
Grezzo, 25 anni
spritzino di Blackwood (suona meglio di Bosconero)
CHE FACCIO? uso motoseghe Stihl
Sono sistemato
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SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO
"La regina dei castelli di carta" Stieg Larsson
HO VISTO
Litri su litri tra Mala Strana e Stare Mesto. E gli occhi della mia ragazza dietro al bicchiere
L’oceano seicento metri sotto di me alle Slieve League
I riflessi ambra scuro della black stuff
L’oro Bulmers
Un manto di stelle alle Aran
e molte altre magie...
Combinata nordica
Salto
Hockey femminile
Fondo 4x5 staffetta
Free Style
Curling
Biathlon
Casa Russia
Casa Olanda
Casa Sassonia
Casa Turingia
Casa Canada
Casa Italia
Casa Svizzera
Hockey Land
insomma, the OLYMPIC WINTER GAMES OF TURIN 2006

The PARALYMPIC WINTER GAMES!
Easy Rider (sempre)
Braveheart (sempre)
tanti western











































Il capitan Jack Sparrow torna sempre!!!










Il pianeta che cerca di ribellarsi
Una serie di infami menzogne sulla Tav. Sarà dura!
La magia di Parigi, le prospettive del Marais.
Un po’ di tramonti a nordest
L.
Draghi sulle alpi
Dei docenti universitari farmi i complimenti e farmi dottore!
Gli occhi di G. nella notte, salutarmi, con una promessa.
Un abbraccio e una promessa mantenuta
Il cherokee infangatissimo affondato nella neve uscire da lì rombando! (in realtà non l’ho visto, io lo guidavo)
La Val Varacho sota la fioca. Ombra mordicchiare correre e abbaiare
Zente speciale a una cena speciale
Vasco
Lou Reed, bevendo sambuca del discount
Bruce Springsteen
STO ASCOLTANDO
Metal, country, blues, folk soprattutto
AC DC
Accept
Aeroplanicadono
Agalloch
Allman Brothers Band
Amaral
Amon Amarth
Ana Johnsson
Angelic Upstart
Antichrisis
Arab Strap
Arbe Garbe
Assalti Frontali
Attila
Avantasia The Metal Opera
Babazula
Bad Manners
Bad Religion
Balentes
Banda Bassotti
Barbara Morgenstern
Bathory
Bauhaus
Bierpatrioten
Bit-Nik
Black Sabbath
Blind Guardian
Blonde RedHead
Blue Vomit
Bob Seeger
Brooks & Dunn
Bruce Springsteen
Bud Tribe
Cappanera
Catharral Noise
CCCP
Ceca
Charlie Mingus
Cher
Children of Bodom
Clash
Claudio Bisio
Cock Sparrer
Coro Bajolese
Corvus Corax
Cradle of Filth
Crazy Etilic Band
Creedence Clearwater Revival
Cruachan
Crucified Barbara
DAF
Dario Zampa
Dark Lunacy
Dark Tranquillity
Davide Van De Sfroos
Death In June
Die Apokalyptischen Reiter
Dioxina
Dire Straits
Dixie Chicks
Doro Pesch
Dubliners
e Zezi Gruppo Operaio di Pomigliano d’Arco
Eddie Vedder
Edguy
Einstürzende Neubauten
Eluveitie
Elvenking’s
Enslaved
Eric Clapton
Estorio Drolo
Fabrizio De Andrè
Fahrenheit 451
Falco
Farinei d’la Brigna
Fiamma Fumana
Finntroll
Frankie Hi NRG mc
Franti
Fred Buscaglione
Frontiera
Gaznevada
Gemelli Diversi
Giorgio Gaber
Giorno di Paga
Gipo Farassino
Giuliano Palma & The Bluebeaters
Gli Atroci
Goran Bregovic
Haggard
Hammerfall
Hank Williams
Hank Williams Jr
Herbie Hanckock
Heretika
Herman Medrano
I Corvi
I Delfini
il Brusco
In Extremo
In Flames
Jan Garbarek
Jethro Tull
John Lee Hooker
Johnny Cash
Joy Division
Khaled
Kid Rock
Kina
Kirsty MacColl
Klasse Kriminale
Klaxon
Korpiklaani
La Oreja de Van Gogh
La Piva dal Carnér
Lacrimosa
LeAnn Rimes
Lene Marlin
Leonard Cohen
Les Negresses Vertes
Litfiba
Los Fatidios
Lou Dalfin
Lou Quinze
Lou Troubaires de Coumboscuro
Luciano Ligabue
Lynyrd Skynyrd
Madness
Magnifiko
Mago de Oz
Mano Negra
Marco Masini
Marko Perkovic Thompson
Matrioska
Mau Mau
Mauro Repetto
Max Gazzè
Mel Tillis
Merle Haggard
Metallica
Michel Petrucciani
Mirafiori Kidz
Modena City Ramblers
Morgenstern
Motley Crue
Mötörhead
Muddy Waters
Nabat
Negazione
Nena
Nerorgasmo
Nick Cave
Nightwish
Nina Hagen
Nitzer Ebb
Notorius B.I.G.
Odjila
Otyg
Pam Tillis
Pantera
Paolo Conte
Pearl Jam
Persiana Jones
Pitura Freska
Pogo
Prozac +
Ramones
Rappresaglia
Redbone
Righeira
Robbie Robertson
Rough
Sawyer Brown
Scorpions
Sefarad
Selecter
Sentenced
Sepultura
Sheryl Crow
Siouxsie and the Banshees
Sirenia
Sir Oliver Skardy
Ska-j
Skyclad
Slayer
Snoop Dogg
Soerba
Sonny Stitt
Spetsnaz
Spliff
Statuto
Steppenwolf
Steven Seagal
Strana Officina
Subway to Sally
Sun Ra
System Of A Down
Tazenda
Ted Nugent
The Bodysnatchers
The Cranberries
The Lambrettas
The Pogues
The Smiths
The Specials
The Tractors
Totenmond
Trace Adkins
Tristania
Truzzi Broders
Tupac Shakur
Tyr
U.D.O.
Vandals
Vasco Rossi
VillaAdaPosse
Vintersorg
Warlock
Willie Nelson
Woptime
Wu Tang Clan
XMal Deutschland
Youngang
ZZ Top
etc...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
grezzo!
ORA VORREI TANTO...
l’Harley sotto il culo
STO STUDIANDO...
il manuale d’uso della Stihl
il regolamento dei Timbergames
robe native
OGGI IL MIO UMORE E'...
Guardo in faccia al vento, e resisto
FEDERALISMO!
PIEMONT LIBER!

