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IenaFerox, 26 anni
spritzino di Pd
CHE FACCIO? scienze della comunicazione
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STO LEGGENDO


un commento che merita il Pulitzer:
( domenica 30 ottobre 2005, ore 03.17 )

Non so come dirtelo...leggendo questo post mi è venuto il cervello duro

(dal blog di Barbie)

il post decisamente post dal blog di THELMA
martedì 27 dicembre 2005
ore 14.33

dal parrucchiere
-scusi, io non ho appuntamento: può lo stesso farmi subito?

-tesoro, io sono gay e quindi non posso farti, ma se vuoi verso le 12 posso tagliarti i capelli....

1
post del primo dicembre: come cominciò il 2006

e come lo pensavamo il 2006


belle cose:
oscar wilde che segna punti rispetto alla carità cristianaQUI

AVEVO LA TOSSE

perché i vanzina sono degli stragisti

quando prendo in mano la penna...

non mi piacciono:
il blog di TheBOss11.
non mi piace.
e aborro: K_Redux



sant’Ambrogio di Sparks


etero confusi
dal blog di rossofuoco
- "Uff, che pacco: da quando han chiuso il Pachuca non si sa più che fare!"
- "Già, e chissà com’è adesso che si chiama LoVe..."
- "Ah, guarda: un’inculata!"


sempre a proposito di culattoni (tanto per andare di fino) una spark del dottor sparks
il manifesto di PIANO, ITALIA
di Sparks.

HO VISTO

GAY FESTIVAL ad oslo
altro link:
LINK

io voto per il culo D che a occhio è quello di rossofuoco
non posso che condividere:


sghignazzando:

grazie Sparks
vado a messa da don spritz

STO ASCOLTANDO

Nulla di che

ABBIGLIAMENTO del GIORNO





ORA VORREI TANTO...

soldi, potere, e la licenza di uccidere

una mentina:




(clicca sull’immagine)

STO STUDIANDO...

non è propriamente studio, diciamo una lettura attenta con, in parallelo una analisi critica:


grande libro, proprio bello


e questo saggio sul libro:


OGGI IL MIO UMORE E'...

Esemplifico:


sono un pò scomposto...


e in ansia perpetua





io non sono pazza! sono solo di umore schifoso da più di quarant’anni.
da: "fiori d’acciaio"

«L’odio e la cattiveria mi hanno portato a fare e ad avere tutto questo»
Wanna Marchi

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) ...MICHELE CUCUZZA...
2) alzarsi ogni mattina e non dispiacerti se oggi ti capita di morire...
3) guardarsi allo specchio e scoprire di assomigliare alla bambina di THE RING
4) Essere in ritardo!
5) Seguire il TG4..

MERAVIGLIE


1) il sesso
2) La VENDETTA
3) ma quanto bello è stare in pace a fare quello che più ti piace senza nessuna costrizione e magari con un amico simpatico!
AH! Che meraviglia!
4) Svegliarsi la mattina sapendo ke una bella giornata ti aspetta perchè non hai un cazzo da fare
5) ...non aver peli sulla lingua...
6) Una bella cagata!!
7) svegliarsi e scoprire che i Teletubbies sono stati sterminati!






tesi


robin hoog
programma del circolo del mese

raccolta della rubrica
"la parola del giorno"
Parola del Giorno


la rivista più bella del mondo
priscilla
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lunedì 20 marzo 2006 - ore 20:02


"quoto"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"quoto" è una parola che abovvo, rigorosamente con la evve moscia, perchè è davvero brutta, sembra che debba fare l’uovo, in questo caso però quoto interamente l’ultimo post di Spark.
post sul quale non vi dico niente, solo:
Va, pensiero, sull’ali dorate;
Va, ti posa sui clivi, sui colli,
Ove olezzano tepide e molli
L’aure dolci del suolo natal!
ecc


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lunedì 20 marzo 2006 - ore 19:53


