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incazzosa, 28 anni
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ORA VORREI TANTO...



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"RINGRAZIO DIO CHE MI HA FATTO TROPPO POCO INTELLIGENTE."









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lunedì 3 luglio 2006 - ore 21:56


fan cu lo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


fanculo.

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domenica 2 luglio 2006 - ore 12:21


esodo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La notte bianca a padova non è stata tutto questo.....
bho, me l’aspettavo più...bianca? più... nottte?
invece l’abbiamo passata a farci offrire da bere da Massi nel bar in cui lavorava, odiosa questa cosa!
Della feltrinelli aperta, ore 02.15 preso Madame Bovary, riuscirò a leggerlo questa volta? certo.

Il gruppo si divide, gli assetati della notte restano i vecchiotti se ne vanno.
Restiamo per:
-la feltrinelli
-pestare bicchieri di plastica
nella strada del ritorno a piedi (luuuuunga e ancora luuuuunga...)si parla si sex in the city, dell’emancipazione femminile.

Solo una birra bionda piccola in corpo: CHE SCHIFO (bionda per giunta, che nemmeno mi piace.)

Alle 3 ci si saluta, basi basetti vespe che non ci sono ma c’erano va bhe...
Parto con Ari, punto nuova, frenate un po’ brusche, rido.
Fermiamo la macchina ai parchetti, si parla.



Hai presente quando tutto scorre via, ti scivola addosso, parli a ruota libera, parli e stai bene.
Il fumo di una sigaretta per riscaldare l’umidità della notte.
Le primi luci dell’alba.
Torno a casa alle 5 felice.
Torno a casa e piango.

E sorrido al pensiero di Arianna che sembrava aver difronte quel libro, e tutte le bocce di cristallo.

.. quando la gente ti dirà che hai sbagliato... e avrai errori dappertutto dietro al schiena, fregatene.
Ricordatene. Devi fregartene. Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita...
non sono quelli gli errori... quella è vita... e la vita vera magari è proprio quella che si spacca,
quella vita su cento che alla fine si spacca..... io questo l’ho capito, il mondo è pieno di gente
che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro....le sue piccole tristi biglie infrangibili.....
e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo.....
sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino...
ci si vede dentro tanta di quella roba..... é una cosa che ti mette l’allegria addosso..
.non smetterla mai..... e se un giorno scoppieranno anche quella sarà vita,
a modo suo..... meravigliosa vita.



gracias.


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sabato 1 luglio 2006 - ore 11:17


masculi.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Se rinasco uomo voglio:

- mostrare la panza come un trofeo
- ruttare in luoghi affollati aprendo bene la bocca.
- provare altri istinti che non quello materno, guardando una bambola
- grattarsi le palle quando ti parla una parsona
- mettersi le dita nel naso in macchina con naturalezza e precisione!
- sputare per terra
- pisciare dietro ad un albero
- andare dal parrucchiere e spendere 15 euro per tagliare i capelli
- farmi la barba!
- farmi crescere le basette!
- la vespa
- la pipa
- un tranch stile bogart

Ma per ora, mi tengo l’inconveniente.




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venerdì 30 giugno 2006 - ore 11:56


posso dire na cosa?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


la dico...
solo ad una come me potevano regalare il bagnoschiuma all’uva..alla vitis.



Grazie bacco per accompagnarmi ovunque!
un brindisi al bagnoschiuma!

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giovedì 29 giugno 2006 - ore 15:58



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Non tutto si può definire.
Non tutto si può, leggere, memorizzare e fare proprio.
Non tutto si può ripetere a voce alta, dopo aver sottolineato parole chiave.
Non tutto si può spiegare con facilità, sai solo che col tempo l’hai creato e non riesci a ricordare come avevi fatto e come una matrioska sovietica schiava dentro ad una schiava.

Non a tutto si può dare minore importanza,
non sempre si possono chiudere gli occhi per aprirli in altre direzioni.