FRIUL LIBER!

Ottimo! Grazie a chi mi ha scritto: "Per quanto può valere l’opinione di una micro-bionda, sappi che sei il giusto connubio tra palle, cervello e sensibilità."
e anche grazie alla magica Laura, che mi scrive "e ti stavo scrivendo che a te vorrei solo raccontare di colori, di profumi, di fiori, di treni e di e di autobus in partenza, di cose belle" una delle più belle cose che mi siano state dette
boicotta la festa in discoteca sostieni la sagra
comitati combattenti di base per la vittoria finale di coste e vin rosso
Al Grezzo importa:
della fratellanza, della lealtà
dell’onestà (verso se stessi e verso altri esseri umani che lo meritano)
della coerenza
del vedere i miei amici felici
del far star bene le donne che stanno con me (il Grezzo ama molto le donne)
dell’ambiente violentato
della Juventus
del mangiare e bere bene
del far palestra la mattina poco dopo sveglio
dell’imparare più cose possibili
della bella musica che merita, crederci e diffonderla
delle bionde, le rosse, le more, le verdi all’occorrenza
di viaggiare
di molte altre cose
Il Grezzo detesta (ed essendo animale istintuale attacca):
radical chic di varia sorta
chi picchia donne, bimbi, animali che non possano difendersi (perché certe donne e certe bestie si sanno difendere eccome!)
la finanza (gdf)
l’aumento dei prezzi (in specie del gasolio)
Fiorentina, Milan, Torino, Inter
chi non ha firmato il protocollo di Kyoto
chi mantiene il sistema clientelare ovunque
chi potendo installare su casa un impianto a celle non lo fa
la programmazione della tv italiana
i registi di film intellettuali (con riserve)
le forme di prevaricazione
molte altre cose
Ma il Grezzo non brilla per lungimiranza, quindi forse sbaglia molte cose
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
MERAVIGLIE
1) il sesso
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
Libero pensiero, bevute, viaggi e ideeUomo del nord, spirito celtico, ombre nostraneil canavesano dagli occhi di ghiaccioLive to Ride
.jpg)
io bevo
somewhere on a desert highwaynon c’è biker senza bikier
quant chi lin par sagre
cittadino onorario di Campodoro
Create your own visitor map!LIGA FRONTE DIFESA BAR RUSTEGOI’m ruder than youio son per le piccole patrie, l’autonomia, il federalismo, le alpi liberel’importante è una certa classe e zero cogniziònnon puoi cavalcare due cavalli con un culo soloEventi & Conviviwww.paolovalperga.com
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mercoledì 14 giugno 2006 - ore 13:05
8102te Tag. Rabbia skin e pioggia
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Io amo la pioggia. Questo è un dato certo, irrevocabile. Io amo il sole forte dell’estate. Questo è un dato irrevocabile, certo. Mi piace quando piove guardare le foglie che cambiano colore. Mi piacciono i raggi di sole scomposti dalle gocce. Mi piace guardare i palazzoni riflessi nelle pozzanghere. Mi piace ascoltare la pioggia cadere in un fienile, con un toscano e un fiasco di rosso, e una ragazza. Mi piace pensare che la pioggia cada e lavi via tante brutture del mondo. Ora voglio che la pioggia cada alle Vallette, su una panchina mezza rotta, dove mercoledì scorso un uomo è morto di overdose da eroina, un sopravvissuto raro. Che cada e lavi via le orme degli spettri intorno ai SERT! Che cada e lavi via le lacrime dei ninhos de rua! Che cada e bruci le case imbellettate dal denaro rubato! Che il sole secchi la pelle e gli occhi di coloro che sputano e disprezzano anfibi e bretelle! Ho rabbia addosso per quello che succede ogni giorno, per i kids che non riescono a imporsi, e dovrebbero. La società si muove in una direzione preoccupante, non sta a me dire se sbagliata o giusta. Ma credo proprio giusta non sia. Mi lascio cullare dalla voce di Siouxsie Sioux, sono lente a passare queste giornate di prima estate, uccise da studi e lavoro. Uccise da pensieri scomposti e improvvisi. Segnalo i mondiali antirazzisti che si terranno a metà luglio in Emilia. E voglio ancora sentire il rumore dei boots sull’asfalto, ancora sentire il rombo rotondo delle lambrette. E un immagine ora ho negli occhi, una persona indistinta tra i raggi di sole e i fiori. Profumi forti e dolci. Sud della Francia.
Tears in my beer, Well it just ain’t clear
I had a dream, Well so it seems
She’s in the sun, Not having fun
And I’m standing here, Just the lonely one
Tears in my beer, Here comes another year
Seen it all before, Just like a closing door
There was a time, When she was mine
Well it’s so long ago, Does she want to know?
I know you just think that I’m just singing the blues
But I’ve got nothing to lose
Tears in my beer, It’s getting clear
