"Di qualsiasi cosa si tratti, io sono contrario!"
La visione di me stesso
Il piccolo Damiano
"Now I’m not looking for absolution/
Forgiveness for the things I do/
But before you come to any conclusion/
try walking in my shoes..."

"Non sono un prete e non sono un insegnante: loro dicono cose carine, io invece inizio e finisco sempre con ’cazzo’ " Marzia da Carbonara 3 Marzia da Carbonara 2 Marzia da Carbonara 1 Marzia da Carbonara 0 Marzia da Carbonara X2
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domenica 27 marzo 2011 - ore 22:01
Quel che resta del post
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il post precedente mi ha fatto riflettere.
Anche il fatto di riflettere sulle mie stesse parole mi fa riflettere, ed è cosa meno scontata di quanto in un primo tempo possa apparire. Si, perché sarebbero passati questi cinque anni, effettivamente, e lorbita della Terra ha fatto in tempo a spostarsi almeno tre volte. Il Sole, chiaro, è sempre al centro, però sono i satelliti a causare lalzarsi e labbassarsi del mare.
Quindi è forse ora di dare una ripulitina, almeno, a questo blog.
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domenica 27 marzo 2011 - ore 21:33
Diario di un curato di campagna
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cè una parte di me che è piuttosto festaiola.
E una parte che la macabra routine non riesce a sopprimere, e che mi rende un cultore di ogni tipo di ricorrenza egotistica.
Ad esempio, domani è il mio quinto laureanno. In cosa si traduce la gioia di un lustro laureannese? Forse in un patentino da pubblicista, in un viaggio in Australia, forse nellannunciare la stampa delle mie memorie?
Essendo lunedì, credo che intanto timbrerò il cartellino, e penserò ai sogni di allora, a quelli che si sono avverati e a quelli che no. Caro il mio suinide duemilasei.
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giovedì 24 marzo 2011 - ore 00:08
Forse
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Forse non riconosci tuo figlio perché porta il tuo cognome. Non lo riconosci dagli occhi, del tuo stesso colore, né dalle mani, così simili alle tue.
Forse lo riconosci quando ti fa un regalino per la festa del papà, tu lo ringrazi, e lui guarda lievemente verso il basso, come faresti tu, senza dire nulla.
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lunedì 14 marzo 2011 - ore 23:21
Non lo so se mi piace o no, ma la notte porta consiglio
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Me ne girellavo allegramente sotto il cielo plumbeo, durante la pausa pranzo. Niente da fare che non fosse lasciar trascorrere il tempo.
Ad un certo punto qualcosa mi colpisce alla nuca. Non provoca dolore, è come una palletta di foglie autunnali che mi schiaffeggia quei capelli che non vedo mai.
Poco male, mi dico, tanto non li vedo mai.
La palletta, però, è effettivamente una palletta, ma di carta. Mi chino, la raccolgo e la apro per bene. Si tratta di un messaggio, uno di quelli che fa sempre piacere trovarsi appresso: è di Marzia, che scrive da una rupe in provincia di Padova che chiama Carbonara.
Onestamente mi chiedo come una palletta possa fare circa 15 km, a meno che chi l’ha tirata non sia nei dintorni. Ma Marzia non c’è: anche se ci fosse non la riconoscerei, perché io lei non l’ho mai vista.
Comunque il messaggio parla abbastanza chiaro: io non conosco lei, ma lei conosce me.
"Caro J.T.
ti seguo da tanti anni ma è la prima volta che ti scrivo.
Io penso che tu sia un po’ sprecato: passare una vita ad evitare di pestare le merde per strada non è il sogno di nessuno. Ma la mia vera domanda per te è questa: perché arriva sempre un momento in cui mandi a fare in culo la gente?
Tua, M."
Cara Marzia, alle volte credo che tu sia quell’infermiera dall’aria triste che vedo ogni giorno, una bella donna di circa quarant’anni, separata, con due figli, che credo potrebbe essere la donna della mia vita proprio per quella sua tristezza che carica di sensualità la sua bellezza ferina.
