERMALINK giovedì 14 febbraio 2008 - ore 12:06 ![]() ...ten years of silver and blood... ![]() LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK mercoledì 6 febbraio 2008 - ore 21:11 Era un rullante Hollywood 14" x 5,5" ,un colore che definirei cherry sparkle. Avrò avuto 9-10 anni e al posto delle bacchette due pezzi di legno ricavati dal manico di non so cosa. Ricordavano delle 5B ma allora non potevo saperlo. Mio nonno ci sapeva fare. Battevo a caso, picchiando forte, in una specie di recita alle elementari. Che bello. It sounded like: tum tum pa tu-pa-pa tum tum pa tu-pa-pa tum tum pa tu-pa-pa tu-pa tu-pa tum tu-pa! ... it sounded like... LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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