Her face I see, Right next to me
She’s drinking wine, And looking fine
I’m feeling sad, It’s just a dream I had
I know you just think that I’m just singing the blues
But I’ve got nothing to lose
Tears in my beer, It just ain’t clear
I had a dream, Well so it seems
She’s in the sun, Just having fun
While I’m standing here, Tears in my beer
But she ain’t here
Tears in my beer
THE SPECIALS
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venerdì 9 giugno 2006 - ore 12:22
8097te Tag. Un angolo di Alabama stamattina
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Prima ancora di salutarvi, un bacio a qualcuno che alle 10.47, leggendo le sue parole, mi ha bloccato il respiro. Bellissimo. Buongiorno dears! State bene? Ho aperto gli occhi stamane sulle dolci colline della Carolina, sul profumo di bourbon che invecchia, su campi di grano e fattorie rosse. Su quel profondo sud degli Stati Uniti che è la vera America, lAmerica che vive di stenti e fuma, che espone la bandiera tutrta stracciata, che beve birra fatta in casa, che si uccide in voli aerei spericolati. Lamerica delle vecchie auto, dei pick up scassati, dei motel fatiscenti. Lamerica dei crocicchi del diavolo, dei bokor dagli occhi di fuoco nelle piantagioni di cotone, di Alan Lomax col suo registratore. E lAmerica dei vecchi che conoscono il piegare la schiena su campi lunghissimi. LAmerica dei tramonti sullorizzonte infinito della pianura. LAmerica vera. Listening Lynyrd Skynyrd (si legge Leehneerd Skeehneerd, lo dicono loro!).
America delle paludi di Florida e Louisiana, America dei Seminole. America degli Apache. America del sincretismo religioso. America del mardì gras a New Orléans. LAmerica che sogno, è questa. Con John Lee Hooker come guida a bordo di una vecchia Cady nera decappottabile, e Cab Calloway e Aretha Franklyn da incontrare in un drugstore. E the Bandit sulla sua Dodge. E Bo e Luke sul Generale Lee. Con le highway dritte in mezzo al deserto, da correre, da confondersi nella notte, da rompere il silenzio coi pistoni dellHarley. A volte il sogno americano esiste ancora, ma di prima mattina, poi piano passa, anche se un po resta lì.
E oggi anche un velo di tristezza per le cose finite, per il passato, per il sedersi a fumare sullerba, per il far lamore in una camera rossa, per il guardare in alto tra rovine celtiche, abbracciati. sono ricordi misti di persone diverse. Un dolce cocktail di immagini, malinconia e nostalgia come aperitivo, da non shakerare, da far scorrere lentamente nel tumbler.
Well this life that Ive lead has took me everywhere
There aint no place I aint never gone
But its kind of like the saying that you heard so many times
Well there just aint no plae like home
Did you ever see a she-gator protect her young
Or a fish in a river swimming free
Did you ever see the beauty of the hills of Carolina
Or the sweetness of the grass in Tennessee
And Lord I cant make any changes
All I can do is write em in a song
I can see the concrete slowly creepin
Lord take me and mine before that comes
Do you like to see a mountain stream a-flowin
Do you like to see a youngun with his dog
Did you ever stop to think about, well, the air your breathin
Well you better listen to my song
And Lord I cant make any changes
All I can do is write em in a song
I can see the concrete slowly creepin
Lord take me and mine before that comes
Im not tryin to put down no big cities
But the things they write about us is just a bore
Well you can take a boy out of ol Dixieland
But youll never take ol Dixie from a boy
And Lord I cant make any changes
All I can do is write em in a song
I can see the concrete slowly creepin
Lord take me and mine before that comes
Cause I can see the concrete slowly creepin
Lord take me and mine before that comes
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giovedì 8 giugno 2006 - ore 12:21
8096te Tag. A Love Song for Bobby Long
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Buongiorno cari! Fresco di ritorno da un 28 di letteratura greca, lascio due righe qua, aspettando ispirazione per il pranzo, brindando a Mutter con un’ombra di rosso sincero, che fughi ogni brutto pensiero, anche se so che è poco.
