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incazzosa, 28 anni
spritzina di norma no.
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ORA VORREI TANTO...



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"RINGRAZIO DIO CHE MI HA FATTO TROPPO POCO INTELLIGENTE."









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lunedì 6 febbraio 2006 - ore 20:00


letture della sera.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ma allora danzavano lungo le strade leggeri come piume, e io arrancavo loro appresso come ho fatto tutta la mia vita con la gente che m’interessa, perchè per me l’unica gente possibile sono ipazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, voglioso di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, BRUCIANO, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni traverso le stellee nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio e tutti dicono "Oooohhh" .
[Sulla strada JAN KEROUAC]

Iniziato un nuovo libro.
Se ne ha l’esigenza a volte, di trovare un personaggio che si avvicini a quello che sei, a volte lo desideri più intraprendente, pazzo, affabile, normale, più.
Sfogli pagine autunnali, altre primaverili, alcune ora potranno sembrarti estive mentre un tempo le avevi lette col maglione ed erano distante da te, troppo distanti.
Un Dean Moriarty.

Un Bartleboom:
lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna[...] quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. e a chi, se non a lei? lui pensa che quando si incontrerà sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle - ti aspettavo. lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni - i giorni, gli istanti - che quell’uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. o forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell’uomo - tu sei matto. e per sempre lo amerà." .
[Oceanomare ALESSANDRO BARICCO]

E’ come quel giorno al Vincent van gogh museum, quando non ho preso i girasoli gialli, ne i mangiatori di patate, ne la camera... Ho preso un insignificante stampa delle sue vecchie scarpe.
Quello che lo avevano accompagnato ovunque, quelle che sarebbero un po’ anche il mio sogno.
Tetro ma solare. Puzza di vecchio, ma anche di romantico tutto ciò.
Una valigia di maschere sotto allo sgabello, come nel "Sogno" di Michelangelo, ogni giorno un Carnevale nell’anima, ogni viaggio, ogni libro, ogni incontro.

Però com’è vero che si ha l’esigenza di ritrovarsi in qualcuno.
NEWS.
1)L’ultimo libro di Coelho è stata una schifezza commerciale, una serie di porcate erotiche senza senso.

2)Ho visto Guccini in tv (per "che tempo che fa"rai 3 ) ed erano ben 10 anni che non metteva piede in tv, ed io, cazzu io, non me lo sono persa, è il destino!

3)Concerto Tre Allegri Ragazzi Morti il 4 marzo

4)Concerto Afterhours il 31 marzo

5) Credo che la mia prima figlia dovrà essere bella almeno quanto mia cugina.








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domenica 5 febbraio 2006 - ore 18:24


Voyeur indesiderato.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ma chi lo vuole sto ospite ?
non voglio ospiti qua, anonimi.
Che non capisco l’invenzione de sta scritta "ospite" non era meglio non scrivere nulla?
Mi urta i nervi pensare ad un guardone che sbircia con la consapevolezza di non poter farsi beccare.

Mafia?
Camorra?
Attenzione, caro ospite, perchè in questo, ben noto, periodo politico, le chiamano INTERCETTAZIONI, mai porre limiti!
mai porre limiti al presidente del consiglio.



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sabato 4 febbraio 2006 - ore 12:13


VOGLIO UNA PELLE SPLENDIDA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Stringimi madre
ho molto peccato
ma la vita è un suicidio
l’amore un rogo

e voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida

senza un finale che faccia male
coi cuori sporchi
e mani lavate
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvami
bacia il colpevole
se dice la verità

ma si
ma si
ma si
ma si

passo le notti
nero e cristallo
a sceglier le carte
che giocherei
a maledire certe domande
che forse era meglio
non farsi mai


e voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvami
bacia il colpevole
se dice la verità
mercy
mercy
mercy
mercy

voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
a salvarmi
vieni a salvarmi
salvami
bacia il colpevole
se dice la verità

Afterhours.


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venerdì 3 febbraio 2006 - ore 11:47


Gaff quotidiane!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


GONIOMETRO...

e non gognometro !

...


COMPLESSO ARCHITETTONICO...
enon amplesso architettonico!



Ma so che non sono l’unica a dire certe cazzate apocalittiche! lo so!

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giovedì 2 febbraio 2006 - ore 17:12


nuovi polli, altre aviarie.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sento l’urgenza di pensieri sciocchi e positivi,
del te zuccherato,
del caffè che non fa stridere la bocca.
Di una canzone da cantare a squarciagola in due, che nessuno la conosca e nessuno possa rubarla.
Di studiare della sana ed utopica economia, tanto così per poter imbrattare qualche discorso.

Di qualche soldo nel portafoglio, quello che mi basta per prendere una stanza e non sentirmi figlia di nessuno.
Di qualche parola buona.
Del tempo, quello per capire, per capirsi.
Di un taglio ai capelli un po’ più articolato, anche se la frangetta d’Amelie l’accetto di buon grado.