Non sempre si possono appuntare i sogni, si dovrebbe,
ma al mattino si è troppo pigri per prendere una penna tra le dita ed iniziare a calcare sul foglio.

Non sempre basta un’intenzione per risolvere un quesito,
occorre l’aiuto di un esperto.

Che cos’è la tenerezza?



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mercoledì 28 giugno 2006 - ore 13:22


Frizione, seconda, semaforo rosso. stop.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’anno scorso leggevo ad un uomo appena alzato dal letto questa lettera, con uno sforzo immenso.
L’anno scorso tutto era ancora così tenero e dolce, ora ti da l’idea del marcio e dell’ingiustizia, questa sua vita data in pasto.
A chi?

al destino, ad una malattia, ad un corpo e ad un cervello che se ne sono andati, partiti, dimissioni in meno di 15 giorni, scrivania vuota.

Niente è perso ancora, soltanto mi rendo conto di quanto sia orribile non riuscire a combattere.
Niente più parole, resta solo un involucro con qualche grinza, su una sedia a rotelle.
E mi accorgo di quanto sono attaccata alla vita.

Se ne stava li, accanto a me, l’ora del riposo.
Avevamo fatto metri, come giorni di cammino ininterrotto, per giungere sino alla meta.
Quella mattina il sole d’autunno baciava le nostre ombre, riflesse sull’asfalto nuovo, nero, già impolverato dal primo vento d’autunno.
Non parlavamo poi molto, mi bastava girare la molla del meccanismo della memoria ed il gioco era fatto, mi ritrovavo in cortili zompanti, in bar dove alla prima bestemmia si usciva e si lasciava la partita ai miscredenti, catapultata in una corsa furiosa con una fionda ed un sassolino in mano.
Il miglior viaggio che mi abbia fatto fare è stato nella redazione del giornale, era un mestiere non da poco quello di raccogliere pagine di giornali stracciati per riciclare carta, ecco la sua “Repubblica”.
Era una scoperta ogni giorno, ed io ne ero a conoscenza, avrei potuto viaggiare senza pagare alcun biglietto, con una valigia di cartone partire verso la storia infinita di quell’uomo.
Ce ne stavamo in quella panchina, anche d’estate, anche quando i bimbi avevano finito di giocare e le mamme incitavano, dalle cucine in formica, i loro pupi a far presto, la cena era pronta.
Ce ne stavamo li a prendere l’ultima angoscia solare, ci preparavamo così alla fresca umidità della sera.
L’osservavo molto, perché lo trovavo un uomo meraviglioso, non avevo mai visto uno sguardo così tenero e paterno nel guardare quei bimbetti arrampicarsi su scivoli, di nuovo rincorrere nuvole su e giù dalle altalene per poi cadere esausti sull’erba fresca.
Li ammirava ed il respiro inciampava tra il timore che si facessero del male e la gioia di vivere che ogni bimbo trasmette.
L’autunno con un soffio di vento caldo accompagnò per mano i piccoli a scuola lasciando in quei giardini solo lo scalpiccio di qualche passero sulle foglie secche.
Preferivamo sempre la panchina al centro, ci permetteva di spaziare in angolature migliori, inoltre le fronde degli alberi di fronte ci rilassavano entrambi con il loro cullare stanco.
Se ne stava li di fianco a me, il cappello di feltro sfumava sinuosi giochi di luce sul viso segnato dal tempo.
Un pavimento di emozioni dove mi arrampicavo giorno dopo giorno per arrivare alla profondità di quegli occhi piccoli, occhi come oceani di speranza, il suo sguardo era fisso, come chi non teme più nulla come chi dalla vita avanza solo momenti di serenità, e chiedevo spesso a cosa stesse pensando, cosa effettivamente stesse guardando li, all’orizzonte.
La fragilità di noi giovani è data dal fatto che non apprezziamo il silenzio, riusciamo a conviverci per poco tempo, ci fa paura come il buio.
Riuscivo a zittirmi per un quarto d’ora, poi un fiume di domande impertinenti sgorgavano spinte dalla mia voce e attiravo la sua attenzione, che tempo sarà ora?
Forse dovremmo andare, le mani si sono raffreddate ed il sole ha abbandonato il nostro posto per far spazio ad un’ altra ora del giorno.
“Che ore sono signore?”
Silenzio.
Attesa.
“E’ ora…ora di guardare le foglie…”
Compagno di illusioni, l’aria portava qua e la un’ essenza impercettibile di filosofia, mi sentivo così frivola di fronte ad un uomo che sapeva apprezzare l’ultima stagione delle foglie, come uno spettacolo danzante di vecchie signore.
Un valzer, qualche capriola in aria ed eccole baciare il terreno. E ancora le ultime appese funambole ai rami, spezie dorate e circensi.
Le guardava, ed io sarei restata li, con lui, per tutta la giornata per capire che paesaggi stesse costruendo per lui la sua mente, quali profumi, quali colori… Chi fossero stati i protagonisti e se nella storia si prevedeva una dama da salvare, qualche scudiero impertinente da tenere come amico.
Quel giorno capii la fortuna nell’aver fatto quella scelta.
Capii la sua serenità, e pregai per riuscire a sconfiggere la tirannia del tempo così, come quell’uomo faceva ogni giorno, in maniera dignitosa.