Ieri sera di relax pre esame, su sky ho visto un film delicato e bellissimo, "Una canzone per Bobby Long", produzione indipendente americana di due anni addietro, eccezionale cast, eccezionale fotografia. Racconta di un intreccio di vite al limite. Di persone vere, cuori capaci di provare sentimenti, di conquistare gli esseri umani. Bobby Long è uno straordinario John Travolta incanutito, professore universitario in disarmo, emarginato dall’amore, maestro di vita e parole. C’è Scarlet Johansson ragazzina sperduta in un mondo non suo, mondo di bassezze da lei conosciute troppo presto, di sigarette e vodka mattutine, di sassofonisti con l’enfisema. C’è New Orleàns sopra tutto, intorno a tutto. New Orleàns. Si apre con le immagini di un Travolta di bianco vestito che cammina tra case fatiscenti e colorate, fuma, va a un funerale. E’ morta Lorrain, la sua Lorrain, la Lorrain di tutti. 1962-2002. Bobby e il suo biografo amico assistente vivono nella casa di Lorraine, e d’improvviso compare Pursy, la figlia di Lorraine. E nulla sarà come prima. E’ un inno alla vita, ai sentimenti, alla bellezza delle piccole cose, di un fiore, di un gesto, di un bacio. E’ un film che trasuda New Orleàns, trasuda hillbilly sradicati e umidità. Tutto copre il caldo della Louisiana. Francia e Alabama. Pianti e bevute. A Love song for Bobby Long. Come un fiore di una notte, che all’alba già appassisce, ma per una notte, una sola notte, vive e si fa ammirare da pochi, pochi che sanno apprezzare. Anche in un fiore appassito, calpestato, resta bellezza, un’ombra di bellezza, ma reale, non di plastica. La famiglia non è quella dove nasci, non è solo quella, è quella che tu ti crei. Vorrei potervi trasmettere ciò che questo film mi ha lasciato.
Un ultimo pensiero e un augurio a voi che mi seguite, che la vostra strada sia piena di incontri, di porte aperte, di tramonti e bicchieri incrociati con sconosciuti. Che arriviate al fondo potendo dire: "ho vissuto".
Walking Blues
I woke up this mornin’, feelin’ round for my shoes
Know by that I got these old walkin’ blues, well
Woke this mornin’ feelin’ round for my shoes
But you know by that, I got these old walkin’ blues
Lord I feel like blowin’ my old lonesome horn
Got up this mornin’, my little Bernice was gone, Lord
I feel like blowin’ my lonesome horn
Well I got up this mornin’, whoa all I had was gone
Well, leave this mornin’ if I have to, ride the blinds
I feel mistreated, and I don’t mind dyin’
Leavin’ this mornin’, if I have to ride the blind
Babe, I’ve been mistreated, baby and I don’t mind dyin’
Well, some people tell me that the worried blues ain’t bad
Worst old feelin’ I most ever had
Some people tell me that these old worried old blues ain’t bad
It’s the worst old feelin’, I most ever had
She’s got a elgin movement from her head down to her toes
Break in on a dollar most anywhere she goes
Ooh, from her head down to her toes
Lord, she break in on a dollar, most anywhere she goesRobert Johnson recorded in November 27, 1936 in San Antonio
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martedì 6 giugno 2006 - ore 19:11
8094te Tag. Per le persone che contano
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Buonasera miei cari, che cari lo siete veramente a me. E’ un periodo difficile, periodo che mi rapina il tempo, che mi lascia esanime a guardare passare la vita, a cercare di afferrarla riuscendo solo a vedermi brandelli tra le mani, brandelli di vita da assaporare e mordere. Sempre guardare avanti. Sempre vivere. Sempre vivere perchè ci sono altre persone per cui conta, merita vivere. Come L. che sento vicina a 500 km, cui auguro di percorrere una strada diversa, una mattina fermare la sua auto con union jack al mare, e farsi una passeggiata mattutina, senza pensieri. E vorrei anch’io posteggiare il cherokee e passeggiare senza pensieri con lei. Un pensiero a qualcuno a 55 km sudovest che mi da consapevolezza e forza. A Syl. A Francesca. A Fastidio. A Symo. A Siwi. A Berto. A Rohy. A Thrilly. Ad Alain. A Cris. Ai miei amici. Che senza di loro il Grezzo non avrebbe senso, e sarei solo un essere umano pieno di grappa, buono da buttare in fondo a un fosso, e che nessuno si fermi a guardare.
Voglio Mauro Corona presidente dello Stato Autonomo delle Alpi!
Anche agli amici che non conosco va il mio pensiero,a Corona, a Kilmister, a Langer, a Gatterer, a Filth, a tutti voi qua di fianco linkati che la ventura m’hai m’ha fatto incontrare.
Voglio dieci vite per conoscere approfonditamente tutte le persone che mi ispirano, con loro fermarmi a bere una sera, due sere, tante sere, farsi trovare dall’alba ancora col bicchiere in mano. Lasko pivo a Marghera con Mutter! Moretti nella capitale con Cervé! Erba col Roz! Birra calda e toast freddi con Snowchris e Darrell, in un garage nero (Phil Anselmo style)!
Vi lascio con una frase dell’immenso Corona (non la birra, l’ertano)
uccidendo la natura,
uccidiamo dio per la seconda volta,
e uccidendo dio uccidiamo noi stessie un canto del Grezzo/Liquido in trasferta slovena
Nadrovje me drag! Prosim, iena hladno Lasko Pivo, hvala!