Di rivedere l’attimo fuggente.
Di farsi raccontare “scirocco” come una delle più malinconiche e passionali delle canzoni, da un padre.
Di giocare a far ballare le dita sul tavolo e canticchiare canzoncine da bambini.
D’essere spensierata.
Di ritornare diversa, anche nella divisa.

Io e Moleskine, discutevamo una pagina di queste, di quanto sia difficile ora che ci hanno lasciato un pass par tout.
Ti svestono, ti consigliano ciò che il mondo vuol vedere, ti eccitano con pensieri finti dopo averti fatto bere una coppa d’assenzio.
Così una volta tolta quella che per loro è una camicia di forza, una volta che ti sei tolta la tua divisa, il tuo essere, il tuo eskimo bisunto, triturato, sporco di pece per esserti seduta in protesta sui binari; dopo averti fatto intendere che così non andrai davvero mai, dopo tutto ,il comitato lascia un pass par tout a te, paziente.

E giri curioso tra i sani, con la tua vera camicia di forza.
E senti dentro la diversità di non trovare una dimensione che sia davvero tua.

E prima era tutto più facile, te ne restavi tra i bagordi della società, diversa tra i diversi, pecora nel gregge.
E sapevi di non appartenere nemmeno a quella schiera (“morrò pecora nera”.).
Ma ora, senti l’urgenza di tutto ciò che un tempo ti avevano lasciato fare.
Il non dover calibrare parole,
il non scusarsi per niente, perché loro ti avevano cercata infondo, perché sei nata così.
E sputare veleno ad ettolitri, senza riceverne mai, perché eri libera davvero, e te ne fottevi di tutto.
Ed essere malinconica soli in distinti frammenti della giornata, senza che nessuno se ne interessasse.
D’essere un cane sciolto , una che non s’affeziona a nessuna amicizia veramente, anche se da tutto.
Una che cerca sempre persone nuove e si ritrova nuovamente in delusioni.
E cercare di parlare comunque non badando alle sconfitte, anche se nessuno capiva, vaffanculo tu avevi qualcosa da dire!
E cercavi di ricordartelo.

Ma ore senti l’urgenza di ritornare in cura.
Senti l’urgenza di dover uscire dal gelido delle loro amorevoli parole.
Senti di doverti fidare di qualcuno, ma rinvii sempre.
Senti di dover aprire il cuore, ma non ti viene in mente nessuno.

Così ti senti: come una frittata in questo periodo d’aviaria!


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martedì 31 gennaio 2006 - ore 11:15



(categoria: " Vita Quotidiana ")


[...Mi sono proclamato morto e fatto zombie il 9 Gennaio 2006. L’ho fatto contro la politica di questo Paese, che sa il prezzo di tutto e il valore di niente. Lo considero un gesto assurdo e rivoluzionario, forse l’unico per prendere davvero le distanze dall’Italia di oggi. Lo Stato siamo noi? Allora non resta che zombizzarci in massa, per rinascere a sorpresa quando e dove meno se l’aspettano. A una vita solo virtuale bisogna saper rinunciare attraverso una morte altrettanto virtuale per poter rinascere come cittadini e come Stato. Perché di una cosa l’Italia ha fame come un tempo: di un radioso Rinascimento. Questo è Zombie: rinunciare al presente per opzionare un futuro felice. Morire vecchi per rinascere nuovi. Con tenerezza e rabbia. Forza Zombie!
...]




L’unico libro letto di questo uomo magnifico è stato ALCATRAZ, JACK FOLLA UN D.J. NEL BRACCIO DELLA MORTE. E l’amaro in bocca ad ogni pagina, l’indignazione, la rabbia, l’ironia, le melodie.

" Chi ha inventato la sedia elettrica non può essere stato altri che un BAMBINO. Solo un PICCOLO FIGLIO DI PUTTANA può pensare di friggere un uomo come un uovo in padella. Di conseguenza, chi è favorevole alla pena di morte è il riassunto di un assassino, così come OGNI VAGITO DI NEONATO è LA SINTESI DI UN GHIGNO.
Innocenti si diventa. "

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lunedì 30 gennaio 2006 - ore 20:09


DiArIo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quanti scritti in un diario. Poco tempo, pochi anni passati. Forse due, o giù di li.
Quanto da scrivere e quanto scritto.

La certezza che le scriveresti ancora soltanto con altre citazioni, altre riflessioni, diverse ma uguali.
Altre pagine, non a quadretti.