Pensai che anch’io nella vecchiaia avrei potuto portar via con me una passante curiosa senza farle pagare il biglietto, così… nell’ora delle foglie.


Di nuovo al sig. Galdino, al nostro anno di Servizio civile.
Di nuovo anche se tutto è cambiato, ed un saluto squillante, di quelli che un tempo potevo permettermi, senza avere il timore di spezzare qualsiasi filo, senza paura della fragilità degli anni.
Di nuovo forte, sempre nei miei ricordi, lo terrò stretto anche per lei nei miei pensieri.






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martedì 27 giugno 2006 - ore 12:08


Sognando Frusciante.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Una notte passata a guardare dalla finestra aperta una stellina lontana.
A vole la luce si vedeva di più, altre volte gli occhi cedevano al sonno.
Le foglie non si muovono, qualche zanzara ad accompagnare la notte.
E ricordi col pensiero agli attimi che scandirono certe estati ormai lontane, ricordi la biblioteca.
Il libro usato, il celophan graffiato della copertina.
Le ore per leggerlo sulla sedia dondolo, i piedi nudi sul pavimento ghiacciato, il caldo afoso fuori.

Un "ti aldilà" romantico e tenero ad accompagnarmi nel sogno,
e la leggerezza dell’essere, che non apparteneva all’insostenibile Kundera, ma era così ingenua ed infantile, pronta a rincorretti ovunque.




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domenica 25 giugno 2006 - ore 10:44


cuore impavido!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cosa c’è di meglio di partire alle 3 del pomeriggio per andare ad una riunione alla famigerata Azione Cattolica???
Maledetti soldi.
Anche questa estate tutti su in montagna a pulir cessi di chi si diverte, a servire a tavola pietanze consone all’ecclesia, poco sale, quel che basta, (proprio a me che piace un sacco ..)
Nessun dolcetto peccaminoso, niente cioccolata, marmellata, e di prugne per giunta, li non si scherza mica.
Sveglia alle 6, bestemmie di rito ma dette in modo così dolce da sembrare un inno alla cristianità.

"ragazze l’ideale dell’A.C è il sorriso, si il sorriso deve essere un ideale in cui credere"
Ma va morì ammazzata.

"anche quando sarete stanche fate il sorriso"
de ih ih oh! già mi ci vedo come due anni fa a spiaccicare sulle tovaglie linde e pinde il purè, quanti sorrisi!
Cosa c’è di più bello che versare una cucchiaiata di purè nel piatto dei bambini ricchi?
con quei magnifici schizzetti che partono ad inzaccherare le splendide polo dai cavallini narcotizzati?