bevo lasko ma non casco bevo pivo son sportivo
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giovedì 1 giugno 2006 - ore 12:23
8089te Tag. Autonomia! Dal Monviso al Triglav
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Buongiorno! Mi trovo a dovermi scusare per la latitanza da questo blog, ma davvero il tempo è tiranno e le giornate si accorciano sempre più, mi ritrovo a notte fonda ad avere bisogno ancora di tempo, e va così, a volte con l’impressione di stare perdendo quel gusto leggero che è la lentezza, ma c’est la vie, sempre in salita, non è un problema per noi montanari. Vi sottoporrò un mio flusso di pensiero, rabbia e convinzioni, forse cieche, ma sono della scuola che i muri non sono un ostacolo, basta piantare due chiodi, prendere le corde, e il muro diventa una parete,e scalarlo diventa un piacere.
E ora penso. Ora scrivo. Scrivo per Alexander Langer e Petra Kelly, scrivo per i morti dell’Acma di Cengio e di Marghera, scrivo per noi vittime di Seveso e Chernobyl. Tra breve sarà montato sulla mia casa in eterna ristrutturazione l’impianto a celle fotovoltaiche, sarò produttore di energia. Considero un preciso dovere emanciparsi dalla dipendenza da centrali termolettriche e nucleari. Perché l’Italia compra elettricità dalla Francia, che la produce con il nucleare, guarda caso tutte le centrali piazzate sulle Alpi, a pochi km dal confine piemontese. Centrali nucleari a due passi da luoghi incantevoli, dalle vette divine del Bianco e del Gran Paradiso, dalle vallate in cui si respira magia, dalla Val Maira, dalla Val Varaita. Pochi giorni fa ero su una cresta il cielo era livido, luogo splendido ma inospitale, eppure un fiore di montagna era sbocciato, solitario tra rocce e terreno brullo. Da quello, dal fiore solitario, dal raggio di sole nel freddo del mattino, dal vento che suona tra gli alberi, da queste cose capisco che deve essere un preciso dovere di chi abbia un minino di voglia di correre il futuro proteggere l’ambiente, col sangue e coi denti. Equivale a proteggere noi stessi. Ciò che noi facciamo all’ambiente ci sarà restituito, nel bene e nel male. Vi lascio con parole di Norbert Conrad Kaser, poeta sudtirolese. Ma prima che si alzi un grido da Dronero a Erto! da Noasca a San Romedio! Da Sappada a Rhemes! Da Ugovizza a Livigno! Autonomia e ambiente! Alpi libere!