mio marito
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La testa di mio marito è pesante e floscia, nel viaggio di andata sta appoggiata sulla mia spalla. Lui dorme profondamente, nel rumore dell’autobus, inspiegabile per una persona normale, normale per mio marito. Beve troppo, e anche se non bevesse negli anni è diventato stupido e ottuso, e siamo a queste scene; io ferma con la sua testa sulla spalla, un alone di saliva sulla camicia bianca.
Al sedile a fianco del mio, girando la testa, vedo l’Antonietta, la mia amica, parla con la vicina di posto.
Piacerebbe anche a me parlare con loro, ma con la testa sulla spalla non è possibile, il corpo di mio marito è fra di noi e se lo sveglio è peggio. Si metterebbe a urlare e a insultarmi, e farebbe la corte all’Antonietta.
Lei poveretta me l’ha detto, e me l’ha detto anche l’Aldo, suo marito, ma non serviva neanche. Mio marito le ha già messo le mani addosso, poi lo fa con tutte. Anche con me presente.
A un certo punto la saliva di mio marito passa anche la canottiera, la sento sulla spalla. Mi monta un po’ la nausea, ma non ha senso muoversi. La cosa migliore è chiudere gli occhi, fare la faccia rilassata, con la bocca ben chiusa e dritta, e far finta di dormire.
Queste gite organizzate per noi anziani sono perfette per svagarmi. Nei momenti in cui mio marito fa il mona con qualche suo amico o con la cameriera io sto un po’ con l’Antonietta e con le amiche. A casa avrei qualche nipote, di quelli mia nuora ne fa più di una coniglia, e io sono senza macchina. Se sono a casa di vedere gente non se ne parla. Qua almeno, fatta la conta dei morti e dei vivi, almeno si sta in compagnia.
Stasera invece mio marito non mi vuol far vivere. Ha bevuto, e tanto; prima giocando a carte, adesso a tavola. Ha infilato le mani sotto la gonna dell’Antonietta, che adesso si è seduta lontana. La chiama, urla. Io non ho il coraggio di alzare gli occhi e guardarlo, né di guardare nessun altro. Non riesco nemmeno a mettere le mani sopra al tavolo. Le posate sono là, non le ho toccate dopo i primi bocconi. Primo, secondo, contorno e dolce, i camerieri portano e buttano tutte le mie ordinazioni. Sembra anche roba buona, ma semplicemente non riesco a muovere le braccia per mangiare, non riesco a muovere in avanti il busto. "Porto via, signora?" chiede un cameriere. Me ne accorgo solo quando lo ripete toccandomi la spalla. Mio marito è rosso per via del vino, chiama l’Antonietta "bella bionda" e nella stanza nessuno parla. I camerieri dell’albergo si guardano e ridono piano.
Adesso non ho il coraggio di aprire la porta della camera. Prima ho trascinato mio marito su per le scale con l’Aldo. Gli ho giusto detto grazie, che gli dovevo dire? O troppo o niente.
Adesso lui è fuori, pensavo dormisse, mi hanno svegliato gli strepiti in corridoio. È la voce di mio marito, quella delle grandi occasioni. È la fuori, me lo vedo: davanti alla porta dell’Antonietta che batte e urla.
All’improvviso mi irrigidisco, deve aver buttato giù la porta, gli strepiti aumentano, adesso si sente anche l’Aldo. Sono due camere avanti alla mia, il rumore è forte, impossibile che gli altri dormano. Anzi, saranno anche usciti tutti. Quanto gridano! Si aggiungono anche altre voci, quelle degli altri, ma mio marito urla più degli altri.
Bussano da me ora, sono dura e legnosa, una gamba addormentata mi prude. Quando apro la porta due che conosco appena mi spostano da un lato, portano mio marito che biascica e scalcia. Ha i pantaloni calati e il viso pesto.
Entra l’Aldo, e dietro di lui l’Antonietta. L’Aldo urla a mio marito, l’Antonietta lo prende per la spalla, ha la camicia da notte strappata e un segno sul braccio. Mio marito scatta spingendomi da un lato, batto con la faccia sullo stipite. Devo essermi tagliata perché sento che cola un po’ di sangue. L’Antonietta mi porta un asciugamano, hanno bloccato mio marito sul letto, intanto lacrime e sangue mi sono arrivate alla bocca. Sono piegata su una sedia, vicino alla finestra, lacrime e sangue hanno grosso modo lo stesso sapore salato.

questo mi sembra migliore

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domenica 19 marzo 2006 - ore 19:11


compiti per casa
(categoria: " Vita Quotidiana ")