"E basta solo chiedere il permesso e vi sarà concessa libertà"
e dove siamo ad auschwitz ?
il permesso per fumarmi una fortuna alla fine del lavoro.
C’è un permesso per tutto: per andare a prendere la birra rossa, per andare a prendere dolciumi antidepressivi ad Asiago, per lavarsi le mutande ed appenderle fuori c’è un permesso apposito!
Preferibile se le mutande te le appendi in un attaccapanni, dentro all’armadio, con un umidità pari all 80% stai pur certa che s’asciugheranno per il ritorno.

Evita tutto quello che può far capire che sotto all’indumento c’è una donna.
Evita le seguenti parole : "ma vaf******o" "porca put***a".



Ma quello che non mi possono togliere è la muSSSica che ho nel cervelletto e per questo che la bandabardò non m’abbandonerà nemmeno quest’anno, a pulire l’appartamento del direttore aprendo le finestre e cantando:

Oggi non lavoro, oggi non mi vesto
resto nudo e manifesto
Sono fuori dal coro, nettamente diverso
le mode se ne vanno, io resto! e manifesto!
contro! ogni occasione è persa
i calci di rigore sulla traversa

Resto nudo e manifesto
Faccio un gesto e manifesto
Oggi guardo il cielo...

Penso a meno stress e più farfalle, menochiacchere alle spalle
Non ho più silenzio, non ho più un pretesto
gli eroi se ne vanno, io resto! e manifesto!
contro! ogni occasione persa
i calci di rigore sulla traversa
contro! paramoie e tempeste
rimanere fuori dalla feste

Resto nudo e manifesto
Faccio un gesto e manifesto
Oggi guardo il cielo



20 giorni di RESISTENCIAAAAAAAA !





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venerdì 23 giugno 2006 - ore 18:44


verdi è morto.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il verde è un colore malinconico,
per quanta vita m’abbia insegnato a prendere a morsi, resta malinconico.
Il verde negli occhi di una donna adulta tremendamente triste.
Su una sdraio, una gamba stesa e l’altra quasi a proteggere.
Ascolti, ma vorresti solo piangere.
Ascolti un’altra volta i dispiaceri di qualcuno che non ha bisogno di te.

I sogni che non ha, le incertezze del presente, una gonnellina sottile, una maglia di filo avorio, cappelli raccolti, è stanca.
I rami si muovono, i cani respirano affannosamente nel cortile, qualcuno passa in bici, grida parole al figlio in islamico, sorridiamo.

Penso alla giornata passata, ma le parole non escono anche se vorrebbero.
scivola ancora il vento tra le pieghe della stoffa, ti lascia respirare ma non te ne fai niente.
Lasci la sua brezza, chiudi la sdraio, anche la sua, te ne vai a letto.

credere nella serenità non è mai stato così difficile.






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giovedì 22 giugno 2006 - ore 18:51


uno straccetto di donna.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




La vita è solo un altro bleff.
E con questo è tutto.

Soffro nel
vederti infrangere
i principi sui quali era
salda un’esemplare dignità.
Condizione
inammissibile,
la discutibile urgenza
per cui è indispensabile
uniformarsi alla media.

Si dice che ad ogni rinuncia
corrisponda una contropartita
considerevole, ma l’eccezione alla regola
insidia la norma.

Se è vero che ad ogni rinuncia
corrisponde una contropartita
considerevole, privarsi dell’anima comporterebbe
una lauta ricompensa.

Soffro nel
vederti compiere
bizzarre movenze indotte
da un burattinaio scaltro.

Credi sia
una scelta ammirevole
fuggire lo sguardo
severo e vigile
della propria coscienza?

Si dice che ad ogni rinuncia
corrisponda una contropartita
considerevole, ma l’eccezione alla regola
insidia la norma.

Se è vero che ad ogni rinuncia
corrisponde una contropartita
considerevole, privarsi dell’anima comporterebbe
una lauta ricompensa.

Se è vero che ad ogni rinuncia
corrisponde una contropartita
considerevole, privarsi dell’anima comporterebbe
una lauta ricompensa



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