terra amata
fatta di campanacci e
risse da bettola
figlia del tempo
madre dell’uva
soffiare di venti
rossori alpestri
verdi fiumi allato
e ai piedi
un verme schiacciato
intime viuzze
civico senno fiera forza agreste
nemica del terrone e peggiore
di lui
figlia del tempo e madre dell’uva
intimi paesi
grembiule blu e tori
autonoma
pagani in veste di schutzen
pompieri musica
salteri cetre nessuno
sa gorgheggiare
consacrata al cuore del dio
& su tutto si libra la poiana

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PERMALINK
domenica 28 maggio 2006 - ore 14:35
8085te Tag. Bevitori e guerrieri! Nasdrovije!
(categoria: " Vita Quotidiana ")

A volte il sangue ti parla, lo senti scorrere impetuoso nelle vene, e urlare. Urla che quella è la tua gente, la tua terra, che puoi nasconderlo, ma quell’animaccia nera che ti ritrovi è lì e lì rimarrà. E allora di nuovo dalle casse salgono chitarre pesanti e clangore di armi. Di nuovo in fondo agli occhi compare un albero al tramonto nel ghiaccio. E nasce nuova come sempre la voglia di correre e urlare, di combattere per conquistare uno sputo di spazio da dire proprio, dove accendere un fuoco e cucinare la carne cacciata, dove poter vivere in totale armonia e conflitto con la natura. Uno spazio dove nessuno ti chieda di abbassare, dove nessuno dica che Max Cavalera ha una brutta voce, dove tutti si mettano a ballare con gli Skyclad. Un po’ queste situazioni si creano a Tolmin, alle varie metalfest tedesche, ma durano troppo poco, e son troppo ghettizzanti. E’ un sogno fatto di metallo cromato e di birra, di spade e grida, di muri di suono alti come alberi secolari, di boschi barocchi e cavalli neri lanciati. E’ un sogno di sguardi di fuoco e abbracci. Ma è e resta un sogno, bellissimo. Un abbraccio speciale e borchiato a Snowchris che mi ha ricordato del metalcamp di due anni fa. E chiaramente un prosit a Darrell! E un bacio a L.. E una canzone dedicata a chi ha un albero nel ghiaccio in fondo agli occhi, e un po’ di metallo nel cervello.

The axe, the bottle and the rope
The feeling there really is no more hope
The thought of the great unknown
And facing it alone
The dark, the silent and the cold
The feeling I have come to the end of my road
Yes, these are the things I spend
My remaining moments with
And the wind blows through my heart
Shivers me one last time
As I now reach out in the dark
No one there
Why did it have to be so hard
For us to live our lives
Again I reach out in the dark in despair
The desperation and the snow
The feeling of finally coming back home
The melancholy and the hole in the soil so hard and cold
And the wind blows through my heart
Shivers me one last time
As I now reach out in the dark
No one there
Your love for me, my love for you
Things we somehow managed to lose
Now there´s only the ruthless wind
To blow right through
It freezes my heart, my desperate heart
It freezes my heart, my desperate heart
It freezes my heart, my desperate heart
To think we both will die alone
And the wind blows through my heart
Shivers me one last time
As I now reach out in the dark
No one there
SENTENCED -No One There-