controllo

La mia bocca è pulita, il mio stomaco vuoto e contratto, la schiena dritta e perpendicolare alle spalle. Sono davanti a uno specchio rettangolare, ha gli angoli vivi. Se facessi scorrere le dita sui bordi mi taglierei. immagino di accarezzare il vetro, ritrarre la mano, la linea rossa del taglio sui polpastrelli.
Questa mattina mi sono alzata presto. Volevo riordinare casa, leggere e studiare, mentre facevo colazione ho sorriso alla finestra aperta, l’aria era fresca. Doveva ancora arrivare il caldo del pomeriggio, le finestre erano tutte aperte, per far passare aria. Le ore sono scivolate, senza che me ne rendessi conto, prima una poi due o tre. A mezzogiorno ho rotto un piatto, mi sono appoggiata a un ripiano della cucina, non riuscivo a muovere un muscolo.
Le ore non esistono nel mio busto, il ventre incavato, il seno bianco. Le costole convesse si espandono regolarmente. Con le mani controllo la consistenza della carne, il seno è piccolo e morbido, l’addome è teso e duro.
Quando è rincasata, mia madre mi ha guardato. Poi ha preparato il pranzo. Io sono andata in giardino, mi sono seduta con le gambe contro il petto. Una fila di formiche andava verso l’erba. Gli altri pranzavano mentre io mi guardavo le palme delle mani. Sentivo le loro voci attutite dalle finestre e dai bocconi del pranzo.
La stanza ha le le imposte socchiuse. Fuori è caldo, la stanza invece è fresca e scura, con un leggero odore di cucinato. Le luci del frigorifero colpiscono me e i vetri della finestra alle mie spalle. Nel frigorifero c’è della carne cruda, è stretta nella plastica, la confezione è pesante. Fuori dalla plastica la carne è molle, mentre la mangio le mani si sporcano, la bocca è piena di carne.
Mentre mastico prendo le patate, sono lesse e farinose, si sgretolano in bocca. Mando giù con del latte, mangio il formaggio molle a manciate, cercando il pane. È pane vecchio, secco e duro, riesco a masticarlo solo col latte. La pancetta cruda è tagliata grossa, la stacco con fatica a brandelli, sa di grasso e salato.
Dopo butto le confezioni, plastica, carta, alluminio, i piatti di ceramica sporchi di avanzi. Butto tutto nella pattumiera.
Sono gonfia, mi muovo per casa col fiato corto, mi si sente respirare nel silenzio. Sono sola in casa, gli altri sono usciti, operosi. Mi sento fra i denti pezzi di cibo, le labbra sporche mi tirano, la pancia tende la maglietta.
Ora sono le due del pomeriggio. La pancia grossa sembra un estraneo che mi si preme addosso. Le luci del bagno mi illuminano ogni poro. Ora, così gonfia, non mi guardo. Mi sento sporca, come se il mio sudore avesse una consistenza ferina. Cerco di vomitare, ma il corpo trattiene il cibo. Mi lavo fino ad arrossare la pelle.
Uscita dalla doccia mi fermo sulla porta del bagno. Vestirmi, uscire, restare, telefonare a qualcuno. Sto bagnando il tappeto della camera, qui in piedi, ho un sapore acido in bocca. Nell’altra stanza sento i secondi, qui, respiro con affanno, solo per un momento.


non ne sono molto soddisfatto


corretto


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domenica 19 marzo 2006 - ore 16:35


lista della spesa
(categoria: " Vita Quotidiana ")


oggi devo fare i compiti, vi regalo solo una piccola perla (niente di che):

Come può una persona veramente buona avere il senso dell’umorismo?

Ivy Compton Burnett



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sabato 18 marzo 2006 - ore 15:54


oggi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


sono nero.


anzi no, di più


stasera vado al concerto di gianna nannini

questi i due fatti salienti della giornata

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venerdì 17 marzo 2006 - ore 20:08


io amo: Ivy Compton Burnett
(categoria: " Vita Quotidiana ")


non ho mai letto nulla di suo, so solo che era una donna glaciale e che il suo ghiaccio rimane, non sbrinato, nei suoi libri. come ho scoperto di amarla? in un’antologia di autori inglesi che sto studiando (perché? perchè mi piace la lettertura inglese degli anni di bloomsbury). ma non divaghiamo. ho scoperto di amare ivy, anche se nè io nè sopratutto lei (lo sento nel cuore, altra parola da non usare mai in senso convenzionale, nemmeno come sinonimo di centro) useremmo mai una parola simile in un testo serio (questo blog è tutto tranne che serio, men che meno vero). comunque, con tutte le virgolette del caso, amo Ivy Compton Burnett per questo pezzo trovato in un’antologia. a torto è citata fra le minori, pertanto non le era dato largo spazio:

" ’La gente è sempre contenta, quando i bambini piccoli si addormentano’, disse Henry, ’Così può smettere di pensare a loro. Dànno troppi pensieri’.
’Voi non vi meritate di avere un fratellino piccolo’, disse Miss Ridley.
’Beh, non lo volevamo’
’Ricordo benissimo com’eravate tutti eccitati quand’arrivò’.
’Ma non quando rimase’, disse Megan sorridendo. ’Non quando sarebbe stato sempre qui’.
’Io non ero affatto eccitato’, disse Henry, ’Sapevo che sarebbe dovuto rimanere. Sapevo che non saremmo più rimasti soli Megan e io’.
’Temo che questo sia un punto di vista egoistico’
’Tutti i punti di vista sono egoistici’, disse Megan, ’E’ così che la gente guarda alle cose stesse. E così devono essere’."


