JUB’S
STATE FACENDO IL POSSIBILE PER FARE IL MENO POSSIBILE
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La mia passione...
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"ILA E VALE" e...

Dal monologo di Freccia tratto da un film di LUCIANO LIGABUE
"...Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards.
Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che vuole l’affitto ogni primo del mese.
Credo che ognuno di noi si meriterebbe un padre e una madre che siano decenti sfondosfondocon lui almeno finché non si sta in piedi.
Credo che un’Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa.
Credo che non sia tutto qui, però prima di credere in qualcos’altro bisogna fare i conti con quello che c’è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche Dio.
Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose.
Credo che c’ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n’ roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le cazzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono.
Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merckx.
Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri..."
"Per una magia cosi’, dice, val la pena vivere"
"O siamo capaci di sconfiggere le
idee contrarie con la discussione,
o dobbiamo lasciarle esprimere.
Non è possibile sconfiggere le idee
con la forza, perché questo blocca
il libero sviluppo dell’intelligenza."
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venerdì 27 aprile 2007 - ore 10:41
(categoria: " Vita Quotidiana ")
SABATO SERA RIAPRE...
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lunedì 23 aprile 2007 - ore 11:00
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INTER, IL SECONDO SCUDETTO CONSECUTIVO
Domenica, 22 Aprile 2007 16:51:05
MILANO - Eccolo, è lui, è bellissimo, è il secondo scudetto consecutivo, il quindicesimo della storia di F.C. Internazionale Milano.
Ora, guardandolo da vicino, accarezzandolo in questo dolce aprile insieme a un popolo di tifosi in festa, è veramente bello questo secondo scudetto di Massimo Moratti, nato e cresciuto sotto la stella di Giacinto Facchetti, che in questi strepitanti momenti di felicità e di orgoglio nerazzurro ci manca ancora di più, ci mancherà sempre di più.
Questo è il titolo di campioni d’Italia 2006-2007 che nessuno è riuscito a staccare dalla maglia di Roberto Mancini, da quelle dei nostri bravissimi campioni che hanno autografato un Campionato da record, vincendo contro tutto e tutti, persino ogni partita a distanza contro il luogo comune distorto di un torneo facile. Non è mai facile stabilire o eguagliare record nello sport, come invece sono stati stabiliti ed eguagliati da una squadra costruita con passione e competenza, gestita con attenzione, guidata a testa alta, onorata in ogni allenamento, prima ancora che in tutte le partite, da un gruppo che aveva fissato un appuntamento ed è arrivato in largo anticipo sotto lo striscione del traguardo accompagnato dalla professionalità e dalla disponibilità dei moltissimi che hanno lavorato dietro le quinte, in sede, ad Appiano Gentile, allo stadio o al Settore Giovanile, al sito ufficiale come a Inter Channel o alla rivista. Tutti insieme, tutti qui, a braccia alte, insieme con milioni di straordinari tifosi: a Milano, che è la nostra città, come in ogni angolo del mondo, il nostro mondo nato quasi cento anni fa da un atto di ribellione, da un’idea geniale, dalla voglia di essere quello che altri non saranno mai.
Alzate il volume, fatevi sentire, c’è una gioia da urlare con rispetto e fantasia, con la nostra bandiera da sventolare sotto il cielo: l’Inter ha vinto lo scudetto, il secondo consecutivo. È la storia che lo ripete insieme con noi, è questa la storia che potremo raccontare ai cuori nerazzurri del futuro, come a noi hanno fatto sognare le leggende dell’Inter di Alfredo Foni (1952-1953 e 1953-1954) e della Grande Inter di Angelo Moratti ed Helenio Herrera (1964-1965 e 1965-1966).
Milano, 22 aprile 2007: l’Inter è Campione d’Italia. È la realtà il nostro sogno.
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lunedì 23 aprile 2007 - ore 10:22
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SIAMO NOI SIAMO NOI
I CAMPIONI DELLITALIA SIAMO NOI... 

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lunedì 23 aprile 2007 - ore 10:19
CAMPIONI DITALIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...AMALA PAZZA INTER AMALA... 



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venerdì 20 aprile 2007 - ore 16:38
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Quei gloriosi anni 80
NOI DEGLI ANNI 80Lo scopo di questa missiva é quello di rendere
giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni 80
(anno più,anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai
nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la
propria fino ai 50 anni. Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo
visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né
abbiamo votato il referendum per laborto e la nostra memoria storica
comincia coi Mondiali di Italia 90. Per non aver vissuto direttamente il
68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più
di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli
minori e discendenti. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che
chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo
avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno
avuto tutto, e nessuno glielo dice. Siamo lultima generazione che
ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a
lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato
coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto
i cartoni animati a colori. Abbiamo indossato pantaloni a campana,
a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra
prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime
scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10
anni. Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e
non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a
fare la Maturità e i pionieri del 3+2... Siamo stati etichettati
come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin
Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso,
vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo
innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con
Heather Parisi, cantato con Cristina DAvena e imparato la mitologia
greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare
campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo
del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente
licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo,
come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato
che cosè il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e
Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale;
siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra
generazione lhanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.);
abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dallItalia, senza sapere molto
bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di
chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo
che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di
Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del
Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di
Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e
Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci
siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dellArca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le
Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano
le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal
Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare..."), delle sorprese del
Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi,
i Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, lIncredibile
Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss
Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la
casa di Barbie di cartone ma con lascensore. La generazione che ancora
si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. La generazione
che non ricorda lItalia Mondiale 82, e che ci viene un riso smorzato
quando ci vogliono dare a bere che lItalia di questanno è la
favorita... Lultima generazione a vedere il proprio padre caricare
il portapacchi della macchina allinverosimile per andare in vacanza
15 giorni. Lultima generazione degli spinelli... Guardandoci
indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in
macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag;
facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe
turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali
con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né
protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con
gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non
cerano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni,
tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci
imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Magiavamo dolci e bevevamo
bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci
attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato.
Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri
sistemavamo lavandoci la testa con laceto. Non avevamo
Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi,
dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo
tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto;
bevevamo lacqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non
imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano
inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della
bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo


Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità
e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno di nostri?
Congratulazioni!
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venerdì 20 aprile 2007 - ore 14:41
(categoria: " Vita Quotidiana ")

DAI RAGAZZI LA PROSSIMA E’ QUELLA BUONA...
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martedì 17 aprile 2007 - ore 15:48
Messaggio MMS
(categoria: " MMS & SMS ")
Ecco a voi le mie due cuginette... Quanto belle sono?

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lunedì 16 aprile 2007 - ore 17:12
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E ANDIAMO -90 MINUTI E CI SIAMO SI PUO’ FESTEGGIARE...
AMALA PAZZA INTER AMALA...


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lunedì 16 aprile 2007 - ore 09:18
(categoria: " Vita Quotidiana ")
MONKEY AROUND :: festa comepochi :: 21 aprile 2007

dettagli:
- MONKEY AROUND
- sabato 21 aprile
- dalle ore 22 alle 04
- Battaglia Terme(PD), in fondo al viale sant’elena
- presso il Salone del Parco Pietro d’Abano (stesso posto della festa KGB)
- si entra con biglietto
- gli inviti si chiuderanno giovedì 19 aprile
- dj uti from comepochi + dj estARTica_sonora from TRANSILVANIA - VINILE - SHINDY
(rock, indierock, banale)
x ulteriori info:
jvk 340.3010575 - mail
denis 349.4550485 - mail
lele 340.3278355 - mail
ptk 340.7418632 - mail
indicazioni stradali:
da strada battaglia.... arrivando da padova, superare mezzavia e 2 carrare, ad un certo punto girare a dx x il ponte seguendo le indicazione per battaglia, seguire la strada che entra in paese, via Roma, girare a dx per via colli Euganei, al 1° incrocio svoltare a sx x viale Sant’ Elena. percorrerlo tutto fino in fondo …fino a trovare il cancello di ingresso dello stabilimento
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venerdì 13 aprile 2007 - ore 10:24
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ligabue: certe notti non si può...non ascoltare!
Un mega evento per il numero di fan accorsi al concerto del rocker emiliano (oltre 180.000 mila), una mega delusione per l’ora e mezzo di concerto "per non udenti"
(AGM-LSP) Peccato, peccato, peccato.
Peccato per l’impianto audio che già dalla prima canzone ha incominciato a fare i capricci. Peccato per i fan che accorsi al grande evento non hanno ascoltato metà del concerto. Peccato per Ligabue che era emozionato per la sua grande notte e che oggi si scusa con i fan per la parte (troppa) del concerto che per problemi tecnici non si è sentita.
Ma come è possibile organizzare un evento che si è auto-annunciato da record sin dai primi giorni e non prevenire possibili disguidi tecnici? Si sa che prevenire è sempre meglio che curare o no?!.
Noi eravamo lì in mezzo alla gente. Al centro del Campovolo di Reggio Emilia, inondato da persone sin dalla mattina. Gente proveniente da tutta Italia per non mancare al grande giorno del rocker emilano.
Otto mega schermi, 4 palchi e tutto il Campovolo tempestato da enormi casse audio. Un mega show di spettacolo di luci e musica. Uno spettacolo in tutto e per tutto.
I numeri hanno parlato da soli: 180.000 mila fan hanno invaso Reggio Emilia. Un record. Un record per il loro Re del rock.
Alle 21.30 si accendono le luci e Ligabue dal palco esordisce con "Allora non era una balla, ci siete davvero? Ebbene, vi do una comunicazione di servizio: ci siamo anche noi". Le note de "Il giorno dei giorni" prendono vita dalla chitarra e dalla voce del Liga.
Il concerto, per chi non era sotto il palco, aveva un suono lontano. Percepibile a fatica. Dopo oltre un’ora risultava difficile persino intuire quale canzone stesse cantando.
In molti sono rimasti lamentandosi a gran voce ma molti hanno invece deciso di andare via. Delusi e amareggiati per aver ascoltato poco del concerto dell’anno.
L’artista si è spostato da un palco all’altro fino al miracolo delle 23.00, quando in coppia con Mario Pagani le note di "Una vita da mediano" si sono sentite alla perfezione. Un unico coro ha intonato la bellissima canzone. Finalmente il concerto è cominciato. Lo si ascoltava davvero. E Ligabue non ha deluso, anzi ha incalzato e la sua voce ha incantato i molti fan rimasti ad ascoltarlo.
Da "Questa è la mia vita" ritorna al palco principale e lo show ha il suo splendore con i fuochi d’artificio in "Balliamo sul mondo" e poi ancora in "Tra palco e realtà". Con "Certe notti", un’autentica canzone-poesia sigilla l’emozione del momento. I bis non vengono risparmiati e così rinbomba l’Ohhh Ohh Ohh de "Urlando contro il cielo".
E alla fine si aveva voglia di continuare a cantare tutta la notte, continuare ad ascoltare Ligabue la sua voce, la sua musica, le sue canzoni che sono davvero una carezza sul cuore. Peccato che questa atmosfera e questi suoni non ci siano statifin dall’inizio!
Ti ricordi ILA, e noi eravamo là e siamo stati dentro fino alla fine rimarrà per sempre una giornata indimenticabile... noi cinque a cantare a squarciagola... FENOMENALE
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