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mercoledì 24 maggio 2006 - ore 19:35
8081te Tag. Et voilà! Un pizzico di pensieri, rabbia e serenità, pestare e mesco
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Sunset at Pyraeus
Buonasera miei cari! Ricompaio dalla latitanza in questo sì patriottico giorno, e scusatemela la latitanza ma son preso da tesi, lavori noiosi e smania straordinaria di vivere ogni minuto, e il tempo si consuma e ci si ritrova a sera, in piena notte, a guardarsi le mani stanche, ed è già notte, ed è già il giorno seguente. E ora vi avverto, sarà un post di pensieri misti, grandguignole di parole e sangue e passioni e sentimenti e invettive, il tutto accompagnato da foto del viaggio, da cercar di farvi percepire qualcosa di quei luoghi splendidi. Che dire? I pensieri s’affollano! E in primis i miei complimenti sentiti al nuovo governo per la grande quantità di uomini nuovi ora al potere, per aver rispettato le quote rosa. Sono sicuro che se Craxi fosse ancora vivo un ministrino l’avrebbe avuto anche lui, il porco, ma mi spiace molto meno porco del velista coi baffi, e molto, ma molto meno porco del disgregatore massimo di IRI e ENI. E congratulazioni per il presidente, un ragazzino scafato della politica, per giorni l’ho ripetuto, volevo presidenti l’on. Melandri o l’on. Prestigiacomo. E che le coglie questo brutto difetto di non esser ottuagenarie! Ma fermo questa invettiva politica che non si confà al Grezzo, come novella crociata dei pezzenti proseguiamo chini, ma con lo sguardo fiero, tutti assieme tesi a raggiungere una terra santa che mai raggiungeremo, ma che paesi visitiamo nel frattempo! vediamo magie e danze! colorati zingari e processioni tristi! Chi si ama si segua, e qualcosa lo troverà. E che dire dell’affaire calcio, non ho parole, a parte una buona serie di maledizioni per la triade, e la voglia di risentire in bocca il sapore della juve di qualche anno fa, la juve del tridente viallidelpieroravanelli. Ora si deve ripartire, da qualunque posizione, dove sia giusto stare. E la testa resterà bianconera, pure in interregionale, anche più giù.
Vorrei avere parole e sensazioni da poter spiegare come in questo periodo riesca a sentirmi bene nel totale caos, come all’inizio di un puzzle, ci si sfiducia poi dopo. E’ strano, persone incontrate, fantastiche, che se passan di qua sanno che se non ho parole per loro, è perché preferisco avere sguardi e risate. Respirare il tiglio e prendere il sole a righe sotto i suoi rami. Rientrare in casa. Prendo un’ombra di rosso toscano, la alzo a voi! a tutti voi che passate di qua, amate e amati, visitatori occasionali e vagabondi, amici nascosti sotto l’ospite, qui siete benvenuti, ci sarà sempre un bicchiere per tutti. E così sarà. Baci a qualcuno, abbracci ad altri, come voi preferite, voilà! Prosit!

Ognuno si nutre di stelle

Micene, fiori e rovine
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PERMALINK
mercoledì 17 maggio 2006 - ore 11:41
8074te Tag. Parakalò! Ho voglia di ripartire!
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Immaginate la sintonia perfetta che si crea tra esseri umani, immaginate la terra degli dèi, sterminati uliveti in Turchia. Immaginate il suono di lingue antiche e lontane. Il sapore resinato del vino e l’odore di diesel nei porti. Immaginate un cielo rosso come papaveri. Tutte queste immagini ora sono qui nella mia mente, e non accennano a staccarsi. Mi ha colto una strana voglia di ripartire, nessun gusto nel tornare. Non capisco. Grecia e Turchia mondi vicini e lontani tra loro, inafferrabili contatti tra popoli antichi. Pitagora e Khayyam seduti allo stesso scranno giocano a scacchi nel tramonto, aranceti e rosmarini intorno a loro, pungente salsedine sulle pelli scurite. Mezzelune e croci si riflettono sul mare inquinato. Grecia e Turchia sono sogni esauditi, già prima esauditi, ma ora di più. Viaggio splendido, indescrivibile, col tempo metterò tante tante foto. Un grazie speciale ai compagni di viaggio. Un ballo e una canzone ad Annalisa occhi splendidi vicina a me in tanto. Uno a Cecilia la bella, catalizzatrice di sguardi, prezioso fiore. A Cristina warrior che dona il sorriso (ed è anche bella grezza!). Ad Alessandra e Pilar, a me abbracciate in aeroporto. Ad Alain grande amico. A Daniel che ha tutta la mia stima, che prendo a modello di costanza e parola. A Massimiliano che rimane nel cuore. A Mizio e Andrea una metaxà e tanti ouzo. Ad Alessandro tutti i film di Murnau. Alle due giovani compagne di giri per Atene, qualche sorriso in più e sicurezza, che cresciate in una splendida vita. A Ele un po’ di fashion in meno, un po’ di sole in più. A Simona una poesia di Pessoa. A Nello il profumo dell’Irpinia. Un grassie ‘dco ad Alessandro ca la fame parlè ‘n piemonteis ‘n Turchia! Un forte abbraccio ai compagni di viaggio e pensiero. Avete il mio rispetto e il mio affetto. Parakalò!