questo è quello che voglio sia scritto sulla mia lapide, senza fretta.


un suo ritratto, perdonate se è storto ma il libro di tullio pericoli è grosso e non ci stava nello scanner


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venerdì 17 marzo 2006 - ore 00:13


giornata
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ieri; giornata piena di niente assoluto, non sono depresso per un motivo semplicissimo: con la depressione devi almeno avere dei pretesti.
stasera ho visto un film su una parrucchiera di Pittsburgh che, ricevendo un souvenir dalla madre in vacanza in brasile, veniva posseduta dallo spirito di un prete scomunicato.
incredibile ma vero alla fin fine era anche un film decente. anche se terribilmente umido, a Pittsburgh piove sempre.
ieri si è laureato mio cugino, stessa facoltà, stesso corso di laurea, lui è più giovane di un anno del sottoscritto. in più mia madre e mio padre hanno fatto di tutto per farmi intendere che sono un fallimento. non so cosa mi trattenga dall’uscire a spasso col cane, lasciando i rubinetti del gas aperti. forse il fatto che sono troppo pigro, per portare fuori in silenzio tutta la mia roba, e poi risulterebbe sospetto.


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mercoledì 15 marzo 2006 - ore 14:22


mi viene da vomitare
(categoria: " Accadde Domani ")


Il ministro per l’Immigrazione olandese Rita Verdonk ha deciso di far riprendere i rimpatri verso l’Iran dei gay iraniani richiedenti asilo, riferisce l’agenzia Afp citando una lettera che lo stesso Ministro ha inviato al Parlamento.

Con questa decisione, la Verdonk cancella la sospensione di sei mesi dei rimpatri, precedentemente stabilita dalle autorità olandesi.

La sospensione era stata stabilita dopo la notizia, risalente a luglio 2005, dell’impiccagione in Iran di due giovani omosessuali.
Per il Ministero dell’Immigrazione olandese, Teheran ha invece chiarito che l’esecuzione dei due ragazzi non fu legata alla loro omosessualità, ma perché giudicati colpevoli del sequestro e stupro di un minore.

"Non c’è traccia di esecuzioni o condanne capitali emesse in Iran sulla base della sola omosessualità di un imputato”, è scritto nella lettera. L’;omosessualità" aggiunge il testo " non è mai il principale capo d’accusa nei confronti di un imputato.

La legge iraniana prevede la condanna a morte per il "reato" di sodomia consensuale, qualora l’atto venga ripetuto e l’imputato sia riconosciuto come adulto sano di mente.

Nonostante queste leggi" dice la Verdonk "le ricerche condotte dal Ministero Esteri olandese mostrano che "non è completamente impossibile per i gay muoversi all’nterno della società iraniana, sebbene sia importante non parlare troppo apertamente del proprio orientamento sessuale"

L’organizzazione olandese per i diritti dei gay COC ha bollato la decisione del Ministero come "rivoltante". Il Ministro "accusa il COC "ha basato troppo la propria decisione sulle spiegazioni fornite da Teheran e troppo poco sulla situazione reale.


altro qui

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mercoledì 15 marzo 2006 - ore 13:26


illumicino
(categoria: " Vita Quotidiana ")




p.s. da ora in poi i testi dei racconti li metterò in un blog fatto per il corso: questo

perchè ve lo dico? perchè mi sono svegliato a mezzodì e non ho altro di interessante da dire. prima del terzo caffè non ho opinioni su nulla.



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mercoledì 15 marzo 2006 - ore 01:45


segnalazione di servizio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


PACS
per riconoscere la dignità di chi si ama
per seguire la strada tracciata dall’Europa
Venerdì 17 marzo - ore 17
Aula E - Palazzo del Bo’

Università degli Studi di Padova
Coordina:
Omar Monestier - direttore de "Il Mattino di Padova"Intervengono:
Lella Costa - attrice
Alessandro Zan - resp. nazionale Pacs e presidente di Arcigay Veneto
Silvana Collodo - Presidente Comitato Pari Opportunità Università di PadovaI
Ilario Simonaggio - Segretario generale CGIL Padova

Iniziativa organizzata da Cgil Padova con il patrocinio dell’Università degli Studi di Padova




nota mia:
lella costa è molto simpatica, e ha il dono di saper comunicare senza troppe parole, consiglio

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