Difficile scoprire alcune cose nella vita, di solito quelle su cui ci facciamo più domande. E detto questo, aggiungo che la tua domanda è molto interessante da un punto di vista psicanalitico: a me la gente piace, ma il mio lavoro su questa terra è forse quello di respingere la gente a cui piaccio. Per questo, e non per altri motivi, dentro uno zainetto, un cassettino, una tasca interna del cappotto, avvolto in un fazzolettino di raso bianco orlato di pizzi e merletti che rimandano ad un altro tempo, un’altra epoca, un’altra persona uguale, ecco in posti simili io non mi faccio mai mancare un piccolo vaffanculo, Marzia mia.
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domenica 13 marzo 2011 - ore 23:06
Creattività
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Gli italiani non ne sanno praticamente niente, ma il cinema indipendente americano dellultimo decennio è mostruosamente superiore a quello, ben più blasonato, del decennio precedente, su cui un "Pulp Fiction" e alcuni Oscar facinorosi avevano portato uno sconsiderato quanto sproporzionato occhio di bue.
Oggi, e questo solo per restare nel ristretto ambito della commedia, non ci sono solo Wes Anderson, Noah Baumbach e Jared Hess (che qualcuno da già per morto dopo 3 film in croce), ma Peter Sollett, Miguel Arteta, Greg Mottola.
Se ad esempio la melma per voi è ovunque e dovete voltare assolutamente pagina, un modo buono per cominciare (subito dopo aver inumidito il pollice) è guardare, nellordine:
quindi

e infine
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venerdì 11 marzo 2011 - ore 23:47
Ok
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ok ragazzi, oggi si è toccato il fondo.
Mirava ad oggi la lunga preparazione di un turpe rituale di degradazione in contumacia. Che, però, stavolta mi ha trovato pronto al varco.
Dalla giornata di oggi apprendiamo alcune cose:
1) Sembrerà un cliché, ma la competenza acquisita sul campo nel prendere gli stronzi per le corna non ha alcuna possibile comparazione
2) Una consistente parte della classe dirigente non va in paradiso, come invece succede a quella operaia
3) Un vaffanculo, intensamente pensato per anni, riesce ad arrivare a segno pur senza essere mai espresso a parole
Finiamo la settimana consci che la settimana prossima ce la faranno pagare, ma fottendocene con la più frivola nonchalance.
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mercoledì 9 marzo 2011 - ore 22:01
Ci sono film solo in apparenza comuni
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ma che in realtà sono talmente disturbanti da essere giocoforza destinati alloblio, e da essere esclusi persino dalla categoria onnicomprensiva di "cult".
Uno di questi è "Unthinkable" di Gregor Jordan.
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lunedì 7 marzo 2011 - ore 00:24
Schiaccia il pedale del pessimo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi sembra che più si va avanti, più la situazione per le gente peggiora.
E quando dico "la gente" intendo la gente vicina a me. Quindi, la gente, non un indefinito popolo da sondaggisti fumatori di oppio.
Persone che in anni non riescono a trovare un lavoro, né una collocazione, altre che decidono di dire di no alla pressione quotidiana, finendo dalla padella nella brace, proletari che si definiscono tali e manco hanno la prole. E un corollario di situazioni ormai sclerotizzate, quindi mostruosamente accettate come normali: tipo essere licenziati e stare senza lavoro 20 giorni come conditio sine qua non per vedersi assicurato (?) un contratto.
Qualche giorno fa, un radiologo mi confessava di ritenere che il ceto medo fosse ad un passo dallesplodere. Io ho grande stima dei radiologi.
Ah, 12 anni fa moriva Stanley Kubrick, una di quelle morti a cui penso ogni anno.
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venerdì 4 marzo 2011 - ore 23:00
Vecchio bastardo
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Domani è il compleanno del mio ex capo.
Non so se resisterò alla tentazione di fargli gli auguri.
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giovedì 3 marzo 2011 - ore 19:46
Schiatta d’invidia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Amo il mio lavoro.
E a guardare bene tutti i dati a nostra disposizione questa è, diciamocelo, una cosa irrimediabilmente malata e perversa.
ma anche
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