back! sadness of Annalisa and me

Impressioni di Lesbo

Teatro di Pergamo
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domenica 7 maggio 2006 - ore 16:47
8064te Tag. Partenze in arrivo. Thrilly e Rohy back in Turin!
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Buongiorno miei cari! Buon pomeriggio anzi, scrivo preparando la valigia, bagaglio a mano, poche cose, che sia comodo, versatile. E soprattutto che non me lo spediscano a Vancouver, a meno che a Vancouver non spediscano me allegato. Tra 24 ore sarò ad Atene già da qualche ora, in quella sterminata periferia che è la capitale greca. E il giorno dopo...Turchia! Anche se ora come ora il viaggio che farei volentieri è la strada dei fiordi verso Capo Nord. Ieri sera Thrilly e Rohypnol qua a Torino!!!! Posterò al più presto (al ritorno) le foto, che belli che sono, hanno occhi felici, due parti dItalia che si incontrano e creano un incantesimo, livornese/veneto! E su a Londra SweetWine versione vampira, per lei i miei pensieri, il mio invocare gli spiriti del bosco. Si incrociano vite e destini, è misterioso e affascinante cercare di capirli, e restano lì inestricabili. Sedersi a un tavolo, bere unombra, e scoprire che loste ha un amico lontano, che è anche un tuo amico lontano. Scoprire che il Laurent che corre in Dtm, è lo stesso Laurent con cui montavi mobili, cui mescevi abbondante birra, per cui preparavi mojiti stroncanti. Ora mi appresto a un nuovo viaggio, incontrerò persone e profumi, sapori diversi e musica inconsueta. Nuovi panorami, da ricordare o dimenticare, si fisseranno nei miei occhi. E un saluto a chi rimane, a chi parte, un abbraccio agli amici, un bacio alle ragazze, un bicchiere levato per tutti. L., brinderò a te nelle sere egee, e racconterò di te se mi chiederanno per chi sto brindando. A tutti voi, miei cari lettori, buona vita per questa settimana ventura, e al mio ritorno vi racconterò il viaggio, se ci sarà da raccontare. Mi mancherà leggere i vostri commenti, le vostre parole.

La natura sta correndo un grosso rischio. Il rischio di piegarsi su se stessa e morire avvelenata come un fiore innaffiato da varechina. Lacido dellinquinamento, dello sfruttamento, della superproduzione, del consumismo ad oltranza, della conquista dellinutile, sta intossicando il pianeta. Cercare di opporsi al disastro che si profila è compito di tutti.
Mauro Corona
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venerdì 5 maggio 2006 - ore 14:45
8062te Tag. Ancora rabbia. Che Tatanka ci protegga
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Buongiorno miei cari, e buon weekend, per chi tra voi parte, come SweetWine che torna nella sua Londra, anche sei nei suoi occhi vedo sempre il mare, gli spazi infiniti dei colli, i filari d’autunno. Io partirò lunedì mattina per Atene, e lunedì sera sarà nella capitale greca, anche se so che vorrei essere qui, e incrociare due occhi verdi

Stamane, finalmente, ho riacquistato le Clarks, le mie scarpe, e ciò mi rende felice!

Ma ancora rabbia, rabbia sana, rabbia per Seveso e Marghera, per Bhopal e la foresta amazzonica, per Shangai e Caorso. Per gli alberi bruciati e gli animali trucidati per le pellicce. Non sono integralista, cacciare animali per mangiarli e usarne la pelle e le ossa, è legittimo. Assassinare per portarsi addosso un vanto, è un crimine. Rabbia per i morti da cvm, da trielina, per i morti fiat da alluminio! I nativi americani avevano un rapporto di parità e utilizzo con la natura, cacciavano, abbattevano alberi, ma ripiantavano, e prima di uccidere domandavano perdono al grande spirito per la privazione di una sua parte, un animale come un uomo, un uomo rosso come un bisonte, un lupo come un guerriero. Le stelle sopra la pianura segnavano il tempo della caccia, tutto era in armonia con l’ambiente circostante, tanto che lo spirito bisonte lasciava che povere armi di legno abbattessero i suoi invincibili animali. Sino a che uomini vestiti di blu, con barbe bionde, arrivarono coi fucili a distruggere le pianure, a lasciare i corpi dei bisonti imputridire al sole. E fu solo l’inizio. L’eccidio non è solo quello umano, è eccidio quello delle foche, è eccidio quello dei ghepardi.
E’ stato bello, davvero, leggere i vostri commenti sul mio post precedente, le parole di Incazzosa, Cervé, Roz, sento comunanza di idee, e lo trovo splendido, comunanza di rabbia. Digrigniamo i denti, ringhiamo, mordiamo, magari combattendo salveremo un pezzo della nostra terra.

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