<< Ti guardavo cielo , con gli occhi di chi ancora, almeno per un po’, vorrebbe parlarti. Con quella speranza mista a disperazione che solo i tristi clown possono conoscere.
Sei il miglior abbraccio, so che fare.
Quando tutto non va, quando l’unica certezza è quella goccia salata che evade e arriva di nuovo a rubarti le labbra.
Quando l’unica, amara consolazione, sta nel capire che c’è sempre qualcuno che sta molto peggio di me.
Quando l’unica cosa che mi riesce è sperare e sperare di continuare a farlo, so che fare...
Basterà ricordarmi che vivo sulle nuvole e che mi tingerò d’azzurro un giorno, senza più farmi male, mai. >>

Un’altra penna. Un’altra posa.
Con una sigaretta tra le dita ed il fumo che ti fa socchiudere gli occhi.
Il posacenere sulla sinistra e la nicotina che ti fa sentire bastarda e stronza a fumare in camera, perchè sai che non devi.
E ciocche di capelli diversi, più corti, più biondi.
Ed altre cicatrici sulle mani, sull’anima.
Altre foto di ricordi da sviluppare.

E tu, sempre e comunque la stessa.

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lunedì 30 gennaio 2006 - ore 11:17


...
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Chi ha da fare non ha tempo per le lacrime.
Non so se la mia Sista stia leggendo, ma vedi un po’ te se non è vero?
Pure Eistein doveva salvare il mondo!


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domenica 29 gennaio 2006 - ore 18:52


Cos’è successo?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


26 gennaio ora 16.35 dopo 20 minuti di esame, finalmente la patente in mano.

27 gennaio , nemmeno un pensiero positivo in testa.

28 gennaio , folle, rosso al semaforo, sottofondo dei tre allegri ragazzi morti, ti rendi conto che sei in macchina, da sola, canti, e sei un adulto. Ci sei dentro fino al collo .

29 gennaio nuova scoperta: impossibile smussare gli angoli , se prima non prendo il gognometro [GONIOMETRO!]e ne misuro l’ampiezza, ne studio i materiali, ne applico strumenti per arrotondarli.
Impossibile essere scoperti, nessun Indiana Jones col suo mitico cappello impolverato, nessun archeologa che tenti di capire cosa ci sia sotto la dura terra.
Li, immobile, sotterrata viva.
Inutile graffiare, inutile gridare.
Nessuno cerca.
Nessuno scava.


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giovedì 26 gennaio 2006 - ore 11:27



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il mondo s’è inventato giorni appositi, date studiate a tavolino, per la commemorazione dei vari drammi della storia, come se ora finalmente ne fossimo esenti.
Ora fino a domani, sono affari seri.
Film sullo sterminio (l’unico che i libri di storia vogliono farci conoscere: ebrei.), manifestazioni, cineforum, visite ai campi di concentramento, testimonianze.
Non ci riesco.
Non riesco a capire la logica di questa corrotta, nostra società.
E mi incazzo, mi incazzo sempre per tutto.
Rabbia fatale, ti fa vedere di quanto sia putrefatta questa storia. La nostra storia.

Questo post, sarà come tanti altri, nessun commento, non merita proprio niente, la rabbia, non va di moda incazzarsi più.

E piangi adolescente imbranato davanti a “la vita è bella”, vent’enne comprati lo speciale su Shinderlist, una massa informe di improvvisati Sensibili.
Piangono, quanto piangono i Sensibili?

Mi fanno tenerezza quasi.
Non essere ipocrita ilenia, li odi.
Li odio.
Ed è l’unica mia reazione: RABBIA e ODIO.

Perché, era 50 anni fa, ma nel 93 dove cazzo eri tu, che sembri uscito dalla cella d’isolamento, il 27 gennaio?
Dove cazzo eri quando in Kossovo, Cecenia, Birmania, Vietnam, Algeria, Rwanda…
Perché non piangi?
Perché non sai nulla e non fai niente per modificare, niente?
E continui il tuo piccolo, malsano sterminio.
E sei quel tedesco che non capiva cosa ci fosse oltre al suo campiello di patate, e si domandava chi fossero quegli scheletrini, ma dormiva profondamente alla sera.
Ti credi migliore di quegli uomini.


Piangi, sensibile donnina del 2006, piangi di gusto, alla fine del film, vatti a fare una sacrosanta birra e parla delle tue fottute unghie nuove.
Della gente che ti innervosisce, dello smog, del blocco delle auto.

Piangi e dormi, la storia ti culla con un’oppiacea ninna nanna, l’importante è che tu non apra gli occhi, piangi a comando.
Piangi il 27 gennaio, e poi tutti a nanna con una bella camomilla di prozac.
Nulla ti turba.

Siamo gli stessi, bisogna osare per cambiare .


Avrei voglia di spaccarlo questo mondo bastardo, sento la giovinezza che passa nelle vene e non riesco a fermarla. La sento come non mai.
Sento di creare un nuovo mosaico bizantino, sano, grande uniforme.
Sento che non fregheranno a nessuno queste parole disgustose , ma penso che da qualche parte, in qualche altro corpo, in qualche altra mente si riesca a provare le medesime sensazioni, e la voglia matta di creare un mondo diverso.


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